LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  Venerdì della I settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO015 ;
Parlando dell'ingresso nel riposo di Dio la lettera agli Ebrei dice che è una promessa che rimane in vigore. C'è un primo significato, che si coglie immediatamente. Adesso noi stiamo attraversando il deserto, e la Terra promessa è davanti a noi. Non vi siamo ancora entrati, e dobbiamo stancarci, faticare, soffrire, affrontare molti ostacoli. Però c'è questa promessa, e se noi prestiamo fede alla parola di Dio siamo sulla strada giusta e siamo certi di arrivare un giorno nel suo paradiso, nel suo riposo.
Ma c'è anche un'altra prospettiva, più profonda.
L'autore dice: "Possiamo entrare in quel riposo, noi che abbiamo creduto": già ora entriamo nel riposo di Dio. L'invito di Dio non è soltanto per il futuro, è già per adesso. Un altro passo dice che "noi abbiamo come un'ancora nella nostra vita, sicura e salda" (cfr. 6,19) e questa ancora è la fede. Noi non abbiamo soltanto la speranza di ricevere una ricompensa alle nostre fatiche, ma, nella fede, vediamo che già ora Dio ci dà i suoi doni. Questo è l'atteggiamento cristiano:
sapere che tra le difficoltà, le preoccupazioni, le sofferenze della vita, Dio già adesso ci invita a "entrare nel suo riposo", a essere con lui nella pace, nella tranquillità, nella gioia.
Il Vangelo ci dà un esempio della efficacia immediata della fede. "Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati"". Non ha detto: "I tuoi peccati ti saranno rimessi nell'ultimo giudizio", ma "ti sono rimessi", vista la loro fede: la fede fin da ora ottiene il dono di Dio, anche quando le circostanze direbbero il contrario. La fede è possesso anticipato delle cose che si sperano.
Noi siamo sempre invitati a entrare nel riposo di Dio, specialmente nella Messa: "Beati gli invitati alla cena del Signore". La cena del Signore in un certo senso è nel futuro, nella definitiva, e il banchetto celeste. Ma in un altro senso partecipiamo in ogni Eucaristia, nella fede, al banchetto celeste, siamo invitati a essere con Dio: nella gioia di Dio, nell'amore di Dio, nella pace di Dio. E in ogni momento della giornata dobbiamo sentire questo invito: "Entrate adesso nel mio riposo".
I tre giovani non erano certo m una situazione tranquilla in apparenza, ma il racconto di Daniele dice che spirava un vento leggero e che nel martirio erano come in cielo, e cantavano: "Benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo, perché ci ha liberati!". Anche noi siamo invitati allo stesso canto, anche in modo paradossale, che è proprio il modo della fede, perché attraverso le difficoltà, al livello più profondo raggiungiamo Dio.
Siamo Stati posti per sempre nell'amore di Cristo, ed egli ci ripete: "Rimanete nel mio amore".

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Antifona d'ingresso
Vidi il Signore su di un trono altissimo:
lo adorava una schiera di angeli e cantavano insieme:
“Ecco colui che regna per sempre”.


Colletta
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Eb 4,1-5.11
Affrettiamoci a entrare in quel riposo.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, dovremmo avere il timore che, mentre rimane ancora in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso. Poiché anche noi, come quelli, abbiamo ricevuto il Vangelo: ma a loro la parola udita non giovò affatto, perché non sono rimasti uniti a quelli che avevano ascoltato con fede. Infatti noi, che abbiamo creduto, entriamo in quel riposo, come egli ha detto:
«Così ho giurato nella mia ira:
non entreranno nel mio riposo!».
Questo, benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. Si dice infatti in un passo della Scrittura a proposito del settimo giorno: «E nel settimo giorno Dio si riposò da tutte le sue opere». E ancora in questo passo: «Non entreranno nel mio riposo!».
Affrettiamoci dunque a entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 77

Proclameremo le tue opere, Signore.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore.

Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,
perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio,
ma custodiscano i suoi comandi.

Non siano come i loro padri,
generazione ribelle e ostinata,
generazione dal cuore incostante
e dallo spirito infedele a Dio.

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 2,1-12
Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.


+ Dal Vangelo secondo Marco

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Nel profondo di ogni uomo esiste un bisogno radicale di Dio, di comunione con lui, di essere perdonato e guarito. Preghiamo insieme il Padre che ci ha riconciliati inviando Gesù suo Figlio, dicendo insieme:
Noi ti preghiamo, Dio di misericordia.

Affinché il popolo di Dio viva al proprio interno il perdono e la riconciliazione, per diventare annuncio credibile di Cristo, nostra pace. Preghiamo:
Affinché i pastori della Chiesa e i fedeli mantengano vivo nella società di oggi il senso cristiano del peccato, della responsabilità di ciascuno dinanzi a Dio e all'uomo. Preghiamo:
Affinché i ministri del sacramento della riconciliazione siano per tutti strumenti di vera liberazione interiore e segni della paternità di Dio. Preghiamo:
Affinché le istituzioni assistenziali per gli ammalati e gli anziani siano luoghi di servizio all'uomo, nella partecipazione delicata alla sofferenza delle persone. Preghiamo:
Affinché l'eucaristia, che celebriamo uniti nella fede, diventi forza di riconciliazione nella famiglia e nel lavoro. Preghiamo:
Preghiamo per chi cede alla tentazione della vendetta.
Preghiamo per chi sente un profondo bisogno di misericordia.

Signore della bontà e della pace, ti ringraziamo perché in Gesù ci hai perdonati e risanati. Dall'esperienza della tua misericordia cresca in noi l'impegno ad amare tutti i fratelli salvati dal tuo Figlio che ora vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, l’offerta che ti presentiamo,
esaudisci la nostra fiduciosa preghiera
e santifica tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Presso di te, Signore, è la sorgente della vita,
nella tua luce noi vedremo la luce. (Sal 36,10)

Oppure:
“Io sono venuto perché abbiano la vita,
e l’abbiano in abbondanza”, dice il Signore. (Gv 10,10)


Preghiera dopo la comunione
Dio onnipotente, che ci hai nutriti alla tua mensa,
donaci di esprimere in un fedele servizio
la forza rinnovatrice di questi santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16-01-2015)
Figlio, ti sono perdonati i peccati
L?annunzio del perdono dei peccati è opera altamente profetica, anzi specificatamente profetica. È la loro profezia che apre i cuori alla speranza. Senza i profeti il popolo del Signore sarebbe rimasto fossilizzato al tempo dell'Esodo, alla Legge del Sinai. La prima profezia di Isaia vede il popolo ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-01-2014)
Figlio, ti sono perdonati i peccati
Mettendo a confronto Antico e Nuovo Testamento, appare con tutta evidenza la straordinaria novità di Cristo Gesù in ogni cosa. È come se Gesù desse alla creazione del Padre suo nuova forma, nuova vita, nuova esistenza, nuovo essere, nuova modalità, nuova ritualità. Tutto diviene nuovo con Gesù Signo ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 17-01-2014)
Commento su Marco 2, 9-11
Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 18-01-2013)
Scoperchiarono il tetto e calarono il lettuccio
Ogni tanto sui giornali, alla tv ed anche nel Vangelo leggiamo di atti di eroismo. Persone che compiono qualcosa di speciale per altri mettendo a rischio la propria incolumità, la loro posizione, il loro futuro. Quanti sono però gli atti di eroismo che ogni giorno vengono compiuti, ma si da notizia ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 18-01-2013)
Commento su Ebrei 4,2
Anche noi come quelli, abbiamo ricevuto il vangelo: ma a loro la parola udita non giovò affatto, perché non sono rimasti uniti a quelli che avevano ascoltato con fede Eb 4,2 Come vivere questa Parola? Il testo rievoca l'episodio della reazione negativa degli ebrei, vaganti nel deserto, alla "b ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 18-01-2013)
Il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra
Sono veramente strani questi scribi. Loro trascorrono la loro vita nello studiare, scrutare, interpretare le Scritture e ignorano che già un profeta del Dio vivente aveva pronunciato la stessa frase detta da Gesù al paralitico. Dopo il suo peccato, Davide ricevette la visita di Natan. Ecco quanto av ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 13-01-2012)
Commento su Marco 2,1-12
Dio solo perdona, ovvio. Se Gesù perdona significa che egli è la presenza di Dio. Questo è il significato profondo del testo di oggi. Ma ci sono altre sfumature, ugualmente importanti, nel vangelo letto: la religiosità popolare pensava che la malattia fosse il segno di una maledizione da parte di Di ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 13-01-2012)
Commento su Primo Samuele 8, 5
Stabilisci per noi un re che sia nostro giudice, come avviene per tutti i popoli. 1 Sam 8, 5 Come vivere questa Parola? Israele, nel periodo storico qui descritto, è costituito da una corporazione di tribù, governata saltuariamente da alcuni uomini definiti "Giudici". Samuele è appunto l'ultimo ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13-01-2012)
Figlio, ti sono perdonati i peccati
Nell'Antico Israele solo Dio perdonava i peccati. Il sacerdote compia solo il sacrificio di espiazione per ottenere il perdono dei peccati, ma non dava mai lui il perdono. Davide pecca gravissimamente contro il Signore. Ecco la sua preghiera per implorare il perdono dal suo Dio: "Pietà di me, o Dio, ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 14-01-2011)
Figlio, ti sono perdonati i peccati!
Il Vangelo di oggi ci porta ancora di nuovo a Cafàrnao: Gesù era in casa e si radunò subito tanta gente, non vi era posto neanche davanti alla porta mentre "Gesù annunciava loro la Parola". Ma ecco che arrivano quattro giovanotti con una barella sulle spalle: portano a Gesù un povero paralitico ma.. ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 14-01-2011)

Dalla Parola del giorno Affrettiamoci a entrare in quel riposo. Come vivere questa Parola? A questo punto la lettera agli Ebrei parla di un riposo da cui gli Israeliti si autoesclusero e che oggi viene offerto a noi. Il richiamo alla Genesi orienta a leggere questo riposo in relazione alla cre ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 14-01-2011)
Figlio, ti sono perdonati i peccati
Dove è Gesù vi è sempre una folla assai numerosa. Oggi è in casa. La ressa è tanta. Tutti vorrebbero avvicinarsi, la muraglia umana impedisce qualsiasi movimento di accostamento verso Gesù Signore. Alcune persone, sopra una barella, stanno portando un paralitico. Vogliono che Gesù lo risani. Lo facc ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 15-01-2010)
Oltre la guarigione
Trovare modi impensati per raggiungere Gesù. Ecco la fede. Quando uno crede trova le strade più strampalate per giungere da Gesù. Al punto che non solo la fede ottiene la guarigione dalla malattia, ma anche quella dal peccato, malattia morale. Il lettuccio viene portato dal paralitico guarito, ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 15-01-2010)

Il perdono è attività tipicamente divina: perdonare è creare di nuovo. Pretendere di perdonare i peccati vuol dire attribuirsi la potenza creatrice di Dio stesso. Da questa pretesa deriva l'accusa di bestemmia rivolta a Gesù. Si capisce allora il significato della guarigione che segue: "Perché sappi ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 15-01-2010)
Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati
Fa parte della missione della Chiesa e di ogni cristiano farsi portatore delle altrui infermità. Tale dovere deriva dalla esperienza che felicemente ci è toccata, quando Cristo, il figlio di Dio, si è caricato, Lui per primo dei nostri peccati, pagando il nostro debito a prezzo della vita. C'è sempr ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 15-01-2010)

Dalla Parola del giorno Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te, alzati, prendi la tua barella e va' a casa tua. Come vivere questa Parola? Chi è Gesù e donde viene la sua autorità? Mentre Gesù sta proclamando la Parola, circondat ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 16-01-2009)

No, non abbiamo mai visto nulla di simile, davvero. Al tempo di Gesù (e oggi!) si era convinti che la malattia fosse la conseguenza di una colpa, la punizione per un peccato. Quanto grave doveva essere il peccato del paralitico, allora! Ma i suoi amici non si scoraggiano, superando l'indifferenza (n ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 16-01-2009)
"Prendi il tuo lettuccio..."
"Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina!" Il segno della malattia diventa testimonianza di vita. Il paralitico porta la sua malattia come segno della salvezza. Il suo lettuccio di infermità diventa strumento per il cammino altrui. Gesù chiede anche a noi di non sbarazzarci dei nostri limi ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 16-01-2009)
Commento su Eb 4,2
Dalla Parola del giorno A quelli la parola udita non giovò in nulla, non essendo rimasti uniti grazie alla fede con coloro che avevano ascoltato. Come vivere questa Parola? L?autore della lettera agli Ebrei richiama, in questo passo, un increscioso episodio dell?Antico testamento. Israele è acc ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 16-01-2009)
Commento Marco 2,1-12
1) Preghiera Ispira nella tua paterna bontà, o Signore, i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera, perché veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Marco 2,1-12 Dopo alcun ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 18-01-2008)

Non abbiamo mai visto nulla di simile: un Dio che guarisce nel profondo uno sconosciuto, un maledetto, perché al tempo di Gesù tutti pensavano che la malattia fosse una punizione dei peccati, non abbiamo mai visto un Dio che si occupa con misericordia e tenerezza degli uomini, dei più poveri, degli ...
(continua)
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