LA CHIESA

      


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LITURGIA

> 1 Maggio 2002 <

Lunedì 29 Aprile 2002

Martedì 30 Aprile 2002

Mercoledì 1 Maggio 2002

Giovedì 2 Maggio 2002

Venerdì 3 Maggio 2002

Sabato 4 Maggio 2002

Domenica 5 Maggio 2002

Lunedì 6 Maggio 2002

Martedì 7 Maggio 2002

Mercoledì 8 Maggio 2002


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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:




  Mercoledì della V settimana di Pasqua

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Bianco
EP053 ;
In molte regioni, nel mondo attuale, il cristiano è ormai una figura d'eccezione. Anche nei paesi tradizionalmente cattolici il credente si trova immerso nel materialismo e nel laicismo che minacciano l'annientamento della vita dello Spirito.
Abbandonati a noi stessi, ci perdiamo, intimoriti da forze che sembrano sempre più grandi e imperiose.
La situazione della Chiesa delle origini non era però diversa. Eppure i primi cristiani, al seguito di un gruppo di pescatori della Galilea, privi di potere in quanto alle cose del mondo, ma riempiti della forza dello Spirito, -vennero, videro e vinsero" l'Impero Romano. Contando solo sui propri mezzi, non potevano far nulla, ma uniti a Cristo, come i tralci alla vite, produssero frutti in abbondanza.
Ogni credente è chiamato a fare lo stesso: a sentirsi pronto ad essere sfrondato dal vignaiolo, cioè dal Padre. In altre parole, per dare frutti dobbiamo essere disposti a soffrire, per esempio andando contro le mode imperanti, rispettando i nostri principi cristiani negli affari, restando fedeli nel matrimonio, sopportando ogni tipo di discriminazione derivante dal professare pubblicamente la nostra fede.
Una tale sofferenza purifica il cuore del credente e rafforza la vita di Cristo in noi.




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Antifona d'ingresso
Della tua lode sia piena la mia bocca,
perché io possa cantare;
esulteranno, a te cantando,
le mie labbra. Alleluia.



Colletta
O Dio, che salvi i peccatori e li rinnovi nella tua amicizia,
volgi verso di te i nostri cuori:
tu che ci hai liberato dalle tenebre
con il dono della fede,
non permettere che ci separiamo da te,
luce di verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...





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Prima lettura

At 15,1-6
Fu stabilito che salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia] dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete essere salvati».
Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia e la Samarìa, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.
Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro. Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: «È necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè».
Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

Parola di Dio




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Salmo responsoriale

Sal 121

Andremo con gioia alla casa del Signore.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore.

Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.
Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano.












Canto al Vangelo (Gv 15,4.5)
Alleluia, alleluia.
Rimanete in me e io in voi, dice il Signore;
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.


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Vangelo

Gv 15,1-8
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore




Preghiera dei fedeli
Dio nostro Padre è glorificato quando noi portiamo molto frutto. Preghiamolo per noi e per gli altri, dicendo:
Rendici veri discepoli di Cristo, o Padre.

- Per la Chiesa, perchè, innestata vitalmente in Cristo, fondi la sua efficacia pastorale non sui mezzi umani, ma sulla preghiera e sulla via interiore. Preghiamo.
- Per tutte le comunità che sono in difficoltà di dialogo, perchè risolvano i loro problemi o conflitti con lo stile apostolico. Preghiamo.
- Per il popolo ebraico, che ancora è in ricerca del Messia e del compimento delle Scritture, perchè sia illuminato dalla grazia dello Spirito di Cristo. Preghiamo.
- Per i credenti di tutte le Chiese, perchè sappiano custodire le parole di Cristo accettando anche le potature necessarie, per attuare l'unità della fede. Preghiamo.
- Per noi che siamo impegnati nell'edificazione del regno di Dio, perchè misuriamo la fecondità della nostra azione sulla comunione reale con il Cristo. Preghiamo.
- Per chi ha rotto con la Chiesa. Preghiamo.
- Per i giovani scappati da casa. Preghiamo.

O Padre, che continui ad agire sempre su di noi perchè siamo tralci innestati più intimamente alla vera vite del tuo Cristo, Fa' che non ci sottraiamo mai alle purificazioni necessarie per una maggiore fecondità nel bene. Per Cristo nostro Signore. Amen.




Preghiera sulle offerte
O Dio, che in questi santi misteri
compi l'opera della nostra redenzione,
fa' che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
Accogli, o Padre, questo sacrificio di lode,
e fa' che sperimentiamo la forza liberatrice
della risurrezione del Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


PREFAZIO PASQUALE V
Cristo sacerdote e vittima

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
Offrendo il suo corpo sulla croce,
diede compimento ai sacrifici antichi,
e donandosi per la nostra redenzione
divenne altare, vittima e sacerdote.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l'umanità esulta su tutta la terra,
e con l'assemblea degli angeli e dei santi
canta l'inno della tua gloria: Santo...


Antifona di comunione
Il Signore è risorto
e ha fatto splendere su di noi la sua luce;
ci ha redenti col suo sangue. Alleluia.

Oppure:
-In questo è glorificato il Padre mio:
che diventiate miei discepoli
e portiate molto frutto". Alleluia. (Gv 15,8)


Preghiera dopo la comunione
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere:
la partecipazione al mistero della redenzione
ci dia l'aiuto per la vita presente
e ci ottenga la felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
Signore Dio nostro,
che ci hai donato come cibo spirituale
il sacrificio a te offerto in rendimento di grazie,
trasformaci con la potenza del tuo Spirito,
perché possiamo servirti con rinnovato entusiasmo,
e sperimentare ancora i tuoi benefici.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 22-05-2019)
Commento su Gv 15, 4 -8
"Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene get ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 02-05-2018)
Il padre mio è l'agricoltore
Chi legge il Vangelo - anche tralasciando il resto del Nuovo Testamento e tutta l'Antica Scrittura - deve necessariamente, se è persona onesta affermare che il Dio di Cristo Gesù non esiste più. È stato cancellato dalla mente e dal cuore del credente. Al posto del Dio del Vangelo ne è stato ?creato? ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 02-05-2018)
Commento su Gv. 15, 6
?Chi rimane in me ed io in lui fa molto frutto? Gv. 15, 6 Come vivere questa Parola? Torna spesso, soprattutto negli scritti dell'apostolo Giovanni, questo invito a ?RIMANERE?. E' un verbo di quiete, non di moto. Sottolinea la necessità anche per noi, di avere sempre nelle nostre giornate, un ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-05-2017)
Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore
La vigna per Isaia è vera figura del popolo del Signore. Anche per il Salmo è figura del popolo di Dio. La vigna è portatrice di due altissime verità: essa è piantata da Dio perché produca frutti; Dio la lascia abbandonata a se stessa perché venga devastata perché comprenda che senza frutti a Dio es ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 17-05-2017)
Commento su Gv 15,5
«Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto». Gv 15,5 Come vivere questa Parola? Attraverso l'allegoria della vite - molto espressiva in società contadina - Gesù afferma che soltanto chi rimane unito a Dio può portare frutti buoni in parole e in opere, come il tralcio che fruttifica soltan ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 27-04-2016)
Senza di me non potete far nulla
Gesù lo afferma come verità assoluta: "Senza di me non potete fare nulla". Il nulla è universale, abbraccia ogni direzione, ingloba ogni relazione con Dio, con gli uomini, con la stessa terra. Nessuno pensi che alcune cose senza di Lui si possano fare e altre no. I problemi materiali li possiamo ris ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 27-04-2016)
Commento su Gv 15, 1-5; 8
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto... Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 06-05-2015)

La linfa' che alimenta la nostra vita è la presenza del Maestro Gesù che abbiamo scelto come pastore. Nient'altro ci può dare forza, serenità, luce, gioia e pace nel cuore. Solo restando ancorati a lui possiamo portare frutti, crescere, fiorire. Senza di lui, niente. Orientiamo con forza e gioia, co ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06-05-2015)
Senza di me non potete far nulla
Sempre il Signore per mezzo dei suoi profeti aveva gridato al suo popolo e al mondo intero che senza di Lui è la morte anche materiale e non solo spirituale. Era però come se Dio togliesse al suo popolo le riserve della vita dall'esterno. I profeti sono i cantori di questa verità. Dove Dio non regna ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 06-05-2015)
Commento su Gv. 15,5
«Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.». Gv. 15,5 Come vivere questa Parola? Gesù ci invita a rimanere sempre unito a Lui, se vogliamo portare frutti. Dobbiamo dargli spazio nel nostro cuore, fidarci di lui, accettare la sua presenza nella nos ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21-05-2014)

Senza Cristo non possiamo fare nulla. Lo sappiamo bene ma a volte ce ne scordiamo e viviamo di rendita, viviamo, di fatto, come se Gesù non contasse veramente nella nostra vita, nelle nostre scelte. Senza Cristo non contiamo nulla. Ma troppe volte emergono divisioni e giudizi proprio all'interno del ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 21-05-2014)
Commento su At 15, 2b
"Fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione". Atti 15, 2b Come vivere questa Parola? La questione di cui qui si parla riguarda un problema scottante che facilmente, se non risolto, crea profondi dissapori. An ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 01-05-2013)
Il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite
Accade sempre più spesso che i figli si stacchino dalla propria famiglia e recidano il cordone ombelicale. Si sentono così liberi di poter volare senza limiti, provare tutte le esperienze che vengono loro suggerite, senza però accorgersi che il legame che si è creato è un po' come il riscaldamento n ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 01-05-2013)
Commento su Giovanni 15 ,7
se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. Gv 15 ,7 Come vivere questa Parola? E' una parola di grande conforto questa pronunciata da Gesù; però va capita bene. Il conforto è duplice. Anzitutto ci dà pace e gioia l'invito a rimanere in Gesù. C ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-05-2013)
Ed era per loro motivo di scandalo
Chi conosce l'Antica Scrittura sa nessun uomo di cui il Signore si è servito fino a Cristo Gesù è stato assunto in una condizione di "grandezza umana, sociale, culturale, religiosa, politica, economica". Sappiamo invece che Dio sempre ha scelto gente semplice, piccola, povera, umile, sconosciuta, in ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 09-05-2012)
Commento su Giovanni 15,1-8
Non possiamo fare nulla senza Cristo. Da lui riceviamo la linfa vitale, da lui riceviamo ogni intuizione, da lui riceviamo l'amore attraverso cui amiamo gli altri, da lui riceviamo luce e pace. Linfa vitale è la sua presenza, come la linfa' che dalla vite passa al tralcio, e che lo fa crescere, gli ...
(continua)

  San Giuseppe Lavoratore

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Grado della Celebrazione: Memoria facoltativa
Colore liturgico: Bianco
Scheda Agiografica: San Giuseppe Lavoratore
S0501 ;

La reazione della gente di Nazaret a proposito della sapienza di Gesù fa pensare al capitolo del Siracide, che contrappone il lavoro manuale e la legge. La gente del popolo (operai, contadini) dice il Siracide, mette tutta la sua attenzione nelle cose materiali; lo scriba invece ha pensieri profondi, cerca le cose importanti e può essere consultato per il buon andamento della città.
La gente di Nazaret si domanda: "Da dove mai viene a costui questa sapienza? Non è il figlio del carpentiere?", che non ha studiato e non può avere cultura?
È chiaro: la sapienza di Gesù è sapienza divina ed egli ha insistito varie volte sul mistero di Dio che viene rivelato ai piccoli, ai semplici e nascosto ai sapienti ed ha criticato gli scribi "che dicono e non fanno".
D'altra parte il Vangelo insiste anche sulla parola: è necessario accogliere la parola di Dio E soltanto se ispirato alla parola di Dio il lavoro vale. "Tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre".
"Tutto quello che fate", siano lavori materiali, siano discorsi. Il Vangelo inculca il servizio sincero, umile, la disponibilità nella carità, per essere uniti a Gesù, figlio del carpentiere, che ha dichiarato di essere venuto a servire.
La vera dignità consiste nel servizio dei fratelli, secondo le proprie capacità, in unione con Gesù, Figlio di Dio.
Verifichiamo la nostra scala di valori, per renderla sempre più aderente ai pensieri di Dio.






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Antifona d'ingresso
Beato chi teme il Signore,
e cammina nelle sue vie.
Mangerai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai di ogni bene. Alleluia. (Sal 128,1-2)



Colletta
O Dio, che nella tua provvidenza
hai chiamato l'uomo a cooperare con il lavoro
al disegno della creazione,
fa' che per l'intercessione e l'esempio di san Giuseppe
siamo fedeli alle responsabilità che ci affidi,
e riceviamo la ricompensa che ci prometti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...





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Prima lettura

Gen 1,26-2,3
Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.

Dal libro della Gènesi

Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
E Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra e soggiogàtela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando.

Parola di Dio.


Oppure (Col 3, 14-15.17.23-24: Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini):

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché a essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!
E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.
Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete come ricompensa l'eredità. Servite il Signore che è Cristo!

Parola di Dio






















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Salmo responsoriale

Sal 89

Rendi salda, Signore, l'opera delle nostre mani.

Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, o Dio.

Tu fai ritornare l'uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell'uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.









Canto al Vangelo (Sal 67,20)
Alleluia, alleluia.
Di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 13,54-58
Non è costui il figlio del falegname?


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Rivolgiamo la nostra preghiera a Cristo, che non ha disdegnato di essere chiamato il figlio del falegname, e con la sua opera ha elevato a nuova dignità il lavoro dell'uomo. Diciamo insieme:
Ascoltaci, o Signore.

- Signore Dio, che hai creato la terra perchè diventasse la dimora dell'uomo, aiutaci a renderla, col nostro lavoro, sempre più umana e abitabile. Preghiamo.
- Signore, che hai nobilitato l'opera delle mani dell'uomo facendoti tu stesso lavoratore, Fa' che non diventiamo mai schiavi del lavoro e del guadagno, ma ce ne serviamo come mezzo di liberazione a gloria del tuo nome. Preghiamo.
- Signore, che hai manifestato la tua predilezione per i poveri e gli oppressi, aiuta i disoccupati ad avere un lavoro sicuro e una condizione degna di uomini liberi. Preghiamo.
- Signore, che hai scelto una famiglia povera e un villaggio sconosciuto per la tua dimora fra noi, Fa' che non disprezziamo le cose umili e semplici, perchè attraverso di esse tu ci porti la salvezza. Preghiamo.
- Per i movimenti sindacali. Preghiamo.
- Per la giustizia e l'onestà nel lavoro. Preghiamo.

Padre santo, che hai rivelato a san Giuseppe il mistero di tuo Figlio e lo hai affidato alla sua guida e custodia, donaci di poter sempre più comprendere il mistero della sua incarnazione. Per Cristo nostro Signore. Amen.


Preghiera sulle offerte
O Dio, fonte di ogni bene,
guarda i doni che ti presentiamo
nel ricordo di san Giuseppe,
e fa' che la nostra umile offerta
diventi pegno della tua protezione.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO DI SAN GIUSEPPE
La missione di San Giuseppe

E' veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo,
nella memoria di san Giuseppe.
Egli, uomo giusto, da te fu prescelto
come sposo di Maria, Vergine e Madre di Dio;
servo saggio e fedele fu posto a capo della santa famiglia,
per custodire, come padre, il tuo unico Figlio,
concepito per opera dello Spirito Santo,
Gesù Cristo nostro Signore.

E noi, con tutti gli angeli del cielo,
innalziamo a te il nostro canto,
e proclamiamo insieme la tua gloria:

Santo, Santo, Santo ...


Antifona di comunione
Tutto ciò che fate in parole e opere,
tutto si compia nel nome del Signore Gesù,
rendendo per mezzo di lui grazie
a Dio Padre. Alleluia. (Col 3,17)

Oppure:
-Da dove mai viene a costui questa
sapienza e questi miracoli?
Non è egli forse il Figlio del carpentiere!".
Alleluia. (Mt 13,54-55)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, nostro Padre,
che ci hai accolti alla tua mensa,
fa' che nella nostra vita,
sull'esempio di san Giuseppe,
rendiamo testimonianza al tuo amore,
e godiamo i frutti della giustizia e della pace.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 01-05-2019)
Commento su Col 3,17-24
?E siate riconoscenti! E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre. Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini sapendo che quale ricompensa, riceverete dal Signore l'eredità. ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-05-2018)
Non è costui il figlio del falegname?
Gesù dona una regola infallibile perché ogni uomo di Dio cammini nella storia con saggio, intelligente, giusto, vero discernimento: osservare ogni uomo spoglio da ogni origine o derivazione di famiglia, casato, popolo, nazione, tribù, titolo di studio o di nobiltà, di frequentazione o di amicizia. S ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 01-05-2015)

In questo primo giorno di maggio l'Occidente ricorda il mondo del lavoro e le difficili condizioni dei lavoratori. È una festa cara ai sindacati e alla tradizione di stampo socialista. Anche la Chiesa, storicamente, con un bel po' di ritardo, ha voluto riflettere su questo tema così sensibile. Oggi, ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-05-2015)
Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi?
Un cultore dell'Antico Testamento sa che ogni sapienza viene da Dio e anche ogni prodigio discende da Lui. Dall'uomo viene solo il peccato, la stoltezza, l'idolatria. Gesù non è sapiente, è la Sapienza divina che va infinitamente oltre la stessa descrizione che il Siracide fa di essa. Lui parla di s ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 01-05-2014)

In pieno tempo pasquale viviamo questa giornata densa di ricordi legati al lavoro e alle tante lotte sostenute dai nostri padri per avere condizioni dignitose e accettabili in ambito lavorativo. La Chiesa, non senza qualche ritardo, si è accorta dei profondi cambiamenti che stavano riguardando la so ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-05-2014)
Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria
La storia del popolo del Signore è stata sempre illuminata dai profeti, questi straordinari portatori della divina Parola. Questi uomini però non hanno avuto vita facile. Derisione, disprezzo, persecuzione, violenza, la stessa morte si abbatteva su di loro. Testimonianza della durezza del cuore di I ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 01-05-2014)
Commento su Mt 13, 55-56
"Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?" Mt 13, 55-56 Come vivere questa ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 01-05-2013)
Commento su Mt 13,54-58
Oggi la Chiesa celebra la festa di san Giuseppe lavoratore. L'occasione, in questi tempi di crisi, per rivalutare la visione biblica del lavoro. Storicamente il primo maggio è una festa laica, nata per sottolineare le conquiste operate dai lavoratori grazie a lotte sindacali che, nel passato, hanno ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 01-05-2012)
Commento su Matteo 13,54-58
Giuseppe è una delle figure più importanti nel nostro cammino di fede eppure di lui sappiamo ben poco se non le scarne notizie che ci derivano dal vangelo. Ma sono più che sufficienti per capire la grandezza di quest'uomo. Gesù è conosciuto come il figlio del carpentiere e probabilmente, anch'egl ...
(continua)