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III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO C)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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CQ030 ;
Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Viola
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L’uomo non è stato creato per rovinarsi la vita. Non si può neanche immaginare che, fornito di ragione, egli lo desideri. E tuttavia tutto sembra svolgersi in modo che ciò avvenga, a tale punto che si arriva a dubitare dei propri desideri di pienezza e perfino a negare la loro possibilità. Un fatto nuovo è accaduto nella storia, che “molti profeti e re hanno voluto vedere e non hanno visto, e udire e non hanno udito”. Una Presenza inevitabile, provocatoria, di un’autorità fino ad allora sconosciuta, che ha il potere di risvegliare nel cuore dell’uomo i suoi desideri più veri; un Uomo che si riconosce facilmente come la Via, la Verità e la Vita per raggiungere la propria completezza. Il momento è quindi decisivo, grave. Quest’uomo chiama tutti quelli che sono con lui a definire la propria vita davanti a lui. Ma c’è un’ultima e misteriosa resistenza dell’uomo proprio davanti a colui di cui ha più bisogno.
Bisogna quindi ingaggiare una battaglia definitiva perché l’uomo ritrovi il gusto della libertà. E Cristo lotterà fino alla morte, per dare “una dolce speranza e per concedere dopo i peccati la possibilità di pentirsi” (cf. Sap 12,19).
Ma non tentiamo di ingannarci. Ci troviamo nelle ultime ore decisive. Cristo può, in un ultimo momento di pazienza, prolungare il termine, come fa per il fico della parabola, ma non lo prolungherà in eterno!
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Antifona d'ingresso
“Quando manifesterò in voi la mia santità,
vi raccoglierò da tutta la terra;
vi aspergerò con acqua pura
e sarete purificati da tutte le vostre sozzure
e io vi darò uno spirito nuovo”, dice il Signore. (Ez 36,23-26)
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Colletta
Dio misericordioso, fonte di ogni bene,
tu ci hai proposto a rimedio del peccato
il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna;
guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria
e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe,
ci sollevi la tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Es 3,1-8.13-15
Io-Sono mi ha mandato a voi.
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Dal libro dell’Èsodo
In quei giorni, mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb.
L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava.
Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio.
Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele».
Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?».
Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io Sono mi ha mandato a voi”». Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione».
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 102
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Il Signore ha pietà del suo popolo.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.
Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono.
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Seconda lettura
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1Cor 10,1-6.10-12
La vita del popolo con Mosè nel deserto è stata scritta per nostro ammonimento.
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Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Non voglio che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nube, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nube e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. Ma la maggior parte di loro non fu gradita a Dio e perciò furono sterminati nel deserto.
Ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono.
Non mormorate, come mormorarono alcuni di loro, e caddero vittime dello sterminatore. Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per nostro ammonimento, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere.
Parola di Dio
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Canto al Vangelo (Mt 4,17)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Convertitevi, dice il Signore,
il regno dei cieli è vicino.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
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Vangelo
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Lc 13,1-9
Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
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Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Il nostro tempo su questa terra è limitato, ma Gesù ci ha mostrato che nulla della nostra vita è insignificante se è vissuto in comunione con Dio.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, convertici ad una vita autentica.
1. Perché non crediamo che ci siano vie intermedie tra una vita convertita al Vangelo e una vita non convertita. Preghiamo.
2. Perché invece di lamentarci del passato e di preoccuparci per il futuro ci catturi la bellezza di vivere il presente. Preghiamo.
3. Perché sappiamo che al di là del nostro rifiuto Tu rinnovi sempre la possibilità di migliorarci nel Tuo amore. Preghiamo.
4. Perché la profondità del Tuo essere susciti sempre in noi il desiderio di conoscerti e di entrare in relazione con Te. Preghiamo.
O Padre, solo Tu hai parole di vita eterna. Solo Tu ci elevi alla nostra dignità di uomini e figli. Aiutaci a costruire la nostra vita al servizio di questa luminosa verità. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
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Preghiera sulle offerte
Per questo sacrificio di riconciliazione
perdona, o Padre, i nostri debiti
e donaci la forza di perdonare ai nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.
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PREFAZIO DI QUARESIMA III
I frutti della penitenza
È veramente cosa buona e giusta,
innalzare un inno a te, Padre onnipotente,
e cantare insieme la tua lode.
Tu vuoi che ti glorifichiamo
con le opere della penitenza quaresimale,
perché la vittoria sul nostro egoismo
ci renda disponibili alle necessità dei poveri,
a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo...
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Antifona di comunione
Il passero trova la casa,
la rondine il nido dove porre i suoi piccoli
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. (Sal 84,4-5)
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Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci nutri in questa vita
con il pane del cielo, pegno della tua gloria,
fa’ che manifestiamo nelle nostre opere
la realtà presente nel sacramento che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.
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| padre Ermes Ronchi (Omelia del 14-03-2010)
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Salvezza è portare frutto non solo per sé ma per altri
Racconti di morte, nel Vangelo, e grandi domande. Che colpa avevano quei diciotto uccisi dalla caduta della torre di Siloe? È Dio che manda il terremoto? Per castigare qualcuno distrugge una città? Gesù prende le difese di Dio e degli uccisi: la mano di Dio non produce morte; l'asse attorno a ...
(continua)
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| Wilma Chasseur (Omelia del 07-03-2010)
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Un'anima che si eleva, eleva il mondo
In questo brano di Vangelo viene messo in rilievo come le disgrazie non siano castighi ma avvertimenti. Gesù dice che i Galilei fatti uccidere da Pilato, o le diciotto persone sulle quali crollò la Torre di Siloe, non erano più colpevoli di altri.
Sentiamo quasi quotidianamente, annunci di calamità ...
(continua)
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| don Giovanni Berti (Omelia del 07-03-2010)
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Una pianta sterile d'amore
Clicca qui per la vignetta della settimana.
Perché il terremoto in Haiti? Un paese nella miseria già prima del sisma e che ora è gettato ancor più nel baratro della povertà…
Perché questo nuovo cataclisma in Sudamerica? Non bastava l'emergenza di Haiti? E perché ora anche il Cile?
Perché questa ...
(continua)
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| don Maurizio Prandi (Omelia del 07-03-2010)
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Conversione: la fatica dell'amore
Siamo arrivati alla terza grande catechesi che la Liturgia ci propone in questo tempo di Quaresima: le letture di oggi ci invitano alla conversione.
Nelle comunità qui a Cuba ci siamo domandati quando è cambiato qualcosa nella nostra vita. Le risposte sono state più o meno queste: la nostra vita ca ...
(continua)
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| padre Antonio Rungi (Omelia del 07-03-2010)
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C'è un tempo massimo per convertirsi davvero
La terza domenica di Quaresima ci riporta al tema dominante di questo lungo periodo di preparazione alla Pasqua, che è la conversione. E' il Vangelo che ci richiama l'urgenza di questa conversione interiore che richiede anche dei tempi certi e non può essere un tempo indefinito. I segnali che ci ven ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 07-03-2010)
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Video commento a Lc 13,1-9
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(continua)
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| don Roberto Rossi (Omelia del 07-03-2010)
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Il Signore è misericordioso e paziente
Il Signore è misericordioso e paziente. Con le parole del salmo oggi possiamo pregare, avvicinarci a Dio, contemplare la sua bontà infinità, accogliere i suoi benefici e la sua salvezza, e sperimentare la sua misericordia e la sua pazienza.
Le letture sono il racconto di questa bontà, di questa pre ...
(continua)
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| padre Mimmo Castiglione (Omelia del 07-03-2010)
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Colpevoli di vivere?!
L'Indulgente concede tempo ancora,
e possibilità perché nessuno vada perduto.Clemente.
Accogliere la buona e bella notizia, la Sua parola,
impegnandosi coi fatti per esser frutti maturi e buoni.
Due disgrazie nella Capitale! Una strage ed un disastro casuale. Dio c'entra?
Erano giunti a Gerus ...
(continua)
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| LaParrocchia.it (Omelia del 07-03-2010)
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L'Urgenza
Due fatti di cronaca nera sono la base del confronto tra Gesù e i suoi diretti interlocutori. Ma sono anche l'occasione per Gesù di fare una delle sue catechesi sull'urgenza della conversione. Ma prima di arrivare a evidenziare la necessità della conversione, mi piace sottolineare la sensibilità, an ...
(continua)
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| don Carlo Occelli (Omelia del 07-03-2010)
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Paziente fiducia...
Stiamo percorrendo questo itinerario quaresimale come una grande avventura che ci conduce al passaggio finale della Pasqua. Dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce, dalla tristezza alla gioia. Che bello!
In questo percorso abbiamo già scoperto due passaggi segreti: il silenzio e la bellezza. ...
(continua)
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| don Carlo Occelli (Omelia del 07-03-2010)
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Video commento: paziente fiducia...
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(continua)
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| mons. Gianfranco Poma (Omelia del 07-03-2010)
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Se non vi convertite, perirete tutti
l cap.13 del Vangelo di Luca di cui leggiamo un brano (13,1-9) nella domenica III di quaresima, si colloca proprio al centro del viaggio di Gesù verso Gerusalemme, lungo il quale il discepolo viene educato a stare con lui, per condividere la passione e sperimentare la forza della sua risurrezione.
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(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 07-03-2010)
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Una vita di apparenza e non di sostanza
Vi è un termine, 'superficialità', che la dice lunga sul modo di dare senso a quello che si fa', ossia trascurare le radici. Facile sentirsi dire: 'Che male c'è? Lo fanno tutti.' e di conseguenza non si cerca più di dare senso e trovare la vera ragione in ciò che operiamo. Senza contare che troppe v ...
(continua)
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| don Marco Pedron (Omelia del 07-03-2010)
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Troppo tardi
Il vangelo di questa domenica ci presenta due situazioni del tempo, che pur non essendo ricordate nelle fonti storiche, sono molto probabili. Le raccontano a Gesù per lo sdegno, l'amarezza (la prima) e il dubbio (la seconda) che avevano lasciato nella popolazione. Gesù, però, non commenta i fatti ma ...
(continua)
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| don Remigio Menegatti (Omelia del 07-03-2010)
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Il Signore ha pietà del suo popolo
PREGHIERA DI COLLETTA
Padre santo e misericordioso, che mai abbandoni i tuoi figli e riveli ad essi il tuo nome, infrangi la durezza della mente e del cuore, perché sappiamo cogliere con la semplicità dei fanciulli i tuoi insegnamenti, e portiamo frutti di vera e continua conversione. Per il nostro ...
(continua)
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| don Roberto Seregni (Omelia del 07-03-2010)
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Conversione
Spero che il soggiorno sul Tabor abbia travasato un po' della luce della Sua Parola in ciascuno dei nostri cuori. Ho ricevuto molte mail in questi giorni. Storie diverse, situazioni complicate, novità inaspettate, eppure tutte legate dal desiderio di lasciarsi plasmare dallo Spirito, di superare le ...
(continua)
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| mons. Roberto Brunelli (Omelia del 07-03-2010)
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Davanti all'unica certezza
Due fatti di cronaca e una breve parabola costituiscono l'ossatura del vangelo odierno, dando modo a Gesù di formulare insegnamenti validi anche oggi. Il primo è "il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici"; il secondo riguarda "quelle dic ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 07-03-2010)
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Commento su Es 3,13-14
Dalla Parola del giorno
"Mosè disse a Dio: Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io cosa risponderò loro? Dio disse a Mosè: Io sono colui che sono!".
Come vivere questa Parola?
Nel deserto, un roveto arde senza ...
(continua)
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| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) (Omelia del 07-03-2010)
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Questa parabola di Gesù - sulla quale oggi si soffermeremo per la nostra riflessione di coppia e di famiglia - è preceduta da un forte appello alla conversione. Ma non si tratta di una "conversione" sulle piccole cose. Nell'evangelo di Luca "conversione" significa cambiamento di rotta, modifica radi ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 07-03-2010)
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Da Dio al Dio
Dio è magnifico, splendido, luminoso.
Ci siamo dati un tempo per (ri)scoprirlo, per ritrovare il suo vero volto, e per ritrovare noi stessi.
Per combattere le tentazioni, per vincere il sonno che prende Pietro, Giacomo e Giovanni e noi, travolti dal fare, dimentichi dell'essere, naufraghi di un te ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 07-03-2010)
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Un fico...secco!
La morte non è un avvenimento, ma un segno.
Il morire non è quello che vediamo accadere nei fatti della cronaca o nelle persone che ci lasciano: questo è solo un segno.
Un segno di qualcos'altro: la non conversione, il non dare frutto: questa è la vera e propria morte. La morte, ci dice il vangelo ...
(continua)
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| Agenzia SIR (Omelia del 07-03-2010)
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Il massacro dei galilei ad opera di Pilato, le vittime per il crollo della torre Sìloe. Pare cronaca nera e tragedie dei nostri giorni. Afghanistan, terrorismo, terremoti e alluvioni. Mancava la maledizione sul fico sterile. Eppure non finisce così. L'ultima parola è una proroga, una dose di fiducia ...
(continua)
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| Omelie.org - autori vari (Omelia del 07-03-2010)
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COMMENTO ALLE LETTURE
a cura di Eduard Patrascu
"Ciò avvenne come segno per noi"
A noi, uomini e donne ultraconcreti, piace molto fare le associazioni di tipo causa-effetto. Da quando l'uomo è tale, gli è sempre piaciuto pensare, capire, esercitare la propria intelligenza (da intus-leggere = ...
(continua)
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| Omelie.org (commenti per bambini) (Omelia del 07-03-2010)
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È davvero appassionante questo cammino sul filo della memoria che stiamo percorrendo lungo la nostra Quaresima: domenica scorsa la Parola di Dio ci ha fatto ricordare com'è iniziata l'amicizia tra Dio e il suo popolo, attraverso Abramo, nostro padre nella fede. Oggi, la prima lettura ci mette davant ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 07-03-2010)
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Il brano 13,1-5 ci presenta due fatti di cronaca: una uccisione e un incidente. Nel primo caso sono in gioco la libertà e la cattiveria dell'uomo; nel secondo la violenza del creato. Ma il problema è unico: quello della morte che l'uomo vive come un'indebita violenza.
Questi due avvenimenti richiam ...
(continua)
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| Suor Giuseppina Pisano o.p. (Omelia del 07-03-2010)
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Bevevano da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo
Così scrive Paolo nella prima lettera ai Corinzi, in un passo in cui rievoca la vita del popolo eletto guidato da Mosè attraverso il deserto; la storia reale di un popolo è, allo stesso tempo, la storia-simbolo di ogni esistenza umana che cerca di raggiungere il suo fine cioè la salvezza, la liberaz ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 07-03-2010)
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Conversione e vocazione
Conversione e vocazione. Sembrano due argomenti inconciliabili, ma se si scruta con attenzione i concetti che essi esprimono, ci si accorge che sono in realtà complementari e che si suppongono a vicenda. Convertirsi a Dio, conoscere il suo amore, accogliere la proposta di comunione e di predilezione ...
(continua)
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| don Valentino Porcile (Omelia del 07-03-2010)
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Video commento a Lc 13,1-9
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(continua)
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| Il pane della domenica (Omelia del 07-03-2010)
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Se non vi convertirete...
Perirete tutti allo stesso modo
1. Mentre Gesù sta parlando, qualcuno lo mette al corrente di una notizia sconvolgente: un gruppo di Galilei, probabilmente rivoluzionari, sono stati massacrati dal sanguinario procuratore romano Ponzio Pilato, mentre stavano compiendo un sacrificio di culto. Alla ...
(continua)
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| padre Sergio Tellan, OFM cap. (Omelia del 07-03-2010)
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Video commento a Lc 13,1-9
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(continua)
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| don Ezio Stermieri (Omelia del 11-03-2007)
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Che fine ha fatto la nostra libertà?
Da dove potrei incominciare a mettere in rilievo l'appello della odierna parola di Dio a convertirci alla responsabilità di fronte alla vita, al dono ricevuto della fede, al dovere, anche della nostra generazione, di portare frutto? Si potrebbe dal brano dell'Esodo 3, dove Dio, in dialogo con Mosè, ...
(continua)
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| don Daniele Muraro (Omelia del 11-03-2007)
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Commento Luca 13,1-9
Il commento segue lo schema predisposto dall'autore per ogni anno liturgico, che potete trovare cliccando qui.
A Gesù nel Vangelo di oggi qualcuno si presenta a riferire di un fatto di cronaca recente: si tratta di un fatto di sangue. Non è cronaca nera, perché si sa da subito il responsabile: ...
(continua)
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| don Giovanni Berti (Omelia del 11-03-2007)
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La pazienza di Dio e la nostra impazienza!
Clicca qui per la vignetta della settimana.
Il fico è stato piantato per raccogliere a suo tempo frutti dolci e nutrienti. E' questa la sua vocazione... ma la pianta sembra avere la vocazione solo di sfruttare il terreno e di non dare nulla.
Quanta pazienza ha questo vignaiolo con questa improdu ...
(continua)
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| don Bruno Maggioni (Omelia del 11-03-2007)
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L’urgenza della conversione
Il breve passo di Luca (13,1-9) si divide in due parti: un appello alla conversione (13,1-5) e la parabola del fico sterile (13,6-9). Le due parti trovano il loro punto di incontro nel tema della conversione.
Il verbo «convertirsi» è ripetuto due volte nella pericope. L'avvertimento è dato in forma ...
(continua)
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| padre Raniero Cantalamessa (Omelia del 11-03-2007)
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Vigilate e convertitevi
Il vangelo della III Domenica di Quaresima ci offre un esempio tipico di come predicava Gesù. Egli prende lo spunto da un fatto di cronaca (l'uccisione di alcuni galilei per ordine di Pilato e la caduta di una torre che aveva fatto diciotto vittime) per parlare della necessità di vigilare e di conve ...
(continua)
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| padre Antonio Rungi (Omelia del 11-03-2007)
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Dio attende con pazienza la nostra conversione
Terza domenica di Quaresima. Il Vangelo di oggi, tratto da San Luca, ci invita a dare una svolta seria alla nostra vita. Ci spinge versa una conversione autentica, altrimenti il rischio della perdizione della propria vita è reale e non solo ipotetico. Alcuni fatti di cronaca nera dei giorni di Gesù, ...
(continua)
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| padre Paul Devreux (Omelia del 11-03-2007)
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Gesù ci fa notare che cercare un colpevole quando c'è una disgrazia non dà pace. C'invita a convertirci, perché Lui è in grado di dare una speranza lì dove noi vediamo solo tenebre.
Con la parabola del fico fa un accenno alla pazienza di Dio.
Ma il testo più importante che abbiamo oggi è la pr ...
(continua)
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| Monastero Janua Coeli (Omelia del 11-03-2007)
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Vedremo se porta frutti
Senza di me non potete far nulla... Meditiamo, ci basta e ci avanza se riusciamo a portare con noi questa certezza! che libertà di cuore... Senza di me non potete far nulla... e poi allora potremo meditare: Farete cose più grandi di me...
Vedremo se porta frutti
MEDITAZIONE
Domande
Non ne ...
(continua)
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| don Maurizio Prandi (Omelia del 11-03-2007)
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Intimità: ascolto del quotidiano
In queste prime due settimane di cammino verso la festa di Pasqua è risuonata, con modalità diverse, una parola: intimità. La scorsa settimana dicevo che potremmo connotare così il tempo forte che stiamo vivendo: la Quaresima è il tempo dell'intimità. Un'intimità cercata e desiderata anche a prezzo ...
(continua)
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| LaParrocchia.it (Omelia del 11-03-2007)
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Venne a cercarvi frutti
La Parola di Dio di questa terza domenica di quaresima dà l'impressione di contenere un linguaggio molto duro, almeno nella prima parte del Vangelo. L'espressione "se non vi convertirete perirete tutti allo stesso modo" sembra esprimere quello che i più credono, cioè la sofferenza, le sciagure, la m ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 11-03-2007)
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Se non vi convertirete...
C'è una diffusa mentalità che nei fatti, soprattutto dolorosi, che ci succedono e ci toccano da vicino, fa pronunciare la frase: "Ma Dio dov'era?". Come se Dio, il Padre, potesse concedersi anche solo un attimo di distrazione sulla sorte degli uomini, tutti e ognuno, che Egli ama, come noi difficilm ...
(continua)
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| don Ricciotti Saurino (Omelia del 11-03-2007)
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Il boia
Non sorge il dubbio che le nostre potenti emittenti, che in tempo reale riescono ad avvolgere l'intero pianeta, siano capaci di penetrare la coltre celeste?
Buffamente potremmo dire: 'Dio vede i nostri telegiornali? Conosce lo stato di degrado al quale è arrivata l'umanità? Sa della strage continua ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 11-03-2007)
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Dio e il dolore
Questo è il tempo dell'essenzialità: quaranta giorni all'anno per seguire Gesù e imitare il suo bisogno di silenzio e preghiera, di verità e di scelta. Le tentazioni che colpiscono lui e noi ci impediscono di leggere nelle pieghe della nostra storia l'intervento di Dio.
Per quaranta giorni vogliamo ...
(continua)
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| don Mario Campisi (Omelia del 11-03-2007)
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Dio è paziente con l'uomo
Un fatto di sangue ad opera di Pilato (è il suo biglietto da visita) e un grave incidente sul lavoro fanno pensare ad una punizione di Dio. Gesù corregge: gli altri, in particolare gli abitanti di Gerusalemme, non erano migliori: se ci dovesse essere castigo di Dio, nessuno sfuggirebbe. Ci sorprendi ...
(continua)
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| Omelie.org (commenti per bambini) (Omelia del 11-03-2007)
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Il Vangelo di oggi è ricco e bello, ma per una volta vorrei che ci fermassimo insieme sulla Prima Lettura e poi sul Salmo responsoriale che la liturgia di oggi ci ha proposto.
La Prima Lettura, tratta dal Libro dell'Esodo, racconta l'incontro di Mosè con Dio, sul monte Oreb, ed è davvero affascinan ...
(continua)
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| Omelie.org - autori vari (Omelia del 11-03-2007)
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I LETTURA: Es 3,1-8.13-15
Questo brano biblico ci presenta la figura di Mosè: un predestinato, salvato dalle acque che doveva sopravvivere perché destinato ad una grande missione. Questo è il momento della chiamata: Dio si manifesta con segni straordinari perché il compito che gli deve affidare è a ...
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| mons. Ilvo Corniglia (Omelia del 11-03-2007)
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Il brano dell'Esodo (3,1-8.13-15: I lettura) narra la vocazione di Mosè: Dio lo chiama e gli affida la missione di essere suo strumento per la liberazione del popolo, che si trova schiavo in Egitto. Gli rivela anche il proprio nome: "Io sono Colui che sono!...Dirai agli Israeliti: 'Io sono' mi ha ma ...
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| padre Romeo Ballan (Omelia del 11-03-2007)
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Dalle disgrazie alla conversione del cuore
Riflessioni
Le vittime alle Torri Gemelle, alle stazioni di Madrid e Londra, lo tsunami asiatico, il ciclone X, l'ennesimo incidente del sabato notte, Auschwitz e Hiroshima... E tutte le vittime di attentati, massacri, incidenti, catastrofi, violenza, schiavitù, tumori, epidemie, aids... Di chi è l ...
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 11-03-2007)
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Il tempo si è fatto breve...
La narrazione della vocazione di Mosè implica anche la rivelazione del nome di Dio: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". La curiosità provocata dal prodigio del roveto ardente spinge Mosè ad avvicinarsi; dal roveto, Dio chiama Mosé per due volte. Al ...
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| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) (Omelia del 11-03-2007)
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Io sono Colui che sono... Questo è il mio nome per sempre
MESSAGGIO
Tutta la Storia della salvezza corre sui filo di un dialogo, che Dio intende riannodare con l'Uomo. Riconoscere la voce e il passaggio di Dio è urgente per l'Uomo perché è questione di vita o di morte. Riconoscere la sua voce significa intessere, aprirsi ad un dialogo che fiorisce in amic ...
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| Agenzia SIR (Omelia del 11-03-2007)
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Perire non è l'esito finale del fato, ma una scelta che l'uomo decide di darsi. Convertirsi implica cambiare direzione al viaggio e non limitarsi a portare degli aggiustamenti di percorso. Nel cammino quaresimale la Chiesa-Madre continua a scuotere i suoi uomini-figli consapevole che in un costante ...
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 11-03-2007)
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Gesù commenta i fatti del giorno. Come interpretare i segni dei tempi
1. Orazione iniziale
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti ...
(continua)
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| don Remigio Menegatti (Omelia del 11-03-2007)
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Il Signore ha pietà del suo popolo (289)
Per comprendere la Parola di Dio alcune sottolineature
La prima lettura (Es 3, 1-8a. 13-15) propone una pagina biblica molto conosciuta, dove si racconta la chiamata di Mosè sul monte Oreb. Il Signore, apparso nel roveto che brucia e non si consuma, propone a Mosè di liberare il popolo ebreo dalla ...
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| Eremo San Biagio (Omelia del 11-03-2007)
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Dalla Parola del giorno
Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto.
Come vivere questa Parola?
Questa pericope è tratta da una delle pagine più famose ...
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| don Marco Pratesi (Omelia del 11-03-2007)
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Io-Sono
L'apparizione di Dio a Mosè nel roveto ardente sull'Oreb è un momento chiave nella storia della salvezza. Segna il passaggio dalla fase dei patriarchi a quella di Israele come popolo: il movimento che questa teofania genera porterà alla liberazione dall'Egitto e all'ingresso nella terra promessa (ch ...
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| Suor Giuseppina Pisano o.p. (Omelia del 11-03-2007)
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"... lascialo ancora, quest'anno..."; sono le parole del vignaiolo, contenute nella parabola che conclude il brano del vangelo di questa domenica.
La parabola, che sembra aver per oggetto il fico sterile, è, invece, uno di quei racconti che rivelano l'amore misericordioso di Dio, il quale, nel Fi ...
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 11-03-2007)
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Senza fretta, ma volentieri
Sintetizzando quanto ci eravamo detti nelle Domeniche precedenti, se la Quaresima è tempo di conversione a Dio, essa non è tuttavia un imperativo perentorio e categorico: nessuno di noi deve convertirsi a tutti i costi e immediatamente e indipendentemente dalle attuali disposizioni dello spirito. Si ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 14-03-2004)
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Commento Es 3,13-14
Dalla Parola del giorno
Mosè disse a Dio: Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: "Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Mami diranno: Come si chiama? E io cosa risponderò loro?. Dio disse a Mosè: "Io sono colui che sono!".
Come vivere questa Parola?
Nel deserto, un roveto arde senza ...
(continua)
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| padre Paul Devreux (Omelia del 14-03-2004)
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Commento Luca 13,1-9
Gesù parla di un fico piantato nella vigna. E' la vigna del Signore, il
regno di Dio, i tralci siamo noi. Stranamente, in questa vigna, pianta anche
un fico. E' strano perché il fico di per se non si pianta, nasce spontaneo,
e se toglie terreno alla vigna, si cerca di sradicarlo. E' una pianta ch ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 14-03-2004)
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Se non vi convertirete
Continua il nostro cammino quaresimale che ci condurrà a Gerusalemme per la Pasqua. Siamo alla terza tappa, dopo la tentazione nel deserto e la visione del Tabor. La liturgia di questa domenica si apre con la narrazione dell'esperienza religiosa di Mosè su un altro monte, l'Oreb. Mosè, dice il libro ...
(continua)
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| LaParrocchia.it (Omelia del 14-03-2004)
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Urgenza della conversione
"Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo!" E un ammonimento severo. Non sempre la predicazione di oggi lo mette in evidenza, e la catechesi sembra averlo radiato dai suoi manuali. Ma allora, è o no il Vangelo che dobbiamo predicare? Questo ammonimento non è dello stesso Cristo? Fedel ...
(continua)
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| padre Ermes Ronchi (Omelia del 14-03-2004)
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Il bene di domani, la sterilità di ieri
Credete voi che quei diciotto sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo. Un tale aveva un fico nella vigna e venne a cercarvi frutti., ma non ne trovò. Allora ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 14-03-2004)
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Se non vi convertirete...
Convertirsi è un appello che attraversa tutta la storia dell'uomo, dal fallimento della sua scelta di vita, suggerita dal demonio, nel paradiso terrestre; passa attraverso i profeti, che sono sempre la voce ammonitrice di Dio, che richiama l'uomo alla sua identità di figlio; a Gesù che è la voce aut ...
(continua)
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| don Elio Dotto (Omelia del 14-03-2004)
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Se non vi convertite...
C'è una malattia che affligge la società moderna, e le stesse nostre chiese cristiane: una malattia insidiosa, che ha sintomi nascosti ma effetti disastrosi. Mi riferisco a quella malattia di cercare in ogni messaggio di carattere «religioso» – e cioè in ogni parola che dica a proposito di Dio – una ...
(continua)
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| don Roberto Rossi (Omelia del 14-03-2004)
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I frutti
Il ritornello del salmo responsoriale "Il Signore ha pietà del suo popolo" riassume bene il messaggio della liturgia di oggi. Quello che ci viene rivelato e proposto è un Dio premuroso e attento, che osserva la miseria della sua gente, non è indifferente al suo popolo, ma ascolta il grido del suo do ...
(continua)
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| Comunità Missionaria Villaregia (giovani) (Omelia del 14-03-2004)
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Alt! Fermati!
Ti è mai capitato di essere a Firenze e dovendo andare a Roma, per sbaglio imboccare la strada in direzione per Milano? A me sì, e ho dovuto fare, appena ho potuto, una INVERSIONE A "U".
Ecco cosa significa convertirsi: CAMBIARE DIREZIONE,
rimettersi sul cammino giusto per arrivare alla meta scelt ...
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| don Romeo Maggioni (Omelia del 14-03-2004)
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Conversione e pazienza di Dio - romano
per il rito romano
Il Mistero Liturgico che celebriamo è il luogo ogni anno in cui è reso presente l'evento di salvezza operata da Gesù, in annuncio e in gesto che ci tocca cuore e libertà per essere trasformati. Bisogna approfittarne, non perdere l'occasione, aprirci al nuovo passaggio di Cristo ...
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| don Romeo Maggioni (Omelia del 14-03-2004)
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Veri figli di Abramo - ambrosiano
per il rito Ambrosiano Es 34,4-10 – Gal 3,6-14 – Gv 8,31-59
Di fronte alle sicurezze, alle tradizioni dei Giudei, Gesù si presenta come unica verità e liberazione, cioè salvezza.
Di fronte alle nostre sicurezze, salvezze, Gesù si presenta contestandole e presentandosi lui come unico salvatore; a ...
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| Totustuus (Omelia del 14-03-2004)
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Commento Luca 13,1-9
NESSO TRA LE LETTURE
Mosè, davanti al roveto che non si consuma, è il simbolo dell'uomo davanti alla trascendenza di Dio, e simbolo dell'accettazione umile della chiamata divina a compiere una missione. Davanti a questa visione, Mosè deve restare scalzo, il terreno su cui cammina è sacro, è in pres ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 14-03-2004)
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Vivere il tempo che ci è donato
Nel deserto Taborizziamoci, dunque. Riscopriamo la bellezza del volto di Dio, usciamo dalle nostre mediocri visioni di fede, saliamo sul Tabor, senza addormentarci, per vedere, almeno un po', il sorriso di Dio. Obiettivo della nostra fede è proprio l'incontro con Dio, niente di meno.
Siamo chiamati ...
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| don Marco Pratesi (Omelia del 14-03-2004)
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Quale frutto?
Gli ascoltatori di Gesù pensavano che se a loro non era capitato nulla di male, come ai diciotto della torre di Siloe o come ai galilei ammazzati dal governatore, fosse perché tutto sommato erano stati dei bravi israeliti. Non sono i soli: anche noi la pensiamo così. Lo dimostra il fatto che quando ...
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| don Mario Campisi (Omelia del 14-03-2004)
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Iniziativa di Dio e responsabilità dell'uomo
La "scelta" e la "decisione" di fede si concretizzano operativamente nella conversione. Questo è il tema comune ai testi biblici di questa domenica.
Con un gesto improvviso Dio chiama Mosè dal roveto che brucia senza consumarsi, sconvolgendo la sua vita di uomo ormai accasato, con un proprio lavoro ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 14-03-2004)
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E se non volessimo convertirci?
Repetita iuvant.
Con la sola eccezione del fatto che qui Dio deve tranquillizzare il candidato alla missione, la vocazione di Mosè assomiglia infatti non poco a quella di Isaia, da noi riflettuta qualche tempo fa, per la qual cosa l'argomento vocazione si ripete a nostro vantaggio. E i termini con ...
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 18-03-2001)
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Storia di foglie morte
E' molto bella la parte che Gesù recita di fronte ad un albero di fico – pianta assai diffusa nella Terra Santa. Alcuni, che approfondiscono il significato di tutto ciò che troviamo nella Bibbia, affermano che, offrendo l'albero di fico un buon riparo al caldo ed alla luce, gli ebrei amavano stare s ...
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| Paolo Curtaz (Omelia del 18-03-2001)
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Il difficile dono della libertà
E' san Paolo che oggi ci introduce in una delle possibili interpretazioni della Parola che condividiamo durante la preghiera domenicale.
Siamo nel deserto, dicevamo nelle scorse domeniche, come Gesù e come il popolo di Israele dopo essere stato liberato dall'Egitto; eppure, dice l'apostolo scrivend ...
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| Totustuus (Omelia del 18-03-2001)
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Omelia per il 18 marzo 2001 - 3a dom. T. Quaresima Anno C
NESSO TRA LE LETTURE
Le letture di oggi ci descrivono alcuni tratti del Dio cristiano. Nella prima lettura, Dio appare come fuoco che non si consuma e definisce se stesso: Io sono colui che sono. Il vangelo, da parte sua, ci presenta un Dio misericordioso, che desidera ardentemente la conversione ...
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| padre Tino Treccani (Omelia del 18-03-2001)
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La solidarietà di Dio é sterile senza la collaborazione delle persone.
Il testo di oggi si inserisce nel viaggio di Gesù verso Gerusalemme; Luca lo interpreta come un giudizio di Dio, un itinerario teologico di liberazione. In questo viaggio emerge chi si solidarizza col progetto di Gesù e chi gli mette ostacoli. Da Gerusalemme - città in cui il Figlio di Dio verrà ass ...
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 15-03-1998)
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Quante parole
C'è una parabola nel Vangelo di questa domenica che si presta molto bene a tutti e certamente anche a noi che abbiamo un sito in Internet.
Provate a pensare a quante, ma quante parole Internet contiene tutti i giorni, a quante ne vengono dette dai vari mass media e a quante ne diciamo durante la gi ...
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