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(Testo TILC)

Es 25,6 olio per illuminazione, essenze aromatiche per l'olio della consacrazione e per l'incenso profumato,
Es 30,34 Il Signore disse ancora a Mosè: 'Procurati sostanze aromatiche: storace, onice, galbano e incenso puro in parti uguali.
Es 35,8 olio per illuminazione, essenze aromatiche per l'olio della consacrazione e per l'incenso profumato,
Es 35,28 essenze aromatiche e olio per illuminazione, per le consacrazioni e per l'incenso profumato.
2Re 20,13 Ezechia si rallegrò per l'arrivo degli inviati di Merodak-Baladan e mostrò loro i suoi depositi, l'oro, l'argento, i profumi, l'olio aromatico, il suo arsenale e tutti i tesori che aveva nei magazzini; fece vedere tutto quel che si trovava nel suo palazzo e nel suo regno, senza tralasciare nulla.

1Cr 25,4 Figli di Eman: Bukkia, Mattania, Uzziel, Sebuel, Ierimot, Anania, Anani, Eliata, Ghiddalti, Romamti-Ezer, Iosbekasa, Malloti, Cotir, Macaziot.
1Cr 25,9-31 Furono divisi in ventiquattro gruppi. Ogni gruppo corrispondeva a una famiglia ed era composto di 12 persone. Questo è l'elenco dei capigruppo, nell'ordine fissato dal sorteggio:
1. Giuseppe,
figlio di Asaf
2. Ghedalia
3. Zaccur
4. Isri
5. Natania
6. Bukkia
7. Iesareela
8. Isaia
9. Mattania
10. Simei
11. Azarel
12. Casabia
13. Suabel
14. Mattatia
15. Ierimot
16. Anania
17. Iosbekasa
18. Anani
19. Malloti
20. Eliata
21. Cotir
22. Ghiddalti
23. Macaziot
24. Romamti-Ezer.


1Mac 1,10 Di tutti il più malvagio fu Antioco Epifane, figlio del re Antioco, che, in passato, era stato portato a Roma come ostaggio. Egli cominciò a regnare l'anno 137 dell'èra greca.

1Mac 7,1 L'anno 151 dell'èra greca, Demetrio, figlio di Seleuco, fuggì da Roma. Con pochi uomini si imbarcò per andare in una città della costa siriaca, dove incominciò a regnare.
1Mac 8,1 Intanto Giuda Maccabeo sentì parlare dei Romani. Essi erano famosi in tutto il mondo per la loro potenza militare e accoglievano tutti quelli che volevano allearsi con loro. Chiunque lo chiedeva, poteva contare sulla loro amicizia: insomma erano un popolo veramente potente.
1Mac 8,2 Giuda Maccabeo venne informato sulle loro guerre e sulle loro imprese valorose. I Romani infatti avevano combattuto nella regione della Galazia e ne avevano sottomesso gli abitanti, obbligandoli anche a pagare le tasse.
1Mac 8,5 Infine i Romani avevano vinto in battaglia e sottomesso Filippo e Perseo, re dei Greci, e tutti quelli che si erano ribellati.
1Mac 8,6 Antioco il grande, re dell'Asia Minore, scese in guerra contro i Romani con centoventi elefanti e la cavalleria, con carri da guerra e un esercito immenso. Ma i Romani lo sconfissero
1Mac 8,9 Anche i Greci decisero di attaccare i Romani e di distruggerli.
1Mac 8,10 I Romani, saputolo, mandarono contro di loro un solo esercito. Li attaccarono e ne uccisero molti. Fecero prigionieri le loro donne e i loro figli e li portarono via come schiavi. Saccheggiarono i loro beni, conquistarono il loro paese e distrussero le loro fortezze. In questo modo imposero ai Greci una schiavitù che dura fino ad oggi.
1Mac 8,11 l Romani distrussero anche altri regni e sottomisero le isole che avevano opposto resistenza.
1Mac 8,12 Ma con i loro amici e con quelli che si fidavano di loro, i Romani mantennero la loro amicizia. Essi avevano sottomesso i re vicini e quelli lontani. Perciò tutti quelli che ne sentivano parlare erano presi dalla paura.
1Mac 8,14 Con tutto ciò nessuno dei Romani si è fatto incoronare re, nessuno ha vestito la porpora.
1Mac 8,17 Allora Giuda Maccabeo scelse Eupolemo, figlio di Giovanni della famiglia di Acco, e Giasone, figlio di Eleazaro, e li mandò a Roma per concludere un trattato di amicizia e di alleanza con i Romani.
1Mac 8,19 Eupolemo e Giasone, dopo un viaggio molto lungo, arrivarono a Roma. Entrati nel senato presero la parola:
1Mac 8,23 'Ai Romani e al popolo ebreo auguriamo prosperità per terra e per mare! Lungi da loro la spada nemica!
1Mac 8,24 Ma se scoppierà una guerra contro Roma o uno dei suoi alleati, in qualsiasi parte del suo territorio,
1Mac 8,26 Gli Ebrei non daranno ai nemici né grano, né armi, né denaro, né navi. Così Roma ha stabilito ed essi manterranno questi impegni senza pretendere nulla.
1Mac 8,27 Allo stesso modo, se sarà fatta guerra al popolo ebreo, i Romani si impegneranno a difenderlo lealmente come lo suggeriranno le circostanze.
1Mac 8,28 Ai nemici non sarà dato né grano, né armi, né denaro, né navi. Così Roma ha stabilito e i Romani manterranno lealmente questi impegni.
1Mac 8,29 'Questi sono i termini dell'alleanza fatta dai Romani con il popolo ebreo.
1Mac 12,1 Gionata, visto che le circostanze gli erano favorevoli, scelse alcuni uomini e li mandò a Roma per confermare e rinnovare l'amicizia con i Romani.
1Mac 12,3 I messaggeri di Gionata andarono a Roma, entrarono nel senato e dissero: 'Il sommo sacerdote Gionata e il popolo ebreo ci hanno fatti venire qui da voi per rinnovare l'amicizia e l'alleanza che già avete con loro'.
1Mac 12,16 'Abbiamo scelto Numenio, figlio di Antioco, e Antipatro, figlio di Giasone, per inviarli dai Romani e rinnovare la nostra passata amicizia e alleanza con loro.
1Mac 14,16 Anche a Roma e a Sparta si venne a sapere che Gionata era morto: tutti ne provarono un grande dispiacere.
1Mac 14,24 In seguito Simone mandò a Roma Numenio per confermare l'alleanza con i Romani. Numenio portava loro in dono un grande scudo d'oro di straordinario valore.

1Mac 14,40 Demetrio aveva agito così dopo aver saputo che i Romani avevano dichiarato gli Ebrei loro amici, alleati e fratelli e avevano accolto i rappresentanti di Simone con grandi onori;
1Mac 15,15 Intanto arrivarono da Roma Numenio e i suoi compagni. Portavano una lettera per i re e le varie regioni. Il testo era questo:

1Mac 15,16 'Lucio, console dei Romani, saluta il re Tolomeo!
1Mac 15,22 I Romani inviarono questo messaggio anche al re Demetrio, ad Attalo, ad Ariarate e ad Arsace.
1Mac 15,24 Una copia di questa lettera i Romani inviarono anche al sommo sacerdote Simone.

2Mac 4,11 Negli anni precedenti, i re avevano benignamente fatto delle concessioni agli Ebrei: per loro aveva interceduto Giovanni, padre di Eupolemo, che era andato a Roma per stringere un patto di amicizia con i Romani. Ora invece Giasone abolì quei privilegi distrusse le legittime istituzioni e introdusse consuetudini contrarie alla legge di Mosè.
2Mac 8,10 Nicanore doveva pagare ai Romani, come tributo, quasi settecento quintali d'argento. Si propose allora di mettere insieme tutti quei soldi, vendendo come schiavi gli Ebrei che avrebbe fatti prigionieri.
2Mac 8,36 Nicanore aveva promesso ai Romani di pagare il tributo con la vendita dei cittadini di Gerusalemme che avrebbe fatto prigionieri. Ora proprio lui diceva apertamente che il Dio degli Ebrei era un grande difensore. Anzi affermava che erano invincibili perché seguivano le leggi che quel difensore aveva loro comandato di osservare.


2Mac 11,34 Da parte loro, i Romani mandarono agli Ebrei questa lettera: 'Quinto Memmio, Tito Manlio e Manio Sergio, ambasciatori romani, salutano il popolo ebreo!
2Mac 11,35 'Noi Romani confermiamo tutte le concessioni che vi ha fatto Lisia, stretto collaboratore del re.
Pro 9,5 'Venite e mangiate il mio pane,
bevete il mio vino aromatizzato;

Sir 24,15 Ho profumato tutto, come la cannella e il
balsamo aromatico,
come una pianta di mirra finissima,
come le resine profumate di gàlbano,
onice e storàce,
e come nuvola di incenso nella tenda
santa.

Is 39,2 Ezechia si rallegrò per l'arrivo degli inviati di Merodak-Baladan e mostrò loro i suoi depositi, l'oro, l'argento, i profumi, l'olio aromatico, il suo arsenale e tutti i tesori che aveva nei magazzini; fece vedere tutto quel che si trovava nel suo palazzo e nel suo regno, senza tralasciare nulla.

Ger 6,20 Che me ne faccio dell'incenso importato dalla regione di Saba, o delle spezie aromatiche fatte arrivare da lontano? I tuoi sacrifici non mi fanno piacere e le tue offerte non mi sono gradite.
Ger 48,11 Da quando ha cominciato ad esistere,
Moab è sempre vissuto tranquillo
e non è mai stato deportato in esilio.
Era come un vino lasciato riposare
mai travasato da un recipente all'altro.
Perciò gli era rimasto il sapore
ed aveva conservato tutto il suo aroma.

Bar 5,8 Per comando di Dio, foreste
con ogni sorta di piante aromatiche
devono far ombra a Israele nel suo
cammino.

Ez 27,19 Nella città di Uzal, la gente di Dan e quella di Iavan, per le tue merci, ti davano ferro lavorato, resine e canne aromatiche.
Mt 8,5 Quando Gesù entrò nella città di Cafàrnao, gli si avvicinò un ufficiale dell'esercito romano e si mise a chiedergli aiuto:

Mt 22,17 Perciò veniamo a chiedere il tuo parere: la nostra Legge permette o non permette di pagare le tasse all'imperatore romano?

Mt 23,23 'Guai a voi, ipocriti, maestri della Legge e farisei! Voi date in offerta al Tempio la decima parte anche di piante aromatiche come la menta, l'aneto e il cumino; ma poi trascurate i punti più importanti della legge di Dio: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste sono le cose da fare, anche senza trascurare le altre.
Mt 27,2 Alla fine lo fecero legare e portar via, e lo consegnarono a Pilato, il governatore romano.

Mt 27,11 Gesù fu portato davanti al governatore romano.
Quello gli domandò:
- Sei tu il re dei Giudei?
E Gesù rispose:
- Tu lo dici.

Mt 27,54 L'ufficiale romano e gli altri soldati che con lui facevano la guardia a Gesù si accorsero del terremoto e di tutto quel che accadeva. Pieni di spavento, essi dissero: 'Quest'uomo era davvero Figlio di Dio!'.

Mc 12,14 Essi vennero e gli dissero:
- Maestro, noi sappiamo che tu sei sempre sincero e non ti preoccupi di quel che pensa la gente; tu non guardi in faccia a nessuno e insegni veramente la volontà di Dio. Abbiamo una domanda da farti: la nostra Legge permette o non permette di pagare le tasse all'imperatore romano? Dobbiamo pagarle o no?

Mc 15,39 L'ufficiale romano che stava di fronte alla croce, vedendo come Gesù era morto, disse: 'Quest'uomo era davvero Figlio di Dio!'

Lc 2,1 In quel tempo l'imperatore Augusto con un decreto ordinò il censimento di tutti gli abitanti dell'impero romano.
Lc 7,2 Là, si trovava un ufficiale dell'esercito romano il quale aveva un servo. Egli era molto affezionato a quel servo, che ora era malato ed era in punto di morte.
Lc 11,42 'Guai a voi, farisei, che offrite al Tempio la decima parte delle piante aromatiche, come la menta e la ruta, e perfino di tutti gli ortaggi, ma poi trascurate la giustizia e l'amore di Dio. Queste sono le cose da fare, senza trascurare le altre.

Lc 20,20 I capi dei sacerdoti e i maestri della Legge si misero a spiare Gesù. Mandarono alcuni per spiarlo e consigliarono loro di fingersi brave persone. Dovevano cogliere Gesù in fallo su qualche punto dei suoi discorsi, in modo da poterlo consegnare al governatore romano e farlo condannare.
Lc 20,22 Una domanda: la nostra Legge permette o non permette che noi paghiamo le tasse all'imperatore romano?

Lc 23,2 Là, cominciarono ad accusarlo: 'Quest'uomo noi lo abbiamo trovato mentre metteva in agitazione la nostra gente: non vuole che si paghino le tasse all'imperatore romano e pretende di essere il Messia-re promesso da Dio'.

Lc 23,47 L'ufficiale romano, vedendo quel che accadeva, rese gloria a Dio dicendo: 'Egli era veramente un uomo giusto!'.
Gv 11,48 Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui. Allora verranno i Romani, e distruggeranno il Tempio e la nostra nazione!

Gv 18,28 Poi portarono Gesù dal palazzo di Caifa a quello del governatore romano. Era l'alba. Quelli che lo accompagnavano non entrarono: per poter celebrare la festa di Pasqua non dovevano avere contatti con gente non ebrea.

At 2,10 dalla Frigia e dalla Panfilia, dall'Egitto e dalla Cirenaica, da Creta e dall'Arabia. C'è gente che viene perfino da Roma:
At 10,1 C'era in Cesarèa un uomo che si chiamava Cornelio; era un ufficiale dell'esercito romano che comandava il reparto italiano.
At 10,22 Quelli risposero: 'Veniamo per conto di Cornelio, ufficiale romano. Egli è un uomo giusto che crede in Dio ed è stimato da tutti gli Ebrei. Un angelo del Signore gli ha suggerito di farti venire a casa sua e di ascoltare quello che tu hai da dirgli'.
At 16,12 Di qui andammo a Filippi, che è una colonia romana e capoluogo della Macedonia.
A Filippi ci fermammo per alcuni giorni.
At 16,21 e stanno diffondendo usanze che noi, come sudditi di Roma, non possiamo accettare e tanto meno mettere in pratica'.
At 16,37 Ma Paolo si rivolse alle guardie e disse loro: 'Prima ci hanno fatto picchiare in pubblico e senza processo e poi ci hanno buttato in prigione, noi che siamo cittadini romani. Ora vogliono farci uscire di nascosto! No! Devono venire loro, personalmente, a farci uscire di qui'.

At 16,38 Le guardie riferirono queste parole ai giudici, ed essi si spaventarono, appena sentirono che Paolo e Sila erano cittadini romani.
At 18,2 In quella città trovò un Ebreo che si chiamava Aquila, nato nella provincia del Ponto. Con Priscilla sua moglie, era appena arrivato dall'Italia, perché l'imperatore Claudio aveva espulso da Roma tutti gli Ebrei. Paolo andò a casa loro e,
At 18,12 Mentre Gallione era governatore romano della provincia dell'Acaia, gli Ebrei insorsero in massa contro Paolo: lo presero e lo portarono davanti al tribunale,
At 19,21 Dopo questi fatti, Paolo decise di attraversare le province della Macedonia e della Grecia, e poi andare a Gerusalemme. Diceva: 'Prima vado a Gerusalemme, poi dovrò andare anche a Roma'.
At 21,31 La gente stava cercando di ucciderlo, ma qualcuno salì in fretta dal comandante romano e gli disse: 'Tutta Gerusalemme è in agitazione'.
At 22,25 Appena fu legato, pronto per essere frustato, Paolo disse all'ufficiale che gli stava vicino:
- Potete voi frustare un cittadino romano senza fargli prima il processo?

At 22,26 L'ufficiale corse subito a informare il comandante. Gli disse:
- Che cosa stai facendo? Quell'uomo è un cittadino romano!

At 22,27 Allora il comandante venne da Paolo e gli chiese:
- Dimmi un po': sei davvero cittadino romano?
Paolo rispose:
- Sì.

At 22,28 Il comandante disse ancora:
- Per poter essere cittadino romano, io ho dovuto pagare una grossa somma di denaro.
- Io invece - disse Paolo - sono cittadino fin dalla nascita.

At 22,29 Subito quelli che stavano per frustarlo si allontanarono da lui. Anche il comandante ebbe paura, perché aveva fatto incarcerare Paolo senza sapere che egli era cittadino romano.

At 22,30 Ma il comandante romano voleva sapere con esattezza perché gli Ebrei accusavano Paolo. Perciò il giorno dopo gli fece togliere le catene e ordinò ai capi dei sacerdoti e a tutti i membri del tribunale ebraico di radunarsi. Poi fece venire Paolo davanti a loro.


At 23,11 La notte seguente il Signore apparve a Paolo e gli disse: 'Coraggio! Tu sei stato mio testimone a Gerusalemme: dovrai essere mio testimone anche a Roma'.

At 23,27 Quest'uomo che io ti mando, lo hanno arrestato gli Ebrei. Stavano per ammazzarlo, quando intervenni con le mie guardie. Venni a sapere che era cittadino romano e lo liberai.
At 25,8 Paolo allora parlò in sua difesa e disse:
- Io non ho fatto niente di male: né contro la Legge degli Ebrei, né contro il Tempio e neppure contro l'imperatore romano.

At 25,16 Risposi loro che i Romani non hanno l'abitudine di condannare un uomo prima che egli abbia la possibilità di difendersi davanti ai suoi accusatori.
At 25,27 Mi sembra assurdo infatti mandare a Roma un prigioniero senza indicare le accuse che si fanno contro di lui.


At 27,11 Ma Giulio, l'ufficiale romano, dette ascolto al parere del pilota e del padrone della nave e non alle parole di Paolo.
At 28,14 Qui trovammo alcuni cristiani che ci invitarono a restare una settimana con loro. Infine partimmo per Roma.
At 28,15 I cristiani di Roma furono avvertiti del nostro arrivo e ci vennero incontro fino al Foro Appio e alle Tre Taverne. Appena li vide, Paolo ringraziò il Signore e si sentì molto incoraggiato.

At 28,16 Arrivati a Roma, fu permesso a Paolo di abitare per suo conto, con un soldato di guardia.

At 28,17 Dopo tre giorni, Paolo fece chiamare i capi degli Ebrei di Roma. Quando furono riuniti disse loro:
- Fratelli, io non ho fatto nulla contro il nostro popolo e le tradizioni dei padri. Eppure a Gerusalemme gli Ebrei mi hanno arrestato e mi hanno consegnato ai Romani.
At 28,18 I Romani mi hanno interrogato e volevano lasciarmi libero perché non trovavano in me nessuna colpa che meritasse la morte.
Rm 1,6-7 Tra questi siete anche voi tutti che vivete a Roma. Dio vi ha amati e chiamati per appartenere a Gesù Cristo ed essere il suo popolo. Dio nostro Padre e Gesù Cristo nostro Signore diano a voi tutti grazia e pace.

Rm 1,15 e per quanto dipende da me, sono pronto ad annunziare il messaggio di Cristo anche a voi che siete in Roma.

Rm 15,28 Consegnata ufficialmente questa colletta, e finito così il mio compito, andrò in Spagna e passerò da voi a Roma.
2Cor 11,25 tre volte sono stato bastonato dai Romani; una volta sono stato ferito a colpi di pietra; tre volte ho fatto naufragio, e una volta ho passato un giorno e una notte in balìa delle onde.

Fil 4,22 Vi salutano tutti i fratelli che sono con me, specialmente quelli che lavorano alle dipendenze dell'imperatore romano.

2Tm 1,17 Anzi, quando è venuto a Roma mi ha cercato con premura, finché non mi ha trovato.




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