LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Venerdì della XXI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO215 ;
Abbiamo visto ieri come san Paolo augurava ai Tessalonicesi il dono divino del progresso nell'amore e nella santità: "Il Signore vi faccia crescere e abbondare nell'amore". Questo dono divino va accolto attivamente e perciò è la lettura di oggi l'Apostolo invita i suoi cristiani a vivere in conformità con la grazia che ricevono continuamente.
Possiamo notare che la sua esortazione è permeata di meravigliosa delicatezza, una delicatezza che purtroppo la traduzione del lezionario non consente di apprezzare adeguatamente. Infatti il lezionario dice:
"Fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù", il che suggerisce da parte dell'Apostolo una viva preoccupazione di fronte a una situazione di grave necessità: non si supplica se non c'è un bisogno urgente. Invece Paolo non ha scritto "vi supplichiamo", ma semplicemente: "vi chiediamo e preghiamo", parole che lasciano intravedere un animo tranquillo. il seguito della lettera conferma pienamente la tranquillità dell'apostolo, perché dice: "Avete appreso da noi come comportarvi in modo da piacere a Dio, e così già vi comportate" (la parola usata da Paolo letteralmente è"camminare", una parola dinamica): "Avete appreso da noi come camminare in modo da piacere a Dio e così già camminate": siete in cammino, andate avanti. Quindi san Paolo riconosce che i Tessalonicesi sono sulla buona via e che progrediscono.
Il comportamento cristiano non è regolato da leggi astratte, ma viene dettato dal desiderio di piacere a una persona, cioè a Dio stesso. Questo dà un orientamento molto diverso: non conformarsi a una legge, ma cercare di piacere a una persona. È molto diverso.
Che cosa chiede allora Paolo? "Vi chiediamo e preghiamo dice letteralmente di "abbondare" di più". Già in precedenza aveva scritto: "Il Signore vi faccia crescere e abbondare nell'amore": è una grazia desiderata. A questa grazia bisogna corrispondere con un comportamento adeguato; si tratta allora di "abbondare di più". Questi termini sono molto caratteristici della mente e dell'animo di Paolo, che ha un temperamento dinamico e vuole quindi comunicare questo dinamismo ai suoi cristiani.
Effettivamente l'ideale cristiano non è evitare il peccato per sfuggire al castigo; è invece quello di progredire continuamente in una vita di fede e di amore. Chi cerca soltanto di evitare il peccato, si trova in un'atmosfera piuttosto deprimente, negativa e rischia molto di cadere, perché fissare l'attenzione soltanto sui peccati da evitare aumenta piuttosto la tentazione. Chi invece si preoccupa di andare avanti, di progredire, in modo positivo, evita senza pensarci il peccato, ne è preservato grazie al dinamismo della sua vita spirituale.
San Paolo poi insiste sulla santificazione. Abbiamo già visto che non separa mai carità e santità: l'amore cristiano è un amore santo, la santità cristiana è santità di amore. E in questo passo mette l'accento su un aspetto importante della santificazione cristiana, cioè la castità: "Questa è la volontà di Dio scrive la vostra santificazione: che vi asteniate dall'immoralità sessuale, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto".
San Paolo è realista nel suo apostolato; sa che l'immoralità sessuale è una tentazione forte, perché l'istinto sessuale ha una potenza tremenda. Per chi vive nella ricerca della propria felicità, la tentazione è quasi insuperabile; invece chi cerca di progredire nell'amore generoso normalmente supera questo genere di tentazione, che in fondo è una tentazione di egoismo particolare. E san Paolo insiste che l'immoralità sessuale non è compatibile con la relazione autentica con il Signore:
"La volontà di Dio è la vostra santificazione: che vi asteniate dall'immoralità sessuale". I cristiani non possono vivere da pagani, che non conoscono Dio; debbono avere rispetto per il proprio corpo e mantenerlo nella santità. E un atteggiamento molto positivo: non si tratta di una paura del sesso, ma di un rispetto del corpo e quindi di un uso del sesso che sia compatibile con la vocazione cristiana, con l'amore generoso, e non con la ricerca sfrenata del piacere.
"Dio dice Paolo non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione". Se Dio ci ha chiamati, ci dà la grazia, quindi possiamo vincere, dobbiamo vincere le tentazioni, possiamo avere la mentalità dei vincitori, una mentalità allegra, gioiosa, per niente triste o preoccupata.
Dio ci ha chiamati alla santificazione, perché abbiamo una relazione personale con lui: Dio è santo e ci vuole santi per la pienezza della nostra gioia. il messaggio di Paolo è esigente, però è un messaggio che ci guida alla pienezza della gioia.

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Antifona d'ingresso
Tendi l’orecchio, Signore, rispondimi:
mio Dio, salva il tuo servo che confida in te:
abbi pietà di me, Signore;
tutto il giorno a te io levo il mio grido. (Sal 86,1-3)


Colletta
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché fra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

1Ts 4,1-8
Questa è volontà di Dio, la vostra santificazione.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate –, possiate progredire ancora di più.
Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù. Questa infatti è volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impurità, che ciascuno di voi sappia trattare il proprio corpo con santità e rispetto, senza lasciarsi dominare dalla passione, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno in questo campo offenda o inganni il proprio fratello, perché il Signore punisce tutte queste cose, come vi abbiamo già detto e ribadito.
Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste cose non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che vi dona il suo santo Spirito.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 96

Gioite, giusti, nel Signore.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.

Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi.

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo.

Canto al Vangelo (Lc 21,36)
Alleluia, alleluia.
Vegliate in ogni momento pregando,
perché abbiate la forza di comparire davanti al Figlio dell’uomo.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 25,1-13
Ecco lo sposo! Andategli incontro!


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il cristiano è colui che sa vegliare nel cuore della notte in attesa dello Sposo. Preghiamo il Signore perché ci aiuti a riconoscerlo ogni volta che egli ci visita con la sua grazia, dicendo:
Ascoltaci, o Signore.

Perché tutti gli uomini si impegnino con passione e tenacia a trasformare il mondo, secondo il compito che Dio ha lor affidato. Preghiamo:
Perché i cristiani valorizzino il corpo come strumento di amore e di comunione interpersonale, e non di piacere egoistico. Preghiamo:
Perché tutti coloro che vivono senza radici e senza meta, si sentano accolti da quel Dio che attende chi non è atteso da nessuno. Preghiamo:
Perché i cristiani non si vergognino della croce di Cristo, ma la accettino come una sorgente di speranza e di pace. Preghiamo:
Perché, nella preghiera, non cerchiamo di piegare Dio ai nostri bisogni, ma siamo sempre aperti a capire la sua volontà. Preghiamo:
Per i monasteri di clausura.
Perché rinnoviamo ogni giorno la nostra adesione a Cristo.

Dio di ogni bontà, che hai disposto ogni cosa per la felicità e il bene dei tuoi figli, liberaci da tutto ciò che ci impedisce di incontrarci ogni giorno con te. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
O Padre, che ti sei acquistato una moltitudine di figli
con l’unico e perfetto sacrificio del Cristo,
concedi sempre alla tua Chiesa il dono dell’unità
e della pace. Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Con il frutto delle tue opere sazi la terra, o Signore,
e trai dai campi il pane e il vino che allietano il cuore dell’uomo.(Sal 104,13-15)

Oppure:
Dice il Signore: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna,
e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.(Gv 6,55)


Preghiera dopo la comunione
Porta a compimento, Signore,
l’opera redentrice della tua misericordia
e perché possiamo conformarci in tutto alla tua volontà,
rendici forti e generosi nel tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 30-08-2019)
Cinque di esse erano stolte e cinque sagge
La saggezza è lo stesso Spirito del Signore dato al cristiano perché da Lui egli sia condotto di verità in verità fino al raggiungimento di tutta la verità. Da Lui guidato il discepolo di Gesù sa in ogni momento cosa fare e cosa non fare, cosa è giusto e cosa è ingiusto, cosa è vero e cosa è falso. ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 31-08-2018)
Ecco lo sposo! Andategli incontro!
Con Osea il Signore si rivela come lo Sposo del suo popolo. È uno sposo particolare. Ha sposato una ?sposa? che vive in perenne stato di adulterio. Cosa fare perché la sua sposa torni a Lui nella fedeltà? La collocherà in un deserto che dura ben settant'anni. Ma dalla storia, sappiamo che l'adulteri ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-09-2017)
Andate piuttosto dai venditori e compratevene
La saggezza è figlia del timore del Signore. Il timore del Signore è figlio della fede in ogni sua Parola. Non c'è fede nella Parola del Signore, non c'è timore di Dio, non c'è sapienza. Al loro posto spuntano insipienza, stoltezza, idolatria, immoralità. Ogni sapienza viene dal Signore e con lui r ...
(continua)
Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 26-08-2016)
Commento su Fil 1,27-30
Collocazione del brano Questo brano della lettera ai Filippesi non fa parte del lezionario, né festivo né feriale. All'inizio della lettera ai Filippesi Paolo parla della sua situazione di prigioniero e del fatto che alcuni suoi detrattori approfittino della sua detenzione per annunciare il Vangel ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 26-08-2016)
Andate piuttosto dai venditori e compratevene
Vi sono dieci vergini, cinque di esse sono sapienti e cinque stolte. In questa parabola di Gesù è nascosta una verità che urge mettere sul candelabro, così che possa illuminare la nostra coscienza e orientarla verso la luce più pura e più santa. La sapienza dona il fine vero alla vita dell'uomo. Ess ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 28-08-2015)

Il vangelo di Matteo si conclude con tre parabole dense e significative. Ieri il Signore ci invitava a vegliare. Oggi ce ne spiega la ragione. La comunità cui Matteo si rivolge, la sua, è composta prevalentemente da ebrei rimasti travolti dalla distruzione di Gerusalemme e del tempio. Un evento talm ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 28-08-2015)
Si assopirono tutte e si addormentarono
È strano, anzi incomprensibile l'abisso di verità che regna tra il Vangelo e il pensiero dei discepoli di Gesù. Il Vangelo dice una cosa e i cristiani l'esatto contrario. A poco a poco ci stiamo sbarazzando del Vangelo, ritenuto da molti più che un vecchio otre logorato dagli anni e incapace di cont ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 30-08-2013)
Commento su Mt 25,1-13
Tornerà lo sposo. È venuto nella storia, continua a sfiorare i cuori di chi si mette alla sua ricerca e ne fa esperienza nello Spirito ma tornerà anche nella gloria per ricapitolare tutte le cose, come dice san Paolo. Tornerà e noi siamo chiamati a vegliare, a vigilare, ad aspettarlo con fiducia. Si ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 30-08-2013)
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora
Ci sono persone che amano la bella vita, viaggiare, vivere alla ventura, spendere subito tutto quello che guadagnano. Tra questi ce ne sono molti che non si fanno tanti problemi se devono imbrogliare qualcuno, ed alcuni di loro arrivano anche a rubare, ricattare, minacciare e persino uccidere pur di ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 30-08-2013)
In verità io vi dico: non vi conosco
L'immagine delle vergini è mutuata dal Salmo. Lo sposalizio del re è momento solenne nella vita di un popolo. Esso viene celebrato con grande sfarzo. La regina è accompagnata da uno stuolo di vergini, che le fanno da corona, ornamento. Esse aumentano la sua bellezza. Il re può constatare che la sua ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 31-08-2012)
Commento su Matteo 25,1-13
Che strano sposo che arriva a mezzanotte e pretende che le amiche della sposa siano sveglie! E che strani consigli danno le amiche a quelle sprovvedute rimaste senza olio, come se nel cuore della notte si potesse trovare un commerciante aperto! Ma il senso della parabola è chiaro: Dio è uno sposo e ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 31-08-2012)
Ecco lo sposo, andategli incontro
Nella vita spesso veniamo chiamati per andare incontro allo sposo. Non c'è niente di troppo grande che non possiamo fare, né di troppo piccolo che non siamo tenuti ad eseguire. Lo sposo è il nostro prossimo. Che si creda o meno, aiutare chi ha bisogno è andare incontro all'Uomo, è migliorare il nost ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 31-08-2012)
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora
Fede ed opere sono una cosa sola. Le opere sono il frutto delle fede che anima, regola, muove la nostra vita. Una fede che non fruttifica ogni opera secondo la sua natura, di sicuro è morta. È in tutto simile ad un albero secco. Come i frutti attestano la vitalità dell'albero, così le opere manifest ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 31-08-2012)

La storia raccontata in questo pezzo di vangelo ci presenta dieci ragazze che attendono lo sposo. Chi è lo sposo e chi sono le dieci ragazze? Lo sposo è Cristo, le dieci ragazze sono la comunità cristiana. La storia non parla della sposa, perché le dieci ragazze sono la sposa e attendono l'arrivo n ...
(continua)