LA CHIESA

      


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LITURGIA

> 4 Marzo 2021 <

Martedì 2 Marzo 2021

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Giovedì della II settimana di Quaresima

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola
EQ024 ;
“Quant’è difficile, per coloro che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!” (Lc 18,24). Perciò è necessario, dice Gesù, un cambiamento radicale del nostro atteggiamento. È necessario liberarci di tutte le ricchezze che appesantiscono il nostro cuore, è necessario staccarsene, perché esse ci impediscono di vedere il povero che “giace alla nostra porta”. Chi tra noi oserebbe dire che non tiene a nessuna ricchezza? Siamo tutti assai preoccupati di noi stessi, del nostro agio, dei nostri interessi... La vera privazione, la più importante agli occhi di Dio, è quella che libera il nostro cuore dal suo egoismo e che lo apre agli altri.
Il Vangelo ci dà modo di conquistare veri tesori che nulla può intaccare: mettendo al servizio dei poveri, con umiltà, tutto ciò che abbiamo in beni materiali, talento, potere, qualità. Allora, coloro che avremo soccorso verranno da questa terra in nostro aiuto: non solamente faranno scaturire ciò che vi è di migliore in noi, la gioia del dare, ma ci faranno ottenere per noi un posto nel regno di Dio, che non appartiene che ai poveri.

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Antifona d'ingresso
Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore;
vedi se percorro una via di iniquità
e guidami sulla via della vita. (Cf. Sal 138,23-24)


Colletta
O Dio, che ami l’innocenza
e la ridoni a chi l’ha perduta,
volgi verso di te i nostri cuori
perché, animati dal tuo Spirito,
possiamo rimanere saldi nella fede
e operosi nella carità fraterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

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Prima lettura

Ger 17,5-10
Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.

Dal libro del profeta Geremìa

Così dice il Signore:
«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
e pone nella carne il suo sostegno,
allontanando il suo cuore dal Signore.
Sarà come un tamerisco nella steppa;
non vedrà venire il bene,
dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
Benedetto l’uomo che confida nel Signore
e il Signore è la sua fiducia.
È come un albero piantato lungo un corso d’acqua,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo,
le sue foglie rimangono verdi,
nell’anno della siccità non si dà pena,
non smette di produrre frutti.
Niente è più infido del cuore
e difficilmente guarisce!
Chi lo può conoscere?
Io, il Signore, scruto la mente
e saggio i cuori,
per dare a ciascuno secondo la sua condotta,
secondo il frutto delle sue azioni».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 1

Beato l’uomo che confida nel Signore.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

Canto al Vangelo (Lc 8,15)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza.
Lode e onore a te, Signore Gesù.

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Vangelo

Ascolta il Vangelo >      

Lc 16,19-31
Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La parabola evangelica ascoltata, rivela il tragico inganno di chi confida solo in se stesso e nei suoi beni. Al Signore, che scruta il cuore e lo converte con la sua Parola, rivolgiamo la nostra preghiera, dicendo insieme:
Converti i nostri cuori all'amore, Signore.

Perchè la Chiesa, che vede in ogni uomo l'immagine di Cristo, non cessi di denunciare il peccato personale e sociale dell'egoismo, e di proporre l'ideale evangelico della fraternità e solidarietà. Preghiamo:
Perchè la cooperazione allo sviluppo del terzomondo, sia condivisa da un numero crescente di professionisti, tecnici e lavoratori. Preghiamo:
Perchè nessuno dimentichi la maledizione che incombe sull'uomo che confida in se stesso, e chiude il proprio cuore alle persone indifese e abbandonate. Preghiamo:
Perchè il risveglio religioso nelle comunità ecclesiali alimenti la tensione dei cristiani verso la carità e la giustizia in un impegno morale rigoroso e coerente. Preghiamo:
Perchè l'esempio di Gesù, che spezza il pane per tutti, sia imitato non solo in questa eucaristia, ma anche nella vita quotidiana. Preghiamo:
Per le famiglie in difficoltà a causa dell'inadeguatezza del loro reddito.
Per la conversione delle persone, che sprecano ricchezze per cose superflue.

O Dio, padre dei poveri, rendici sensibili alla tua Parola e alle necessità dei fratelli, perchè l'attesa di occasioni o segni straordinari non ritardi la nostra conversione a quell'amore che viene da te, e ci fa condividere tutto con chi non ha niente. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Per questo sacrificio, o Signore,
santifica il nostro impegno di conversione
e fa’ che alla pratica esteriore della Quaresima
corrisponda una vera trasformazione interiore.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO DI QUARESIMA I
Il significato spirituale della Quaresima

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli
di prepararsi con gioia, purificati nello spirito,
alla celebrazione della Pasqua,
perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa,
attingano ai misteri della redenzione
la pienezza della vita nuova
in Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo, ...

Oppure
PREFAZI DI QUARESIMA II-V


Antifona alla comunione
Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore. (Sal 118,1)

Oppure:
Se non ascoltano Mosè e i Profeti,
non saranno persuasi neanche se uno
risorgesse dai morti. (Lc 16,31)


Preghiera dopo la comunione
Questo sacramento, o Dio,
continui ad agire in noi
e porti frutto nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

Orazione sul popolo ad libitum
Assisti, o Signore, i tuoi fedeli
che implorano l’aiuto della tua grazia
per ottenere difesa e protezione.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

don Carlo Occelli     (Omelia del 04-03-2021)
Commento al Vangelo 4 marzo 2021
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don Marco Scandelli     (Omelia del 04-03-2021)
#2minutiDiVangelo Giovedì II Quar. B - Viviamo bene il presente perché non avremo una seconda opportunità
Commento al Vangelo del Giovedì II di Quaresima Anno B - a cura di don Marco Scandelli #2minutiDiVangelo ---- Lc 16 19-31 ---- Di solito non si fanno coincidere questo Lazzaro con l'amico di Gesù, ma il nome e la richiesta dell'uomo ricco di rimandare sulla terra il defunto Lazzaro perché ammonisca severamente i suoi fratelli affinché non vadano ...
(continua)
don Domenico Bruno     (Omelia del 04-03-2021)
Il nostro audio quotidiano
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don Alessandro Farano     (Omelia del 04-03-2021)
Giovedì della II settimana di Quaresima - Commento al Vangelo
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don Nicola Salsa     (Omelia del 04-03-2021)
Parabola del ricco e del povero (Lc 16,19-31)
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don Nicola Salsa     (Omelia del 12-03-2020)
Il povero Lazzaro
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don Fabio Zaffuto     (Omelia del 12-03-2020)
Ti vai ammorbidendo o ti vai abbrutendo? Video commento su Lc 16,19-31
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don Alessandro Farano     (Omelia del 12-03-2020)
Video commento al Vangelo - Giovedì- II Settimana di Avvento - Anno A
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Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 21-03-2019)
Commento su Ger17, 7-9
"Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. Egli è come un albero piantato lungo l'acqua, verso la corrente stende le radici, non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi: nell'anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti." Ger17, 7-9 Come vivere questa Parola? L'immagine dell'albero, ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21-03-2019)
Ogni giorno si dava a lauti banchetti
Tutti sappiamo che la Parola del Signore è la sola via che conduce alla vita eterna. Tutti conosciamo le regole del giudizio di Dio che sarà fondato sulle nostre opere, sia in bene che in male. Perché allora non facciamo il bene ed evitiamo il male? Il motivo della nostra chiusura nel male ce lo offre San Paolo nella Lettera ai Romani. Sappiamo infatti che ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 01-03-2018)
Commento su Lc 16, 31
"Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti". Lc 16, 31 Come vivere questa Parola? La parabola di Luca dell'uomo ricco e di Lazzaro, esprime la delusione per l'indifferenza nei confronti della salvezza che tanti profeti avevano già denunciato. Come Geremia nella prima lettura, che riportando la voce di Dio, ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16-03-2017)
Stando negli inferi fra i tormenti
Nella Scrittura anche i dannati parlano a quanti sono ancora sulla terra, mostrando la loro miserevole sorte eterna, perché altri non li seguano nella loro stoltezza e insipienza. Nel Libro della Sapienza essi proclamano la brevità della vita nel corpo, mentre eterna è la vita che viene dopo. A che serve una brevità di soprusi e dannarsi per sempre? A che se ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 16-03-2017)
Commento su Lc 16, 25-26
Abramo rispose: «Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi». Lc 16, 25-26 Come vivere ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 25-02-2016)
Con quello che cadeva dalla tavola del ricco
Ogni parola del Vangelo è messa, collocata, installata in esso dallo Spirito Santo ed è rivelatrice di una verità divina ed è obbligatorio per noi trarla fuori, metterla in evidenza, collocarla sul candelabro perché faccia luce ad ogni uomo. Un comandamento della Legge del Sinai proibisce di desiderare le cose degli altri. Le cose degli altri sono tutte le c ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 25-02-2016)
Commento su Lc16,19-31
"In quel tempo, Gesù disse ai farisei: "c'era un uomo ricco che vestiva di porpora e bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato da ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 05-03-2015)

Dell'uomo ricco della parabola di oggi non si dice nulla, non ha nemmeno un nome, e, probabilmente, non è una brutta persona. Ha invece un nome il povero che mendica alla sua porta: Lazzaro. Il ricco è troppo concentrato nelle sue cose per accorgersi di questo uomo che muore di fame sotto casa sua. È un uomo interamente concentrato su se stesso, non è partic ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 05-03-2015)
Commento su Lc 16, 30-31
Se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno". Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti". Lc 16, 30-31 Come vivere questa Parola? Quante volte Gesù cerca di preparare i suoi discepoli alla resurrezione: la preannuncia a parole, l'anticipa con la trasfigurazione e con alcuni mirac ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05-03-2015)
Erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe
Il Padre celeste ha mandato a quest'uomo ricco la chiave per entrare nel regno dei cieli e costui neanche l'ha vista. È partito per l'eternità senza chiave. I cibi non sono chiave per il Paradiso e neanche i vestiti. Come non lo sono le vacanze esotiche, i grandi pellegrinaggi, le gite turistiche, i viaggi di piacere, lo sport, lo studio, il lavoro, ogni alt ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20-03-2014)

Non ha un nome il ricco della parabola di oggi. E non si dice che sia una brutta persona, affatto. È solo molto impegnato a far girare i soldi, a far fruttare (presumo legittimamente) i suoi denari, niente di più. Ma la sua vista è drammaticamente miope: non si accorge nemmeno del povero Lazzaro che mendica davanti a casa sua. Non gli riserva nemmeno uno sgu ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20-03-2014)
Tra noi e voi è stato fissato un grande abisso
Sono molti i cristiani che disertano abitualmente la celebrazione domenicale dell'Eucaristia. La domenica non è più il giorno del Signore, è divenuto il giorno dell'uomo. Tutti però partecipano prima o poi ad una liturgia funebre per onorare un loro congiunto, un loro amico, per amore, per dovere, per essere a loro volta essi stessi onorati il giorno del lor ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20-03-2014)
Commento su Lc 16,24
«Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti». Lc 16,24 Come vivere questa Parola? Il vangelo di oggi ci presenta due figure significative per la nostra vita cristiana. Il povero Lazzaro, e il ricco epulone (senza nome). Lazzaro è consapevole della sua miseria e della sua dipe ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 28-02-2013)
Commento su Lc 16,19-31
Non ha nome il ricco che banchetta senza accorgersi del povero che muore alla sua porta (!).Solo un aggettivo lo identifica: epulone, cioè esagerato, crapulone. Non ha un nome: Dio non lo conosce, non sa chi sia. Non ha un nome, non ha identità come, invece, ha il povero Lazzaro che riceve solo attenzione dai cani (quante volte ancora oggi succede così!). No ...
(continua)