LA CHIESA

      


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LITURGIA

> 1 Settembre 2018 <

Giovedì 30 Agosto 2018

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Sabato 1 Settembre 2018

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Sabato della XXI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
PO216 ;
Dio mi ha concesso la vita, e con la vita, che è un dono, mi ha assegnato un compito: il bene mi è semplicemente affidato, bene di cui sono personalmente responsabile.
Il primo dei beni che ho davanti a me, sono io stesso. Non sono io il padrone della mia vita, essa mi è stata concessa da Dio, ed egli me ne farà rendere conto, come il padrone del Vangelo che, al ritorno dal suo viaggio, chiamò i suoi servitori affinché rendessero conto dei beni ricevuti da lui.
Vi sono delle persone che non credono alla vita, che non credono al compito che Dio ha loro assegnato, e sotterrano così il loro talento, la loro vita nella sabbia di un egoismo prudente. Per loro vivere è aspettare la vita. Dio li condanna.
Altri, più audaci, fanno saggiamente prosperare il dono divino, e lo moltiplicano. Dio mi ha dato la vita, affinché io moltiplichi i beni sulla terra, affinché io trovi, per mezzo di questo lavoro, un senso alla mia vita, e scopra la mia vocazione, cioè il bene che Dio mi dà da compiere. Se non sotterro la mia vita nella sabbia e ho l’audacia di accogliere i doni di Dio, posso nutrire la speranza che egli mi approverà.
Molte persone non credono in se stesse, perché hanno sotterrato i loro talenti. Soltanto la fede nel Dio vivente ridà all’uomo la fede nella vita, poiché questa fede non è nient’altro che la fede nel bene che Dio mi ha dato da compiere, e che spesso si dimentica.

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Antifona d'ingresso
Tendi l’orecchio, Signore, rispondimi:
mio Dio, salva il tuo servo che confida in te:
abbi pietà di me, Signore;
tutto il giorno a te io levo il mio grido. (Sal 86,1-3)


Colletta
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché fra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

1Cor 1,26-31
Dio ha scelto quello che è debole per il mondo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, “chi si vanta, si vanti nel Signore”.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 32

Beato il popolo scelto dal Signore.

Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.

Canto al Vangelo (Gv 13,34)
Alleluia, alleluia.
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 25,14-30
Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore arricchisce la nostra vita di molteplici doni. Preghiamo perché ci aiuti a valorizzarli a beneficio nostro e dei fratelli. Diciamo insieme:
Ascoltaci, o Signore.

O Signore, aiuta gli uomini a formare una sola famiglia, nella valorizzazione delle ricchezze proprie di ogni popolo e di ogni cultura. Preghiamo:
O Signore, manda alla tua Chiesa uomini capaci, con la parola e l'esempio, di stimolare la crescita e lo sviluppo umano e cristiano dei tuoi fedeli. Preghiamo:
O Signore, assisti coloro che cercano lavoro, perché possano realizzare il fondamentale diritto dell'autonomia e dignità personali. Preghiamo:
O Signore, insegna alla nostra comunità lo spirito dell'accoglienza, particolarmente verso le persone meno provviste di doni naturali, e quindi più bisognose di sostegno e di aiuto. Preghiamo:
O Signore, fà che nessuno di noi si spaventi o si scoraggi per i propri limiti, ma aiutaci a capire che è proprio nella nostra debolezza che esprimi la tua potenza. Preghiamo:
Perché i cristiani non si estraneino dal mondo.
Per chi non ha fiducia nelle proprie capacità.

O Dio, che nella tua bontà hai fatto bene tutte le cose, infondi in noi sentimenti di speranza e di fiducia perché affrontiamo serenamente gli impegni della vita e maturiamo frutti per l'eternità. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
O Padre, che ti sei acquistato una moltitudine di figli
con l’unico e perfetto sacrificio del Cristo,
concedi sempre alla tua Chiesa il dono dell’unità
e della pace. Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Con il frutto delle tue opere sazi la terra, o Signore,
e trai dai campi il pane e il vino che allietano il cuore dell’uomo.(Sal 104,13-15)

Oppure:
Dice il Signore: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna,
e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.(Gv 6,55)


Preghiera dopo la comunione
Porta a compimento, Signore,
l’opera redentrice della tua misericordia
e perché possiamo conformarci in tutto alla tua volontà,
rendici forti e generosi nel tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-09-2018)
Bene, servo buono e fedele
È cosa buona illuminare questa parabola di Gesù con la luce che dona Paolo sulla verità dell'uomo. Lui è creato in Cristo Gesù per le opere buone. Il bene è il fine della sua vita. Non compiere il bene è fallire il fine. Chi fallisce il fine nel tempo fallisce anche il fine nell'eternità. Il servo f ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 02-09-2017)
Secondo le capacità di ciascuno
Nel Vangelo secondo Matteo, il Discorso della Montagna termina con una Parola di Gesù ben precisa su chi andrà con Lui nel suo Paradiso e su chi da Lui non sarà conosciuto. È Parola chiara, spendente di luce divina ed eterna. È la sua escatologia. Non chiunque mi dice: ?Signore, Signore?, entrerà n ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 27-08-2016)
Avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri
Nella parabola dei talenti, Gesù ci rivela che la vita dell'uomo, che è già dono di Dio, viene dal Signore ricolmata di molteplici altri doni, tutti da portare a fruttificazione. Il nostro Creatore vuole che noi tutti siamo strumenti della sua grazia, verità, luce, misericordia, giustizia, pietà, co ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 30-08-2014)

Cinque talenti. Tre. Uno. Talenti consegnati ai servi dal padrone. Padrone folle, aggiungo io. Un talento è un'unità di misura imbarazzante: oltre venti chili d'oro. Quindi centinaia di migliaia di euro dati ad ognuno. Non ad una banca o a un uomo d'affari ma ai proprio servi. Gesù ci dice qualcosa ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 30-08-2014)
Là sarà pianto e stridore di denti
La vita del presente dell'uomo e anche del suo futuro eterno è posta da Dio nelle mani di ogni singola persona. Un nostro gesto la conduce nella morte e un altro la porta nella prosperità, nel benessere, nell'abbondanza. Un nostro atto ci conduce alla guerra e un altro alla pace. Il Signore lo affer ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 31-08-2013)
Commento su Mt 25,14-30
Viviamo nell'attesa del ritorno dello sposo, come ci ricordava la parabola delle vergini di ieri. Un ritorno glorioso, nella pienezza della storia, dopo la prima venuta nella carne e quella intermedia in ciascuno di noi. Siamo invitati ad attendere, ci dicevamo. Ma senza oziare, aggiunge Matteo. Il ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 31-08-2013)
A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno
Non tutti riceviamo gli stessi doni nella vita. C'è chi nasce con una dote, chi con un'altra, chi ne ha diverse e chi ne ha poche, ma a tutti il buon Dio fornisce qualcosa che possiamo mettere a frutto, inserisce dentro noi un semino che potrà diventare un albero, ma dipende da noi, dalla nostra vog ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 31-08-2013)
Sei stato fedele: prendi parte alla gioia
La parabola dei talenti ci impegna seriamente nella nostra vita cristiana. Siamo, infatti, tenuti a riconoscere i doni che Egli compie nella nostra vita. Quanto vittimismo sentiamo! Quante lamentale! Può essere, ed è vero, che nella nostra vita sembra che manchi qualcosa, sia materiale che spiritual ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 31-08-2013)
E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre
Nell'Antica Rivelazione il giudizio viene svolto sull'osservanza dei comandamenti. Entra nella tenda di Dio chi cammina nella sua legge. Viene escluso dal suo luogo santo chi invece avanza nella storia per vie tortuose di menzogna, falsità, inganno, non amore. Del Signore è la terra e quanto cont ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 01-09-2012)
Commento su Matteo 25,14-30
Abbiamo dei talenti da far fruttificare, questo ci dice il Signore. Talenti che non sono solo le capacità personali, ma anche la scoperta dei grandi doni che il Maestro ha lasciato alla sua Chiesa: l'Eucarestia, la Parola, la comunità... Un talento è un'unità di misura che equivale a oltre venti chi ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 01-09-2012)
A chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha
Nascendo abbiamo ricevuto talune capacità. C'è chi ha ricevuto in dono l'intelligenza, chi la forza di sorridere, altri il carattere mite, altri ancora l'abilità all'insegnamento. Chi più, chi meno abbiamo tutti delle doti che siamo chiamati a far fruttare. Sono regali che se non producono sono fini ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-09-2012)
Sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto
Quando Dio creò l'uomo sulla terra, lo fece ad immagine della propria natura. Lo costituì signore su tutta la sua opera. L'universo è stato consegnato nelle sue mani perché fosse custodito, protetto, fatto fruttificare al meglio. Gli diede anche ogni intelligenza e sapienza perché ciò che Dio ha nas ...
(continua)