LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Mercoledì della XXXII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO323 ;
In questo Vangelo Gesù sottolinea l'importanza del ringraziamento, della riconoscenza. Egli ha guarito dieci lebbrosi, ma soltanto uno straniero ritorna a ringraziarlo. Gli altri erano abituati ai benefici di Dio, credevano di averne diritto e non hanno ritenuto doveroso ringraziare.
Noi che riceviamo moltissimo da Dio a volte siamo meno riconoscenti di quelli che, vissuti lontani da lui, quando lo conoscono sono pieni di meraviglia per la sua bontà. Se lasciamo che nel nostro cuore si insinui l'abitudine di non rendere grazie, ci allontaniamo dal Signore, perché il ringraziamento è necessario per completare il beneficio di Dio. Soltanto a questo straniero venuto a ringraziare Gesù ha potuto dire: "La tua fede ti ha salvato". Gli altri hanno ricevuto la guarigione, se ne sono andati felici di essere guariti, ma non sono in relazione con Dio, non hanno la fede che salva.
Il rendimento di grazie, in un certo senso, chiude il circuito con Dio, stringe il legame con lui, ed è questa la cosa importante. Ricevere un beneficio in fondo è secondario: importante è essere in relazione con il benefattore, con colui che dà. Un bambino deve ricevere tutto quanto ha bisogno, ma non è importante che lo riceva a volte da uno e a volta da un altro, dal punto di vista materiale; importante è che egli si senta amato dalla mamma, altrimenti il suo cuore non si svilupperà, non potrà crescere nell'amore, perché gli sarà mancato il rapporto con una persona che lo ama.
Dio vuole che noi sentiamo il suo amore, vuole che lo riconosciamo, non perché è geloso dei suoi diritti, ma proprio perché non vuol darci solo dei benefici: vuol dare se stesso. Riconoscendo i suoi doni noi ci mettiamo in relazione con lui, completiamo quel rapporto che egli ha iniziato e che non può essere perfetto senza la nostra collaborazione. Per questo è importante l'azione di grazie, perché è riconoscere che Dio ci ama, invece di assaporare egoisticamente i suoi benefici richiudendoci in noi stessi. E un nutrimento per l'anima approfittare di ogni dono di Dio per avvicinarsi di più a lui, rallegrarsi del suo amore, della sua bontà.
E a questa gioia che Gesù ci chiama insistendo sul dovere della riconoscenza.
È anche chiaro che la riconoscenza, mettendoci nel giusto atteggiamento, è un grande aiuto nella vita spirituale. Chi non è riconoscente cade infallibilmente nell'egoismo e nell'orgoglio, mentre chi è riconoscente è liberato da queste tentazioni. Dovremmo essere riconoscenti non soltanto quando riceviamo un beneficio, ma in tutte le nostre azioni, come lo era Gesù che ringraziava continuamente il Padre. Anche durante la passione egli ringraziava il Padre, anzi la passione stessa è un sacrificio di ringraziamento, come dimostra l'istituzione dell'Eucaristia. Gesù rende grazie a Dio, riceve da Dio l'imminente passione come un suo meraviglioso dono, attraverso il quale il Padre glorifica il Figlio e permette al Figlio di glorificarlo.
Anche noi possiamo ringraziare Dio ricevendo da lui tutte le nostre azioni, facili o difficili che siano: così siamo nel giusto rapporto con lui e siamo liberati dalle insufficienze umane, dalle imperfezioni umane, dalle tentazioni. Quando tutto va bene, se non ringraziamo Dio, se non pensiamo che questo è un dono meraviglioso che ci aiuta a crescere nel suo amore e nell'amore per gli altri, istintivamente ci compiacciamo di noi stessi e snaturiamo la grazie che Dio ci ha appena dato, invece di vivere nell'amore. E quando le cose non vanno bene, se invece di indispettirci, di scoraggiarci apriamo gli occhi a vedere nella fede che Dio sta lavorando in noi per renderci somiglianti al suo Figlio che ha sofferto e per questo è stato glorificato, il nostro cuore è cambiato. Invece di sprofondare nell'amarezza ci voltiamo verso la vera luce e così troviamo la sorgente della generosità. La vera generosità non è lo sforzo titanico di rendersi eroici; la vera generosità si riceve da Dio con riconoscenza e amore.
Domandiamo al Signore di mettere in noi il desiderio di ringraziarlo sempre, quel desiderio che nella messa esprimiamo dicendo: "E cosa buona e giusta renderti grazie". L'Apostolo Paolo ripete continuamente ai cristiani che devono rendere grazie e ne dà egli stesso l'esempio: all'inizio di tutte le sue lettere la sua anima si espande nel rendimento di grazie per tutto il bene che Dio compie per mezzo di lui e di tutte le Chiese. Chiediamo dunque al Signore di vivere ogni nostra giornata come "Eucaristia", cioè rendimento di grazie, ricevendo da lui ogni nostra opera come un nutrimento: "Mio cibo è fare la volontà del Padre mio".

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Antifona d'ingresso
La mia preghiera giunga fino a te;
tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera. (Sal 88,3)


Colletta
Dio grande e misericordioso,
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te,
perché, nella serenità del corpo e dello spirito,
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Sap 6,1-11
Ascoltate, o re, perché impariate la sapienza.

Dal libro della Sapienza

Ascoltate, o re, e cercate di comprendere;
imparate, o governanti di tutta la terra.
Porgete l’orecchio, voi dominatori di popoli,
che siete orgogliosi di comandare su molte nazioni.
Dal Signore vi fu dato il potere
e l’autorità dall’Altissimo;
egli esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi:
pur essendo ministri del suo regno,
non avete governato rettamente
né avete osservato la legge
né vi siete comportati secondo il volere di Dio.
Terribile e veloce egli piomberà su di voi,
poiché il giudizio è severo contro coloro che stanno in alto.
Gli ultimi infatti meritano misericordia,
ma i potenti saranno vagliati con rigore.
Il Signore dell’universo non guarderà in faccia a nessuno,
non avrà riguardi per la grandezza,
perché egli ha creato il piccolo e il grande
e a tutti provvede in egual modo.
Ma sui dominatori incombe un’indagine inflessibile.
Pertanto a voi, o sovrani, sono dirette le mie parole,
perché impariate la sapienza e non cadiate in errore.
Chi custodisce santamente le cose sante sarà riconosciuto santo,
e quanti le avranno apprese vi troveranno una difesa.
Bramate, pertanto, le mie parole,
desideratele e ne sarete istruiti.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 81

Àlzati, o Dio, a giudicare la terra.

Difendete il debole e l’orfano,
al povero e al misero fate giustizia!
Salvate il debole e l’indigente,
liberatelo dalla mano dei malvagi.

Io ho detto: «Voi siete dèi,
siete tutti figli dell’Altissimo,
ma certo morirete come ogni uomo,
cadrete come tutti i potenti».

Canto al Vangelo (1Ts 5,18)
Alleluia, alleluia.
In ogni cosa rendete grazie:
questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 17,11-19
Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.


+ Dal Vangelo secondo Luca

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Eleviamo al Padre la nostra preghiera, chiedendogli che la voglia esaudire perché voce di Cristo suo Figlio. Diciamo insieme:
Signore, abbi pietà di noi.

Perché la Chiesa, immacolata nel suo Capo e nei suoi santi, giunga alla purificazione anche di tutti i suoi membri, clero e fedeli. Preghiamo:
Perché siamo docili allo Spirito che ci domanda d'essere come sale che tutto insaporisce, come luce che dona splendore. Preghiamo:
Perché l'umanità riconosca in te colui che può guarirla dalla lebbra della violenza e della vendetta. Preghiamo:
Perché il mondo del lavoro tenda sempre più alla giustizia e all'onestà. Preghiamo:
Perché gli anziani sappiano portare la croce della terza età uniti a Cristo, per la redenzione di chi è nel pieno vigore delle forze. Preghiamo:
Per gli insegnanti dei nostri figli.
Per chi ci ha arrecato offesa e danno.

Signore nostro Dio, la gioia di cui abbiamo fame, dipende da te e da noi. Il tuo apporto non viene mai a mancare, ma il nostro è soggetto a mille incostanze. Rinvigorisci i nostri propositi e rendici degni di portare il nome di Cristo tuo Figlio e nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Volgi il tuo sguardo, o Padre,
alle offerte della tua Chiesa,
e fa’ che partecipiamo con fede
alla passione gloriosa del tuo Figlio,
che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il Signore è mio pastore, non manco di nulla;
in pascoli di erbe fresche mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce. (Sal 23,1-2)

Oppure:
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore,
nello spezzare il pane. (Lc 24,35)


Preghiera dopo la comunione
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre;
la forza dello Spirito Santo,
che ci hai comunicato in questi sacramenti,
rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 15-11-2017)
Andate a presentarvi ai sacerdoti
Secondo il Libro del Levitico è ministero del sacerdote dichiarare una persona affetta da lebbra, escludendola dalla comunità. È anche suo ministero dichiararla guarita, offrire il sacrificio per la purificazione avvenuta, riammetterla in seno al popolo di Dio. Chi perde i capelli del capo è calvo, ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 15-11-2017)
Commento su Sap 6, 1
?Ascoltate, o re, e cercate di comprendere; imparate, o governanti di tutta la terra.? Sap 6, 1 Come vivere questa Parola? Prendiamo il primo versetto della lettura di oggi e preghiamo per i nostri governanti. Il capitolo 6 descrive questi governanti come sicuri di sé, autoreferenziali. Il poter ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 11-11-2015)
Era un Samaritano
I dieci lebbrosi che vanno incontro a Gesù, si fermano a distanza e così gridano: "Gesù, maestro, abbi pietà di noi!". Il maestro nel libro del profeta Isaia è Dio, il Signore che sempre interviene per insegnare al suo popolo la via della giustizia e della verità. Eppure il Signore aspetta con fidu ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 11-11-2015)
Commento su Sap. 6,1-2
"Ascoltate, o re, e cercate di comprendere: imparate o governanti di tutta la terra (...) dal Signore vi fu dato il potere e l'autorità dall'Altissimo." Sap. 6,1-2 Come vivere questa Parola? E chiaro. Chi governa è chiamato a esercitare il potere e l'autorità. Anzi, meglio: esercitare con autori ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 12-11-2014)
Commento su Lc 17, 15-19
«Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: "Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a render gloria a ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 12-11-2014)
E mentre essi andavano, furono purificati
I miracoli di Gesù manifestano qualcosa di sorprendentemente nuovo. Alcuni di essi non avvengono all'istante. Si compiono lungo un tragitto, per via. È quanto avviene alle nozze di Cana. I servi trasportano acqua. Mentre si porta si trasforma in vino. Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 13-11-2013)
Commento su Lc 17,11-19
Sono solo lebbrosi, non samaritani o ebrei. Il dolore ci rende uguali, elimina le differenze, la disperazione cuce rapporti impensabili. E urlano, chiedono salvezza, chiedono di essere riammessi nel mondo dei vivi. Gesù li ascolta ma chiede di andare dai sacerdoti del tempio: la guarigione è in un p ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 13-11-2013)
Felici di esserci
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi Facciamo tante esperienze nel corso della nostra vita, vediamo tante persone, ci troviamo coinvolti in mille situazioni di diversa natura. In un modo o in un altro, mossi da stimoli diversi, quasi tutti aiutiamo qualcuno, direttamente ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 13-11-2013)
Commento su Sapienza 6,3
Dal Signore vi fu dato il potere e l'autorità dall'Altissimo Sap 6,3 Come vivere questa Parola? Riflettiamo pure a cuor sereno sul fatto che quanti occupano posti di grande Autorità e Potere (sia nella Chiesa che nella società civile) hanno grande responsabilità circa il modo di gestire potere e ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13-11-2013)
Andate a presentarvi ai sacerdoti
Il Vangelo va letto con somma attenzione. Entrare nel suo spirito non è facile. A nessuno però è lecito rimanere in superficie. Una lettura superficiale, sommaria, estemporanea, fantasiosa è deleteria per l'umanità intera. Gesù chiede che quanti si avvicinano a Lui per implorare un qualche miracolo ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 14-11-2012)
Commento su Luca 17,11-19
La malattia accomuna i lebbrosi, non ci sono divisioni sociali ed etniche davanti al dolore. Li accomuna la disperazione che li spinge a supplicare il Maestro di Nazareth ad occuparsi di loro. E il Signore accetta e li invia dai sacerdoti a certificare una guarigione che ancora non esiste. È un perc ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 14-11-2012)
Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?
Tutti noi ci siamo spesso trovati a fare piccoli o grandi favori a qualcuno. La vita in famiglia, in una comunità, sul posto di lavoro, a contatto con il pubblico, nella quotidianità delle nostre città ci porta ad interagire quasi ogni istante con qualcuno. Spesso siamo nella posizione, per esperien ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 14-11-2012)
E gli altri nove dove sono?
È giustizia perfetta lodare, benedire, ringraziare il Signore per tutto il bene che opera per noi. La riconoscenza è dell'uomo giusto, pio, onesto, vero. Riconoscere ciò che Dio fa per noi è segno di vera umanità. Riceviamo tutto, per tutto esaltiamo il Signore. Ti loderò, Signore, re, e ti cante ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 14-11-2012)
Commento su Luca 17,15-16
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro, lodando il Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Lc 17,15-16 Come vivere questa parola? Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù incontra dieci lebbrosi che dicono ad alta voce: Gesù, maestro, abbi pietà di n ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 10-11-2010)
E gli altri nove dove sono?
In ogni atteggiamento, parola, gesto, risposta, reazione di Gesù è rivelato il mistero di Dio e dell'uomo. Niente di quanto opera Gesù è senza un contenuto di mistero. Tutto invece racchiude un mistero insondabile, che è giusto che noi scopriamo, con l'aiuto dello Spirito Santo, in modo che noi impa ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 10-11-2010)
I dieci lebbrosi
I lebbrosi, ai tempi del Signore, erano gli emarginati per eccellenza, e lo sono rimasti quasi fino ai nostri giorni. Soltanto alcuni pietosamente lanciavano a distanza qualche tozzo di pane o qualcosa da mangiare. La loro malattia, assolutamente incurabile, era ritenuta motivo di contagio, di conta ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 11-11-2009)

Dieci sono stati sanati, uno solo si è salvato. I lebbrosi che urlano la loro disperazione a Gesù hanno la memoria corta. E il cuore piccino. Hanno ottenuto ciò che hanno chiesto e la loro guarigione (come la nostra) avviene progressivamente, mentre obbediscono a Gesù che obbedisce alla prescrizioni ...
(continua)