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LITURGIA

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Giovedì 20 Marzo 2008

Venerdì 21 Marzo 2008

Sabato 22 Marzo 2008

Domenica 23 Marzo 2008

  DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

APALM ;
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Rosso

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È allo stesso tempo l’ora della luce e l’ora delle tenebre.
L’ora della luce, poiché il sacramento del Corpo e del Sangue è stato istituito, ed è stato detto: “Io sono il pane della vita... Tutto ciò che il Padre mi dà verrà a me: colui che viene a me non lo respingerò... E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto mi ha dato, ma lo risusciti l’ultimo giorno” (Gv 6,35-39). Come la morte è arrivata dall’uomo così anche la risurrezione è arrivata dall’uomo, il mondo è stato salvato per mezzo di lui. Questa è la luce della Cena.
Al contrario, la tenebra viene da Giuda. Nessuno è penetrato nel suo segreto. Si è visto in lui un mercante di quartiere che aveva un piccolo negozio, e che non ha sopportato il peso della sua vocazione. Egli incarnerebbe il dramma della piccolezza umana. O, ancora, quello di un giocatore freddo e scaltro dalle grandi ambizioni politiche.
Lanza del Vasto ha fatto di lui l’incarnazione demoniaca e disumanizzata del male.
Tuttavia nessuna di queste figure collima con quella del Giuda del Vangelo. Era un brav’uomo, come molti altri. È stato chiamato come gli altri. Non ha capito che cosa gli si faceva fare, ma gli altri lo capivano? Egli era annunciato dai profeti, e quello che doveva accadere è accaduto. Giuda doveva venire, perché altrimenti come si sarebbero compiute le Scritture? Ma sua madre l’ha forse allattato perché si dicesse di lui: “Sarebbe stato meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”? Pietro ha rinnegato tre volte, e Giuda ha gettato le sue monete d’argento, urlando il suo rimorso per aver tradito un Giusto. Perché la disperazione ha avuto la meglio sul pentimento? Giuda ha tradito, mentre Pietro che ha rinnegato Cristo è diventato la pietra di sostegno della Chiesa. Non restò a Giuda che la corda per impiccarsi. Perché nessuno si è interessato al pentimento di Giuda? Gesù l’ha chiamato “amico”. È veramente lecito pensare che si trattasse di una triste pennellata di stile, affinché sullo sfondo chiaro, il nero apparisse ancora più nero, e il tradimento più ripugnante? Invece, se questa ipotesi sfiora il sacrilegio, che cosa comporta allora l’averlo chiamato “amico”? L’amarezza di una persona tradita? Eppure, se Giuda doveva esserci affinché si compissero le Scritture, quale colpa ha commesso un uomo condannato per essere stato il figlio della perdizione?
Non chiariremo mai il mistero di Giuda, né quello del rimorso che da solo non può cambiare nulla. Giuda Iscariota non sarà più “complice” di nessuno.

Antifona d'ingresso

Commemorazione dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme

ANTIFONA

Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d'Israele.
Osanna nell'alto dei cieli. (Mt 21,9)

Il sacerdote saluta il popolo con queste parole:

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l'amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.

R. E con il tuo spirito.

Quindi rivolge al popolo una breve esortazione, per illustrare il significato del rito e per invitarlo a una partecipazione attiva e consapevole:

Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dall'inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione.

Dopo questa esortazione, il sacerdote dice a mani giunte una delle orazioni seguenti:

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
benedici + questi rami [di ulivo],
e concedi a noi tuoi fedeli,
che accompagniamo esultanti il Cristo,
nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Oppure:
Preghiamo.
Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te,
e concedi a noi tuoi fedeli,
che rechiamo questi rami
in onore di Cristo trionfante,
di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone.
Per Cristo nostro Signore.

E senza nulla dire, asperge i rami con l'acqua benedetta.

Segue la proclamazione del Vangelo dell'ingresso del Signore.

VANGELO (Mt 21,1-11)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

Parola del Signore.

Dopo il Vangelo si può fare, secondo le circostanze, una breve omelia. Per dare l'avvio alla processione, il celebrante, o un altro ministro, può fare un'esortazione con queste parole:

Imitiamo, fratelli carissimi, le folle di Gerusalemme, che acclamavano Gesù, Re e Signore, e avviamoci in pace.

Ha quindi inizio la processione verso la chiesa, nella quale si celebra la Messa. Durante la processione, il coro e il popolo eseguono i canti adatti alla celebrazione.


Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna con te...

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Prima lettura

Is 50,4-7
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso.

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.

Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.

Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 21

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.

Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele.

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Seconda lettura

Fil 2,6-11
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.

Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)
Lode e onore a te, Signore Gesù!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

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Vangelo

Mt 26,14- 27,66
La passione del Signore.


+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo

- Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.

- Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

- Uno di voi mi tradirà
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

- Questo è il mio corpo; questo è il mio sangue
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

- Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».

Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.

- Cominciò a provare tristezza e angoscia
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».

Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

- Misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.

- Vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù –; anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo».

Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».

- Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell’uomo!». Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.

- Consegnarono Gesù al governatore Pilato
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda – colui che lo tradì –, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il “Campo del vasaio” per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore».

- Sei tu il re dei Giudei?
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.

Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.

Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

- Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.

- Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».

Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

- Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.

- Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».

Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c’erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.

- Giuseppe prese il corpo di Gesù e lo depose nel suo sepolcro nuovo
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatèa, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.

- Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete
Il giorno seguente, quello dopo la Parascève, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: “Dopo tre giorni risorgerò”. Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: “È risorto dai morti”. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete». Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.

Parola del Signore.



Forma breve (27, 11-54):

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo

- Sei tu il re dei Giudei?
In quel tempo Gesù comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.

Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.

Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

- Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.

- Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».

Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

- Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.

- Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Nella consapevolezza che la misura dell’amore di Dio per noi è di essere senza misura, eleviamo al Padre le nostre preghiere. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa alzi con coraggio il vessillo della croce, annunciando nel Cristo il Figlio di Dio che si dona e muore per i poveri, i piccoli, i diseredati e gli oppressi. Preghiamo.
2. Perché i cristiani che sono perseguitati in varie parti del mondo abbiano la forza di associare le loro sofferenze ai patimenti di Cristo in croce, fonte della salvezza per l’umanità. Preghiamo.
3. Perché tutti coloro che sono crocifissi dall’ingiustizia e dalla violenza degli uomini trovino nei cristiani fratelli solidali e pronti ad offrire un aiuto concreto. Preghiamo.
4. Perché i malati che sentono la morte vicina siano raggiunti dalla pace e dalla consolazione che sgorgano dall’amore di Dio, che ci aspetta nella felicità eterna. Preghiamo.
5. Perché con gli occhi della fede riconosciamo gli insegnamenti della Passione di Gesù e ci rendiamo dono d’amore per i fratelli. Preghiamo.

Ascolta o Padre le nostre preghiere: rendici capaci di accompagnare Gesù nel cammino della croce, per partecipare anche della sua risurrezione. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore

Preghiera sulle offerte
Dio onnipotente, la passione del tuo unico Figlio
affretti il giorno del tuo perdono;
non lo meritiamo per le nostre opere,
ma l’ottenga dalla tua misericordia
questo unico mirabile sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO
La passione redentrice del Signore.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Egli, che era senza peccato,
accettò la passione per noi peccatori
e, consegnandosi a un’ingiusta condanna,
portò il peso dei nostri peccati.
Con la sua morte lavò le nostre colpe
e con la sua risurrezione
ci acquistò la salvezza.
E noi, con tutti gli angeli del cielo,
innalziamo a te il nostro canto,
e proclamiamo insieme la tua lode: Santo...


Antifona di comunione
“Padre, se questo calice non può passare
senza che io lo beva,
sia fatta la tua volontà” (Mt 26,42; cf. Mc 14,36; cf. Lc 22,42)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi santi doni,
e con la morte del tuo Figlio
ci fai sperare nei beni in cui crediamo,
fa’ che per la sua risurrezione
possiamo giungere alla meta della nostra speranza.
Per Cristo nostro Signore.

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don Romeo Maggioni     (Omelia del 16-03-2008)
Benedetto Colui che viene nel nome del Signore - RITO AMBROSIANO
Speciale Rito Ambrosiano is 53,1-12 – 1Pt 2,21b-25 – Gv 11,55-57;12,1-11 Per Gesù è arrivata la sua "ora". Entra in Gerusalemme per la sua settimana decisiva. Lì compirà i suoi atti fondamentali per la nostra salvezza e il nostro riscatto: la sua passione e morte in croce. Ha voluto preparare bene ...
(continua)
don Romeo Maggioni     (Omelia del 16-03-2008)
La Pasqua di Gesù è la nostra Pasqua - RITO ROMANO
Gesù entra in Gerusalemme a compiere i suoi gesti di salvezza. E' la domenica delle palme e della passione del Signore che apre la Settimana Santa nel cui cuore il Santo Triduo - attraverso i Riti Liturgici - rende presente quegli atti perché noi li possiamo rivivere portandone via il frutto di graz ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16-03-2008)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore
Oggi celebriamo l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Un momento significativo della missione di Cristo. Proprio a Gerusalemme si sta compiendo la sua missione terrena. Gesù vi entra osannato tra ali di folla, proclamato come il figli di Davide, il Benedetto nel nome del Signore. Gesù entra a ...
(continua)
Monastero Janua Coeli     (Omelia del 16-03-2008)
Ci incamminiamo in via crucis
Leggiamo oggi la Passione del Signore. Gesù entra in Gerusalemme... viene a te!... E il mistero della croce si staglia alla tua vita. Cos'è la croce? La croce non è il dolore che ogni esistenza umana vive, ma è quel dolore che nasce dal fatto di essere cristiani. Nella croce oltre il dolore c'è altr ...
(continua)
LaParrocchia.it     (Omelia del 16-03-2008)
La vittoria di Dio sugli assalti del male
Insieme ai figli di Israele, la chiesa partecipa oggi al trionfo profetico del Cristo, che entra nella città santa di Gerusalemme per passare da questo mondo al Padre. I racconti della passione che si leggono in questa domenica costituiscono sicuramente il nucleo primitivo dei vangeli. Intorno a una ...
(continua)
Comunità Missionaria Villaregia (giovani)     (Omelia del 16-03-2008)
Domenica delle Palme e della Passione del Signore
Con questa domenica si conclude il tempo quaresimale, il viaggio di Gesù, iniziato dalla Galilea, sta per terminare. L'ultima tappa, ci dice il Vangelo, è Betfage, sul monte degli Ulivi; la missione di Gesù sta per giungere al suo culmine. La settimana che sta per cominciare ha un nome particolare: ...
(continua)
padre Raniero Cantalamessa     (Omelia del 16-03-2008)
In agonia fino alla fine del mondo
La Domenica delle Palme, è l'unica occasione, a parte il Venerdì Santo, in cui si legge il Vangelo della Passione di Cristo nel corso di tutto l'anno liturgico. Non potendo commentare tutto il lungo racconto, ci soffermiamo su due suoi momenti: il Getsemani e il Calvario. Di Gesù nell'orto degli ul ...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 16-03-2008)
La passione di Gesù
La passione di Gesù: Dio La Passione di Gesù è la storia di un uomo innamorato perdutamente di Dio. Questo suo amore e la fedeltà a quest'amore lo portarono fino all'esito estremo della morte. Possiamo capire quello che accade in questi eventi solo rifacendoci alla passione che quest'uomo eb ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 16-03-2008)
La parabola rovesciata di Gesù
Clicca qui per la vignetta della settimana. Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dal ...
(continua)
padre Mimmo Castiglione     (Omelia del 16-03-2008)
Non tutto quel che brilla è oro! Bandierine e banderole!
Ogni anno è la stessa storia. Nel giro d'un paio d'ore, mutano gli stati d'animo. Lieto all'alba, ricordando l'ingresso di Gesù nella capitale. Triste alla fine della liturgia, dopo aver ripercorso le ultime ore di vita del Maestro. Durante la "Celebrazione dell'Ingresso" scorgo la gioia nei volt ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 16-03-2008)
La Passione del Signore
Siamo ormai alle soglie della Settimana Santa e il Vangelo di Giovanni pone sulle nostre labbra la stessa domanda che alcuni greci, presenti tra la folla dei pellegrini recatasi a Gerusalemme per la Pasqua, posero a Filippo e Andrea: "Vogliamo vedere Gesù". È una richiesta che facciamo nostra partic ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 16-03-2008)
Da quel grido la nuova creazione
Il cuore del Vangelo è il racconto di questo lun­go dolore. La «bella no­tizia» in realtà narra una morte, il patire di un Dio appassionato. Su questo paradosso Paolo centra tutto il suo annuncio: «Io non voglio sapere niente altro che Cristo e questi crocifisso». Solo inginocchiato davan­ti alla cr ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 16-03-2008)
SETTIMANA SANTA: “Benedetto Colui che viene”
Per chi si accosta con fede a questa settimana di Passione, quasi vengono meno le parole, lasciando lo spazio alla riflessione e alla commozione. È una settimana, a cominciare da oggi, Domenica delle palme, che racconta la totalità e fedeltà dell'amore del Padre, che non si ferma ad una dichiarazion ...
(continua)
don Ricciotti Saurino     (Omelia del 16-03-2008)
Il trionfo dell’Amore
Avrebbero gridato anche le pietre quel giorno per le strade di Gerusalemme vedendo passare un condottiero senza segni di potenza e grandezza, un condottiero che cavalcava un asinello mite come era mite il cuore di chi vi stava sopra. E forse era stata questa mitezza che aveva esaltato il cuore di tu ...
(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 16-03-2008)
Hanno scavato le mie mani e i miei piedi
La liturgia di oggi celebra due momenti della vita di Gesù, tra loro vicinissimi eppure contrastanti come più non si potrebbe: dapprima il suo trionfale ingresso a Gerusalemme tra la folla osannante; qualche giorno dopo, la sua indicibile passione. Basterebbe questo a ricordare la precarietà delle s ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-03-2008)

Dalla Parola del giorno La mia ora è vicina, farò la pasqua da te con i miei discepoli. Come vivere questa Parola? Le palme benedette che portiamo in casa ci fanno ricordare che la quaresima segna il graduale passaggio alla primavera; l'inverno passa e c'è la speranza di una vi ...
(continua)
Omelie.org (commenti per bambini)     (Omelia del 16-03-2008)

Oggi celebriamo la Domenica delle Palme ed entriamo nel tempo specialissimo della Settimana Santa. Perché è santa la settimana che comincia oggi? È santa, perché durante i prossimi sette giorni ricordiamo l'ultima settimana di vita del Maestro di Nazareth. È santa, perché durante i prossimi s ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 16-03-2008)

La liturgia di questo giorno è del tutto particolare e mette in evidenza la lettura della passione nel vangelo dell'anno. Suggerirei di rinunciare ad una omelia classica per introdurre invece le due letture con una breve monizione esplicativa che può anche essere letta dal lettore. Per il vangelo ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 16-03-2008)
Il Dio donato
Ce l'ho fatta, infine. Tengo il portatile sulle ginocchia e alzo lo sguardo distratto e stordito. Lo vedo, Gesù, che scende dalla collina in mezzo agli ulivi, attorniato dai suoi discepoli. Li vedo mentre parlano animatamente, scollinando da Betania, unirsi poi alle molte persone che arrivano alla ...
(continua)
padre Romeo Ballan     (Omelia del 16-03-2008)
Annunciare un "Dio in Croce". Per tutti!
Riflessioni Sul portale della Settimana Santa, che oggi comincia (Vangelo), c'è una domanda: "Chi è costui?" (Mt 21,10). Se lo chiedeva la gente della città, in agitazione, quando Gesù entrò in Gerusalemme, fra gli applausi dei simpatizzanti, seduto non su un caval ...
(continua)
don Stefano Varnavà     (Omelia del 16-03-2008)

Si è preannunziata già in questi giorni, e oggi entra nel vivo, la campagna (non quella elettorale) dei Giudei e dei Sommi sacerdoti contro Gesù. Una campagna su tutti i fronti che doveva terminare per forza con la denunzia, con il trovare dei testimoni disposti a testimoniare contro di Lui e con la ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 16-03-2008)
La nostra domenica delle Palme e di Passione
Celebriamo oggi la Domenica delle Palme. Inizia la settimana più importante dell'anno liturgico, la settimana maggiore, la settimana santa, la settimana della Passione di nostro Signore Gesù Cristo. Inizia con la lettura del Passio durante la liturgia eucaristica, per indicare il percorso spirituale ...
(continua)
Suor Giuseppina Pisano o.p.     (Omelia del 16-03-2008)

Con una liturgia incredibilmente ricca, la Chiesa, ci introduce, oggi, alla grande settimana, la " Settimana Santa", che ci avvicina al cuore del Mistero dell' amore di Dio, che si rivela nel sacrificio del Figlio Gesù. La celebrazione prende l'avvio dal ricordo dell'ingresso del Signore in Gerusale ...
(continua)
don Gianluca Peschiera (ragazzi)     (Omelia del 16-03-2008)
Testimoni di Gesù
Ragazzi, che domenica pazzesca che è questa! Si rivive l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, una grande festa dove sembrava proprio di accogliere un re, tra rami di ulivo e fronde di palme... Poi però si partecipa a quanto è accaduto pochi giorni dopo: tradimento, arresto, processo "farsa", passione e c ...
(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 16-03-2008)

Fin da quando eravamo bambini il Vangelo della domenica delle Palme ha suscitato in noi sensazioni e pensieri contrastanti. Da un lato il prologo festoso alla Santa Messa con tanto di rametti di ulivo e di palme intrecciate, dall'altro il ricordo, tremendo e disperante della Passione di Gesù. Da sem ...
(continua)
Il pane della domenica     (Omelia del 16-03-2008)
Contemplare la croce con gli occhi del Padre
La passione del Signore Ancora una volta abbiamo ascoltato il racconto della passione, nella redazione dell'evangelista Marco. Ancora una volta ci sentiamo sopraffatti e sgomenti da questo vangelo della Croce, e avvertiamo l'esigenza di silenzio, di un silenzio partecipe, adorante, più che d ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 16-03-2008)

Domenica delle Palme e della Passione. Inizia la Settimana Santa, la settimana delle settimane, nella quale la Chiesa celebra i misteri della salvezza portati a compimento da Cristo negli ultimi giorni della sua vita. La liturgia di oggi inizia con il trionfo dell'ingresso a Gerusalemme e pro ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 16-03-2008)
La massima espressione dell'amore
Massima espressione dell'amore è il sacrificio. Questa virtù, quando praticata spassionatamente e disinteressatamente senza secondi fini, rende l'amore reale ed incontrovertibile estinguendo ogni dubbio sulla sincerità di chi ci ama; ma ancora più significativo ed espressivo è il sacrificio che comp ...
(continua)
Messa Meditazione     (Omelia del 16-03-2008)
La fede sgorga dal sacrificio di Cristo
Lettura La trama della Passione, secondo Matteo, è segnata dal Sal 22 (il martirio del giusto) e dall'oracolo di Is 53 (la condanna del servo di JHWH) di cui l'evangelista cerca di dimostrare il compimento in Cristo. Gesù è solo di fronte ad un'ampia schiera di avversari. Tra questi, al primo ...
(continua)
mons. Ilvo Corniglia     (Omelia del 16-03-2008)
Commento Matteo 26,14- 27,66 (forma breve: Matteo 27,11-54)
La liturgia di oggi ci presenta due grandi scene: la prima di gioia, l'altra di dolore. Prima scena: l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, acclamato come re da una folla entusiasta (Mt. 21, 1-11). I cristiani oggi, con la medesima esultanza, si stringono al loro Signore ormai vivo per sempre in ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 20-03-2005)

È come una domenica a due facce, quella delle Palme, che precede la Pasqua. Ha un suo aspetto gioioso nella prima parte, celebrando l'ingresso di Gesù, trionfante, in Gerusalemme. Tutti acclamano al profeta, al figlio di David. La scena cambia però rapidamente con la lettura del racconto della passi ...
(continua)
padre Romeo Ballan     (Omelia del 20-03-2005)
Annunciare un "Dio in croce" per tutti
Sul portale della Settimana Santa, che oggi comincia, c'è una domanda: "Chi è costui?" (Mt 21,10). Se lo chiedeva la gente di Gerusalemme, in agitazione, quando Gesù entrò in città, fra gli applausi dei simpatizzanti, seduto non su un cavallo da guerra o da corsa, ma su un'asina presa ...
(continua)
don Remigio Menegatti (ragazzi)     (Omelia del 20-03-2005)
Mio Dio, mio Dio, perche' mi hai abbandonato (186)
Per comprendere la parola di Dio alcune sottolineature La prima lettura (Is 50, 4 - 7) presenta la figura del servo di Dio a cui è affidato il compito di portare a chi soffre un messaggio di speranza; per primo ascolta ciò che deve condividere con i poveri. Nonostante l'opposizione che si abb ...
(continua)
don Girolamo Capita (giovani)     (Omelia del 20-03-2005)
Amico si' o no?
Siamo giunti alla domenica della passione di Gesù Cristo, tradizionalmente nota come domenica delle palme per ricordare l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Essa segna anche l'inizio della settimana santa. Io sono dell'avviso che non ci sia durante l'anno un momento più favorevole e fecondo d ...
(continua)
LaParrocchia.it     (Omelia del 20-03-2005)
Osanna al Figlio di Davide
Meno di quattro giorni dopo il suo trionfale ingresso in Gerusalemme, Cristo sarà arrestato, giudicato e condannato a morte. Nulla gli sarà risparmiato. Sarà oggetto delle più volgari umiliazioni e delle più crudeli torture. Dal momento che anche la più piccola delle sofferenze avrebbe avuto un valo ...
(continua)
don Nazareno Galullo (giovani)     (Omelia del 20-03-2005)
Tradire o essere traditi? No grazie!
Siete mai stati traditi da un amico? Vi ricordate, quando avete confidato un segreto ad una persona amica, dicendole pure di non dirlo a nessuno e nonostante l'assicurazione che sarebbe stata muta come un pesce...poi vi siete ritrovati...per così dire...con i manifesti affissi nella piazza del paese ...
(continua)
don Bruno Maggioni     (Omelia del 20-03-2005)
Quella Croce rivela la verità di Gesù
Su tutte le letture liturgiche di questa domenica campeggia il grande racconto della Passione di Gesù secondo Matteo. Non possiamo certo qui commentarlo in tutte le sue parti, ci accontentiamo di alcune annotazioni sulla crocifissione. «Se sei Figlio di Dio» (27,40.43.44) come nella tentazione (4,3. ...
(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 20-03-2005)

Oggi contempliamo l'entrata gloriosa di Gesù a Gerusalemme, osannato come Messia. Gesù probabilmente sa che, per via dello scalpore che ha suscitato la risurrezione di Lazzaro, il Sinedrio ha decretato la sua morte. Perché non scappa? Potrebbe tornare in Galilea e continuare a predicare e a fare de ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 20-03-2005)
Gesu' Cristo si e' fatto obbediente fino alla morte di Croce
E' meglio conosciuta come Domenica delle Palme, in quanto nelle nostre chiese si benedicono i ramoscelli di ulivo, in ricordo dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme prima della Pasqua; ma questa è soprattutto la Domenica di Passione e con questa giornata inizia la Settimana Santa o Maggiore. Come dire ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-03-2005)
Commento su Is 50,4
Dalla Parola del giorno Il Signore mi ha dato una lingua da iniziati, perché io sappia indirizzare allo sfiduciato una parola. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come gli iniziati. Come vivere questa Parola? In questo passo di Isaia, il "servo di JHWH" è ...
(continua)
don Mario Campisi     (Omelia del 20-03-2005)
Il tradimento dell'amicizia
Il racconto evangelico della passione di Gesù, e soprattutto lui, sono per il cristiano insegnamento e modello. E' auspicabile che oggi, domenica delle palme, ognuno riconosca nella passione di Gesù la propria "passione". Soprattutto è utile riconoscere nella passione il segno dell'amore di Dio per ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 20-03-2005)
Con Gesù verso la Pasqua
E così, seguendo un prezioso cammino quaresimale, ci siamo avvicinati alla grande settimana della storia, quella che la Chiesa definisce "settimana santa"; come a dirci che non sono giorni qualunque, ma sono i grandi giorni in cui Dio, con Gesù, "cambia la storia dell'uomo": da una storia senza sens ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 20-03-2005)
E' la nuova alleanza nel mio sangue
La domenica delle palme, che inizia la settimana santa, è segnata simultaneamente dall'ingresso di Gesù in Gerusalemme e dalla narrazione della sua passione e morte. La liturgia, riunendo in un'unica celebrazione questi due avvenimenti, temporaneamente distinti, sembra voler togliere dalla nostra me ...
(continua)
Comunità Missionaria Villaregia (giovani)     (Omelia del 20-03-2005)
La passione di Dio per l'uomo
Con questa domenica si conclude il tempo quaresimale, il viaggio di Gesù, iniziato dalla Galilea, sta per terminare. L'ultima tappa, ci dice il Vangelo, è Betfage, sul monte degli Ulivi; la missione di Gesù sta per giungere al suo culmine. La settimana che sta per cominciare ha un nome particolare: ...
(continua)
don Fulvio Bertellini     (Omelia del 20-03-2005)
La preparazione e l'esecuzione
Il racconto della Passione si articola in una lunga preparazione, e nell'esecuzione vera e propria della sentenza contro Gesù. Anche solo scorrendola a grandi linee, noteremo come la preparazione occupa il posto preponderante: prima, l'anticipazione da parte di Gesù, con l'ultima Cena e la sosta all ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 20-03-2005)
Il Dio donato
Lettura dalla Passione di Matteo E così ha inizio. Con oggi concludiamo il nostro percorso di quaresima, di deserto, di essenzialità, per entrare nella più importante settimana dell'anno, sconosciuta ai più, gravida di ogni conversione. In questi ultimi sette giorni percorreremo, ora ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 20-03-2005)
Nella croce di Cristo la nostra salvezza
La liturgia della domenica delle palme ha il volto della gioia e quello della passione, quello della fede e quello dell'incredulità, quello della gloria e quello della croce. Infatti la liturgia ricorda l'ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme, accolto e osannato come il Messia; ma nello stesso t ...
(continua)
Totustuus     (Omelia del 20-03-2005)

Tema Le letture di oggi parlano del servo sofferente del Signore. Il profeta Isaia presenta la figura misteriosa del servo del Signore la cui precisa identità non è chiara. Quella che è chiara è la consapevolezza del servo della sua capacità, dono di Dio, di "saper indirizzare una parola di ...
(continua)
don Marco Pratesi     (Omelia del 20-03-2005)
Passione secondo Matteo
Ogni evangelista racconta la passione di Gesù con tratti comuni e sottolineature diverse. Ognuno è interessato più a certi aspetti e meno ad altri, soprattutto in base alla situazione che vivono i destinatari del suo vangelo, che vive la sua comunità. Cerchiamo di mettere in evidenza alcuni punti ch ...
(continua)
mons. Ilvo Corniglia     (Omelia del 20-03-2005)

La liturgia di oggi ci presenta due grandi scene: la prima di gioia, l'altra di dolore. Prima scena: l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, acclamato come re da una folla entusiasta (Mt 2, 1-11). I cristiani oggi, con la medesima esultanza, si stringono al loro Signore, ormai vivo per sempre in m ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 20-03-2005)
Riscoprire il primo amore
1. Orazione iniziale Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avveni ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 20-03-2005)
La fede - privilegio
Lanciandogli addosso palme e rami d'ulivo ed esaltandolo con munifiche ovazioni mentre entra in città, la gente di Gerusalemme riconosce in Gesù il Messia che ha instaurato il Regno di Dio e che merita la gloria che si addice alla divinità onnipotente. Cos' facciamo oggi anche noi, in questa Domenic ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 24-03-2002)

Dalla Parola del giorno Sei giorni prima della solenne celebrazione della Pasqua, quando il Signore entrò in Gerusalemme, gli andarono incontro i fanciulli: portavano in mano rami di palma, e acclamavano a gran voce: "Osanna nell'alto dei cieli: Gloria a te che vieni, pieno di bontà e di m ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 24-03-2002)

PALME E...CENERI Forse non tutti sapete che le palme benedette oggi in chiesa saranno anche utilizzate per fare le ceneri, con cui inizieremo la Quaresima il prossimo anno. Sembrerà strano, ma è così. Il Mercoledì delle ceneri (primo giorno di Quaresima) e la Domenica delle palme (ultimo gior ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 24-03-2002)
Benedetto colui che viene
E' veramente difficile scrivere parole di pace, come dovrebbe invece avvenire oggi, domenica delle Palme, inorriditi e sconvolti dalla violenza che, ancora una volta si è scatenata all'improvviso con l'omicidio del Dott. Biagi a Bologna. Stiamo certamente vivendo un momento di confronto su temi che ...
(continua)
don Elio Dotto     (Omelia del 24-03-2002)
Ha attraversato i cieli
Era buio il cielo quando Gesù uscì con i suoi discepoli e andò nel podere chiamato Getsémani. Ed era "buio su tutta la terra" quando Gesù venne crocifisso nel luogo detto Gòlgota, dopo una notte di interrogatori e torture. Era davvero buio il cielo quel giorno. Buio come il cielo che a volte sovra ...
(continua)
Totustuus     (Omelia del 24-03-2002)
Domenica delle Palme - Ciclo A
Nesso tra le letture In questa domenica si svolge la processione, semplice o solenne, che commemora l'entrata di Gesù a Gerusalemme. Il vangelo che si proclama all'inizio della processione mette in rilievo che Gesù è il "Figlio di Davide", importante titolo messianico, e sottolinea che Egli è il Re ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 24-03-2002)
Protagonisti della Passione
Con oggi finiamo il tempo di Quaresima ed entriamo nella grande Settimana Santa, centro di tutto l'anno liturgico. E' come se l'orologio della nostra preghiera rallentasse: normalmente in un anno concentriamo tutta la vita di Gesù, dall'attesa del Messia alla celebrazione di Gesù Signore dell'Univer ...
(continua)
don Fulvio Bertellini     (Omelia del 24-03-2002)
Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte
Compiere le Scritture "Tutto questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti". L'ottica con cui l'evangelista racconta la Passione è la dimostrazione che in Gesù le Scritture hanno trovato la loro pienezza. Le domande lasciate irrisolte nel corso della storia di Israele trovano una ...
(continua)
LaParrocchia.it     (Omelia del 24-03-2002)
Domenica delle Palme
Analisi - Riflessione Il Racconto della Passione secondo Matteo può essere suddiviso in due parti: 1) capitolo 26; 2) capitolo 27. Ogni parte di questo racconto ci comunica dei valori fondamentali da vivere in pienezza ed in armonia con la "Settimana Santa" che inizia. Sono valori, quelli espressi, ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 24-03-2002)
Le Palme. Benedetto Colui che viene nel nome del Signore
La liturgia oggi ci aiuta a celebrare due avvenimenti: l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, accolto dai ragazzi e dal popolo che lo acclamano con fede e con gioia e l'inizio dellla Settimana Santa, nella quale Gesù opera la salvezza del mondo con il suo amore e il suo sacrificio della Croce. Ecco perc ...
(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 24-03-2002)
Domenica delle Palme
La settimana santa comincia con una festa che Gesù ha voluto: la festa delle palme. Come mai Gesù, solitamente cosi restio nel dichiararsi Messia, adesso lo fa apertamente? Non sa che cosi facendo provocherà il suo arresto e la sua morte? Gerusalemme è piena di fedeli venuti da tutto il mondo per l ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 24-03-2002)
L'amante e l'abisso
Dal Vangelo di Matteo:
Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: «In verità vi dico, uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano ...

(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-04-2000)

Dalla Parola del giorno Gesù si trovava a Betania nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo. Come viver ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 28-03-1999)
Domenica delle Palme
"Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Betfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: "Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qual ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 00-00-0000)
Questi è Gesù, il re dei giudei
Finalmente ci siamo! Con la Domenica delle Palme si aprono le porte della grande settimana, l'unica di tutto l'anno liturgico che gode del privilegio d'essere chiamata "santa". Siamo partiti dal deserto di Gesù e con Lui, per questi quaranta giorni, ci siamo lasciati guidare al monte della Trasfigur ...
(continua)

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