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(es. Mt 28,1-20):
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  II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO B)

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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Bianco
Scheda Agiografica: II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO B)
BP020 ;

I profeti chiamarono il Messia “principe della pace” (Is 9,5); affermarono che una pace senza fine avrebbe caratterizzato il suo regno (Is 9,6; 11,6). In occasione della nascita di Cristo, gli angeli del cielo proclamarono la pace sulla terra agli uomini di buona volontà (Lc 2,14). Gesù stesso dice: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo” (Gv 14,27).
Sul monte degli Ulivi, contemplando la maestà di Gerusalemme, Gesù, con le lacrime agli occhi e con il cuore gonfio, rimproverò il suo popolo: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace!” (Lc 19,42). La pace è il dono apportato dal Redentore. Egli ci ha procurato questo dono per mezzo della sua sofferenza e del suo sacrificio, della sua morte e della sua risurrezione. San Paolo afferma: “Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani siete diventati vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia” (Ef 2,13-14). Quando, risuscitato dai morti, si mostrò agli apostoli, Gesù offrì loro innanzi tutto la pace, prezioso dono del riscatto. Quando si mostrò a loro, disse ai suoi discepoli: “Pace a voi!”. Vedendoli spaventati e sperduti, li rassicurò dicendo loro che era proprio lui, risuscitato dai morti, e ripeté loro: “Pace a voi!”. Gesù ha voluto fare questo dono prezioso del riscatto - la pace - e l’ha fatto, non solo agli apostoli, ma anche a tutti quelli che credevano e avrebbero creduto in lui. È per questo che mandò gli apostoli a proclamare il Vangelo della redenzione in tutti i paesi del mondo, dando loro il potere di portare la pace dell’anima per mezzo dei sacramenti del battesimo e del pentimento, per mezzo dell’assoluzione dai peccati. Inoltre, in quell’occasione, Cristo soffiò sugli apostoli e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete, i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi” (Gv 20,21-23).
Beati coloro che credono in Dio senza averlo mai visto con i loro occhi, percepito con i loro sensi, compreso completamente con la loro intelligenza. La fede è una grazia; essa supera la conoscenza. La fede è un abbandonarsi con fiducia, non è un dato scientificamente dimostrato. Noi crediamo perché Dio si è rivelato e questa rivelazione è confermata dalla testimonianza di coloro che poterono essere presenti per decisione di Cristo e per ispirazione dello Spirito Santo, e cioè gli scrittori sacri, autori dei libri ispirati, e la Chiesa, alla cui testa si trova, in maniera invisibile, il Redentore stesso. Da ciò possiamo capire che la fede è meritoria e dunque benedetta. Infatti, accettare un sapere scientifico certo non costituisce in nessun modo un merito, mentre credere in qualcosa che non possiamo capire rappresenta un sacrificio e, perciò, un merito.
La benedizione della fede consiste nel fatto che essa ci unisce a Dio, ci indica la vera via di salvezza e ci libera così dall’angoscia del dubbio. La fede rende salda la speranza e, grazie ad essa, ci preserva dalla sfiducia, dalla tristezza, dallo smarrimento. La fede ci avvicina al soprannaturale e ci assicura così l’aiuto divino nei momenti più difficili. La fede ci innalza dalla vita materiale all’esistenza spirituale e ci riempie così di una gioia celeste.
Sulla terra, l’uomo è angosciato dal dubbio, dall’incertezza, dalla disperazione. Ma la fede lo libera da tutto questo. La fede lo rende pacifico e felice. Che cosa dobbiamo temere se Dio è con noi? La fede ci unisce a Dio e stabilisce uno stretto legame con lui. L’armonia con Dio sbocca, a sua volta, in un accordo con il proprio io, accordo che assicura una vera e propria pace interiore. Per giungere ad essa abbiamo bisogno, oltre che della fede, del pentimento che ci libera dai peccati riscattandoci. Perché è la colpa, il senso di colpa che suscita in noi l’inquietudine, e provoca tormenti spirituali, e ci procura rimorsi: tutto ciò è dovuto ad una coscienza appesantita dai peccati. La colpa non ci lascia in pace. Dice bene il profeta: “Non c’è pace per i malvagi” (Is 48,22). Mentre il salmo ci rassicura: “Grande pace per chi ama la tua legge” (Sal 119,165).

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Antifona d'ingresso
Come bambini appena nati
desiderate il genuino latte spirituale:
vi farà crescere verso la salvezza. Alleluia. (Cf. 1Pt2,2)

Oppure:
Entrate nella gioia e nella gloria e rendete grazie a Dio,
che vi ha chiamato al regno dei cieli. Alleluia. (Cf. 4 Esd 2, 36-37 Volg.)

Si dice il Gloria.


Colletta
Dio di eterna misericordia,
che ogni anno nella festa di Pasqua
ravvivi la fede del tuo popolo santo,
accresci in noi la grazia che ci hai donato,
perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza
del Battesimo che ci ha purificati,
dello Spirito che ci ha rigenerati,
del Sangue che ci ha redenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno B):
O Padre, che in questo giorno santo
ci fai vivere la Pasqua del tuo Figlio,
fa’ di noi un cuore solo e un’anima sola,
perché lo riconosciamo presente in mezzo a noi
e lo testimoniamo vivente nel mondo.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

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Prima lettura

At 4,32-35
Un cuore solo e un’anima sola.

Dagli Atti degli Apostoli

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 117

Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!

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Seconda lettura

1Gv 5,1-6
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.

Parola di Dio

Sequenza
[Facoltativa]

Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

Canto al Vangelo (Gv 20,29)
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Alleluia.

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Vangelo

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Gv 20,19-31
Otto giorni dopo venne Gesù.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Come la prima comunità cristiana, anche noi riuniti per celebrare l'Eucaristia invochiamo il Signore ricco di misericordia.
Preghiamo insieme dicendo: Ascolta, Signore, il tuo popolo.

1. Per la Chiesa sparsa nel mondo, perché nella diversità di culture e di lingue ritrovi la sua unità attorno al Vangelo e all'unico comandamento dell'amore, preghiamo.
2. Per le persone che si impegnano per costruire una società basata sulla giustizia, sulla solidarietà e sul rispetto dei più deboli, perché sentano la forza della fede come sostegno nei loro sforzi quotidiani, preghiamo.
3. Per tutti coloro che a causa di un dolore o di una sofferenza hanno smarrito la propria fede, perché sentano la forza della preghiera delle comunità cristiane al loro fianco che li guida alla riscoperta del volto di Cristo risorto, preghiamo.
4. Per coloro che si trovano in ristrettezza economica, perché trovino nella società persone capaci di pensare strategie nuove, capaci di superare la crisi nella condivisione e nella solidarietà, preghiamo.
5. Per tutti coloro che partecipano a questa Eucaristia, perché, passati attraverso il mistero della Pasqua, riconosciamo la presenza del Signore risorto nella nostra comunità radunata nel giorno del Signore, preghiamo.

Signore Gesù, morto e risorto per la nostra salvezza, ascolta la preghiera della tua Chiesa e manifesta ancora a tutti i prodigi del tuo amore. Tu, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Preghiera sulle offerte
Accogli, o Signore, i doni del tuo popolo
[e di questi nuovi battezzati]:
tu che ci hai chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo,
guidaci alla beatitudine eterna.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO PASQUALE I
Il mistero pasquale

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo giorno
nella quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
È lui il vero Agnello
che ha tolto i peccati del mondo,
è lui che morendo ha distrutto la morte
e risorgendo ha ridato a noi la vita.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l'umanità esulta su tutta la terra
e le schiere degli angeli e dei santi
cantano senza fine l'inno della tua gloria: Santo, ...

Nel Canone Romano, si dice il Communicantes proprio e l’Hanc ígitur propri.
Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio della Pasqua e dei neo-battezzati.


Antifona alla comunione
Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani;
tendi la tua mano e mettila nel mio fianco,
e non essere incredulo, ma credente! Alleluia. (Gv 20,27)


Preghiera dopo la comunione
Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale
che abbiamo ricevuto sia sempre operante nei nostri cuori.
Per Cristo nostro Signore.

Benedizione solenne
In questo santo giorno di Pasqua,
Dio onnipotente vi benedica
e, nella sua misericordia,
vi difenda da ogni insidia del peccato. R. Amen.

Dio che vi rinnova per la vita eterna,
nella risurrezione del suo Figlio unigenito,
vi conceda il premio dell’immortalità futura. R. Amen.

Voi, che dopo i giorni della passione del Signore
celebrate nella gioia la festa di Pasqua,
possiate giungere con animo esultante alla festa senza fine. R. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre. R. Amen.

Nel congedare l’assemblea, si canta o si dice:

Andate in pace. Alleluia, alleluia.

Oppure:
La Messa è finita: andate in pace. Alleluia, alleluia.

Oppure:
Portate a tutti la gioia del Signore risorto.
Andate in pace. Alleluia, alleluia.

R. Rendiamo grazie a Dio. Alleluia, alleluia.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Bella prof! - don Gianmario Pagano     (Omelia del 11-04-2021)
Tommaso: l'apostolo che ha creduto di più
...
(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 11-04-2021)
Commento su At 4,32-35; Sal 117; 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31
Leggendo le letture di oggi ho avuto un pensiero un po' presuntuoso ma ispirato dall'attenzione al loro significato: io invertirei l'ordine con il quale sono lette nella celebrazione liturgica!! Ciò non per spirito di ribellione o di bastiancontrarismo ma perché mi pare che dal testo del Vangelo di Giovanni scaturisca la ragione e il significato degli altri ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 11-04-2021)
E Se Avessimo Torto?
Clicca qui per la vignetta della settimana. Uno dei miei autori di fumetti preferito è Charles Schulz, inventore dei Peanuts. Ho ritrovato in rete una striscia nella quale Snoopy sta scrivendo un libro di teologia e Charlie Brown gli chiede se ha pensato ad un buon titolo. Snoopy quindi pensa il titolo perfetto e scrive "Vi è mai venuto in mente che potre ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 11-04-2021)
Video commento a Gv 20,19-31
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(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 11-04-2021)
Video commento a Gv 20,19-31
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(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 11-04-2021)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di padre Gianmarco Paris La sera di Pasqua i discepoli si trovavano insieme, in un luogo chiuso. Si erano dispersi dopo l'arresto di Gesù. Che cosa li ha spinti a ritrovarsi di nuovo insieme? Forse nel luogo dove avevano cenato per l'ultima volta con il maestro? Probabilmente è stata la notizia straordinaria che Mar ...
(continua)
Omelie.org (bambini)     (Omelia del 11-04-2021)

Buona domenica ragazzi! Se qualcuno oggi entrando in chiesa ci dicesse: "è finita la pandemia! Non c'è più il covid! Siamo tutti liberi!" Non sarebbe davvero una bella notizia? Molte persone riacquisterebbero gioia: Tutti vivremmo un senso di liberazione vera e propria. Insomma una gioia immensa per tutti. Ma pur essendo una bella notizia, qualcuno potrebb ...
(continua)
frate Attilio Gueli     (Omelia del 11-04-2021)
L'indulgenza della Misericordia
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(continua)
don Lucio D'Abbraccio     (Omelia del 11-04-2021)
Crediamo davvero in Dio?
In questa seconda Domenica di Pasqua, detta Domenica della Divina Misericordia, il Vangelo ci narra di due apparizioni di Cristo avvenute tutte e due nel cenacolo. Nella prima non era presente l'apostolo Tommaso. Quando gli altri gli narrano l'accaduto, egli se ne uscì con la ben nota dichiarazione: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 11-04-2021)
Fedeltà al dono dello Spirito
Il libro degli Atti degli Apostoli, che ci verrà ancora proposto in queste settimane, ci parla di una comunità cristiana ormai padrona di sé, cosciente della sua origine, del suo scopo e del suo obiettivo. Così manifesta di essere attraverso la sua missione e la sua organizzazione interna, che denotano in essa il contrassegno dello Spirito del Risorto. La Ch ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 11-04-2021)
"Senza ombra di dubbio!?
Dialoghi tra un prete qualsiasi e un cristiano qualsiasi, in una qualsiasi parrocchia di una parte qualsiasi del mondo (di proposito dico "qualsiasi" e non "qualunque", per evitare di essere tacciato di "qualunquismo"), in un'epoca qualsiasi, preferibilmente contemporanea: "Don... ho perso la fede, o comunque la sto perdendo". "Ah, sì? Mi spiace... e come ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 11-04-2021)
Le ferite e la fede
A volte capita, quando vado in visita alle famiglie per la benedizione, che viene ad aprire qualche ragazzo e dice "sono ateo, non sono credente..." Lo guardo con tenerezza, dialoghiamo un po' e mi trovo a riflettere "questo ragazzo ha ricevuto la cresima da pochi anni, forse nella crisi dell'adolescenza, forse risucchiato dal gruppo degli amici, forse perch ...
(continua)
don Domenico Bruno     (Omelia del 11-04-2021)
Non toccare per credere a Gesù
I discepoli erano inquieti perché la persona nella quale avevano riposto le loro speranze era morta. Sentivano come se colui per il quale avevano "perso" tre anni della loro vita li avesse delusi. Non riuscivano a trovare pace; ma proprio quando stavano per rassegnarsi sopraggiungeva qualcuno che diceva di aver visto Gesù risorto. Punto e daccapo: tormento, ...
(continua)
don Mario Simula     (Omelia del 11-04-2021)
Cercatore di senso e di prove
Sento molto vicino e amico Tommaso il "non credente" di Pasqua. E' il fratello col quale condivido la ricerca faticosa e quotidiana di chi vuole dare senso alla propria esistenza, partendo dal misterioso enigma della "tomba vuota". Assieme a lui mi sembra di essere sempre "un credente della soglia", che ha paura di entrare nel buio di quel sepolcro. La mi ...
(continua)
don Marco Scandelli     (Omelia del 11-04-2021)
#2minutiDiVangelo - 2 Domenica di Pasqua - Nessun male può essere più forte di Gesù
Commento al Vangelo della 2 Domenica di Pasqua - a cura di don Marco Scandelli #2minutiDiVangelo ---- Gv 20 19-31 ---- Gesù sapeva fin dall'inizio qual era l'unico modo per convincere Tommaso: prendere sul serio la sua incredulità e accompagnarlo in modo naturale alla fede. Anzitutto fa capire a Tommaso che per vedere Gesù bisogna rimanere nella C ...
(continua)
don Alessandro Farano     (Omelia del 11-04-2021)
Lectio Divina - II Domenica di Pasqua - Anno B
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(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 11-04-2021)
Credenti oggi
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(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 11-04-2021)

"Tutto quanto esiste è racchiuso nelle profondità della mia Misericordia più di quanto lo sia un infante nel grembo della madre". Sono parole rivolte da Gesù alla mistica polacca Faustina Kowalska. Egli afferma che nella nostra vita tutto ciò che ci circonda, il lavoro, la famiglia, gli affetti, la salute, il futuro, tutto è racchiuso nel suo amore Misericor ...
(continua)
fr. Massimo Rossi     (Omelia del 11-04-2021)
Commento su Giovanni 20,19-31
Il mistero della risurrezione ci accompagnerà per tutto il tempo pasquale. Oggi, Domenica "in albis" e, come la ribattezzò S.Giovanni Paolo II, domenica della "Divina Misericordia", ci misuriamo con una famosa pagina del Vangelo di Giovanni. Già lo sappiamo, il quarto Evangelista sviluppa una teologia dei misteri gloriosi, tutta sua... Per il discepolo c ...
(continua)
don Fabio Rosini     (Omelia del 11-04-2021)
Commento al Vangelo del 11 aprile
...
(continua)
Michele Antonio Corona     (Omelia del 11-04-2021)
Il vangelo fa nuove tutte le cose
Non raramente con rammarico constatiamo il passare del tempo, l'invadenza delle rughe, l'assalto di dolori muscolari e ossei, la precoce imbiancatura dei nostri capelli e la perdita progressiva di smalto nei movimenti, nei ritmi e nelle attività. Stiamo invecchiando è l'affermazione sconsolata che pronunciamo con profonda nostalgia. Lo scorrere inesorabile ...
(continua)
Frati Minori Cappuccini     (Omelia del 11-04-2021)

...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 11-04-2021)
Il risorto e gli apostoli paurosi e dubbiosi
Nella seconda domenica di pasqua chiamata in albis o della divina misericordia, il testo del vangelo, che abbiamo appena ascoltato, ci presenta le prime apparizioni di Gesù al gruppo degli apostoli. Apparizioni indicative della presenza costante e vigilante del Signore risorto in mezzo agli apostoli e a fianco alla chiesa nascente, che sulla risurrezione fo ...
(continua)
mons. Erio Castellucci diocesi di Modena-Nonantola     (Omelia del 11-04-2021)
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa
...
(continua)
Missionari della Via     (Omelia del 11-04-2021)
Dalla colpa al perdono
...
(continua)
Missionari della Via     (Omelia del 11-04-2021)

Questa seconda domenica di Pasqua ci aiuta a cogliere i frutti della Pasqua del Signore: il dono dello Spirito alla Chiesa, la remissione dei peccati e la presenza del Risorto in mezzo a noi, specie nell'assemblea liturgica domenicale. Il Risorto entra a porte chiuse e va quasi a "stanare" i discepoli rinchiusi nella paura e donando loro la pace. Lui è la fo ...
(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 11-04-2021)

Tommaso mi è simpatico, perché è l'unico che non ha paura di uscire e perché è spontaneo. Passa per quello che non ha creduto senza vedere, ma in realtà, nessuno ha creduto senza prima aver visto. In fondo Tommaso è quello che ci dice che per credere, ho bisogno di un'esperienza personale. Il segno che ho fatto un'esperienza è che cambia non solo la mia fede ...
(continua)
don Michele Cerutti     (Omelia del 11-04-2021)
Commento su Giovanni 20,19-31
Mi rendo sempre più conto, ogni qualvolta che celebriamo la Pasqua, che la Chiesa da duemila anni ci esorta con una bella predicazione a vivere da Risorti e lo fa avvalendosi anche di una profonda produzione di documenti che sicuramente con il passare del tempo cresce sempre di più. Non voglio affermare che questo non sia importante, ma che aumenta, nel con ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 11-04-2021)
Mio Signore e mio Dio
Gesù non smette mai di sorprendere. I discepoli lo hanno abbandonato, tradito e rinnegato, ma Lui li va cercare e si presenta in mezzo a loro. Risorto. Vivo. Bellissimo. Sulle sue labbra nemmeno una parola di rimprovero o di delusione, il Risorto annuncia la pace, soffia su di loro lo Spirito Santo e, nonostante ne abbiano fatte di tutti colori, li invia in ...
(continua)
don Gaetano Luca (Amore)     (Omelia del 11-04-2021)

...
(continua)
diac. Vito Calella     (Omelia del 11-04-2021)
Le quattro nascite della nostra fede
Siamo nati una sola volta, essendo stati sospinti fuori da quell'utero materno che ci ha custoditi per nove mesi. All'uscire siamo stati bagnati dall'acqua e dal sangue delle doglie del parto della nostra cara mamma. È stata un'esperienza indimenticabile per lei, che ci ha visti venire alla luce. Generalmente in ciascuno di noi continua a persistere nel temp ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 11-04-2021)
Le ferite del Risorto, alfabeto d'amore
I discepoli erano chiusi in casa per paura. Paura dei capi dei giudei, delle guardie del tempio, della folla volubile, dei romani, di se stessi. E tuttavia Gesù viene. In quella casa dalle porte sbarrate, in quella stanza dove manca l'aria, dove non si può star bene, nonostante tutto Gesù viene. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con ...
(continua)
don Alfonso Giorgio Liguori     (Omelia del 11-04-2021)
Pace a voi!
...
(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 11-04-2021)
Con Tommaso otto giorni dopo
Otto giorni dopo avere celebrato la risurrezione di Gesù, quindi oggi, si legge il vangelo (Giovanni 20,19-31) che riferisce quanto accadde otto giorni dopo la prima manifestazione del Risorto ai suoi apostoli. "Tommaso, uno dei Dodici, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: 'Abbiamo visto il Signore!' Ma egli disse loro: 'Se n ...
(continua)
Diocesi di Vicenza     (Omelia del 11-04-2021)
La Parola - Commento al Vangelo di Giovanni (Gv 20,19-31)
...
(continua)
Paolo De Martino     (Omelia del 11-04-2021)
Il Risorto viene in cerca proprio di te
I vangeli di queste domeniche si pongono una grande domanda: Come possiamo incontrare il Risorto?". Dove e in che modo? Dal mattino di Pasqua si passa alla sera di quello stesso giorno. Solo Giovanni racconta che Gesù apparve in mezzo ai suoi entrando a porte chiuse (kleio=sprangare con una sbarra). I discepoli, nonostante la notizia sconvolgente dell'ange ...
(continua)
don Claudio Luigi Fasulo     (Omelia del 11-04-2021)
Risorgere nella fede per risorgere nella vita (seconda domenica di Pasqua)
...
(continua)
don Gianfranco Calabrese     (Omelia del 11-04-2021)
Video commento su Giovanni 20,19-31
...
(continua)
don Nicola Salsa     (Omelia del 11-04-2021)
Se non vedo, non credo (Gv 20,19-31)
...
(continua)
padre Fernando Armellini     (Omelia del 11-04-2021)
Videocommento su Gv 20,19-31
...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 08-04-2018)

Il significato del mistero pasquale nel vangelo si dischiude nell'apertura di futuro in una situazione chiusa e disperata: si ricrea una comunità; si ripara e restaura un legame di fiducia. Appare un Dio più aperto al futuro che al computo dei peccati. L'annuncio della resurrezione di Gesù diventa memoria di futuro nelle vite dei discepoli e resurrezione del ...
(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 08-04-2018)
Non ci posso credere!
Metti qui il tuo dito È con una certa violenza che il Caravaggio racconta l'episodio di Tommaso: Gesù con la destra discosta la veste dal costato e con la sinistra afferra la mano di Tommaso costringendolo a inserire il suo dito dentro la ferita aperta. Con una fisicità esasperata, Tommaso viene costretto da Gesù a infilare il dito fin sotto la pelle, ben ...
(continua)
Sulla strada - TV2000     (Omelia del 08-04-2018)
Commento su Giovanni 20,19-31
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(continua)
don Domenico Bruno     (Omelia del 08-04-2018)
In bilico tra santi e falsi dei
Il filo sul quale cammina la fede della Chiesa (ovvero tutti noi) è molto sottile. In effetti un po' tutti abbiamo delle credenze "particolari", dei riti ai quali ci affidiamo per svariati motivi, magari per salutarci con degli amici o prima di vedere una partita, atteggiamenti pagani, superstiziosi, o presi in prestito da altre religioni. Preferiamo, add ...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 08-04-2018)
Audio commento alla liturgia - Gv 20,19-31
Clicca qui per scaricare il commento in formato MP3.Per ascoltare il commento, clicca sul play sulla sinistra del lettore: ...
(continua)
don Luca Garbinetto     (Omelia del 08-04-2018)
La fede della Chiesa nel Risorto
Gesù venne e ?stette in mezzo'. In mezzo alla comunità riunita, in mezzo alla Chiesa. Costi quel che costi: in mezzo si può essere anche di impiccio, si potrebbe rischiare di dare fastidio. Ma Gesù Risorto ci sta, e non se ne va più. Perché desidera stare con noi. Perché desidera che noi stiamo con Lui. Per sempre. Gesù sta in mezzo, e consegna i doni dello ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 08-04-2018)
Bigotti? Anche no...
I nostri fratelli d'Oltralpe, i Francesi, sono sempre stati notoriamente critici di fronte a ogni forma di religiosità "di massa", o a espressioni di fede puramente devozionali o identitarie, intorno alle quali, cioè, un popolo costruisce la propria cultura e tradizione. A questa popolazione e alla loro antica lingua romanza si deve un termine divenuto popol ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 08-04-2018)
Segni di morte diventano segni di vita
Clicca qui per la vignetta della settimana. Ammetto che sono un fifone quando si tratta di malattie e di vedere persone che stanno male e con ferite. Ricordo bene quando, anni fa, andai a trovare un ragazzo ricoverato all'ospedale per un incidente. Aveva diverse fasciature, soprattutto al collo. Non mostrata nulla di particolarmente evidente, ma tra il ra ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 08-04-2018)
Video commento a Gv 20,19-31
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(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 08-04-2018)
Video commento a Gv 20,19-31
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(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 08-04-2018)
Otto giorni dopo: la mano nel fianco
Oggi, otto giorni dopo avere celebrato la risurrezione di Gesù, si legge il vangelo (Giovanni 20,19-31) che riferisce quanto accadde otto giorni dopo la prima manifestazione del Risorto ai suoi apostoli. "Tommaso, uno dei Dodici, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevnno gli altri discepoli: 'Abbiamo visto il Signore!' Ma egli disse loro: 'Se non vedo ...
(continua)
diac. Vito Calella     (Omelia del 08-04-2018)
Credere come "consegna" e "conversione"
Cosa vuol dire credere? Credere è la "consegna" della nostra iniziativa umana autosufficiente all'iniziativa divina e gratuita dello Spirito Santo che abita in noi. Credere è un'esperienza di conversione, di cambiamento del nostro modo di essere e agire. Il Vangelo di Giovanni di questa domenica di Pasqua mette in evidenza la figura di Tommaso e l'esperie ...
(continua)
don Fabio Rosini     (Omelia del 08-04-2018)
Audio commento al Vangelo del 8 aprile 2018
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(continua)
don Alessandro Farano     (Omelia del 08-04-2018)
Video commento - II Domenica di Pasqua - Anno B
Un ulteriore commento alla Parola di Dio domenicale: http://annunciatedaitetti.blogspot.it ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 08-04-2018)
Perdono, riconciliazione e carità: questa è la Domenica della Divina Misericordia
Come è noto, San Giovanni Paolo II, Papa, ha dedicato la Domenica in Albis, ottava di Pasqua, alla Divina Misericordia. Ed oggi noi celebriamo questa speciale Domenica per ricordare a noi che il Dio in cui noi crediamo è un Dio che ci perdona, perché ci ama profondamente e non vuole che nessuno dei suoi figli vada perduto nel fuoco eterno dell'Inferno. In ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 08-04-2018)
Gesù non si scandalizza davanti ai dubbi di Tommaso
Otto giorni dopo venne Gesù, a porte chiuse. Mi conforta pensare che, se anche trova chiuso, Lui non se ne va, ma continua il suo assedio dolce e implacabile. Otto giorni dopo è ancora lì: l'abbandonato ritorna da quelli che sanno solo abbandonare, il tradito ritorna da quelli che lo hanno consegnato ai nemici. Venne e stette in mezzo a loro. Le sue apparizi ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 08-04-2018)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Giuseppe Di Stefano Arriviamo a questa II domenica di Pasqua dopo aver celebrato per una settimana intera il grande "giorno fatto dal Signore", in cui le labbra non possono esprimere altro che esultanza e lode. E' talmente grande e sorprendente il fatto della risurrezione di Gesù che ci vuole tempo per celebrar ...
(continua)
Omelie.org (bambini)     (Omelia del 08-04-2018)

Le prime parole che Gesù pronuncia ai suoi discepoli che si erano nascosti per paura di fare la stessa fine del loro Maestro, sono: "Pace a voi". Non dice: "La pace sia con voi", nel senso che augura, che spera che la pace sia con loro... cioè, non li invita a fare la pace se per caso qualcuno avesse avuto un qualcosa che non andava nei confronti di un altr ...
(continua)
don Roberto Fiscer     (Omelia del 08-04-2018)
#StradeDorate - Commento su Giovanni 20,19-31
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(continua)
Missionari della Via     (Omelia del 08-04-2018)

È domenica: i discepoli di Gesù, frastornati dalla passione e anche per paura di essere arrestati dai Giudei, sono rinchiusi in una stanza. Ma Gesù risorto entra a porte chiuse e dice: pace a voi. Non è solo un augurio, ma un dono: mostra le sue ferite gloriose, come fossero i suoi "trofei" e rasserena i suoi, come a dire: tranquilli, vi amo comunque e sono ...
(continua)
don Domenico Luciani     (Omelia del 08-04-2018)
Video commento su Gv 20,19-31
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(continua)
Diocesi di Vicenza     (Omelia del 08-04-2018)
La Parola - Commento al Vangelo di Giovanni (Gv 20,19-31)
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(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 08-04-2018)
La nuova beatitudine
Oggi ci viene promessa una nuova beatitudine: quella del credere senza vedere." Beati quelli che crederanno senza aver visto". Ed è proprio quella che possiamo mettere in pratica noi del ventunesimo secolo che con gli occhi della carne, non abbiamo mai visto Gesù, né morto, né vivo né risorto. Ma crediamo che è morto, è vivo ed è risorto. E' questo la fede: ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 08-04-2018)
Resistenza al dubbio
La liturgia seguita a illustrarci il mistero della Pasqua e lo fa ponendo alla nostra attenzione da un lato l'organizzazione della prima comunità apostolica man mano che prosegue nella sua missione di annuncio di Gesù Risorto, dall'altro le varie apparizioni di Gesù o altro pertinente il seguito della Resurrezione. Il libro degli Atti degli Apostoli illustra ...
(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 08-04-2018)
Commento su At 4,32-35; Sal 117; 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31
Potremmo definire questa 2a domenica come "Il problema della fede", oppure "la trasmissione della fede", e andrebbero bene tutti e due. Se si parlassi del se dubbioso di Tommaso, l'uomo di oggi, che di fronte alla notizia della risurrezione di N.S.G.C., esclama il famoso "se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e non metto il mio dito nel segno dei ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 08-04-2018)
Video commento a Gv 20,1-9
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(continua)
fr. Massimo Rossi     (Omelia del 08-04-2018)
Commento su Giovanni 20,19-31
Il racconto dell'apparizione del Risorto a Tommaso risente di una modalità letteraria tipica del quarto evangelista: l'utilizzo di un personaggio, come figura collettiva, per presentare cioè un atteggiamento non solo individuale, ma diffuso... L'apostolo incredulo è la personificazione del dubbio dei discepoli - oggi parliamo del dubbio dei fedeli - riguardo ...
(continua)
don Gianfranco Calabrese     (Omelia del 08-04-2018)
Video commento su Giovanni 20,19-31
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(continua)
Carla Sprinzeles     (Omelia del 08-04-2018)
Commento su Atti 4,32-35; Gv 20,19-31
La Pasqua, la risurrezione di Gesù è un evento storico non rappresentabile. Per noi il termine "risurrezione" si riferisce a un morto a cui è restituita la vita terrena, riferito a Gesù, è diverso. Vuole dire che egli ha vissuto la sua morte ignominiosa con una tale fiducia nella forza di amore di Dio da farla esplodere come nuovo inizio, nel momento della ...
(continua)
don Claudio Luigi Fasulo     (Omelia del 08-04-2018)
Audio commento alla seconda domenica di Pasqua (anno B - Gv 20,19-31)
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(continua)
Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 12-04-2015)
Commento su 1Gv 5,1-6
Collocazione del brano In queste domeniche di Pasqua dell'anno B ci accompagna la prima lettera di Giovanni. L'autore della lettera non dichiara mai il proprio nome, ma la tradizione antica e i contenuti della lettera ci orientano verso Giovanni apostolo ed evangelista. Sono forti infatti le somiglianze con il IV vangelo. La lettera sarebbe stata scritta p ...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 12-04-2015)
Audio commento alla liturgia - Gv 20,19-31
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(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 12-04-2015)
La nostra fede vince il mondo
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(continua)
mons. Gianfranco Poma     (Omelia del 12-04-2015)
Pace a voi!
Nella seconda domenica di Pasqua leggiamo il brano che conclude il Vangelo di Giovanni (Giov.20,19-31), con la dichiarazione del motivo che ha guidato l'autore nel comporre la sua opera: non intende esaurire la narrazione dei segni compiuti da Gesù ma piuttosto aprire gli occhi dei suoi lettori alla luce che ha illuminato i suoi, per vedere nel crocifisso il ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 12-04-2015)
Commento su Gv 20, 26-29
«Poi Gesù disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente!". Gli rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!"». Gv 20, 26-29 Come vivere questa Parola? Il pro ...
(continua)
don Michele Cerutti     (Omelia del 12-04-2015)

La domenica in albis (o della Divina Misericordia) è, nell'anno liturgico, la seconda domenica di Pasqua, cioè la domenica che segue tale solennità. Noi oggi viviamo questa domenica. La locuzione latina in albis (vestibus), significa nella sua traduzione letterale in bianche (vesti). Ai primi tempi della Chiesa, infatti, il battesimo era amministrato durant ...
(continua)
don Nazareno Galullo (giovani)     (Omelia del 12-04-2015)
Ho poca fede come Tommaso, o ho paura come Pietro?
Se non vedo non credo! Eh si, chissà quante volte, magari senza troppo dirlo in giro, lo abbiamo pensato anche noi. Magari quando abbiamo pensato che in quella situazione ci avrebbe aiutato Dio...e invece nulla. Se vedessi qualche miracolo, probabilmente crederei. In molti la pensano così. Forse anche tu. Vorresti vedere il pane dell'Eucaristia (l'Ostia) tr ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 12-04-2015)
Gesù è risorto non solo a parole
Clicca qui per la vignetta della settimana. Un amico missionario mi ha ricordato che proprio in questi giorni ricorre il trentesimo anniversario della morte nelle Filippine di un giovane missionario del PIME (pontificio istituto missione estere), Padre Tullio Favali, originario di Mantova. Padre Favale è una delle tante vittime della violenza che in varie ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 12-04-2015)
Con grande forza davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù
Il vangelo ci riporta due incontri fondamentali di Gesù Risorto, quando appare nel Cenacolo ai suoi apostoli la sera di Pasqua e otto giorni dopo. La sera di Pasqua: si presenta già con il suo corpo glorioso, porta e augura la pace. Ce n'è tanto bisogno nel cuore degli apostoli, sconcertarti per quanto è avvenuto; c'è sempre tanto bisogno di pace. Una pac ...
(continua)
don Roberto Fiscer     (Omelia del 12-04-2015)
#StradeDorate - Commento su Giovanni 20,19-31
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(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 12-04-2015)
Quelle ferite di Gesù sono l'alfabeto dell'amore
I discepoli erano chiusi in casa per paura dei Giudei. La paura è la paralisi della vita. Ciò che apre il futuro e fa ripartire la vita sono invece gli incontri. Gesù lo sa bene. I suoi sono scappati tutti, l'hanno abbandonato: che cosa di meno affidabile di quel gruppetto allo sbando? E tuttavia Gesù viene. È una comunità dove non si può stare bene, porte ...
(continua)
dom Luigi Gioia     (Omelia del 12-04-2015)
Otto giorni dopo venne Gesù
Due volte il vangelo di oggi sottolinea il fatto che i discepoli si trovavano dietro delle porte chiuse. Queste porte erano chiuse - ci viene detto - per timore dei Giudei, ma in realtà erano chiuse alla speranza. Se i discepoli avessero atteso qualcuno, se i discepoli avessero atteso Gesù, avrebbero lasciato almeno uno spiraglio aperto; avrebbero lasciato a ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 12-04-2015)
Caro Tommaso...
Congiunzione subordinativa condizionale: la grammatica che studiavamo a scuola ci dà questa definizione di una particella tanto insignificante quanto di fondamentale importanza come la congiunzione "se". Pare proprio una sillaba da nulla, e invece - se andiamo a sviscerarla - si rivela in tutta la sua "cattiveria". Innanzitutto, è una congiunzione che fa tut ...
(continua)
don Domenico Luciani     (Omelia del 12-04-2015)
Video commento su Gv 20,19-31
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(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 12-04-2015)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura delle Clarisse di Via Vitellia Arriviamo a questa II domenica di Pasqua dopo aver celebrato per una settimana intera il grande "giorno fatto dal Signore", in cui le labbra non possono esprimere altro che esultanza e lode. E' talmente grande e sorprendente il fatto della risurrezione di Gesù che ci vuole tempo per ce ...
(continua)
Omelie.org (bambini)     (Omelia del 12-04-2015)

L'evangelista Giovanni inizia oggi il vangelo con queste parole: "La sera di quel giorno, il primo della settimana". Chi di voi mi sa dire a quale giorno si riferisce? Alla domenica di Risurrezione. Giovanni dunque oggi ci sta raccontando ancora quello che è successo il giorno di Pasqua. La resurrezione di Gesù è un avvenimento così grande e fondamentale ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 12-04-2015)
Video commento a Gv 20,19-31
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(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 12-04-2015)
Video commento a Gv 20,19-31
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(continua)
don Giorgio Zevini     (Omelia del 12-04-2015)
Video commento a Gv 20, 19-31
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(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 12-04-2015)
Segni scritti e segni di oggi
Questi sono stati scritti Dalla sua esperienza personale Giovanni ha raccolto e raccontato sette segni compiuti da Gesù: il primo nelle nozze di Cana, il secondo, di cui si tiene il conto, ancora a Cana quando guarì il figlio del funzionario di Cafarnao, poi il risanamento dell'infermo lungo la piscina di Betzetà, la distribuzione dei pani e dei pesci, la c ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 12-04-2015)
O Dio di infinita misericordia, perdonaci
La seconda domenica di Pasqua per decisione di San Giovanni Paolo II, papa, è stata indicata, da un punto di vista liturgico, della divina misericordia. Il Risorto, che appare agli apostoli, con i segni della passione, il giorno stesso della sua risurrezione, si rivolge ai suoi discepoli, ma manca Tommaso, ancora frastornati e dubbiosi, con queste consola ...
(continua)
Diocesi di Vicenza     (Omelia del 12-04-2015)
La Parola - commento a Gv 20, 19-31
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(continua)
don Lello Ponticelli     (Omelia del 12-04-2015)
Prediche senza Pulpito - Gv 20,19-31
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(continua)
padre Giuseppe De Nardi     (Omelia del 12-04-2015)
Sulla Tua Parola - Gv 20,19-31
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(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 12-04-2015)

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(continua)
don Marco Pratesi     (Omelia del 12-04-2015)
Ruminare i Salmi - Salmo 118,18 (II domenica di Pasqua, anno B)
CEI Il Signore mi ha castigato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte. TILC Il Signore mi ha colpito duramente, ma non mi ha lasciato morire. 1Giovanni 5,3 In questo consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Giovanni 20,27 Gesù disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie man ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 12-04-2015)
Provare per credere o credere per provare?
Provare per credere, diceva un vecchio slogan. Quando si è scettici su una testimonianza o su un fatto raccontato, quando non si reputano sufficienti alcuni elementi di prova o non soddisfano certi argomenti atti a convincerci di una verità che ci viene propinata, si vuole immediatamente andare a controllare e possibilmente indagare sui fatti. E occorre amme ...
(continua)
fr. Massimo Rossi     (Omelia del 12-04-2015)
Commento su Giovanni 20,19-31
"Pace a voi!" Dunque, il Signore risorto si fa riconoscere attraverso le sue ferite... Vi confesso che non ci avevo mai pensato granché: il Figlio di Dio avrebbe potuto manifestarsi in tutta la sua gloria, come sul monte Tabor, in occasione della trasfigurazione; ora era finalmente il Cristo, non gli mancava più nulla; il Padre lo aveva glorificato richia ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 12-04-2015)
Commento su Giovanni 20,19-31
L'incontro di Gesù risorto con Tommaso, il discepolo restio a credere nella risurrezione, sintetizza emblematicamente la complementarietà di vedere e credere. "Poiché mi hai veduto, tu hai creduto" (Gv 20, 29). Tommaso e gli altri testimoni oculari vedono e credono. Poi, in base alla loro testimonianza, credono tutti gli altri seguaci di Gesù: "Non prego sol ...
(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 12-04-2015)
Una domenica e un anno sulla misericordia
Come è noto, qualche settimana fa il papa ha indetto a sorpresa un Anno Santo straordinario. Egli parla spesso dell'infinita misericordia di Dio, che tende le sue braccia a tutti e, se accoglie qualcuno con maggior calore, è proprio chi della sua misericordia ha più bisogno. L'imminente giubileo trae motivo da questo suo ripetuto richiamo: ecco perché l'ha v ...
(continua)
padre Fernando Armellini     (Omelia del 00-00-0000)
Videocommento su Gv 20,19-31
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(continua)