LA CHIESA

      


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LITURGIA

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(es. Mt 28,1-20):
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  Mercoledì della III settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO033 ;
Nella prima lettura di oggi c'è una frase molto densa di significato, e anche difficile da capire bene. Scrive l'autore: "Con un'unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati". il punto più notevole di questa frase è che viene adoperato per i cristiani lo stesso verbo che nei capitoli precedenti è stato applicato a Cristo stesso: "ha reso perfetti".
Mi spiego. L'autore aveva già detto che Cristo stesso
ha dovuto essere perfezionato, se si può dire: "Era ben giusto che colui, per il quale e dal quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che guida alla salvezza" (2,10). Poi ha descritto le sofferenze di Cristo e ha concluso: "Così, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchisedek" (5,9).
Il mistero di Cristo è il mistero di una natura umana "resa perfetta" per mezzo delle sofferenze. Se si studia il significato di questo verbo, che ci sembra strano applicato a Cristo, si vede che ha un significato sacerdotale. "Rendere perfetto" nell'Antico Testamento è adoperato soltanto per la consacrazione dei sacerdoti: si parla di rendere perfette le loro mani, affinché possano offrire a Dio il sacrificio, e le mani stanno per la totalità della persona. Cristo è stato trasformato dal suo sacrificio in modo da diventare il sacerdote, il pontefice assolutamente perfetto.
La particolarità del sacrificio di Cristo è che questa consacrazione sacerdotale non vale soltanto per lui, come nell'Antico Testamento valeva soltanto per i pontefici consacrati, ma vale anche per noi: Cristo riceve la consacrazione sacerdotale e nello stesso tempo ce la conferisce.
"Con un'unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre coloro che vengono santificati". Vuol dire che Cristo con il suo sacrificio ha reso anche noi capaci di presentarci a Dio in un gesto sacerdotale, il gesto dell'offerta. Possiamo avvicinarci a Dio in piena fiducia, possiamo entrare nel santuario più segreto, sempre grazie al sacrificio di Cristo.
In questa frase però ci sono due aspetti. Il primo è quello di una attuazione già compiuta: siamo veramente consacrati a Dio e possiamo offrire il sacrificio. D'altra parte ed è il secondo aspetto la nostra santificazione è soltanto un inizio e richiede uno sviluppo: "Ha reso perfetti coloro che vengono santificati". Riceviamo la santificazione e ogni giorno essa si sviluppa nella nostra vita, in una continuata applicazione alla nostra persona del sacrificio di Cristo, anche e specialmente nelle sofferenze, nelle tribolazioni.
Chiediamo al Signore la grazia di capire bene il privilegio di essere un popolo sacerdotale, senza nessuna barriera fra noi e il Padre celeste e, d'altra parte, di riconoscere nell'umiltà e nella verità la nostra condizione di persone in cammino, sempre bisognose di essere giustificate dal sacrificio di Cristo.







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Antifona d'ingresso
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario. (Sal 95,1.6)



Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
guida le nostre azioni secondo la tua volontà,
perché nel nome del tuo diletto Figlio
portiamo frutti generosi di opere buone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.





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Prima lettura

Eb 10,11-18
Ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e a offrire molte volte gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati. Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio, aspettando ormai che i suoi nemici vengano posti a sgabello dei suoi piedi. Infatti, con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.
A noi lo testimonia anche lo Spirito Santo. Infatti, dopo aver detto:
«Questa è l'alleanza che io stipulerò con loro
dopo quei giorni, dice il Signore:
io porrò le mie leggi nei loro cuori
e le imprimerò nella loro mente»,
dice: «e non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità».
Ora, dove c'è il perdono di queste cose, non c'è più offerta per il peccato.

Parola di Dio








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Salmo responsoriale

Sal 109

Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.

Oracolo del Signore al mio signore:
«Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi».

Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
domina in mezzo ai tuoi nemici!

A te il principato
nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora,
come rugiada, io ti ho generato.

Il Signore ha giurato e non si pente:
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchìsedek».












Canto al Vangelo (Mc 4,19)
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Alleluia.

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Vangelo

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Mc 4,1-20
Il seminatore uscì a seminare.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».
E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l'ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l'accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l'accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La parola seminata nel nostro cuore si fa ora preghiera al Padre. Con fiducia, quindi, diciamo:
Santifica il tuo popolo, Signore.

Perché la Chiesa, dispensando la salvezza del Risorto, sia testimone eloquente per chi cerca la verità e la vita. Preghiamo:
Perché la predicazione del vangelo si espanda ovunque come albero rigoglioso e porti molto frutto. Preghiamo:
Perché il dono della parola, che permette agli uomini di comunicare, sia veicolo di autentica comprensione, strumento di lode e di benedizione. Preghiamo:
Perché gli operatori culturali e i responsabili dell'opinione pubblica abbiano a cuore di seminare bellezza, verità e bontà. Preghiamo:
Perché, convocati dallo Spirito per nutrirci della parola e del pane, diventiamo testimoni della diffusione del regno di Dio. Preghiamo:
Per chi ha bisogno di una parola vera.
Per i catechisti della nostra comunità.

O Signore, sfalda le nostre inutili torri di parole e fa' risuonare nel nostro cuore la tua unica Parola: Gesù, tuo Figlio e nostro Signore che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.


Preghiera sulle offerte
Accogli i nostri doni, Padre misericordioso,
e consacrali con la potenza del tuo Spirito,
perché diventino per noi sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona alla comunione
Guardate al Signore e sarete raggianti,
non dovranno arrossire i vostri volti. (Sal 33,6)

Oppure:
"Io sono la luce del mondo", dice il Signore;
"chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita". (Gv 8,12)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questi santi misteri
ci hai nutriti col corpo e sangue del tuo Figlio,
fa' che ci rallegriamo sempre del tuo dono,
sorgente inesauribile di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

don Alessandro Farano     (Omelia del 26-01-2022)
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Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 24-01-2018)
Commento su 2 Sam 7, 4-5
«Va' e di' al mio servo Davide: Così dice il Signore: "Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele dall'Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Durante tutto il tempo in cui ho cammin ...
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Commento su Mc 4, 1-3a
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Paolo Curtaz     (Omelia del 28-01-2015)

Gesù parla in parabole per annunciare i misteri del Regno. E la prima parabola riportata dal primo vangelo ha a che fare con la Parola. Una Parola che Dio semina con abbondanza e che può germogliare nel cuore del discepolo che sa accogliere. È rispettosa la parabola, non esaspera, non mette all'ango ...
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Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 28-01-2015)
Commento su Eb. 10, 16
[...] "Io porrò le mie leggi nei loro cuori e le imprimerò nella loro mente". Eb. 10, 16 Come vivere questa Parola? Questo versetto è preso dal brano di oggi della lettera agli Ebrei, che a sua volta si rifà alla promessa dell'alleanza eterna fatta da Dio al suo popolo attraverso il profeta Gerem ...
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Paolo Curtaz     (Omelia del 29-01-2014)

Come reagiamo davanti all'ascolto della Parola di Dio? L'evangelista Marco ci dice che la fede nasce come risposta alla Parola che Dio ci rivolge, anzitutto attraverso i vangeli. Ma come accogliamo questa Parola? La conosciamo poco e male, pensiamo che abbia a che fare con la vita morale, che insegn ...
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Paolo Curtaz     (Omelia del 30-01-2013)
Commento su Mc 4,1-20
Che ruolo ha la Parola di Dio nella nostra vita? È lampada ai passi e luce sul nostro cammino? Quanto è difficile, oggi, accogliere la Parola! Mille altre parole si sovrappongono e ci confondono le idee, diventano opinioni, vuoto discutere, farsi vedere... Nel mondo della comunicazione e del villagg ...
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