LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Lunedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO331 ;
Il Vangelo di oggi è un insegnamento sulla preghiera. Il cieco fa un'intensa e insistente preghiera di domanda:
"Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me! ' e poi ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!"".
Una volta esaudito, la sua diventa preghiera di lode, che si allarga a tutto il popolo: "Cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio".
La preghiera di domanda ha due condizioni, e tutte e due compaiono nel racconto evangelico. La prima condizione è essere consapevoli di aver bisogno del Signore. U cieco ha questa consapevolezza, ma piuttosto confusa: lui sa di aver bisogno della vista e grida forte, e non è possibile farlo tacere, perché ha coscienza della sua miseria, della sua condizione che non è normale e vuole a tutti i costi uscirne.
La seconda condizione è la fiducia: senza di essa non ci sarebbe preghiera, ma soltanto scoraggiamento e disperazione. Se invece, nella nostra miseria, si accende la fiducia, possiamo pregare; per questo Gesù ha detto: "La tua fede ti ha salvato". La consapevolezza della propria miseria si è accompagnata alla fede nella potenza e nella misericordia del Signore: il cieco ha pregato, ha gridato, è stato esaudito e ha potuto alla fine lodare Dio.
Consapevolezza e fiducia, dunque, una consapevolezza che non deve essere motivo di tristezza: è la premessa per una preghiera autentica, perché ci fa ricorrere a Dio con un grido più sincero per essere guariti. Non dobbiamo rinchiuderci nella nostra miseria; piuttosto dire a Dio: "Signore, tu vedi come sono misero e bisognoso di te: io credo che tu, nella tua bontà, hai pietà di me e mi guarisci. Io lo credo, o Signore!". Allora la nostra preghiera sarà esaudita e potremo dare lode a Dio e alla sua infinita misericordia.

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Antifona d'ingresso
Dice il Signore:
“Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”. (Ger 29,11.12.14)


Colletta
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

1Mac 1,10-15.41-43.54-57 62-64
Grandissima fu l’ira sopra Israele.

Dal primo libro dei Maccabèi

In quei giorni, uscì una radice perversa, Antioco Epìfane, figlio del re Antioco, che era stato ostaggio a Roma, e cominciò a regnare nell’anno centotrentasette del regno dei Greci.
In quei giorni uscirono da Israele uomini scellerati, che persuasero molti dicendo: «Andiamo e facciamo alleanza con le nazioni che ci stanno attorno, perché, da quando ci siamo separati da loro, ci sono capitati molti mali». Parve buono ai loro occhi questo ragionamento. Quindi alcuni del popolo presero l’iniziativa e andarono dal re, che diede loro facoltà d’introdurre le istituzioni delle nazioni. Costruirono un ginnasio a Gerusalemme secondo le usanze delle nazioni, cancellarono i segni della circoncisione e si allontanarono dalla santa alleanza. Si unirono alle nazioni e si vendettero per fare il male.
Poi il re prescrisse in tutto il suo regno che tutti formassero un solo popolo e ciascuno abbandonasse le proprie usanze. Tutti i popoli si adeguarono agli ordini del re. Anche molti Israeliti accettarono il suo culto, sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato.
Nell’anno centoquarantacinque, il quindici di Chisleu, il re innalzò sull’altare un abominio di devastazione. Anche nelle vicine città di Giuda eressero altari e bruciarono incenso sulle porte delle case e nelle piazze. Stracciavano i libri della legge che riuscivano a trovare e li gettavano nel fuoco. Se presso qualcuno veniva trovato il libro dell’alleanza e se qualcuno obbediva alla legge, la sentenza del re lo condannava a morte.
Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda per non mangiare cibi impuri e preferirono morire pur di non contaminarsi con quei cibi e non disonorare la santa alleanza, e per questo appunto morirono. Grandissima fu l’ira sopra Israele.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 118

Dammi vita, Signore, e osserverò la tua parola.

Mi ha invaso il furore contro i malvagi
che abbandonano la tua legge.
I lacci dei malvagi mi hanno avvolto:
non ho dimenticato la tua legge.

Riscattami dall’oppressione dell’uomo
e osserverò i tuoi precetti.
Si avvicinano quelli che seguono il male:
sono lontani dalla tua legge.

Lontana dai malvagi è la salvezza,
perché essi non ricercano i tuoi decreti.
Ho visto i traditori e ne ho provato ribrezzo,
perché non osservano la tua promessa.

Canto al Vangelo (Gv 8,12)
Alleluia, alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me avrà la luce della vita.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 18,35-43
Che cosa vuoi che io faccia per te? Signore, che io veda di nuovo!


+ Dal Vangelo secondo Luca

Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Cristo è venuto per dare inizio al regno messianico: nel suo nome i malati guariscono, i morti risorgano e la salvezza viene annunziata ai poveri. Consapevoli delle tenebre che ancora ci avvolgono, invochiamo il Signore come il cieco di Gerico, dicendo:
Figlio di Davide, abbi pietà di noi!

Per i nemici di Cristo e della sua Chiesa: aprano gli occhi alla luce della verità attraverso una riflessione pacata e disponibile al cambiamento. Preghiamo:
Per coloro che sono lontani dalla fede o vivono nell'indifferenza religiosa: l’esempio dei cristiani li accompagni nella strada che conduce a Cristo. Preghiamo:
Per coloro che sono provati dalla malattia: sostenuti dalla nostra solidarietà, trovino la forza di accettare le sofferenze, certi che Gesù ha vinto il dolore e la morte. Preghiamo:
Per tutti coloro che sono nati ciechi: nell'incapacità di vedere le cose del mondo esteriore, vedano e vivano le ricchezze e le profondità del loro mondo interiore. Preghiamo:
Per la nostra comunità cristiana: rinnovi ogni giorno le promesse del battesimo, per essere sale della terra e luce del mondo. Preghiamo:
Perché i cristiani non siano di ostacolo al regno di Dio.
Per tutti coloro che vivono agli angoli delle strade.

Padre misericordioso, che ascolti il grido degli oppressi che con fiducia e insistenza si rivolgono a te, accogli la preghiera che ti rivolgiamo ed esaudiscila nel nome di Gesù Cristo tuo Figlio, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente,
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente
e ci prepari il frutto di un’eternità beata.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28)

Oppure:
Dice il Signore:
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale, che Cristo tuo Figlio
ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 14-11-2016)
Passa Gesù, il Nazareno!
In Gerico un cieco siede a mendicare lungo la strada. Un giorno però non è come gli altri giorni. In questo giorno sono molte le persone che passano. Lui è cieco, non vede. Non sa cosa stia succedendo. Chiede, s'informa, vuole sapere. Gli annunciano che sta passando Gesù, il Nazareno! Appresa la not ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 14-11-2016)
Commento su Sal 1,1
«Beato l'uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli arroganti, ma nella legge del Signore trova la sua gioia, la sua legge medita giorno e notte». Sl 1, 1 Come vivere questa Parola? Il libro dei salmi, che è stato la grande pregh ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16-11-2015)
Passa Gesù, il Nazareno!
Quanta differenza tra l'Antico e il Nuovo Testamento sulla visione di Dio. Nell'Antico Patto Mosè chiese ardentemente di vedere il Signore e dovette nascondersi nelle fenditure della roccia al passaggio del suo Signore. È come se il Signore gli avesse detto: Tu mi puoi vedere, ma da cieco. Puoi sent ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 16-11-2015)
Commento su Lc 18, 35-38
"Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Luca 18, 35-38 Come vivere questa Parola? Il mi ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 17-11-2014)
Commento su Sal 1, 3
"È come albero piantato lungo corsi d'acqua, che dà frutto a suo tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene". Salmo 1, 3 Come vivere questa Parola? L'immagine dell'albero si presta con efficacia a farci sentire com'è bella buona e utile, nel consesso umano, la presen ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-11-2014)
Che cosa vuoi che io faccia per te?
Nell'Antica Scrittura vi è un solo racconto di guarigione di un cieco. È quella di Tobi, padre di Tobia, operata per intervento prodigioso dell'Arcangelo Raffaele. Tobi si alzò e, incespicando, uscì dalla porta del cortile. Tobia gli andò incontro, tenendo in mano il fiele del pesce. Soffiò sui suo ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 18-11-2013)
Amici atei
Passa Gesù il Nazareno! Se andiamo alla stazione in un giorno di sciopero con l'idea di partire per Roma non possiamo arrivare senza biglietto, così come non possiamo, una volta giunti al terminal, mettersi a leggere il giornale senza prestare la minima attenzione ai treni in arrivo, non oblitera ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 18-11-2013)
Commento su Luca 18, 41
Che cosa vuoi che io faccia per te? Signore, che io veda di nuovo! Lc 18, 41 Come vivere questa Parola? Con quanta gioia e apprensione il cieco sentendo la folla che dice «Passa Gesù il Nazareno» (Lc 18,37) grida la sua insistente e implorante preghiera: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 19-11-2012)
Commento su Luca 18,35-43
Come il cieco di Gerico, anche noi seguiamo Gesù glorificando Dio. Lo facciamo perché abbiamo recuperato la vista interiore, perché il Maestro ha spalancato il nostro sguardo, perché ora siamo liberi e vediamo oltre le nostre piccole convinzioni. La fede è una luce che si accende nella stanza buia d ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 19-11-2012)
Un cieco era seduto a mendicare lungo la strada
Quanta forza in chi non ha forza. Avete presente un filo che nasce tra due mattoni? Le sue radici scavano fino al punto da riuscire persino a smuovere il cemento. E' la forza della vita, la Fede in qualcosa di più grande di noi. Non è la disperazione di chi non abbia nulla da perdere, ma è la gioia ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-11-2012)
Commento su Apocalisse 1,3
Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono le cose che vi sono scritte: il tempo infatti è vicino Ap 1,3 Come vivere questa parola? Le ultime due settimane del tempo liturgico ci propongono la lettura del libro della Rivelazione, quel libro misteriosa ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-11-2012)
Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me
Il Signore è Creatore potente, Salvatore della vita dei suoi fedeli. Nulla gli è impossibile. Lui può guarire l'uomo da ogni malattia, sofferenza, povertà, miseria sia spirituale che fisica. Non vi è tristezza umana dalla quale Lui non possa far risalire. Alleluia. Loda il Signore, anima mia: lod ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 14-11-2011)
Commento su Luca 18,35-38
Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: "Passa Gesù, il Nazareno!". Allora gridò dicendo: "Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!". Lc 18,35-38 Come vivere questa Parola? Nel decisi ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 14-11-2011)
Passa Gesù, il Nazareno!
La nascita della fede in un cuore è un percorso carico di mistero. Essa però ha un'origine ben precisa, esatta: la perfetta verità sulla persona di Cristo Gesù. Noi non crediamo in una Parola, anche se vera, e neanche in una verità, anche se perfetta. Non crediamo in dei principi non negoziabili. Tu ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 15-11-2010)
Che cosa vuoi che io faccia per te?
Esistono due tipi di fede: quella utile e l'altra inutile. La fede inutile è l'accoglienza nel nostro cuore di una verità filosofica, metafisica, teologica di Dio, fatta di pensieri, riflessioni, principi, assiomi, deduzioni, infinite elaborazioni, in realtà tutte cose verissime su Dio, tuttavia Dio ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 15-11-2010)
«Passa Gesù, il Nazareno!».
Data la situazione di peccato, la nostra conseguente fragilità, è molto probabile ritrovarci come il povero di Gèrico: ciechi, immobili, sulla strada come mendicanti di luce, di pane e soprattutto di qualcuno che abbia pietà del nostro misero stato. Siamo già fortunati se qualcuno ci avverte che sta ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 16-11-2009)

Passa il Signore. Passa nella nostra vita, quando meno ce lo aspettiamo, passa quando tutto, intonro a noi, è buio fitto. Passa, e ce ne accorgiamo perché qualcuno ne parla, perché ne avvertiamo la presenza. "Passa Gesù Nazareno": questo e solo questo dev'essere l'annuncio della Chiesa, il suo grido ...
(continua)