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LITURGIA

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Domenica 16 Novembre 2008

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Giovedì 20 Novembre 2008

Venerdì 21 Novembre 2008

Sabato 22 Novembre 2008

Domenica 23 Novembre 2008

  XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

AO330 ;
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

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La parabola dei talenti parla della venuta di Gesù per il giudizio universale. Quando ritornerà, egli esigerà di sapere da noi come abbiamo usato il nostro tempo, cosa abbiamo fatto della nostra vita e dei talenti che abbiamo ricevuto, cioè delle nostre capacità. Il premio per il buon uso sarà la partecipazione alla gioia del Signore, cioè al banchetto eterno. La parabola racchiude un insegnamento fondamentale: Dio non misurerà né conterà i nostri acquisti, le nostre realizzazioni. Non ci chiederà se abbiamo compiuto delle prodezze ammirate dal mondo, perché ciò non dipende da noi, ma è in parte condizionato dai talenti che abbiamo ricevuto. Vengono tenute in conto soltanto la fedeltà, l’assiduità e la carità con le quali noi avremo fatto fronte ai nostri doveri, anche se i più umili e i più ordinari. Il terzo servitore, “malvagio e infingardo” ha una falsa immagine del padrone (di Dio). Il peggio è che non lo ama. La paura nei confronti del padrone l’ha paralizzato ed ha agito in modo maldestro, senza assumersi nessun rischio. Così ha sotterrato il suo talento. Dio si aspetta da noi una risposta gioiosa, un impegno che proviene dall’amore e dalla nostra prontezza ad assumere rischi e ad affrontare difficoltà. I talenti possono significare le capacità naturali, i doni e i carismi ricevuti dallo Spirito Santo, ma anche il Vangelo, la rivelazione, e la salvezza che Cristo ha trasmesso alla Chiesa. Tutti i credenti hanno il dovere di ritrasmettere questi doni, a parole e a fatti.

Antifona d'ingresso
Dice il Signore:
“Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”.(Ger 29,11.12.14)


Colletta
Il tuo aiuto, Signore,
ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Padre, che affidi alle mani dell’uomo
tutti i beni della creazione e della grazia,
fa’ che la nostra buona volontà
moltiplichi i frutti della tua provvidenza;
rendici sempre operosi e vigilanti
in attesa del tuo giorno,
nella speranza di sentirci chiamare
servi buoni e fedeli,
e così entrare nella gioia del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Pr 31,10-13.19-20.30-31
La donna perfetta lavora volentieri con le sue mani.

Dal libro dei Proverbi

Una donna forte chi potrà trovarla?
Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
Gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.
Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani.
Stende la sua mano alla conocchia
e le sue dita tengono il fuso.
Apre le sue palme al misero,
stende la mano al povero.
Illusorio è il fascino e fugace la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani
e le sue opere la lodino alle porte della città.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 127

Beato chi teme il Signore.

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!

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Seconda lettura

1Ts 5,1-6
Non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire.
Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre.
Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 15,4.5)
Alleluia, alleluia.
Rimanete in me e io in voi, dice il Signore,
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 25,14-30
Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

Parola del Signore.

Forma breve:

Dal Vangelo secondo Matteo (25, 14-15.19-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Consapevoli della fiducia che il Signore ha riposto in noi, ma anche della nostra fragilità e dell’incapacità a far fruttificare i doni che ci ha affidato, chiediamogli di aiutarci ad essere come lui ci vuole.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore

1. Perché la Chiesa ami ogni uomo con il cuore di Cristo e annunci il Vangelo sino ai confini del mondo. Preghiamo.
2. Perché chi è impegnato nelle strutture politiche e sociali si apra al contributo di tutti, collaborando con gli uomini di buona volontà per il bene comune. Preghiamo.
3. Perché coloro che hanno udito la chiamata del Signore la accolgano e la custodiscano nel cuore, per donarsi agli uomini secondo i disegni di Dio. Preghiamo.
4. Per i giovani che sprecano i loro talenti nell’edonismo e nel disimpegno, perché il Signore li renda consapevoli del fatto che la loro esistenza è preziosa ed è un dono da far fruttificare. Preghiamo.
5. Perché nella nostra comunità vengano valorizzati i doni di tutti i suoi membri e si viva nella gioia della comunione fraterna. Preghiamo.

Ascolta le nostre preghiere, o Padre, e sostienici con il tuo aiuto, perché ogni nostra azione abbia in te il suo inizio e in te il suo compimento. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente,
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente
e ci prepari il frutto di un’eternità beata.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28)

Oppure:
Dice il Signore:
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)

Oppure:
“Servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco,
ti darò autorità su molto;
prendi parte alla gioia del tuo Signore”. (Mt 25,21)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale, che Cristo tuo Figlio
ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.

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padre Sergio Tellan, OFM cap.     (Omelia del 16-11-2008)
Video commento a Mt 25,14-30
...
(continua)
don Valentino Porcile     (Omelia del 16-11-2008)
Video commento a Mt 25,14-30
...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 16-11-2008)

Ancora il tema dell’attesa e della venuta del Signore. Credo sia vero che tutta la nostra vita la giochiamo sull’idea di Dio che abbiamo: un Dio che ci vuole in regola, sempre. E allora è necessario salvare le apparenze e andiamo a comprare quell’olio che nessuno ci può prestare. Oppure abbiamo solt ...
(continua)
don Daniele Muraro     (Omelia del 16-11-2008)

“Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva”. Queste parole di san Paolo apostolo, all’inizio della seconda lettura, meritano un commento adeguato. I primi cristiani sapevano che un giorno Gesù sarebbe ritornato nella gloria per dare a ciascuno il premio o la pena ...
(continua)
padre Raniero Cantalamessa     (Omelia del 16-11-2008)
Scopritori di talenti, non per guadagno ma per altruismo
Il vangelo di questa domenica è la parabola dei talenti. Purtroppo in passato il significato di questa parabola è stato abitualmente travisato, o almeno assai ridotto. Sentendo parlare di talenti pensiamo subito alle doti naturali di intelligenza, bellezza, forza, capacità artistiche. La metafora vi ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 16-11-2008)
Chiamati alla pienezza e alla creatività
Questa parabola è la sintesi delle due forze opposte di cui si nutre ogni vita: l’emozione e la disciplina, il talento e il lavoro. In quale servo mi riconosco? Nei primi due, quelli che lavorano il loro capitale, il loro splendido dono: e vedono il mondo, gli uomini, il tutto come un dono iniziale ...
(continua)
padre Mimmo Castiglione     (Omelia del 16-11-2008)
Operazioni finanziarie e capitale congelato a interessi zero!
A chi ho annunciato la Parola e s’è nutrito della mia fiducia e ravvivatosi di speranza s’è sfamato del mio servizio? Chi non s’è arreso contando sulla mia pazienza e proprio continuando a vivere temperante s’è fortificato? Nella parabola dei dieci talenti che oggi ascoltiamo, ancora un giudi ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 16-11-2008)
Quel talento che è la Parola di Dio
La parabola raccontata da Gesù è molto bella. Primo: ciascuno di noi deve essere se stesso, non sognare di essere qualcun altro. Secondo: ciascuno di noi ha ri-cevuto da Dio dei doni naturali e di fede. Dobbiamo spenderli bene, farli fruttificare per trasformare il mondo in cui viviamo e meritare co ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 16-11-2008)
Far fruttificare i doni ricevuti da Dio
Celebriamo oggi la XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, penultima dell’anno liturgico. La parola di Dio ci immerge nel tema dei novissimi e ci fa riflettere sulle ultime cose, sulla Parusia. E’ soprattutto san Paolo Apostolo a riportarci alla realtà della nostra vita e della nostra esistenza terrena ...
(continua)
Totustuus     (Omelia del 16-11-2008)

NESSO LOGICO TRA LE LETTURE Lavorare per dare frutto nel Regno di Dio: in questa frase si condensa la liturgia di questa domenica. Far fruttificare i talenti ricevuti, qualunque ne sia la quantità, per realizzare l'incarico del quale ci si chiederà conto poi (vangelo). Lavorare per fare il bene n ...
(continua)
LaParrocchia.it     (Omelia del 16-11-2008)
Eccesso di prudenza
Il brano evangelico di oggi insiste ancora una volta sulla vigilanza attiva e sulla responsabilità coraggiosa che devono contraddistinguere chi ha accolto il messaggio della salvezza. La parabola non manca di una punta polemica: Matteo pensa evidentemente ad una comunità poco impegnata, che si addor ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 16-11-2008)
In banca o sottoterra
Clicca qui per la vignetta della settimana. Questo racconto di Gesù sembra proprio la “benedizione” del mito molto americano: “lavora sodo, sfrutta bene quello che hai, non aver paura di nessuno e guadagna più degli altri e così la tua vita sarà felice”. Non dico che ci sia qualcosa di totalment ...
(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 16-11-2008)

Quando leggo questo vangelo, la mia prima impressione è negativa, perché non trovo giusto il fatto che uno riceva meno degli altri, né tanto meno il fatto che, per via delle sue paure, sia punito, mentre il ricco e il forte sono premiati. Questo mi succede perché prendo spontaneamente la difesa di q ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-11-2008)
Commento a Mt 25,29
Dalla Parola del giorno “A chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha” Come vivere questa Parola? A conclusione della parabola dei talenti questo che Gesù proclama può, sulle prime, apparire sconcertante. Si tratta invece di coglierne il signifi ...
(continua)
padre Romeo Ballan     (Omelia del 16-11-2008)
Condividere i talenti-doni, con coraggio e gratuità
Riflessioni La parabola dei talenti (Vangelo) è l’invito ad un bilancio, alla fine di un anno liturgico e nell’imminenza di un nuovo inizio. Appare, anzitutto, la generosità e la fiducia del padrone che affida i suoi beni ai servi (v. 14). I talenti erano beni consistenti, dati “secondo le capacità ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 16-11-2008)
L'amore raddoppia, la paura sotterra
Il talento era una super-moneta dei tempi di Gesù. Indagando tra le pagine polverose di un vecchio libro, ho scoperto che un talento poteva pesare anche 36 Kg e il suo valore era di circa 6.000 denari (…ricordate i 33 denari di Giuda?). Visto che un denaro era la paga quotidiana di un operaio dei te ...
(continua)
don Gianluca Peschiera (ragazzi)     (Omelia del 16-11-2008)
La parabola dei doni e della responsabilità
A ciascuno Dio ha dato una ricchezza che, unita a quella degli altri, può diventare un patrimonio immenso. La parabola dei talenti invita a riflettere sulla responsabilità di ciascuno. Il Signore affida all’uomo la vita come moneta preziosa da trafficare, perché vuole che esperimenti che … “c’è più ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16-11-2008)
I doni di Dio
La vita, l’esistenza, la fede, tutto quello che siamo e di cui godiamo, l’abbiamo ricevuto in dono gratuito. È talmente evidente la gratuità che può indurci perfino a pensare che tutto sia “normale” e che tutto ci sia dovuto. Ne siamo beneficiari dalla nostra nascita e tutto è nato con noi. La vita ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 16-11-2008)
Il rendiconto finale dei doni ricevuti
La Parola del Signore di oggi potrebbe benissimo essere una continuazione di quella della scorsa domenica: le vergini sagge e le vergini stolte in attesa dell’arrivo dello sposo per entrare con Lui al banchetto delle nozze. La vita è - o dovrebbe essere - un cammino di saggezza, in cui si misura il ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 16-11-2008)
Comunità talentuose
Verrà, il Signore, nella pienezza dei tempi. Tornerà solo quando noi tiepidi discepoli saremo riusciti a costruire un pezzo di Regno, senza presunzione, senza chiusure, senza arroccamenti. Verrà e regnerà nella pienezza, su di noi che ora viviamo nella parzialità. In questo tempo fra ora e allora ...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 16-11-2008)

La parabola mette in luce le due modalità con cui tutti noi possiamo vivere: con paura o con fiducia. La paura uccide molto più delle guerre, dei terremoti e delle violenze. E’ il male invisibile che ti fa credere di essere vivo solo perché respiri o mangi, mentre, in realtà, te ne sei già andato. ...
(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 16-11-2008)
Nella prospettiva del rendiconto
La parabola dei talenti, oggetto del vangelo di oggi, è tra le più note. Un uomo, partendo per un lungo viaggio, affida i suoi beni ai dipendenti: a uno cinque talenti, a un altro due, a un terzo uno, “secondo le capacità di ciascuno”. Al ritorno chiede loro conto di come li hanno amministrati, e lo ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 16-11-2008)

Siamo alla fine dell'anno liturgico. Anche le parabole del Vangelo di queste domeniche parlano degli ultimi tempi e della venuta di Gesù per il giudizio universale. Quando tutto finisce, si fa un bilancio e si dà un giudizio: sulla nostra vita, sul tempo trascorso, sull'uso delle nostre capacità. Il ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 16-11-2008)

PRIMO COMMENTO ALLE LETTURE a cura di Marco Simeone SO CHE SEI UN UOMO DURO… La domenica che stiamo vivendo è l’ultima prima della solennità di Cristo Re, termine dell’anno liturgico, per cui ci troviamo a fare i conti con l’anno trascorso, come abbiamo camminato, a che punto siamo arrivati e, ...
(continua)
Omelie.org (commenti per bambini)     (Omelia del 16-11-2008)

Quando la domenica la liturgia ci propone una parabola, la mia attenzione è come catturata… anche se si tratta di un brano sentito tante volte, mi sembra nuovo ad ogni ascolto, capace di suggerire qualche idea nuova. La parabola di Gesù che abbiamo appena letto, colpisce sempre la mia immaginazione ...
(continua)
mons. Ilvo Corniglia     (Omelia del 16-11-2008)

Nell’attesa dell’ultima venuta del loro Signore, i discepoli devono “non dormire, ma vigilare” (1Ts 5,1-6: II lettura). Una vigilanza operosa (come quella della “donna perfetta” di Pro 31,10-31: I lettura). Nella parabola evangelica il padrone, che parte per un lungo viaggio e poi ritorna, rapprese ...
(continua)
don Marco Pratesi     (Omelia del 16-11-2008)
La donna che vale
La lettura è, con tagli, la conclusione del libro dei Proverbi (31,10-31), un poemetto alfabetico, nel quale cioè la serie delle lettere iniziali di ciascun versetto compone la sequenza dell'alfabeto ebraico. La composizione si può leggere a due livelli. Al livello letterale, essa risponde alla doma ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 16-11-2008)
Vigilanti e fervorosi nei talenti
Non è raro trovare nelle pagine del Vangelo esortazioni alla vigilanza per non cadere in tentazione e anche per discernere i “segni dei tempi”, cioè la presenza di Dio nella nostra vita attuale e la possibile manifestazione futura. Occorre essere sempre desti pronti giacché la nostra dimora in Crist ...
(continua)
Suor Giuseppina Pisano o.p.     (Omelia del 16-11-2008)

«Un uomo, partendo per un viaggio, recita il passo del Vangelo di questa domenica, chiamò i suoi servi, e consegnò loro i suoi beni.» E’ il discorso di Gesù, conosciuto come la “ parabola dei talenti”, dove il termine talento, indicando una moneta, si riferisce chiaramente ad un valore, che, abitua ...
(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 16-11-2008)

In questa XXXIII domenica del tempo ordinario si accampa, imponente, la pagina dell’Evangelo di Matteo (25,14-30) nella quale l’evangelista riporta una parabola raccontata da Gesù e conosciuta come la parabola dei talenti. Gesù parla spesso in parabole per rivelare, con parole comprensibili ai suoi ...
(continua)
Il pane della domenica     (Omelia del 16-11-2008)
Fedeltà e responsabilità
Sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto Il termine “talenti” è entrato nel nostro linguaggio comune ad indicare le doti e le capacità di ciascuno e quindi il dovere di farle fruttificare proprio come avviene in ambito economico dove bisogna investire saggiamente per avere un buon pro ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 13-11-2005)
Far fruttare i talenti per entrare nella vita
In queste domeniche siamo richiamati a pensare agli ultimi momenti della nostra vita e a vivere una intensa preparazione ad essi. Dobbiamo vivere con saggezza. Il giorno del Signore verrà all'improvviso. Oggi Gesù ci offre la parabola dei talenti. I Talenti sono i doni di Dio, le possibilità e le po ...
(continua)
don Bruno Maggioni     (Omelia del 13-11-2005)
Il coraggio dell’amore
I «talenti» (contrariamente a quanto spesso si dice) non sono le doti o le capacità (intelligenza o altro) che Dio ha dato a ciascuno. Sono piuttosto le responsabilità che siamo chiamati ad assumere. Difatti la parabola racconta che il padrone diede «a chi cinque talenti, a chi uno, secondo le capac ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 13-11-2005)
Commento a Mt 25,14-15
Dalla Paola del Giorno "Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.". (Mt 25,14-15) Come vivere questa Parola? Nella parabola dei talenti Gesù rac ...
(continua)
Monastero Janua Coeli     (Omelia del 13-11-2005)
Prendi parte alla gioia
Servi, talenti, padroni... legami di cose e di persone.... vita che cresce, vita che si arresta... e la nostra? LETTURA Il testo ( Mt 25,14-30) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 13-11-2005)
Commento a Mt 25,14-30
Introduzione L'Anno liturgico volge al termine. Il cristiano vive nel tempo che scorre e fugge, lo sperimenta e lo teme come ogni altra persona, ma nello stesso tempo egli lo sperimenta nella fede come il luogo degli interventi salvifici di Dio e della risposta ad essi con la conversione del suo vi ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 13-11-2005)
Commento a Mt 25,14-30
* La celebrazione festiva di oggi orienta il percorso dell'anno liturgico verso il suo compimento. Prefigura intanto il grande ritorno del Signore, alla fine dei tempi, quando metterà il sigillo della sua signoria su tutto il creato. La Parola di Dio di questa domenica da un lato educa al rapporto ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 13-11-2005)
La parabola dei Talenti: vivere con responsabilità
1. Orazione iniziale Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 13-11-2005)
Il talento della paura
La paura oggi ci frena in tutto, anche nella fede. Succede che invece di esprimere la fede, la comprimiamo perché nessuno la veda, la nascondiamo sotto il terreno del mondo. E allora, la fede non vive e non ci fa vivere, e non ci permette più di far fruttificare i doni che abbiamo. Diventiamo ine ...
(continua)
LaParrocchia.it     (Omelia del 13-11-2005)
Far fruttificare i propri talenti
Il vangelo della XXXIII settimana del tempo ordinario ci presenta il racconto dei talenti. Questa parabola è narrata da Gesù per insegnarci due verità fondamentali della nostra fede: a) L'unità di Parola (accolta) e di opera (fruttificata). Mai l'una può stare senza l'altra. La Parola affidata deve ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 13-11-2005)
I talenti, doni per la vita da far fruttificare
Nella fede noi credenti riconosciamo il buon Dio come creatore e signore; Lui è la fonte di ogni bene e da Lui provengono i doni che adornano l'esistenza di ogni essere vivente. Tutto ciò viene illustrato dalla parabola dei talenti che leggiamo in questa Domenica. Diverse verità importanti emergono ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 13-11-2005)
Quanto bene potremmo fare!
Lo si percepisce dalle letture di queste domeniche, che la Chiesa ci vuole guidare, tenendoci per mano, ad una giusta considerazione della vita, che sia davvero guida alla vita eterna che ci attende. Ed allora ascoltiamo subito quanto ci dice S. Paolo: "Fratelli, riguardo ai tempi e ai momenti, non ...
(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 13-11-2005)
Commento a Mt. 25,14-30
Ciò che distingue maggiormente questi tre servi non è il fatto che due mettono a frutto i loro talenti mentre l'ultimo lo nasconde. Ciò che li distingue è il rapporto che hanno col padrone. Due vedono in lui un Padre buono, uno vede nel padrone un tiranno cattivo. Il resto sono solo conseguenze di q ...
(continua)
padre Romeo Ballan     (Omelia del 13-11-2005)
Per una vita fondata sul CORAGGIO e la GRATUITÀ
Riflessioni Nella parabola dei talenti (Vangelo) c'è l'invito ad un bilancio, alla fine di un anno liturgico e nell'imminenza di un nuovo inizio. Appare, anzitutto, la generosità e la fiducia del padrone che affida i suoi beni ai servi (v. 14): i talenti erano beni consistenti, dati "a ciascuno sec ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 13-11-2005)
Comunità talentuose
Diciamoci la verità: Dio è in ritardo. In ritardo se lo stiamo aspettando come le damigelle della sposa di domenica scorsa. In ritardo se davvero crediamo che nella pienezza dei tempi il Maestro tornerà per completare la Creazione. In ritardo, anche se qui e oggi (e questo è lo stupore della vita) ...
(continua)
don Marco Pratesi     (Omelia del 13-11-2005)
Salvaguardarsi o spendersi?
Il Vangelo ci parla ancora del giudizio di Dio. Perché il terzo servo viene condannato? Egli non si impossessa del talento, e non si rifiuta nemmeno di restituirlo. Qual è allora la sua colpa? Il padrone gli rivolge due rimproveri: essere "cattivo" e "infingardo" (cioè pigro, vagabondo). Dove sta ...
(continua)
don Romeo Maggioni     (Omelia del 13-11-2005)
Talenti da trafficare
Occorre chiarire bene che cosa significhi "essere pronti" per il rendiconto finale della nostra vita perché essa sia degna di "prender parte alla gioia del tuo padrone". Il tema è delicato perché implica una certa idea di Dio e dei nostri rapporti con Lui; idea non proprio comune né pacifica anche ...
(continua)
don Romeo Maggioni     (Omelia del 13-11-2005)
Allora vedranno il Figlio dell'Uomo venire con grande potenza e gloria - rito ambrosiano - 1a d'Avvento anno B
Il tempo d'Avvento ogni anno prepara a fare memoria della prima venuta di Dio tra gli uomini, nel Natale. Tale venuta ha determinato una svolta nella nostra storia: Dio s'è imposto al male e alla morte e ha iniziato un nuovo cammino dell'umanità verso l'eterno che noi chiamiamo il Regno di Dio. Il ...
(continua)
Suor Giuseppina Pisano o.p.     (Omelia del 13-11-2005)
Commento a ( Mt 25, 14-30)
Ancora una parabola, un discorso, di facile presa, per le immagini che il Maestro usa prendendole in prestito dal vissuto quotidiano del suo tempo e, immagini che ancora hanno fascino ed una grande incisività anche per l'ascoltatore di oggi. Una parabola sul "regno " e, insieme, una parabola che par ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 13-11-2005)
Vigili e operosi nella gioia
Le pagine della scorsa Domenica ci avevano proposto il tema della vigilanza, consistente nel saper riconoscere il Signore come nostro perenne punto di riferimento, non confonderlo con le varie banalità del consorzio mandano, percepire la sua presenza in tutte le circostanze della nostra vita e, fina ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 13-11-2005)

Un anno fa i sacerdoti della Diocesi di Roma chiesero a Giovanni Paolo II se conosceva qualche frase in romanesco. Rispose con perfetto accento: "Damose da fa'". L'esortazione potrebbe "dare senso" al Vangelo di questa domenica, la parabola dei talenti, dove siamo invitati a fare fruttificare con im ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 13-11-2005)
Far fruttificare i talenti ricevuti
Al centro della Parola di Dio della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario c'è la parabola dei talenti. Un testo del Vangelo tra i più conosciuti e forse citati, soprattutto di fronte al nostro impegno o disimpegno nell'ambito della chiesa e della società, nonché nella molteplicità dei servizi richiest ...
(continua)
mons. Ilvo Corniglia     (Omelia del 13-11-2005)

Nell'attesa dell'ultima venuta del loro Signore, i discepoli devono "non dormire, ma restare svegli" (1Ts. 5,1-6: II lettura). Una vigilanza operosa (come quella della "donna perfetta" di Prov. 31, 10-31: I lettura). Nella parabola evangelica il padrone, che parte per un lungo viaggio e poi ritorna ...
(continua)
don Remigio Menegatti     (Omelia del 13-11-2005)
Beato chi cammina nelle vie del Signore (220)
Per comprendere la Parola di Dio alcune sottolineature La prima lettura (Pro 31, 10-13. 19-20. 30-31) presenta come la saggezza popolare illustra la vera bellezza della donna. Non sono gli ornamenti esterne, come le perle, a renderla davvero importante: il suo impegno, la tenerezza e prudenza, la s ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 13-11-2005)
" RX " (radiografia) - rito ambrosiano - 1a d'Avvento anno B
Il vangelo inizia con una RADIOGRAFIA : dobbiamo vedere come stiamo, in che situazione ci troviamo: se siamo bene sistemati, oppure se nella nostra vita esistono zone d'ombra, oscurità che dobbiamo meglio analizzare, se qualche situazione in noi vacilla, se c'è in atto qualche malanno... Se cioè s ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-11-2002)

Dalla Parola del giorno A chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Come vivere questa Parola? A conclusione della parabola dei talenti questo che Gesù proclama può, sulle prime, apparire sconcertante. Si tratta invece di coglierne il signific ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 17-11-2002)
Talenti a servizio del Regno
Una parabola che ci svela come il Vangelo abbia talmente inciso il pensiero occidentale da modificarne il linguaggio. Quando una persona è capace, ha delle risorse, diciamo che ha "talento", senza sapere che il talento è la famosa moneta affidata ai servi della parabola. Abbiamo dei talenti, dunq ...
(continua)
don Romeo Maggioni     (Omelia del 17-11-2002)
Talenti da trafficare
Anche oggi si tratta di chiarire bene che cosa significhi "essere pronti" per il rendiconto finale della nostra vita perché sia degna di "prender parte alla gioia del tuo padrone". Il tema è delicato perché implica una certa idea di Dio, e dei nostri rapporti con Lui, che è tutt'altro che comune e p ...
(continua)
Totustuus     (Omelia del 17-11-2002)
Trentatreesima Domenica Ordinaria/A
NESSO TRA LE LETTURE La liturgia c'invita a considerare che la vita è un talento, un dono che il Signore ci ha fatto e che dobbiamo far fruttificare. Questa trentatreesima domenica del tempo ordinario ci aiuta a predisporci per la solennità di Cristo Re dell'Universo. Il giorno del Signore, ci ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 17-11-2002)
Vieni Servo buono e fedele entra nella gioia del tuo Signore!
Abbiamo ascoltato il vangelo di oggi, il vangelo dei talenti, cioè dei doni di Dio. La vita, l'esistenza, la fede, tutto quello che siamo e di cui godiamo, l'abbiamo ricevuto in dono gratuito. È talmente evidente la gratuità che può indurci perfino a pensare che tutto sia "normale" e che tutto ci ...
(continua)
don Fulvio Bertellini     (Omelia del 17-11-2002)
Una parabola del ritardo
Ancora una parabola del ritardo. E ancora una volta, il tempo dell'attesa scorre via quasi insensibilmente, senza essere raccontato. Si pongono le premesse, e si salta subito alla fine, al rendiconto conclusivo. Questo ci deve mettere in guardia: in quel vuoto narrativo che sta tra l'inizio e la fin ...
(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 17-11-2002)
Mt 25,14-30
La parabola del Vangelo di oggi, ci parla di un uomo che parte per un viaggio, e consegna i suoi beni ai suoi servi. Due di questi accolgono quest'opportunità con entusiasmo e gratitudine, e si danno da fare per far fruttificare questo capitale. Il terzo, preso dalle sue paure, mette il tutto sot ...
(continua)
LaParrocchia.it     (Omelia del 17-11-2002)
Bene, servo buono e fedele
Ci stiamo avvicinando alla fine dell'anno liturgico e la Liturgia della Parola ci propone il tema della "veglia". Bisogna vegliare nell'attesa del ritorno del Signore Gesù. Gli angeli ci hanno detto che lo vedremo ritornare così com'è salito al cielo, quindi lo attendiamo nella gloria del Padre suo ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 17-11-2002)
Talenti affidati, poema della creatività
La parabola dei talenti è una lieta notizia contro la paura, che stravolge il rapporto con Dio e rende sterile la vita. L'ultimo servo non ha capito che, affidandogli il talento, il padrone vuole fare di lui un amico; che quel talento è un dono di comunione, un atto di fiducia. Su tutto invece incom ...
(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 14-11-1999)
Mt 25, 14-30
Un uomo parte e consegna i suoi beni ai servi, segno che si fida di loro. A ognuno dà secondo la sua capacità, quindi li conosce bene e non pretende l'impossibile . Perché parte? Per dare ai servi la possibilità di esprimersi e di realizzarsi. Non è un padrone oppressivo che controlla ogni mossa ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 14-11-1999)
Non nascondiamo i talenti sotto terra
La Parola del Signore di oggi potrebbe benissimo essere una continuazione di quella della scorsa domenica. Un cammino di saggezza sul come viviamo per presentarci fedeli o saggi al cospetto del Signore che sicuramente verrà per tutti. Vivere non è solo "passare del tempo": sarebbe un modo sconvenie ...
(continua)

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