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LITURGIA

> 1 Aprile 2012 <

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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  DOMENICA DELLE PALME (ANNO B)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

BPALM ;
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Rosso

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È allo stesso tempo l’ora della luce e l’ora delle tenebre.
L’ora della luce, poiché il sacramento del Corpo e del Sangue è stato istituito, ed è stato detto: “Io sono il pane della vita... Tutto ciò che il Padre mi dà verrà a me: colui che viene a me non lo respingerò... E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto mi ha dato, ma lo risusciti l’ultimo giorno” (Gv 6,35-39). Come la morte è arrivata dall’uomo così anche la risurrezione è arrivata dall’uomo, il mondo è stato salvato per mezzo di lui. Questa è la luce della Cena.
Al contrario, la tenebra viene da Giuda. Nessuno è penetrato nel suo segreto. Si è visto in lui un mercante di quartiere che aveva un piccolo negozio, e che non ha sopportato il peso della sua vocazione. Egli incarnerebbe il dramma della piccolezza umana. O, ancora, quello di un giocatore freddo e scaltro dalle grandi ambizioni politiche.
Lanza del Vasto ha fatto di lui l’incarnazione demoniaca e disumanizzata del male.
Tuttavia nessuna di queste figure collima con quella del Giuda del Vangelo. Era un brav’uomo, come molti altri. È stato chiamato come gli altri. Non ha capito che cosa gli si faceva fare, ma gli altri lo capivano? Egli era annunciato dai profeti, e quello che doveva accadere è accaduto. Giuda doveva venire, perché altrimenti come si sarebbero compiute le Scritture? Ma sua madre l’ha forse allattato perché si dicesse di lui: “Sarebbe stato meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”? Pietro ha rinnegato tre volte, e Giuda ha gettato le sue monete d’argento, urlando il suo rimorso per aver tradito un Giusto. Perché la disperazione ha avuto la meglio sul pentimento? Giuda ha tradito, mentre Pietro che ha rinnegato Cristo è diventato la pietra di sostegno della Chiesa. Non restò a Giuda che la corda per impiccarsi. Perché nessuno si è interessato al pentimento di Giuda? Gesù l’ha chiamato “amico”. È veramente lecito pensare che si trattasse di una triste pennellata di stile, affinché sullo sfondo chiaro, il nero apparisse ancora più nero, e il tradimento più ripugnante? Invece, se questa ipotesi sfiora il sacrilegio, che cosa comporta allora l’averlo chiamato “amico”? L’amarezza di una persona tradita? Eppure, se Giuda doveva esserci affinché si compissero le Scritture, quale colpa ha commesso un uomo condannato per essere stato il figlio della perdizione?
Non chiariremo mai il mistero di Giuda, né quello del rimorso che da solo non può cambiare nulla. Giuda Iscariota non sarà più “complice” di nessuno.

Antifona d'ingresso

Commemorazione dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme

ANTIFONA

Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d'Israele.
Osanna nell'alto dei cieli. (Mt 21,9)

Il sacerdote saluta il popolo con queste parole:

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l'amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.

R. E con il tuo spirito.

Quindi rivolge al popolo una breve esortazione, per illustrare il significato del rito e per invitarlo a una partecipazione attiva e consapevole:

Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dall'inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione.

Dopo questa esortazione, il sacerdote dice a mani giunte una delle orazioni seguenti:

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
benedici + questi rami [di ulivo],
e concedi a noi tuoi fedeli,
che accompagniamo esultanti il Cristo,
nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Oppure:
Preghiamo.
Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te,
e concedi a noi tuoi fedeli,
che rechiamo questi rami
in onore di Cristo trionfante,
di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone.
Per Cristo nostro Signore.

E senza nulla dire, asperge i rami con l'acqua benedetta.

Segue la proclamazione del Vangelo dell'ingresso del Signore.

VANGELO (Mc 11,1-10)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”».
Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.
Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:
«Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!».

Parola del Signore.

Dopo il Vangelo si può fare, secondo le circostanze, una breve omelia. Per dare l'avvio alla processione, il celebrante, o un altro ministro, può fare un'esortazione con queste parole:

Imitiamo, fratelli carissimi, le folle di Gerusalemme, che acclamavano Gesù, Re e Signore, e avviamoci in pace.

Ha quindi inizio la processione verso la chiesa, nella quale si celebra la Messa. Durante la processione, il coro e il popolo eseguono i canti adatti alla celebrazione.


Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna con te...

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Prima lettura

Is 50,4-7
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare deluso. (Terzo canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 21

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.

Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele.

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Seconda lettura

Fil 2,6-11
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio l’ha esaltato

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,
e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.
Gloria e lode a te, o Cristo!

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Vangelo

Mc 14,1-15,47
La passione del Signore


+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco

- Cercavano il modo di impadronirsi di lui per ucciderlo
Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».

- Ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura
Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».

- Promisero a Giuda Iscariota di dargli denaro
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli, all’udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.

- Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

- Uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà
Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: «Sono forse io?». Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».

- Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue dell’alleanza
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

- Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto:
“Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse”.
Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.

- Cominciò a sentire paura e angoscia
Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

- Arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta
E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo.

- Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?
Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Lo abbiamo udito mentre diceva: “Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d’uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d’uomo”». Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde. Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte. Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa’ il profeta!». E i servi lo schiaffeggiavano.

- Non conosco quest’uomo di cui parlate
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l’ingresso e un gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro». Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

- Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?
E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.
A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

- Intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

- Condussero Gesù al luogo del Gòlgota
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

- Con lui crocifissero anche due ladroni
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

- Ha salvato altri e non può salvare se stesso!
Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

- Gesù, dando un forte grido, spirò
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».
Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

- Giuseppe fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro
Venuta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.

Parola del Signore.

Forma breve (Mc 15, 1-39):
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco

- Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?
Al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.
A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

- Intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

- Condussero Gesù al luogo del Gòlgota
Costrinsero a portare la croce di lui un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

- Con lui crocifissero anche due ladroni
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

- Ha salvato altri e non può salvare se stesso!
Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

- Gesù, dando un forte grido, spirò
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Cristo Gesù, che ti sei fatto obbediente fino alla morte per donarci la pienezza della vita, ascolta la nostra preghiera, che con fiducia ti rivolgiamo dopo aver meditato sulla tua crocifissione.
Preghiamo insieme e diciamo: Cristo, nostra salvezza, ascoltaci.

1. Tu, che nella morte in croce hai unito cielo e terra, guarda alla tua Chiesa e donale pace e unità, perché sia segno nel mondo della tua salvezza, preghiamo.
2. Tu, che sei venuto per salvare tutti, da' agli sfiduciati la forza per superare le difficoltà della vita, il coraggio di affrontare la malattia e la premura della solidarietà a chi sta vicino a chi soffre, preghiamo.
3. Tu, che hai sofferto un'ingiusta condanna, dona forza e coraggio a chi lotta per la giustizia e a chi cerca la pace attraverso la riconciliazione e il rifiuto della violenza, preghiamo.
4. Tu, che al ladrone pentito hai promesso il paradiso, fa' che tutti i popoli ti possano riconoscere come unico salvatore, preghiamo.
5. Tu, che sei venuto a liberarci dal peccato e dalla morte, fa' che tutti noi, riconoscendo le nostre colpe e omissioni, veniamo a te, sorgente del perdono e della vita, preghiamo.

O Dio, nostro Padre, che ci hai tanto amato da donare il tuo Figlio unigenito, fa' che abbiamo sempre presente l'insegnamento della sua passione, per poter partecipare alla gloria della sua risurrezione. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Preghiera sulle offerte
Dio onnipotente, la passione del tuo unico Figlio
affretti il giorno del tuo perdono;
non lo meritiamo per le nostre opere,
ma l’ottenga dalla tua misericordia
questo unico mirabile sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO
La passione redentrice del Signore

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Egli, che era senza peccato,
accettò la passione per noi peccatori
e, consegnandosi a un’ingiusta condanna,
portò il peso dei nostri peccati.
Con la sua morte lavò le nostre colpe
e con la sua risurrezione ci acquistò la salvezza.
E noi, con tutti gli angeli del cielo,
innalziamo a te il nostro canto,
e proclamiamo insieme la tua lode: Santo...


Antifona di comunione
“Padre, se questo calice non può passare
senza che io lo beva,
sia fatta la tua volontà”. (Mt 26,42; cf. Mc 14,36; cf. Lc 22,42)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi santi doni,
e con la morte del tuo Figlio
ci fai sperare nei beni in cui crediamo,
fa’ che per la sua risurrezione
possiamo giungere alla meta della nostra speranza.
Per Cristo nostro Signore.

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OMELIE (a cura di Qumran2.net)

dom Luigi Gioia     (Omelia del 01-04-2012)
La passione del Signore
Clicca qui per scaricare il commento in formato MP3.Per ascoltare il commento, clicca sul play sulla sinistra del lettore: ...
(continua)
Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 01-04-2012)
Commento su Marco 11,1-10
Contesto Con la Domenica delle Palme entriamo nella fase finale del tempo quaresimale; al racconto della passione (quest'anno, ciclo B, Marco 14,1-15,47) si affianca il testo dell'ingresso di Gesù nella città santa, Gerusalemme, che nell'evangelista Marco ha un carattere molto particolare, introduc ...
(continua)
don Marco Pozza     (Omelia del 01-04-2012)
Disgraziato e pure graziato; il dispetto di Dio
M'hanno sempre rinfacciato d'essere ambizioso. Così, non certo per darla a vedere, mi sono messo in testa di diventare santo. Come Filippo s'è messo in testa di diventare un calciatore, Tommaso un professore universitario, Valentina una imprenditrice di successo, Sara una showgirl, Alessandro un pic ...
(continua)
don Mario Campisi     (Omelia del 01-04-2012)
Senza regista le cose vanno bene
Non c'era nessuno che diceva: battete le mani, acclamate, dite osanna. Quando il cuore è colmo di sentimenti di gratitudine e di devozione non c'è bisogno di una manifestazione accomodata, le parole vengono fuori da sole, i gesti sono i più semplici e spontanei. Questa domenica delle palme noi trov ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 01-04-2012)
Natura di schiavo
Cominciamo con la celebrazione di oggi la Settimana Santa, la Semana Mayor come dicono qua a Cuba. La cominciamo con ancora negli occhi la moltitudine di cubani festanti che hanno accolto il Santo Padre nei giorni scorsi: la loro gioia, la loro allegria, la loro voglia di stare con lui e pregare con ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 01-04-2012)
La Gioia e l'Amore
Due elementi in questa domenica delle Palme: Sull'esempio di quanto è avvenuto a Gerusalemme nella gioia di accogliere Gesù, il Signore, il messaggio del Papa che invita alla gioia, e la meditazione del mistero dell'amore di Gesù sulla Croce. Dal messaggio del S. Padre: "La gioia è intimamente le ...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 01-04-2012)
La passione di Gesù Dio
La Passione di Gesù è la storia di un uomo innamorato perdutamente di Dio. Questo suo amore e la fedeltà a quest'amore lo portarono fino all'esito estremo della morte. Possiamo capire quello che accade in questi eventi solo rifacendoci alla passione che quest'uomo ebbe per le persone, per chi era le ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 01-04-2012)
Le vie crucis dell'uomo? e di Gesù
Clicca qui per la vignetta della settimana Quante volte abbiamo celebrato la Via Crucis, sia all'interno delle nostre chiese sia all'esterno, per le vie del paese o del borgo. Anche nella nostra comunità parrocchiale, in questi giorni stiamo preparando la celebrazione che avverrà per le vie della ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 01-04-2012)
Video commento a Mc 14,1-15.47
...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 01-04-2012)
La Croce, supremo atto d'amore
«Uomini vanno a Dio nella loro tribolazione, piangono per aiuto, chiedo­no pane. Così fan tutti, tutti. I cristiani invece stanno vi­cino a Dio nella sua soffe­renza» (Bonhoffer), in que­sta settimana santa, quando scorrono i giorni del nostro destino, e in ogni settimana del tempo. Infatti se noi c ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 01-04-2012)
Commento su Is 50,4-7; Fil 2,6-11; Mc 14,1-15,47
Prima lettura È il canto del Servo del Signore, profezia di Gesù e del suo compito mai separato dalla sofferenza e, allo stesso tempo, dalla fede certa nel Padre. È l'eletto al servizio della Parola di Dio e, come fu per il profeta Geremia, riceve in cambio maltrattamenti e angosce. Un'esistenza ...
(continua)
Gaetano Salvati     (Omelia del 01-04-2012)
Sempre oltre e altro
La liturgia della Domenica delle Palme illumina il nostro cammino quaresimale attraverso la proclamazione di due vangeli, entrambi di san Marco. Il primo, proclamato all'inizio della processione delle palme, ha narrato l'accoglienza che il popolo di Gerusalemme ha riservato al Salvatore. Nell'uomo s ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 01-04-2012)
Domenica delle Palme
Ci volle un gran coraggio - che è la natura dell'amore - da parte di Gesù per entrare in Gerusalemme quel giorno delle Palme. Lui sapeva molto bene e lo avevano avvertito i suoi, gli Apostoli, che il vaso dell'odio e della volontà di toglierLo di mezzo, in coloro che Gesù, disturbava, perché addirit ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 01-04-2012)
Commento su Marco 11,9; Marco 15,14
Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!» Mc 11,9 Essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!» Mc 15,14 Come vivere questa Parola? Pochi giorni di distanza e l'ondata di entusiasmo della folla si tramuta in risucchio ostile: ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 01-04-2012)
Infine
Entriamo nella settimana più importante dell'anno, per noi discepoli. Talmente importante da essere definita "santa". Minuto dopo minuto sincronizzeremo gli orologi della fede alle ultime ore di vita di Gesù. Al lavoro, a casa, in famiglia, tutto procederà come sempre. Ma, nel frattempo andiamo c ...
(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 01-04-2012)
Il cuore di Dio
Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, Il Figlio è partecipe del Padre, la loro comunione è perfetta e totale, ma Dio è anche il punto di partenza di una storia di amore. La storia di amore e di relazione che è iniziata nella creazione è una storia lunga in cui l'uomo è coinvolto, cercat ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 01-04-2012)
Non abbiamo camminato invano
Il cammino percorso sulla strada della fede non è mai inutile, nemmeno quando è oltremodo faticoso e sembra portare a nulla perché ci pare che Dio non risponda o sia lontano dalla nostra vita; oppure quando facciamo dei buoni propositi per cercare di migliorare qualcosa di noi stessi e puntualmente ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 01-04-2012)
La follia di Dio
Nonostante le tre predizioni della Croce (Mc 8,31-33; 9,30-32; 10,32-34) Gesù è accolto a Gerusalemme come un re. I discepoli assaporano già il momento della presa di potere, della rivelazione finale e definitiva di Gesù, della manifestazione della regalità trionfante del Rabbì di Nazareth. I dodic ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-04-2012)
Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?
Ogni qualvolta la letteratura, anche quella teologica specializzata, e la cinematografia, anche quella di elite, e non solo quella popolare, a larga divulgazione, si trova dinanzi a Giuda, è come se perdesse il senso e il significato della verità, della storia, della tradizione, della stessa rivelaz ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 01-04-2012)

COMMENTO ALLE LETTURE a cura di don Nazzareno Marconi La liturgia della domenica delle Palme ci propone quest'anno la passione di Cristo secondo Marco. Questo racconto è a tutti gli effetti il culmine del suo vangelo. La passione è narrata in un racconto coerente, costruito con solidità, che no ...
(continua)
Omelie.org (bambini)     (Omelia del 01-04-2012)

Vangelo lunghissimo e doloroso, quello che abbiamo appena ascoltato; il nostro cuore e la nostra testa non ce la fanno ad accogliere altre parole. Questo non è il momento per grandi discorsi, ma è tempo di silenzio, per ripercorrere con la mente tutto quello che abbiamo ascoltato, così da custodirlo ...
(continua)
don Domenico Luciani     (Omelia del 01-04-2012)
Video commento a Mc 14,1-15,47
...
(continua)
Giovani Missioitalia     (Omelia del 01-04-2012)
Da che parte stiamo?
È arrivata la Domenica delle Palme, Gesù entra in Gerusalemme acclamato come un re! Una moltitudine di gente lo accoglie e lo segue: "Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!". Si respira un aria di pace e di festa, alcuni si tolgono i mantelli, altri corrono nei campi per tagliare de ...
(continua)
padre Sergio Tellan, OFM cap.     (Omelia del 01-04-2012)
Video commento a Mc 14,1-15.47
...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 01-04-2012)
Video commento a Mc 14,1-15.47
...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 01-04-2012)
Solo Dio sceglie di salire in croce
Entriamo nella più grande settimana dell'anno liturgico. La più grande perché, liturgicamente, è addirittura santa. L'unica santa settimana dell'anno perché ricorda i fatti sconvolgenti della nostra salvezza. Quali palme dobbiamo stendere? Nel Vangelo delle palme vediamo la folla che stende m ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 01-04-2012)
Dall'esultanza alla passione e viceversa
Palme e rametti di ulivo si ostentano oggi davanti al sacerdote che impartisce la benedizione su di esse, aspergendoli con acqua benedetta. E la folla dei fedeli, oggi presente come non mai, si stringe pigiata in chiesa o in altro luogo idoneo per ricevere tale aspersione e per poi seguire la lettur ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-04-2012)
Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?
Oggi la Chiesa legge e medita la Passione del Signore, così come essa è raccontata dal Vangelo secondo Marco. Noi di essa prendiamo solo un brano, il cuore, e da esso trarremo fuori quelle verità che sono necessarie alla nostra natura, essenza, sostanza di discepoli di Gesù. Mettendo in evidenza ciò ...
(continua)
padre Fernando Armellini     (Omelia del 01-04-2012)
Video commento su Marco 14,1-15,47
...
(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 01-04-2012)
Commento su Isaia 50, 4-7; Salmo 21; Filippesi 2, 6-11; Marco 14, 1- 15, 47
Con la Domenica delle Palme inizia la Grande Settimana, che i Padri della Chiesa chiamavano al modo ebraico la Settimana delle Settimane che significa la Settimana per eccellenza, il cui punto focale sarà la notte di veglia che vivremo sabato prossimo, quando risuonerà l'"alleluia pasquale". Una s ...
(continua)
Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 05-04-2009)
Commento su Filippesi 2,6-11
Lectio Contesto La domenica delle Palme prevede la lettura del racconto della passione, per quest'anno secondo il testo di Marco (Mc 14,1-15,47), ma per il nostro commento abbiamo scelto il famoso inno Cristologico dalla lettera di san Paolo ai Filippesi proposto come seconda lettura. Il testo, pr ...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 05-04-2009)
Quell'incredibile follia della croce
Domenica di passione. La pagina più sconvolgente della storia della salvezza! Quale salvezza? Quale storia? La tua, la mia, la nostra. L'innocente, il Dio-Uomo è salito sulla Croce, inchiodato dalle mie colpe! E' salito là dove avremmo dovuto salire noi, gli unici ad averlo meritato. Ed invece è s ...
(continua)
padre Sergio Tellan, OFM cap.     (Omelia del 05-04-2009)
Video commento a Mc 14,1-15,47
...
(continua)
don Valentino Porcile     (Omelia del 05-04-2009)
Video commento a Mc 14,1-15,47
...
(continua)
don Daniele Muraro     (Omelia del 05-04-2009)
... umiliato ed esaltato
Il racconto della Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo san Marco che abbiamo ascoltato è ancora impresso nella nostra mente. Torniamo però un attimo indietro alla seconda lettura. Siamo nell?anno paolino. L?inno che si trova nella lettera ai Filippesi è come un ?passio? concentrato. San P ...
(continua)
don Ezio Stermieri     (Omelia del 05-04-2009)
Chi è Gesù?
C'è una domanda che attraversa tutto il Vangelo di Marco: chi è Gesù e che trova nel racconto della passione che abbiamo ora ascoltato la risposta. Sotto la Croce con il centurione romano e dunque con chiunque si sia messo in cammino dietro a Gesù, possiamo anche noi affermare: veramente quest'uomo ...
(continua)
Monastero Janua Coeli     (Omelia del 05-04-2009)
Gridavano: Osanna
Gesù entra nella dimenticanza della gloria. Gli echi delle acclamazioni portano altri echi, e nulla e nessuno potrà illudere Gesù sul suo immediato futuro. Quando si è consegnato all'AMORE dell'uomo, sapeva bene cosa poteva accadere. Tutti cercano Gesù, ma chi lo conosce veramente? Chi fa esperienza ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 05-04-2009)
Un Dio servo degli uomini
Continuiamo il nostro cammino alla ricerca del volto di Dio e scopriamo, se ci lasciamo davvero portare dalla Parola che ci viene consegnata, particolari sempre più belli e sorprendenti; oggi ci viene incontro il volto di un Dio servo degli uomini. Lo descrive così, molto apertamente, la seconda let ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 05-04-2009)
Con le Palme incontro a Cristo
Celebriamo oggi la domenica delle Palme, ma più esattamente da un punto di vista liturgico, la domenica della Passione, in quanto commemoriamo l?ingresso solenne, gioioso e festoso di Cristo in Gerusalemme. Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione. Acco ...
(continua)
LaParrocchia.it     (Omelia del 05-04-2009)
Palme... Giovedì... Venerdì... Sabato
Anziché commentare il racconto della passione di Gesù preferisco offrire qualche spunto di riflessione su come vivere questa settimana santa. È una settimana che si apre con la celebrazione della domenica delle palme e trova il suo culmine nel triduo pasquale: Gesù patisce, muore e risuscita. Quest ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 05-04-2009)
L'amore e la croce
L'ulivo è stato sempre sacro: i vincitori delle Olimpiadi venivano incoronati con un ramo di ulivo; Noè, dopo il lento abbassarsi delle acque, fece uscire la colomba che al suo ritorno portava nel becco un ramoscello di ulivo, segno che dal grembo della terra rispuntava la vita, ma soprattutto che D ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 05-04-2009)
Quella morte che rivela il cuore di Dio
Ecco l?uomo! Appare al bal­cone dell?universo il volto di Gesù intriso di sangue. Il dolore sotto cui vacilla è il dolo­re di tutti gli uomini: molte volte ho visto il volto di Dio cosparso di sangue lungo le strade della vi­ta sempre uguale, nei sentieri in­difesi della storia dell?uomo, e non ho s ...
(continua)
Totustuus     (Omelia del 05-04-2009)

SCHEMA RIASSUNTIVO Tema: Il trionfo della croce. Obiettivo: Condurre i fedeli ad una miglior comprensione del mistero della croce. 1. Verso il trionfo della croce a) La Domenica delle Palme allude alla vittoria e al trionfo. Invece, la Domenica di Risurrezione viene segnata dall'eccesso del ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 05-04-2009)

Oggi inizia la Settimana Santa o della passione. È santa perché al centro c?è lui. È come una nuova creazione: quello che è vecchio può diventare nuovo, risorgere. Seguiremo la storia di un uomo pieno di passione, di cuore: colui che "umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte ed alla mor ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 05-04-2009)
Il bacio che fa soffrire più di una lancia
Clicca qui per la vignetta della settimana. Nella Cappella dei Scrovegni affrescata da Giotto a Padova, sono rappresentate diverse scene della vita di Gesù e in particolare della sua passione e morte. Tra queste, una scena è dedicata al famoso bacio di Giuda. Con quel bacio, racconta il vangelo, ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 05-04-2009)
Dio si fa vicino a noi
Stiamo entrando nella Settimana Santa, dopo il lungo periodo della Quaresima, che nella mente di Dio e della Chiesa era un accostarsi al grande Mistero della Resurrezione, risorgendo anche noi con la conversione, la penitenza, l'ascolto della Parola e la carità dal digiuno. La Settimana Santa non p ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 05-04-2009)
Una Croce per trono
Ci siamo! Con la Domenica delle Palme si aprono le porte della grande settimana, l?unica di tutto l?anno liturgico che gode del privilegio d?essere chiamata ?santa? e che ci strappa dai nostri ritmi quotidiani per farci vivere in tempo reale gli ultimi giorni della vita di Gesù. Siamo partiti dal d ...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 05-04-2009)
La passione di Gesù, Dio
La Passione di Gesù è la storia di un uomo innamorato perdutamente di Dio. Questo suo amore e la fedeltà a quest?amore lo portarono fino all?esito estremo della morte. Possiamo capire quello che accade in questi eventi solo rifacendoci alla passione che quest?uomo ebbe per le persone, per chi era le ...
(continua)
padre Romeo Ballan     (Omelia del 05-04-2009)
Il Cireneo, uomo d?Africa: dal rifiuto al servizio
Riflessioni L?ingresso nella Settimana Santa, la settimana grande dell?amore fino alle estreme conseguenze (Gv 13,1), è segnata quest?anno dal racconto della passione e morte di Cristo, narrata dall?evangelista Marco (Vangelo). Quella Passio non è solo storia del passato: gli stessi avvenimenti si ...
(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 05-04-2009)
La Grande settimana
I rami di palma, o da noi d?ulivo, caratterizzano questa domenica che dà inizio alla ?grande settimana?, durante la quale si ripercorrono gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù. L?ulivo richiama la folla osannante al suo ingresso nella città santa di Gerusalemme, riproponendo il violento contr ...
(continua)
don Remigio Menegatti     (Omelia del 05-04-2009)
Mio Dio, mio Dio, perchè mi hai abbandonato?
PREGHIERA DI COLLETTA O Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa' che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua passione, per partecipare alla gloria della risurrezione. ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 05-04-2009)
Commento Giovanni 12,12-15 (brano della funzione della benedizione delle Palme)
Dalla Parola del giorno Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme, uscì a incontrarlo, e gridava: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele!» Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, com ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 05-04-2009)

COMMENTO ALLE LETTURE a cura delle Monache Benedettine di Citerna La sesta domenica di Quaresima, detta anche delle Palme, si presenta come un grande portale. Infatti con essa entriamo, nel coinvolgimento di tutta la Chiesa (e nostro) nel ?memoriale? del Mistero pasquale durante la celebrazione ...
(continua)
Omelie.org (bambini)     (Omelia del 05-04-2009)

Silenzio, solo silenzio: dopo il lungo Vangelo che abbiamo ascoltato, non ci vogliono parole. Ci serve il silenzio. Perché solo nel silenzio il nostro cuore potrà assorbire l'intensità del racconto che ci ha offerto l'evangelista Marco. C'è bisogno di silenzio anche per riprenderci dal profondo t ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 05-04-2009)
Commento su Marco 14,1-15,47
In questo giorno la Chiesa commemora il Cristo Signore che entra in Gerusalemme per portare a compimento il suo mistero di passione, morte e resurrezione. Ecco perché al simbolo delle palme benedette si unisce la lunga lettura della passione di Gesù. Il colore liturgico è il rosso, segno di passione ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 05-04-2009)
Infine
Il deserto, ormai, volge al termine. Abbiamo seguito il Rabbì nei quaranta giorni della quaresima, cercando di convertire il nostro cuore, sforzandoci di cambiare l?immagine mediamente orribile di Dio che portiamo nel cuore. Vorremmo un Messia muscoloso e trionfante. Gesà è un Messia mite e mediocr ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 05-04-2009)

Il racconto della passione domina la liturgia della parola. Il lettore che segue Gesù nel racconto, nel contesto della celebrazione liturgica, è condotto a percorrere lo stesso itinerario dalla morte alla vita, dalla passione alla gloria. I due aspetti insieme della morte e della vita, della passion ...
(continua)
Il pane della domenica     (Omelia del 05-04-2009)
Fu crocifisso: perché?, per chi?
La passione del Signore Per accendere la nostra riflessione, può essere utile partire da un dato, solo a prima vista marginale. Tenendo presente che l?attività pubblica di Gesù si è sviluppata in tre anni circa, mentre quella della ?settimana santa? in appena cinque giorni, ne risulta che, stando ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 05-04-2009)
La gloria sì, ma dopo il dolore. Perchè per lui la gloria è il dolore.
Essere osannato con l?ostentazione e il lancio di palme dalle ovazioni della folla, anche nella Bibbia, è sinonimo di esaltazione e glorificazione nei confronti di chi riveste un ruolo importante o riveste una posizione dignitosa, come nel caso di un re o di un signore. E tale difatti viene riconos ...
(continua)
Suor Giuseppina Pisano o.p.     (Omelia del 05-04-2009)

Una domenica senza omelia, questa, che ci immette nella settimana " Santa" per eccellenza, a motivo degli eventi che celebra: l'istituzione dell'Eucarestia, memoriale del Signore Gesù, e, di seguito, la sua passione e morte di Lui. E' una liturgia ricca, che va dalla rievocazione dell'ingresso sole ...
(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 05-04-2009)

Con la Domenica delle Palme ha fine la Quaresima e ha inizio la settimana di Passione o settimana Santa. La Liturgia odierna, nei brani evangelici, ci fa contemplare un Cristo osannato ? rito della benedizione delle palme - e un Cristo umiliato ? lettura del Vangelo della S. Messa (passio). La croce ...
(continua)
don Daniele Muraro     (Omelia del 09-04-2006)

Il commento segue lo schema predisposto dall'autore per ogni anno liturgico, che potete trovare cliccando qui. Siamo riuniti per rendere onore al Signore come assemblea, l'abbiamo fatto agitando i rami di ulivo. Questa giornata è il punto di arrivo del tempo della Quaresima che abbiamo vissuto ...
(continua)

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