LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Santi Gioacchino e Anna

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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco
Scheda Agiografica: Santi Gioacchino e Anna
S0726 ; DO165

"Facciamo l'elogio degli uomini illustri" dice il Siracide, ma sappiamo ben poco dei genitori di Maria: anche per loro si verifica la legge del segreto, del silenzio, del nascondimento che Dio ha applicato alla vita di Maria e alla maggior parte della vita storica di Gesù.
I Vangeli apocrifi parlano delle loro difficoltà ed è logico pensare che certamente Dio li ha chiamati a partecipare al mistero di Gesù, di cui hanno preparato l'avvento; però ora rimane loro solo la gioia e la gloria di essere stati genitori della Madonna. E un incoraggiamento alla nostra fiducia: Dio è buono e nella storia dell'umanità, storia di peccato e di misericordia, ciò che resta alla fine è la gioia, è il positivo che egli ha costruito in noi.
Gioacchino e Anna sono stati prescelti in un popolo eletto sì, ma di dura cervice, perché in questo popolo fiorisse Maria, meraviglioso fiore di santità, e da lei Gesù. E la più grande manifestazione dell'amore misericordioso di Dio.
Diciamo al Signore la nostra riconoscenza e la nostra gioia: noi siamo coloro che hanno la beatitudine di vedere "quello che molti profeti e giusti hanno desiderato vedere".
La parola definitiva di Dio è stata pronunciata in Cristo e noi possiamo contemplare il suo mistero, ancora nella fede, ma già compiuto in lui.

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Antifona d'ingresso
Innalziamo lodi a Gioacchino e Anna nella loro discendenza;
il Signore ha dato loro la benedizione di tutti i popoli.


Colletta
Dio dei nostri padri, che ai santi Gioacchino e Anna
hai dato il privilegio di avere come figlia
Maria, madre del Signore,
per loro intercessione concedi ai tuoi fedeli
di godere i beni della salvezza eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Es 20,1-17
La legge fu data per mezzo di Mosè.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole:
«Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile:
Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 18

Signore, tu hai parole di vita eterna.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

Canto al Vangelo (Lc 8,15)
Alleluia, alleluia.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 13,18-23
Colui che ascolta la Parola e la comprende, questi dà frutto.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio ci ha dato tanti benefici, primo fra tutti il dono della fede.
Preghiamo perchè ci renda capaci di testimoniare con la coerenza della vita questo valore inestimabile, dicendo:
Accresci in noi la fede, Signore.

1. Perché la Chiesa di Cristo goda di vera e stabile pace su tutta la terra, e crescendo nell'amore e timore di Dio Padre, sia piena del conforto dello Spirito Santo, preghiamo.
2. Perché i credenti in Cristo non ricadano sotto le potenze del male, ma sempre liberi da ogni compromesso e da ogni paura, professino apertamente il loro credo, preghiamo.
3. Perchè la nostra assemblea manifesti sempre più la vera natura della Chiesa, che nasce dalla parola di Dio e si edifica nel banchetto eucaristico, per testimoniare la carità fraterna, preghiamo.
4. Perché ogni cristiano, a immagine somiglianze del Padre, abbia un cuore grande, lento all'ira e sempre disponibile al perdono, preghiamo.
5. Perché il Vangelo che abbiamo proclamato con la bocca, metta radici di fede nella nostra vita e produca sostanziosi frutti di giustizia e di santità, preghiamo.

O Signore, che ci hai creati e redenti, fà che la nostra fede porti frutti abbondanti di giustizia e di carità, perché il mondo veda le nostre opere buone e glorifichi il tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore,
l’offerta del nostro servizio sacerdotale,
e donaci di partecipare a quella benedizione,
che hai promesso ad Abramo e alla sua discendenza.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Dal Signore hanno avuto benedizione
e misericordia da Dio, loro salvatore. (cf. Sal 24,5)

Oppure:
“Molti profeti e giusti hanno desiderato
vedere ciò che voi vedete”. (Mt 13,17)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che nella tua provvidenza
hai voluto che il tuo Figlio
nascesse come membro dell’umana famiglia
per farci rinascere alla nuova vita,
santifica con lo Spirito di adozione
i figli che hai nutrito alla tua mensa.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 27-07-2018)
Ascoltate la parabola del seminatore
Quando il Signore ha creato l'uomo sulla terra, gli ha detto anche di vivere da uomo. Lui è ad immagine e a somiglianza del suo Dio e la sua vita è dalla sua volontà. Non c'è determinismo dell'uomo. C'è invece una vita che va vissuta con sapienza e intelligenza per accogliere il bene e rifiutare il ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 28-07-2017)
Colui che ascolta la Parola e la comprende
La Parola del Signore ha sempre bisogno della voce, del cuore, dell'intelligenza, della sapienza, di tutto lo spirito e l'anima dell'uomo perché da parola scritta diventi Parola di salvezza e di redenzione per tutto il popolo. In più la Parola deve risuonare nella pienezza della sua verità non in un ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 24-07-2015)

Partiamo da una considerazione: per capire occorre ascoltare. Per crescere nella conoscenza occorre accogliere con intelligenza e disponibilità. E già qui cadiamo molto male... la nostra contemporaneità si caratterizza per un paradosso insolubile: da una enorme disponibilità di informazioni rese pos ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 24-07-2015)
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore
La parabola del seminatore deve dare sempre una energia nuova ad ogni operaio del Vangelo, il quale potrebbe scoraggiarsi dinanzi ai risultati ottenuti. Il primo seminatore è Dio, il Padre dei cieli. Quale fu il suo primo risultato? Seminò la parola nel cuore di Adamo e subito dopo trova Adamo e Eva ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 26-07-2013)
Commento su Mt 13,16-17
È l'unica parabola spiegata direttamente dal Signore. La spiegazione è chiara: il Padre semina la Parola, è sua l'iniziativa, lui desidera comunicare la sua Parola ad ogni uomo al punto che il seme cade sull'asfalto. Ma l'attenzione verte sul terreno: come accogliamo questa Parola? Con che atteggiam ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 26-07-2013)
L'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia, ma non ha radice in sé ed è incostante
Costanza è una parola difficile da digerire ed ancor più da mettere in pratica. Essere costanti significa non fermarsi all'entusiasmo del momento, alla gioia verso qualcosa di nuovo, magari legato alla speranza di una gratificazione. Costanza significa andare oltre il muro che si crea in un rappor ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 27-07-2012)
Commento su Matteo 13,18-23
È difficile accogliere la Parola, difficile capirne il significato profondo. Difficile farla vibrare nella quotidianità e ispirare le nostre scelte alle indicazioni che da essa ricaviamo. Per molte ragioni: la mancanza di tempo, la mancanza di cultura biblica minima, la fatica a penetrare una Parola ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 27-07-2012)

Gesù che ha dichiarato "beati" i discepoli perché hanno l'opportunità di "vedere e di "sentire" (Mt 13,16-17), ora precisa che la loro condizione dipende da lui stesso. Egli infatti spiega loro la parabola. La prima situazione di rifiuto (v. 19) presenta il caso di chi ascolta la parola ma non la ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 27-07-2012)
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore
Oggi Gesù ci rivela le profondità del cuore dell'uomo. Già L'Antica Scrittura ha rivelato che il cuore è un abisso insondabile. Niente è più profondo del mistero di un cuore. Ascolta, o Dio, la voce del mio lamento, dal terrore del nemico proteggi la mia vita. Tienimi lontano dal complotto dei ma ...
(continua)