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LITURGIA

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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde
BO300 ;

L’evangelista Marco che ascoltiamo quest’anno ci presenta le azioni e le parole di Gesù durante il suo viaggio a Gerusalemme. Viaggio sicuramente topografico, ma anche e soprattutto simbolico. Questa strada che Gesù percorre con entusiasmo - “Gesù li precedeva” - e dove i discepoli lo seguono con diffidenza o inquietudine - “essi erano spaventati, e coloro che seguivano erano anche timorosi” (Mc 10,32) - qui arriva al termine. Ecco il contesto della lettura sulla quale meditiamo oggi.
Al termine del cammino, oggi incontriamo un cieco. Un cieco, che, in più, è un mendicante. In lui c’è oscurità, tenebre, e assenza. E attorno a lui c’è soltanto il rigetto: “Molti lo sgridavano per farlo tacere”. Gesù chiama il cieco, ascolta la sua preghiera, e la esaudisce. Anche oggi, qui, tra coloro che il Signore ha riunito, “ci sono il cieco e lo zoppo” (prima lettura) - quello che noi siamo -; ed è per questo che le azioni di Gesù, che ci vengono raccontate, devono renderci più pieni di speranza.
È nel momento in cui termina il viaggio di Gesù a Gerusalemme (e dove termina il ciclo liturgico), che un mendicante cieco celebra Gesù e lo riconosce come “Figlio di Davide”, o Messia; e questo mendicante riacquista la vista e “segue Gesù per la strada”. È un simbolo, un invito. Chiediamo al Signore che ci accordi la luce della fede e ci dia vigore, affinché lo seguiamo come il cieco di Gerico, fino a che non avremo raggiunto la Gerusalemme definitiva.

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Antifona d'ingresso
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto. (Sal 104,3-4)


Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa' che amiamo ciò che comandi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno B):
O Dio, Padre buono,
che nel tuo Figlio unigenito
ci hai dato il sacerdote compassionevole
verso i poveri e gli afflitti,
ascolta il grido della nostra preghiera
e fa' che tutti gli uomini vedano in lui
il dono della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

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Prima lettura

Ger 31,7-9
Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.

Dal libro del profeta Geremìa

Così dice il Signore:
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”.
Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione
e li raduno dalle estremità della terra;
fra loro sono il cieco e lo zoppo,
la donna incinta e la partoriente:
ritorneranno qui in gran folla.
Erano partiti nel pianto,
io li riporterò tra le consolazioni;
li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua
per una strada dritta in cui non inciamperanno,
perché io sono un padre per Israele,
Èfraim è il mio primogenito».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 125

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

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Seconda lettura

Eb 5,1-6
Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek.

Dalla lettera agli Ebrei

Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.
Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo:
«Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l’ordine di Melchìsedek».

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Cf 2Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.

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Vangelo

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Mc 10,46-52
Rabbunì, che io veda di nuovo!


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Come il cieco di Gerico, anche noi gridiamo a Gesù la nostra fede, per ottenere da lui misericordia e perdono. E ci facciamo voce delle tante persone che non sanno o non vogliono più rivolgersi al Signore, chiedendo per loro il dono della fede.
Preghiamo insieme e diciamo: Figlio di Davide, abbi pietà di noi.

1. Per la Chiesa: non impedisca come la folla di Gerico di avvicinarsi a Gesù, ma faccia risuonare davanti a lui le grida dei poveri, degli ammalati, di coloro che sono in difficoltà, preghiamo.
2. Per gli ammalati: perché non siano costretti a vivere in solitudine e nella tristezza, e trovino in Gesù conforto, luce per dare senso alla propria esistenza e speranza nella risurrezione, preghiamo.
3. Per tutti i credenti: riscoprano il senso profondo della liberazione e della salvezza donata da Gesù e siano testimoni autentici della fede, preghiamo.
4. Per la nostra comunità, che ha ricevuto la grazia della fede e cammina seguendo il Signore Gesù: cresca nella capacità di contemplare la bellezza del dono ricevuto e di adorarlo nella vita quotidiana, preghiamo.

O Padre, aiutaci a ritrovare in Gesù il senso festoso della vita, perché è il pensiero di camminare sulla sua strada l'unica certezza che ci da gioia profonda e illumina la nostra esistenza. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Guarda, o Signore, i doni che ti presentiamo,
perché il nostro servizio sacerdotale
renda gloria al tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona alla comunione
Esulteremo per la tua vittoria
e nel nome del nostro Dio alzeremo i vessilli. (Sal 19,6)

Oppure:
Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi,
offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. (Ef 5,2)

Oppure (Anno B):
«Rabbunì, Maestro, che io veda di nuovo».
«Va', la tua fede ti ha salvato». (Mc 10,51-52)


Preghiera dopo la comunione
Si compia in noi, o Signore,
la realtà significata dai tuoi sacramenti,
perché otteniamo in pienezza
ciò che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

don Gaetano Luca (Amore)     (Omelia del 28-10-2018)
Fammi vedere in alto
...
(continua)
don Lucio D'Abbraccio     (Omelia del 28-10-2018)
Rabbunì, che io veda
«Il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare». È rarissimo che i Vangeli segnalino il nome del malato guarito da Gesù: nel brano evangelico di oggi c'è, invece, un'eccezione con Bartimeo, che in aramaico significa "figlio di Timeo". Chi era, dunque, Bartimeo? Era uno dei tanti disgraziati di questo mondo. Uno che rappresen ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 28-10-2018)
Commento su Mc 10, 51-52
«Allora Gesù gli disse: "Che vuoi che io ti faccia?". E il cieco a lui: "Rabbunì, che io riabbia la vista!". E Gesù gli disse: "Va, la tua fede ti ha salvato". E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada»Mc 10, 51-52 Come vivere questa Parola? Ancora una volta Gesù parte dalla realtà di un miracolo per aprire ai suoi più vicini la strada ...
(continua)
Sulla strada - TV2000     (Omelia del 28-10-2018)
Commento su Marco 10,46-52
...
(continua)
don Luigi Maria Epicoco     (Omelia del 28-10-2018)
Vedere con il cuore
...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 28-10-2018)
Audio commento alla liturgia - Mc 10,46-52
Clicca qui per scaricare il commento in formato MP3.Per ascoltare il commento, clicca sul play sulla sinistra del lettore: ...
(continua)
don Marco Pozza     (Omelia del 28-10-2018)
Il finto cieco che vede (da) Dio
Verso la Città-Santa viaggiano sfasati, mica appaiati. Lui «li precedeva», mentre i discepoli-amici, inquieti e tormentati, «erano spaventati, e coloro che lo seguivano anche timorosi» (Mc 10,32). Sono diretti tutti giusto a Gerusalemme. Cristo viaggia con un biglietto di sola andata in tasca: il legno della Croce già si staglia all'orizzonte della città ben ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 28-10-2018)
La compassione: verità di Dio, responsabilità dell'uomo!
Il vangelo di Marco, lo sappiamo, risponde a due domande principali: - chi è Gesù (ed è il contenuto della prima prima parte, fino al capitolo 8), - chi è il discepolo (nella seconda parte). Rispetto alla seconda domanda, il capitolo 10, che abbiamo ascoltato nelle ultime domeniche, gioca un ruolo fondamentale per poter capire. Nel ritiro che venerdì matt ...
(continua)
don Domenico Bruno     (Omelia del 28-10-2018)
Gesù: un ottico speciale!
San Tommaso è famoso perché avrebbe creduto se avesse visto Gesù, il cieco di Gerico (cfr Mc 10,46-52) vede perché crede. Insomma l'esatto contrario di san Tommaso. Il fatto che il cieco credesse è testimoniato dalla sua altissima professione di fede: "Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!". Pur non vedendo, sapeva chi era davvero Gesù... Il Signor ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 28-10-2018)
Giochi Di Sguardi
Clicca qui per la vignetta della settimana. La storia di Bartimeo, cieco poi guarito da Gesù, è un'ottima occasione per fare l'esame della vista spirituale. Qualche giorno fa, Raffale un amico formatore, ha tenuto un bel incontro al gruppo dei fidanzati. Il tema era la relazione e tutto quello che la mette in pericolo o la può aiutare. Uno dei passaggi c ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 28-10-2018)
Video commento a Mc 10,46-52
...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 28-10-2018)
Video commento a Mc 10,46-52
...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 28-10-2018)
Un'unica domanda, due risposte diverse
Non tutte le domande hanno la stessa risposta: e fin lì, tutti ci possiamo arrivare. Nemmeno la stessa domanda può avere lo stesso tipo di risposta: persone diverse possono rispondere in maniera diversa alla stessa domanda, anche alla più elementare. Uno più uno fa due, per tutti: ma è sufficiente che uno sia un asino in matematica perché dia una risposta di ...
(continua)
don Giacomo Falco Brini     (Omelia del 28-10-2018)
Non urlare, grida!
Con il vangelo di oggi si chiude il cap.10 di Marco. La scena che il primo versetto ci presenta vede da una parte Gesù con i suoi discepoli e molta folla al seguito; dall'altra, sul ciglio della strada, un uomo cieco che mendica di nome Bartimeo (Mc 10,46). Curiosa questa introduzione. Si avverte subito una sensazione di grande solitudine da una parte, di gr ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 28-10-2018)
Siamo anche noi ciechi e mendicanti, come Bartimeo
Un mendicante cieco: l'ultimo della fila, un naufrago della vita, relitto abbandonato al buio nella polvere di una strada di Palestina. Poi improvvisamente tutto si mette in moto: passa Gesù ed è come un piccolo turbine, si riaccende il motore della vita, soffia un vento di futuro. Bartimeo comincia a gridare: Gesù, abbi pietà. È, tra tutte, la preghiera pi ...
(continua)
Luca Rubin     (Omelia del 28-10-2018)
Libera me, libera tutti!
Tutti i protagonisti di questa pagina di vangelo sono in movimento: Gesù, i discepoli, la folla. Solo Bartimeo, cieco, è fermo, seduto lungo la strada, a mendicare. Gesù è in movimento: sta partendo da Gerico, e molta folla con lui. Bartimeo avverte il rumore dei passi, e l'assieparsi delle voci, ma soprattutto: "Sentendo che era Gesù Nazareno" tenta il tut ...
(continua)
don Mario Simula     (Omelia del 28-10-2018)
Il segreto del mantello
La speranza che il profeta Geremia canta per il popolo è preziosa come l'aria, come una pioggia che ristora, come un urlo che si libera. Vogliamo sentire il canto anche oggi. Lo invoca ogni nazione, ogni frammento di umanità che ha perso dignità e parola. Noi, come Israele, camminiamo nel pianto, portando la semente da gettare. Il sudore, la fatica, la stess ...
(continua)
don Fabio Rosini     (Omelia del 28-10-2018)
Audio commento al Vangelo del 28 ottobre
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(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 28-10-2018)
Dentro la strada
Partiva da Gèrico Da Gerico a Gerusalemme c'è una giornata di cammino, un sentiero in salita non solo per il dislivello dei monti. La salita di Gesù va oltre per inerpicarsi sul Calvario, con quale animo è complicato immaginarlo; per tre volte aveva parlato della sua fine imminente tra l'incomprensione di Pietro e la prospettiva fuorviante di Giacomo e Giov ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 28-10-2018)
Cecità della mente e freddezza del cuore
Il vangelo del cieco Bartimeo, figlio di Timeo, ci indica persone ben precise che hanno un problema grave. Bartimeo figlio, cieco, e Timeo, padre, che deve affrontare il dramma del figlio disabile. Al tempo di Gesù non c'erano garanzie sociali ed economiche per i disabili, per cui Bartimeo, per poter sopravvivere deve mendicare lungo la strada. Quello che ...
(continua)
don Roberto Fiscer     (Omelia del 28-10-2018)
#StradeDorate - Commento su Marco 10,46-52
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(continua)
don Alessandro Farano     (Omelia del 28-10-2018)
Video commento - XXX Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
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(continua)
don Domenico Luciani     (Omelia del 28-10-2018)
Video commento su Mc 10,46-52
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(continua)
diac. Vito Calella     (Omelia del 28-10-2018)
Il cammino della fede dell'escluso Bartimeo sulla strada di Gesù
Il racconto di guarigione del cieco Bartimeo diventa per noi oggi il racconto della testimonianza dell'esperienza di fede di chiunque voglia diventare veramente discepolo di Gesù. In quel "chiunque" mettiamoci tutti noi praticanti della Santa Messa domenicale, immedesimiamoci tutti in quella folla che seguiva Gesù e lo vedeva "fisicamente". In quella folla c ...
(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 28-10-2018)
Se fosse al posto mio che cosa farebbe?
Il vangelo odierno può apparire a prima vista simile a molti altri: narra infatti la guarigione di un povero menomato. In realtà, quando gli evangelisti non si limitano a riassunti dell'attività taumaturgica di Gesù (del tipo "guarì molti storpi, sordomuti, ciechi, lebbrosi") ma narrano specifici casi, è perché ciascuno di essi presenta una propria fisionomi ...
(continua)
Diocesi di Vicenza     (Omelia del 28-10-2018)
La Parola - Commento al Vangelo di Marco (Mc 10,46-52)
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(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 28-10-2018)
La fede e l'Incontro
Quello che Gesù ci presenta è uno dei miracoli da lui compiuti nella sua vita pubblica, che viene descritto con una particolare semplicità e immediatezza allusiva e densa di significato. L'intervento miracoloso di Gesù, in questo caso, viene caratterizzato non soltanto dall'efficacia del suo risultato, cioè dalla guarigione risolutiva del soggetto che viene ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 28-10-2018)
Commento su Marco 10,46-52
Volendo sintetizzare in poche parole il significato delle letture bibliche di questa Messa, si potrebbe dire che questa è la Messa della consolazione di Dio, della sua tenerezza per noi suoi figli. Il brano di Geremia è stato scritto quando il popolo d'Israele, dopo la distruzione di Gerusalemme nel 586 a.C., si trovava in esilio a Babilonia. Un momento d ...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 28-10-2018)
Grazia o miracolo?
"Cosa vuoi che io ti faccia?" Questa domanda di Gesù al cieco sembra ovvia, quasi inutile: logico che un malato desidera essere guarito. E infatti il cieco risponde :"Maestro che io veda di nuovo". E immediatamente riacquista la vista. Guarigione istantanea quindi miracolosa. Ma c'è anche la guarigione che inizia con un miglioramento al quale segue un proces ...
(continua)
don Claudio Luigi Fasulo     (Omelia del 28-10-2018)
Audio commento al Vangelo della Trentesima domenica del Tempo Ordinario (Anno B - Mc 10,46-52)
...
(continua)
fr. Massimo Rossi     (Omelia del 28-10-2018)
Commento su Marco 10,46-52
Carpe diem! Cogli l'attimo! Il merito di Bartimeo è quello di aver colto il momento favorevole, nel quale poteva dare una svolta alla sua vita: notate, il cieco non aveva alcuna certezza che il Signore lo avrebbe guarito; lasciò che fosse la fede a guidarlo... la fede e la speranza, che non possono mai stare l'una senza l'altra. E quando la fede si accende ...
(continua)
padre Fernando Armellini     (Omelia del 28-10-2018)
Videocommento su Mc 10,46-52
...
(continua)
don Giorgio Zevini     (Omelia del 28-10-2018)
Video Commento a Mc 10,46-52
...
(continua)
Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 25-10-2015)
Commento su Eb 5,1-6
Collocazione del brano Questo brano segue immediatamente quello di settimana scorsa e continua il discorso su Cristo sommo sacerdote. Si tratta di un argomento molto importante per gli ebrei che erano passati al cristianesimo perché fa comprendere loro la superiorità della fede in Cristo rispetto alla religione ebraica. Al tempo stesso la fede e il culto d ...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 25-10-2015)
Audio commento alla liturgia - Mc 10,46-52
Clicca qui per scaricare il commento in formato MP3.Per ascoltare il commento, clicca sul play sulla sinistra del lettore: ...
(continua)
don Marco Pozza     (Omelia del 25-10-2015)
Il finto invalido del Vangelo
Cieco, accattone, solo. Alcuni uomini dicono che la fortuna è cieca, altri uomini dicono che la sfortuna, invece, ci vede benissimo. Stando a quello che dicono i Vangeli, fortuna e sfortuna sono così intrecciate tra loro che è d'azzardati dire anche solo sono fortunato, sono sfortunato: potrebbe sempre capitare che, nascosta dentro un cumulo di sfortune, ci ...
(continua)
Missionari della Via     (Omelia del 25-10-2015)

Il cieco Bartimeo incontra Gesù. Bartimeo è uno che è diventato cieco: tempo prima ci vedeva, ora non più. In lui possiamo vedere l'immagine di tanti che con il tempo si sono allontanati da Gesù, dalla Chiesa, dal bene e che ora sono come ciechi. Bartimeo, avvertendo attorno a sé più movimento del solito, chiede cosa succede e gli dicono che c'è Gesù. Lui, c ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 25-10-2015)
Il sacerdozio di Gesù è trasmesso ai battezzati
Clicca qui per scaricare il commento in formato MP3.Per ascoltare il commento, clicca sul play sulla sinistra del lettore: ...
(continua)
don Michele Cerutti     (Omelia del 25-10-2015)
Commento su Marco 10,46-52
La Parola di Dio di questa domenica, nel brano del Vangelo, ci presenta un miracolo. E' uno dei tanti miracoli che Gesù durante il suo ministero ha compiuto. Ogni miracolo raccontato nel Vangelo ha una sua peculiarità e questo non è di certo da meno. Gesù ci dice l'evangelista Marco entra, ma di passaggio a Gerico. La sua destinazione è Gerusalemme ormai de ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 25-10-2015)
Dare una direzione
Con l'ascolto di questa domenica terminiamo la nostra riflessione sull'avvicinarsi Gesù... l'incontro tra il cieco e Gesù è secondo me il vertice, il modo più alto e bello di avvicinarsi a lui. Quello di cui non sono stati capaci scribi e farisei, discepoli, quel tale che cercava la vita eterna, è capace di farlo questo cieco, che li per li ha tutte le carat ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 25-10-2015)
La sfida del buio
Clicca qui per la vignetta della settimana. Quando si entra in un luogo molto buio per doverlo attraversare venendo da un luogo al contrario molto luminoso, a tutti capita quella sensazione sgradevole di non vedere nulla e di sentirsi incapaci di andare avanti. L'esperienza insegna che basta solo attendere un po' che gli occhi si abituino, e basta pochiss ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 25-10-2015)
Video commento a Mc 10, 46-52
...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 25-10-2015)
Tornare a vedere
Quando leggiamo un vangelo come quello di oggi c'è il pericolo di dire: "Io non sono cieco. Sì, magari un po' miope, presbite, ma tutto sommato, magari con gli occhiali, ci vedo bene". Quindi uno pensa che questo vangelo non lo riguardi. Ma quando leggiamo i vangeli dobbiamo sempre tener presente cosa sono. Gli evangelisti, infatti, non intendono trasmetterc ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 25-10-2015)
La parola di Gesù è luce per i nostri passi
Gesù, il Salvatore, ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del vangelo. Il Vangelo di oggi ci riporta un miracolo particolare. Nel testo di Marco è l'ultimo miracolo riportato prima della passione e morte di Gesù. In quel cieco, Bartimeo, che grida lungo la strada, è raffigurato ognuno di noi, il nostro percorso verso Gesù, l'inizio del ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 25-10-2015)
La MISSIONE è ?vedere' Gesù, per contagiare il mondo di speranza
Domenica scorsa si è celebrata la Giornata mondiale missionaria. Ogni anno, ad ottobre, la Chiesa tutta è invitata a riscoprire questa sua vocazione missionaria, ricordando le parole di Gesù, dette prima di tornare al Padre: "Andate in tutto il mondo e portate il messaggio del Vangelo a tutti gli uomini." In questi giorni tanto si parla, grazie anche al Sin ...
(continua)
don Luca Garbinetto     (Omelia del 25-10-2015)
Desiderio, incontro, sequela
Gerico avviene un incontro tra figli. Il figlio di Timeo incontra il figlio di Davide, che è anche figlio di Giuseppe. E il figlio di Giuseppe, venuto dal nord, dalla Galilea, restituisce a Bar-timeo (figlio di Timeo in ebraico) la dignità di figlio di Davide. Bartimeo, come Gesù, appartiene a un popolo, al popolo eletto. L'aveva scordato, mendicante di atte ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 25-10-2015)
Un giorno, a Gerico
Trovarsi a Gerico non è una cosa qualsiasi, nelle Scritture. E neppure si tratta di un passaggio obbligato, quando - come Gesù - si sale dalla Galilea a Gerusalemme. Si potrebbe anche scegliere di affrontare subito le montagne passando per la Samaria: ma poiché in quella zona vivono "gli eretici", è sempre meglio evitarsi problemi e proseguire lungo la valle ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 25-10-2015)
Commento su Mc 10, 46-47; 49-51
«Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!"... Gesù si fermò e disse: "Chiamatelo!". Chiamarono il cieco, dicendogli: "Coraggio! Alzati, ti chiama!". Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli diss ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 25-10-2015)
Credere fa bene, Cristo guarisce tutta l'esistenza
Un ritratto tracciato con tre drammatiche pennellate: cieco, mendicante, solo. Un mendicante cieco: l'ultimo della fila, un naufrago della vita, un relitto inchiodato nel buio sul ciglio di una strada di Gerico. Poi improvvisamente tutto si mette in moto: passa Gesù e si riaccende il motore della vita, soffia un vento di futuro. Con il Signore c'è sempre un ...
(continua)
don Giacomo Falco Brini     (Omelia del 25-10-2015)
Ma egli gridava più forte
Nel vangelo di domenica scorsa Giacomo e Giovanni pretendevano qualcosa da Gesù. Lui, pacatamente, risponde con domanda assai disponibile ad accogliere la richiesta: "che cosa volete che io faccia per voi?" (Mc 10,36). Vogliono i primi posti mentre il Maestro sta dirigendosi all'ultimo posto e mentre parla a tutti di servizio e ultimi posti per poter divenir ...
(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 25-10-2015)
Salire e scendere
Lungo la strada Gesù inizia la lunga salita che da Gèrico porta a Gerusalemme. È insieme salita e discesa. Salita perché Gerusalemme è comunque sempre in alto, città collocata sul monte, meta finale del pellegrinaggio dei popoli: Verranno molte genti e diranno: «Venite, saliamo sul monte del Signore e al tempio del Dio di Giacobbe» (Mi 4,2). Non è una str ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 25-10-2015)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di don Paolo Ricciardi Io sono la luce del mondo, chi segue me avrà la luce della vita. Siamo giunti ormai all'ultima tappa prima di salire a Gerusalemme. Gerico è l'ultima cittadina in cui passare, prima di iniziare l'ascesa al monte di Sion. Gerico è, secondo l'archeologia, la città più antica del mondo e, second ...
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don Roberto Fiscer     (Omelia del 25-10-2015)
#StradeDorate - Commento su Marco 10,46-52
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don Domenico Luciani     (Omelia del 25-10-2015)
Video commento su Mc 10,46-52
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Paolo Curtaz     (Omelia del 25-10-2015)
Video commento a Mc 10, 46-52
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padre Antonio Rungi     (Omelia del 25-10-2015)
La fede di un incontro che si trasforma in amore e guarigione.
La parola di Dio odierna ci presenta, nel testo di Vangelo di Marco, Gesù che opera il miracolo della guarigione di Bartimeo, figlio di Timeo, che era diventato cieco. Il racconto della guarigione è davvero molto significativo e come è prassi in Marco, la descrizione è precisa e coinvolgente. Gesù, infatti, partendo da Gerico, lungo la strada incontra quest ...
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don Giorgio Zevini     (Omelia del 25-10-2015)
Video commento a Mc 10, 46-52
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mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 25-10-2015)
Agire, anzi pensare come farebbe lui
Larga parte dei vangeli è costituita dal resoconto dell'attività taumaturgica di Gesù, chiara espressione da un lato della sua divinità (chi può compiere miracoli, se non Dio?) e dall'altro della sua speciale attenzione a chi si trova in difficoltà. A volte i vangeli riassumono tale attività, riferendo collettivamente che nel tal posto, o in una certa circo ...
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don Lello Ponticelli     (Omelia del 25-10-2015)

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don Gianfranco Calabrese     (Omelia del 25-10-2015)
Video commento su Marco 10,46-52
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Diocesi di Vicenza     (Omelia del 25-10-2015)
La Parola - commento a Mc 10,46-52
Commento di don Piero Melotto, già missionario in Thailandia e da ottobre nuovo parroco di san Giuseppe al Mercato Nuovo, Vicenza. Registrato nella chiesa parrocchiale di san Floriano, Zimella ...
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Carla Sprinzeles     (Omelia del 25-10-2015)
Commento su Ger 31,7-9; Mc 10,46-52
Amici, spesso vedo persone che non sanno cosa vogliono e dove vogliono arrivare. Ognuno di noi è ciò che un uomo e una donna erano al momento in cui, unendosi, ci han dato di esistere. Miscuglio di aggressività e remissività, di gioia e di passione. Amalgama del nostro dna e delle connessioni di neuroni dei nostri genitori. Al momento della nascita tutto ...
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Michele Antonio Corona     (Omelia del 25-10-2015)

Con la guarigione di Bartimeo si chiude la "sezione della strada" iniziata subito dopo il miracolo graduale in favore del cieco a Betsaida (8,22-26). I brani che abbiamo ascoltato nelle ultime domeniche si trovano all'interno di questa grande inclusione dettata da due interventi sulla cecità. Domenica scorsa il vangelo ci mostrava il brano appena precedent ...
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padre Giuseppe De Nardi     (Omelia del 25-10-2015)
Sulla Tua Parola - Mc 10, 49-52
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padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 25-10-2015)
La fede che ricupera la vista
A S. Francesco di Paola, Fondatore dei Padri Minimi, si attribuiscono decine e decine di miracoli e parecchi sono gli episodi descritti nei quali viene avvicinato dalle masse di popolo che chiedono grazie e guarigioni. Taumaturgo, guaritore, esorcista, il Santo di Paola, divenuto Patrono di Marittimi italiani per aver attraversato lo stretto di Messina a bor ...
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don Marco Pratesi     (Omelia del 25-10-2015)
Ruminare i Salmi - Salmo 126,4 (XXX domenica del tempo ordinario, anno B)
Ruminare i Salmi - Salmo 126 (Vulgata / liturgia 125),4 - (XXX domenica del tempo ordinario, anno B) CEI Ristabilisci, Signore, la nostra sorte, come i torrenti del Negheb. TILC Cambia ancora, Signore, le nostre sorti come risvegli i torrenti nel deserto. Ebrei 5,5-6 Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli diss ...
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fr. Massimo Rossi     (Omelia del 25-10-2015)
Commento su Marco 10,46-52
Dopo aver guarito Bartimeo dalla cecità, Gesù fa il suo ingresso trionfale in Gerusalemme: una coincidenza? l'idea originale di Marco, di scegliere questo miracolo, tra i tanti, per riproporre il tema della luce che splende nelle tenebre e che il Signore portava nella Città Santa, ma che Gerusalemme rifiutò? La simbologia della luce costituisce indubbiament ...
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Agenzia SIR     (Omelia del 25-10-2015)
Commento su Marco 10,46-52
L'ultimo incontro prima di salire a Gerusalemme per la sua Pasqua. Prima c'erano stati gli incontri con degli sposi, con i bambini, con l'uomo ricco di beni; poi i dialoghi con i suoi e la richiesta di Giacomo e Giovanni; fino a questo mendicante cieco seduto lungo la strada. Gesù si rapporta con tutti e in fondo questo miracolo ha una carica simbolica poten ...
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CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 25-10-2015)
Commento su Ger 31,7-9; Sal 125; Eb 5,1-6; Mc 10,46-52
La liturgia odierna ci insegna che la vera fede non solo salva, ma attiva anche il dinamismo della conversione. L'uomo, da sempre, si presenta come un cieco a causa della sua esasperata ricerca della perfezione e della onnipotenza. E questo accadde da sempre, da Genesi sino ad oggi. L'odierna umanità e composta da una società che vanifica i motivi creativi ...
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