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LITURGIA

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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Sant'Ignazio di Antiochia

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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Rosso
Scheda Agiografica: Sant'Ignazio di Antiochia
S1017 ; PO291

Nelle tre virtù teologali la speranza si trova tra la fede e la carità: si appoggia alla fede e dà slancio alla carità. Avere molta speranza è come orientarsi verso la cima di una montagna: chi vuoi raggiungerla desidera superare tutti gli ostacoli per poter contemplare il meraviglioso panorama che si gode dall'alto.
Sant'Ignazio d'Antiochia era colmo di un'immensa speranza; non assomigliava a quelli che san Paolo descrive nella lettera ai Filippesi, privi di speranza perché sono "tutti intenti alle cose della terra". Nella lettera agli Efesini san Paolo attribuisce alla mancanza di speranza tutta l'immoralità del mondo pagano: non avendo speranza, si sono abbandonati ai loro desideri impuri, che li trascinano in basso. I cristiani invece sono uomini e donne ricchi di una grande speranza, sanno di essere cittadini del cielo "e di là aspettano come Salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso".
Anche il Signore, nel Vangelo di oggi, ci anima a una grande speranza: la speranza di conservare la nostra vita per la vita eterna, di essere con lui dove egli e, cioè nella gloria del Padre, di essere onorati dal Padre: "Se uno mi serve, il Padre lo onorerà". "Chi ha questa speranza dice san Giovanni si conserva puro". E la speranza a dare la forza di resistere alle tentazioni, a dare il coraggio di resistere nelle difficoltà. Nella Colletta della messa di oggi chiediamo a Dio che la passione di sant'Ignazio di Antiochia sia per noi fonte di fortezza nella fede. Perché possiamo pregare cosi? Perché essa è una manifestazione di grande speranza. Sant'Ignazio ha avuto il coraggio di perdere la vita per guadagnarla. Scrivendo ai Romani egli dice:
"C'è in me un'acqua viva che mi sussurra: Vieni al Padre!". E l'espressione della sua speranza: la parola di Cristo è diventata in lui come una sorgente che vuol zampillare fino al Padre. Egli ardeva dal desiderio di guadagnare Cristo e per questo vedeva la necessità di essere simile a lui nella passione, di essere macinato dai denti delle belve per diventare frumento di Cristo. "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto", leggiamo nel Vangelo. Nella sua grande speranza egli corre incontro al martirio, con un coraggio intrepido; scrive ai Romani di non intervenire per allontanare da lui quelle sofferenze che sono la ragione della sua speranza, perché grazie ad esse potrà ricevere la più grande grazia di Dio, la vittoria del martirio e infine la gloria di essere accanto a Cristo.
Ed ora Ignazio splende ai nostri occhi come un santo ardente di fervore e di amore, che ci fa vergognare dei nostri atteggiamenti di fronte alle piccole difficoltà della nostra vita. Come san Paolo scrive ripetutamente, dovremmo poter dire: "Noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce la pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza". Ed è una speranza che non delude.

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Antifona d'ingresso
Sono stato crocifisso con Cristo:
non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me;
io vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (Gal 2,19-20)


Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che nel sacrificio dei martiri
edifichi la tua Chiesa, mistico corpo del Cristo,
fa’ che la gloriosa passione
che meritò a sant’Ignazio una corona immortale,
ci renda sempre forti nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Ef 2,1-10
Con Cristo ci ha risuscitato e con lui ci ha fatto sedere nei cieli.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri.
Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 99

Il Signore ci ha fatti e noi siamo suoi.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome.

Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.

Canto al Vangelo (Mt 5,3)
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 12,13-21
Quello che hai preparato, di chi sarà?


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio mantiene sempre le sue promesse. Chiediamogli, attraverso la mediazione del Cristo, di aumentare la nostra fede, dicendo:
Signore, rafforza la nostra fiducia in te.

Per la Chiesa: perché radichi tutti i suoi interessi su Dio e abbandoni ogni forma di possesso terreno. Preghiamo:
Per i governanti della terra: perché superino gli egoistici nazionalismi a favore di uno sviluppo economico e sociale di tutta l'umanità. Preghiamo:
Per chi vive nel dubbio: perché Cristo illumini il loro intimo col dono della fede e li renda forti contro le avversità della vita. Preghiamo:
Per la nostra comunità: perché riscopra l'importanza del condividere con chi non ha e non si adagi nell'avidità del possedere. Preghiamo:
Per coloro che stanno per morire: perché possano presentarsi a Cristo ricchi di fede e di operare buone. Preghiamo:
Perché ci accompagni sempre il pensiero della morte.
Per la giustizia nella divisione dei beni testamentari.

O Dio, la tua misericordia è senza limiti. Allontana da noi l'avidità del possesso, il piacere della carne, la ricchezza ingiusta, perché nell'ora della morte ti possiamo incontrare come giudice benigno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore,
l’offerta del nostro servizio sacerdotale,
come hai gradito il sacrificio di sant’Ignazio,
frumento del Cristo macinato nel martirio,
per formare il pane a te consacrato.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Sono frumento del Cristo:
ch’io sia macinato dai denti delle belve
per diventare pane puro e santo.


Preghiera dopo la comunione
Ci sostenga e ci rinnovi, Signore,
il pane che abbiamo spezzato alla tua mensa
nella nascita al cielo
del martire sant’Ignazio,
perché con le parole e con le opere
ci dimostriamo autentici cristiani.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21-10-2019)
E non si arricchisce presso Dio
I beni di questo mondo - sia spirituali, sia intellettuali, sia fisici che materiali - sono dati da Dio con un fine ben preciso: fare di essi uno strumento a servizio della fede, della speranza, della carità. Non solamente della carità, ma anche della fede e della speranza. Urge sapere che la carità ...
(continua)
don Nicola Salsa     (Omelia del 21-10-2019)
Sono schiavo di ciò che possiedo?
...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 22-10-2018)
Commento su Lc 12,13-21
?In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la s ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 22-10-2018)
E non si arricchisce presso Dio
Vi è un solo modo per arricchire dinanzi a Dio: trasformare le ricchezze della terra in elemosina. L'elemosina per il Signore è la ?sua banca divina?. Chi versa in essa il suo denaro, non solo ricevere un interesse eterno, che è la vita divina che avrà in dono, in più il denaro dell'elemosina è semp ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 23-10-2017)
Commento su Lc 12, 20-21
?Ma Dio gli disse: ?Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé e non arricchisce davanti a Dio?. Lc 12, 20-21 Come vivere questa Parola? Gesù racconta una parabola per aiutare le persone a riflettere sul ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 17-10-2016)
Commento su Lc 12,20
«Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?"» Lc 12,20 Come vivere questa Parola? Gesù ci invita ad essere vigilanti nella a non preoccuparsi eccessivamente del nostro denaro: con la morte non si porta nulla con se stessi, se non le buone o ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-10-2016)
Tenetevi lontani da ogni cupidigia
Gesù è Mediatore, anzi è il Mediatore unico, non però tra uomo e uomo, ma tra Dio e l'uomo. Quest'uomo vuole che Gesù faccia da mediatore tra lui e suo fratello. Gli chiede di convincere il fratello perché divida l'eredità. Non c'è pace tra gli uomini, se non c'è pace con Dio. La pace è solo quando ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 19-10-2015)

Siamo capaci da soli a risolvere le nostre beghe. Anche quelle spinosissime che ci derivano da un'eredità da dividere, evento capace di far implodere più di una famiglia. Gesù si rifiuta di dirimere la questione che coinvolge due fratelli, uno dei quali pensa bene di ricorrere al giudizio del famoso ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-10-2015)
Commento su Lc 12, 20
"Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?" Lc 12, 20 Come vivere questa Parola? Per tutta la settimana avremo come compagne le parabole del vangelo di Luca. Le parabole sono pericolose, perché troppo conosciute e facilmente banalizzabili. ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-10-2015)
Così è di chi accumula tesori per sé
Gesù non è mediatore tra un uomo e un altro uomo. Non è questa la sua missione. Questa verità vale per ogni suo discepolo, ogni suo ministro. Vale per chiunque, a qualsiasi titolo, è chiamato a renderlo presente nella nostra storia. Gesù è il Mediatore unico tra Dio, il Padre suo, e ogni altro uomo. ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20-10-2014)

Pagina straordinaria, quella del vangelo di oggi. Pagina in cui Gesù ribadisce uno dei capisaldi della nostra fede: Dio si fida delle nostre capacità e non va tirato in ballo a sproposito. Al fratello che chiede a Gesù di intervenire nella disputa ereditaria Gesù risponde di non averne titolo. Come ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20-10-2014)
Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia
Gesù è mediatore unico, universale, non tra uomo e uomo per dare all'uno la volontà dell'altro o per metterli d'accordo su cose della terra. Per le cose della terra vige una legge assai semplice: al malvagio non si deve resistere. Se vuole la tunica, gli si dona anche il mantello. Se ti costringe a ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20-10-2014)
Commento su Ef 2,4-5
"Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato,5da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati". Ef 2,4-5 Come vivere questa Parola? Non dovremmo mai smettere di "respirare" in cuore parole come queste! Esse non sono un fior ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21-10-2013)
Commento su Lc 12,13-21
Gesù si rifiuta di entrare nella disputa per questione ereditarie fra i due fratelli del vangelo di oggi. Gesù sa bene che siamo perfettamente in grado di affrontare questioni di questo genere senza tirare Dio per la giacca e senza invocare i santi. Esiste una autonomia delle realtà terrene voluta d ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 21-10-2013)
Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni
Cupidigia, gran brutto male L'attaccamento al denaro, alle ricchezze in generale, la visione che di esse si ha come fosse la cura di ogni male è la rovina del mondo. Pensate a quante guerre si fanno per il denaro, a quante persone sono disposte ad uccidere, imbrogliare, rubare per avere a volte a ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 21-10-2013)
Commento su Romani 4, 20.22
Di fronte alla promessa di Dio, Abramo non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio... Ecco perché gli fu accreditato come giustizia. Rm 4, 20.22 Come vivere questa Parola? Promessa, fede, giustizia. Paolo collega nell'esperienza di Abramo queste tre dimensioni: la ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21-10-2013)
O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?
Gesù è mediatore e giudice. Non però tra un uomo e un altro. Bensì tra Dio e l'uomo. Lui è il Mediatore universale. Dio e ogni uomo si incontrano in Lui. Raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti qu ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 22-10-2012)
Commento su Luca 12,13-21
Brutta abitudine quella di tirare Dio per la giacchetta per fargli dire, quasi sempre, ciò che pensiamo noi. Brutta abitudine quella di appigliarsi a Dio per le cose che riguardano più noi uomini che lui. Brutta abitudine quella di appellarsi a Dio per benedire le guerre o le scelte politiche. La ri ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 22-10-2012)
Commento su Efesini 2,10
Siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo Ef 2,10 Come vivere questa Parola? Per due settimane la liturgia quotidiana ci propone la lettura della Lettera agli Efesini, una delle più attraenti ed influenti del corpus paolinum: ci ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 22-10-2012)
Tenetevi lontano da ogni cupidigia
Le persone sono buffe perché freneticamente corrono tutta la vita per accaparrasi quanto più sia possibile. Se uno possiede una macchina lavorerà moltissimo pur di averne una più bella, se già possiede una casa si affaticherà al massimo per averne una più grande, e che dire del conto in banca? Cupid ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 22-10-2012)
Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita
Nell'Antico Israele spettava al giudice dirimere le questioni tra un uomo e l'altro. Erano stati costituiti proprio per questo: per fare da intermediari di pace nelle infinite liti che necessariamente sorgono in ogni relazione umana. La lite è il frutto del peccato, del vizio, di una virtù con conqu ...
(continua)