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Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
PO171 ;
Le due parabole che Gesù ci fa ascoltare oggi hanno un tratto in comune: entrambe mettono in evidenza la potenza della vita divina in noi.
Il regno di Dio è paragonabile ad un seme. Noi abbiamo ricevuto nel battesimo questa vita che fa di noi dei figli di Dio. Ciò che ci è stato dato in germe contiene già tutte le virtualità che appariranno a poco a poco nel corso della nostra vita.
Nelle due parabole abbiamo una realtà nascosta: il seme è sprofondato nella terra, il lievito nella farina. Ciò simboleggia la natura segreta della vita che ci è stata data. L'averci Dio creati, nell'intimo del nostro essere, a sua somiglianza fa sì che siamo sprofondati e celati in lui, con Cristo. Realtà misteriosa la cui fecondità dipende dalla nostra risposta.
Come la terra ha una parte nella crescita del seme, come la pasta si forma grazie all'azione del lievito, così noi dobbiamo offrire alla segreta presenza del regno in noi la cooperazione della nostra fede, della nostra speranza e della nostra carità. Allora la vita della grazia si sviluppa con una straordinaria potenza, come stanno a significare l'albero nella prima parabola e le tre misure di farina che fanno lievitare tutta la pasta nella seconda. La potenza dispiegata in questa crescita testimonia l'azione di Dio nei suoi doni. È lui che opera, e la sua azione tanto più si manifesta quanto più glielo consente la nostra generosità. Spuntano allora i frutti di questa crescita: ecco l'albero alto su cui vanno a fare il nido tutti gli uccelli, albero che è simbolo dell'apostolato del cristiano, ma anche, in modo più nascosto, nella comunione dei santi, dell'inestinguibile e misteriosa fecondità che Dio accorda ai suoi figli. Questi frutti non sono necessariamente noti agli uomini, nemmeno a colui cui sono stati concessi. Infatti sono della stessa natura del seme e non di rado sono anch'essi nascosti. Gli uccelli stessi non sanno a quale seme devono il loro rifugio, ma sono là e questo basta loro. Il Signore invece ci conosce, vede la nostra fede, il nostro desiderio di diventare santi, la nostra incapacità di riuscirci se non donandoci al fuoco inebriante del suo amore. Che questa Eucaristia possa nutrire in noi la vita divina, permettendo così all'albero della nostra grazia battesimale di crescere, per la gloria di Dio e la gioia dei nostri fratelli.
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Antifona d'ingresso
Dio sta nella sua santa dimora; ai derelitti fa abitare una casa, e dà forza e vigore al suo popolo. (Sal 68,6-7.36)
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Colletta
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Ger 13,1-11
Questo popolo diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla.
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Dal libro del profeta Geremìa
Il Signore mi disse così: «Va' a comprarti una cintura di lino e mettitela ai fianchi senza immergerla nell'acqua». Io comprai la cintura, secondo il comando del Signore, e me la misi ai fianchi.
Poi la parola del Signore mi fu rivolta una seconda volta: «Prendi la cintura che hai comprato e che porti ai fianchi e va' subito all'Eufrate e nascondila nella fessura di una pietra». Io andai e la nascosi presso l'Eufrate, come mi aveva comandato il Signore.
Dopo molto tempo il Signore mi disse: «Àlzati, va' all'Eufrate e prendi di là la cintura che ti avevo comandato di nascondervi». Io andai all'Eufrate, cercai e presi la cintura dal luogo in cui l'avevo nascosta; ed ecco, la cintura era marcita, non era più buona a nulla.
Allora mi fu rivolta questa parola del Signore: «Dice il Signore: In questo modo ridurrò in marciume l'orgoglio di Giuda e il grande orgoglio di Gerusalemme. Questo popolo malvagio, che rifiuta di ascoltare le mie parole, che si comporta secondo la caparbietà del suo cuore e segue altri dèi per servirli e per adorarli, diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla. Poiché, come questa cintura aderisce ai fianchi di un uomo, così io volli che aderisse a me tutta la casa d'Israele e tutta la casa di Giuda - oracolo del Signore -, perché fossero mio popolo, mia fama, mia lode e mia gloria, ma non mi ascoltarono».
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Dt 32,18-21
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Hai dimenticato Dio che ti ha generato.
La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato;
hai dimenticato il Dio che ti ha procreato!
Ma il Signore ha visto e ha disdegnato
con ira i suoi figli e le sue figlie.
Ha detto: «Io nasconderò loro il mio volto;
vedrò quale sarà la loro fine.
Sono una generazione perfida,
sono figli infedeli.
Mi resero geloso con ciò che non è Dio,
mi irritarono con i loro idoli vani;
io li renderò gelosi con uno che non è popolo,
li irriterò con una nazione stolta».
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Canto al Vangelo (Gc 1,18)
Alleluia, alleluia.
Per sua volontà il Padre ci ha generati
per mezzo della parola di verità,
per essere una primizia delle sue creature.
Alleluia.
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Mt 13,31-35
Il granello di senape diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami.
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Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Il Signore conosce i desideri del nostro cuore e le cose di cui abbiamo bisogno. Per questo eleviamo a lui le nostre suppliche, dicendo insieme:
Signore, ascolta la nostra preghiera.
Per la Chiesa, perché nel mondo sia presenza viva e visibile del regno di amore e di giustizia che Gesù ha inaugurato con la parola e l'esempio. Preghiamo:
Per i pastori della Chiesa, perché credano alla potenza della parola di Dio che, come granello di senapa, cresce e matura nonostante le difficoltà. Preghiamo:
Per la società civile, perché il progresso economico e scientifico non trascuri la ricerca e la promozione dei valori morali e spirituali. Preghiamo:
Per i nostri fratelli che soffrono la solitudine, l'incomprensione e l'abbandono, perché non dimentichino mai di essere amati e protetti dal Signore, padre di tutti i viventi. Preghiamo:
Per noi e la nostra comunità, perché crediamo nella forza dello Spirito che anima e sostiene le nostre attività e i nostri progetti. Preghiamo:
Perché otteniamo il dono della speranza.
Perché riusciamo a scoprire e a rallegrarci dei segni della presenza di Dio.
O Signore, la tua grazia venga in soccorso alla nostra debolezza e la tua luce rischiari il nostro cammino, perché con te e in te possiamo giungere alla gloria del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Accetta, Signore, queste offerte
che la tua generosità ha messo nelle nostre mani,
perché il tuo Spirito,
operante nei santi misteri,
santifichi la nostra vita presente
e ci guidi alla felicità senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Anima mia, benedici il Signore: non dimenticare tanti suoi benefici. (Sal 103,2)
Oppure:
Beati i misericordiosi: essi troveranno misericordia. Beati i puri di cuore: essi vedranno Dio. (Mt 5,7-8)
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Preghiera dopo la comunione
O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la grazia
di partecipare al mistero eucaristico,
memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio,
fa' che questo dono del suo ineffabile amore
giovi sempre per la nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore
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| Movimento Apostolico - rito romano (Omelia del 30-07-2018)
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Aprirò la mia bocca con parabole
La parabola è un racconto che ha bisogno di essere spiegato al fine di venire compreso. Le immagini sono vero veicolo della verità che ad esse si vuole dare. Senza il dono della verità, la parabola rimane muta. Ecco come Dio parla al suo popolo.
«Figlio dell'uomo, proponi un enigma e racconta una p ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 27-07-2015)
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Avete perfettamente ragione e sono d'accordo con voi: è estremamente difficile, oggi, vedere intorno a noi il Regno di Dio che avanza. Anzi, diciamola tutta, a volte abbiamo l'impressione che ad avanzare siano le tenebre! Guerre, violenze, soprusi... l'uomo sembra proprio non capire ed essere destin ...
(continua)
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| Movimento Apostolico - rito romano (Omelia del 27-07-2015)
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Aprirò la mia bocca con parabole
La Parabola, nella Scrittura Antica, non è un discorso simbolico, un racconto per immagini, nel quale sono nascoste le verità della fede. Essa contiene in sé anche questo significato. Ma non è il solo. Le parabole di cui parla La Scrittura sono il racconto delle opere di Dio. Esse sono così misterio ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 28-07-2014)
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Quanto ci mettono in crisi le parabole del Signore! Quanto giudicano la nostra pastorale, le nostre consuetudini, finanche i nostri progetti! Eppure è chiaro, è evidente ciò che Gesù intende dire: il Regno è come un granello di senapa, come il lievito del pane. Non importa, cioè, la quantità, la gra ...
(continua)
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| Movimento Apostolico - rito romano (Omelia del 28-07-2014)
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Esso è il più piccolo di tutti i semi
Da quando Satana ha inoculato nel cuore dell'uomo il veleno della superbia, è avvenuto uno sfasamento e un capovolgimento che sono di vera rovina per l'intero universo. L'uomo ha perso la verità che è in sé. È perennemente alla ricerca di una verità che gli venga dalle cose. Ha rotto il legame con l ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 30-07-2012)
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Commento su Matteo 13,31-35
È poca cosa il Regno di Dio, come il seme polveroso della senape. Eppure, una volta cresciuto, diventa un albero alla cui ombra ci possiamo riposare. È un seme la presenza di Dio, perché dubitare della sua presenza? È un seme: necessita di una logica di attesa, di pazienza, di fiducia. E di lavoro. ...
(continua)
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Grado della Celebrazione: Memoria Colore liturgico: Bianco
Scheda Agiografica: Santa Marta S0729 ;
Marta, sorella di Maria, corse incontro a Gesù quando venne per risuscitare il fratello Lazzaro e professò la sua fede nel Cristo Signore: «Io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo» (Gv 11, 27). Accolse con premura nella sua casa di Betania il divino Maestro, che la esortò a unire al servizio di ospitalità l'ascolto della sua parola (Lc 10, 38-42; Gv 12, 1).
Commenta Sant'Agostino: "Marta, tu non hai scelto il male; Maria ha però scelto meglio di te". Ciononostante Maria, considerata il modello evangelico delle anime contemplative già da S. Basilio e S. Gregorio Magno, non sembra che figuri nel calendario liturgico: la santità di questa dolce figura di donna è fuori discussione, poiché le è stata confermata dalle stesse parole di Cristo; ma è Marta soltanto, e non Maria né Lazzaro, a comparire nel calendario universale, quasi a ripagarla delle sollecite attenzioni verso la persona del Salvatore e per proporla alle donne cristiane come modello di operosità.
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Antifona d'ingresso
Gesù entrò in un villaggio
e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. (Lc 10,38)
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Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
il tuo Figlio fu accolto come ospite a Betania
nella casa di santa Marta,
concedi anche a noi
di esser pronti a servire Gesù nei fratelli,
perché al termine della vita
siamo accolti nella tua dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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1Gv 4,7-16
Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi.
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Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito.
E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi.
Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 33
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Gustate e vedete com'è buono il Signore.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.
L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com'è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
I leoni sono miseri e affamati,
ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene.
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Canto al Vangelo (Gv 8,12)
Alleluia, alleluia, alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Alleluia.
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Gv 11,19-27
Io credo che sei il Cristo, il Figlio di Dio.
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Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno».
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Parola del Signore.
Oppure (Lc 10,38-42: Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose):
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Accogliere, ascoltare, servire Gesù che viene è il senso della vita cristiana. Vivendo insieme l'atteggiamento di Marta e di Maria chiediamo:
Signore, donaci un cuore attento.
Perchè la Chiesa diventi la tenda in cui tutti gli uomini si sentano accolti e amati. Preghiamo:
Perchè ogni battezzato viva le opere di misericordia come un dovere amoroso. Preghiamo:
Perchè il nostro atteggiamento umile e servizievole cementi l'unione in famiglia, fra amici, e in ogni occasione d'incontro. Preghiamo:
Perchè i cristiani imparino a dosare i tempi della loro giornata, riservandone la primizia alla lode del Signore. Preghiamo:
Perchè l'accoglienza di Gesù nell'eucaristia e nella sua parola ci insegni a prediligere l'essenziale della vita. Preghiamo:
Per le madri di famiglia.
Per chi, nelle comunità, compie i servizi più umili.
O Dio, che hai promesso di essere nostro ospite fino alla fine dei tempi, donaci di saperti riconoscere e servire nei fratelli, e fà che rimaniamo in te, pur nella stretta quotidiana di mille occupazioni. Te lo chiediamo nel nome di Gesù, che con te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Salgano a te, Signore, le nostre lodi
e ti sia accetto il nostro servizio sacerdotale,
come ti fu gradita
la premurosa ospitalità di santa Marta,
che accolse nella sua casa il Cristo, tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
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Antifona di comunione
Marta disse a Gesù:
-Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente,
che sei venuto nel mondo". (Gv 11,27)
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Preghiera dopo la comunione
La comunione al corpo e sangue del tuo unico Figlio
ci liberi, o Padre, dagli affanni delle cose che passano,
perché sull'esempio di santa Marta
collaboriamo con entusiasmo all'opera del tuo amore,
per godere in cielo la visione del tuo volto.
Per Cristo nostro Signore.
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| Movimento Apostolico - rito romano (Omelia del 29-07-2017)
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Una donna, di nome Marta, lo ospitò
Oggi si parla di teologia da scrivania o tavolino, teologia da pulpito, ambone e cattedra, teologia da confessionale, teologia da dialogo o confronto, teologia da strada, teologia scientifica e teologia pratica, teologia pensata e teologia applicata, teologia universale e teologia occasionale. Spess ...
(continua)
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| Movimento Apostolico - rito romano (Omelia del 29-07-2016)
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Seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola
La Chiesa è vera, cammina di luce in luce, solo se è assidua nell'ascolto della Parola di Gesù che viene ad essa dagli Apostoli del Signore. Senza ascolto non vi è Chiesa.
Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di ti ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 29-07-2015)
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Marta e Maria sono, nei Vangeli, l'immagine e il simbolo di come deve essere il discepolo che alterna la meditazione e la preghiera all'operosità e al lavoro. Una scorretta interpretazione dei Vangeli ha, nel passato, contrapposto le due sorelle che, invece sono i due binari su cui corre il treno de ...
(continua)
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| Movimento Apostolico - rito romano (Omelia del 29-07-2015)
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Marta invece era distolta per i molti servizi
L'Ascolto di Dio, di Gesù, dello Spirito Santo, della Madre Celeste, della Chiesa, è fondamentale perché si possa conoscere ciò che il Signore vuole da noi. Leggiamo solo alcuni passi della Scrittura e comprenderemo quanto sia vitale l'ascolto di Dio.
Mosè fece partire Israele dal Mar Rosso ed essi ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 29-07-2014)
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La povera Marta, come altri personaggi del vangelo come Tommaso o Giuda, è passata alla storia in conseguenza al brano che abbiamo appena letto. Gesù andava volentieri a Betania, in casa dei fratelli Marta, Maria e Lazzaro e lì si intratteneva per avere un po' di pace famigliare. La cena di cui parl ...
(continua)
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| Movimento Apostolico - rito romano (Omelia del 29-07-2014)
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Marta invece era distolta per i molti servizi
L'uomo è perennemente assalito dalle cose. Non si tratta in nessun caso di un assalto momentaneo. Esso è perenne, attimo per attimo e giorno per giorno, senza alcuna tregua. È questa una guerra perenne, senza alcun armistizio. Siamo assaliti e travolti dalle cose da fare. Esse ci tolgono ogni respir ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 29-07-2013)
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Commento su Lc 10,38-42
Oggi la Chiesa celebra la splendida memoria di Maria, sorella di Lazzaro e Marta, passata alla storia per un cena fra amici...
Quanta retorica ha farcito questa pagina! Quante meditazioni di dotti predicatori che hanno esaltato il ruolo di Maria la contemplativa rispetto all'indaffaratissima Marta! ...
(continua)
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| Riccardo Ripoli (Omelia del 29-07-2013)
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Tuo fratello risusciterà
Ci sono dei momenti in cui è difficile andare avanti, tanti i problemi da risolvere, il lavoro che manca, la moglie o il marito che se ne vanno di casa, i figli che si perdono o muoiono. La disperazione in certi periodi della vita è tale e tanta che si ha come l'idea di essere morti, non si ha più v ...
(continua)
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| Movimento Apostolico - rito romano (Omelia del 29-07-2013)
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Io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio
Il fine del Vangelo secondo Giovanni è di condurre capitolo dopo capitolo all'acquisizione della perfetta verità di Gesù Signore. Con divina e spirituale sapienza, mai con sapienza carnale e umana, ogni episodio della vita di Gesù viene narrato perché è nascosto in esso una luce potente che serve a ...
(continua)
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