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CHIESA

      

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LITURGIA

> 5 Aprile 2012 <

Martedì 3 Aprile 2012

Mercoledì 4 Aprile 2012

Giovedì 5 Aprile 2012

Venerdì 6 Aprile 2012

Sabato 7 Aprile 2012

Domenica 8 Aprile 2012

Lunedì 9 Aprile 2012

Martedì 10 Aprile 2012

Mercoledì 11 Aprile 2012

Giovedì 12 Aprile 2012

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  GIOVEDI SANTO (MESSA DEL CRISMA)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

EGIOSA ;
Colore liturgico: Bianco

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NOTA: La liturgia della Messa in Cena Domini e' in questa pagina, sotto la Messa del Crisma.

Antifona d'ingresso
Gesù Cristo ha fatto di noi un regno
e ci ha costituiti sacerdoti per il suo Dio e Padre;
a lui gloria e potenza nei secoli dei secoli.
Amen. (Ap 1,6)

Si dice il Gloria.


Colletta
O Padre, che hai consacrato il tuo unico Figlio
con l’unzione dello Spirito Santo
e lo hai costituito Messia e Signore,
concedi a noi, partecipi della sua consacrazione,
di essere testimoni nel mondo
della sua opera di salvezza,
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Is 61,1-3.6.8-9
Il Signore mi ha consacrato con l’unzione.

Dal libro del profeta Isaìa

Lo spirito del Signore Dio è su di me,
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l’anno di grazia del Signore,
il giorno di vendetta del nostro Dio,
per consolare tutti gli afflitti,
per dare agli afflitti di Sion
una corona invece della cenere,
olio di letizia invece dell’abito da lutto,
veste di lode invece di uno spirito mesto.
Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore,
ministri del nostro Dio sarete detti.
Io darò loro fedelmente il salario,
concluderò con loro un’alleanza eterna.
Sarà famosa tra le genti la loro stirpe,
la loro discendenza in mezzo ai popoli.
Coloro che li vedranno riconosceranno
che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 88

Canterò per sempre l’amore del Signore.

Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza.

La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui
e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.
Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza».

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Seconda lettura

Ap 1,5-8
Cristo ha fatto di noi un regno.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Grazia a voi e pace da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà,
anche quelli che lo trafissero,
e per lui tutte le tribù della terra
si batteranno il petto.
Sì, Amen!
Dice il Signore Dio: io sono l’Alfa e l’Omèga, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Is 61,1)
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
Lo Spirito del Signore è sopra di me:
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Gloria e lode a te, Cristo Signore!

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Vangelo

Lc 4,16-21
Lo Spirito del Signore è sopra di me.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Parola del Signore

Rinnovazione delle promesse sacerdotali

Dopo l’omelia, il vescovo si rivolge ai presbiteri con queste parole:

Carissimi presbiteri,
la santa Chiesa celebra la memoria annuale del giorno
in cui Cristo Signore comunicò agli apostoli e a noi il suo sacerdozio.
Volete rinnovare le promesse,
che al momento dell’ordinazione
avete fatto davanti al vostro vescovo e al popolo santo
di Dio?

Presbiteri: Sì, lo voglio.

Volete unirvi intimamente al Signore Gesù,
modello del nostro sacerdozio,
rinunziando a voi stessi
e confermando i sacri impegni
che, spinti dall’amore di Cristo,
avete assunto liberamente verso la sua Chiesa?

Presbiteri: Sì, lo voglio.

Volete essere fedeli dispensatori dei misteri di Dio
per mezzo della santa Eucaristia e delle altre azioni
liturgiche,
e adempiere il ministero della parola di salvezza
sull’esempio del Cristo, capo e pastore,
lasciandovi guidare non da interessi umani,
ma dall’amore per i vostri fratelli?

Presbiteri: Sì, lo voglio.

Quindi, rivolgendosi al popolo, il vescovo continua:

E ora, figli carissimi, pregate per i vostri sacerdoti:
che il Signore effonda su di loro
l’abbondanza dei suoi doni,
perché siano fedeli ministri di Cristo, sommo sacerdote,
e vi conducano a lui, unica fonte di salvezza.

Diacono: Per tutti i nostri sacerdoti, preghiamo.

Ascoltaci, Signore.

Vescovo:
E pregate anche per me,
perché sia fedele al servizio apostolico,
affidato alla mia umile persona,
e tra voi diventi ogni giorno di più immagine viva
e autentica del Cristo sacerdote, buon pastore,
maestro e servo di tutti.

Diacono: Per il nostro vescovo N., preghiamo.

Ascoltaci, Signore.

Vescovo:
Il Signore ci custodisca nel suo amore
e conduca tutti noi, pastori e gregge,
alla vita eterna.

Amen.

Non si dice il Credo e si omette la preghiera universale.

Preghiera sulle offerte
La potenza pasquale di questo sacrificio
elimini, Signore, in noi le conseguenze del peccato
e ci faccia crescere come nuove creature.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO
Il sacerdozio di Cristo e il ministero dei sacerdoti.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Con l’unzione dello Spirito Santo
hai costituito il Cristo tuo Figlio
Pontefice della nuova ed eterna alleanza,
e hai voluto che il suo unico sacerdozio
fosse perpetuato nella Chiesa.
Egli comunica il sacerdozio regale
a tutto il popolo dei redenti,
e con affetto di predilezione sceglie alcuni tra i fratelli
che mediante l’imposizione delle mani
fa partecipi del suo ministero di salvezza.
Tu vuoi che nel suo nome
rinnovino il sacrificio redentore,
preparino ai tuoi figli la mensa pasquale,
e, servi premurosi del tuo popolo,
lo nutrano con la tua parola
e lo santifichino con i sacramenti.
Tu proponi loro come modello il Cristo, perché,
donando la vita per te e per i fratelli,
si sforzino di conformarsi all’immagine del tuo Figlio,
e rendano testimonianza di fedeltà e di amore generoso.
Per questo dono del tuo amore, o Padre,
insieme con tutti gli angeli e i santi,
cantiamo con esultanza l’inno della tua lode: Santo...


Antifona di comunione
“Canterò in eterno le grazie del Signore;
di generazione in generazione
annunzierò la sua fedeltà”. (Sal 89,2)

Oppure:
“Lo Spirito del Signore è sopra di me:
mi ha mandato per annunziare ai poveri
il lieto messaggio”. (Lc 4,18)


Preghiera dopo la comunione
Concedi, Dio onnipotente,
che, rinnovati dai santi misteri,
diffondiamo nel mondo
il buon profumo del Cristo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

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OMELIE (a cura di Qumran2.net)

mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 28-03-2013)
Giovedì Santo
IN MATTINATA, in tutte le cattedrali della Chiesa nel mondo, ogni vescovo raduna, in modo particolare, tutti i sacerdoti della sua Diocesi, per quella suggestiva celebrazione definita ?Messa del Crisma', ossia la benedizione degli oli sacri: dei catecumeni, degli infermi e del sacro crisma. Momenti, ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 28-03-2013)

Gesù ha cominciato la sua vita per opera dello Spirito Santo, ora comincia la sua opera nella potenza dello stesso Spirito Santo. Lo Spirito lo conduce in Galilea: Là era iniziata la sua vita, là comincia la sua opera. Nella disprezzata "Galilea dei pagani" zampilla la salvezza per la forza dello S ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 01-04-2010)
Cresimati nello Spirito
CRESIMATI CRESIMATI DALLO SPIRITO CRESIMATI DALLO SPIRITO NEL SACERDOZIO CRESIMATI DALLO SPIRITO NEL SACERDOZIO MINISTERIALE _______________________________________________________ Attorno al loro Vescovo, i sacerdoti oggi sono chiamati a rinnovare la loro coscienza di essere presbiteri nella ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 09-04-2009)
La Settimana Santa
Credo sia atto di amicizia offrire qualche considerazione sul Triduo pasquale del Giovedì santo, Venerdì e Sabato santo, così da accoglierlo con fede ravvivata e vivere più intensamente il Mistero pasquale, insieme! GIOVEDI SANTO: IL GIORNO DEL SERVIZIO COME DONO DI SÉ I TRE GRANDI EVENTI DI QUEST ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20-03-2008)

Gesù sa che tutto è perduto. La lontananza con i suoi è abissale, Luca dice che il litigio su chi sia il più grande tra i discepoli avvenne durante l'ultima Cena (che squallore!), Gesù avverte che nessuno (forse solo Giuda) ha colto la gravità della situazione. In quel contesto solenne, liturgico (s ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 20-03-2008)
Giovedì santo: l?inno all?amore
"Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani, e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugamano se lo cinse attorno alla vit ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 05-04-2007)
L?Amore che si fa Comunione di Vita
Credo si a un atto di grande carità aiutare i miei amici a condividere l'Amore di Dio per noi, in questi giorni davvero santi. Lo faccio, offrendo brevi riflessioni di partecipazione. Oggi, Giovedì Santo, In mattinata, in tutte le cattedrali della Chiesa nel mondo, ogni vescovo raduna, in modo pa ...
(continua)

  GIOVEDI SANTO (MESSA IN CENA DOMINI)

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EGIOSB ;
Colore liturgico: Bianco

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Gesù trascorre le ultime ore della sua vita terrena in compagnia dei suoi discepoli. Il Maestro manifesta un amore straordinario per gli apostoli, impartendo loro insegnamenti e raccomandazioni. Durante l’ultima Cena, Gesù ha mostrato - con le sue parole - l’amore infinito che aveva per i suoi discepoli e gli ha dato validità eterna istituendo l’Eucaristia, facendo dono di sé: egli ha offerto il suo Corpo e il suo Sangue sotto forma di pane e di vino perché diventassero cibo spirituale per noi e santificassero il nostro corpo e la nostra anima. Egli ha espresso il suo amore nel dolore che provava quando ha annunciato a Giuda Iscariota il suo tradimento ormai prossimo e agli apostoli la loro debolezza. Egli ha fatto percepire il suo amore lavando i piedi agli apostoli e permettendo al suo discepolo prediletto, Giovanni, di appoggiarsi al suo petto. Nella sua vita pubblica, Gesù ha raccomandato più di una volta ai suoi discepoli di non cercare di occupare il primo posto, ma di aspirare piuttosto all’umiltà del cuore. Ha detto e ripetuto che il suo regno, cioè la Chiesa, non deve essere ad immagine dei regni terreni o delle comunità umane in cui ci sono dei primi e degli ultimi, dei governanti e dei governati, dei potenti e degli oppressi. Al contrario, nella sua Chiesa, quelli che sono chiamati a reggere dovranno in realtà essere al servizio degli altri; perché il dovere di ogni credente è di non cercare l’apparenza, ma i valori interiori, di non preoccuparsi del giudizio degli uomini, ma di quello di Dio.
Nonostante l’insegnamento così chiaro di Gesù, gli apostoli continuarono a disputarsi i primi posti nel Regno del Messia.
Durante l’ultima Cena, Gesù non si è accontentato di parole, ma ha dato l’esempio mettendosi a lavare loro i piedi. E, dopo aver finito, ha detto: “Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri” (Gv 13,13-14).
La Cena si ripete nei secoli. Infatti Gesù ha investito gli apostoli e i loro successori del potere e del dovere di ripetere la Cena eucaristica nella santa Messa.
Cristo si sacrifica durante la Messa. Ma, per riprendere le parole di san Paolo, egli resta lo stesso “ieri, oggi e sempre” (Eb 13,8).
I credenti che partecipano al Sacrificio eucaristico cambiano, ma il loro comportamento nei confronti di Cristo è più o meno lo stesso di quello degli apostoli nel momento della Cena. Ci sono stati e ci sono tuttora dei santi e dei peccatori, dei fedeli e dei traditori, dei martiri e dei rinnegatori.
Volgiamo lo sguardo a noi stessi. Chi siamo? Qual è il nostro comportamento nei confronti di Cristo? Dio ci scampi dall’avere qualcosa in comune con Giuda, il traditore. Che Dio ci permetta di seguire san Pietro sulla via del pentimento. Il nostro desiderio più profondo deve però essere quello di avere la sorte di san Giovanni, di poter amare Gesù in modo tale che egli ci permetta di appoggiarci al suo petto e di sentire i battiti del suo cuore pieno d’amore; di giungere al punto che il nostro amore si unisca al suo in modo che possiamo dire con san Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

Antifona d'ingresso
Di null’altro mai ci glorieremo
se non della croce di Gesù Cristo, nostro Signore:
egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione;
per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati. (cf. Gal 6,14)

Si dice il Gloria. Durante il canto dell’inno, si suonano le campane. Terminato il canto, non si suoneranno più fino alla Veglia pasquale.


Colletta
O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa Cena
nella quale il tuo unico Figlio,
prima di consegnarsi alla morte,
affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio,
convito nuziale del suo amore,
fa’ che dalla partecipazione a così grande mistero
attingiamo pienezza di carità e di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Es 12,1-8.11-14
Prescrizioni per la cena pasquale.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto:
«Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne.
Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con àzzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!
In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 115

Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.

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Seconda lettura

1Cor 11,23-26
Ogni volta che mangiate questo pane, annunciate la morte del Signore.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 13,34)
Gloria e lode e onore a te, Cristo Signore!
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Gloria e lode e onore a te, Cristo Signore!

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Vangelo

Gv 13,1-15
Li amò sino alla fine.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

Parola del Signore

Lavanda dei piedi

Dove motivi pastorali lo consigliano, dopo l’omelia ha luogo la lavanda dei piedi. I prescelti per il rito - uomini o ragazzi - vengono accompagnati dai ministri agli scanni preparati per loro in un luogo adatto.
Il sacerdote (deposta, se è necessario, la casula) si porta davanti a ciascuno di essi e, con l’aiuto dei ministri, versa dell’acqua sui piedi e li asciuga.
Durante il rito, si cantano alcune antifone, scelte tra quelle proposte, o altri canti adatti alla circostanza.



ANTIFONA PRIMA (cf. Gv 13,4.5.15)

Il Signore si alzò da tavola versò dell’acqua in un catino,
e cominciò a lavare i piedi ai discepoli:
ad essi volle lasciare questo esempio.


ANTIFONA SECONDA (Gv 13,6.7.8)

“Signore, tu lavi i piedi a me?”.
Gesù gli rispose dicendo:
“Se non ti laverò, non avrai parte con me”.
V. Venne dunque a Simon Pietro, e disse a lui Pietro:
- Signore, tu lavi...
V. “Quello che io faccio, ora non lo comprendi,
ma lo comprenderai un giorno”.
- Signore, tu lavi...


ANTIFONA TERZA (cf. Gv 13,14)

“Se vi ho lavato i piedi,
io, Signore e Maestro,
quanto più voi avete il dovere
di lavarvi i piedi l’un l’altro”.


ANTIFONA QUARTA (Gv 13,35)

“Da questo tutti sapranno
che siete miei discepoli,
se vi amerete gli uni gli altri”.
V. Gesù disse ai suoi discepoli:
- Da questo tutti sapranno...


ANTIFONA QUINTA (Gv 13,34)

“Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate gli uni gli altri
come io ho amato voi”, dice il Signore.


ANTIFONA SESTA (cf. 1Cor 13,13)

Fede, speranza e carità,
tutte e tre rimangano tra voi:
ma più grande di tutte è la carità.
V. Fede, speranza e carità,
tutte e tre le abbiamo qui al presente:
ma più grande di tutte è la carità.
- Fede...

Subito dopo la lavanda dei piedi - quando questa ha luogo - oppure dopo l’omelia, si dice la preghiera universale.
In questa Messa si omette il Credo.



Liturgia Eucaristica

All’inizio della Liturgia eucaristica, si può disporre la processione dei fedeli che portano doni per i poveri.
Mentre si svolge la processione, si esegue il canto seguente o un altro canto adatto.



Dov’è carità e amore, lì c’è Dio.

Ci ha riuniti tutti insieme Cristo, amore.
Rallegriamoci, esultiamo nel Signore!
Temiamo e amiamo il Dio vivente,
e amiamoci tra noi con cuore sincero.

Noi formiamo, qui riuniti, un solo corpo:
evitiamo di dividerci tra noi,
via le lotte maligne, via le liti
e regni in mezzo a noi Cristo Dio.

Fa’ che un giorno contempliamo il tuo volto
nella gloria dei beati, Cristo Dio.
E sarà gioia immensa, gioia vera:
durerà per tutti i secoli senza fine.

Preghiera sulle offerte
Concedi a noi tuoi fedeli, Signore,
di partecipare degnamente ai santi misteri,
perché ogni volta che celebriamo
questo memoriale del sacrificio del Signore,
si compie l’opera della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO DELLA SS. EUCARISTIA I
L’Eucaristia memoriale del sacrificio di Cristo

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente e misericordioso,
per Cristo nostro Signore.
Sacerdote vero ed eterno,
egli istituì il rito del sacrificio perenne;
a te per primo si offrì vittima di salvezza,
e comandò a noi di perpetuare l’offerta in sua memoria.
Il suo corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza,
il suo sangue per noi versato
è la bevanda che ci redime da ogni colpa.
Per questo mistero del tuo amore,
uniti agli angeli e ai santi,
cantiamo con gioia l’inno della tua lode: Santo...


Antifona di comunione
“Questo è il mio corpo, che è per voi;
questo calice è la nuova alleanza
nel mio sangue”, dice il Signore.
“Fate questo ogni volta che ne prendete,
in memoria di me”. (1Cor 11,24.25)

Terminata la distribuzione della comunione, si lascia sull'altare la pisside con le particole per la comunione del giorno seguente; la Messa si conclude con l'orazione dopo la comunione.


Preghiera dopo la comunione
Padre onnipotente,
che nella vita terrena ci nutri alla Cena del tuo Figlio,
accoglici come tuoi commensali
al banchetto glorioso del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

Reposizione del SS. Sacramento
Dopo l'orazione, il sacerdote, in piedi, dinanzi all'altare, pone l'incenso nel turibolo, si inginocchia e incensa per tre volte il Santissimo Sacramento; quindi, indossato il velo omerale, prende la pisside e la ricopre con il velo.
Si forma la processione che, attraverso la chiesa, accompagna il Santissimo Sacramento al luogo della reposizione, preparato in una cappella convenientemente ornata. Apre la processione il crocifero; si portano le candele accese e l'incenso. Intanto si canta l'inno Pange lingua (eccetto le due ultime strofe) o un altro canto eucaristico.
Giunta la processione al luogo della reposizione, il sacerdote depone la pisside; quindi pone l'incenso nel turibolo e, in ginocchio, incensa il Santissimo Sacramento, mentre si canta il Tantum ergo sacramentum ; chiude poi il tabernacolo o la custodia della reposizione.
Dopo alcuni istanti di adorazione in silenzio, il sacerdote e i ministri si alzano, genuflettono e ritornano in sacrestia.
Segue la spogliazione dell'altare; se è possibile, si rimuovono le croci dalla chiesa; quelle che rimangono in chiesa, è bene velarle.
Si esortino i fedeli, tenute presenti le circostanze e le diverse situazioni locali, a dedicare un po' di tempo nella notte all'adorazione davanti al Santissimo Sacramento nel tabernacolo. Se l'adorazione si protrae oltre la mezzanotte, si faccia senza alcuna solennità.

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OMELIE (a cura di Qumran2.net)

Riccardo Ripoli     (Omelia del 28-03-2013)
Come ho fatto io, facciate anche voi
Papa Francesco sta dando alla Chiesa, prima ancora che ai fedeli, un grande esempio. Non usa tanto le parole, ma affida ai gesti quotidiani un messaggio che possa volare sulle ali del tempo e riportare la mente alle origini, a quel Gesù che nella sua quotidianità era umile, vicino al povero, amorevo ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 28-03-2013)

COMMENTO ALLE LETTURE a cura di Massimo Cautero Rileggendo e meditando il brano di Giovanni sulla "lavanda dei piedi", alla luce di quanto abbiamo vissuto nella Chiesa in queste ultime settimane, sempre più forte emergeva la riflessione sulla vera libertà, su tutto quello che, nella verità, ren ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 28-03-2013)
Non solo un rito
Se la Cena Pasquale del popolo ebraico si preoccupava del compimento delle norme e delle tradizioni che Mosè aveva dato al suo popolo, perché attraverso quel ricordo si potesse rendere nuovamente attuale l'Esodo, la Cena Pasquale che Gesù celebra, pur essendo la sua risposta di fedeltà alla tradizio ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 28-03-2013)
Cominciò a lavare i piedi dei discepoli
Gesù chiude la sua vita terrena nel Cenacolo, rivelando ai suoi discepoli il segreto di tutta la sua vita pubblica. Essa è tutta racchiusa in un gesto: la lavanda dei piedi. In questa opera Gesù manifesta l'essenza della vera religione. Questa essenza ha un solo nome: carità, amore, pietà, compassio ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 28-03-2013)
La Cena della rivelazione suprema
Per noi cristiani Dio si è rivelato come Amore. La massima espressione di questo Amore è la croce, elemento di supplizio sopra il quale, nel Cristo, Dio offre se stesso in riscatto dell'uomo. Accettando di morire in croce per noi, Dio rende l'idea evidente di come lui voglia rivelarsi all'uomo, ma a ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 28-03-2013)
Commento su Giovanni 13,14
Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri Gv 13,14 Come vivere questa Parola? Chi durante la cena si china a lavare i piedi degli ospiti è lo schiavo della casa. L'ultima cena di Gesù con i suoi discepoli è segnata - anche - ...
(continua)
don Mario Campisi     (Omelia del 05-04-2012)
Un atto d'amore per l'uomo
Sullo sfondo di questa prima consegna (eucaristia, servizio, comandamento nuovo) si profila l'ombra di satana che ormai ha afferrato il cuore di Giuda; c'è il freddo della notte che avvolge i pensieri; c'è l'agguato del tradimento. Sono tre parole che descrivono il cuore dell'uomo che si allontana d ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 05-04-2012)
Nell'umanità, la bellezza del divino
Abbiamo ascoltato i vangeli dell'Ultima Cena nelle comunità e in quello di Luca ci ha colpito una cosa davvero bella, perché lì si parla dei desideri di Gesù: in quel momento il suo desiderio più grande era quello di "mangiare la Pasqua con i suoi discepoli"; un desiderio che possiamo riassumere in ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 05-04-2012)
Quello che io faccio, uomo, ora non lo capisci?
Non è facile capire ciò che passa per la testa delle persone, ma qualche volta - sia pur con un certo margine di errore - ci si riesce. Quello che proprio non si riesce a capire è ciò che frulla nella mente di Dio, ovvero quella che egli ci rivela e che noi conosciamo come "la sua volontà". Più vol ...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 05-04-2012)
Signori e servi
Quando noi pensiamo all'Ultima Cena ce la immaginiamo un po' come il bellissimo quadro di Leonardo. Ma è un'immagine un po' romantica perché i vangeli ce la descrivono in maniera molto diversa. In Lc (22,14-27) dopo che Gesù ha detto: "Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue e la mano di ch ...
(continua)
Gaetano Salvati     (Omelia del 05-04-2012)
Agnello e Tempio
Nella lettura del libro dell'Esodo viene descritta la celebrazione della pasqua di Israele così come la legge di Mosè aveva stabilito. Il nucleo di questa cena pasquale, festa di commemorazione e di ringraziamento, è l'agnello, simbolo della liberazione dalla schiavitù in Egitto. Consumando ogni ann ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 05-04-2012)

COMMENTO ALLE LETTURE a cura di Gigi Avanti A chi insegna o tiene conferenze o partecipa a tavole rotonde, capita talvolta di dover trovare qualche escamotage per risultare convincente, persuasivo. E allora ricorre magari a peripezie dialettiche oppure ad aforismi fulminanti per convincere gli ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 05-04-2012)
Tanti atti d'amore in Uno prefigurativo
Nel suo volume dedicato a Gesù di Nazaret, Ratzinger lascia intendere che l'argomento di cui oggi stiamo trattando, seppure sia suscettibile di svariate interpretazioni, è significativo e di enorme profondità. Ciascun particolare della Cena ci mostra la Rivelazione di Dio, la cui prerogativa è quell ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 05-04-2012)
Commento su Giovanni 13,7
Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo. Gv 13,7 Come vivere questa Parola? La liturgia ci fa ancora indugiare nel cenacolo, in questo luogo testimone delle più profonde effusioni di un cuore totalmente posseduto dall'amore e per questo totalmente consegnato al Padre e a cias ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05-04-2012)
Cominciò a lavare i piedi dei discepoli
Nel Cenacolo Gesù rivela ai suoi discepoli la sua verità più profonda, più santa, più divina, più umana. Ci dice qual è la verità di Dio e dell'uomo: questa verità ha un solo nome: amore fino alla fine, senza mai stancarsi, mai abbattersi, mai venire meno, nella perseveranza che mai si arrende, mai ...
(continua)
don Marco Pozza     (Omelia del 21-04-2011)
Non fate questo. In memoria di Giuda
Tutto pronto. La vita di famiglia, trent'anni, aveva avuto luogo. La vita pubblica, tre anni, aveva avuto luogo. La vita di casa, il banco di lavoro e la morsa, la sega e la pialla, era finito, questo era stato fatto. La vita di popolo, la montagna e la pianura, e il lago di Tiberiade, la predicazio ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 21-04-2011)
Commento su Gv 13,1-15
Un Dio in ginocchio davanti a me, per lavarmi i piedi. C'è di più in un amore fino alla fine? Sì, farsi inchiodare su una croce e morire per amore. È l'esempio per fare anche noi come lui, l'uno all'altro. Il posto dell'istituzione dell'Eucaristia, nel Vangelo di Giovanni, è tenuto dalla lavanda dei ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 21-04-2011)
Amato e tradito
Ci troviamo di fronte ad uno dei momenti più suggestivi della nostra fede. Come in poche altre occasioni, la Celebrazione della Cena del Signore ci fa sentire in profonda intimità con lui. Si avverte da una parte l'attesa trepidante per qualcosa di grande che sta per accadere; dall'altra, la funesta ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 21-04-2011)

Dalla Parola del giorno Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti. Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: Non tutti siete puri. Come vivere questa Parola? Il libro del Esodo racconta la storia della notte santa quan ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 21-04-2011)
Le mani di Gesù e i piedi dei discepoli
Mi immagino la faccia dei dodici discepoli, le occhiate sbigottite, l'imbarazzo. Il Rabbì gli aveva abituati allo stupore, non si può certo dire che la convivenza con Gesù fosse priva di colpi di scena o di gesti spiazzanti, ma quello che stava per accadere andava ben oltre la loro fantasia. Qualc ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 21-04-2011)

COMMENTO ALLE LETTURE a cura di don Nazzareno Marconi PRIMA LETTURA Questo testo costituisce un sintetico rituale della celebrazione della pasqua ebraica. Una festa che era nata in ambiente nomadico, forse per festeggiare con la nascita degli agnelli la ripresa del ciclo della vita del gregge, ...
(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 21-04-2011)

Giovedì Santo, ultima cena di Gesù con i suoi discepoli. Durante questa cena Gesù desidera manifestare ai discepoli quanto Dio ama l'uomo, e lo fa preannunciando il dono totale di sè che gli evangelisti ricordano in due modi diversi: Marco, Matteo e Luca ricordano che Gesù istituisce l'Eucaristia ...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 21-04-2011)

Data la complessità, il commento biblico - liturgico per la domenica delle Palme (anno A) e per la Settimana Santa lo potete trovare qui in formato word e pronto per la stampa in formato libro. ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 21-04-2011)
Le mani di Gesù e i piedi dei discepoli
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(continua)
Gaetano Salvati     (Omelia del 21-04-2011)
Dono di salvezza
"Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza", recita il Salmo appena proclamato. San Paolo afferma che noi cristiani, mangiando il pane, vero corpo di Cristo, e bevendo il sangue della Nuova Alleanza, facciamo memoria della morte del Signore (1Cor 11,26). Fare memoria significa riattualizzare piena ...
(continua)
padre Sergio Tellan, OFM cap.     (Omelia del 21-04-2011)
Video commento a Gv 13, 1-15
...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 21-04-2011)
L'Amore è protagonista assoluto
L'Amore è il procedimento divino della redenzione. Dio ci salva perché il suo amore nei nostri confronti è smisurato e supera le nostre stesse aspettative. Questo abbiamo notato domenica scorsa mentre, agitando palme e rametti di ulivo, contemplavamo l'ingresso di Gesù, affermato Signore e Messia, a ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21-04-2011)
Li amò fino alla fine
Nell'attuale condizione storica dell'uomo che è di peccato e di morte, a causa della superbia umana, che annulla Dio e distrugge l'uomo spiritualmente e fisicamente, Gesù ci insegna che solo dalla più profonda umiltà si può amore. La superbia è generatrice di odio, vendetta, rancore, astio, malvagit ...
(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 01-04-2010)

Giovanni, nell'ultima cena, racconta la lavanda dei piedi e non l'istituzione dell'Eucaristia; suppongo che lo fa per farci capire che è la stessa cosa, lo stesso servizio manifestato in due modi diversi. Si tratta di dare la vita per amore degli altri, cercando di cogliere il loro bisogno per poi a ...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 01-04-2010)
Io credo in te
Quando noi pensiamo all'Ultima Cena ce la immaginiamo un po' come il bellissimo quadro di Leonardo. Bello! Ma è un'immagine un po' romantica perché i vangeli ce la descrivono in maniera molto diversa. In Lc (22,14-27) dopo che Gesù ha detto: "Questo è il mio corpo... questo è il mio sangue... e la ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 01-04-2010)
Un Dio che approfitta per amare di più
Domenica scorsa, condividendo la Parola di Dio con i miei parrocchiani qui a Cuba, si è rafforzata in me questa idea che si è affacciata la terza domenica di Quaresima a proposito del fico che non portava frutto: Dio coglie il nostro non frutto come una opportunità per amare di più. E mi veniva in ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 01-04-2010)
Commento su 1Cor 11,23
Dalla Parola del giorno Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me". Come vivere questa Parola? Paolo rievoca qui le parole del Signore, quando nell'ultima C ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 01-04-2010)

COMMENTO ALLE LETTURE a cura di don Giampaolo Perugini Non c'è vita senza Te, Signore. Tu l'hai detto chiaramente: «Se non mangiate la mia carne e non bevete il mio sangue non avrete in voi la vita» (Gv 6,53). Ma se Tu sei la vita, in cosa consiste questa vita? Qual è l'essenza della tua vita? ...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 01-04-2010)
Giovedi Santo
La grande domanda che accompagna questa settimana è: "Ma chi gliel'ha fatto fare?". Partiamo dalla fine. Si stava prospettando una fine violenta e orribile: come visse Gesù questa possibilità? 1. Gesù fu angosciato come chi non sa cosa lo aspetta. Senso di nausea, angoscia, paura, desiderio che ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 01-04-2010)
Sino alla fine
E' diversi giorni che leggo e rileggo questo stupendo brano della parola di Dio. La mia attenzione si ferma sempre lì, sulle mani di Gesù che stringono i piedi dei discepoli. Mi immagino la faccia dei dodici, le occhiate furtive tra di loro, l'imbarazzo. Che sia veramente impazzito? Lo seguono con ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 01-04-2010)

Giovanni apre il racconto della passione e morte di Gesù presentando il gesto profetico della lavanda dei piedi con il quale è simboleggiata la donazione d'amore del Figlio di Dio con il servizio della sua vita, mediante l'umiliazione suprema della croce. La lavanda dei piedi raffigura la passione ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 01-04-2010)

Inizia il triduo pasquale con la celebrazione del memoriale dell'ultima cena. In ogni parte del mondo, nella cattedrali come nelle umili cappelle di missione, si rinnova lo stupore dinanzi all'amore di Gesù, grande come nessun altra mai: chinato ai piedi dei dodici, il corpo donato, il sangue versat ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 01-04-2010)
La notte triste in cui vince l'amore
Prima ancora di consumare il banchetto nella tristissima sera della commemorazione della Pasqua ebraica nella stanza appositamente ammannita al piano superiore di quella casa di Gerusalemme, Gesù aveva affermato: " Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo ...
(continua)
padre Sergio Tellan, OFM cap.     (Omelia del 01-04-2010)
Video commento a Gv 13,1-15
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(continua)
padre Mimmo Castiglione     (Omelia del 01-04-2010)
Nel museo della memoria!
Nel tesoro del mio cuore: un catino, una brocca ed un asciugatoio. Che tanto mi ricordano un pozzo, il bacile di Pilato e la mia vergogna! Visibile la Chiesa, in Cattedrale, stamattina. Il Vescovo riunito con i suoi Diaconi, il Popolo, il Clero. Consacrati gli Olii santi durante la celebrazi ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 09-04-2009)

È l'ora, amici, l'ora è giunta. Assisteremo allo spettacolo di un Dio che muore per amore, che si consegna alla volontà di un uomo che non si consegna a Dio. Oggi il Signore inventa la cena, povero segno di un amore assoluto, piccolo gesto di un cuore che esplode. La cena. La prima, l'unica, quel ...
(continua)
padre Sergio Tellan, OFM cap.     (Omelia del 09-04-2009)
Video commento a Gv 13,1-15
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(continua)
don Ezio Stermieri     (Omelia del 09-04-2009)
Donare la vita.
Carissimi, ascoltando con voi dalla Parola di Dio quanto S. Paolo scrive ai cristiani di Corinto: ?Io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta ho trasmesso...? per un attimo ho riassunto tutti il senso che ho dato alla mia esistenza: trasmettere quello che Gesù ha fatto nella sera di Pasqua, p ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 09-04-2009)
Il servizio, un nuovo inizio
Un desiderio ci guida in questi tre giorni che, come ripeto tutti gli anni,sono un giorno solo: cercare di non perdere nulla della ricchezza della liturgia, della ricchezza della parola che ci viene consegnata, della bellezza del volto di Dio che in Gesù si rivela. Una parola sul senso della litu ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 09-04-2009)

COMMENTO ALLE LETTURE a cura di Mons. Remo Bonola Introduzione. Nel linguaggio della fede, il giovedì santo possiamo definirlo in questi termini:< Questo giorno sarà per voi un memoriale: il memoriale della smobilitazione, il memoriale della consegna, il memoriale di una atipica graduatoria>. ...
(continua)
Totustuus     (Omelia del 09-04-2009)

SCHEMA RIASSUNTIVO Tema: Sacerdozio ed Eucaristia. Obiettivo: Mostrare la relazione tra sacerdozio ed eucaristia. 1. Il sacerdozio nasce il Giovedì Santo. a) Cristo ha scelto dodici uomini perché stessero con lui. b) Li ha formati per tre anni. Ha dato loro il potere di predicare, scacciare ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 09-04-2009)
Commento su Giovanni 13,1
Dalla Parola del giorno ?Li amò sino alla fine.? Come vivere questa Parola? L?ora è arrivata e Gesù ne è pienamente consapevole. Come un padre una madre di famiglia, sente il bisogno di radunare intorno a sé ?i suoi?. È un momento di intensa tenerezza. Giovanni lo introduce con un?espressione s ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 09-04-2009)
Le mani di Gesù e i piedi dei discepoli
E? diversi giorni che leggo e rileggo questo stupendo brano della parola di Dio. La mia attenzione si ferma sempre lì, sulle mani di Gesù che stringono i piedi dei discepoli. Mi immagino la faccia dei dodici, le occhiate furtive tra di loro, l?imbarazzo. Che sia veramente impazzito? Lo seguono con ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 09-04-2009)
L'Amore è sempre notturno....
Che Gesù si consegnasse volontariamente al patibolo non è stato effettivamente indispensabile per lui e neppure il Padre era obbligato a che il proprio Verbo subisse nella carne lo strazio dell?agonia e del sangue sulla croce. Perché l?uomo potesse salvarsi infatti sarebbe bastato anche un solo atto ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 09-04-2009)

È con questa Messa che inizia il Triduo Pasquale perché si fa memoria dell'ultima Cena in cui il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, amando sino alla fine i suoi che erano nel mondo, offrì a Dio Padre il suo Corpo e Sangue sotto le specie del pane e del vino e li diede agli Apostoli in ...
(continua)
don Ezio Stermieri     (Omelia del 20-03-2008)
Vedere per nutrirsi
Non saremmo attratti a nutrirci del Mistero che ci avvolge (Mistero della Fede!) se non ci fermassimo un istante a contemplarlo. Mistero insondabile di un Amore fedele, quello di Dio che si è piegato sulla miseria del suo popolo, ha visto, ha udito il lamento e si è deciso a ?passare?, ad inaugurare ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 20-03-2008)
Un amore senza pentimenti
Comportatevi come io ho fatto con voi dice Gesù ai suoi discepoli... e a Pietro: ora non puoi comprendere quello che faccio... lo comprenderai più tardi... un rito allora, per fare memoria, ma anche un rito per fissare nel cuore ciò che non si può comprendere. Bello: il Figlio di Dio si affida a dei ...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 20-03-2008)
Giovedì Santo
Inizia con questa sera il Triduo Pasquale che celebra il Giovedì, il Venerdì e il Sabato Santo. Non sono 3 giorni staccati, separati, indipendenti l'uno dall'altro, per cui uno viene al Giovedì, un altro invece al Venerdì "perché c'è la processione alla croce", qualcuno non viene il Sabato "perché è ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 20-03-2008)
Nella sua ora di ostilità
Quella che Gesù e i suoi discepoli stavano trascorrendo non era una serata di festa, a differenza che in tutte le altre case, nelle quali si consumava l'agnello "con i fianchi cinti, i sandali ai piedi e il bastone in mano" (Es 12, 11) per celebrare la Festa degli Azzimi comunemente detta Pasqua, in ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 20-03-2008)

Una settimana... santa La nostra vita si svolge dentro un ritmo temporale che si ripete sempre uguale: è il ritmo della settimana. Ma ci sono alcune settimane o alcuni giorni in un anno che si distinguono da tutti gli altri, quando ricordiamo l'anniversario di qualche evento importante, quando poss ...
(continua)
Il pane della domenica     (Omelia del 20-03-2008)
Spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo
Li amò sino alla fine Alla Pasqua non ci si può assuefare. Se l'abbiamo celebrata una prima volta con piena consapevolezza e anche solo con un briciolo di fede, le celebrazioni degli anni seguenti non saranno state certamente all'insegna dell'abitudine. Pasqua è sempre la stessa e sempre nuova. F ...
(continua)
Comunità Missionaria Villaregia (giovani)     (Omelia del 20-03-2008)

Siamo nel contesto della Santa Cena: l'Eucaristia è un pezzo di pane e un po' di vino che diventano, per volontà del Padre, nella potenza dello Spirito Santo e grazie alla libera e radicale consegna del Figlio, il corpo e il sangue del Cristo, vero uomo e vero Dio. Un pezzo di pane e un po' di vi ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 20-03-2008)
Vi ho dato l'esempio, perchè come ho fatto io, facciate anche voi
Questa messa vespertina, che ricorda l'istituzione dell'Eucaristia, compiuta da Gesù nella cena pasquale, ha una duplice caratteristica. Anzitutto pone in rilievo il comando di Gesù di celebrare con un rito perpetuo la sua pasqua storica di morte e di risurrezione, come già nell'antica economia si c ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-03-2008)

Dalla Parola del giorno Poi versò dell'acqua in un catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui era cinto. Come vivere questa Parola? È l'inizio del triduo Santo. Tutti e quattro i Vangeli si concentrano sulla narrazione della Coena Domini. L'evento ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 20-03-2008)

È con questa Messa che inizia il Triduo pasquale perché si fa memoria dell'ultima Cena in cui il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, amando sino alla fine i suoi che erano nel mondo, offrì a Dio Padre il suo Corpo e Sangue sotto le specie del pane e del vino e li diede agli Apostoli in ...
(continua)
Messa Meditazione     (Omelia del 20-03-2008)
Come servire i fratelli
Lettura Con il Giovedì Santo inizia il triduo pasquale, e proprio in questo giorno Gesù istituisce due sacramenti: quello dell'Eucaristia e quello del Sacerdozio. Cristo inventa un modo per rimanere con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo, ma non lo fa senza il nostro aiuto, il sacerdote è ...
(continua)
don Ezio Stermieri     (Omelia del 05-04-2007)
La consapevolezza dell' "amen"
Oggi siamo condotti da nostra Madre, la Chiesa, nel luogo e nel tempo della nostra origine. Siamo condotti nel Cenacolo. Anche per il popolo di Israele, questo giorno segnava la data della propria origine di popolo libero perché Dio l'aveva liberato, popolo e non più insieme di tribù perché Dio gli ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 05-04-2007)
Deporre le vesti, per entrare nel mistero di Dio
Ci è dato di contemplare anche questa sera il volto di Dio. Domenica accennavo al fatto che il momento che ri-viviamo proprio questa sera è quello della intimità più alta tra Gesù e i suoi. E' il momento dell'addio, è il momento nel quale Gesù vuole lasciare ai discepoli e a noi "tutto di sé". E' i ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 05-04-2007)

«Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi» (Lc 22,15), dice Gesù ai suoi discepoli all'inizio della sua ultima cena prima di morire. In verità, per Gesù, è un desiderio di sempre; e anche quella sera vuole stare con i suoi; quelli di ieri e quelli di oggi, noi compresi. È il suo ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 05-04-2007)
Commento Giovanni 13,1-15
Oggi è un giorno particolare per ogni Cristiano credente. Giovedì Santo inizio del Triduo Pasquale, di quel cammino che porta la Chiesa al ri-perpetuare gli ultimi momenti della vita del Signore, a partecipare al mistero e al memoriale della sua Morte e della sua Resurrezione. La liturgia propone ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 05-04-2007)
Fate questo in memoria di me
La liturgia eucaristica del Giovedì Santo, che si celebra in pomeriggio, è intensamente evocatrice dell'Ultima Cena, con il rito (facoltativo) della lavanda dei piedi. Solitamente, in mattinata, si celebra una messa solenne detta "del crisma", presieduta dal Vescovo Diocesano e concelebrata, nella q ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 05-04-2007)
Commento su 1Cor 11,25
Dalla Parola del giorno Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue. (1Cor 11,25) Come vivere questa Parola? Dire Alleanza è come dire patto nuziale. La parola ebraica è "berit". Questo patto, che è lo sposalizio di Dio con l'uomo sua creatura, è come un fuoco misterioso e irradiante luce ...
(continua)
don Marco Pratesi     (Omelia del 05-04-2007)
La cena pasquale
La prima lettura ci presenta alcune prescrizioni per la celebrazione della cena pasquale ebraica. Il testo ha presenti sia elementi propri di quella notte speciale e unica che fu la notte dell'uscita dall'Egitto, sia elementi della ritualità successiva; come avviene del resto per i racconti dell'ult ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 05-04-2007)
In quella stanza al piano superiore...
Volti plumbei e rattristati attorno a quella tavola imbandita nella sala appositamente addobbata a Gerusalemme. Quella che sarebbe dovuta essere una serata di gioia e di fraterna condivisione di un pasto sontuoso, a motivo della Pasqua ebraica che ricordava il lieto evento della liberazione del popo ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 13-04-2006)

Dalla Parola del giorno Dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Come vivere questa Parola? Avendo amato i "suoi"... E questi "suoi" siamo noi: io, tu, ogni uomo che il suo amore raggiunge e salva. Sì, tutti! Anche Giuda. È là, nel Cenacolo, che già trama di mandare i ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 13-04-2006)
Amatevi come io vi ho amati
Non posso tenere per me la gioia, il dolore e la felicità, che si celebrano in questa settimana santa. E' "la settimana" che considero "il giorno del Signore": giorno in cui Dio, senza veli, non solo dona la sua Presenza tra di noi, svela la verità di tutti, ma la "settimana santa" da cui ha origine ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 13-04-2006)
Prima, Unica e Ultima Cena
"Il mangiare di Dio con noi": ecco il Giovedì Santo. Il condividere con noi il pasto solenne dell'Ultima Cena arricchisce il cammino pasquale perché apre a noi la dimensione della vicinanza di un Dio che si fa nel pane e nel vino il Corpo e il Sangue di Gesù. Arricchisce il cammino pasquale perc ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 13-04-2006)
Eucarestia e sacerdozio
È un giorno solenne e santo quello che celebriamo oggi. Diventiamo i commensali di Dio, ci viene dato come bevanda e come cibo il suo sangue e la sua carne. È il sangue e la carne dell'uomo Dio, prima martirizzato nella crudeltà di una orribile passione, poi racchiusa in un calice e in piccole ostie ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 13-04-2006)

Con la narrazione dell'ultima cena entriamo nei giorni finali della vita di Gesù. Il pasto che sta consumando con i suoi discepoli sembra una comune cena; non viene fatto alcun cenno agli usi pasquali. Ma una cosa è chiara: Gesù sa che è giunta la sua ora. La prospettiva della morte tuttavia non lo ...
(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 08-04-2004)
Quel boccone
Dette queste cose Gesù si turbò nello spirito e attestò e disse: "Amen, Amen vi dico: uno di voi mi tradirà". Il diavolo aveva già messo nel cuore di Giuda Iscariota di tradire (Gv 13,2). Gesù aveva compiuto il gesto della lavanda dei piedi e lo aveva spiegato ed allora che la tristezza lo avvolge ...
(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 08-04-2004)
Depose le vesti
Ora, prima della festa della Pasqua, sapendo Gesù che era venuta l'ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino al compimento. Inizio solenne, troppo solenne, per raccontare un semplice episodio di umiltà, di abbassamento o di servizio. Giovanni si s ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 00-00-0000)
Li amò sino alla fine
Stupore, cari amici! Stupore! Se nei nostri cuori rinsecchiti ci fosse un po' di fede genuina, dovremmo rimanere senza parole dopo aver ascoltato questa pagina di Giovanni. Il problema è che siamo talmente asfaltati da non essere più capaci di stupore. Siamo come anestetizzati, le cose ci passano vi ...
(continua)

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