LA CHIESA

      


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LITURGIA

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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Presentazione della Beata Vergine Maria

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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco
Scheda Agiografica: Presentazione della Beata Vergine Maria
S1121 ; DO332

Oggi contempliamo una bambina che si dà completamente al Signore.
La Chiesa ha capito che l'atteggiamento di Maria all'annunciazione non era una improvvisazione e che nella sua anima l'offerta andava preparandosi da tempo, si era già progressivamente realizzata. E commovente vedere una bambina attirata dalla santità di Dio, che vuoi darsi a Dio, una bambina che capisce che l'opera di Dio è importante, che bisogna mettersi al servizio di Dio, ciascuno con le proprie capacità, aprirsi a Dio; una bambina che capisce che non si può compiere l'opera di Dio senza essere santificati da lui, senza essere consacrati da lui, perché non è possibile neppure conoscere la volontà di Dio, se il peso della carne ci chiude gli occhi.
Maria realizzava quello che san Paolo più tardi proporrà come ideale dei cristiani: offrire se stessi:
"Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio... Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio" (cfr. Rm 12,12).
Cerchiamo allora di comprendere più profondamente le condizioni dell'offerta. Lo facciamo tenendo presente il canto del Magnificat, perché è chiaro che nessun Vangelo può corrispondere esattamente alla festa di oggi, che non è riportata in nessuna pagina della Bibbia: l'offerta di Maria bambina non è un avvenimento che abbia attirato l'attenzione e sia stato registrato. Scegliere il Magnificat non è un anacronismo, perché esso esprime i sentimenti che si sono formati nell'anima di Maria ben prima del giorno della visitazione, sentimenti di fondo che sono proprio la base della sua offerta:
già della sua offerta di bambina, poi della sua offerta all'annunciazione e infine della sua offerta sul Calvario. Tutto parla del riconoscimento dei doni di Dio. Prima dell'offerta c'è sempre il dono di Dio e il riconoscimento di questo dono. "Ha guardato l'umiltà (la povertà, l'insignificanza) della sua serva... Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente... Di generazione in generazione si stende la sua misericordia": è proprio la scoperta dell'amore di Dio che fa pensare all'offerta, è la riconoscenza che suscita il bisogno di offrire. L'offerta, ripeto, è sempre una risposta al dono che ci è stato fatto:
Dio ci previene con il suo amore e noi diamo a lui ciò che egli ci ha dato. San Paolo lo dice nello stesso capitolo della lettera ai Romani: "Abbiamo doni diversi, secondo la grazia data a ciascuno di noi" e la nostra offerta non può che consistere nei doni che abbiamo ricevuto, che noi riconosciamo come doni gratuiti, che non ci erano dovuti e attraverso i quali noi vediamo l'amore del Signore.
E proprio per questa ragione, riconoscendo il suo amore, noi li mettiamo a sua disposizione, come offerta riconoscente.
D'altra parte l'offerta ha anche l'aspetto di una preghiera di domanda, ed è buona cosa rendercene conto. Offrire a Dio è sempre domandargli di trasformare i doni che portiamo a lui, di santificarli. Lui solo li può santificare, lui solo può consacrare; noi possiamo "presentare", proprio come dice la festa di oggi: "Presentazione di Maria al Tempio".
San Paolo non dice diversamente. Egli ci esorta a offrire i nostri corpi, a presentarli in offerta, ma la trasformazione è Dio che la opera e presentando noi gli domandiamo di rendere perfetto quello che gli offriamo e che per quanto ci riguarda è sovente pieno di imperfezioni.
Gli domandiamo di trasformare le povere realtà terrestri che gli presentiamo, questi doni umani che vengono dalla sua creazione, che hanno bisogno di essere trasformati per servire alla comunione con lui.
E, dato che la nostra offerta è in fondo sempre una preghiera di domanda, possiamo offrire tutto, anche quello che ci sembra completamente inutilizzabile nella nostra vita: i fardelli che ci pesano, che sentiamo come un ostacolo, le difficoltà, le sofferenze che in un certo senso sono assurde. Cristo crocifisso ci insegna che possiamo presentare a Dio tutto, perché tutto sia trasformato e che proprio le cose che sembrano più inutilizzabili sono state trasformate nel modo più meraviglioso. Niente era più inutilizzabile di una croce, patibolo dei malfattori, e tuttavia è sulla croce che si è realizzata la trasformazione capitale, che ha creato una nuova terra e ha fatto sì che l'amore di Dio riempisse tutte le cose.

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Antifona d'ingresso
Salve, Madre Santa, tu hai dato alla luce il Re,
che governa il cielo e la terra nei secoli, in eterno.


Colletta
Guarda, Signore, il tuo popolo
riunito nel ricordo delle beata Vergine Maria;
fa’ che per sua intercessione
partecipi alla pienezza della tua grazia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

2Mac 6,18-31
Lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte per le sante e venerande leggi.

Dal secondo libro dei Maccabèi

In quei giorni, un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell’aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s’incamminò volontariamente al supplizio, sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per attaccamento alla vita.
Quelli che erano incaricati dell’illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest’uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare le carni sacrificate imposte dal re, perché, agendo a questo modo, sarebbe sfuggito alla morte e avrebbe trovato umanità in nome dell’antica amicizia che aveva con loro.
Ma egli, facendo un nobile ragionamento, degno della sua età e del prestigio della vecchiaia, della raggiunta veneranda canizie e della condotta irreprensibile tenuta fin da fanciullo, ma specialmente delle sante leggi stabilite da Dio, rispose subito dicendo che lo mandassero pure alla morte. «Poiché – egli diceva – non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant’anni Eleàzaro sia passato alle usanze straniere, a loro volta, per colpa della mia finzione, per una piccola e brevissima esistenza, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia. Infatti, anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire, né da vivo né da morto, alle mani dell’Onnipotente. Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e nobilmente per le sante e venerande leggi».
Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio. Quelli che ve lo trascinavano, cambiarono la benevolenza di poco prima in avversione, ritenendo che le parole da lui pronunciate fossero una pazzia.
Mentre stava per morire sotto i colpi, disse tra i gemiti: «Il Signore, che possiede una santa scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui».
In tal modo egli morì, lasciando la sua morte come esempio di nobiltà e ricordo di virtù non solo ai giovani, ma anche alla grande maggioranza della nazione.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 3

Il Signore mi sostiene.

Signore, quanti sono i miei avversari!
Molti contro di me insorgono.
Molti dicono della mia vita:
«Per lui non c’è salvezza in Dio!».

Ma tu sei mio scudo, Signore,
sei la mia gloria e tieni alta la mia testa.
A gran voce grido al Signore
ed egli mi risponde dalla sua santa montagna.

Io mi corico, mi addormento e mi risveglio:
il Signore mi sostiene.
Non temo la folla numerosa
che intorno a me si è accampata.

Canto al Vangelo (1Gv 4,10)
Alleluia, alleluia.
Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 19,1-10
Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La fiducia e la misericordia che vengono da Cristo, danno il coraggio per imboccare la strada impegnativa ma gioiosa della conversione. Al Padre di ogni bontà, diciamo:
Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Perché Dio mandi sempre al suo popolo uomini saggi e coraggiosi che sappiano illustrare la dottrina e testimoniare con la coerenza di vita il vangelo di Gesù Cristo. Preghiamo:
Perché il Signore ci preservi dal pericolo dell'indifferenza e della freddezza verso di lui, e ci aiuti a essere attenti nell'ascoltare la sua voce nell'obbedienza della fede. Preghiamo:
Perché l'ateismo non prevalga sulla fede, e la Chiesa esca da questa grave prova che minaccia il nostro tempo, più solida e purificata nella sua fedeltà al Signore. Preghiamo:
Perché coloro che si convertono dopo una vita di peccato, trovino nei cristiani persone che non guardano al loro passato, ma ai miracoli della grazia di Dio. Preghiamo:
Perché la misericordia di Dio, che incontriamo nei sacramenti della penitenza e dell'eucaristia, diventi sorgente di conversione e di riconciliazione con i fratelli. Preghiamo:
Per i sacerdoti e i religiosi che vivono con gli emarginati.
Per un'equa distribuzione dei beni.

Dio, Padre misericordioso, che hai inviato nel mondo il Figlio tuo per riconciliare gli uomini con te, entra nella nostra vita con la forza purificatrice del tuo perdono, e fà che il nostro cammino sia sempre orientato verso di te. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Ci soccorra, O Padre, l'immenso amore del tuo unico Figlio,
che nascendo dalla Vergine
non diminuì ma consacrò l'integrità della Madre;
ci liberi da ogni colpa e ti renda gradito il nostro sacrificio
la mediazione di Cristo Signore
che vive e regna nei secoli dei secoli.


Antifona di comunione
Te beata, o Vergine Maria,
che hai portato in grembo il Figlio dell'eterno Padre.


Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti dei tuoi sacramenti,
in questa celebrazione in onore della beata Vergine Maria,
fa' che sul suo esempio collaboriamo fedelmente
al mistero della redenzione. Per Cristo …


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 15-11-2016)
È entrato in casa di un peccatore!
Il mondo si meraviglia e mormora perché Gesù è entrato in casa di un peccatore! Prima ancora dovrebbe meravigliarsi perché Dio, il Signore del cielo e della terra, il Creatore dell'uomo, è entrato nella casa di un peccatore. Non solo è entrato, ogni giorno entra nella casa dei peccatori, che sono gl ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 15-11-2016)
Commento su Lc 19, 2-3
«Ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura». Lc 19, 2-3 Come vivere questa Parola? Zaccheo era ricco e aveva potere nel senso che, maneggiando molti soldi, aveva anche l'abili ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-11-2015)
Cercava di vedere chi era Gesù
Nel cuore dell'uomo Dio ha scritto un desiderio che nessuno potrà mai cancellare. Mentre il nostro corpo tende verso la materia, perché è materia, l'anima che è spirito, tende verso Dio, che è Purissimo Spirito, Eterno, Increato, Divino, Fonte del suo essere e della sua vita. Essa è perennemente att ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 17-11-2015)
Commento su Lc. 19, 1-3
" Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù..." Lc. 19, 1-3 Come vivere questa Parola? Gesù aveva incontrato il cieco avvicinandosi a Gerico; oggi incontra Zaccheo in Gerico. Gerico è la ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 18-11-2014)
Commento su Sal 14,2-3
"Colui che cammina senza colpa, pratica la giustizia e dice la verità che ha nel cuore, non sparge calunnie con la sua lingua". Sal 14,2-3 Come vivere questa Parola? Questa strofa del Salmo 14 ritrae in ?tuttotondo' la persona dell'uomo giusto. Ne coglie i tratti caratteristici, fondamentali e, p ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 18-11-2014)
Coraggio, sono io, non abbiate paura!
Né Mosè, né Giosuè, né Elia hanno mai camminato sulle acque. Per passare da una parte all'altra hanno diviso il Mar Rosso, hanno arrestato il corso del Giordano. Cinquanta uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono di fronte, a distanza; loro due si fermarono al Giordano. Elia pre ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 19-11-2013)
Commento su Lc 19,1-10
Luca esagera, come sempre. Pone al cuore del suo vangelo la conversione impossibile, il discepolato folle, la chiamata dell'impresentabile. Gesù salva colui che nessuno voleva salvare, che nessuno poteva salvare, che nessuno avrebbe saputo come salvare. Eccetto Dio. Accade, certo che accade. Accade ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 19-11-2013)
Adozione nazionale e adozione internazionale
Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto Quante persone vorrebbero prendere in adozione un bambino, quante si mettono in moto, magari chiedendo anche prestiti o accendendo mutui, per un'adozione internazionale, più facile e più veloce da perseguire rispetto a ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-11-2013)
Oggi per questa casa è venuta la salvezza
Sempre il Signore invita l'uomo perché lo cerchi. È un invito pressante che Dio rivolge alla creatura fatta da Lui a sua immagine e somiglianza. Il Signore stesso mai smette di andare lui personalmente a cercare l'uomo per offrirgli il suo perdono e la sua vita eterna. Rendete grazie al Signore e ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-11-2013)
Commento su Luca 19, 10
Il Figlio dell'uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto. Lc 19, 10 Come vivere questa Parola? Zaccheo è una persona bisognosa di salvezza e per questo, piccolo di statura (non solo fisica, ma anche morale) sale su albero per vedere Gesù. Lo sguardo di Gesù non vede in lui un p ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20-11-2012)
Commento su Luca 19,1-10
Zaccheo è curioso, molto. Dalla vita ha ricevuto tanto: denaro, potere, obbedienza, ma poco affetto: nessuno ama un esattore delle tasse, men che meno un capo. Certo, la gente non lo ama, ma i soldi scorrono abbondanti nelle sue mani e riempiono le sue tasche. Ha saputo che da Gerico passerà quel ta ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20-11-2012)
Commento su Apocalisse 3,3
Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convertiti... Ap 3,3 COME VIVERE QUESTA PAROLA? Nelle lettere indirizzate alle sette Chiese incontriamo diverse formule che ritornano con insistenza e continuano a risvegliare in noi, lettori di oggi, la consapevolezza del ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 20-11-2012)
A salvare ciò che era perduto
Nel racconto odierno l'evangelista Luca vuole unire in uno sguardo d'insieme il correre di Zaccheo e l'amore di Gesù che lo cerca in quell'alzar gli occhi e scorgerlo fra i rami, primizia della sua offerta, che consumerà in Gerusalemme. Mentre Gesù attraversava la città, la gente si affollava intorn ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 20-11-2012)
Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto
Gli ospedali sono pieni di persone che si sentono male e che cercano nei medici l'aiuto per guarire. Anche chi sa di avere una malattia incurabile si affidano alle cure dei dottori attaccandosi alla speranza bassissima di poter guarire con tutte le loro forze. I sani che troviamo negli ospedali sono ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20-11-2012)
Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua
Dinanzi a Gesù non vi è coscienza che tenga. Questa viene svelata in ogni parte, anche quella più recondita e nascosta. Il cuore dell'uomo per Gesù è più che un libro aperto, scritto a caratteri cubitali. Niente è nascosto ai suoi occhi. Tutto invece è chiaro, palese, evidente. I suoi occhi possiedo ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 15-11-2011)
Commento su Seconda Maccabei 6,18-19
Un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell'aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s'incamminò volontariamente al supplizio. 2 Mac 6,18- ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 15-11-2011)
Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua
Il desiderio di Dio è incancellabile nel cuore dell'uomo. In fondo, anche il peccato, è un desiderio di Dio, ma deviato, errato, falso, bugiardo, menzognero. L'uomo aspira alla felicità, alla gioia, alla pace, alla ricomposizione di sé e pensa, sbagliandosi, che ciò che gli manca, possa venirgli dal ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16-11-2010)
Oggi per questa casa è venuta la salvezza
Il mistero della grazia è insondabile. Tutto è per grazia di Dio, tutto è dalla grazia, tutto si compie e si realizza nella grazia. La grazia precede ogni desiderio dell'uomo. Essa stessa lo suscita e lo muove. Lo crea nel cuore e nella mente, nei desideri e nei pensieri. È per grazia che cerchiamo ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16-11-2010)
"Zaccheo, scendi subito!"
Ecco un altro piccolo uomo che cerca Gesù! Lo cerca tra la folla, ma la sua statura non gli consente di vedere. Deve correre avanti e salire per vedere. Occorre staccarsi da terra ed elevarsi verso l'alto per vedere. Occorre essere disposti a lasciare tutto per seguire Cristo e Zaccheo era ricco, mo ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 17-11-2009)

Zaccheo è piccolo di statura. E di cuore. Ricco, molto ricco, e potente, temuto e odiato, non può far nulla davanti alla sottile vendetta dei suoi concittadini che gli impediscono di vedere, non lasciandolo passare sul ciglio della strada. È curioso, Zaccheo, sale su di un albero per vedere senza es ...
(continua)