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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde
BO060 ;

Il profeta Isaia proclamava che il Messia sarebbe venuto per annunciare la buona novella ai poveri. Gesù, commentando
questo testo nella sinagoga di Nazaret, dice solennemente: “Questa parola della Scrittura... si adempie oggi” (Lc 4,18-19).
Ma Gesù è venuto per guarire le malattie dei poveri, spesso in modo straordinario o prodigioso? Certo Gesù dà spesso prova della sua misericordia di fronte alle sofferenze umane. Ma, in ogni caso, questi sono segni del potere che il Figlio dell’uomo ha ricevuto da colui che lo ha mandato per liberare da una schiavitù più profonda, da una lebbra più cronica, per liberare dal peccato.
Chi può perdonare i peccati, se non Dio? “Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati disse al paralitico, prendi il tuo letto e va’ a casa tua” (Mt 9,6).
Cos’ha Gesù, che cosa irradia il Maestro per provocare nel lebbroso questa supplica colma di fiducia: “Se vuoi, puoi guarirmi”? Gesù si avvicina al lebbroso: “Lo toccò”; il lebbroso manifesta la sua fiducia, la sua gioia, la sua testimonianza, non può tacere.
E noi? Noi siamo la Chiesa di Gesù che prolunga la sua presenza e la sua opera nel mondo. In tutti i settori dove è in gioco il dolore di un qualsiasi uomo, dove la sua dignità di figlio di Dio è in pericolo, dove c’è emarginazione, qualunque essa sia, là si gioca la nostra credibilità in quanto Chiesa che porta la salvezza di Gesù.

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Antifona d'ingresso
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Tu sei mia rupe e mia fortezza:
guidami per amore del tuo nome. (Cf. Sal 30,3-4)


Colletta
O Dio, che hai promesso di abitare
in coloro che ti amano con cuore retto e sincero,
donaci la grazia di diventare tua degna dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno B):
Padre, che nel tuo Figlio crocifisso
annulli ogni separazione e distanza,
aiutaci a scorgere nel volto di chi soffre
l'immagine stessa di Cristo,
per testimoniare ai fratelli la tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

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Prima lettura

Lv 13,1-2.45-46
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.

Dal libro del Levìtico

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 31

Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

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Seconda lettura

1Cor 10,31-11,1
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

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Vangelo

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Mc 1,40-45
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore nostro Gesù Cristo ha preso su di sé le nostre sofferenze per farci partecipare alla sua risurrezione. Consapevoli di questo suo dono, rivolgiamo a lui il grido della nostra preghiera.
Preghiamo insieme e diciamo: Risanaci, o Signore!

1. Per la Chiesa e i suoi pastori: manifestino nel loro ministero la presenza di Gesù che si china sui malati e condivide il loro dolore, preghiamo.
2. Per i nostri malati: sappiamo vedere in loro i nostri fratelli che soffrono, cercando di essere loro vicini con amore e sacrificio, preghiamo.
3. Per le autorità politiche ed economiche: si impegnino a combattere le gravi malattie che ancora oggi non hanno sufficienti cure, soprattutto nei luoghi più poveri del mondo, preghiamo.
4. Per i malati di AIDS e per tutte le malattie che, come la lebbra, allontanano le persone: perché la lotta contro il male superi i pregiudizi e le nostre paure, preghiamo.
5. Per la nostra comunità cristiana: guardi con rispetto e serva con delicatezza i malati, gli handicappati, gli anziani, riconoscendo che le loro sofferenze unite a Cristo sono offerte per la nostra salvezza, preghiamo.

Signore, che hai toccato la mano del lebbroso e l'hai risanato, tocca anche i nostri cuori, liberali dall'egoismo e dall'indifferenza che ci spinge a chiudere gli occhi di fronte al male presente nel mondo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Preghiera sulle offerte
Questa offerta, o Signore,
ci purifichi e ci rinnovi,
e ottenga a chi è fedele alla tua volontà
la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona alla comunione
Mangiarono fino a saziarsi
e il Signore appagò il loro desiderio.
La loro brama non andò delusa. (Cf. Sal 77,29-30)

Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il Figlio unigenito,
perché chiunque crede in lui non vada perduto,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)

Oppure (Anno B):
«Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
«Lo voglio, sii purificato!». (Cf. Mc 1,40.41)


Preghiera dopo la comunione
O Signore,
che ci hai fatto gustare il pane del cielo,
fa’ che desideriamo sempre questo cibo
che dona la vera vita.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

don Giovanni Berti     (Omelia del 14-02-2021)
Toccare Per Guarire
Clicca qui per la vignetta della settimana. Me lo ricordo il lebbrosario di Cumura in Guinea Bissau, quando l'ho visitato in un viaggio missionario con diversi giovani della Diocesi, 25 anni fa. Fino ad allora i lebbrosi li avevo visti solamente in foto o in qualche documentario. In tutto il gruppo c'era un misto di curiosità e paura, rischiando di dime ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 14-02-2021)
Video commento a Mc 1,40-45
...
(continua)
Bella prof! - don Gianmario Pagano     (Omelia del 14-02-2021)
Se vuoi, puoi purificarmi: il "tocco fatale" del lebbroso
...
(continua)
don Luca Garbinetto     (Omelia del 14-02-2021)
Lasciarci toccare per imparare a toccare
Un volto sfigurato, delle vesti strappate, un grido angosciato che mescola paura a speranza: ?Se vuoi, puoi sanarmi!'. L'incontro con il lebbroso, per Gesù, è preludio della Sua passione. Nell'uomo drammaticamente ferito nel corpo e nello spirito, straziato dal male che segrega e deforma l'immagine di sé, Dio riconosce il proprio figlio bisognoso del Suo gre ...
(continua)
don Lucio D'Abbraccio     (Omelia del 14-02-2021)
Signore, guariscici dall'indifferenza!
Nelle letture di questa sesta Domenica del tempo ordinario risuona più volte la parola: lebbra. Al tempo di Gesù la lebbra era una malattia spaventosa. Va ricordato che nell'Israele antico il lebbroso rappresentava la persona emarginata per eccellenza: colpito da una malattia sentita non solo come ripugnante, ma anche come dovuta a una punizione divina per i ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 14-02-2021)
Non è certo Dio che esclude...
Non siamo certo stati noi a scoprire, in quest'ultimo anno, le malattie contagiose; né siamo stati noi i primi ad attuare forme di prevenzione del contagio attraverso l'isolamento o il distanziamento sociale. È sufficiente rileggere le parole della prima lettura di oggi, tratta dal libro del Levitico, per renderci conto che già 1300 anni prima di Cristo il p ...
(continua)
don Domenico Bruno     (Omelia del 14-02-2021)
Purificazione è piegarsi a Gesù
Ogni volta che usiamo doppi sensi, linguaggi ambigui, pensieri scettici su ogni cosa o parola che ci rivolgono, il cuore si macchia sempre più. Sia il nostro che quello di chi ci circonda. Si ottenebra, perde la sua lucentezza. In altri termini perdiamo la semplicità dei bambini che vedono la realtà senza filtri e per questo hanno la capacità di credere e ad ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 14-02-2021)
Gesù abbatte le distanze, tocca le ferite
Qualche settimana fa con un gruppo di ragazzi abbiamo letto il Vangelo e abbiamo voluto preparare, con un piccolo impegno concreto, la giornata mondiale dei lebbrosi. I ragazzi si sono interessati ai problemi dei malati di lebbra, della loro emarginazione, della loro umiliazione e della speranza che nutrono di potere guarire. Ho avuto modo di raccontare loro ...
(continua)
don Marco Scandelli     (Omelia del 14-02-2021)
#2minutiDiVangelo Domenica 6 T.O. Con un episodio, Gesù riesce a distruggere il nostro moralismo
Commento al Vangelo del Domenica della VI settimana del Tempo Ordinario - a cura di don Marco Scandelli #2minutiDiVangelo ---- Mc 1 40-45 ---- Ma che Vangelo strano è questo? Che senso ha tutto ciò? Perché tanti e tali paradossi? Io credo che con questo episodio Gesù abbia voluto sfidare le nostre logiche quotidiane che tendono a farci cred ...
(continua)
don Alessandro Farano     (Omelia del 14-02-2021)
Lectio Divina - VI Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
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(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 14-02-2021)
Dio vuole la vita delle persone...E io?
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(continua)
don Mario Simula     (Omelia del 14-02-2021)
Signore, tocca la mia lebbra!
Quando Gesù entra nella mia vita, la prende tutta: corpo, povertà, limiti, miserie. Non sta alla larga, come l'atteggiamento farisaico suggerisce: con te, ma a debita distanza. Il passo di un lebbroso che si avvicina non curante ? ma lui sa cosa sta patendo il suo cuore di paura e di esitazione! - crea stupore, anzi smarrimento, anzi ripugnanza tutt'intorno ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 14-02-2021)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Rocco Pezzimenti 1. L'episodio del Vangelo di oggi è molto famoso, ma, dietro al miracolo, si celano una serie di risvolti sui quali raramente ci soffermiamo. Prima di tutto la supplica del lebbroso e la sua completa fiducia in Gesù: "Se vuoi, puoi mondarmi!". Non a caso la risposta è: "Lo voglio!" ma tra la doma ...
(continua)
Omelie.org (bambini)     (Omelia del 14-02-2021)
Commento su Marco 1,40-45
Carissimi bambini, oggi il Vangelo di Marco ci presenta un lebbroso. Chi erano i lebbrosi? Erano quelli che avevano una brutta malattia, la lebbra. E' una malattia terribile perché contagiosa... ti obbliga ad un perpetuo lockdown. Come è stato per voi il lockdown? Il lebbroso non vive il lockdown per qualche giorno o settimana, ma per sempre. Pensate che ...
(continua)
don Roberto Seregni     (Omelia del 14-02-2021)
Tese la mano e lo toccó
È la prima volta che l'evangelista Marco parla della compassione di Gesù. È davvero bella questa immagine del maestro che si commuove davanti al lebbroso. È come se perdesse il controllo davanti al dolore di un uomo schiacciato dalla vita e non riuscisse a tenere a freno i suoi sentimenti. Questo verbo indica passione, esprime il fremere intimo delle viscere ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 14-02-2021)
Commento su Marco 1,40-45
"Venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: Se vuoi, puoi purificarmi". Il Vangelo di oggi inizia con queste parole e introduce la comunità dei credenti a riflettere sul tema della purificazione. Marco sembra usare parole specifiche per distinguere il tema della guarigione da quello della purificazione. La nuova traduzione dei te ...
(continua)
don Fabio Rosini     (Omelia del 14-02-2021)
Commento al Vangelo del 14 febbraio
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(continua)
Michele Antonio Corona     (Omelia del 14-02-2021)
È più facile ghettizzare o includere?
La lebbra presupponeva l'esclusione netta dalla vita sociale, religiosa e comunitaria. Chi ne era affetto doveva allontanarsi, rinchiudersi in ghetti appositi, segnalava la propria presenza per essere scacciato o evitato. Ecco perché la malattia era maledizione. Chi poteva dire bene di una persona a tal punto rigettata e sfortunata? Oltre ai concittadini, se ...
(continua)
don Gaetano Luca (Amore)     (Omelia del 14-02-2021)

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(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 14-02-2021)
Dio vuole guarire tutti Non rifiuta mai nessuno
Entra in scena un lebbroso, un disperato che ha perso tutto: casa, lavoro, amici, abbracci, dignità e perfino Dio. Quell'uomo che si sta decomponendo da vivo, per la società è un peccatore, rifiutato da Dio e castigato con la lebbra. Viene e si avvicina a Gesù, e non deve, non può, la legge gli impone la segregazione assoluta. Ma Gesù non scappa, non si scan ...
(continua)
diac. Vito Calella     (Omelia del 14-02-2021)
I con-tatti di Gesù e i nostri con-tatti responsabili
La lebbra come malattia e il suo significato simbolico. Dall'antichità fino ad poco tempo fa, la malattia contagiosa della lebbra diventava una condanna per chi la contraeva. La prevenzione del contagio imponeva l'isolamento sociale degli infettati, costretti a vivere nei lebbrosari. Senza ospizi, conforme la legge del Levitico, il girovagare dei lebbrosi d ...
(continua)
don Roberto Fiscer     (Omelia del 14-02-2021)
#StradeDorate - Commento su Marco 1,40-45
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(continua)
padre Paul Devreux     (Omelia del 14-02-2021)

"Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!» Il lebbroso doveva vivere lontano dai sani, per evitare il contagio. Ma consideravano il problema anche da un punto di vista religioso. Pensavano che se uno contraeva la lebbra era segno che Dio aveva voluto punirlo e smascherare la sua colpa con la malattia ...
(continua)
mons. Erio Castellucci diocesi di Modena-Nonantola     (Omelia del 14-02-2021)
Lo voglio, sii purificato
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(continua)
Missionari della Via     (Omelia del 14-02-2021)
A Dio importa di me?
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(continua)
Missionari della Via     (Omelia del 14-02-2021)

Gesù sta predicando per la Galilea quand'ecco venirgli incontro un lebbroso che lo supplica e si getta in ginocchio: «se vuoi puoi purificarmi». La lebbra ha una particolare rilevanza in tutta la tradizione biblica: in essa rientrano tante malattie della pelle e condiziona fortemente il malato sia dal punto di vista sociale, perché lo isola dai normali rappo ...
(continua)
don Alfonso Giorgio Liguori     (Omelia del 14-02-2021)
Lo voglio, sii purificato!
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(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 14-02-2021)
Se vuoi puoi guarirmi. E Gesù guarisce il lebbroso che si rivolge a lui.
La parola di Dio di questa sesta domenica del tempo ordinario ci prepara immediatamente al tempo forte dell'anno liturgico che è la Quaresima. Questo lungo periodo di preparazione alla Pasqua è molto importante al fine della nostra vita spirituale e cristiana. Il tempo di quaresima che inizieremo mercoledì prossimo con le Ceneri, in realtà è anticipato dal ...
(continua)
Frati Minori Cappuccini     (Omelia del 14-02-2021)
Gesù si arrabbia
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(continua)
Diocesi di Vicenza     (Omelia del 14-02-2021)
La Parola - Commento al Vangelo di Marco (Mc 1,40-45)
...
(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 14-02-2021)
La lebbra dei nostri giorni
"Il lebbroso porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: ?Impuro! Impuro!' Sarà impuro finché durerà in lui il male; e impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento". Queste parole angoscianti, che per certi aspetti sembrano riferirsi ai colpiti o minacciati dal covid 19 (mascherina, isolamento o ...
(continua)
don Claudio Luigi Fasulo     (Omelia del 14-02-2021)
L'amore di Dio è la fonte di ogni amore per vivere la vita con amore
...
(continua)
Paolo De Martino     (Omelia del 14-02-2021)
L'uomo vale più della Legge.
Il vangelo di oggi riporta l'incontro tra Gesù e un lebbroso. Non ha un nome né un volto il lebbroso, perché è ogni uomo, siamo noi "il lebbroso". Lui chiede a nome nostro: cosa vuoi Dio per me? Ancora oggi si sente dire che il dolore è la punizione per i peccati, o comunque "volontà di Dio". Abbiamo fatto coincidere la volontà di Dio sempre con avveniment ...
(continua)
don Michele Cerutti     (Omelia del 14-02-2021)

Sant'Agostino di Ippona invitava i suoi fedeli a vigilare con attenzione perché il Signore mentre passa non sia lasciato sfuggire. "Temo il Signore che passa" era l'esortazione e Agostino ne sapeva qualcosa. Lui è stato un giovane dissoluto alla ricerca della verità aveva abbracciato le filosofie del tempo che non erano in grado di soddisfarlo e lo conduceva ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 14-02-2021)
Malattia e peccato
I lebbrosi, secondo la legge del Levitico, erano persone impure e inavvicinabili. Se qualsiasi malattia grave era considerata associata a un peccato commesso di cui pagavano dazio, la lebbra era fra tutte quella più impietosa in tal senso e considerava coloro che ne erano affetti maledetti e derelitti, addirittura cadaveri ambulanti. Fin quando non superavan ...
(continua)
fr. Massimo Rossi     (Omelia del 14-02-2021)
Commento su Marco 1,40-45
La prima lettura è tratta dal Levitico e descrive la situazione di un malato di lebbra: al tempo in cui veniva scritto il libro, la scienza, così come la concepiamo oggi, non esisteva ancora... Con "lebbra" si identificava qualsiasi malattia grave della pelle, compresa la lebbra, naturalmente. Le "regole di purità" non riguardavano solo l'aspetto medico, o ...
(continua)
padre Fernando Armellini     (Omelia del 14-02-2021)
Videocommento su Mc 1,40-45
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(continua)
don Gianfranco Calabrese     (Omelia del 14-02-2021)
Video commento su Marco 1,40-45
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(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 14-02-2021)
Commento su Lv 13,1-2.45-46; Sal 31; 1Cor 10,31-11,1; Mc 1,40-45
Non solamente ai tempi di Mosè, la lebbra era considerata una malattia incurabile, che comportava una distruzione fisica e una morte sociale. lo è statore tutto il medioevo e oltre, anche se è quasi del tutto scomparsa dall'Europa, ma non dagli altri continenti, almeno fino agli anni cinquanta del secolo scorso. Forse oggi, se si sente parlare dell'isola di ...
(continua)
don Nicola Salsa     (Omelia del 14-02-2021)
Se vuoi puoi guarirmi (Mc 1,40-45)
...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Mc 1,42
"Subito la lebbra scomparve ed egli guarì." Mc 1,42 Come vivere questa Parola? Il vangelo ci presenta Gesù che guarisce un lebbroso: con la sua bontà e la sua onnipotenza, il Salvatore gli restituisce salute e dignità umana (ricordiamo che in quel tempo i lebbrosi erano esclusi dalla società civile). Egli manifesta la sua misericordia e la sua pietà di fr ...
(continua)
don Claudio Luigi Fasulo     (Omelia del 11-02-2018)
Audio commento al Vangelo - Mc 1,40-45
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(continua)
don Alessandro Farano     (Omelia del 11-02-2018)
Video commento - sesta domenica ordinario B
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(continua)
Sulla strada - TV2000     (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Marco 1,40-45
...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 11-02-2018)
Audio commento alla liturgia - Mc 1,40-45
Clicca qui per scaricare il commento in formato MP3.Per ascoltare il commento, clicca sul play sulla sinistra del lettore: ...
(continua)
don Marco Pozza     (Omelia del 11-02-2018)
Nessuno obblighi Cristo a far miracoli
Ha appreso che l'Uomo-in-viaggio sta passando dalle sue parti e si è appeso alla grazia di quella vicinanza: «Se vuoi, puoi purificarmi». E' strana la macchina dei miracoli di Cristo: quando Gli riesce di compierli - giacché non sempre gli è possibile a causa di un indice di fede insufficiente - li compie sempre a favore di altri, mai di se stesso. Li firma, ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 11-02-2018)
Servire: prendere il posto
È l'ultima domenica di questa prima parte del tempo ordinario. Mercoledì sera, con la celebrazione dell'imposizione delle Ceneri, comincerà già il tempo di Quaresima. Proviamo allora a fare un attimo il punto della situazione con l'ascolto del vangelo di Marco, che ci ha presentato fino ad oggi la vita quotidiana di Gesù, fatta di parole capaci di smuovere ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 11-02-2018)
Per la gloria di Dio senza scandali
Clicca qui per scaricare il commento in formato MP3.Per ascoltare il commento, clicca sul play sulla sinistra del lettore: ...
(continua)
don Luca Garbinetto     (Omelia del 11-02-2018)
Lasciarsi toccare per imparare a toccare
Un volto sfigurato, delle vesti strappate, un grido angosciato che mescola paura a speranza: ?Se vuoi, puoi sanarmi!'. L'incontro con il lebbroso, per Gesù, è preludio della Sua passione. Nell'uomo drammaticamente ferito nel corpo e nello spirito, straziato dal male che segrega e deforma l'immagine di sé, Dio riconosce il proprio figlio bisognoso del Suo gre ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 11-02-2018)
La potenza dei gesti inutili
Clicca qui per la vignetta della settimana. Nel film di fantascienza "Elysium" del 2013, solo una piccola parte ricca dell'umanità che vive su una supertecnologica stazione spaziale lontana dalla Terra abitata da miliardi di poveri, può accedere a delle sofisticatissime macchine mediche che con un solo veloce passaggio di un raggio stile scanner fanno la ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Marco 1,40-45
Il lebbroso è l'emarginato per eccellenza. Perfino il Levitico, contenente le leggi di Mosè e le prescrizioni per il popolo, al capitolo "lebbrosi" stabiliva che questi gridassero "Impuro! Impuro!" per impedire a chiunque di accostarsi. La lebbra è ripugnante perché sfigura e storpia. Coperti di stracci, anche sul volto, i lebbrosi si annunciavano con campan ...
(continua)
fr. Massimo Rossi     (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Marco 1,40-45
160 anni fa, presso un villaggio dell'Occitania, Alti Pirenei francesi, chiamato Lourdes, più precisamente nella grotta di Massabielle, si verificò un fenomeno che avrebbe trasformato l'intera regione in una delle mete religiose più visitate al mondo: la Vergine Maria apparve a una ragazzina di nome Bernadette. È passato più di un secolo e mezzo, ma i pelleg ...
(continua)
dom Luigi Gioia     (Omelia del 11-02-2018)
Non angeli ma "carne"
Occorre interrogarsi sulla ragione per la quale, nella pagina evangelica odierna, quando il lebbroso si avvicina a Gesù non gli chieda di essere guarito. Non gli dice infatti: "Se vuoi, puoi guarirmi", ma Se vuoi, puoi purificarmi (Mc 1,40). E Gesù gli risponde: Lo voglio, sii purificato! (Mc 1,41) La purezza è diventata piuttosto equivoca nella nostra conc ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 11-02-2018)
Video commento a Mc 1,40-45
...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 11-02-2018)
Siamo sicuri che Dio emargina?
La lebbra è forse la malattia invalidante più antica al mondo, eppure non siamo ancora riusciti a debellarla. Ogni anno si presentano circa 200.000 nuovi casi nel mondo, con una percentuale di mortalità ancora significativa, in quanto meno della metà riescono a guarire. La lebbra uccide tre volte: per la malattia in sé, per l'emarginazione sociale che crea, ...
(continua)
diac. Vito Calella     (Omelia del 11-02-2018)
Sentirsi toccati dalla compassione per ritrovare la gioia della comunione
Sentirsi toccati dalla compassione per ritrovare la gioia della comunione Le parole di Gesù risorto che ascoltiamo nella preghiera personale e nella celebrazione comunitaria della sua Pasqua sono parole trasformanti, liberanti, potenti. Cambiano la situazione, sono parole "performatrici". Nel contemplare il testo del Vangelo di questa domenica immagino i c ...
(continua)
don Fabio Rosini     (Omelia del 11-02-2018)
Audio commento alla liturgia dell'11 febbraio 2018
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(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 11-02-2018)
La compassione di Gesù e i lebbrosi del nostro tempo
Un lebbroso cammina diritto verso di lui. Gesù non si scansa, non mostra paura. Si ferma addosso al dolore e ascolta. Il lebbroso «porterà vesti strappate, sarà velato fino al labbro superiore, starà solo e fuori» (Levitico 13,46). Dalla bocca velata, dal volto nascosto del rifiutato esce un'espressione bellissima: «Se vuoi, puoi guarirmi». Con tutta la dis ...
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Omelie.org - autori vari     (Omelia del 11-02-2018)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Gigi Avanti Colpisce la narrazione - testimonianza della guarigione del lebbroso da parte di Gesù fatta dall'evangelista Marco - per la sobrietà di parole, per la capacità di focalizzare l'attenzione sulla sostanza dell'evento straordinario, evitando all'ascoltatore o al lettore di perdersi nel sottobosco di dett ...
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Omelie.org (bambini)     (Omelia del 11-02-2018)

Il Vangelo di oggi ci parla di una persona emarginata che, ai nostri giorni, nessuno di noi potrebbe sicuramente incontrare: un lebbroso. Con "lebbra" al tempo di Gesù si indicava qualsiasi malattia grave della pelle, e non soltanto quella che alla fine dell'Ottocento il medico norvegese Hansen riuscì a identificare (e a trovare così la cura adatta). Speci ...
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don Giacomo Falco Brini     (Omelia del 11-02-2018)
Il tocco e la parola
Che cosa spinse un uomo ammalato di lebbra ad osare avvicinarsi a Gesù, violando apertamente le puntuali prescrizioni della Legge? (Lv 13,45-46) Aver forse udito da qualche parte che guariva molti affetti da varie malattie (Mc 1,34)? Ma chi gli aveva parlato di Gesù? Non abitava costui presso luoghi di totale solitudine e desolazione, lontano da ogni umano c ...
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don Luciano Cantini     (Omelia del 11-02-2018)
Se vuoi
Gesù Marco è il primo a scrivere il Vangelo - anzi è lui che per primo inventa questa parola -, lo fa con una preoccupazione, quella di far capire chi è Gesù. Non possiamo dire che Marco sia uno storico, né un letterato: non dice nulla della nascita, non riporta neppure un discorso, si ferma all'annuncio della resurrezione, neanche racconta le apparizioni p ...
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padre Antonio Rungi     (Omelia del 11-02-2018)
Signore, se vuoi, tu puoi guarirmi dalla lebbra dello spirito
La parola di Dio di questa domenica ci parla della condizione del lebbroso nell'Antico Testamento e della guarigione di un lebbroso da parte di Gesù, nel brano del Vangelo, tratto dall'evangelista Marco. Nella prima lettura, assunta dal Libro del Levitico vengono dettate le norme di come gestire la malattia della lebbra da parte di chi ne era affetto. E ciò ...
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Missionari della Via     (Omelia del 11-02-2018)

Il Vangelo secondo Marco ci sta conducendo al seguito di Gesù per le strade del mondo. Gli viene incontro un lebbroso; per la sua malattia, era considerato impuro, lontano da Dio, costretto a vivere isolato da tutti, portando segni esteriori di riconoscimento (capo rasato, vesti stracciate, gridando "impuro impuro" per non farsi avvicinare): un uomo emargina ...
(continua)
don Domenico Luciani     (Omelia del 11-02-2018)
Video commento su Mc 1,40-45
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(continua)
don Roberto Fiscer     (Omelia del 11-02-2018)
#StradeDorate - Commento su Marco 1,40-45
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mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 11-02-2018)
Il segno visibile e la realtà interiore
"Il lebbroso porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: ?Impuro! Impuro!' Sarà impuro finché durerà in lui il male; e impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento". Queste parole angoscianti, comprese nella prima lettura di oggi (Levitico 13,45-46), fanno parte delle disposizioni date da Mosè ag ...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 11-02-2018)
Regole infrante
Oggi raccogliamo cocci. Cocci di cosa? Di regole infrante. Da chi? Nientemeno che da Gesù e da un lebbroso e lo vediamo nel terzo miracolo che Gesù fa dall'inizio del suo ministero in Galilea che è appunto la guarigione del lebbroso. Lebbra: parola terrificante, male devastante, isolamento totale. Chi ne era affetto veniva considerato impuro e relegato fuori ...
(continua)
Diocesi di Vicenza     (Omelia del 11-02-2018)
La Parola - Commento al Vangelo Marco (Mc 1,40-45)
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padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 11-02-2018)
Ancora sul senso del dolore
"Mi lamentavo perché non avevo scarpe. Poi vidi un uomo che non aveva piedi." In questa frase di Morrison forse si compendia una delle risposte possibili al problema della conciliabilità di un Dio buono e provvidente con la persistenza del dolore e della malattia nel mondo. Dio certamente non può volere alcun male per l'uomo e non si prodiga certo, divertito ...
(continua)
Carla Sprinzeles     (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Levitico 13,1-2.45-46; Marco 1,40-45
Oggi le letture ci fanno prendere in considerazione il diverso, il sofferente, l'emarginato. L'esperienza della malattia e della sofferenza è sempre qualcosa di cui non riusciamo a comprendere pienamente il senso. Tuttavia nel Vangelo troviamo un'indicazione chiara: Dio non ama la sofferenza. Gesù ha compassione per tutti gli ammalati. La malattia non è u ...
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CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 11-02-2018)
Commento su Lv 13,1-2.45-46; Sal 31; 1Cor 10,31-11,1; Mc 1,40-45
La liturgia di domenica scorsa ci ha presentato un Gesù che riforma la logica umana, un Gesù che vede le miserie e le sofferenze degli uomini e cerca di alleviarle facendosene carico. Egli però non si preoccupa solo delle sofferenze umane, ma cerca di far entrare l'uomo in relazione con quel Padre che annunzia e che lui stesso ci presenta. I malati, con la ...
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Diocesi di Vicenza     (Omelia del 15-02-2015)
La Parola - commento a Mc 1,40-45
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Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 15-02-2015)
Commento su Mc 1,40-45
Collocazione del brano Con questo miracolo ha termine il capitolo primo del vangelo di Marco. Al termine della giornata tipo di Gesù a Cafarnao abbiamo un altro miracolo che è narrato un po' come una risurrezione. Con il capitolo secondo avremo poi le cinque controversie galilaiche (2,1-3,6), in cui Gesù si pone apertamente in contrasto con le tradizioni de ...
(continua)
Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 15-02-2015)
Commento su 1Cor 10,31-11,1
Collocazione del brano Termina con questa domenica la lettura della seconda parte della prima lettera ai Corinti. La terza parte ci aspetta l'anno prossimo, di nuovo nelle prime domeniche del tempo ordinario. Nei capitolo 8-10 ha affrontato il tema della carne sacrificata agli idoli e che poi si vendeva sul mercato. I cristiani più "emancipati" l'acquistava ...
(continua)
dom Luigi Gioia     (Omelia del 15-02-2015)
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato
Uno degli aspetti più sorprendenti della pagina evangelica di oggi, è quella che questo lebbroso, quando si avvicina a Gesù, non gli chiede di essere guarito. Non gli dice infatti: "Se vuoi, puoi guarirmi", ma gli dice: Se vuoi, puoi purificarmi, "puoi restituirmi la purezza". E Gesù effettivamente gli risponde: "Lo voglio, sii purificato!". E' importante ca ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 15-02-2015)
Compatire, coinvolgersi, imitare...
Con l'ascolto di oggi terminiamo il primo capitolo del vangelo di Marco. Gesù, proprio perché è il figlio di Dio, ha dischiuso per noi, in poche righe, mondi bellissimi; ci ha posto di fronte a scelte che possono fare della nostra vita una vita bella oppure una vita troppo normale. Una vita che cerca il successo: tutti ti cercano... fermiamoci, approfittiamo ...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 15-02-2015)
Audio commento alla liturgia - Mc 1,40-45
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don Claudio Doglio     (Omelia del 15-02-2015)
Fate tutto per la gloria di Dio
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don Giovanni Berti     (Omelia del 15-02-2015)
Gesù guarisce la fede
Clicca qui per la vignetta della settimana. Questo racconto evangelico sembra come quei film che amo particolarmente, dove la bravura dello sceneggiatore e del regista inganna lo spettatore, attirandolo in una storia dove gli tutti elementi (personaggi, dialoghi, avvenimenti e luoghi) sembravano avere un significato e una direzione precise, ma alla fine s ...
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Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 15-02-2015)
Commento su Mt. 1, 40-41
"Venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!". Mt. 1, 40-41 Come vivere questa Parola? E' una pericope che illumina a fondo due atteggiamenti: quello dell'uomo che invoca, quello di Gesù che acconsente. C'è in chi ...
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don Roberto Rossi     (Omelia del 15-02-2015)
Gesù è venuto a guarirci dalle nostre infermità
A volte, soprattutto in antico, alcuni tipi di malattia, come la lebbra, non erano solo sofferenze fisiche, ma avevano una forte ripercussione morale, perché il malato veniva emarginato. Erano malattie a volte contagiose, ma considerate conseguenza di gravi peccati e l'uomo che ne era affetto, doveva essere escluso da qualsiasi tipo di relazione con gli altr ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 15-02-2015)
No, Dio non vuole il male!
A noi oggi risulta difficile comprendere - perché grazie a Dio non ne abbiamo diretta esperienza - la pesantezza e la gravità di una malattia come la lebbra; una malattia che non solo sfigura nella carne chi la contrae, ma che pure crea una grave forma di emarginazione sociale, considerato l'elevato grado di contagiosità che essa porta con sé, soprattutto in ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 15-02-2015)
Video commento a Mc 1,40-45
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(continua)
don Marco Pozza     (Omelia del 15-02-2015)
Se vuoi. Altrimenti decidi tu cos'è meglio
Una storia dentro il tessuto di tante storie. Una storia tra le storie che diventa la storia: quella per eccellenza, la più ambiziosa, la più densa di paradosso e di sorprese. Quella dell'Uomo che, venuto da Nazareth, tentò la scalata del Cielo: riuscendoci appieno, unico tra i tanti che hanno tentato lungo il corso dei secoli. Una storia, dicevamo: la stori ...
(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 15-02-2015)
Lo toccò
Venne da Gesù un lebbroso L'episodio della purificazione del lebbroso si incastra fra la partenza di Gesù da Cafarnao per andare altrove ed il suo ritorno nella cittadina lacustre. Dell'incontro con il lebbroso non è detto nulla del luogo e neppure del momento, il racconto di Marco ci offre un respiro di universalità. Non c'è neppure la folla, forse sparita ...
(continua)
don Roberto Fiscer     (Omelia del 15-02-2015)
#StradeDorate - Commento su Marco 1,40-45
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(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 15-02-2015)
Dio è guarigione contro ogni nostro male
Un lebbroso. Il più malato dei malati, di malattia non soltanto fisica, un rifiuto della società: «porterà vesti strappate, velato fino al labbro superiore... è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento» (Lv 13,46). E Gesù invece si avvicina, si oppone alla cultura dello scarto, accoglie e tocca il lebbroso, l'ultimo della fila. Tocca l'intoc ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 15-02-2015)
Commento su Marco 1,40-45
Una fede forte, convinta, quella del lebbroso che chiede la guarigione. Più potente ancora la determinazione di Gesù: "E subito la lebbra scomparve". In risposta alla quasi-provocazione del lebbroso ("se vuoi puoi purificarmi"), il Signore si mostra ben capace di compiere ciò che vuole, anzi non solo interviene sulla malattia (la lebbra), ma anche la sua dim ...
(continua)
mons. Gianfranco Poma     (Omelia del 15-02-2015)
Guarda di non dire niente a nessuno
Il brano del Vangelo di Marco che la Liturgia ci fa leggere nella domenica VI del tempo ordinario, Mc.1,40-45, ha una particolare importanza nel cammino della formazione del discepolo che Gesù chiama a seguirlo, per dare un volto autentico alla sua comunità. Nel succedersi veloce ("subito") e quasi incessante degli episodi e degli incontri (con l'uomo con lo ...
(continua)
don Domenico Luciani     (Omelia del 15-02-2015)
Video commento su Mc 1,40-45
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(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 15-02-2015)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Rocco Pezzimenti 1. Questo brano evangelico mostra, ancora una volta, la pietà del Signore verso il prossimo che soffre. Il lebbroso lo supplica e cade in ginocchio e "Gesù, impietositosi, stese la mano, lo toccò". È un semplice gesto di tenerezza verso un uomo che, come si sa, nessuno avvicinava e, ovviamente, n ...
(continua)
Omelie.org (bambini)     (Omelia del 15-02-2015)

Vi siete mai sentiti, in qualche momento, soli? Forse a voi è capitato raramente perché siete giovani, avete vicino mamma e papà, o i nonni, oppure altre persone che vi vogliono bene. Ma forse qualche volta vi è capitato... provate a pensarci. Non è una bella sensazione la solitudine... sembra di non avere nessuno su cui contare, ci si domanda anche se noi ...
(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 15-02-2015)
Dalla realtà al simbolo: c'è chi si autoesclude
"Il lebbroso porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: ?Impuro! Impuro!' Sarà impuro finché durerà in lui il male; e impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento". Queste parole angoscianti, comprese nella prima lettura di oggi (Levitico 13,45-46), fanno parte delle disposizioni date da Mosè ag ...
(continua)
don Giorgio Zevini     (Omelia del 15-02-2015)
Videocommento a Mc 1, 40-45
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(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 15-02-2015)
Una storia di sofferenza. Una storia di guarigione
Il vangelo è pieno di racconti di storie di sofferenze e, parimenti, storie di guarigioni di ogni genere. Da un lato, delle persone che soffrono anche indicibilmente; dall'altro, Gesù che opera le guarigioni, invocate e chieste in tanti modi a lui, con semplici gesti, con dialoghi, con il silenzio, con un contatto con gli abiti del Maestro. Storie che si in ...
(continua)
don Lello Ponticelli     (Omelia del 15-02-2015)
Prediche senza pulpito - Commento a Mc 1,40-45
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(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 15-02-2015)
Quale vera medicina?
Se c'è un film che mi ha fatto piangere per la rabbia e per l'amarezza, quello è stato "Risvegli" con Robert De Niro. Racconta la storia (purtroppo reale) di un giovane medico che dopo varie sperimentazioni scopre un farmaco capace di risvegliare diversi pazienti affetti di encefalite letargica, che per tanti anni erano nello stato vegetativo di torpore e di ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 15-02-2015)
Video commento a Mc 1,40-45
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(continua)
don Marco Pratesi     (Omelia del 15-02-2015)
Ruminare i Salmi - Salmo 32,5 (VI domenica del tempo ordinario, anno B)
Ruminare i Salmi - Salmo 32 (Vulgata / liturgia 31),5 (V domenica del tempo ordinario, anno B) CEI Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità» e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato. TILC Ho deciso di confessarti il mio errore e tu hai perdonato il peccato e la colpa. 1Corinzi 10,31-33 Sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qu ...
(continua)
fr. Massimo Rossi     (Omelia del 15-02-2015)

...E così Gesù è costretto a vivere come vivevano i lebbrosi, in disparte, in luoghi desertici, senza poter neppure entrare in città. La solitudine è il prezzo dell'originalità, del carisma, della fama. Fedele al suo mandato di incarnarsi nella storia, il Verbo di Dio deve suo malgrado porre una distanza tra sé e il consesso umano. Sì, la distanza la porrà l ...
(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 15-02-2015)
Commento su Lv 13,1-2.45-46; Sal 31; 1Cor 10,31-11,1; Mc 1,40-45
Le letture della liturgia di oggi ci mettono di fronte alle difficoltà, che spesso abbiamo, nell'accettare il diverso, nell'accogliere chi abbiamo classificato, per cultura, tradizione o pregiudizio personale, una persona da evitare per non essere "contaminati" nei nostri perbenismi, o a volte nei nostri interessi. Ma san Palo, nella sua lettera ai Corinzi, ...
(continua)