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LITURGIA

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Domenica 17 Maggio 2009

  V DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

BP050 ;
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Bianco

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Nei discorsi di addio del Vangelo secondo san Giovanni (capitoli 13-17) l’evangelista prende spunto dalle parole di Gesù per riflettere, con il carisma che gli è proprio, sulla vita dei credenti dal tempo dell’Ascensione al ritorno del Signore. Egli si riconosce talmente legato al Signore attraverso lo Spirito di Dio che parla ai suoi ascoltatori e ai suoi lettori usando l’“io” di Cristo. Per mezzo della sua voce, il Signore rivela a coloro che credono in lui qual è la loro situazione, ordinando loro di agire in modo giusto.
È durante la festa liturgica delle domeniche che vanno da Pasqua alla Pentecoste che la Chiesa propone alla lettura questi discorsi, per mostrare ai credenti cos’è infine importante per la loro vita. Attraverso un paragone, il Signore ci rivela oggi che tutti quelli che gli sono legati mediante la fede vivono in vera simbiosi. Come i tralci della vite, che sono generati e nutriti dalla vite stessa, noi cristiani siamo legati in modo vitale a Gesù Cristo nella comunità della Chiesa. Vi sono molte condizioni perché la forza vitale e la grazia di Cristo possano portare i loro frutti nella nostra vita: ogni tralcio deve essere liberato dai germogli superflui, deve essere sano e reagire in simbiosi fertile con la vite.
Per mezzo del battesimo, Cristo ci ha accolti nella sua comunità. E noi siamo stati liberati dai nostri peccati dalla parola sacramentale di Cristo. La grazia di Cristo non può agire in noi che nella misura in cui noi la lasciamo agire. La Provvidenza divina veglierà su di noi e si prenderà cura di noi se saremo pronti. Ma noi non daremo molti frutti se non restando attaccati alla vite per tutta la vita. Cioè: se viviamo coscienziosamente la nostra vita come membri della Chiesa di Cristo. Poiché, agli occhi di Dio, ha valore duraturo solo ciò che è compiuto in seno alla comunità, con Gesù Cristo e nel suo Spirito: “Senza di me non potete far nulla”. Chi l’ha riconosciuto, può pregare Dio di aiutarlo affinché la sua vita sia veramente fertile nella fede e nell’amore.

Antifona d'ingresso
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi;
a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. Alleluia. (Sal 98,1-2)


Colletta
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Dio, che ci hai inseriti in Cristo
come tralci nella vera vite, donaci il tuo Spirito,
perché, amandoci gli uni gli altri di sincero amore,
diventiamo primizie di umanità nuova
e portiamo frutti di santità e di pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

At 9,26-31
Bàrnaba raccontò agli apostoli come durante il viaggio Paolo aveva visto il Signore.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.
Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. Così egli poté stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore. Parlava e discuteva con quelli di lingua greca; ma questi tentavano di ucciderlo. Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.
La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 21

A te la mia lode, Signore, nella grande assemblea.

Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre!

Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli.

A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere.

Ma io vivrò per lui,
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».

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Seconda lettura

1Gv 3,18-24
Questo è il suo comandamento: che crediamo e amiamo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 15,4.5)
Alleluia, alleluia.
Rimanete in me e io in voi, dice il Signore,
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.

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Vangelo

Gv 15,1-8
Chi rimane in me ed io in lui fa molto frutto.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci assicura che qualunque cosa chiediamo al Padre, egli ce la concederà; con fiducia rivolgiamo a lui le nostre invocazioni.
Preghiamo insieme e diciamo: Padre, sia fatta la tua volontà.

1. Perché la Chiesa, sull'esempio della prima comunità cristiana, sia sempre aperta ad accogliere la novità dello Spirito, superando ogni diffidenza e paura, preghiamo.
2. Perché tutti i cristiani riconoscano di essere testimoni del Vangelo e siano sempre animati dalla forza dello Spirito Santo che ci viene continuamente donato, preghiamo.
3. Per tutti coloro che sono provati da situazioni di dolore, di malattia, di divisioni familiari, perché possano sentire sempre che rimangono uniti a Cristo, come i tralci alla vite, preghiamo.
4. Perché tutti noi in questo tempo pasquale gustiamo la gioia di essere figli di Dio, e la comunichiamo agli altri attraverso atteggiamenti di serenità e di sguardo positivo sul mondo, preghiamo.

Padre, nella tua volontà è la nostra pace. Tu, che ci hai fatto la grazia di diventare tuoi discepoli, fa' che, rimanendo uniti a te, possiamo portare molto frutto a lode della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
O Dio, che in questo scambio di doni
ci fai partecipare alla comunione con te,
unico e sommo bene,
concedi che la luce della tua verità
sia testimoniata dalla nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO PASQUALE V
Cristo sacerdote e vittima

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
Offrendo il suo corpo sulla croce,
diede compimento ai sacrifici antichi,
e donandosi per la nostra redenzione
divenne altare, vittima e sacerdote.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...


Antifona di comunione
“Io sono la vera vite e voi i tralci”, dice il Signore;
“chi rimane in me e io in lui,
porta molto frutto”. Alleluia. (Gv 15,1.5)


Preghiera dopo la comunione
Assisti, Signore il tuo popolo,
che hai colmato della grazia di questi santi misteri,
e fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato
alla pienezza della vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.

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padre Sergio Tellan, OFM cap.     (Omelia del 10-05-2009)
Video commento a Gv 15,1-8
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(continua)
don Daniele Muraro     (Omelia del 10-05-2009)
L'Altare
L’immagine della vite e dei tralci di questa domenica completa l’immagine del Buon Pastore di domenica passata. In mezzo nel Vangelo di Giovanni sta un’altra similitudine quella del chicco di grano, adoperata anche questa da Gesù per parlare di se stesso e della sua missione: “Se il chicco di grano ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 10-05-2009)
Un Dio... multietnico
Mi piace davvero tanto il cammino che stiamo facendo in questo tempo di Pasqua, cammino che mi piace sintetizzare così: volto di misericordia è il volto di Dio e segni di misericordia sono le sue opere. Come le scorse domeniche andiamo allora alla ricerca dei segni di misericordia che le letture ci ...
(continua)
LaParrocchia.it     (Omelia del 10-05-2009)
Vite e tralci: l'esperienza di una vita
La pagina evangelica che oggi viene proclamata fa parte di uno dei discorsi di addio che Gesù pronuncia prima di affrontare la passione. L'immagine che ci viene proposta è quella della "vite" e i "tralci". Questa similitudine non deve assorbire tutta la nostra attenzione, in quanto il brano in que ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 10-05-2009)
Amare con i fatti e nella verità
Celebriamo oggi la quinta domenica del periodo liturgico di Pasqua, che pone al centro della nostra riflessione la vasta gamma dei frutti della conversione, della risurrezione e del mistero pasquale che in questo tempo stiamo celebrando nella liturgia. La Parola di Dio, infatti, si concentra molto s ...
(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 10-05-2009)

Domenica scorsa abbiamo letto il Vangelo di Gesù buon pastore e abbiamo visto che conviene attaccarci a lui perché è una fonte di vita autentica e gratuita, e l'unica libertà che forse abbiamo è quella di scegliere il pastore giusto, stando attenti da e ad evitare chi promette mari e monti per poi s ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 10-05-2009)
La vite e il potatore pazzo
Clicca qui per la vignetta della settimana Bella questa immagine della vite e dei tralci per parlare del legame dei discepoli con Gesù. Ad esser sincero però questa immagine mi lascia anche un po’ in sospeso e con più di una domanda, perché è una’immagine che non appartiene molto alla mia esperie ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 10-05-2009)
Fratelli, non amiamoci solo a parole...
“C'è nel tempo in cui viviamo una grande scarsità di amore. Intimamente sentiamo che il 'volersi bené è davvero il clima di ogni vita, che sia davvero tale, ma oggi è facile dire 'ti amo', ma spesso è solo un modo di dire e non una verità. La ragione forse è nel fatto che siamo attratti dall'egoismo ...
(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 10-05-2009)
Rami secchi, rami fruttuosi
La scorsa domenica abbiamo sentito Gesù parlare del proprio rapporto con chi crede in lui, paragonandolo a quello di un buon pastore, tutto dedito al bene del suo gregge. Chiaramente è una similitudine; non risulta egli abbia mai posseduto una pecora, e noi non siamo un gregge; ma il nostro rapporto ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 10-05-2009)
Una linfa d’amore che porta la vita
Avevamo sempre pensato che Dio fosse il buon pa­drone del campo, il conta­dino operoso e fiducioso. Ma ora Gesù afferma qual­cosa di assolutamente nuo­vo: «Io sono la vite, voi i tral­ci». In Cristo il vignaiolo si è fatto vite, il seminatore si è fatto seme, il vasaio argilla, il Creatore creatura ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 10-05-2009)
La vendemmia dello Spirito
Mi colpiscono le parole forti e dure di Gesù: “senza di me non potete fare nulla” (v.5). Non dice che faremo le cose male o a metà, ma proprio che non faremo nulla. E’ proprio così, me ne convinco sempre di più: possiamo correre dalla mattina alla sera, fare mille cose, impegnarci lodevolmente in mo ...
(continua)
padre Romeo Ballan     (Omelia del 10-05-2009)
“Voi siete i tralci”: potati e fecondi per la Missione
Riflessioni Gesù nel Vangelo si identifica con la vite: “Io sono la vite vera” (v. 1). L’affermazione odierna va collegata alla serie di definizioni che Gesù dà di se stesso, raccolte dall’evangelista Giovanni: Io sono l’acqua fresca (Gv 4); “Io sono il Pane vivo” (Gv 6); “Io sono la luce del mondo ...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 10-05-2009)
In ogni cosa, dentro.
Questo brano fa parte di un lungo discorso di addio (Gv 13-17) che Gesù dice prima di morire. In questo discorso Gesù apre il proprio cuore ai discepoli e parla di ciò che più gli sta a cuore: parla di sè, di loro, di ciò che li aspetterà, dell’amore e dell’odio che troveranno. Questa domenica ne se ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 10-05-2009)
Dimorare, portare frutti
Gesù vuole fortemente svelare il vero volto del Padre, non fonda una religione fatta di misteri, non fa delle cose di Dio un privilegio per pochi istruiti: parla di pesce ai pescatori, di pecore ai pastori, di vite ai vignaioli. Parole semplici, chiare, illuminanti, esempi presi dalle vicende quoti ...
(continua)
padre Mimmo Castiglione     (Omelia del 10-05-2009)
Prodotto interno lordo!
Bisogna portare frutto ed essere operosi! Sempre più attivi, producendo tanto senza che sia mai abbastanza. Ma produrre cosa? Prosperità e abbondanza sono la vite d’oro! Ornamento nel tempio di Erode il vecchio (che non è grande!). Richiama letizia in cielo e fecondità in terra, con grappoli ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 10-05-2009)

COMMENTO ALLE LETTURE a cura di Padre Gianmarco Paris Rimanere e dare frutto La missione che mi è stata affidata mi porta con una certa frequenza a passare in meno di 24 ore dal Mozambico all’Italia e viceversa. Una cosa difficile, più ancora della fatica del viaggio, è il brusco passaggio d ...
(continua)
Omelie.org (commenti per bambini)     (Omelia del 10-05-2009)

Domenica scorsa, proseguendo il nostro cammino di Pasqua, abbiamo visto come l’essere testimoni di Gesù possa comportare parecchie fatiche e molte difficoltà: Pietro e Giovanni, per aver proclamato che Gesù è Risorto e vivo, e per aver guarito un uomo storpio grazie alla forza dello Spirito Santo, s ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 10-05-2009)
Commento su 1Gv 3,18-20
Dalla Parola del giorno Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità. In questo conosceremo che siamo dalla verità davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. Come vivere q ...
(continua)
don Remigio Menegatti     (Omelia del 10-05-2009)
A te la mia lode, Signore, nella grande assemblea
PREGHIERA DI COLLETTA O Dio, che ci hai inseriti in Cristo come tralci nella vera vite, donaci il tuo Spirito, perché amandoci gli uni agli altri di sincero amore, diventiamo primizie di umanità nuova e portiamo frutti di santità e di pace. Per il nostro Signore... Ci ha inseriti in Cristo come ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 10-05-2009)

Dinanzi alle esigenze e alle prospettive di questo Vangelo (portare frutti abbondanti... essere gettati via e bruciati come tralci secchi) ci può essere la tentazione di prendere le distanze e pensare che questa chiamata è solo per alcuni, i discepoli di Gesù o i santi. Ma il Vangelo è per tutti una ...
(continua)
don Marco Pratesi     (Omelia del 10-05-2009)
Una comunità, un discepolo
La lettura racconta i primi passi del cammino di Paolo dopo il battesimo, e l'ambiente nel quale egli li muove, la chiesa. La comunità cristiana è infatti sin dal primo momento del suo ingresso a Damasco la culla nella quale cresce il nuovo nato alla fede. La prima chiesa viene presentata come una ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 10-05-2009)
"Per me il vivere è Cristo" come per il tralcio lo è la vite.
Come si legge in isolati riferimenti del libro degli Atti degli Apostoli, Saulo (chiamato poi Paolo), soprattutto perché animato dallo zelo per la legge giudaica che gli aveva infuso l’eccellente maestro Gamaliele, era stato fra i più gradi persecutori della Chiesa nascente, avendo approvato l’uccis ...
(continua)
Suor Giuseppina Pisano o.p.     (Omelia del 10-05-2009)

"Rimanete in me, e io in voi..."; sono le parole con le quali il Signore Gesù ci chiama alla comunione con lui, una comunione di vita, la cui profondità ci sfugge, per la grandezza del Mistero nel quale veniamo introdotti, il Mistero stesso di Dio, che, in sé, include ogni uomo che crede nel Figlio ...
(continua)
Il pane della domenica     (Omelia del 10-05-2009)
Come tralci nell’unica vite
Chi rimane in me e io in lui fa molto frutto Capita a volte, e neanche troppo raramente... Capita che ci si trovi a dover esprimere le intuizioni più folgoranti, i sentimenti più intensi, le emozioni più calde e vibranti, e non si trovino le parole giuste, o quelle trovate non riescano a dar fond ...
(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 10-05-2009)

Per la seconda domenica consecutiva le letture ci invitano a fare dei fatti concreti e a non perderci in parole inutili. Può sembrare strano, stridente se andiamo a rileggere le prime parole del Vangelo di Giovanni: “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.” Tutto dunq ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 10-05-2009)
Chi rimane in me fa molto frutto...
L'invito di Gesù è pressante; ci riguarda e ci impegna subito. Non possiamo nasconderci, il suo appello diventa impegno serio per la nostra vita. Gesù ha sempre questo scopo: scuoterci profondamente. Ha compiuto molti miracoli, nella sua vita terrena, ha dato aiuto a molte persone, è vero e già ques ...
(continua)
don Daniele Muraro     (Omelia del 14-05-2006)

Il commento segue lo schema predisposto dall'autore per ogni anno liturgico, che potete trovare cliccando qui. "In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli." Così si conclude il Vangelo di stamattina. Nella seconda domenica di Pasqua abbiamo riflet ...
(continua)
Monastero Janua Coeli     (Omelia del 14-05-2006)
Rimanete in me
Rimanere... la parola che viene a sconvolgere i nostri ritmi di vita. Sostare. Riflettere. Assaporare. Quanta fretta nel nostro parlare, nel nostro relazionarci, nel nostro operare... quanta fretta! troppa... non esiste nel progetto di Dio questo termine: fretta... Il tempo in cui il Signore vuol f ...
(continua)
LaParrocchia.it     (Omelia del 14-05-2006)
"Rimanete in me e io in voi".
Nel proclamare il vangelo di oggi, ciò che colpisce è l'insistenza con la quale Gesù ci invita a rimanere in lui. Tutto questo per sottolineare la condizione indispensabile, l'importanza vitale dell'unione del discepolo con il suo Maestro per un'esistenza autentica e ricca di frutti. L'evangelista G ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 14-05-2006)
Gesù la vera vite dalla quale attingere la linfa
La parola di Dio della quinta domenica del tempo di Pasqua ci presenta l'immagine di Gesù vera vite, alla quale rimanere attaccati per non perdere vitalità, consistenza ed esistenza. L'immagine, come quella del pastore, tratta dalla vita del popolo di Israele, era familiare e quindi comprensibile al ...
(continua)
Omelie.org (commenti per bambini)     (Omelia del 14-05-2006)
Senza di me non potete fare nulla
C'era una volta un bambino, di nome Sherlock, che voleva diventare un grande investigatore, capace di risolvere tutti i più grandi misteri. Appassionato di gialli, polizieschi, avventura... era diventato talmente bravo che se giocava ad una caccia al tesoro era sempre lui a capire per primo il luogo ...
(continua)
don Bruno Maggioni     (Omelia del 14-05-2006)
La vite, 'progetto' per l’uomo
Io sono la vera vite: un'affermazione che va letta alla stregua delle altre analoghe affermazioni di Gesù. «Sono il vero pane», «Io sono la luce». In queste affermazioni c'è una nota polemica: Gesù è la vera vite, il vero pane, la vera luce. Tutte queste affermazioni indicano che Gesù, e non altri, ...
(continua)
don Mario Campisi     (Omelia del 14-05-2006)
Ritornare alle radici. L'albero come figura del credere
Il nostro rapporto con Cristo è il tema di fondo di questa domenica. Gesù ama identificarsi in qualche immagine che "renda l'idea", vuol farsi capire da tutti, perciò traduce in paragono la realtà trascendente del divino, la sua incommensurabile ricchezza, la gratuità del rapporto con l'uomo. "S ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 14-05-2006)
Io la vite, voi i tralci
C'è qualcosa che colpisce ciascuno di noi: ossia il grande bisogno di amore, e l'incapacità di sapere entrare nella vera natura dell'amore. E' sempre vero il proverbio: "Posso vivere senza sapere perché vivo, ma non posso vivere senza sapere per chi vivo". E' inutile che lo nascondiamo: l'amore è ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 14-05-2006)
Viti, tralci e potature
Gesù è il pastore bello che ci conduce ai pascoli erbosi, gli stiamo davvero a cuore, non come i pastori a pagamento che appena vedono il pericolo scappano a gambe levate. Dio non mi ama per un tornaconto, mi ama gratis e di questo amore gratis i poveri preti devono essere trasparenza (!). Gesù è l' ...
(continua)
Comunità Missionaria Villaregia (giovani)     (Omelia del 14-05-2006)
Rimanere, potare, crescere
"Io sono la vite, voi i tralci". I destinatari della rivelazione di Gesù, sono oggi, non le folle, non i capi del popolo, ma i discepoli, quanti hanno cioè deciso di seguirlo, dunque, continua a leggere se hai deciso farlo. Meditare queste parole di Gesù sulla vite e i tralci, significa cogliere il ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 14-05-2006)
Io sono la vite, voi i tralci. Senza di me non potete fare nulla
C'è un'immagine estremamente espressiva: la vite e o tralci. Il tralcio è fatto per portare frutto. Se non porta frutto viene tagliato e si secca. Il tralcio che porta frutto viene potato perché porti più frutto, frutto abbondante. La stessa cosa è per noi: solo uniti a Cristo siamo vivi, portiamo ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 14-05-2006)
Io sono la vite, voi i tralci
È la quinta domenica "di" Pasqua, la quinta volta che torna lo stesso ed unico giorno della resurrezione. Ed è così per tutte le domeniche. Esse tornano fedelmente, quasi segno della fedeltà di Dio; tornano anche se tante volte siamo noi ad essere assenti; tornano perché tutti possiamo restare nella ...
(continua)
padre Romeo Ballan     (Omelia del 14-05-2006)
Come tralci potati e fecondi per la Missione
Riflessioni Le poche ore che vanno dall'Ultima Cena all'avvio della passione di Gesù sono per l'evangelista Giovanni un tempo denso, vissuto nel Cenacolo, nel quale egli colloca molti temi cari alla sua teologia e alla sua esperienza spirituale. In questo contesto di addio, così carico di significa ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 14-05-2006)
Commento Giovanni 15,1-8
* Quest'oggi chiederei a tutti di fare un piccolo sforzo di memoria e di andare, per un attimo, a scavare tra i ricordi per richiamare - alla vostra mente e al vostro cuore - i sentimenti e le emozioni che avete provato il vostro primo giorno di scuola o di lavoro, o quando avete cambiato casa e per ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 14-05-2006)

L'identificazione di Gesù con i sui discepoli è frequente nel Vangelo. A volte si traduce in immagini molto efficaci che hanno il pregio di fissare nella mente concetti difficili, che vanno al di là della nostra esperienza quotidiana, pur partendo da quella. Nel brano del Vangelo di questa V dome ...
(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 14-05-2006)

Io sono la vera vite e il padre mio è il vignaiolo... Gesù ci da una risposta sulla presenza del mistero divino. Noi radicati sulla terra, con i nostri tralci ben ancorati sulla vite, abbiamo il compito di portare un dono importante. Quel frutto che trasformato in vino, è sempre stato nella stori ...
(continua)
mons. Ilvo Corniglia     (Omelia del 14-05-2006)
Commento Giovanni 15,1-8
L'autore degli Atti nel brano odierno (I lettura: At. 9,26-31) descrive una tappa importante nel cammino della Chiesa, nata dalla Pasqua di Gesù. La comunità cristiana si è arricchita di un membro eccezionale: Paolo, che il Cristo risorto ha incontrato personalmente e ha trasformato in Apostolo. A q ...
(continua)
don Remigio Menegatti     (Omelia del 14-05-2006)
A te la mia lode, Signore, nell'assemblea dei fratelli (247)
Per comprendere la Parola di Dio alcune sottolineature La prima lettura (At 9,26-31) nella parte finale sottolinea il momento felice che vive la comunità cristiana dopo che Paolo si è inserito nel gruppo dei discepoli di Gesù. Un inserimento non facile, ma favorito da Barnaba; un ingresso che aiuta ...
(continua)
don Marco Pratesi     (Omelia del 14-05-2006)
La vite e i tralci
Il vangelo ci presenta Gesù come "vera vite". Vera in rapporto a Israele, che non ha potuto portare quei frutti che Dio si aspettava. Gesù invece ha fruttificato appieno. Notiamo che qui non si parla affatto di una cura del Padre-vignaiolo nei confronti della vite. La vite come tale, infatti, non ha ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 14-05-2006)
Vincolati perchè convertiti
Nello specifico del passo di cui alla Prima Lettura, gli Atti degli Apostoli ci mostrano un Paolo marcato stretto e reso oggetto di sguardi indiscreti e sospettosi da parte dei discepoli cristiani, così come avviene alle persone famose per un passato poco piacevole e che non godono di ottima nomea n ...
(continua)
Suor Giuseppina Pisano o.p.     (Omelia del 14-05-2006)
Commento a Gv 15,1-8
" In quel tempo Gesù disse....", ed oggi, dice a noi, in questo tempo di Pasqua, che la nostra vita, per essere realmente feconda, deve essere intimamente legata alla sua, a Lui che è morto e risorto per noi, perché, anche noi, passiamo dalla sterilità della morte, alla vita che non ha fine, come no ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 14-05-2006)
Da mondani a mondati
L'immagine della vite e i tralci è profondissimamente dinamica: - nel positivo (scorrere della linfa', unità sempre più salda, purificazione e purgazione) - nel negativo (recisione, infruttuosità, morizione, isolamento). Al nostro istintivo e automatico (per noi ormai naturale) cammino di monda ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 18-05-2003)

Dalla Parola del giorno Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vita, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla." Come vivere ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 18-05-2003)
Commento Giovanni 15,1-8
E' la quinta domenica "di" Pasqua; ossia la quinta volta che torna lo stesso ed unico giorno di Pasqua. Ed è così per tutte le domeniche. Esse tornano fedelmente, quasi segno della fedeltà di Dio; tornano anche se tante volte siamo noi ad essere assenti; tornano perché possiamo restare nel giorno di ...
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don Nazareno Galullo (giovani)     (Omelia del 18-05-2003)
La gloria? Che vuol dire oggi?
Il linguaggio antico vedeva la "gloria" come qualcosa di importante: si glorificava qualcuno importante, che ne so, un Re, una Regina, un Dio... Oggi, non so quanti di voi sanno che cosa voglia dire "glorificare". Io stesso me lo chiedo, soprattutto perché spesso sento dire che "Dio va glorificat ...
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padre Ermes Ronchi     (Omelia del 18-05-2003)
La vite, cioè la nuova morale della fecondità
La bibbia è un libro pieno di viti. Perché è pieno di uomini di cui Dio si prende cura, e dai quali riceve un vino di gioia. Per ogni contadino la vigna è il preferito tra i campi. Io sono piantagione preferita di Dio. Ma mentre nell'Antico Testamento Dio era il padrone della vigna, custode buono e ...
(continua)
don Fulvio Bertellini     (Omelia del 18-05-2003)
Occhio alle spie
Connessione in corso Sul mio computer scorrono i titoli dei giornali di tutto il mondo. Basta un clic ed ecco davanti a me la strage in Cecenia, la strage in Arabia, le dive patinate del Festival di Cannes, il gol di Schevchenko e, volendo, anche la ricetta da cucinare per pranzo. Volendo è possi ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 18-05-2003)
Le radici della vita
Se c'è un aspetto della vita che ci colpisce sempre di più è quello della diffusa solitudine di cui soffrono troppi. Si è vicini, tanto vicini, che a volte si ha come l'impressione di urtarci, più che stare insieme. Viviamo come se fossimo delle isole. E nello stesso tempo vorremmo quasi immergerci ...
(continua)
LaParrocchia.it     (Omelia del 18-05-2003)
Tralci uniti alla Vite
È una lezione veramente preziosa, quella che possiamo ricavare dalla lettura e dalla meditazione della parabola della vite. - Il tralcio innestato nel tronco. Tagliato dalla vite si secca, ed è buono solo per essere gettato nel fuoco. Così pure il cristiano: non può vivere la sua fede e produrne ...
(continua)
don Elio Dotto     (Omelia del 18-05-2003)
La promessa della casa
Penso che tutti, in un modo o nell'altro, amiamo la nostra casa. Certo, alle volte la sentiamo anche piccola e stretta: e tuttavia sperimentiamo tutti, ogni tanto, la gioia di poterci ritirare in casa, nella nostra camera, chiudendo fuori, almeno per un momento, le tante occupazioni e preoccupazioni ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 18-05-2003)
Gv 15, 1-8: La parabola della Vigna
1. Orazione iniziale Signore, Tu sei! E questo ci basta, per vivere, per continuare a sperare ogni giorno, per camminare in questo mondo, per non scegliere la via sbagliata della chiusura e della solitudine. Sì, Tu sei per sempre e da sempre; sei e rimani, o Gesù! E questo tuo essere è dono conti ...
(continua)
Totustuus     (Omelia del 18-05-2003)
Commento Giovanni 15,1-8
NESSO TRA LE LETTURE Questa quinta domenica di pasqua vuole sottolineare la nostra unione con Cristo Gesù, morto e risorto per noi, e la necessità di produrre frutti nelle opere buone. La prima lettura ci mostra Paolo che narra la sua conversione agli apostoli, e le sue predicazioni a Damasco. ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 18-05-2003)
Uniti come il tralcio alla vite
Gesù usando l'immagine del tralcio e della vite giunge oggi ad una conclusione sorprendente: senza di me non potete fare nulla. Così come domenica scorsa Gesù si è detto "buon pastore", oggi ci ricorda che la linfa della gioia passa attraverso l'innesto alla sua persona. Ma è davvero Gesù il nost ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 18-05-2003)
Io sono la vite, voi i tralci
Meditare queste parole di Gesù sulla vite e i tralci, significa cogliere il rapporto che ci lega a lui nella sua dimensione più profonda: siamo vivi solo se uniti a lui, e solo così possiamo portare qualche frutto. "Senza di me non potete fare nulla", dice Gesù. E la stessa verità che san Paolo i ...
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padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 18-05-2003)
Conversione e gioia nel battesimo...
E' mia convinzione che per riflettere adeguatamente sulla liturgia odierna si debba partire non già dalla pagina del vangelo di Giovanni, bensì dalla Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, che rende manifesta l'esultanza di chi, non appena convertito alla fede, da persecutore della Chiesa ...
(continua)
don Romeo Maggioni     (Omelia del 18-05-2003)
Io sono la vite e i tralci
Per due domeniche, oggi e la prossima, la Chiesa ci propone di meditare il cuore del testamento di Gesù, detto nel Cenacolo, la vigilia della sua passione (Gv capitoli 13-17). Tre sono i protagonisti in gioco: il Padre, Gesù e noi, e gli intimi legami che di tutti fanno una cosa sola: "Come tu, Pad ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 18-05-2003)
Commento su Giovanni 15, 1-8
In questo brano Gesù scongiura i suoi amici di rimanere in lui, nel suo amore, per portare molto frutto e per godere la gioia in pienezza. L'espressione dominante di questo testo è "rimanere in", che ricorre sette volte. Gesù si presenta come la vite della verità: in questo modo afferma di essere ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 21-05-2000)

Dalla Parola del giorno Questo è il suo comandamento che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri (...). Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. Come vivere questa Parola? Nella sua prima lettera Giovanni focalizza il tema-fulcro del suo Van ...
(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 21-05-2000)
Gv 15, 1-8
Il vangelo d'oggi s'inserisce nel contesto dell'ultima cena. E' un invito a vivere la comunione con Dio e con suo figlio. Gesù usa il simbolo della vigna. La vite è una pianta molto dipendente. Se non è coltivata non produce frutto ed è presto soffocata da altre piante. E' fondamentale che viva in ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 21-05-2000)
Non solo a parole, ma con i fatti
La grandezza di un uomo tante volte si misura dalla profondità con cui sa tessere i rapporti con chi gli è vicino o incontra sulla sua strada. Rapporti che non solo diventano poi sicura condivisione in tutto, ma costituiscono salde fondamenta su cui può stare tranquilla la fiducia. Ed è essenziale q ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 27-04-1997)
Scrivo a Laura
Cara Laura, Tu non puoi sapere, o forse lo saprai da dove ora ti trovi, quanto di te hanno parlato i giornali il giorno in cui, a soli 13 anni, hai voluto porre fine alla tua vita tra di noi, buttandoti da 7° piano della tua casa. Tua madre ha cercato invano di impedire il tuo gesto ed è rimasta ...
(continua)

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