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XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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BO300 ;
Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde
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L’evangelista Marco che ascoltiamo quest’anno ci presenta le azioni e le parole di Gesù durante il suo viaggio a Gerusalemme. Viaggio sicuramente topografico, ma anche e soprattutto simbolico. Questa strada che Gesù percorre con entusiasmo - “Gesù li precedeva” - e dove i discepoli lo seguono con diffidenza o inquietudine - “essi erano spaventati, e coloro che seguivano erano anche timorosi” (Mc 10,32) - qui arriva al termine. Ecco il contesto della lettura sulla quale meditiamo oggi.
Al termine del cammino, oggi incontriamo un cieco. Un cieco, che, in più, è un mendicante. In lui c’è oscurità, tenebre, e assenza. E attorno a lui c’è soltanto il rigetto: “Molti lo sgridavano per farlo tacere”. Gesù chiama il cieco, ascolta la sua preghiera, e la esaudisce. Anche oggi, qui, tra coloro che il Signore ha riunito, “ci sono il cieco e lo zoppo” (prima lettura) - quello che noi siamo -; ed è per questo che le azioni di Gesù, che ci vengono raccontate, devono renderci più pieni di speranza.
È nel momento in cui termina il viaggio di Gesù a Gerusalemme (e dove termina il ciclo liturgico), che un mendicante cieco celebra Gesù e lo riconosce come “Figlio di Davide”, o Messia; e questo mendicante riacquista la vista e “segue Gesù per la strada”. È un simbolo, un invito. Chiediamo al Signore che ci accordi la luce della fede e ci dia vigore, affinché lo seguiamo come il cieco di Gerico, fino a che non avremo raggiunto la Gerusalemme definitiva.
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Antifona d'ingresso
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto. (Sal 105,3-4)
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Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Oppure:
O Dio, luce ai ciechi e gioia ai tribolati,
che nel tuo Figlio unigenito
ci hai dato il sacerdote giusto e compassionevole
verso coloro che gemono nell’oppressione e nel pianto,
ascolta il grido della nostra preghiera:
fa’ che tutti gli uomini riconoscano in lui
la tenerezza del tuo amore di Padre
e si mettano in cammino verso di te.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Ger 31,7-9
Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.
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Dal libro del profeta Geremìa
Così dice il Signore:
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”.
Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione
e li raduno dalle estremità della terra;
fra loro sono il cieco e lo zoppo,
la donna incinta e la partoriente:
ritorneranno qui in gran folla.
Erano partiti nel pianto,
io li riporterò tra le consolazioni;
li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua
per una strada dritta in cui non inciamperanno,
perché io sono un padre per Israele,
Èfraim è il mio primogenito».
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 125
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Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.
Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.
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Seconda lettura
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Eb 5,1-6
Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek.
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Dalla lettera agli Ebrei
Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.
Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo:
«Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l’ordine di Melchìsedek».
Parola di Dio
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Canto al Vangelo (Cf 2Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.
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Vangelo
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Mc 10,46-52
Rabbunì, che io veda di nuovo!
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Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Come il cieco di Gerico, anche noi gridiamo a Gesù la nostra fede, per ottenere da lui misericordia e perdono. E ci facciamo voce delle tante persone che non sanno o non vogliono più rivolgersi al Signore, chiedendo per loro il dono della fede.
Preghiamo insieme e diciamo: Figlio di Davide, abbi pietà di noi.
1. Per la Chiesa: non impedisca come la folla di Gerico di avvicinarsi a Gesù, ma faccia risuonare davanti a lui le grida dei poveri, degli ammalati, di coloro che sono in difficoltà, preghiamo.
2. Per gli ammalati: perché non siano costretti a vivere in solitudine e nella tristezza, e trovino in Gesù conforto, luce per dare senso alla propria esistenza e speranza nella risurrezione, preghiamo.
3. Per tutti i credenti: riscoprano il senso profondo della liberazione e della salvezza donata da Gesù e siano testimoni autentici della fede, preghiamo.
4. Per la nostra comunità, che ha ricevuto la grazia della fede e cammina seguendo il Signore Gesù: cresca nella capacità di contemplare la bellezza del dono ricevuto e di adorarlo nella vita quotidiana, preghiamo.
O Padre, aiutaci a ritrovare in Gesù il senso festoso della vita, perché è il pensiero di camminare sulla sua strada l'unica certezza che ci da gioia profonda e illumina la nostra esistenza. Per Cristo nostro Signore.
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Preghiera sulle offerte
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo:
quest’offerta,
espressione del nostro servizio sacerdotale,
salga fino a te e renda gloria al tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Esulteremo per la tua salvezza e gioiremo nel nome
del Signore, nostro Dio. (Sal 20,6)
Oppure:
Cristo ci ha amati: per noi ha sacrificato se stesso,
offrendosi a Dio in sacrificio di soave profumo. (Ef 5,2)
Oppure:
“Signore, fa’ che io veda!”.
“Va’ la tua fede ti ha salvato”. (Mc 10,51-52)
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Preghiera dopo la comunione
Signore, questo sacramento della nostra fede
compia in noi ciò che esprime
e ci ottenga il possesso delle realtà eterne,
che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.
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| don Daniele Muraro (Omelia del 25-10-2009)
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Secondo l'ordine di Melchisedek
Gesù nel Vangelo viene chiamato "Figlio di Davide" e quindi Re. Chi si rivolge a Lui con questa espressione è un mendicante cieco, seduto lungo la strada che uscendo da Gerico porta a Gerusalemme. "Figlio di Davide" propriamente fu Salomone conosciuto anche come sovrano misericordioso e vicino alla ...
(continua)
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| don Maurizio Prandi (Omelia del 25-10-2009)
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Facilitare un incontro
Con l'ascolto del vangelo di oggi, arriviamo al vertice del nostro cammino sul verbo avvicinarci e quindi, (visto che questo è un po' l'obiettivo che ci siamo posti) arriviamo a definire anche il volto del discepolo. E il volto del discepolo non ce lo raccontano gli apostoli, ma questo cieco, seduto ...
(continua)
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| padre Antonio Rungi (Omelia del 25-10-2009)
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La cecità delle nostre idee, la luce della fede in Cristo
Celebriamo oggi la XXX Domenica del tempo ordinario e la parola di Dio ci mette di fronte alla guarigione del cieco, che come tematica richiama alla nostra attenzione la cecità delle nostre idee e la luce che viene dalla fede in Cristo. L'incontro con Gesù da parte di Timeo lo guarisce nel corpo ria ...
(continua)
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| don Giovanni Berti (Omelia del 25-10-2009)
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Vedenti ciechi
Clicca qui per la vignetta della settimana
Tempo fa', in un gruppo del quale facevo parte e che si radunava per confrontarsi sulla vita e la fede, venne richiesto ad ognuno dei partecipanti di scegliere il nome da dare al gruppo, dato che fino ad allora si ritrovava senza un nome specifico.
C'er ...
(continua)
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| LaParrocchia.it (Omelia del 25-10-2009)
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Il grido del povero
Nel vangelo di questa domenica l'interlocutore principale di Gesù è Bartimeo, che grida tutta la sua disperazione e il suo dolore di fronte all'abbandono e, ancor più, all'indifferenza della gente che l'ha lasciato "marcire" ai bordi della strada.
Mentre vive la sua quotidianità impregnata di tante ...
(continua)
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| padre Mimmo Castiglione (Omelia del 25-10-2009)
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Accecato dal buio, non smetto di gridare!
Eravamo in parecchi, chierici al Sacro Convento in Assisi, tanto tempo fa! S'era giovani. Tanti ideali e molto zelo! Ogni settimana: prove di canto! Anche se prese molto alla leggera. Gli stonati non mancavano di certo, ed anche i presuntuosi! Un confratello napoletano a me caro, p. Giovanni Raia, c ...
(continua)
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| padre Ermes Ronchi (Omelia del 25-10-2009)
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Ogni uomo è un mendicante di luce
La guarigione di Bartimeo è l'ultimo miracolo del Vangelo di Marco. Ultimo e necessario è questo bellissimo racconto, così scarno e vivo, pieno di movimento, di grida, di strade e di luce. Un mendicante cieco, icona di ogni uomo, mendicante di luce e di strade, di orizzonti e di compassione. ...
(continua)
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| Monastero Janua Coeli (Omelia del 25-10-2009)
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Lungo la strada
Balza in piedi, lascia ogni sostegno e si precipita verso Gesù. Ecco la risposta del cieco che vive lungo la strada all'invito ricevuto da Gesù. La vita si rimette in movimento quando riceve in qualche modo la presenza di Dio … è come un vortice la conversione del cuore. Chi sta nelle tenebre apre u ...
(continua)
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| don Roberto Rossi (Omelia del 25-10-2009)
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Signore che io veda! La tua fede ti ha salvato
Il Vangelo di oggi ci riporta un miracolo particolare. Nel testo di Marco è l'ultimo miracolo riportato prima della passione e morte di Gesù. In quel cieco, Bartimeo, che grida lungo la strada, è raffigurato ognuno di noi, il nostro percorso verso Gesù, l'inizio del nostro discepolato.
È cieco, B ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 25-10-2009)
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La missione è contagiare il mondo di speranza
Desidero chiudere questo mese di ottobre, dedicato non solo alla 'catena d'oro che porta al Cielo', il S. Rosario, ma come richiamo per tutti, anche se in diversi modi, all'impegno della missione. Quando parliamo di 'missioné, normalmente il nostro pensiero corre ai 'missionari', ossia a sacerdoti, ...
(continua)
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| don Remigio Menegatti (Omelia del 25-10-2009)
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Grandi cose ha fatto il Signore per noi
PREGHIERA DI COLLETTA
O Dio, luce ai ciechi e gioia ai tribolati, che nel tuo Figlio unigenito ci hai dato il sacerdote giusto e compassionevole verso coloro che gemono nella oppressione e nel pianto, ascolta il grido della nostra preghiera: fa' che tutti gli uomini riconoscano in lui la tenerezza ...
(continua)
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| padre Romeo Ballan (Omelia del 25-10-2009)
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La fede riscalda il cuore e illumina i passi del discepolo
Riflessioni
Gerico: città nella valle del fiume Giordano, 10 km a nord del Mar Morto, città dal clima mite al di sotto del livello del mare, "città delle palme" (Dt 34,3); è considerata la prima città murata della storia (8000 a.C.), le sue mura crollarono in modo spettacolare davanti al popolo di ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 25-10-2009)
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Commento su Marco 10,46
Dalla Parola del giorno
"Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!".
Come vivere questa Parola?
Bartimeo, figlio di Timeo, cieco e mendicante, ha fede nel Figlio di Davide e sa chiedere e bussare con perseveranza. In ricompensa riceve molto di più di quello che ha domandato. Ha pregato Gesù di ...
(continua)
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| don Roberto Seregni (Omelia del 25-10-2009)
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Tocca a me...
Quello del cieco è l'ultimo dei miracoli raccontati nel Vangelo di Marco. Ultimo e definitivo: la guarigione dalla cecità. Il Rabbi di Nazareth si prepara ad entrare a Gerusalemme (Mc 11,1ss) e gli occhi dei discepoli si devono aprire per riconoscere la novità inaudita del Messia Crocifisso. Proprio ...
(continua)
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| mons. Roberto Brunelli (Omelia del 25-10-2009)
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Come se fosse al mio posto
A volte i vangeli riassumono l'attività taumaturgica di Gesù, riferendo che nel tal posto, o in una certa circostanza, guarì molti storpi, sordomuti, ciechi, lebbrosi etc. In altre pagine invece i vangeli si soffermano a narrare singoli episodi, all'apparenza ripetendosi. Ma non è così, perché ogni ...
(continua)
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| don Valentino Porcile (Omelia del 25-10-2009)
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Video commento a Mc 10,46-52
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(continua)
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| Omelie.org - autori vari (Omelia del 25-10-2009)
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PRIMO COMMENTO ALLE LETTURE
a cura di Liliana Gilli
A volte ci sono delle coincidenze che mi fanno pensare che gli eventi che vivo non siano puramente casuali.
Da diverso tempo, da metà settembre circa, come ogni volta che devo pubblicare una riflessione sul sito con cui collaboro, meditavo de ...
(continua)
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| Omelie.org (commenti per bambini) (Omelia del 25-10-2009)
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Il miracolo di cui ci parla il Vangelo di oggi mi commuove ogni volta che lo leggo. Senza dubbio, ogni miracolo ci dà gioia, perché ci mostra senza possibili dubbi che davvero nulla è impossibile a Dio e che la fede in Cristo Gesù può cambiare ogni realtà, anche la più difficile.
Però il racconto d ...
(continua)
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| don Claudio Doglio (Omelia del 25-10-2009)
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Video commento alle letture (vangelo: Mc 10,46-52)
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(continua)
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| don Marco Pedron (Omelia del 25-10-2009)
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Con tutte le tue forze
Questo vangelo segue quello di domenica scorsa dove gli apostoli si sono dimostrati ciechi. Mc pone questo brano poco prima dell'entrata di Gesù a Gerusalemme. Come a dire che per comprendere il senso della sua vita e della sua sofferenza dobbiamo avere gli occhi della fede, dobbiamo vederci. E ment ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 25-10-2009)
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Coraggio, alzati!
Dio è venuto per insegnare agli uomini ad essere a servizio gli uni della gioia degli altri, lui, il Maestro, si è fatto servo perché imparassimo a mettere i nostri carismi a disposizione degli altri fratelli e sorelle.
La lunga riflessione del vangelo di Marco volge ormai al termine e Pietro, maes ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 25-10-2009)
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Video commento a Mc 10,46-52
Clicca qui per leggere il testo del commento di Paolo Curtaz per la stessa domenica. ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 25-10-2009)
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Rabbunì, che io riabbia la vista!
Il cieco del brano evangelico di oggi rappresenta l'uomo sulla via della fede; non vede ancora Gesù, ma ne percepisce la presenza. E' una percezione però così viva che gli fa intuire come solo da Dio gli può venire la salvezza e gli fa gridare: «figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me». Il suo è un ...
(continua)
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| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) (Omelia del 25-10-2009)
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Le letture di questa trentesima domenica del tempo ordinario sono un invito a guardare oltre le apparenze. Geremia, guardando oltre, vede il ritorno degli ebrei, che partono in esilio verso Babilonia, pur non sapendo quando avverrà e ignorando dell'esistenza di Ciro, vede il loro rientro nella gioia ...
(continua)
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| Agenzia SIR (Omelia del 25-10-2009)
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Raramente il Vangelo riporta il nome di chi riceve un miracolo. Stavolta c'è anche il nome del Padre, Timeo e il luogo, Gerico. Gesù è in viaggio dalla Galilea verso Gerusalemme, lascia Gerico per andare incontro al destino che lo attende nella città santa. Per tre volte annuncia che sta andando non ...
(continua)
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| Il pane della domenica (Omelia del 25-10-2009)
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Senza fede non si vede
Rabbunì, che io riabbia la vista!
Quando leggiamo il vangelo, ci viene spontaneo e, forse, ci risulta anche abbastanza facile sostare in meditazione sull'una o sull'altra delle tante parole di Gesù. Ne siamo certi: anche se i cieli e la terra passeranno, quelle parole non passeranno. Anzi dopo duem ...
(continua)
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| don Marco Pratesi (Omelia del 25-10-2009)
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Un Padre fedele
Nel libro di Geremia i cc. 30-33 costituiscono un "libretto della consolazione", nel quale oracoli pronunziati in situazioni diverse sono raccolti e letti in prospettiva unitaria come annunzio di una restaurazione di tutto Israele (regni del nord e del sud), che non è semplice ritorno al passato ma ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 25-10-2009)
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"Coraggio, alzati, ti chiama"
Aprire gli occhi al cieco è espressione di gioia, liberazione e salvezza e chiunque nella Bibbia venga reso destinatario di questo beneficio da parte di Dio, viene dallo stesso Signore reso oggetto di amore e di predilezione nella consolazione e nella novità della vita nuova.
E' sempre il Signore c ...
(continua)
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| padre Sergio Tellan, OFM cap. (Omelia del 25-10-2009)
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Video commento a Mc 10,46-52
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(continua)
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| don Ezio Stermieri (Omelia del 29-10-2006)
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figli della generazione ubriacata nel proprio “io”
Ormai verso il termine del ricupero di un cristianesimo adulto consistente nel ricevere da Cristo la capacità di "vedere", leggere la vita, la morte, la società, la persona, i valori... alla luce del Vangelo, la buona notizia che Dio non è stanco dell'uomo, continua a cercarlo, di generazione in gen ...
(continua)
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| don Daniele Muraro (Omelia del 29-10-2006)
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Il commento segue lo schema predisposto dall'autore per ogni anno liturgico, che potete trovare cliccando qui.
"La tua fede ti ha salvato" dice Gesù al cieco Bartimeo, seduto a mendicare sul bordo della strada, all'uscita della città di Gerico.
Bartimeo aveva espresso la sua fede gridando verso ...
(continua)
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| Monastero Janua Coeli (Omelia del 29-10-2006)
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Getta il mantello e va'
Lungo la strada... un cammino faticoso che va dalla cecità alla luce... dal mendicare al correre verso la salvezza...
Sia Gesù la nostra strada, la nostra luce, il nostro sguardo, la nostra vita nuova!
Lasciamo i nostri mantelli che ci stringono nel buio della inerzia e di una muta rassegnazione
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(continua)
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| LaParrocchia.it (Omelia del 29-10-2006)
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"Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!"
Questa domenica apre una settimana intensa e ricca di celebrazioni con la solennità di Tutti i Santi e la commemorazione dei fedeli defunti. Sappiamo che dal giorno del nostro Battesimo è iniziato il cammino verso la patria celeste, un cammino non solo faticoso, duro, pesante ma anche ricco di soddi ...
(continua)
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| don Bruno Maggioni (Omelia del 29-10-2006)
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Uno sguardo nuovo sulla vita
E' questo l'ultimo miracolo del Vangelo di Marco (se si eccettua la maledizione del fico, che però è un gesto completamente atipico), e già questo lo rende importante. Il primo miracolo fu la liberazione di un indemoniato nella sinagoga di Cafarnao (1,22-26), l'ultimo la guarigione di un cieco all'u ...
(continua)
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| padre Raniero Cantalamessa (Omelia del 29-10-2006)
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Preso tra gli uomini e costituito tra gli uomini
Il brano evangelico narra la guarigione del cieco di Gerico Bartimeo... Bartimeo è uno che non si lascia sfuggire l'occasione. Ha sentito che passava Gesù, ha compreso che era l'occasione della sua vita e ha agito con prontezza. La reazione dei presenti ("lo sgridavano perché tacesse") mette in luce ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 29-10-2006)
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Dalla Parola del giorno
Rabbunì, che io riabbia la vista.
Come vivere questa Parola?
Immediatamente prima di questa risposta data dal cieco Bartimeo, Gesù aveva chiesto: "Che cosa vuoi che io faccia per te?". Come dice qualche acuto commentatore del vangelo di Marco, questa è la domanda fondame ...
(continua)
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| don Roberto Rossi (Omelia del 29-10-2006)
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Avere la fede e' piu' che ritrovare la vista
Mons. Angelo Comastri presenta questo racconto.
A Lourdes, nello stradello che scende dalla Basilica superiore alla Grotta, c'è un monumento che raffigura un cieco. Alla base del monumento c'è scritto così: ritrovare la fede è più che ritrovare la vista. Queste parole le ha fatte scrivere una donna ...
(continua)
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| padre Antonio Rungi (Omelia del 29-10-2006)
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Va', la tua fede ti ha salvato
La vista è un dono essenziale per la vita umana e per le relazioni interpersonali. Lo sanno benissimo coloro che questo dono ce l'hanno e lo sanno molto meglio coloro che ne sono privi e che hanno bisogno di continua assistenza materiale per vivere in libertà. E nonostante i grandi progressi della m ...
(continua)
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| padre Paul Devreux (Omelia del 29-10-2006)
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A volte si parla di questo cieco che riesce a strappare una guarigione da Gesù, grazie alla sua insistenza. Bisogna stare attenti a prenderlo a modello, perché si rischia di accusare chi è malato di non saper pregare, facendolo stare peggio, caricandolo di senso di colpa; e non dà gloria neanche al ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 29-10-2006)
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Coraggio! Alzati, ti chiama!
Credo che tutti, chi più chi meno, vedendo il male che vi è oggi tra di noi, non sappiamo più trovare una ragione per dare un senso alla vita. Eppure questo è un grande dono che Dio non può averci dato come fosse uno scarabocchio, di quelli che a volte anche noi facciamo e vogliamo dire niente.
C'è ...
(continua)
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| don Mario Campisi (Omelia del 29-10-2006)
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Dai margini della strada al centro della Vita
Il lungo viaggio intrapreso da Gesù verso Cesarea di Filippo (8,27), per poi dirigersi alla volta di Gerusalemme (10,32) sta per concludersi. L'evangelista Marco ne ha segnalato progressivamente le tappe, ma in modo teologico più che topografico, preoccupato soprattutto di inserire in questo contest ...
(continua)
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| don Ricciotti Saurino (Omelia del 29-10-2006)
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Diottrie
"E prese a seguirlo per la strada!"
Si conclude così il passo del Vangelo nel quale avviene la guarigione del cieco. E' un'espressione che, oltre a lasciar intendere la gioia della conquistata luce degli occhi, fa capire che cosa è avvenuto realmente in quell'uomo che si lamentava solo della cecità ...
(continua)
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| don Fulvio Bertellini (Omelia del 29-10-2006)
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La luce della fede
"Va', la tua fede ti ha salvato". Gesù non dice "Io ti salvo", e neppure "Il Padre ti salva", ma "la tua fede". E' sottinteso che si tratta della fede in Gesù, come di colui che manifesta l'amore del Padre. Ma nello stesso tempo è la fede che appartiene a Bartimeo, che fa parte della sua persona - o ...
(continua)
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| don Remigio Menegatti (Omelia del 29-10-2006)
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Grandi cose ha fatto il Signore per noi (270)
Per comprendere la Parola di Dio alcune sottolineature
La prima lettura (Ger 31, 7-9) presenta la promessa di salvezza rivolta al popolo prigioniero a Babilonia. Un popolo che ormai è rimasto solo un piccolo resto, formato di gente povera e fragile tra cui "il cieco e lo zoppo, la donna incinta e ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 29-10-2006)
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Rabbuni', che io riabbia la vista!
Il Vangelo secondo Marco, che ci ha accompagnato nelle domeniche di questo anno, ci fa incontrare oggi il Signore nella sua ultima tappa prima di entrare in Gerusalemme. Abbiamo visto lungo il cammino il clima nuovo, quasi di festa, che Gesù creava tra la gente delle città e dei villaggi ove passava ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 29-10-2006)
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Gesu' cura Bartimèo, il cieco di Gerico. Colui che e' cieco, veda! Chi ha occhi, non si lasci ingannare!
1. Orazione iniziale
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti ...
(continua)
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| Suor Giuseppina Pisano o.p. (Omelia del 29-10-2006)
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"E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada".
È la storia di Bartimeo, il cieco di Gerico, di cui ci parla il Vangelo di questa domenica; in un passo breve ma ricco di significati.
Il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco, "sedeva lungo la strada a mendicare".
Qualche domenica fa', ...
(continua)
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| Omelie.org - autori vari (Omelia del 29-10-2006)
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* La prima lettura e il salmo di oggi si sviluppano sulle note gioiose di un inno di lode e di ringraziamento a Dio che interviene nella storia del suo popolo, nella storia degli uomini e di ogni uomo facendo grandi cose, consolando gli afflitti, dissetando gli assetati, indicando un cammino senza i ...
(continua)
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| Omelie.org (commenti per bambini) (Omelia del 29-10-2006)
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Commento Marco 10,46-52
* Questa domenica l'evangelista Marco ci racconta un miracolo di Gesù: la guarigione di un cieco che riacquista la vista. Non è l'unico cieco guarito da Gesù che troviamo nel Vangelo, ma questo episodio ha alcuni dettagli speciali. Vediamoli insieme.
Per prima cosa facciamo attenzione ai nomi: quan ...
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| Paolo Curtaz (Omelia del 29-10-2006)
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Coraggio, alzati!
Dio è venuto per insegnare agli uomini ad essere a servizio gli uni della gioia degli altri, lui, il Maestro, si è fatto servo perché imparassimo a mettere i nostri carismi a disposizione degli altri fratelli e sorelle.
La lunga riflessione del vangelo di Marco volge ormai al termine e Pietro, maes ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 29-10-2006)
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La tua fede ti ha salvato
Questo brano di Vangelo ci presenta un cieco che incontra Gesù e viene salvato. A prima vista potrebbe sembrare uno dei tanti miracoli di Gesù e invece è un miracolo particolare. Perché per Marco è l'ultimo miracolo prima della sua passione e morte. E poi perché in quel cieco, Bartimeo, che grida lu ...
(continua)
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| padre Romeo Ballan (Omelia del 29-10-2006)
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Una comunita' trasformata ed illuminata annuncia il Vangelo
Riflessioni
La guarigione di Bartimeo, il cieco di Gerico, segna un punto di arrivo e una nuova partenza, nel contesto del Vangelo di Marco. È l'ultimo miracolo di guarigione operato da Gesù, a conclusione di una serie di insegnamenti morali; ed è il punto di partenza verso Gerusalemme, dove Egli v ...
(continua)
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| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) (Omelia del 29-10-2006)
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Commento Marco 10,46-52
Le letture di questa trentesima domenica ci portano a spingere il nostro sguardo oltre il visibile: Israele è invitato, nel momento in cui parte per l'esilio, a vedere il rientro trionfante del dopo esilio; il salmo responsoriale richiama alla memoria il rientro da Babilonia voluto da Dio e favorito ...
(continua)
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| Agenzia SIR (Omelia del 29-10-2006)
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Siamo in presenza oggi di una crisi di fede che è anche crisi della ragione. Abbiamo bisogno di vedere per credere. Per questo i cristiani, come è stato detto a Verona, devono essere oggi testimoni della speranza nel Cristo risorto.
Figlio di Davide. A Gerico un cieco che stava per la strada a me ...
(continua)
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| mons. Ilvo Corniglia (Omelia del 29-10-2006)
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Commento Marco 10,46-52
La parola che il profeta Geremia (31, 7-9: I lettura) rivolge agli ebrei deportati in terra straniera (circa 600 a.C.) è uno dei passi più carichi di speranza dell'A.T. Con immagini suggestive il profeta annuncia l'avvenimento della liberazione:"Ecco li riconduco...e li raduno dall'estremità della t ...
(continua)
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| don Marco Pratesi (Omelia del 29-10-2006)
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Che cosa vuoi da me?
"Che cosa vuoi che io faccia per te?" chiede Gesù a Bartimeo. Nel brano evangelico di domenica scorsa lo aveva chiesto anche a Giacomo e Giovanni. I due apostoli avevano chiesto i primi posti. Bartimeo chiede la vista. La prima richiesta è in contrasto con il progetto di Dio, la seconda gli è confor ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 29-10-2006)
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Per accettare il Figlio di Davide
Vale la pena riportare alcuni versi di una poesia molto famosa di Eugenio Montale, dedicata alla moglie defunta: "Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto off ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 29-10-2006)
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Una fede nonostante l'altro
Provare a farlo tacere, quello lì del Vangelo!
E quello gridava ancora più forte, proprio quando gli dicevano di smetterla, e di non disturbare, e di non rompere...niente da fare!
Nonostante i richiami a smettere, gli impedimenti a procedere,...
Spesso gli altri, nella famiglia, nella società, ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 26-10-2003)
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Il mondo, il nostro mondo, stanco di maestri, ha bisogno di testimoni, nauseato dalle parole e dalle immagini, ha bisogno di gesti autentici e di ascolto. Direi che l'essere missionari è la riprova del nostro cammino di fede: più Cristo ha cambiato la nostra vita e più la nostra missionarietà divent ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 26-10-2003)
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Dalla Parola del giorno
"Rabbunì, che io riabbia la vista"
Come vivere questa Parola?
La strada, luogo di passaggio. La gente la percorre frettolosa. Uno sguardo appena, forse qualche moneta per tacitare la coscienza, al cieco che siede là, ai margini della vita che scorre. Non ci si interroga ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 26-10-2003)
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Commento Marco 10,46-52
Marco, che ci ha accompagnato nelle domeniche di questo anno, ci fa incontrare oggi il Signore nella sua ultima tappa prima di entrare in Gerusalemme. Abbiamo visto lungo il cammino il clima nuovo, quasi di festa, che Gesù creava tra la gente delle città e dei villaggi ove passava. In tanti accorrev ...
(continua)
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| Comunità Missionaria Villaregia (giovani) (Omelia del 26-10-2003)
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Necessità di gridare più forte
Nel Vangelo di questa domenica ci viene presentato un altro incontro con Gesù: Bartimeo, figlio di Timeo, cieco, mendicante. E' tutto quello che sappiamo di lui. Potremmo aggiungere un uomo coraggioso, intrepido, che ha saputo andare oltre i luoghi comuni. Un uomo rimasto in silenzio per molto tempo ...
(continua)
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| padre Ermes Ronchi (Omelia del 26-10-2003)
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Mendicanti di luce come il cieco nato
«Il peggio che ci possa
accadere è di innamorarci
della nostra cecità,
o del nostro mendicare,
seduti ai bordi della vita.
E proprio per questo accanto
ai nostri naufragi passa Gesù»
Siamo tutti, come Bartimeo, dei mendicanti di luce, seduti ai bordi di una strada, mentre la vita ci scorre ...
(continua)
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| LaParrocchia.it (Omelia del 26-10-2003)
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La Fede salva le nostre cecità
Ai margini delle strade siedono gli ultimi a loro si rivolge il Signore, portando il suo annuncio di salvezza e di pace. Gli ultimi sono i primi destinatari della Buona Novella, la cui accoglienza restituisce una dignità che la logica del mondo nega a quanti sono considerati disadattati ed estranei ...
(continua)
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| don Fulvio Bertellini (Omelia del 26-10-2003)
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Egli libererà il povero che grida...
Figlio di Davide
A noi il termine "figlio di Davide" dice poco. Ma ad un'ebreo del tempo di Gesù diceva molto: indicava, senza possibilità di errore, il Messia, anzi, il Messia re. Evocava una serie di testi in cui si annunciava la restaurazione del regno, la sconfitta delle nazioni nemiche, l'in ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 26-10-2003)
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"MAESTRO, CHE IO VEDA"
E' uno spettacolo che appartiene alla vita di tutti i giorni, quello di incrociare i nostri passi con quelli che i passi non riescono a muoverli, per tante menomazioni fisiche, che li obbligano ad una vita sui marciapiedi: una vita che dipende tutta dalla nostra pietà.
C'è chi ha occhi per vedere l ...
(continua)
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| don Roberto Rossi (Omelia del 26-10-2003)
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Che io riabbia la vista!
Anch'io m'incontro qualche volta con dei ciechi. Ne ho alcuni in parrocchia; li vado a trovare volentieri; ti fanno percepire tutto un mondo ricco di una vivacità unica. A volte li trovo, con mia sorpresa, contenti e sereni. Altri, invece, non mi nascondono un senso di tristezza profonda e sento com ...
(continua)
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| don Elio Dotto (Omelia del 26-10-2003)
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Fuggire o gridare
Fuori luogo apparve in quel tempo il grido di Bartimeo (Mc 10,46-52). Apparve fuori luogo, quel grido, in mezzo alle voci sommesse di quanti stavano al seguito di Gesù. Sempre più sommesse, infatti, erano quelle voci, man mano che ci si avvicinava a Gerusalemme: perché sempre più impopolare appariva ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 26-10-2003)
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Ricuperare la vista del cuore
Il mondo, il nostro mondo, stanco di maestri, ha bisogno di testimoni, nauseato dalle parole e dalle immagini, ha bisogno di gesti autentici e di ascolto. In queste settimane in cui abbiamo riflettuto su cosa Gesù chiede alla comunità dei propri discepoli, ci siamo accorti della nostra fragilità, de ...
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| don Romeo Maggioni (Omelia del 26-10-2003)
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Rabbunì che io riabbia la vista
Anche oggi passa Gesù il Nazzareno per le nostre contrade di non vedenti. Ciechi siamo e indifferenti alla realtà di Dio; e forse anche distratti e disabituati a porre le stesse domande di senso e di destino, presi come siamo dalla corsa della vita.
Eppure sentiamo che qualcosa ci manca: se la scie ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 26-10-2003)
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La torcia elettrica e il contatore
Chissà quante volte nelle nostre case ci si è trovati al buio per un'improvvisa mancanza della corrente elettrica.
Come si reagisce in casi come questi, nei quali molte volte si viene colti alla sprovvista? Chi non dispone di una torcia elettrica procede a tentoni fra i mobili che arredano l'appart ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 26-10-2003)
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Commento su Marco 10, 46-52
Il lettore del vangelo sa ormai che le folle seguono Gesù, ma senza una fede profonda e con gli occhi chiusi nei confronti della sua missione. Il cieco Bartimeo, invece, crede in lui come figlio di Davide, con fede salda e imperturbabile, anche se i numerosi presenti tentano sgarbatamente di farlo t ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 29-10-2000)
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Dalla Parola del giorno
Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù disse: "Che vuoi che io ti faccia?". E il cieco a lui: " Rabbunì, che io riabbia la vista!"
Come vivere questa Parola?
Bartimeo, il cieco di Gerico, ha gridato a lungo, anche contro la volontà di ...
(continua)
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| padre Paul Devreux (Omelia del 29-10-2000)
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Mc 10, 46-52
Gesù sta uscendo da Gerico, per salire a Gerusalemme. Un cieco, conosciuto come Bartimeo, che ha sentito parlare di Gesù, oppure che l'ha ascoltato in qualche occasione, decide di chiedergli il suo aiuto con determinazione. Quando Gesù passa, si mette a gridare: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà d ...
(continua)
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| Totustuus (Omelia del 29-10-2000)
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Omelia per il 29 ottobre 2000 - 30a dom. T. Ordinario Anno B
NESSO TRA LE LETTURE
I testi liturgici mettono in risalto l'efficacia di Dio nella sua azione con gli uomini. Dio è efficace facendo ritornare dall'esilio alla patria anelata numerosi figli di Israele (prima lettura). Gesù Cristo, con il potere efficace di Dio, concederà la vista al cieco Bartime ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 26-10-1997)
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Che vuoi che io ti faccia?
E' troppo bello il vangelo di questa domenica, 26 ottobre, perché non sveli a voi, amici carissimi, la gioia di vedere Dio entrare con amore nei momenti oscuri della nostra vita. Un Dio che non ama "stare chiuso in Se stesso", nella Sua gloria, ma ama condividere tutto di noi.
Lo leggiamo insieme ...
(continua)
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