LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Sabato della XVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO186 ;
All'inizio della prima lettura di oggi riconosciamo il passo del Deuteronomio che Gesù citò per rispondere allo scriba che gli chiedeva quale fosse il primo di tutti i comandamenti. "Gesù rispose: U primo è: Ascolta Israele, (traduco poi letteralmente) Signore (senza l'articolo, preso cioè come nome proprio per tradurre il nome sacro JHWH che pronunciamo Iavé), Signore nostro Dio è Signore unico e amerai Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta k tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza" (Mc 12, 293 O). Gesù poi aggiunse il secondo comandamento, quello dell'amore per il prossimo, inseparabile dal primo.
L'importanza fondamentale della frase del Deuteronomio è stata riconosciuta dalla tradizione ebraica, che ne ha fatto l'inizio di una preghiera quotidiana per gli Ebrei.
Effettivamente, troviamo li una rivelazione straordinaria. I primi libri della Bibbia non parlavano di amare Dio, ma solo di temerlo e di servirlo. Quando Giacobbe, coricato in un certo luogo, ebbe un sogno in cui il Signore gli stava davanti, provò svegliandosi una grande paura e disse: "Quanto è terribile questo luogo!" (Gn 28,1117). Quando Mosè, nell'episodio del roveto ardente, sentì la voce di Dio, "si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio" (Es 3, 6). Similmente, quando Dio si manifestò sul Sinai per dare la sua legge, "il popolo vide, fu preso da tremore e si tenne lontano. Allora dissero a Mosè: Parla tu a noi e noi ti ascolteremo, ma non ci parli Dio, altrimenti moriremo" (Es 20, 1819). Il Deuteronomio ricorda questa scena poco prima di comunicarci la rivelazione nuova che, invece di inculcare il timore, mette sulla via dell'amore. La grandezza di Dio, la sua onnipotenza, la sua santità sembravano escludere la possibilità dell'amore. e pure Dio ha chiesto di essere amato dal suo popolo non soltanto temuto, o rispettato, o ammirato. Non è forse impressionante questa richiesta di Dio, la quale cambia completamente il genere della relazione con lui? Evidentemente Dio ha lentamente preparato questa sua imprevedibile richiesta. Per poter essere amato, Dio si è fatto conoscere; ha stabilito un rapporto personale con Abramo, dimostrandogli una meravigliosa benevolenza, per lui stesso e per la sua discendenza; gli ha fatto promesse straordinarie e non ha più cessato in seguito di interessarsi dei figli di Abramo, per guidarli, per proteggerli, difenderli, liberarli, colmarli di benefici. In una parola, Dio si è mostrato pieno di amore, un amore generoso, tenero e forte.
Perciò Dio può chiedere di essere amato. Lo chiede non per profitto suo, ma per puro amore, cioè per poter dare ancora di più, per poter dare se stesso a noi e introdurci nella sua vita d'amore. Se una persona riceve i doni di un'altra senza corrispondere con amore all'amore che i doni manifestano, la relazione rimane insoddisfacente. Chi vuoi donare non può comunicare i beni più preziosi, che non sono materiali, bensì personali e spirituali. Il massimo bene, il più prezioso è proprio la piena comunione interpersonale. Il resto è econdario.
"Amerai Iavé tuo Dio". Egli si è fatto veramente tuo e vuoI diventarlo sempre più, per farti vivere pienamente, nella fiducia, nella gioia, nella comunione con lui e con tutti.
Lo amerai "con tutto il tuo cuore". Solo Dio può essere amato veramente con tutto il cuore, senza la minima riserva; perché solo lui è tutto bontà, bontà infinita. Nel nostro mondo terreno tutte le creature hanno i loro limiti e anche i loro difetti, che rendono impossibile amarle senza nessuna riserva. Dio invece è degno di un amore illimitato. Lo posso amare con tutto il mio essere, perché è proprio lui ad avermi dato tutto il mio essere, per puro amore. Di nessun'altra persona si può dire altrettanto. Certe persone mi hanno dato doni preziosissimi con molto affetto, ma nessuna mi ha dato tutto il mio essere. E continuamente Dio mi dà tutto: l'aria che respiro, la luce che rallegra i miei occhi, il mondo e le sue meraviglie, le persone che mi circondano. Dappertutto l'amore di Dio mi viene incontro e desidera comunicarsi a me. Propriamente parlando, amare Dio non è un comandamento, è piuttosto una vocazione, che corrisponde all'aspirazione più profonda del nostro essere. D'altra parte, amare Dio con tutto il cuore è un'opera di lunga lena, perché presuppone l’eliminazione completa del nostro egoismo, il che non si può fare in un batter d'occhio. Ma ogni progresso in questa direzione è una vittoria che riempie il cuore di vera gioia.

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Antifona d'ingresso
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
Signore, non tardare. (Sal 70,2.6)


Colletta
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce suo pastore e guida;
rinnova l’opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Dt 6,4-13
Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore.

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.
Quando il Signore, tuo Dio, ti avrà fatto entrare nella terra che ai tuoi padri Abramo, Isacco e Giacobbe aveva giurato di darti, con città grandi e belle che tu non hai edificato, case piene di ogni bene che tu non hai riempito, cisterne scavate ma non da te, vigne e oliveti che tu non hai piantato, quando avrai mangiato e ti sarai saziato, guàrdati dal dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile.
Temerai il Signore, tuo Dio, lo servirai e giurerai per il suo nome».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 17

Ti amo, Signore, mia forza.

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.

Canto al Vangelo (2Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 17,14-20
Se avrete fede, nulla vi sarà impossibile.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dopo aver ascoltato la parola di Dio e prima di celebrare l'eucaristia, eleviamo al Signore la nostra preghiera. Preghiamo insieme e diciamo:
Aumenta la nostra fede, o Signore.

Per la Chiesa di Cristo, perché non perda mai la certezza che il regno di Dio è già presente nella storia, e cresce ogni giorno con la forza dello spirito del Risorto. Preghiamo:
Per i paesi ricchi dell'occidente, perché riscoprano la spiritualità della mortificazione e del digiuno come apertura dello spirito e generosità verso i poveri. Preghiamo:
Per le comunità cristiane, perché di fronte a questa parola di Cristo si interroghino sulla qualità della loro fede. Preghiamo:
Per i nostri fratelli ammalati o comunque sofferenti, perché scoprano i segni dell'amore di Dio anche nella prova e nel dolore che li unisce a Cristo, servo e sofferente. Preghiamo:
Per la nostra comunità, perché sensibile ai bisogni dell'uomo e attenta alle diverse situazioni, interceda con autentica fede per muovere la compassione di Dio. Preghiamo:
Perché il Signore ascolti le preghiere delle mamme e dei papà.
Per la purificazione della nostra fede.

Signore di infinita misericordia, che tieni sempre aperti i tuoi occhi sul mondo, attiraci al tuo amore e facci sperimentare ogni giorno la tua paterna presenza. Per cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale,
il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


Antifona di comunione
Ci hai mandato, Signore, un pane dal cielo,
un pane che porta in sé ogni dolcezza e soddisfa ogni desiderio. (Sap 16,20)


Preghiera dopo la comunione
Accompagna con la tua continua protezione, Signore,
il popolo che hai nutrito con il pane del cielo,
e rendilo degno dell’eredità eterna.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 12-08-2017)
Per la vostra poca fede
La Lettera agli Ebrei, legge la storia degli uomini di Dio, e afferma che nella loro vita tutto è stato per fede. Nulla è avvenuto in essi senza la fede. Possiamo dire allora che la fede è il vero germe della vita. Per la fede dal nostro piccolissimo seme nasce un albero così grande che può divenire ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 08-08-2015)

Certo che abbiamo poca fede, Signore, adesso te ne accorgi? Certo che fatichiamo a credere con lo sguardo luminoso che ti ha caratterizzato e che ti invidiamo. Certo che facciamo un sacco di pasticci pensando di sostituirci a te, ci mancherebbe. Inutili servi, non nel senso di poco utili ma di inser ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 08-08-2015)
Per la vostra poca fede
A Gesù viene chiesto di guarire un giovane ammalato di epilessia. La sua risposta è immediata: "O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me". È come se Gesù fosse stanco di questa generazione. È come se fosse divenuto per lui u ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 11-08-2012)
Commento su Matteo 17,14-20
Ho sempre ammirato l'umiltà degli apostoli. Invece di scrivere dei vangeli inneggianti alla loro stessa tempra spirituale, non temono di raccontare le loro figuracce. Perché a loro non importa essere ricordati per la loro integrità, ma annunciare la presenza del Maestro. Il racconto di oggi è impiet ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 11-08-2012)
Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?
La fede è la vita della preghiera. Essa può essere paragonata al germe della vita che vi è in ogni seme. Se questo germe viene distrutto, nessuna vita mai sboccerà dal seme. Così dicasi di ogni preghiera. Elevata a Dio senza fede, non produce alcun esaudimento. Nessun dono di grazia è concesso ad un ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 11-08-2012)
Commento su Matteo 11,25-30
Il brano si articola sull'impotenza dei discepoli di guarire il fanciullo a causa della loro poca fede (v. 20), nel mezzo di una generazione senza fede (v. 17) e conclude presentando la potenza della vera fede (v. 20). Per Matteo questo ragazzo è simbolo del popolo d'Israele incredulo (cfr Dt 32,5) ...
(continua)