LA CHIESA

      


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LITURGIA

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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:








  VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde
BO060 ;

Il profeta Isaia proclamava che il Messia sarebbe venuto per annunciare la buona novella ai poveri. Gesù, commentando
questo testo nella sinagoga di Nazaret, dice solennemente: “Questa parola della Scrittura... si adempie oggi” (Lc 4,18-19).
Ma Gesù è venuto per guarire le malattie dei poveri, spesso in modo straordinario o prodigioso? Certo Gesù dà spesso prova della sua misericordia di fronte alle sofferenze umane. Ma, in ogni caso, questi sono segni del potere che il Figlio dell’uomo ha ricevuto da colui che lo ha mandato per liberare da una schiavitù più profonda, da una lebbra più cronica, per liberare dal peccato.
Chi può perdonare i peccati, se non Dio? “Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati disse al paralitico, prendi il tuo letto e va’ a casa tua” (Mt 9,6).
Cos’ha Gesù, che cosa irradia il Maestro per provocare nel lebbroso questa supplica colma di fiducia: “Se vuoi, puoi guarirmi”? Gesù si avvicina al lebbroso: “Lo toccò”; il lebbroso manifesta la sua fiducia, la sua gioia, la sua testimonianza, non può tacere.
E noi? Noi siamo la Chiesa di Gesù che prolunga la sua presenza e la sua opera nel mondo. In tutti i settori dove è in gioco il dolore di un qualsiasi uomo, dove la sua dignità di figlio di Dio è in pericolo, dove c’è emarginazione, qualunque essa sia, là si gioca la nostra credibilità in quanto Chiesa che porta la salvezza di Gesù.

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Antifona d'ingresso
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Tu sei mia rupe e mia fortezza:
guidami per amore del tuo nome. (Cf. Sal 30,3-4)


Colletta
O Dio, che hai promesso di abitare
in coloro che ti amano con cuore retto e sincero,
donaci la grazia di diventare tua degna dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno B):
Padre, che nel tuo Figlio crocifisso
annulli ogni separazione e distanza,
aiutaci a scorgere nel volto di chi soffre
l'immagine stessa di Cristo,
per testimoniare ai fratelli la tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

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Prima lettura

Lv 13,1-2.45-46
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.

Dal libro del Levìtico

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 31

Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

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Seconda lettura

1Cor 10,31-11,1
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

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Vangelo

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Mc 1,40-45
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore nostro Gesù Cristo ha preso su di sé le nostre sofferenze per farci partecipare alla sua risurrezione. Consapevoli di questo suo dono, rivolgiamo a lui il grido della nostra preghiera.
Preghiamo insieme e diciamo: Risanaci, o Signore!

1. Per la Chiesa e i suoi pastori: manifestino nel loro ministero la presenza di Gesù che si china sui malati e condivide il loro dolore, preghiamo.
2. Per i nostri malati: sappiamo vedere in loro i nostri fratelli che soffrono, cercando di essere loro vicini con amore e sacrificio, preghiamo.
3. Per le autorità politiche ed economiche: si impegnino a combattere le gravi malattie che ancora oggi non hanno sufficienti cure, soprattutto nei luoghi più poveri del mondo, preghiamo.
4. Per i malati di AIDS e per tutte le malattie che, come la lebbra, allontanano le persone: perché la lotta contro il male superi i pregiudizi e le nostre paure, preghiamo.
5. Per la nostra comunità cristiana: guardi con rispetto e serva con delicatezza i malati, i disabili, gli anziani, riconoscendo che le loro sofferenze unite a Cristo sono offerte per la nostra salvezza, preghiamo.

Signore, che hai toccato la mano del lebbroso e l'hai risanato, tocca anche i nostri cuori, liberali dall'egoismo e dall'indifferenza che ci spinge a chiudere gli occhi di fronte al male presente nel mondo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Preghiera sulle offerte
Questa offerta, o Signore,
ci purifichi e ci rinnovi,
e ottenga a chi è fedele alla tua volontà
la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona alla comunione
Mangiarono fino a saziarsi
e il Signore appagò il loro desiderio.
La loro brama non andò delusa. (Cf. Sal 77,29-30)

Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il Figlio unigenito,
perché chiunque crede in lui non vada perduto,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)

Oppure (Anno B):
«Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
«Lo voglio, sii purificato!». (Cf. Mc 1,40.41)


Preghiera dopo la comunione
O Signore,
che ci hai fatto gustare il pane del cielo,
fa’ che desideriamo sempre questo cibo
che dona la vera vita.
Per Cristo nostro Signore.



O M E L I E
a cura di
Qumran2.net


    Casa di Preghiera San Biagio FMA       (Omelia del 11-02-2024)
Commento su Mc 1,40-45
Come vivere questa Parola? Il Vangelo di questa domenica c'introduce al tempo forte che stiamo per iniziare questo prossimo mercoledì delle cenere, il tempo liturgico della Quaresima; tempo di conversione e di purificazione. Oggi ci troviamo di fronte a Gesù e il lebbroso purificato. L'evangelista Marco ha la capacità di trasmetterci l'incontro di Gesù con ...
(continua)

 
    don Lucio D'Abbraccio       (Omelia del 11-02-2024)
Lasciamoci toccare e purificare da Cristo Gesù, e usiamo misericordia verso i nostri fratelli!
Domenica scorsa abbiamo visto che Gesù, nella sua vita pubblica, ha guarito molti malati, rivelando che Dio vuole per l'uomo la vita, la vita in pienezza. Il Vangelo di questa domenica ci mostra Gesù a contatto con la forma di malattia considerata a quei tempi la più grave, tanto da rendere la persona "impura" e da escluderla dai rapporti sociali: parliamo d ...
(continua)

 
    padre Gian Franco Scarpitta       (Omelia del 11-02-2024)
Nel dolore la morte e la resurrezione
Il rapporto di Gesù con un lebbroso, affetto da quello che oggigiorno viene definito il "morbo di Hansen", del quale si conoscono anche le cause e le terapie anticontagio, collocato nel suo tempo ci suggerisce quello che doveva essere la concezione della malattia in senso globale. In altre parole, la lebbra per la sua gravità compendia ogni altra malattia e ...
(continua)

 
    Agenzia SIR       (Omelia del 11-02-2024)
Commento su Marco 1,40-45
Voglio essere purificato (Dal Vangelo di Marco) Nella liturgia odierna la Scrittura ci ricorda le meraviglie di Dio nella nostra vita. I "mirabilia Dei" sono una presa di coscienza di chi riconosce Gesù come kyrios, e come maestro della vita. Non è un semplice guaritore ma il Figlio di Dio, il Verbo che si fa carne e a quanti lo accolgono dà il potere di ...
(continua)

 
    don Domenico Bruno       (Omelia del 11-02-2024)
L' amore dona nuova vita
Tutti abbiamo bisogno di sentirci amati. Tutti vogliamo qualcuno di speciale e per cui essere speciale... continua a leggere su www.annunciatedaitetti.it La nostra missione continua con altri formati anche su: Instagram Facebook Telegram dove troverai anteprime e contenuti esclusivi. Abbiamo anche una WebTv Ascolta tutti i nostri podcast e gli altr ...
(continua)

 
    don Alberto Brignoli       (Omelia del 11-02-2024)
Toccare con mano le miserie umane
È difficile per noi comprendere la pesantezza e la gravità di una malattia come la lebbra, che non solo sfigura nella carne, ma crea pure una grave forma di emarginazione sociale, considerato l'elevato grado di contagiosità che essa porta con sé. Nel passato, poi, la lebbra ha dovuto fare i conti con quella mentalità che portava a ritenere il malato un impur ...
(continua)

 
    don Alfonso Giorgio Liguori       (Omelia del 11-02-2024)
Lo voglio, sii purificato!
LA GIOIA DEL VANGELO ...
(continua)

 
    padre Ermes Ronchi       (Omelia del 11-02-2024)
Dio risana le nostre vite senza porre condizioni
Un lebbroso cammina diritto verso di lui. Gesù non si scansa, non mostra paura. Si ferma in faccia al dolore, al rifiuto del villaggio, così vicino da toccarlo. Il lebbroso "porterà vesti strappate, sarà velato fino al labbro superiore, starà solo e fuori" (Lev 13,46). Dalla bocca velata, dal volto nascosto del rifiutato, esce un'espressione bellissima: «Se ...
(continua)

 
    don Nicola Salsa       (Omelia del 11-02-2024)
Luoghi deserti cuori aperti (Mc 1,40-45)
...
(continua)

 
    Frati Minori Cappuccini       (Omelia del 11-02-2024)
Commento su Marco 1,40-45
...
(continua)

 
    don Fabio Rosini       (Omelia del 11-02-2024)
Commento al Vangelo del 11 febbraio
...
(continua)

 
    Missionari della Via       (Omelia del 11-02-2024)
Lo voglio, sii purificato
...
(continua)

 
    Missionari della Via       (Omelia del 11-02-2024)

Nella Bibbia il termine lebbra copriva un'ampia gamma di malattie e infezioni della pelle (oltre che muffe casalinghe e impurità di oggetti). Probabilmente al tempo di Gesù indicava anche la vera e propria "malattia di Hansen". Erano dunque considerati lebbrose diverse categorie di persone, escluse dalla vita della comunità, emarginate fuori dalle città fino ...
(continua)

 
    don Michele Cerutti       (Omelia del 11-02-2024)

Gesù ci mostra in questi primi passi nel ministero pubblico il vero volto del Padre. Vicinanza, compassione e tenerezza. Vicinanza per ciascun uomo nessuno escluso perfino per un lebbroso. Malato che doveva essere messo ai margini perché impuro e doveva perfino abitare fuori dai centri abitati. Gesù ascolta il grido di aiuto e si fa vicino a questo infortu ...
(continua)

 
    padre Paul Devreux       (Omelia del 11-02-2024)
Commento su Marco 1,40-45
In quel tempo, venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!» Il lebbroso doveva vivere lontano dai sani, per evitare il contagio. Ma pensavano anche che se uno contraeva la lebbra era perché Dio aveva voluto punirlo per i suoi peccati. Quindi era considerato malato per colpa sua, e non incuteva alcuna pi ...
(continua)

 
    don Roberto Rossi       (Omelia del 11-02-2024)

...
(continua)

 
    Omelie.org - autori vari       (Omelia del 11-02-2024)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Quintino Venneri Quanto noi associamo alla parola lebbra, al tempo di Gesù era molto più ampio. Con "lebbra" si intendono tutta una serie di malattie della pelle, più o meno gravi, ma comunque evidenti, visibili, riconoscibili. Se eri malato di lebbra, questo non poteva essere nascosto. Diventava un marchio evide ...
(continua)

 
    Omelie.org (bambini)       (Omelia del 11-02-2024)

"lo voglio sii purificato" Cari Bambini ben trovati! Oggi abbiamo ascoltato una storia veramente bella: la guarigione di un lebbroso! Noi non sappiamo più cosa sia un lebbroso perché fortunatamente questo male, qui da noi in Italia, non c'è più da tanto tempo. Anticamente però era molto diffuso. Anche san Francesco quando vedeva un lebbroso all'inizio rima ...
(continua)

 
    padre Maurizio De Sanctis       (Omelia del 11-02-2024)
La lebbra più pericolosa...
...
(continua)

 
    don Marco Scandelli       (Omelia del 11-02-2024)
#2minutiDiVangelo Marco 1,40-45 - Perché oggi accadono meno miracoli?
2minutiDiVangelo Mc 1,40-45 Perché oggi accadono meno miracoli? Più aumenta la fede e meno bisogno c'è di miracoli. Commento al Vangelo - Omelia a cura di don Marco Scandelli Siamo al capitolo I di San Marco, versetti 40-45. Il testo odierno ci offre uno spaccato di quella che è stata la vita terrena di Gesù negli ultimi anni, dall'inizio del suo ...
(continua)

 
    don Roberto Seregni       (Omelia del 11-02-2024)
Tese la mano e lo toccó
È la prima volta che l'evangelista Marco parla della compassione di Gesù. È davvero bella questa immagine del maestro che si commuove davanti al lebbroso. È come se perdesse il controllo davanti al dolore di un uomo schiacciato dalla vita e non riuscisse a tenere a freno i suoi sentimenti. Il verbo scelto da Marco indica passione, esprime il fremere intimo d ...
(continua)

 
    don Roberto Fiscer       (Omelia del 11-02-2024)
#StradeDorate - Commento su Marco 1,40-45
...
(continua)

 
    don Gianfranco Calabrese       (Omelia del 11-02-2024)
Video commento su Marco 1,40-45
...
(continua)

 
    Paolo Curtaz       (Omelia del 11-02-2024)
Lo voglio
L'inizio del vangelo di Marco non finisce di stupirci. Gesù ha iniziato il suo ministero guarendo un indemoniato nella sinagoga, per ricordare alla sua comunità, e a noi, che la prima conversione da fare è all'interno della Chiesa che, troppe volte, ha una visione "demoniaca" della fede, come di qualcosa che intercetta la vita quotidiana nella visione di un ...
(continua)

 
    don Antonino Sgrò       (Omelia del 11-02-2024)
La vera guarigione è la relazione con Gesù
La gente spesso pronuncia espressioni che lasciano intendere una certa comprensione del mistero di Cristo, come ?abbi pietà di me', ?sia fatta la tua volontà'. In questo racconto la pietà e la volontà di Gesù sono mosse da un lebbroso che, lontano da ogni sguardo d'amore e possibilità di comunicare, trova finalmente la forza di gridare il suo dolore. Quanta ...
(continua)

 
    diac. Vito Calella       (Omelia del 11-02-2024)
L'impuro si supera con la severità della purezza della carità, praticata da Gesù
La realtà dell'impurità esclude, separa La parola di Dio di questa domenica ci pone di fronte alla paura dell'impurità delle persone, che genera situazioni di conflitto nelle relazioni umane, com separazioni, conflitti ed esclusioni dal convivio comunitario. Nella tradizione del popolo di Israele qualsiasi malattia contagiosa della pelle doveva essere esam ...
(continua)

 
    don Giampaolo Centofanti       (Omelia del 11-02-2024)

Un lebbroso a quel tempo doveva stare fuori dell'abitato e a distanza dalle persone sane. Invece questo si avvicina con fiducia a Gesù. È un episodio che fa molto riflettere. Anche gli apostoli la mettono con Gesù sul piano della dignità e gradualmente scoprono che lui li ama di un amore meraviglioso, che è loro vicino. Se un genitore che ama i propri figli ...
(continua)

 
    padre Ezio Lorenzo Bono       (Omelia del 11-02-2024)
DISERTARE LE STRADE SENZA FIORI
I. Quando ero bambino (e quindi non sto parlando del medioevo) mi ricordo che c'erano dei parroci che non celebravano i matrimoni se la sposa era incinta, e mandavano queste coppie a sposarsi in un santuario qualsiasi al di fuori dalla propria parrocchia. Altri parroci invece celebravano i matrimoni di queste coppie alle 5:00 del mattino, quasi di nascosto, ...
(continua)

 
    Paolo De Martino       (Omelia del 11-02-2024)
L' uomo vale più della Legge.
Quella di Gesù di Nazareth è stata una storia dentro il tessuto di tante storie, così profondo che non si può arrivare alla conoscenza del suo volto, se non nei luoghi e incontri in cui esso scelse di raccontarsi. Ora tocca a un lebbroso. Lebbroso Non ha un nome né un volto il lebbroso, perché è ogni uomo. Siamo noi "il lebbroso", la sua carne che va in di ...
(continua)

 
    don Claudio Luigi Fasulo       (Omelia del 11-02-2024)
Scegliere una vita nuova
...
(continua)

 
    padre Fernando Armellini       (Omelia del 11-02-2024)
Video commento su Mc 1,40-45
...
(continua)

 
    CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)       (Omelia del 11-02-2024)
Commento su Lv 13,1-2.45-46; Sal 31; 1Cor 10,31-11,1; Mc 1,40-45
La lebbra Nelle letture di questa settimana si accampa, terrificante, l'incubo di una malattia che, ancor oggi, anche solo sentendola nominare, incute paura: la lebbra. Il Levitico ne dà una descrizione minuziosa. Ai primi sintomi occorreva presentarsi alle autorità religiose che ne certificavano l'esistenza. Chi ne era colpito veniva subito estromesso da ...
(continua)

 
    don Giovanni Berti       (Omelia del 14-02-2021)
Toccare Per Guarire
Clicca qui per la vignetta della settimana. Me lo ricordo il lebbrosario di Cumura in Guinea Bissau, quando l'ho visitato in un viaggio missionario con diversi giovani della Diocesi, 25 anni fa. Fino ad allora i lebbrosi li avevo visti solamente in foto o in qualche documentario. In tutto il gruppo c'era un misto di curiosità e paura, rischiando di dime ...
(continua)

 
    Paolo Curtaz       (Omelia del 14-02-2021)
Video commento a Mc 1,40-45
...
(continua)

 
    Bella prof! - don Gianmario Pagano       (Omelia del 14-02-2021)
Se vuoi, puoi purificarmi: il "tocco fatale" del lebbroso
...
(continua)

 
    don Luca Garbinetto       (Omelia del 14-02-2021)
Lasciarci toccare per imparare a toccare
Un volto sfigurato, delle vesti strappate, un grido angosciato che mescola paura a speranza: ?Se vuoi, puoi sanarmi!'. L'incontro con il lebbroso, per Gesù, è preludio della Sua passione. Nell'uomo drammaticamente ferito nel corpo e nello spirito, straziato dal male che segrega e deforma l'immagine di sé, Dio riconosce il proprio figlio bisognoso del Suo gre ...
(continua)

 
    don Lucio D'Abbraccio       (Omelia del 14-02-2021)
Signore, guariscici dall'indifferenza!
Nelle letture di questa sesta Domenica del tempo ordinario risuona più volte la parola: lebbra. Al tempo di Gesù la lebbra era una malattia spaventosa. Va ricordato che nell'Israele antico il lebbroso rappresentava la persona emarginata per eccellenza: colpito da una malattia sentita non solo come ripugnante, ma anche come dovuta a una punizione divina per i ...
(continua)

 
    don Alberto Brignoli       (Omelia del 14-02-2021)
Non è certo Dio che esclude...
Non siamo certo stati noi a scoprire, in quest'ultimo anno, le malattie contagiose; né siamo stati noi i primi ad attuare forme di prevenzione del contagio attraverso l'isolamento o il distanziamento sociale. È sufficiente rileggere le parole della prima lettura di oggi, tratta dal libro del Levitico, per renderci conto che già 1300 anni prima di Cristo il p ...
(continua)

 
    don Domenico Bruno       (Omelia del 14-02-2021)
Purificazione è piegarsi a Gesù
Ogni volta che usiamo doppi sensi, linguaggi ambigui, pensieri scettici su ogni cosa o parola che ci rivolgono, il cuore si macchia sempre più. Sia il nostro che quello di chi ci circonda. Si ottenebra, perde la sua lucentezza. In altri termini perdiamo la semplicità dei bambini che vedono la realtà senza filtri e per questo hanno la capacità di credere e ad ...
(continua)

 
    don Roberto Rossi       (Omelia del 14-02-2021)
Gesù abbatte le distanze, tocca le ferite
Qualche settimana fa con un gruppo di ragazzi abbiamo letto il Vangelo e abbiamo voluto preparare, con un piccolo impegno concreto, la giornata mondiale dei lebbrosi. I ragazzi si sono interessati ai problemi dei malati di lebbra, della loro emarginazione, della loro umiliazione e della speranza che nutrono di potere guarire. Ho avuto modo di raccontare loro ...
(continua)

 
    don Marco Scandelli       (Omelia del 14-02-2021)
#2minutiDiVangelo Domenica 6 T.O. Con un episodio, Gesù riesce a distruggere il nostro moralismo
Commento al Vangelo del Domenica della VI settimana del Tempo Ordinario - a cura di don Marco Scandelli #2minutiDiVangelo ---- Mc 1 40-45 ---- Ma che Vangelo strano è questo? Che senso ha tutto ciò? Perché tanti e tali paradossi? Io credo che con questo episodio Gesù abbia voluto sfidare le nostre logiche quotidiane che tendono a farci cred ...
(continua)

 
    don Alessandro Farano       (Omelia del 14-02-2021)
Lectio Divina - VI Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
...
(continua)

 
    don Roberto Rossi       (Omelia del 14-02-2021)
Dio vuole la vita delle persone...E io?
...
(continua)

 
    don Mario Simula       (Omelia del 14-02-2021)
Signore, tocca la mia lebbra!
Quando Gesù entra nella mia vita, la prende tutta: corpo, povertà, limiti, miserie. Non sta alla larga, come l'atteggiamento farisaico suggerisce: con te, ma a debita distanza. Il passo di un lebbroso che si avvicina non curante ? ma lui sa cosa sta patendo il suo cuore di paura e di esitazione! - crea stupore, anzi smarrimento, anzi ripugnanza tutt'intorno ...
(continua)

 
    Omelie.org - autori vari       (Omelia del 14-02-2021)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Rocco Pezzimenti 1. L'episodio del Vangelo di oggi è molto famoso, ma, dietro al miracolo, si celano una serie di risvolti sui quali raramente ci soffermiamo. Prima di tutto la supplica del lebbroso e la sua completa fiducia in Gesù: "Se vuoi, puoi mondarmi!". Non a caso la risposta è: "Lo voglio!" ma tra la doma ...
(continua)

 
    Omelie.org (bambini)       (Omelia del 14-02-2021)
Commento su Marco 1,40-45
Carissimi bambini, oggi il Vangelo di Marco ci presenta un lebbroso. Chi erano i lebbrosi? Erano quelli che avevano una brutta malattia, la lebbra. E' una malattia terribile perché contagiosa... ti obbliga ad un perpetuo lockdown. Come è stato per voi il lockdown? Il lebbroso non vive il lockdown per qualche giorno o settimana, ma per sempre. Pensate che ...
(continua)

 
    don Roberto Seregni       (Omelia del 14-02-2021)
Tese la mano e lo toccó
È la prima volta che l'evangelista Marco parla della compassione di Gesù. È davvero bella questa immagine del maestro che si commuove davanti al lebbroso. È come se perdesse il controllo davanti al dolore di un uomo schiacciato dalla vita e non riuscisse a tenere a freno i suoi sentimenti. Questo verbo indica passione, esprime il fremere intimo delle viscere ...
(continua)

 
    Agenzia SIR       (Omelia del 14-02-2021)
Commento su Marco 1,40-45
"Venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: Se vuoi, puoi purificarmi". Il Vangelo di oggi inizia con queste parole e introduce la comunità dei credenti a riflettere sul tema della purificazione. Marco sembra usare parole specifiche per distinguere il tema della guarigione da quello della purificazione. La nuova traduzione dei te ...
(continua)

 
    don Fabio Rosini       (Omelia del 14-02-2021)
Commento al Vangelo del 14 febbraio
...
(continua)

 
    Michele Antonio Corona       (Omelia del 14-02-2021)
È più facile ghettizzare o includere?
La lebbra presupponeva l'esclusione netta dalla vita sociale, religiosa e comunitaria. Chi ne era affetto doveva allontanarsi, rinchiudersi in ghetti appositi, segnalava la propria presenza per essere scacciato o evitato. Ecco perché la malattia era maledizione. Chi poteva dire bene di una persona a tal punto rigettata e sfortunata? Oltre ai concittadini, se ...
(continua)

 
    don Gaetano Luca (Amore)       (Omelia del 14-02-2021)

...
(continua)

 
    padre Ermes Ronchi       (Omelia del 14-02-2021)
Dio vuole guarire tutti Non rifiuta mai nessuno
Entra in scena un lebbroso, un disperato che ha perso tutto: casa, lavoro, amici, abbracci, dignità e perfino Dio. Quell'uomo che si sta decomponendo da vivo, per la società è un peccatore, rifiutato da Dio e castigato con la lebbra. Viene e si avvicina a Gesù, e non deve, non può, la legge gli impone la segregazione assoluta. Ma Gesù non scappa, non si scan ...
(continua)

 
    diac. Vito Calella       (Omelia del 14-02-2021)
I con-tatti di Gesù e i nostri con-tatti responsabili
La lebbra come malattia e il suo significato simbolico. Dall'antichità fino ad poco tempo fa, la malattia contagiosa della lebbra diventava una condanna per chi la contraeva. La prevenzione del contagio imponeva l'isolamento sociale degli infettati, costretti a vivere nei lebbrosari. Senza ospizi, conforme la legge del Levitico, il girovagare dei lebbrosi d ...
(continua)

 
    don Roberto Fiscer       (Omelia del 14-02-2021)
#StradeDorate - Commento su Marco 1,40-45
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(continua)

 
    padre Paul Devreux       (Omelia del 14-02-2021)

"Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!» Il lebbroso doveva vivere lontano dai sani, per evitare il contagio. Ma consideravano il problema anche da un punto di vista religioso. Pensavano che se uno contraeva la lebbra era segno che Dio aveva voluto punirlo e smascherare la sua colpa con la malattia ...
(continua)

 
    mons. Erio Castellucci diocesi di Modena-Nonantola       (Omelia del 14-02-2021)
Lo voglio, sii purificato
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(continua)

 
    Missionari della Via       (Omelia del 14-02-2021)
A Dio importa di me?
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(continua)

 
    Missionari della Via       (Omelia del 14-02-2021)

Gesù sta predicando per la Galilea quand'ecco venirgli incontro un lebbroso che lo supplica e si getta in ginocchio: «se vuoi puoi purificarmi». La lebbra ha una particolare rilevanza in tutta la tradizione biblica: in essa rientrano tante malattie della pelle e condiziona fortemente il malato sia dal punto di vista sociale, perché lo isola dai normali rappo ...
(continua)

 
    don Alfonso Giorgio Liguori       (Omelia del 14-02-2021)
Lo voglio, sii purificato!
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(continua)

 
    padre Antonio Rungi       (Omelia del 14-02-2021)
Se vuoi puoi guarirmi. E Gesù guarisce il lebbroso che si rivolge a lui.
La parola di Dio di questa sesta domenica del tempo ordinario ci prepara immediatamente al tempo forte dell'anno liturgico che è la Quaresima. Questo lungo periodo di preparazione alla Pasqua è molto importante al fine della nostra vita spirituale e cristiana. Il tempo di quaresima che inizieremo mercoledì prossimo con le Ceneri, in realtà è anticipato dal ...
(continua)

 
    Frati Minori Cappuccini       (Omelia del 14-02-2021)
Gesù si arrabbia
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(continua)

 
    Diocesi di Vicenza       (Omelia del 14-02-2021)
La Parola - Commento al Vangelo di Marco (Mc 1,40-45)
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(continua)

 
    mons. Roberto Brunelli       (Omelia del 14-02-2021)
La lebbra dei nostri giorni
"Il lebbroso porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: ?Impuro! Impuro!' Sarà impuro finché durerà in lui il male; e impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento". Queste parole angoscianti, che per certi aspetti sembrano riferirsi ai colpiti o minacciati dal covid 19 (mascherina, isolamento o ...
(continua)

 
    don Claudio Luigi Fasulo       (Omelia del 14-02-2021)
L'amore di Dio è la fonte di ogni amore per vivere la vita con amore
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(continua)

 
    Paolo De Martino       (Omelia del 14-02-2021)
L'uomo vale più della Legge.
Il vangelo di oggi riporta l'incontro tra Gesù e un lebbroso. Non ha un nome né un volto il lebbroso, perché è ogni uomo, siamo noi "il lebbroso". Lui chiede a nome nostro: cosa vuoi Dio per me? Ancora oggi si sente dire che il dolore è la punizione per i peccati, o comunque "volontà di Dio". Abbiamo fatto coincidere la volontà di Dio sempre con avveniment ...
(continua)

 
    don Michele Cerutti       (Omelia del 14-02-2021)

Sant'Agostino di Ippona invitava i suoi fedeli a vigilare con attenzione perché il Signore mentre passa non sia lasciato sfuggire. "Temo il Signore che passa" era l'esortazione e Agostino ne sapeva qualcosa. Lui è stato un giovane dissoluto alla ricerca della verità aveva abbracciato le filosofie del tempo che non erano in grado di soddisfarlo e lo conduceva ...
(continua)

 
    padre Gian Franco Scarpitta       (Omelia del 14-02-2021)
Malattia e peccato
I lebbrosi, secondo la legge del Levitico, erano persone impure e inavvicinabili. Se qualsiasi malattia grave era considerata associata a un peccato commesso di cui pagavano dazio, la lebbra era fra tutte quella più impietosa in tal senso e considerava coloro che ne erano affetti maledetti e derelitti, addirittura cadaveri ambulanti. Fin quando non superavan ...
(continua)

 
    fr. Massimo Rossi       (Omelia del 14-02-2021)
Commento su Marco 1,40-45
La prima lettura è tratta dal Levitico e descrive la situazione di un malato di lebbra: al tempo in cui veniva scritto il libro, la scienza, così come la concepiamo oggi, non esisteva ancora... Con "lebbra" si identificava qualsiasi malattia grave della pelle, compresa la lebbra, naturalmente. Le "regole di purità" non riguardavano solo l'aspetto medico, o ...
(continua)

 
    don Gianfranco Calabrese       (Omelia del 14-02-2021)
Video commento su Marco 1,40-45
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(continua)

 
    CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)       (Omelia del 14-02-2021)
Commento su Lv 13,1-2.45-46; Sal 31; 1Cor 10,31-11,1; Mc 1,40-45
Non solamente ai tempi di Mosè, la lebbra era considerata una malattia incurabile, che comportava una distruzione fisica e una morte sociale. lo è statore tutto il medioevo e oltre, anche se è quasi del tutto scomparsa dall'Europa, ma non dagli altri continenti, almeno fino agli anni cinquanta del secolo scorso. Forse oggi, se si sente parlare dell'isola di ...
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    don Nicola Salsa       (Omelia del 14-02-2021)
Se vuoi puoi guarirmi (Mc 1,40-45)
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    Casa di Preghiera San Biagio FMA       (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Mc 1,42
"Subito la lebbra scomparve ed egli guarì." Mc 1,42 Come vivere questa Parola? Il vangelo ci presenta Gesù che guarisce un lebbroso: con la sua bontà e la sua onnipotenza, il Salvatore gli restituisce salute e dignità umana (ricordiamo che in quel tempo i lebbrosi erano esclusi dalla società civile). Egli manifesta la sua misericordia e la sua pietà di fr ...
(continua)

 
    don Claudio Luigi Fasulo       (Omelia del 11-02-2018)
Audio commento al Vangelo - Mc 1,40-45
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(continua)

 
    don Alessandro Farano       (Omelia del 11-02-2018)
Video commento - sesta domenica ordinario B
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(continua)

 
    Sulla strada - TV2000       (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Marco 1,40-45
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(continua)

 
    Wilma Chasseur       (Omelia del 11-02-2018)
Audio commento alla liturgia - Mc 1,40-45
Clicca qui per scaricare il commento in formato MP3.Per ascoltare il commento, clicca sul play sulla sinistra del lettore: ...
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    don Marco Pozza       (Omelia del 11-02-2018)
Nessuno obblighi Cristo a far miracoli
Ha appreso che l'Uomo-in-viaggio sta passando dalle sue parti e si è appeso alla grazia di quella vicinanza: «Se vuoi, puoi purificarmi». E' strana la macchina dei miracoli di Cristo: quando Gli riesce di compierli - giacché non sempre gli è possibile a causa di un indice di fede insufficiente - li compie sempre a favore di altri, mai di se stesso. Li firma, ...
(continua)

 
    don Maurizio Prandi       (Omelia del 11-02-2018)
Servire: prendere il posto
È l'ultima domenica di questa prima parte del tempo ordinario. Mercoledì sera, con la celebrazione dell'imposizione delle Ceneri, comincerà già il tempo di Quaresima. Proviamo allora a fare un attimo il punto della situazione con l'ascolto del vangelo di Marco, che ci ha presentato fino ad oggi la vita quotidiana di Gesù, fatta di parole capaci di smuovere ...
(continua)

 
    don Claudio Doglio       (Omelia del 11-02-2018)
Per la gloria di Dio senza scandali
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    don Luca Garbinetto       (Omelia del 11-02-2018)
Lasciarsi toccare per imparare a toccare
Un volto sfigurato, delle vesti strappate, un grido angosciato che mescola paura a speranza: ?Se vuoi, puoi sanarmi!'. L'incontro con il lebbroso, per Gesù, è preludio della Sua passione. Nell'uomo drammaticamente ferito nel corpo e nello spirito, straziato dal male che segrega e deforma l'immagine di sé, Dio riconosce il proprio figlio bisognoso del Suo gre ...
(continua)

 
    don Giovanni Berti       (Omelia del 11-02-2018)
La potenza dei gesti inutili
Clicca qui per la vignetta della settimana. Nel film di fantascienza "Elysium" del 2013, solo una piccola parte ricca dell'umanità che vive su una supertecnologica stazione spaziale lontana dalla Terra abitata da miliardi di poveri, può accedere a delle sofisticatissime macchine mediche che con un solo veloce passaggio di un raggio stile scanner fanno la ...
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    Agenzia SIR       (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Marco 1,40-45
Il lebbroso è l'emarginato per eccellenza. Perfino il Levitico, contenente le leggi di Mosè e le prescrizioni per il popolo, al capitolo "lebbrosi" stabiliva che questi gridassero "Impuro! Impuro!" per impedire a chiunque di accostarsi. La lebbra è ripugnante perché sfigura e storpia. Coperti di stracci, anche sul volto, i lebbrosi si annunciavano con campan ...
(continua)

 
    fr. Massimo Rossi       (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Marco 1,40-45
160 anni fa, presso un villaggio dell'Occitania, Alti Pirenei francesi, chiamato Lourdes, più precisamente nella grotta di Massabielle, si verificò un fenomeno che avrebbe trasformato l'intera regione in una delle mete religiose più visitate al mondo: la Vergine Maria apparve a una ragazzina di nome Bernadette. È passato più di un secolo e mezzo, ma i pelleg ...
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    dom Luigi Gioia       (Omelia del 11-02-2018)
Non angeli ma "carne"
Occorre interrogarsi sulla ragione per la quale, nella pagina evangelica odierna, quando il lebbroso si avvicina a Gesù non gli chieda di essere guarito. Non gli dice infatti: "Se vuoi, puoi guarirmi", ma Se vuoi, puoi purificarmi (Mc 1,40). E Gesù gli risponde: Lo voglio, sii purificato! (Mc 1,41) La purezza è diventata piuttosto equivoca nella nostra conc ...
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    don Claudio Doglio       (Omelia del 11-02-2018)
Video commento a Mc 1,40-45
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(continua)

 
    don Alberto Brignoli       (Omelia del 11-02-2018)
Siamo sicuri che Dio emargina?
La lebbra è forse la malattia invalidante più antica al mondo, eppure non siamo ancora riusciti a debellarla. Ogni anno si presentano circa 200.000 nuovi casi nel mondo, con una percentuale di mortalità ancora significativa, in quanto meno della metà riescono a guarire. La lebbra uccide tre volte: per la malattia in sé, per l'emarginazione sociale che crea, ...
(continua)

 
    diac. Vito Calella       (Omelia del 11-02-2018)
Sentirsi toccati dalla compassione per ritrovare la gioia della comunione
Sentirsi toccati dalla compassione per ritrovare la gioia della comunione Le parole di Gesù risorto che ascoltiamo nella preghiera personale e nella celebrazione comunitaria della sua Pasqua sono parole trasformanti, liberanti, potenti. Cambiano la situazione, sono parole "performatrici". Nel contemplare il testo del Vangelo di questa domenica immagino i c ...
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    don Fabio Rosini       (Omelia del 11-02-2018)
Audio commento alla liturgia dell'11 febbraio 2018
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    padre Ermes Ronchi       (Omelia del 11-02-2018)
La compassione di Gesù e i lebbrosi del nostro tempo
Un lebbroso cammina diritto verso di lui. Gesù non si scansa, non mostra paura. Si ferma addosso al dolore e ascolta. Il lebbroso «porterà vesti strappate, sarà velato fino al labbro superiore, starà solo e fuori» (Levitico 13,46). Dalla bocca velata, dal volto nascosto del rifiutato esce un'espressione bellissima: «Se vuoi, puoi guarirmi». Con tutta la dis ...
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    Omelie.org - autori vari       (Omelia del 11-02-2018)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Gigi Avanti Colpisce la narrazione - testimonianza della guarigione del lebbroso da parte di Gesù fatta dall'evangelista Marco - per la sobrietà di parole, per la capacità di focalizzare l'attenzione sulla sostanza dell'evento straordinario, evitando all'ascoltatore o al lettore di perdersi nel sottobosco di dett ...
(continua)

 
    Omelie.org (bambini)       (Omelia del 11-02-2018)

Il Vangelo di oggi ci parla di una persona emarginata che, ai nostri giorni, nessuno di noi potrebbe sicuramente incontrare: un lebbroso. Con "lebbra" al tempo di Gesù si indicava qualsiasi malattia grave della pelle, e non soltanto quella che alla fine dell'Ottocento il medico norvegese Hansen riuscì a identificare (e a trovare così la cura adatta). Speci ...
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    don Giacomo Falco Brini       (Omelia del 11-02-2018)
Il tocco e la parola
Che cosa spinse un uomo ammalato di lebbra ad osare avvicinarsi a Gesù, violando apertamente le puntuali prescrizioni della Legge? (Lv 13,45-46) Aver forse udito da qualche parte che guariva molti affetti da varie malattie (Mc 1,34)? Ma chi gli aveva parlato di Gesù? Non abitava costui presso luoghi di totale solitudine e desolazione, lontano da ogni umano c ...
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    don Luciano Cantini       (Omelia del 11-02-2018)
Se vuoi
Gesù Marco è il primo a scrivere il Vangelo - anzi è lui che per primo inventa questa parola -, lo fa con una preoccupazione, quella di far capire chi è Gesù. Non possiamo dire che Marco sia uno storico, né un letterato: non dice nulla della nascita, non riporta neppure un discorso, si ferma all'annuncio della resurrezione, neanche racconta le apparizioni p ...
(continua)

 
    padre Antonio Rungi       (Omelia del 11-02-2018)
Signore, se vuoi, tu puoi guarirmi dalla lebbra dello spirito
La parola di Dio di questa domenica ci parla della condizione del lebbroso nell'Antico Testamento e della guarigione di un lebbroso da parte di Gesù, nel brano del Vangelo, tratto dall'evangelista Marco. Nella prima lettura, assunta dal Libro del Levitico vengono dettate le norme di come gestire la malattia della lebbra da parte di chi ne era affetto. E ciò ...
(continua)

 
    Missionari della Via       (Omelia del 11-02-2018)

Il Vangelo secondo Marco ci sta conducendo al seguito di Gesù per le strade del mondo. Gli viene incontro un lebbroso; per la sua malattia, era considerato impuro, lontano da Dio, costretto a vivere isolato da tutti, portando segni esteriori di riconoscimento (capo rasato, vesti stracciate, gridando "impuro impuro" per non farsi avvicinare): un uomo emargina ...
(continua)

 
    don Domenico Luciani       (Omelia del 11-02-2018)
Video commento su Mc 1,40-45
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(continua)

 
    don Roberto Fiscer       (Omelia del 11-02-2018)
#StradeDorate - Commento su Marco 1,40-45
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(continua)

 
    mons. Roberto Brunelli       (Omelia del 11-02-2018)
Il segno visibile e la realtà interiore
"Il lebbroso porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: ?Impuro! Impuro!' Sarà impuro finché durerà in lui il male; e impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento". Queste parole angoscianti, comprese nella prima lettura di oggi (Levitico 13,45-46), fanno parte delle disposizioni date da Mosè ag ...
(continua)

 
    Wilma Chasseur       (Omelia del 11-02-2018)
Regole infrante
Oggi raccogliamo cocci. Cocci di cosa? Di regole infrante. Da chi? Nientemeno che da Gesù e da un lebbroso e lo vediamo nel terzo miracolo che Gesù fa dall'inizio del suo ministero in Galilea che è appunto la guarigione del lebbroso. Lebbra: parola terrificante, male devastante, isolamento totale. Chi ne era affetto veniva considerato impuro e relegato fuori ...
(continua)

 
    Diocesi di Vicenza       (Omelia del 11-02-2018)
La Parola - Commento al Vangelo Marco (Mc 1,40-45)
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(continua)

 
    padre Gian Franco Scarpitta       (Omelia del 11-02-2018)
Ancora sul senso del dolore
"Mi lamentavo perché non avevo scarpe. Poi vidi un uomo che non aveva piedi." In questa frase di Morrison forse si compendia una delle risposte possibili al problema della conciliabilità di un Dio buono e provvidente con la persistenza del dolore e della malattia nel mondo. Dio certamente non può volere alcun male per l'uomo e non si prodiga certo, divertito ...
(continua)

 
    Carla Sprinzeles       (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Levitico 13,1-2.45-46; Marco 1,40-45
Oggi le letture ci fanno prendere in considerazione il diverso, il sofferente, l'emarginato. L'esperienza della malattia e della sofferenza è sempre qualcosa di cui non riusciamo a comprendere pienamente il senso. Tuttavia nel Vangelo troviamo un'indicazione chiara: Dio non ama la sofferenza. Gesù ha compassione per tutti gli ammalati. La malattia non è u ...
(continua)

 
    CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)       (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Lv 13,1-2.45-46; Sal 31; 1Cor 10,31-11,1; Mc 1,40-45
La liturgia di domenica scorsa ci ha presentato un Gesù che riforma la logica umana, un Gesù che vede le miserie e le sofferenze degli uomini e cerca di alleviarle facendosene carico. Egli però non si preoccupa solo delle sofferenze umane, ma cerca di far entrare l'uomo in relazione con quel Padre che annunzia e che lui stesso ci presenta. I malati, con la ...
(continua)