LA CHIESA

      


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LITURGIA

> 30 Gennaio 2018 <

Domenica 28 Gennaio 2018

Lunedì 29 Gennaio 2018

Martedì 30 Gennaio 2018

Mercoledì 31 Gennaio 2018

Giovedì 1 Febbraio 2018

Venerdì 2 Febbraio 2018

Sabato 3 Febbraio 2018

Domenica 4 Febbraio 2018

Lunedì 5 Febbraio 2018

Martedì 6 Febbraio 2018


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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Martedì della IV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
PO042 ;
Di fronte alla malattia e alla morte, tutte le differenze si attenuano. Ci sentiamo tutti uguali: ricchi e poveri, potenti e meschini, ebrei e pagani. È questa l’esperienza che fanno i due personaggi del vangelo di oggi. Giairo, capo della sinagoga, vede sua figlia morire senza poter fare nulla. La donna pagana, che soffre di emorragie, nonostante spenda tutti i suoi beni, non ha nessun miglioramento. La perdita della salute, la morte di un essere caro ci mettono di fronte alla nostra impotenza, alla nostra piccolezza, ai nostri limiti. Fortunati, dunque, coloro che si rendono conto di essere semplicemente delle “creature” che hanno bisogno del loro Creatore.
Giairo e la donna pagana sanno farlo. Essi si rivolgono a Gesù, lo cercano e, ognuno a suo modo, compiono un gesto pieno d’umiltà. Il capo della sinagoga cade ai piedi del Maestro; la donna si accontenta di toccare leggermente il suo vestito. In entrambi i casi, il Signore commosso dalla loro fiducia vuole confermare questa fede. “Chi mi ha toccato?”, chiede Gesù. E la donna, che avrebbe ben preferito restare nell’anonimato della folla, si presenta, si getta ai suoi piedi: “La tua fede ti ha salvata”. A Giairo, che apprende all’improvviso che sua figlia è appena morta, egli dice: “La bambina non è morta, ma dorme”. Il Signore non si accontenta di essere gentile con due persone disperate; egli vuole molto di più. Egli vuole la loro fede in lui, salvatore del mondo.
Entrambi devono credere, avere la fede, nel bel mezzo dell’indifferenza e della incredulità. Essi devono credere controcorrente. Poiché gli stessi discepoli non comprendono perché Gesù possa essere “toccato” in modo diverso. E la folla si burla del Signore quando egli dice che la bambina dorme.
I momenti di sofferenza e di dolore possono diventare momenti di grazia. Essi ci allontanano dalle nostre false certezze, dalla fiducia troppo grande in noi stessi e nei nostri mezzi umani. Ci ricordano la nostra condizione di creature, di figli di Dio, di redenti. Possono risvegliare la nostra fede e la nostra fiducia. Ci aiutano non solo a cercare di strappare una guarigione al Signore, ma soprattutto a rimetterci alla sua volontà, nelle mani del Padre.
In questo senso l’“alzati” di Cristo alla piccola figlia di Giairo è un invito a superare il semplice fatto del miracolo che si compie in lei. Questo “alzati” si indirizza a noi: “Offrite voi stessi a Dio come vivi, tornati dai morti e le vostre membra come strumenti di giustizia per Dio” (Rm 6,13).

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Antifona d'ingresso
Salvaci, Signore Dio nostro,
e raccoglici da tutti i popoli,
perché proclamiamo il tuo santo nome
e ci gloriamo della tua lode. (Sal 106,47)


Colletta
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l’anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

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Prima lettura

2Sam 18,9-10.14.24-25.30;19,1-4
Figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te!

Dal secondo libro di Samuèle

In quei giorni, Assalonne s’imbatté nei servi di Davide. Assalonne cavalcava il mulo; il mulo entrò sotto il groviglio di una grande quercia e la testa di Assalonne rimase impigliata nella quercia e così egli restò sospeso fra cielo e terra, mentre il mulo che era sotto di lui passò oltre. Un uomo lo vide e venne a riferire a Ioab: «Ho visto Assalonne appeso a una quercia». Allora Ioab prese in mano tre dardi e li ficcò nel cuore di Assalonne, che era ancora vivo nel folto della quercia. Poi Ioab disse all’Etìope: «Va’ e riferisci al re quello che hai visto».
Davide stava seduto fra le due porte; la sentinella salì sul tetto della porta sopra le mura, alzò gli occhi, guardò, ed ecco vide un uomo correre tutto solo. La sentinella gridò e l’annunciò al re. Il re disse: «Se è solo, ha in bocca una bella notizia».
Il re gli disse: «Mettiti là, da parte». Quegli si mise da parte e aspettò. Ed ecco arrivare l’Etìope che disse: «Si rallegri per la notizia il re, mio signore! Il Signore ti ha liberato oggi da quanti erano insorti contro di te». Il re disse all’Etìope: «Il giovane Assalonne sta bene?». L’Etìope rispose: «Diventino come quel giovane i nemici del re, mio signore, e quanti insorgono contro di te per farti del male!».
Allora il re fu scosso da un tremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva andandosene: «Figlio mio Assalonne! Figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!». Fu riferito a Ioab: «Ecco il re piange e fa lutto per Assalonne». La vittoria in quel giorno si cambiò in lutto per tutto il popolo, perché il popolo sentì dire in quel giorno: «Il re è desolato a causa del figlio».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 85

Signore, tendi l’orecchio, rispondimi.

Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,
perché io sono povero e misero.
Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida.

Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia.

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.

Canto al Vangelo (Mt 8,17)
Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 5,21-43
Fanciulla, io ti dico: Alzati!.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, Dio vede nei nostri cuori, e ne conosce i pensieri e le necessità. Riconoscenti e fiduciosi, manifestiamogli le nostre intenzioni di preghiera, dicendo:
Ascoltaci, o Signore.

Signore, la chiesa è chiamata a diventare sempre più pura e fedele: guida e sostieni lo sforzo della sua conversione quotidiana. Noi ti preghiamo:
Signore, gli uomini d'oggi desiderano ardentemente una vita riconciliata: insegna ai potenti le parole del dialogo, ed educa il cuore di tutti al perdono e alla pace. Noi ti preghiamo:
Signore, ingiustizie e privazioni d'ogni sorta opprimono i poveri: attraverso i tuoi fedeli, provvedi ai piccoli del mondo. Noi ti preghiamo:
Signore, le nuove generazioni guardano trepidanti al futuro: aiuta i giovani a non temere ma ad avere fede in Gesù, che spiana loro la via. Noi ti preghiamo:
Signore, Gesù si dà a noi nella parola e nel pane di questa eucaristia: il contatto con il suo corpo ci rinnovi nella carne e nello spirito. Noi ti preghiamo:
Per gli ammalati della nostra comunità.
Perché non perdiamo mai la fiducia nella preghiera.

Padre buono, che trovi la tua gloria nell'uomo vivente, libera il nostro cuore dai pesi inutili e attiralo a te per intercessione del tuo Unigenito, glorioso vincitore della morte, che ora vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, o Signore, questi doni
che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull’altare,
e trasformali in sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Fa’ risplendere sul tuo servo
la luce del tuo volto,
e salvami per la tua misericordia.
Che io non resti confuso, Signore,
perché ti ho invocato. (Sal 31,17-18)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che per la forza di questo sacramento,
sorgente inesauribile di salvezza,
la vera fede si estenda sino ai confini della terra.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 30-01-2018)
Chi ha toccato le mie vesti?
Una donna da dodici anni vive in uno stato di impurità perenne. La sua vita è un vero martirio silenzioso, a motivo degli effetti devastanti del suo essere impura senza che vi fosse una qualche via per poter uscire da questa infermità. Invano ha consumato le sue sostanze girando da un medico all'alt ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 31-01-2017)
Perché disturbi ancora il Maestro?
La Scrittura Santa ci rivela che sono due le fedi che governano la vita di un uomo verso la pienezza della verità e della giustizia. La prima fede è l'ascolto di Dio che parla e l'obbedienza alla sua Parola. Il Signore parla, l'uomo ascolta, obbedisce. È vera fede. Mai si può parlare di fede, quando ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 03-02-2015)

Gesù incontra due dolori infiniti: quello dell'adolescente morta nella pienezza dei suoi anni e quello della donna che soffre di perdite di sangue da dodici anni. Dodici, nel linguaggio biblico, è il numero della pienezza: il loro è un dolore perfetto. Marco, con grande abilità, interseca i due racc ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 03-02-2015)
Chi ha toccato le mie vesti?
La fede in Gesù deve essere illimitata. Nessun dubbio mai sulla sua onnipotenza, grazia, verità, luce, santità, sapienza, esemplarità, amore, misericordia, pietà, compassione, parola. Un solo dubbio e si cade dalla vera fede. Una sola incertezza e si affonda. Quando si cammina con Gesù dobbiamo fida ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 03-02-2015)
Commento su Mc 5, 21, 28-30; 33-34
«Diceva infatti: "Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata. E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi accorto della forza che era uscita da lui, si voltò dicendo: "Chi ha toccato le mie vesti?"... E la donna, ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 04-02-2014)

Sono due donne le protagoniste del vangelo di oggi. Entrambe hanno a che fare con l'impurità rituale: l'una perché segnata dalla morte, l'altra dalle perdite di sangue che la fanno piombare in una impurità perenne. Marco, con abilità, interseca le due storie e ci lancia un segnale: la ragazza ha dod ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 04-02-2014)
Perché disturbi ancora il Maestro?
Il miracolo è opera di Dio, ma anche frutto della fede dell'uomo nella divina onnipotenza. Fin dove si può spinge la fede? Quanto è grande la divina onnipotenza? Ci sono ostacoli per essa? Oggi una donna ci insegna che ciò che l'uomo non riesce a farlo, a causa della sua scienza che non è onnipotent ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 04-02-2014)
Commento su Mc 5,36
«Non temere, soltanto abbi fede!» Mc 5,36 Come vivere questa Parola? Delicatissima, pur nello scorrere semplice del racconto, questa pagina che narra l'incontro di Gesù con un uomo che è capo militare ma vive il drammatico momento del vedersi ghermire la sua bambina dall'inesorabilità della mort ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 05-02-2013)
Commento su Mc 5,21-43
Qualche mese fa il filosofo Cacciari scrisse un interessante articolo sul sorriso di Gesù. Siamo reduci da molte riflessioni che hanno sottolineato l'aspetto salvifico e redentivo del Maestro, la forza delle sue parole e il suo impegno portato fino alla morte. Insomma: la fede ha molto a che fare co ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 05-02-2013)
Non temere, continua solo ad aver fede!
Davanti ad eventi che vanno al di là della nostra comprensione o di quelli innanzi ai quali siamo impotenti come un terremoto che distrugge tutto, il crollo di una casa, una malattia incurabile, la morte di una persona cara in molti sono portati alla rassegnazione, alla disperazione, all'imprecazion ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05-02-2013)
Non temere, soltanto abbi fede!
Gesù è l'uomo dalla purissima fede. È anche il vero Maestro di fede. Non solo insegna la Parola della fede, dice anche ad ogni persona come la fede va manifestata, rivelata, mostrata nella storia. Aiuta tutti quelli che vengono a contatto con Lui come camminare di fede in fede, fino a giungere alla ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 05-02-2013)
Commento su Ebrei 12,1-2
"Circondati da un così gran numero di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede". Ebr 12,1-2 Come vivere questa Parola? L'autore della Lette ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 31-01-2012)
Commento su Marco 5,21-43
Due dolori incrociano oggi i passi del Maestro Gesù: la disperazione di Giairo che sta perdendo la figlia adolescente e la paura della donna emorroissa che da anni cerca di guarire dalle sue perdite. Due dolori diversi si sovrappongono: il dolore di chi viene investito dalla durezza della vita e dal ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 31-01-2012)
Commento su Marco 5,39
Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme. Mc 5,39 Come vivere questa Parola? Queste parole di Gesù fanno parte di una pagina in cui si alternano due episodi drammatici. Avvisano Gesù che la figlia del capo della sinagoga non è più un'inferma da visitare perché guarisca: orma ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 31-01-2012)
Non temere, soltanto abbi fede!
Quando si comincia con la fede, nella fede si deve perseverare sino in fondo. Mai ci si deve arrendere nella nostra fiducia posta interamente nel Signore. Il nostro cuore è debole, infermo, vacillante, piccolo. Facilmente si arrende dinanzi alle prime difficoltà, primi ostacoli, prime prove. Non sem ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 01-02-2011)

Dalla Parola del giorno La donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male». Come vivere questa Parola? Una scena di vita toccante ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01-02-2011)
Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata
La fede è vera quando è innalzata sulla pienezza della verità della persona sulla quale essa si fonda. Una verità parziale genera una fede parziale, mentre una verità totale fa nascere una fede piena, perfetta, esatta. Oggi la fede di molti cristiani è imperfetta, falsa, erronea, piena di menzogne, ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 01-02-2011)
Fanciulla, Io ti dico: alzati!
Cristo ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie. Così abbiamo cantato prima di leggere il Vangelo di oggi, che ci parla di Gesù, che è un Dio compassionevole verso chi soffre, verso chi è solo, verso chi è malato e anche verso chi è... morto: verso tutti! Egli dona speranza ...
(continua)