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CEI 2008:   CEI 74:   TILC:    Mostra N.Versetto:     

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(Testo TILC)

Gen 1,2 Il mondo era vuoto e deserto,
le tenebre coprivano gli abissi
e un vento impetuoso soffiava
su tutte le acque.

Gen 1,4 Dio vide che la luce era bella
e separò la luce dalle tenebre.

Gen 1,6 Dio disse:
'Vi sia una grande volta
Divida la massa delle acque'.

Gen 1,7 E così avvenne.
Dio fece una grande volta
e separò le acque di sotto
dalle acque di sopra.

Gen 1,8 Dio chiamò la grande volta Cielo.
Venne la sera, poi venne il mattino:
secondo giorno

Gen 1,10 Dio chiamò l'asciutto Terra
e chiamò le acque Mare.
E Dio vide che era bello.

Gen 1,11 Dio disse:
'La terra si copra di verde,
produca piante con il proprio seme
e ogni specie di albero da frutta
con il proprio seme!'.
E così avvenne.

Gen 1,12 La terra produsse erba verde,
ogni specie di piante con il proprio seme
e ogni specie di alberi da frutta
con il proprio seme.
E Dio vide che era bello.

Gen 1,14 Dio disse:
'Vi siano luci nella volta del cielo
per distinguere il giorno dalla notte:
saranno segni per le feste, i giorni
e gli anni.

Gen 1,16 Dio fece due grosse luci:
la più grande per il giorno,
la più piccola per la notte.
E poi le stelle.

Gen 1,17-18 Dalla volta del cielo esse rischiarano
la terra.
Dio le mise lassù
per regolare il giorno e la notte
e separare la luce dalle tenebre.
E Dio vide che era bello.

Gen 1,21 Dio creò i grandi mostri del mare e
tutto quel che vive e guizza nelle acque.
E Dio vide che era bello.

Gen 1,22 Dio li benedisse:
'Siate fecondi, diventate numerosi
e popolate le acque dei mari.
E anche gli uccelli si riproducano sulla
terra'.

Gen 1,25 Dio fece questi animali
secondo la loro specie:
quelli selvatici, quelli domestici
e quelli che strisciano al suolo.
E Dio vide che era bello.

Gen 1,26 Dio disse:
'Facciamo l'uomo:
sia simile a noi, sia la nostra immagine.
Dominerà sui pesci del mare,
sugli uccelli del cielo,
sul bestiame,
sugli animali selvatici
e su quelli che strisciano al suolo'.

Gen 1,28 Li benedisse con queste parole:
'Siate fecondi, diventate numerosi,
popolate la terra.
Governatela e dominate sui pesci del mare,
sugli uccelli del cielo
e su tutti gli animali
che si muovono sulla terra'.

Gen 1,30 Tutti gli animali selvatici,
tutti gli uccelli del cielo
e tutti gli altri viventi
che simuovono sulla terra
mangeranno l'erba tenera'.
E così avvenne.

Gen 1,31 E Dio vide che tutto quel che aveva fatto
era davvero molto bello.
Venne la sera, poi venne il mattino:
sesto giorno.

Gen 2,4 Questo è il racconto
delle origini del cielo e della terra
quando Dio li creò.

Gen 2,8 Poi Dio, il Signore, piantò un giardino a oriente, nella regione di Eden e vi mise l'uomo che egli aveva plasmato.
Gen 2,9 Fece spuntare dal suolo alberi di ogni specie: erano belli a vedersi e i loro frutti squisiti. Nel mezzo del giardino piantò due alberi: uno per dare la vita e l'altro per infondere la conoscenza di tutto

Gen 2,10 Nell'Eden scorreva un fiume che irrigava il giardino e poi si divideva in quattro corsi.
Gen 2,15 Dio, il Signore, prese l'uomo e lo mise nel giardino di Eden per coltivare la terra e custodirla.
Gen 2,16 E gli ordinò: 'Puoi mangiare il frutto di qualsiasi albero del giardino,
Gen 2,17 ma non quello dell'albero che infonde la conoscenza di tutto. Se ne mangerai sarai destinato a morire!'.

Gen 2,19 Con un po' di terra Dio, il Signore, fece tutti gli animali della campagna e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo per vedere come li avrebbe chiamati. Ognuno di questi animali avrebbe avuto il nome datogli dall'uomo.
Gen 2,20 L'uomo diede dunque un nome a tutti gli animali domestici, a quelli selvatici e agli uccelli. Ma di essi, nessuno era un aiuto adatto all'uomo.
Gen 2,21 Allora Dio, il Signore, fece scendere un sonno profondo sull'uomo, che si addormentò; poi gli tolse una costola e richiuse la carne al suo posto.
Gen 2,23 Allora egli esclamò:
'Questa sì!
È osso delle mie ossa,
carne della mia carne.
Si chiamerà: Donna
perché è stata tratta dall'uomo'.

Gen 3,1 Il serpente era più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio, il Signore, aveva fatto. Disse alla donna:
- Così Dio vi ha detto di non mangiare nessun frutto degli alberi del giardino!

Gen 3,2 La donna rispose al serpente:
- No, noi possiamo mangiare i frutti degli alberi del giardino!
Gen 3,3 Soltanto dell'albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: Non mangiatene il frutto, anzi non toccatelo, altrimenti morirete!

Gen 3,6 La donna osservò l'albero: i suoi frutti erano certo buoni da mangiare; era una delizia per gli occhi, era affascinante per avere quella conoscenza. Allora prese un frutto e ne mangiò. Lo diede anche a suo marito ed egli lo mangiò.
Gen 3,8 Verso sera l'uomo e la donna sentirono che Dio, il Signore, passeggiava nel giardino. Allora, per non incontrarlo, si nascosero tra gli alberi del giardino.
Gen 3,14 Allora Dio, il Signore, disse al serpente:
'Per quel che hai fatto
tu porterai questa maledizione
fra tutti gli animali
e fra tutte le bestie selvatiche:
Striscerai sul tuo ventre
e mangerai polvere
tutti i giorni della tua vita.

Gen 3,15 Metterò inimicizia
fra te e la donna,
fra la tua e la sua discendenza.
Questa discendenza ti colpirà al capo
e tu la colpirai al calcagno'.

Gen 3,16 Poi disse alla donna:
'Moltiplicherò la sofferenza
delle tue gravidanze
e tu partorirai figli con dolore.
Eppure il tuo istinto ti spingerà
verso il tuo uomo,
ma egli ti dominerà!'.

Gen 3,17 Infine disse all'uomo:
'Tu hai dato ascolto alla tua donna
e hai mangiato il frutto
che ti avevo proibito.
Ora, per colpa tua,
la terra sarà maledetta:
con fatica ne ricaverai il cibo
tutti i giorni della tua vita.

Gen 3,19 Ti procurerai il pane
con il sudore del tuo volto,
finché tornerai alla terra
dalla quale sei stato tratto:
perché tu sei polvere
e alla polvere tornerai'.

Gen 3,22 Poi Dio, il Signore, disse: 'Ecco, l'uomo è diventato come un dio che ha la conoscenza di tutto. Ora bisogna proibirgli di raggiungere anche l'albero della vita: non ne mangerà e così non vivrà per sempre'.
Gen 3,23 Dio, il Signore, scacciò via l'uomo dal giardino dell'Eden e lo mandò a lavorare la terra dalla quale era stato tratto.
Gen 3,24 Così egli scacciò l'uomo e collocò cherubini di sentinella ad oriente del giardino dell'Eden con una spada infiammata e scintillante: dovevano impedire l'accesso all'albero della vita.

Gen 4,2 Poi diede alla luce anche il fratello di Caino, Abele. Abele divenne pastore di greggi e Caino coltivatore della terra.
Gen 4,3 Qualche tempo dopo, Caino portò come offerta al Signore alcuni prodotti della terra.
Gen 4,4 Abele, a sua volta, portò primogeniti del suo gregge e ne offrì al Signore le parti migliori. Il Signore guardò con favore Abele e la sua offerta,
Gen 4,7 Se agisci bene il tuo volto tornerà sereno, se no, il peccato, che sta accovacciato alla tua porta, vorrà avere il sopravvento su di te. Ma tu devi dominarlo'.

Gen 4,9 Il Signore chiese a Caino: - Dov'è tuo fratello?
- Non so, - rispose Caino. - Sono forse io il custode di mio fratello?

Gen 4,10 - Ma che hai fatto? - riprese il Signore; - dalla terra il sangue di tuo fratello mi chiede giustizia.
Gen 4,11 Ora tu sei maledetto, respinto dalla terra bagnata dal sangue di tuo fratello che hai ucciso.
Gen 4,13 Caino disse al Signore:
- Il mio castigo è troppo grande; come potrò sopportarlo?
Gen 4,14 Oggi tu mi scacci dalla terra fertile e io dovrò nascondermi lontano da te! Sarò vagabondo e fuggiasco, e chiunque mi troverà potrà uccidermi.

Gen 4,15 Ma il Signore gli rispose:
- No, chi ucciderà Caino sarà punito sette volte più severamente.
E il Signore mise un segno su Caino: se qualcuno l'incontrava non doveva ucciderlo.
Gen 4,16 Caino andò ad abitare nella terra di Nod, a oriente di Eden, lontano dal Signore.

Gen 4,17 Caino si unì a sua moglie che rimase incinta e diede alla luce Enoc. Poi Caino costruì una città alla quale diede il nome di suo figlio: Enoc.
Gen 4,20 Ada partorì Iabal, padre dei nomadi allevatori di bestiame.
Gen 4,21 Suo fratello, di nome Iubal, fu il padre dei suonatori di cetra e di flauto.
Gen 4,24 Se Caino dev'essere vendicato sette volte
Lamech lo sarà settantasette volte'.

Gen 4,26 Anche Set ebbe un figlio e lo chiamò Enos. Allora si incominciò a invocare il nome del Signore.

Gen 5,1-2 Quando Dio creò l'uomo, lo fece simile a sé. Lo creò maschio e femmina, li benedisse, e quando furono creati pose loro il nome UOMO.
Questo è l'elenco dei discendenti del primo uomo:

Gen 5,29 che chiamò Noè. 'Questo figlio, - disse, - ci consolerà nella durissima fatica di lavorare la terra maledetta dal Signore'.

Gen 6,1 Gli uomini incominciarono a moltiplicarsi sulla terra. Nacquero loro delle figlie.
Gen 6,2 I figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e si scelsero quelle che vollero.

Gen 6,4 Quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini ed esse partorirono figli, sulla terra vi erano anche dei giganti. E ci furono anche dopo. Sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi.

Gen 6,5 Il Signore vide che nel mondo gli uomini erano sempre più malvagi e i loro pensieri erano di continuo rivolti al male.
Gen 6,6-7 Si pentì di aver fatto l'uomo e fu tanto addolorato che disse: 'Sterminerò dalla terra quest'uomo da me creato, e insieme con lui anche il bestiame, i rettili e gli uccelli del cielo'.

Gen 6,8 Ma Noè incontrò il favore del Signore.

Gen 6,12 Dio guardò il mondo e vide che tutti avevano imboccato la via del male.
Gen 6,13 Allora Dio disse a Noè:
'Ho deciso di farla finita con gli uomini! Per colpa loro infatti il mondo è pieno di violenza. Voglio distruggere loro e anche la terra.

Gen 6,14 'Costruisciti un'arca, una grande imbarcazione in legno robusto. La farai con molti locali e la spalmerai di pece dentro e fuori.
Gen 6,17 'Io farò venire una grande inondazione per distruggere tutti gli esseri viventi. Tutto ciò che si muove sulla terra, perirà.
Gen 6,18 Tu invece ti salverai, io mi impegno con te. Devi entrare nell'arca, tu con tua moglie, i tuoi figli e le tue nuore.
Gen 7,3 Devi anche prendere sette coppie di ogni tipo di uccelli: maschi e femmine, per conservare la loro specie sulla terra,
Gen 7,4 perché fra una settimana io farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti ininterrottamente. Così farò scomparire dalla faccia della terra tutti gli esseri viventi che ho fatto'.

Gen 7,11 Quando Noè compiva seicento anni, il giorno diciassette del secondo mese, le acque sotterranee uscirono con violenza da tutte le sorgenti e le riserve del cielo si spalancarono.
Gen 7,13 Fu proprio in quel giorno che Noè entrò nell'arca con i figli Sem, Cam e Iafet, con sua moglie e le mogli dei suoi figli.
Gen 7,16 Maschio e femmina di ogni specie entrarono, come Dio aveva comandato. Poi il Signore chiuse la porta dell'arca dietro a Noè.

Gen 7,18 Acquistarono forza, crebbero ancora e su di esse l'arca andava alla deriva.
Gen 7,23 Fu distrutta ogni forma di vita sulla superficie della terra: furono sterminati uomini e bestie, rettili e uccelli. Sopravvissero solamente Noè quelli che erano con lui nell'arca.

Gen 7,24 Sulla terra il livello delle acque rimase alta per centocinquanta giorni.

Gen 8,2 Vennero fermate le sorgenti, chiuse le riserve del cielo, e fu trattenuta la pioggia.
Gen 8,4 e il diciassettesimo giorno del settimo mese l'arca si posò su un monte della catena dell'Ararat.
Gen 8,5 Le acque continuarono a calare fino al decimo mese: il primo giorno di quel mese apparvero le cime dei monti.

Gen 8,8 Per vedere se le acque si erano ritirate dalla superficie della terra, Noè mandò fuori una colomba.
Gen 8,9 Essa non trovò alcun luogo dove posarsi perché l'acqua ricopriva ancora tutta la terra. Tornò allora verso l'arca e Noè stese la mano e la portò dentro con lui.

Gen 8,10 Noè aspettò ancora una settimana e mandò di nuovo la colomba fuori dell'arca
Gen 8,11 Verso sera essa tornò da lui: aveva nel becco un ramoscello verde di ulivo. Noè capì che le acque si erano ritirate dalla terra.
Gen 8,13 Il primo giorno del primo mese, quando Noè aveva seicentun anni, le acque si erano ritirate dal suolo. Noè tolse il tetto dell'arca, guardò intorno e vide che la superficie della terra stava asciugandosi.
Gen 8,14 Il ventisettesimo giorno del secondo mese la terra era completamente asciutta.

Gen 8,21 Il Signore gradì quel sacrificio dal piacevole odore e disse fra sé: 'Non maledirò mai più il mondo a causa dell'uomo. È vero che fin dalla sua giovinezza egli ha in cuor suo solo inclinazioni malvagie. Tuttavia io non distruggerò mai più tutti gli esseri viventi come ho fatto questa volta.

Gen 9,6 Chi uccide un uomo
verrà ucciso dall'uomo,
perché Dio ha fatto l'uomo
a sua immagine.

Gen 9,7 Quanto a voi, siate fecondi,
diventate numerosi,
diffondetevi sulla terra,
popolatela'.

Gen 9,9 'Io stabilisco un'alleanza con voi e con tutti i vostri discendenti
Gen 9,11 M'impegno a questo con voi: nessun essere verrà mai più coperto dalle acque del diluvio; esse non allagheranno mai più la terra per distruggerla'.

Gen 9,12 Dio aggiunse:
'Vi do un segno
dell'alleanza che ho stabilito
fra me e voi
e tutti gli esseri viventi
che sono con voi
e per tutte le loro generazioni
in futuro:

Gen 9,13 ho messo il mio arco
tra le nubi..
Sarà il segno dell'impegno
che ho preso verso il mondo.

Gen 9,15 e io mi ricordedella promessa fatta per voi e per tutti i viventi, a qualunque specie appartengano: le acque non scateneranno più il diluvio e non distruggerò mai più ogni vivente.
Gen 9,17 Dio disse a Noè:'È questo, dunque, il segno del patto che io ho stabilito tra me e ogni vivente nel mondo'.

Gen 9,19 Da quei tre figli di Noè ha avuto origine tutta la popolazione della terra.
Gen 9,22 Cam, padre di Canaan, vide suo padre nudo e uscì a dirlo ai suoi due fratelli.
Gen 9,23 Ma Sem e Iafet presero un mantello, se lo gettarono tutti e due sulle spalle e, camminando all'indietro, coprirono il loro padre che era nudo. Poiché voltavano la faccia dall'altra parte essi non videro il padre nudo.
Gen 9,25 Allora disse:
'Canaan sia maledetto,
sia lo schiavo degli schiavi
dei suoi fratelli!'.

Gen 9,26 Poi disse ancora:
'Il Signore, il Dio di Sem,
sia benedetto.
Canaan sia lo schiavo di Sem!

Gen 9,27 E Dio conceda spazio a Iafet!
Possa egli abitare nelle tende di Sem
e Canaan sia lo schiavo di Iafet!'.

Gen 10,4 l figli di Iavan: Elisa, Tarsis, gli abitanti delle isole di Cipro e di Rodi.

Gen 10,5 Da Iavan discendono gli abitanti delle isole: essi divennero popoli, ognuno dei quali ha un proprio territorio che corrisponde alla sua stirpe, lingua e nazione.

Gen 10,7 l figli di Cus: Seba, Avila, Sabta, Raama e Sabteca.
I figli di Raama: Saba e Dedan.

Gen 10,12 e, fra Ninive e Calach, la grande città di Resen.

Gen 10,18 Arvadita, Semarita e Camatita. In seguito le famiglie dei Cananei si dispersero.
Gen 10,19 Il territorio dei Cananei si estendeva da Sidone in direzione di Gerar fino a Gaza, poi in direzione di Sodoma, Gomorra, Adma e Zeboim fino a Lesa.

Gen 10,20 Sono questi i discendenti di Cam, che diventarono popoli, ognuno dei quali ha un proprio territorio che corrisponde alla sua stirpe, lingua e nazione.

Gen 10,21 Anche Sem, fratello maggiore di Iafet capostipite di tutti i discendenti di Eber, ebbe figli.

Gen 10,30 Il loro territorio si estendeva da Mesa in direzione di Sefar fino ai monti dell'oriente.
Gen 10,31 Questi sono discendenti di Sem, che divennero popoli ognuno dei quali ha un proprio territorio che corrisponde alla sua stirpe, lingua e nazione.

Gen 10,32 Le famiglie qui elencate hanno avuto origine dai figli di Noè e sono ordinate secondo la loro discendenza e le loro nazioni. Da esse, dopo il diluvio, sono sorte le nazioni sparse nel mondo.

Gen 11,3 Si dissero l'un l'altro: 'Forza! Prepariamoci mattoni e cuociamoli al fuoco!'. Pensarono di adoperare mattoni al posto delle pietre e bitume invece della calce.
Gen 11,4 Poi dissero: 'Forza! Costruiamoci una città! Faremo una torre alta fino al cielo! Così diventeremo famosi e non saremo dispersi in ogni parte del mondo!'.

Gen 11,6 Disse: 'Ecco, tutti quanti formano un sol popolo e parlano la stessa lingua. E questo non è che il principio delle loro imprese! D'ora in poi saranno in grado di fare tutto quel che vogliono!
Gen 11,7 Andiamo a confondere la loro lingua: così non potranno più capirsi tra loro'.

Gen 11,8 E il Signore li disperse di là in tutto il mondo; perciò furono costretti a interrompere la costruzione della città.
Gen 11,9 La città fu chiamata Babele (Confusione) perché fu lì che il Signore confuse la lingua degli uomini e li disperse in tutto il mondo.

Gen 11,10 Questa è la lista dei discendenti di Sem. Sem generò Arpacsad, due anni dopo il diluvio, all'età di cent'anni.
Gen 11,27 Questo è l'elenco dei discendenti di Terach: Terach generò Abram, Nacor e Aran. Aran generò Lot.
Gen 11,28 Aran morì nel suo paese natale, Ur dei Caldei, mentre suo padre Terach era ancora in vita.

Gen 11,31 Terach prese con sé suo figlio Abram, Lot, figlio di suo fratello Aran, Sarai, moglie di suo figlio Abram, e lasciarono Ur dei Caldei per andare nella terra di Canaan. Arrivarono nella città di Carran e si stabilirono là.
Gen 12,2 Farò di te un popolo numeroso,
una grande nazione.
Il tuo nome diventerà famoso.
Ti benedirò.
Sarai fonte di benedizione.

Gen 12,3 Farò del bene a chi te ne farà.
Maledirò chi ti farà del male.
Per mezzo tuo io benedirò
tutti i popoli della terra'.

Gen 12,4-5 Abram partì dalla località di Carran, secondo l'ordine del Signore. Aveva settantacinque anni. Partirono con lui la moglie Sarai e il nipote Lot, figlio di suo fratello. Portarono tutti i beni che avevano acquistato e gli schiavi comperati in Carran. Si diressero verso la terra di Canaan.

Gen 12,7 Il Signore apparve ad Abram e gli disse: 'Questa è la terra che io darò ai tuoi discendenti'. E in quel luogo Abram costruì un altare per il Signore che gli era apparso.
Gen 12,12 Quando gli Egiziani ti vedranno penseranno che sei mia moglie, allora mi uccideranno e lasceranno in vita te.
Gen 12,13 Ti prego, di' a tutti che sei mia sorella. Così, grazie a te, invece di uccidermi, mi tratteranno bene'.

Gen 12,14 Infatti, appena giunsero in Egitto, gli Egiziani videro che Sarai era bellissima.
Gen 12,19 Mi ha raccontato che era tua sorella e hai lasciato chi io la prendessi per moglie! Ora riprenditela vattene!'.

Gen 12,20 Il faraone diede ordine di far partire Abram con sua moglie e tutto quel che possedeva.

Gen 13,4 E là dove aveva già costruito un altare invocò il nome del Signore.

Gen 13,5 Anche Lot, che viaggiava con Abram, aveva pecore, buoi e tende.
Gen 13,7 tanto più che, a quel tempo, anche i Cananei e i Perizziti abitavano quel territorio. Un giorno scoppiò una lite tra i pastori dei greggi di Abram e quelli di Lot.
Gen 13,8 Allora Abram disse a Lot: 'Noi siamo come fratelli e quindi non ci devono essere liti tra me e te, né tra i miei e i tuoi pastori.
Gen 13,9 Dunque separiamoci: hai davanti a te tutta questa regione. Se tu andrai a sinistra, io andrò a destra; se invece tu andrai a destra, io andrò a sinistra'.

Gen 13,10 Lot si guardò intorno e vide la pianura del Giordano. Prima che il Signore distruggesse le città di Sodoma e Gomorra, fino a Zoar era una valle tutta irrigata, come il giardino del Signore, come la terra d'Egitto.
Gen 13,11 Perciò Lot scelse per sé tutta la pianura del Giordano e se ne andò verso est. Così si divisero.

Gen 13,12 Abram abitò nella regione di Canaan, Lot invece nelle città della pianura e si spinse fino a Sodoma.
Gen 13,15 Io darò per sempre a te e ai tuoi discendenti tutta la terra che tu vedi.
Gen 13,16 Farò diventare i tuoi discendenti tanto numerosi che nessuno li potrà contare, come non si può contare la polvere sulla terra.
Gen 14,1 Ecco che cosa accadde ai tempi di Amrafel re di Sennaar, di Arioch re di Ellasar, di Chedorlaomer re di Elam, e di Tideal re di Goim.
Gen 14,6 e gli Urriti sulle montagne di Seir fino a EI-Paran, che è vicino al deserto.
Gen 14,7 Poi tornarono indietro, giunsero a En-Mispat, vale a dire a Kades. Sconfissero gli Amaleciti su tutto il territorio e persino gli Amorrei che abitavano ad Azazon-Tamar.
Gen 14,9 per combattere appunto Chedorlaomer, re di Elam, Tideam, re di Goim, Amrafel, re di Sennaar e Arioch, re di Ellasar. Erano cinque re contro quattro.

Gen 14,10 La valle di Siddim era piena di grandi pozze di bitume. I re di Sodoma e di Gomorra in fuga vi caddero dentro. Gli scampati invece si rifugiarono verso il monte.
Gen 14,13 Uno degli scampati venne a riferire il fatto ad Abram, l'Ebreo, che abitava vicino alle querce che appartenevano a Mamre, l'Amorreo, fratello di Escol e di Aner, alleati di Abram.
Gen 14,17 Dopo aver sconfitto Chedorlaomer e i re suoi alleati, Abram era sulla via del ritorno. Allora il re di Sodoma gli andò incontro nella valle di Save, chiamata anche la valle del Re.

Gen 14,18 In quell'occasione il re di Salem, Melchisedek, portò pane e vino. Egli era sacerdote del Dio Altissimo.
Gen 14,19 Benedisse Abram con queste parole:
'Dio, l'Altissimo, creatore del cielo e della terra, benedica te, Abram!

Gen 14,20 E sia benedetto il Dio Altissimo perché ti ha reso vittorioso sui tuoi nemici!'. E Abram diede a Melchisedek la decima parte di ogni cosa.

Gen 14,22 Abram però gli rispose:
- Giuro dinanzi al Signore Altissimo, creatore del cielo e della terra,
Gen 14,23 che non prenderò neppure un filo di quel che è tuo, neanche un laccio di calzatura. Perché tu non possa dire: io ho arricchito Abram.
Gen 14,24 Non voglio niente per me, salvo quanto hanno mangiato i miei servi, e la parte che spetta ai miei uomini, cioè Aner, Escol e Mamre. Quelli si prenderanno quanto loro dovuto.

Gen 15,2 Ma Abram rispose:
- Signore, mio Dio, cosa mai potrai darmi, dal momento che non ho figli? Ormai sto per andarmene e l'erede in casa mia sarà Eliezer di Damasco.
Gen 15,3 Ecco, tu non mi hai dato nemmeno un figlio, - continuò a dire Abram, - e così un servo della mia famiglia sarà mio erede!

Gen 15,4 Il Signore rispose:
- No! Non il tuo servo, ma uno che nascerà da te sarà il tuo erede.

Gen 15,5 Poi lo condusse all'aperto e gli disse: 'Contempla il cielo e conta le stelle, se le puoi contare!'. E aggiunse: 'I tuoi discendenti saranno altrettanto numerosi'.

Gen 15,6 Abram ebbe fiducia nel Signore e per questo il Signore lo considerò giusto.

Gen 15,7 Il Signore disse ad Abram:
- Io sono il Signore; io ti ho fatto uscire da Ur, città dei Caldei, per darti questa terra.

Gen 15,12 Al tramonto del sole Abram si sentì afferrare da un sonno profondo e da una grande angoscia.

Gen 15,13 Allora il Signore gli disse: 'I tuoi discendenti abiteranno come stranieri in una terra che non sarà la loro. Saranno ridotti in schiavitù e oppressi per quattrocento anni.
Gen 15,15-16 Dopo quattro generazioni i tuoi discendenti torneranno. Solo allora infatti io scaccerò gli Amorrei, che abitano in questa terra, perché saranno tanto malvagi che meriteranno d'essere scacciati. Tu, invece, vivrai una felice vecchiaia, morirai in pace e riceverai degna sepoltura'.

Gen 15,17 Dopo il tramonto seguì una notte molto buia. Ed ecco un braciere fumante e una torcia accesa passarono tra le metà degli animali uccisi.
Gen 15,18 In quel giorno il Signore fece una promessa ad Abram. Gli disse: 'Io prometto di dare a te e ai tuoi discendenti questa terra che si estende dal fiume confinante con l'Egitto sino al grande fiume, l'Eufrate.
Gen 16,1 Sarai moglie di Abram, non aveva potuto dargli dei figli. Aveva però una schiava egiziana, di nome Agar.
Gen 16,3 Quando Sarai, moglie di Abram, diede al marito la propria schiava, Agar l'Egiziana, erano già dieci anni che essi abitavano nella terra di Canaan.
Gen 16,5 Sarai allora disse ad Abram: - Sei tu il responsabile di questo disprezzo. Io stessa ti ho messo tra le braccia la mia serva. Ma da quando sa di essere incinta mi considera inferiore a lei. Decida il Signore chi ha ragione fra noi due.

Gen 16,7 L'angelo del Signore la vide nel deserto, vicino a una sorgente, quella che si trova sulla via di Sur,
Gen 16,9 Torna invece da lei, - ordinò l'angelo del Signore, - e a lei ubbidisci.

Gen 16,10 Poi aggiunse:
- Io renderò così numerosi i tuoi discendenti, che non sarà possibile contarli.

Gen 16,13 Allora Agar esclamò: 'Ho veramente visto colui che mi vede?'. E diede al Signore che le aveva parlato questo nome: 'Tu sei il Dio che mi vede'.
Gen 16,14 Perciò è chiamato pozzo di Lacai-Roi (Vivente che mi vede). Esso si trova fra Kades e Bered.
Gen 17,2 Io farò un patto tra me e te: i tuoi discendenti saranno sempre più numerosi.

Gen 17,6 Tu sarai grande, darai inizio a intere nazioni
e vi saranno dei re nella tua discendenza.

Gen 17,7 Io manterrò la mia promessa fatta a te
e ai tuoi discendenti,
di generazione in generazione.
Sarà una promessa valida per sempre:
io sarò il tuo Dio
e il Dio dei tuoi discendenti.

Gen 17,9 Dio disse ad Abramo:
'Tu e i tuoi discendenti, di generazione in generazione, dovrete rispettare il mio patto,
Gen 17,10 vi impegnerete a circoncidere ogni maschio tra voi:
Gen 17,11 reciderete il vostro prepuzio come segno del patto tra me e voi.
Gen 17,12 Ogni vostro maschio, di ogni generazione, quando avrà otto giorni, verrà circonciso. Ecosì pure ogni schiavo nato in casa o comprato dagli stranieri, che per questo non discende da te.
Gen 17,13 Dovrà assolutamente essere circonciso sia chi è nato in casa, sia chi avrai comperato con il tuo denaro; e così il mio patto perpetuo sarà segnato nel vostro corpo.
Gen 17,14 L'incirconciso invece, cioè il maschio che non porta il segno fisico della circoncisione, non sia più considerato parte del mio popolo, perché ha rotto il mio patto'.

Gen 17,16 Per mezzo di lei ti darò un figlio. La benedirò e darà origine a intere nazioni e vi saranno re fra i suoi discendenti'.

Gen 17,18 Perciò Abramo disse a Dio:
- C'è già Ismaele. Potresti fare che sia lui il mio erede.

Gen 17,19 - No! - gli rispose Dio. - Tua moglie Sara ti partorirà un figlio e tu lo chiamerai Isacco. Con lui io manterrò la mia promessa: sarà una promessa che vale per sempre, anche dopo di lui, per i discendenti.
Gen 17,20 Ma anche per ciò che riguarda Ismaele, io ti ho ascoltato. Io lo benedirò: avrà molti figli, genererà dodici principi e sarà l'inizio di un grande popolo.
Gen 17,22 Dopo aver detto questo ad Abramo, Dio si allontanò da lui e scomparve verso l'alto.

Gen 17,23 Abramo prese suo figlio Ismaele e tutti gli schiavi nati nella sua famiglia o comperati con il suo denaro, insomma tutti i maschi del suo clan, e in quello stesso giorno li circoncise, come Dio gli aveva comandato.

Gen 17,27 Con Abramo furono circoncisi tutti gli uomini della sua famiglia, sia quelli nati in casa sua, sia quelli comperati con denaro dagli stranieri.

Gen 18,1 Abramo abitava presso le Querce di Mamre. Un giorno, nell'ora più calda mentre stava seduto all'ingresso della sua tenda, gli apparve il Signore.
Gen 18,2 Abramo alzò gli occhi e vide tre uomini in piedi, davanti a lui. Appena li vide dall'ingresso della tenda, subito corse loro incontro, si inchinò fino a terra e
Gen 18,4 Vi farò subito portare dell'acqua per lavarvi i piedi. Intanto riposatevi sotto quest'albero.
Gen 18,5 Poi vi darò qualcosa da mangiare. Dopo esservi ristorati potrete continuare il vostro viaggio. Non dovete essere passati di qui inutilmente.
- Va bene, - risposerò, - fa' come hai detto.

Gen 18,7 Egli stesso corse dove teneva gli animali, scelse un vitello tenero e buono e lo diede un servitore che subito si mise a prepararlo.
Gen 18,8 Prese del burro, del latte, la carne che era stata preparata e portò tutto agli ospiti. Mentre essi mangiavano sotto l'albero, egli stava in piedi accanto a loro.
Gen 18,10 Il Signore disse:
- Io ritornerò sicuramente da te l'anno prossimo e allora tua moglie Sara avrà un figlio.
Sara stava ascoltando all'ingresso della tenda, dietro ad Abramo.
Gen 18,13 Allora il Signore disse ad Abramo:
- Perché Sara ride? Pensa davvero di non poter aver figli nella sua vecchiaia?
Gen 18,17 Intanto il Signore si chiedeva: 'Devo forse tenere nascosto ad Abramo quel che sto per fare?
Gen 18,18 Proprio a lui che deve essere il capostipite di un popolo grande e forte e una sorgente di benedizione per tutti i popoli?
Gen 18,19 Io infatti l'ho scelto perché insegni ai suoi figli, e ai suoi familiari dopo di lui, a seguire la via del Signore facendo ciò che è buono e giusto. E io, il Signore, manterrò per Abramo tutto quello che gli ho promesso'.

Gen 18,20 Così il Signore disse ad Abramo:
'Le accuse contro Sodoma e Gomorra sono tremende. Il peccato di quelle città è troppo grave.
Gen 18,21 Voglio andare a vedere se queste accuse sono proprio vere. Voglio saperlo'.

Gen 18,25 Allontana da te l'idea di far morire insieme il colpevole e l'innocente! Il giudice del mondo eserciterà forse la giustizia in modo ingiusto?

Gen 18,30 Non offenderti, mio Signore, - continuò Abramo, - non posso fare a meno di parlare ancora. Può darsi che ve ne siano soltanto trenta!
- Non distruggerò quel luogo se ne trovo trenta, - rispose il Signore.

Gen 19,1 Quando i due angeli giunsero a Sodoma, verso sera, Lot stava seduto alla porta di quella città. Appena li vide si alzò per andar loro incontro. Si inchinò faccia a terra,
Gen 19,3 Lot però insisté tanto che essi si fermarono da lui ed entrarono in casa sua. Egli preparò la cena, fece cuocere dei pani non lievitati, ed essi mangiarono.

Gen 19,4 Ma prima ancora che fossero andati a dormire, tutti gli abitanti della città di Sodoma, giovani e vecchi, giunti anche dai quartieri più lontani, circondarono la casa.
Gen 19,11 Poi colpirono tutta la gente che stava sulla soglia della casa, giovani e vecchi, con un bagliore accecante. Così si affannarono inutilmente a cercare l'entrata.

Gen 19,16 Lot era ancora indeciso, ma poiché il Signore voleva risparmiarlo, quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le due figlie, li fecero uscire e li lasciarono fuori della città.

Gen 19,17 Nel condurli fuori uno di essi diceva a Lot: - Scappa! Ne va della tua vita! Non voltarti indietro. Non fermarti nella pianura! Fuggi in montagna, così non verrai travolto dal disastro.

Gen 19,19 Certo tu sei stato favorevole a me che sono tuo servo. Hai avuto verso di me grande benignità conservandomi in vita. Ma io non ce la faccio a salvarmi in montagna, per sfuggire al disastro e non morire.
Gen 19,25 Il Signore distrusse quelle città e tutti i loro abitanti, tutta la pianura e la vegetazione del territorio.
Gen 19,28 Volse lo sguardo su Sodoma e Gomorra e su tutta l'estensione della valle. Vide alzarsi da terra un fumo simile a quello di una fornace.

Gen 19,29 Così, quando distrusse le città della valle dove Lot aveva abitato, Dio non si dimenticò di Abramo e salvò Lot da quel disastro.

Gen 19,33 E in quella stessa notte ubriacarono il padre, e la figlia maggiore andò con lui, ma egli non si rese conto di quel che succedeva.

Gen 19,35 Quella notte ubriacarono ancora il padre, e la figlia minore andò con lui, ma egli non si rese conto di quel che succedeva.

Gen 19,36 Così le due figlie di Lot rimasero incinte del loro padre.
Gen 19,37 La maggiore partorì un figlio che chiamò Moab: egli è il capostipite degli odierni Moabiti.
Gen 19,38 Anche la sorella minore partorì un figlio, che chiamò Ben-Ammi: egli è il capostipite degli odierni Ammoniti.

Gen 20,1 Abramo si mosse da Mamre verso il sud di Canaan e si fermò tra Kades e Sur. Abitò come straniero a Gerar.
Gen 20,2 Quando parlava di sua moglie diceva che era sua sorella. Perciò Abimelech, re di Gerar, mandò a prenderla per sé.
Gen 20,3 Di notte Dio apparve in sogno ad Abimelech e gli disse: 'Tu devi morire perché ti sei presa questa donna che è già sposata'.

Gen 20,5 Abramo stesso ha detto che era sua sorella e anche lei lo ha confermato. Io quindi ho agito in buona fede e con intenzioni oneste.

Gen 20,6 Allora, sempre nel sogno, Dio gli rispose: - Sì, lo so che hai agito in buona fede, perciò io ti ho impedito di peccare contro di me, e non ti ho permesso di avere rapporti con lei.
Gen 20,11 Abramo rispose:
- Mi sono detto: sicuramente in questo luogo non vi è alcun rispetto di Dio! Perciò mi uccideranno pur di avere mia moglie.
Gen 20,13 Così, quando dalla casa paterna Dio mi mandò in terra straniera, io le ho detto: In qualsiasi luogo andremo, fammi il favore di dire che io sono tuo fratello.

Gen 21,1 Come aveva detto, il Signore agì in favore di Sara. Fece per lei quel che aveva promesso.
Gen 21,2 Anche se Abramo era già vecchio, Sara rimase incinta, e nel tempo che Dio le aveva annunziato diede alla luce un figlio.
Gen 21,6 Sara disse: 'Dio mi ha dato la gioia di ridere. Chiunque verrà a saperlo riderà con me'.
Gen 21,7 E aggiunse: 'Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara allatterà figli? Eppure io gli ho dato un figlio nella sua vecchiaia'.

Gen 21,8 Isacco cresceva. Nel giorno del suo svezzamento Abramo organizzò una grande festa.

Gen 21,10 Allora disse ad Abramo: 'Manda via questa schiava e suo figlio. Egli non deve spartire l'eredità con mio figlio Isacco!'.

Gen 21,12 Ma Dio gli disse: 'Non rattristarti per la tua schiava e per il ragazzo. Accontenta Sara in tutto quello che ti chiederà, perché per mezzo di Isacco tu avrai discendenti.
Gen 21,13 Ma anche il figlio di questa tua schiava darà origine a un grande popolo, perché anche lui è tuo figlio'.

Gen 21,14 Allora Abramo si alzò di buon mattino, prese del pane e un otre d'acqua, li pose sulle spalle di Agar, le diede pure il figlio e la mandò via. Essa se ne andò e si smarrì nel deserto di Bersabea.
Gen 21,16 Si allontanò e si mise seduta di fronte a lui, a un centinaio di metri. Diceva fra sé: 'Non voglio veder morire mio figlio'. E standosene lì seduta si mise a piangere.

Gen 21,17 Dio udì il lamento del ragazzo, e I'angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: 'Agar, che hai? Non temere perché Dio ha udito la voce del ragazzo.
Gen 21,18 Alzati, riprendi il ragazzo e abbi cura di lui, perché io lo farò diventare padre di un grande popolo'.

Gen 21,19 Poi Dio le aprì gli occhi e Agar notò una sorgente d'acqua. Andò a riempire l'otre e diede da bere al ragazzo.

Gen 21,20-21 Dio protesse il ragazzo che cresceva e abitava nel deserto di Paran. Diventò un esperto cacciatore. Sua madre gli diede in moglie un'Egiziana.

Gen 21,22 In quel tempo il re Abimelech, accompagnato da Picol, capo del suo esercito, disse ad Abramo:
- Dio è con te in tutto quello che fai.
Gen 21,23 Ebbene, giurami subito, davanti a Dio, che tu non tradirai né me, né i miei figli, né i miei discendenti. Io sono stato leale con te, così prometti che anche tu sarai leale con me e verso il paese che ti ospita.

Gen 21,25 Però Abramo protestò con Abimelech a proposito di un pozzo che i servi del re avevano preso con la forza.
Gen 21,28 Inoltre Abramo mise da parte sette agnelle del gregge.
Gen 21,30 Abramo rispose:
- Tu devi accettare direttamente dalle mie mani queste sette agnelle. In tal modo riconoscerai che sono stato io a scavare questo pozzo.

Gen 21,32 Dopo aver concluso I'alleanza a Bersabea, Abimelech e Picol, capo del suo esercito, se ne tornarono nella regione dei Filistei.
Gen 21,34 Per molto tempo Abramo abitò come straniero nel territorio dei Filistei.

Gen 22,4 Il terzo giorno, Abramo, alzati gli occhi, vide il luogo lontano.
Gen 22,5 Dal cielo l'angelo del Signore chiamò Abramo per la seconda volta
Gen 22,6 Abramo prese la legna per il sacrificio e la pose sulle spalle di suo figlio Isacco; egli stesso portava il coltello e carboni ardenti per accendere il fuoco. Mentre camminavano insieme l'uno accanto all'altro
Gen 22,11 Ma I'angelo del Signore lo chiamò dal cielo:
- Abramo, Abramo!
- Eccomi! - gli rispose Abramo.

Gen 22,13 Abramo alzò gli occhi, guardò attorno e vide dietro di lui un montone impigliato per le corna in un cespuglio. Andò a prenderlo e lo offrì in sacrificio al posto di suo figlio.

Gen 22,14 Abramo chiamò quel luogo 'Il Signore provvede', e ancora oggi la gente dice: 'Sul monte il Signore provvede'.
Gen 22,17 io ti benedirò in modo straordinario e renderò i tuoi discendenti numerosi come le stelle del cielo, come i granelli di sabbia sulla spiaggia del mare. Essi si impadroniranno delle città dei loro nemici.
Gen 22,18 E per mezzo dei tuoi discendenti si diranno benedetti tutti i popoli della terra perché tu hai ubbidito alla mia parola'.

Gen 23,4 - Io sono qui in mezzo a voi come straniero. Vendetemi un po' di terra dove possa seppellire mia moglie.

Gen 23,6 - Non è il caso, signore, ascoltaci invece tu. Dio ha fatto di te un capo in mezzo a noi. Seppellisci dunque tua moglie nel migliore dei nostri sepolcri. Nessuno di noi ti impedirà di seppellirla nel suo proprio sepolcro.
Gen 23,8 - Se davvero volete concedermi di seppellire qui mia moglie, fatemi questo favore: chiedete a Efron, figlio di Zocar,
Gen 23,9 di vendermi la grotta di Macpela, che si trova ai confini del suo campo. Me la ceda in proprietà al prezzo giusto, così avrò una tomba nel vostro territorio.

Gen 23,10 Efron si trovava là seduto in mezzo agli altri Ittiti, nella piazza, presso la porta della città. Egli rispose alla presenza di tutti:

Gen 23,11 - No, signor mio, dammi retta: io ti regalo la grotta e tutto il campo. Te la cedo alla presenza dei miei concittadini. Lì potrai seppellirvi tua moglie.

Gen 23,13 e alla loro presenza disse a Efron:
- Dammi retta tu, piuttosto, te ne prego. Io voglio pagarti il prezzo del campo. Accetta, e io seppellirò lì mia moglie.

Gen 23,16 Abramo acconsentì e pesò alla presenza del popolo, secondo la misura corrente del mercato, la somma che Efron aveva proposto: quattrocento pezzi d'argento.

Gen 23,17-18 Così, alla presenza degli Ittiti, di tutti quelli che entravano dalla porta della città, diventò proprietà di Abramo il campo di Efron, che si trova in Macpela, di fronte a Mamre. Comprendeva: il terreno, la grotta e tutti gli alberi che c'erano nel campo e sul confine.

Gen 23,19 Abramo seppellì sua moglie Sara nella grotta del campo di Macpela, che è di fronte a Mamre, ossia a Ebron, nella terra di Canaan.
Gen 23,20 Così la proprietà del campo e della grotta passò dagli Ittiti ad Abramo, che se ne servì come luogo di sepoltura.

Gen 24,1 Abramo era ormai molto vecchio e il Signore l'aveva benedetto in tutto.
Gen 24,3 Devi giurarmi, per il Signore del cielo e della terra, che non farai sposare a mio figlio una donna dei Cananei, una del popolo in mezzo al quale ora abito.
Gen 24,7 Il Signore, il Dio del cielo e della terra, mi ha fatto uscire dalla mia casa paterna, dal mio paese. È lui che mi ha parlato e mi ha fatto questa promessa: 'Io darò questa terra ai tuoi discendenti'. Perciò lui stesso manderà il suo angelo dinanzi a te, perché tu possa trovare là una moglie per mio figlio.
Gen 24,10 Il servo di Abramo prese dieci cammelli e alcune di tutte le cose migliori del suo padrone e andò nella città dov'era vissuto Nacor, nella Mesopotamia settentrionale.

Gen 24,11 Quando vi giunse fece riposare i cammelli fuori della città, presso il pozzo. Era verso sera, l'ora in cui le donne escono per attingere acqua.
Gen 24,12 Si mise a pregare: 'Signore, Dio del mio padrone Abramo, mostrati buono con lui: fammi oggi incontrare la persona giusta.
Gen 24,13 Io mi fermo vicino alla sorgente dove verranno le ragazze della città per attingere acqua.
Gen 24,14 Io dirò ad una di esse: Per favore, porgimi la tua anfora e fammi bere. Se risponderà: Bevi, anzi darò da bere anche ai tuoi cammelli, sia lei quella che tu hai scelto per il tuo servo Isacco. Così riconoscerò che hai mantenuto la promessa verso il mio padrone'.

Gen 24,20 Vuotò subito la sua anfora nell'abbeveratoio e corse di nuovo al pozzo per prendere altra acqua. Ne attinse per tutti i suoi cammelli.
Gen 24,21 Intanto quell'uomo la osservava in silenzio. Si chiedeva se il Signore aveva già portato a buon fine il suo viaggio.

Gen 24,22 Quando tutti i cammelli furono abbeverati, quell'uomo tirò fuori un prezioso anello d'oro per il naso e due grossi braccialetti d'oro per i polsi. Li diede alla ragazza
Gen 24,27 Disse: 'Benedetto sia il Signore, Dio del mio padrone Abramo, che non ha smesso di essere buono e fedele verso di lui. Ha guidato i miei passi dai parenti del mio padrone'.
Gen 24,29-30 Rebecca aveva un fratello che si chiamava Labano. Egli vide l'anello e i braccialetti che sua sorella portava. L'ascoltò mentre raccontava ciò che quell'uomo le aveva detto. Poi corse fuori alla sorgente, incontro a lui. Egli se ne stava ancora vicino al pozzo, accanto ai cammelli.
Gen 24,31 Gli disse: 'Perché te ne stai qui fuori? Vieni dentro, benedetto dal Signore. Ho già preparato la casa e anche il posto per i cammelli'.

Gen 24,32 Labano tolse il carico ai cammelli e diede loro paglia e foraggio. Intanto l'uomo entrò in casa e recarono a lui e ai suoi compagni di viaggio l'acqua per lavarsi i piedi.
Gen 24,33 Poi gli fu portato da mangiare, ma egli disse:
- Prima di mangiare devo dirvi una cosa.
- Parla pure, - gli risposero.

Gen 24,35 Il Signore ha largamente benedetto il mio padrone. Lo ha fatto potente, Io ha arricchito di pecore e buoi, argento e oro, servi e serve, cammelli e asini.
Gen 24,36 E Sara, la moglie del mio padrone, gli ha partorito nella sua vecchiaia un figlio al quale egli ha lasciato tutti i suoi beni.
Gen 24,38 Piuttosto devi andare alla casa di mio padre, tra i miei parenti, e lì sceglierai una moglie per mio figlio'.
Gen 24,39 Allora io ho detto al mio padrone: 'E se quella donna non vuole seguirmi?'.
Gen 24,40 Egli mi ha risposto: 'Io ho sempre fatto la volontà del Signore, perciò egli manderà con te il suo angelo che condurrà a buon esito il tuo viaggio. Così potrai trovare per mio figlio una moglie tra i parenti della casa di mio padre.
Gen 24,42 Ebbene oggi, quando sono arrivato alla sorgente, ho detto: 'Signore, Dio del mio padrone Abramo, se veramente vuoi che il mio viaggio giunga a buon fine,
Gen 24,44 Se mi risponderà: 'Bevi pure; anzi, attingerò acqua anche per i tuoi cammelli', sia lei la moglie che tu, Signore, hai destinato al figlio del mio padrone'.

Gen 24,45 Non avevo ancora finito questa preghiera quando esce Rebecca con l'anfora sulle spalle, scende alla sorgente e prende acqua. Io le dico: 'Per favore, dammi da bere'.
Gen 24,48 Poi mi sono inginocchiato e ho adorato il Signore. Ho ringraziato il Signore, il Dio del mio padrone Abramo, che mi ha guidato sulla giusta via per prendere come sposa al figlio del mio padrone la figlia di suo fratello.

Gen 24,51 Ecco, Rebecca è qui davanti a te. Prendila e va'! Diventi la moglie del figlio del tuo padrone, secondo la volontà del Signore.

Gen 24,53 Tirò fuori oggetti d'argento e d'oro e alcuni vestiti e li diede a Rebecca. Anche al fratello e alla madre di Rebecca donò oggetti preziosi.
Gen 24,60 Benedissero Rebecca con queste parole:
'Possa tu, sorella nostra,
avere una numerosissima discendenza.
Possa la tua discendenza
sconfiggere i suoi nemici'.

Gen 24,62 Isacco se ne tornava dal pozzo di Lacai-Roi. Infatti abitava nella regione del Negheb.
Gen 24,63 Era uscito al tramonto, per svagarsi in campagna. Alzati gli occhi, vide che si avvicinavano dei cammelli.
Gen 24,64 Anche Rebecca alzò lo sguardo e vide Isacco. Si lasciò scivolare giù dal cammello
Gen 25,3 Ioktan generò Saba e Dedan. I discendenti di Dedan furono gli Assurim, i Letusim e i Leummim.
Gen 25,4 I figli di Madian furono Efa, Efer, Enoc, Abida ed Eldaa. Tutti questi sono i discendenti di Chetura.
Gen 25,5 Abramo lasciò a Isacco tutto ciò che possedeva,
Gen 25,6 invece ai figli avuti da altre donne fece soltanto dei regali e, mentre era ancora in vita, li mandò lontano da Isacco, nella terra d'oriente.

Gen 25,9 I figli, Isacco e Ismaele, lo seppellirono nella grotta di Macpela, di fronte a Mamre, nel campo che era stato dell'ittita Efron, figlio di Zocar.
Gen 25,16 Essi furono gli antenati di dodici tribù e diedero il nome ai loro villaggi e ai loro accampamenti.
Gen 25,18 Dato che egli morì prima dei suoi fratelli, i suoi discendenti si stabilirono altrove: da Avila fino a Sur, presso il confine egiziano, in direzione di Assur.

Gen 25,19 Questa è la storia dei discendenti di Isacco, il figlio di Abramo. Abramo generò Isacco.
Gen 25,20 Isacco aveva quarant'anni quando si prese in moglie Rebecca, figlia di Betuel e sorella di Labano, entrambi Aramei della Mesopotamia.
Gen 25,23 e il Signore le disse:
'In te ci sono due nazioni.
Da te usciranno due popoli rivali:
uno sarà più forte dell'altro,
ilmaggiore servirà il minore'.

Gen 25,26 Subito dopo uscì suo fratello e stringeva nella mano il calcagno di Esaù. Per questo lo chiamarono Giacobbe. Isacco aveva sessant'anni quando Rebecca diede alla luce i gemelli.
Gen 25,27 I ragazzi si fecero grandi. Esaù divenne un esperto cacciatore, sempre in giro per la steppa. Giacobbe era invece un uomo tranquillo che restava volentieri sotto le tende.
Gen 25,32 Allora Esaù esclamò:
- Va bene! Io sto per morire di fame! Che me ne faccio dei miei diritti di primogenito?

Gen 25,33 Giacobbe riprese:
- Giuramelo!
Esaù giurò a Giacobbe che gli cedeva i suoi diritti di primogenito
Gen 25,34 Soltanto allora Giacobbe diede al fratello pane e minestra di lenticchie. Egli mangiò e bevve. Poi si alzò da tavola e se ne andò. Così Esaù non attribuì alcun valore ai suoi diritti di primogenito.

Gen 26,1 Vi fu un'altra carestia nel paese, oltre alla precedente, avvenuta al tempo di Abramo, e Isacco se ne andò a Gerar, presso Abimelech, re dei Filistei.
Gen 26,2 Il Signore apparve a Isacco e gli disse: 'Non scendere in Egitto. Rimani nel paese che io ti indicherò.
Gen 26,3 Abita da straniero in questo paese; io sarò con te e ti benedirò: darò tutta questa terra ai tuoi discendenti. Io manterrò il giuramento che ho fatto a tuo padre.
Gen 26,4 Renderò i tuoi discendenti numerosi come le stelle del cielo. Darò loro tutta questa terra. E per mezzo dei tuoi discendenti si diranno benedetti tutti i popoli della terra,
Gen 26,7 Gli abitanti del luogo gli rivolgevano domande a proposito di sua moglie. Egli diceva: 'È mia sorella', perché aveva paura di dire: 'È mia moglie'. Temeva che lo uccidessero per prendersi Rebecca che era molto bella.

Gen 26,8 Isacco si trovava a Gerar già da qualche tempo, quando un giorno Abimelech, re dei Filistei, si affacciò alla finestra. Vide Isacco e sua moglie Rebecca nella loro intimità.
Gen 26,9 Allora Abimelech chiamò Isacco e gli disse:
- Non c'è alcun dubbio, certamente quella è tua moglie. Perché hai detto che era tua sorella?
Isacco gli rispose:
- L'ho detto per paura di dover morire per causa sua.

Gen 26,11 Poi Abimelech diede quest'ordine a tutto il popolo: 'Se qualcuno fa del male a quest'uomo o a sua moglie, sarà condannato a morte!'.

Gen 26,12 Isacco fece in quella terra una semina e quell'anno ebbe un raccolto molto abbondante: il Signore lo aveva benedetto.
Gen 26,24 In quella stessa notte gli apparve il Signore che gli disse:
'Io sono il Dio di tuo padre Abramo. Non temere, perché io sono con te.
Ti benedirò: ti darò numerosi discendenti a causa della mia promessa, fatta al mio servo Abramo'.
Gen 26,26 Intanto Abimelech era partito da Gerar. Si era recato da Isacco con il suo amico Acuzzat e con il capo del suo esercito, Picol.
Gen 26,29 Tu non ci farai alcun male, come noi non ne abbiamo fatto a te. Anzi, noi ti abbiamo fatto solo del bene e ti abbiamo lasciato andare via in pace. Ora è chiaro che il Signore ti ha benedetto.

Gen 26,33 Isacco chiamò quel pozzo Sibea (Giuramento): per questo fino ad oggi la città si chiama Bersabea (Pozzo del Giuramento).

Gen 27,1 Isacco era diventato vecchio. La sua vista si era tanto indebolita da non vederci più.
Un giorno chiamò suo figlio maggiore:
- Figlio mio, - gli disse.
- Eccomi, - rispose Esaù.

Gen 27,7 'Portami un po' di selvaggina e preparami un buon piatto saporito. Io lo mangerò; poi ti darò la benedizione alla presenza del Signore, prima di morire'.
Gen 27,16 Con la pelle dei capretti gli ricoprì le mani e il collo.
Gen 27,19 - Io sono Esaù, il tuo primogenito, -rispose Giacobbe a suo padre; - ho fatto quel che mi hai comandato. Vieni ora a sederti e mangia la selvaggina. Poi mi darai la benedizione.

Gen 27,25 Allora, figlio mio, - disse Isacco, - dammi il piatto con la selvaggina. Io la mangerò, poi ti darò la benedizione.
Giacobbe glielo servì ed egli mangiò. Gli portò anche del vino ed egli bevve.
Gen 27,27 Giacobbe allora si avvicinò al padre e lo abbracciò. Isacco sentì l'odore dei suoi vestiti e gli diede la benedizione. Disse:
'L'odore di mio figlio è davvero
come il buon odore di un campo
che il Signore ha benedetto.

Gen 27,29 Ti servano i popoli,
davanti a te si pieghino le nazioni.
Sarai il padrone
dei tuoi fratelli.
Si inchineranno davanti a
te i figli di tua madre.
Sia maledetto chi ti maledice
e benedetto chi ti benedice!'.

Gen 27,33 Allora Isacco fu scosso da un tremito fortissimo e disse:
- Ma allora chi è colui che ha cacciato selvaggina? Io ho già mangiato tutto quel che mi ha portato e poi l'ho anche benedetto. E benedetto resterà.

Gen 27,36 Non per niente gli è stato dato il nome di Giacobbe!, infatti mi ha già ingannato due volte: prima si è impadronito dei miei diritti di primogenito e ora s'è presa anche la mia benedizione.
Poi aggiunse:
- Non ti è più rimasta nessuna benedizione per me?

Gen 27,37 Isacco rispose a Esaù:
- Io ho già stabilito che Giacobbe sia tuo padrone. Tutti i suoi fratelli dovranno servirlo. Non gli mancheranno frumento e vino. E adesso, che cosa posso fare per te?

Gen 27,39 Allora suo padre gli disse:
'Tu dovrai stabilirti lontano dai terreni
fertili,
lontano dalla rugiada che scende dall'alto
dei cieli.

Gen 27,41 Ormai Esaù odiava Giacobbe a causa della benedizione che suo padre gli aveva data. Pensava di ucciderlo e diceva fra sé: 'Aspetto solamente che sia morto mio padre'.

Gen 27,42 Ma qualcuno riferì a Rebecca l'intenzione di Esaù, suo figlio maggiore. Essa allora fece chiamare il figlio minore, Giacobbe, e gli disse 'Sta' attento! Tuo fratello Esaù vuole vendicarsi e ucciderti.
Gen 27,45 Ti manderò a prendere quando la sua collera verso di te sarà placata, ed egli avrà dimenticato quel che gli hai fatto. Non voglio perdervi tutti e due in un sol giorno'.

Gen 27,46 Rebecca disse a Isacco: 'A causa delle donne ittite di Esaù ho perso il gusto di vivere. Se anche Giacobbe prende in mogli una del paese, una Ittita, preferisco morire!'

Gen 28,1 Perciò Isacco chiamò Giacobbe, lo benedisse e gli diede quest'ordine: 'Non devi prenderti in moglie una donna di queste parti.
Gen 28,4 Dio benedica te e i tuoi discendenti come benedisse Abramo, perché tu possieda questa terra dove ora abiti come straniero la terra che Dio ha dato ad Abramo'.
Gen 28,6 Esaù sentì che Isacco aveva benedetto Giacobbe e lo aveva mandato in Mesopotamia perché si prendesse in moglie una donna di quelle parti. E udì anche che mentre lo benediceva Isacco gli aveva dato quest'ordine: 'Non devi prenderti in moglie una Cananea'.

Gen 28,12 Fece un sogno: una scala poggiava a terra e la sua cima raggiungeva il cielo; su di essa salivano e scendevano angeli di Dio.
Gen 28,13 Il Signore gli stava dinanzi e gli diceva:
'Io sono il Signore,
il Dio di Abramo e di Isacco.
La terra sulla quale sei coricato,
la darò a te e ai tuoi discendenti:

Gen 28,14 essi saranno innumerevoli,
come i granelli di polvere della terra.
Si estenderanno ovunque:
a oriente e a occidente,
a settentrione e a mezzogiorno;
e per mezzo tuo e dei tuoi discendenti
io benedirò tutti i popoli della terra.

Gen 28,17 Fu preso da spavento e disse: 'Quant'è terribile questo luogo! Questa è certamente fa casa di Dio! Questa è la porta del cielo!'.

Gen 28,18 Il mattino seguente Giacobbe si alzò presto, prese la pietra che aveva usato come guanciale, la drizzò in piedi e vi versò sopra dell'olio per consacrarla a Dio.

Gen 28,22 Questa pietra sacra che io ho drizzato
segnerà il luogo dove Dio è presente,
e a lui senz'altro io offrirò la decima parte
di tutto quel che mi darà'.

Gen 29,2 Un giorno vide un pozzo nella campagna. Vi erano accanto tre greggi di pecore e capre, in attesa, perché quello era il pozzo dove il bestiame veniva abbeverato. Una grande pietra ne chiudeva l'apertura.
Gen 29,3 Tutti i greggi si radunavano li, poi i pastori facevano rotolare via la pietra dall'apertura, abbeveravano il bestiame, quindi rimettevano la pietra sull'apertura del pozzo.

Gen 29,8 - Non possiamo farlo! - essi risposero. - Prima devono radunarsi qui tutti i greggi. Poi si toglierà la pietra dall'imboccatura del pozzo. Solo allora potremo abbeverare il bestiame.

Gen 29,10 Quando Giacobbe vide Rachele con il gregge di suo zio Labano, si fece avanti, tolse la pietra che copriva l'apertura del pozzo e abbeverò il gregge di suo zio.
Gen 29,13 Appena udita la notizia che suo nipote era arrivato, Labano si precipitò verso Giacobbe, lo strinse fra le braccia, lo baciò e lo condusse a casa sua. Giacobbe raccontò a Labano tutte le sue vicende.
Gen 29,14 Allora Labano gli disse: 'Tu sei davvero uno dei nostri! Del nostro stesso sangue!'.
Giacobbe rimase da Labano un mese intero.

Gen 29,15 Labano disse a Giacobbe: 'Tu sei mio parente, ma non è una buona ragione perché tu lavori per me senza ricevere alcun compenso. Dimmi dunque quale deve essere la tua paga'.

Gen 29,28 Giacobbe fu d'accordo; terminò la settimana di nozze con Lia, poi Labano gli diede in moglie anche Rachele. (
Gen 29,29 A sua figlia Rachele egli diede la schiava Bila).
Gen 29,31 Quando il Signore vide che Lia era amata meno di Rachele, le diede la possibilità di avere figli. Rachele invece non ne aveva.
Gen 29,35 Poi fu ancora incinta, partorì un figlio e disse: 'Questa volta io loderò il Signore!' e lo chiamò Giuda. Poi non rimase più incinta.

Gen 30,1 Quando Rachele si accorse che non poteva dare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse al marito:
- Fa' che abbia figli, altrimenti muoio!

Gen 30,4 Così Rachele diede a Giacobbe la sua schiava Bila. E Giacobbe si unì a lei.
Gen 30,8 Rachele disse: 'Ho sostenuto dure lotte contro mia sorella, ma ho vinto'. Così diede al bambino il nome di Neftali.

Gen 30,9 Quando Lia si rese conto che non restava più incinta, prese la sua schiava Zilpa e la diede a Giacobbe per avere figli per mezzo suo.
Gen 30,13 'Sono proprio contenta!', esclamò Lia. 'Le donne diranno che sono fortunata'. E diede al neonato il nome di Aser.

Gen 30,14 Al tempo della mietitura del grano, Ruben andò in campagna, trovò mandragole e le portò a Lia sua madre. Rachele disse a Lia:
- Dammi un po' delle mandragole di tuo figlio.

Gen 30,16 Perciò la sera, quando Giacobbe se ne tornava dai campi, Lia gli andò incontro e gli disse: 'Devi venire con me perché io ti ho comprato pagandoti con le mandragole di mio figlio'. Così Giacobbe quella notte dormì con lei.
Gen 30,17 Dio esaudì il desiderio di Lia che rimase incinta e partorì a Giacobbe un quinto figlio.
Gen 30,22 Poi Dio si ricordò di Rachele e la esaudì: le diede la possibilità di avere figli.
Gen 30,27 Ma Labano gli disse:
- Se soltanto tu volessi darmi retta! Resta qui perché ho capito da certi segni che il Signore mi ha benedetto per amor tuo.

Gen 30,30 Prima che io arrivassi ne avevi poco. Ma ora è enormemente accresciuto. Il Signore ti ha benedetto per tutto quel che ho fatto. Ma ora è tempo di badare anche agli interessi della mia famiglia.

Gen 30,31 - Ebbene dimmi che cosa devo darti, - chiese Labano.
Giacobbe rispose:
- Non darmi niente. Se farai quello che ti dirò, io tornerò a custodire il tuo bestiame e a portarlo al pascolo.
Gen 30,33 In futuro ti sarà facile vedere se mi sarò comportato onestamente. Quando verrai per controllare la mia paga, se avrò capre non macchiate o non punteggiate e pecore di colore non scuro saprai che te le ho rubate.

Gen 30,34 - Va bene, - rispose Labano, - facciamo come hai detto.

Gen 30,36 Poi si allontanarono da Giacobbe tre giorni di cammino, mentre Giacobbe portava al pascolo il rimanente delle greggi di Labano.

Gen 30,37 Giacobbe prese rami secchi di pioppo, di mandorlo e di platano. Ne tagliò la corteccia a strisce e così mise in evidenza la parte bianca del legno.
Gen 30,40 Giacobbe separò poi i greggi e mise quelli di Labano in modo che vedessero dinanzi a sé quelle striate e scure. Metteva i suoi greggi da parte, non insieme a quelli di Labano.

Gen 30,42 Se invece le bestie erano deboli non li metteva. Così le bestie deboli toccavano a Labano, le robuste invece a Giacobbe.

Gen 30,43 In questo modo divenne ricchissimo: possedeva greggi in gran quantità, schiavi e schiave, cammelli e asini.

Gen 31,7 Però lui mi ha ingannato: ha cambiato dieci volte la mia paga, ma Dio non gli ha permesso di farmi del male.
Gen 31,12 Ed egli: 'Alza gli occhi e osserva: tutti i maschi del bestiame che stanno per accoppiarsi sono striati, punteggiati e chiazzati, perché io ho visto quel che ti ha fatto Labano.
Gen 31,13 Io sono il Dio che ti è apparso a Betel, dove tu hai versato dell'olio su una pietra, per dedicarla a me e dove tu hai fatto un voto. Ora partì di qui e ritorna nella tua terra'.

Gen 31,14 Rachele e Lia gli risposero:
- Noi ormai non facciamo più parte della casa di nostro padre e non aspettiamo più da lui un'eredità.
Gen 31,15 Egli infatti ci ha considerate persone estranee. Ci ha vendute e ha addirittura sperperato tutto il nostro denaro.
Gen 31,16 Tutta la ricchezza che Dio ha tolto a nostro padre appartiene a noi e ai nostri figli! Fa' dunque quel che Dio ti ha detto.

Gen 31,21 Fuggì con tutto quel che possedeva. Se ne andò, passò il fiume e si avviò verso la montagna di Galaad.

Gen 31,25 Labano raggiunse Giacobbe che aveva posto il suo accampamento sulla montagna. Anche Labano, con i suoi parenti, piantò le sue tende sulla montagna di Galaad.
Gen 31,29 Ora io potrei rovinarti, ma la notte scorsa il Dio di tuo padre mi ha detto: 'Non litigare con Giacobbe, per nessun motivo!'.
Gen 31,31 Giaccone rispose a Labano:
- Sono fuggito perché avevo paura. Pensavo che tu potevi riprenderti con la forza le tue figlie.
Gen 31,33 Labano entrò nella tenda di Giacobbe, in quella di Lia e in quella delle due serve. Non trovò nulla. Allora usci dalla tenda di Lia ed entrò in quella di Rachele.
Gen 31,34 Rachele però aveva preso gli idoli e li aveva messi nella sella del cammello e vi si era seduta sopra. Così Labano frugò tutta la tenda, ma non li trovò.
Gen 31,35 Rachele disse a suo padre: 'Signor mio, non offenderti se non posso alzarmi alla tua presenza, ma mi trovo in uno di quei giorni che hanno tutte le donne'.
Labano cercò, ma non trovò gli idoli.

Gen 31,36 Allora Giacobbe si arrabbiò e litigò con Labano. Protestò con lui e gli disse:
- Quale delitto o quale errore ho commesso perché tu mi perseguiti con tanto accanimento?
Gen 31,39 Non ti ho mai riportato qualche bestia sbranata: ne risarcivo io stesso il danno. Tu invece mi chiedevi conto di quel che era stato rubato non soltanto di giorno, ma anche di notte. 'Di giorno soffocavo per il caldo. Di notte gelavo di freddo e non riuscivo a dormire.
Gen 31,47 Labano chiamò quel mucchio Iegar-Saaduta. Giacobbe invece lo chiamò Gal-Ed (Mucchio della Testimonianza)
Gen 31,48 perché Labano aveva detto: 'Questo mucchio è oggi un testimone fra me e te'.
Gen 31,49 Lo chiamò anche Mizpa (Vigilanza) perché Labano aveva detto: 'Il Signore non perda di vista me e te quando saremo lontani l'uno dall'altro.
Gen 31,51 Inoltre Labano aveva detto a Giacobbe: 'Ecco questo mucchio di pietre e questa stele che ho drizzato fra me e te:
Gen 31,53 Il Dio di Abramo e il Dio di Nacor, - era il Dio del loro padre, - siano garanti di questi diritti fra me e te'.
Giacobbe prestò giuramento sul Terrore di Isacco, suo padre.
Gen 31,54 Poi Giacobbe offrì un sacrificio su quella montagna e invitò i suoi parenti a prendere cibo. Essi mangiarono e trascorsero quella notte sulla montagna.

Gen 32,3 Come li vide, Giacobbe esclamò: 'Questo è l'accampamento di Dio!' e chiamò quel luogo 'Macanaim' (Due accampamenti).

Gen 32,5 Diede loro quest'ordine: 'Parlerete così a mio fratello Esaù: Il tuo umile servo Giacobbe ti manda a dire: Io sono stato presso Labano come un emigrante, e vi sono rimasto fino a ora.
Gen 32,8 Giacobbe ebbe paura e fu preso da grande angoscia. Allora divise in due gruppi la gente che era con lui, e divise anche le pecore, i buoi e i cammelli.
Gen 32,10 Poi Giacobbe pregò: 'O Dio dei miei padri, Dio di Abramo e Dio di Isacco, o Signore! Tu mi hai detto: 'Ritorna al tuo paese, alla tua famiglia, e io farò in modo che tutto ti vada bene'.
Gen 32,11 Io non sono degno di tutti i favori che hai fatto con grande fedeltà a me, tuo servitore. Non avevo che il mio bastone quando ho attraversato il Giordano e ora me ne ritorno con questi due gruppi.
Gen 32,13 Eppure tu mi avevi detto: 'Farò in modo che tutto vada bene per te! Renderò i tuoi discendenti numerosi come i granelli di sabbia del mare, che non si possono contare, tanti ce ne sono''.

Gen 32,18 Poi diede quest'ordine al primo servitore: 'Quando mio fratello Esaù ti verrà incontro e ti chiederà: 'Di chi sei servo? Dove vai? E di chi è questo bestiame che spingi davanti a te?',
Gen 32,19 tu risponderai: Io sono di Giacobbe, tuo servitore. E questo bestiame è un regalo che egli fa al mio signore Esaù. Ecco, lui stesso viene dietro di noi'.

Gen 32,20 Diede lo stesso ordine al secondo servitore, al terzo e a tutti quelli che accompagnavano i greggi: 'Questo direte a Esaù, quando lo incontrerete.
Gen 32,21 E inoltre gli direte: Il tuo servitore Giacobbe viene dietro a noi.
Pensava infatti: 'Io lo calmerò prima con il regalo che mi precede, poi mi presenterò a lui. Allora, forse, mi farà buona accoglienza!'.
Gen 32,22 Perciò il bestiame destinato in regalo partì prima. Giacobbe invece passò quella notte nell'accampamento.

Gen 32,23-24 Nel corso della notte egli si alzò, prese le due mogli, le due serve e gli undici figli e fece loro passare il guado dello Iabbok, con tutti i suoi averi.

Gen 32,25 Giacobbe rimase solo, e uno sconosciuto lottò con lui fino allo spuntar dell'alba.
Gen 32,26 Quando costui vide che non poteva vincere Giacobbe nella lotta, lo colpì all'articolazione del femore, che si slogò,
Gen 32,27 e disse:
- Lasciami andare perché già spunta l'alba. Giacobbe rispose:
- Non ti lascerò andare se prima non mi avrai benedetto.

Gen 32,30 Giacobbe gli domandò:
- Dimmi, ti prego, qual è il tuo nome? L'altro gli rispose:
- Perché mi chiedi il mio nome? - e diede la sua benedizione a Giacobbe.

Gen 32,33 Proprio per questo fatto anche oggi gli Ebrei non mangiano il nervo sciatico che è sopra l'articolazione del femore: perché quello sconosciuto colpì Giacobbe in quel punto, all'articolazione del femore.

Gen 33,1 Giacobbe scrutò l'orizzonte e vide che Esaù avanzava con quattrocento uomini. Allora divise i figli in tre gruppi tra Lia, Rachele e le due serve.
Gen 33,5 Quando Esaù vide le donne e i bambini chiese:
- Chi sono questi che ti accompagnano?
- Sono i figli che Dio ha dato a me tuo servitore, - rispose Giacobbe.

Gen 33,13 - Ma tu sai, signor mio, - obiettò Giacobbe, - che i miei figli sono delicati e che le mie pecore e le mie mucche allattano i piccoli. Se forzo l'andatura di questo bestiame, anche solo per un giorno, morrà tutto quanto!
Gen 33,14 Perciò, mio signore, ti prego, vai avanti a me, tuo servitore. Io invece procederò lentamente, secondo il passo del bestiame e di questi fanciulli, finché ti raggiungerò a Seir.

Gen 33,15 Esaù disse:
- Ti lascerò a disposizione almeno una parte della gente che mi accompagna.
- Non è il caso, - rispose Giacobbe; - a me basta avere avuto una buona accoglienza presso di te, mio signore.

Gen 33,19 Poi comprò dai discendenti di Camor, fondatore di Sichem, quella parte di terra dove aveva piantato le sue tende. La pagò cento pezzi d'argento.
Gen 34,1 Dina, figlia di Lia e di Giacobbe, usciva per incontrarsi con le ragazze del paese.
Gen 34,8 Camor parlò loro in questi termini:
'Mio figlio Sichem si è infatuato della vostra ragazza. Dategliela in moglie.
Gen 34,9 Imparentatevi con noi: dateci come mogli le vostre figlie e prendetevi le nostre.
Gen 34,10 Restate con noi! Questo territorio è a vostra disposizione: abitatelo, sbrigate i vostri affari e acquistatevi delle proprietà'.

Gen 34,11 Poi Sichem disse al padre e ai fratelli di Dina: 'Fate in modo che io trovi comprensione fra voi e vi darò quel che mi chiederete.
Gen 34,15 Potremmo accettare solo a questa condizione: diventate come noi, fate circoncidere tutti i vostri maschi.
Gen 34,16 Allora vi daremo le nostre figlie e noi prenderemo in moglie le vostre; abiteremo con voi e formeremo un sol popolo.
Gen 34,17 Se però non accettate noi riprenderemo nostra sorella e ce ne andremo'.

Gen 34,19 Quest'ultimo, anzi, si fece subito circoncidere perché amava la figlia di Giacobbe ed era il più in vista nella tribù di suo padre.

Gen 34,20 Camor e suo figlio Sichem si presentarono alla porta della loro città e parlarono così agli abitanti:

Gen 34,21 'Quegli uomini hanno intenzioni pacifiche verso di noi. Lasciamoli quindi abitare e trafficare; il nostro territorio è abbastanza grande anche per loro. Noi prenderemo in mogli le loro figlie e gli daremo le nostre.
Gen 34,22 Ma essi pongono una condizione per restare con noi e formare un solo popolo: chiedono che tutti i nostri maschi si facciano circoncidere come loro.
Gen 34,24 Tutti gli abitanti della città diedero retta a Camor e a suo figlio Sichem e tutti i maschi si fecero circoncidere.

Gen 34,25 Tre giorni dopo, quando i Sichemiti erano ancora sofferenti, i due figli di Giacobbe, Simeone e Levi, fratelli di Dina, presero le loro spade, entrarono nella città che era tranquilla e uccisero tutti i maschi.
Gen 34,30 Allora Giacobbe disse a Simeone e Levi:
- Mi avete messo nei guai perché ora i Cananei, i Perizziti e gli altri abitanti della regione mi odieranno. Io ho pochi uomini e se quelli si mettono insieme contro di me, mi vinceranno e io sarò distrutto con la mia famiglia.

Gen 35,2 Allora Giacobbe ordinò alla sua famiglia e a tutti quelli che erano con lui: 'Eliminate gli dèi stranieri che avete con voi. Purificatevi e cambiatevi i vestiti.
Gen 35,3 Poi partiremo e andremo a Betel dove io costruirò un altare al Dio che mi ha esaudito nel giorno della mia angoscia e che è stato con me nel mio viaggio'.

Gen 35,4 Allora essi consegnarono a Giacobbe tutti gli idoli stranieri e gli orecchini che possedevano, e Giacobbe li sotterrò ai piedi della quercia che è vicino a Sichem.

Gen 35,5 Giacobbe e quelli che erano con lui partirono e un terrore straordinario assalì le popolazioni delle città vicine che non osarono inseguirli.
Gen 35,8 In quei giorni morì Debora, la balia di Rebecca, e fu sepolta a sud di Betel, ai piedi di una quercia che Giacobbe chiamò 'Quercia del Pianto'.

Gen 35,10 e gli diede un nuovo nome. Gli disse:
'Tu ti chiami Giacobbe,
ma da ora in poi non ti chiamerai più così.
Il tuo nome sarà Israele'.

Gen 35,11 E aggiunse:
'Io sono il Dio Onnipotente
Tu avrai molti figli;
darai origine a una nazione,
anzi a un gruppo di nazioni.
Tra i tuoi discendenti ci saranno dei re.

Gen 35,12 E io darò a te,
e ai tuoi discendenti dopo di te,
questa terra che ho dato
ad Abramo e a Isacco'.

Gen 35,18 Rachele stava morendo. Prima di esalare l'ultimo respiro chiamò suo figlio Ben-Oni (Figlio del Mio Dolore). Suo padre invece lo chiamò Beniamino (Figlio della Felicità ).

Gen 35,21 Poi Giacobbe partì e pose il suo accampamento al di là di Migdal-Eder.

Gen 36,1 Questi sono i discendenti di Esaù, chiamato anche Edom.
Gen 36,9 Questi sono i discendenti di Esaù, capostipite degli Idumei, abitanti sulla montagna di Seir.
Gen 36,10 Tra i figli che Esaù ebbe da due delle sue mogli ci sono questi: Elifaz, da Ada, Reuel, da Basemat.

Gen 36,12 Elifaz aveva anche una concubina, Timna, che gli diede un altro figlio, Amalek. Questi furono i discendenti di Ada, moglie di Esaù.

Gen 36,13 I figli di Reuel furono: Naat e Zerach, Samma e Mizza. Questi furono i discendenti di Basemat, moglie di Esaù.

Gen 36,15 Questi sono i capitribù discendenti da Esaù: da Elifaz, primogenito di Esaù, hanno origine i capi Teman, Omar, Zefo, Kenaz,
Gen 36,16 Core, Gatam, Amalek. Questi sono i capitribù della linea di Elifaz, nella terra di Edom. Sono discendenti di Ada.

Gen 36,17 Questi invece sono i capitribù figli di Reuel, figlio di Esaù: Naat, Zerach, Samma, Mizza. Questi sono i capitribù della linea di Reuel, nella regione di Edom: sono discendenti di Basemat, moglie di Esaù.

Gen 36,19 Tutti questi sono capitribù discendenti di Esaù, detto anche Edom.

Gen 36,20-21 Gli abitanti del territorio di Edom erano divisi in tribù i cui capi discendevano da Seir l'Urrita: Lotan, Sobal, Zibeon, Ana, Dison, Eser e Disan.
Gen 36,24 I figli di Zibeon furono Aia e Ana. Questi fu quell'Ana che, mentre stava nella steppa pascolando gli asini di suo padre Zibeon, scoprì alcune sorgenti calde.
Gen 36,29-30 Questi, dunque, furono i capitribù degli Urriti, nella regione di Seir, elencati ad uno ad uno: Lotan, Sobal, Zibeon, Ana, Dison, Eser, Disan.

Gen 36,32 Sono qui elencati secondo l'ordine di successione:
Bela, figlio di Beor, della città di Dinaba,

Gen 36,34 Usam, della regione dei Temaniti,

Gen 36,39 Adar, della città di Pau
(sua moglie si chiamava Meetabel
ed era figlia di Matred, nipote di Me-Zaab).

Gen 36,40-43 Esaù fu il capostipite delle seguenti tribù edomite, elencate secondo i capi che dettero loro il nome: Timna, Alva, Ietet, Oolibama, Ela, Pinon, Kenaz, Teman, Mibsar, Magdiel, Iram. I territori dove ciascuna di queste tribù viveva erano indicati dal nome delle tribù.

Gen 37,2 E' questa è la storia della famiglia di Giacobbe. Giuseppe aveva diciassette anni quando pascolava i greggi con i suoi fratelli, i figli di Bila e di Zilpa, concubine di suo padre. Giuseppe riferiva al padre le cattiverie che riguardavano i suoi fratelli.
Gen 37,6 Fratelli, - aveva detto loro, - vi prego, ascoltate il sogno che ho fatto!
Gen 37,7 Al tempo della mietitura noi stavamo legando covoni di grano nei campi. A un tratto il mio covone si alzò e rimase dritto in piedi, mentre tutti i vostri si misero attorno al mio e gli si inchinarono davanti.

Gen 37,12 I fratelli di Giuseppe si erano recati nella contrada di Sichem per portarvi al pascolo il gregge del padre.
Gen 37,13 Un giorno Giacobbe disse a Giuseppe:
- I tuoi fratelli stanno pascolando i greggi in Sichem. Ti devo mandare da loro.
- Va bene! - rispose Giuseppe.

Gen 37,14 - Va' a vedere come stanno i tuoi fratelli e i greggi, - riprese Giacobbe. - Poi vieni a dirmelo.
Così Giacobbe mandò Giuseppe dalla valle di Ebron a Sichem. Arrivò,
Gen 37,17 - Sono andati via di qui! - rispose quell'uomo. - Ho udito che dicevano: andiamocene dalle parti di Dotan!
Allora Giuseppe partì alla ricerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan.

Gen 37,18 Essi lo videro quand'egli era ancora lontano, e prima che li avesse raggiunti complottarono per farlo morire.

Gen 37,21 Ma Ruben li aveva uditi e volle salvare Giuseppe. Perciò disse:
- Non dobbiamo ucciderlo.

Gen 37,22 E aggiunse:
- Non commettete un assassinio! Basta gettarlo in qualche cisterna nel deserto! Non colpitelo con le vostre stesse mani.
Diceva così per poterlo salvare e riportarlo a suo padre.

Gen 37,25 Mentre i fratelli stavano là seduti per mangiare, a un certo punto alzarono gli occhi e videro arrivare una carovana di Ismaeliti: proveniva dal Galaad e si recava in Egitto. I cammelli erano carichi di svariate merci: resina odorifera, balsamo, laudano.

Gen 37,26 Giuda disse ai suoi fratelli: 'Che guadagno c'è a uccidere nostro fratello e a nascondere questo delitto?
Gen 37,27 Invece di fargli del male, vendiamolo a questi Ismaeliti; dopotutto egli fa parte della nostra famiglia, è nostro fratello!'.
I suoi fratelli furono d'accordo.
Gen 37,28 Così quando quei mercanti madianiti passarono di lì, fecero uscire Giuseppe dalla cisterna e glielo vendettero per venti pezzi d'argento. E quelli lo portarono in Egitto.

Gen 37,30 tornò dai suoi fratelli e gridò: Il ragazzo non c'è più! Che cosa farò io adesso?

Gen 37,35 Gli altri figli e le figlie tentarono di consolarlo, ma egli non volle lasciarsi confortare. Diceva: 'Rimarrò in lutto finché morirò, fino a quando raggiungerò mio figlio nel mondo dei morti', e continuò a piangere.

Gen 37,36 I Madianiti intanto, dopo aver portato Giuseppe in Egitto, lo vendettero a Potifar, l'uomo di fiducia del faraone e capo delle sue guardie.

Gen 38,2 Qui Giuda vide una figlia di un tale di nome Sua, cananeo, la prese per moglie e si unì a lei.
Gen 38,3 Essa rimase incinta e diede alla luce un figlio che Giuda chiamò Er.
Gen 38,5 Poi diede ancora alla luce un altro figlio, che chiamò Sela. Giuda si trovava a Chezib quando nacque Sela.

Gen 38,8 Allora Giuda disse a Onan: 'Unisciti alla moglie di tuo fratello, compi verso di lei il tuo dovere di cognato e fa' nascere una discendenza per tuo fratello'.

Gen 38,9 Onan sapeva che se fosse nato un figlio non sarebbe stato suo. Perciò ogni volta che aveva un rapporto con sua cognata disperdeva per terra il seme e così impediva il concepimento e non dava una discendenza al fratello.
Gen 38,13 Tamar ne fu informata. Le dissero: 'Tuo suocero si reca a Timna per la tosatura delle sue pecore'.

Gen 38,14 Tamar aveva visto che Sela era cresciuto, ma che lei non gli era stata data in moglie. Allora essa si tolse gli abiti da vedova, si vestì di un velo nel quale si avvolse completamente e si mise seduta all'ingresso del territorio di Enaim, che si trova sulla via che porta a Timna.

Gen 38,15 Giuda la vide e pensò che fosse una prostituta perché aveva la faccia coperta dal velo.
Gen 38,17 Ti manderò un capretto del mio gregge, - le promise Giuda.
- Però mi lascerai un pegno finché tu non me lo avrai mandato, - ella disse.

Gen 38,18 Lui le rispose:
- Che pegno ti devo dare?
E lei:
- Il tuo sigillo, il tuo cordone e il bastone che hai in mano.
Giuda glieli diede e si unì a lei che rimase incinta.

Gen 38,20 Più tardi Giuda mandò il suo amico adullamita a portare il capretto e a riprendere il pegno dato a quella donna. Ma egli non la trovò!
Gen 38,21 Domandò agli uomini del luogo dove essa abitava:
- Dov'è quella prostituta che stava a Enaim, sulla strada?
- Lì non c'è mai stata alcuna prostituta - risposero.

Gen 38,23 Allora Giuda disse:
- Si tenga pure il pegno, altrimenti qualcuno riderà di noi. Io, il capretto gliel'ho mandato davvero, ma tu non l'hai trovata!

Gen 38,25 La stavano portando fuori quando essa mandò a dire a suo suocero:
- Sono incinta dell'uomo al quale appartengono questi oggetti. Guarda bene! - aggiunse: - a chi appartengono questo sigillo, questo cordone e questo bastone?

Gen 39,1 Giuseppe fu portato in Egitto. Potifar, uomo di fiducia del faraone e capo delle guardie, lo comprò dagli Ismaeliti che l'avevano condotto lì.

Gen 39,2 Il Signore era con Giuseppe, così tutto quel che faceva gli riusciva bene. Giuseppe stava nella casa del suo padrone egiziano.
Gen 39,3 Questi si accorse che il Signore era con lui e che gli faceva riuscire tutto quel che intraprendeva.




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