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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Sant'Ignazio di Antiochia

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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Rosso
Scheda Agiografica: Sant'Ignazio di Antiochia
S1017 ; DO282

Nelle tre virtù teologali la speranza si trova tra la fede e la carità: si appoggia alla fede e dà slancio alla carità. Avere molta speranza è come orientarsi verso la cima di una montagna: chi vuoi raggiungerla desidera superare tutti gli ostacoli per poter contemplare il meraviglioso panorama che si gode dall'alto.
Sant'Ignazio d'Antiochia era colmo di un'immensa speranza; non assomigliava a quelli che san Paolo descrive nella lettera ai Filippesi, privi di speranza perché sono "tutti intenti alle cose della terra". Nella lettera agli Efesini san Paolo attribuisce alla mancanza di speranza tutta l'immoralità del mondo pagano: non avendo speranza, si sono abbandonati ai loro desideri impuri, che li trascinano in basso. I cristiani invece sono uomini e donne ricchi di una grande speranza, sanno di essere cittadini del cielo "e di là aspettano come Salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso".
Anche il Signore, nel Vangelo di oggi, ci anima a una grande speranza: la speranza di conservare la nostra vita per la vita eterna, di essere con lui dove egli e, cioè nella gloria del Padre, di essere onorati dal Padre: "Se uno mi serve, il Padre lo onorerà". "Chi ha questa speranza dice san Giovanni si conserva puro". E la speranza a dare la forza di resistere alle tentazioni, a dare il coraggio di resistere nelle difficoltà. Nella Colletta della messa di oggi chiediamo a Dio che la passione di sant'Ignazio di Antiochia sia per noi fonte di fortezza nella fede. Perché possiamo pregare cosi? Perché essa è una manifestazione di grande speranza. Sant'Ignazio ha avuto il coraggio di perdere la vita per guadagnarla. Scrivendo ai Romani egli dice:
"C'è in me un'acqua viva che mi sussurra: Vieni al Padre!". E l'espressione della sua speranza: la parola di Cristo è diventata in lui come una sorgente che vuol zampillare fino al Padre. Egli ardeva dal desiderio di guadagnare Cristo e per questo vedeva la necessità di essere simile a lui nella passione, di essere macinato dai denti delle belve per diventare frumento di Cristo. "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto", leggiamo nel Vangelo. Nella sua grande speranza egli corre incontro al martirio, con un coraggio intrepido; scrive ai Romani di non intervenire per allontanare da lui quelle sofferenze che sono la ragione della sua speranza, perché grazie ad esse potrà ricevere la più grande grazia di Dio, la vittoria del martirio e infine la gloria di essere accanto a Cristo.
Ed ora Ignazio splende ai nostri occhi come un santo ardente di fervore e di amore, che ci fa vergognare dei nostri atteggiamenti di fronte alle piccole difficoltà della nostra vita. Come san Paolo scrive ripetutamente, dovremmo poter dire: "Noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce la pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza". Ed è una speranza che non delude.

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Antifona d'ingresso
Sono stato crocifisso con Cristo:
non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me;
io vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (Gal 2,19-20)


Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che nel sacrificio dei martiri
edifichi la tua Chiesa, mistico corpo del Cristo,
fa’ che la gloriosa passione
che meritò a sant’Ignazio una corona immortale,
ci renda sempre forti nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Rm 1,16-25
Gli uomini, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato come Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, io non mi vergogno del Vangelo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo, prima, come del Greco. In esso infatti si rivela la giustizia di Dio, da fede a fede, come sta scritto: «Il giusto per fede vivrà».
Infatti l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute.
Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.
Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 18

I cieli narrano la gloria di Dio.

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio.

Canto al Vangelo (Eb 4,12)
Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva, efficace;
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 11,37-41
Date in elemosina, ed ecco, per voi tutto sarà puro.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore dà a ogni uomo la possibilità di conoscerlo e di amarlo. Perché questo suo dono si avveri, diciamo insieme:
Purifica il nostro cuore, Signore.

O Signore, suscita costantemente nella tua Chiesa dei maestri di verità e dei testimoni di carità, perché essa sia, in mezzo al mondo, fiaccola che illumina ed esempio che trascina. Preghiamo:
O Signore, aiuta gli uomini a non offuscare il loro cuore con il disordine morale del peccato e con l'orgoglio della mente, ma riconosciamo te, creatore e redentore. Preghiamo:
O Signore, conforta tutti quelli che non si sentono amati e riconosciuti, perché gustino il tuo amore incondizionato di Padre e sia colmato il vuoto del loro cuore. Preghiamo:
O Signore, aiuta tutti noi ad essere sempre schietti e sinceri, e fà che il servizio della verità non ostacoli mai il rispetto reciproco e la carità. Preghiamo:
O Signore, ravviva la sorgente del nostro amore, perché le nostre relazioni con gli altri non si fermino alla superficie ma arrivino al cuore dei fratelli. Preghiamo:
Perché la diplomazia internazionale sia basata sull'onestà e il disinteresse.
Perché gli educatori sappiano coltivare l'innocenza e la purezza di cuore dei bambini.

O Padre, tu che ami incondizionatamente le tue creature, e pur detestando il peccato non rifiuti il peccatore, concedi sempre a noi il coraggio di stare dinanzi a te per essere ricolmati della tua grazia santificante. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore,
l’offerta del nostro servizio sacerdotale,
come hai gradito il sacrificio di sant’Ignazio,
frumento del Cristo macinato nel martirio,
per formare il pane a te consacrato.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Sono frumento del Cristo:
ch’io sia macinato dai denti delle belve
per diventare pane puro e santo.


Preghiera dopo la comunione
Ci sostenga e ci rinnovi, Signore,
il pane che abbiamo spezzato alla tua mensa
nella nascita al cielo
del martire sant’Ignazio,
perché con le parole e con le opere
ci dimostriamo autentici cristiani.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 11-10-2016)
Commento su Gal 5, 6
«In Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità». Gal 5, 6 Come vivere questa Parola? Una delle schiavitù più assurde a cui ci sottoponiamo, spesso senza che nessuno effettivamente ci costringa, è quella delle pratiche ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 11-10-2016)
Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro
L'attaccamento alla ricchezza è il frutto di un cuore che è sporco, lurido, nel quale è impossibile che vi possa abitare il Signore. Quando il cuore è pulito, perché ogni sporcizia è stata tolta fuori, Dio può abitare in esso e subito respira di grande libertà. L'uomo ha bisogno di un Dio. È la sua ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13-10-2015)
Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro
La vera religione è rivelata dalla purezza, limpidità, mitezza, umiltà del cuore. Il cuore è puro quando in esso c'è spazio solo per la carità, la misericordia, la compassione, la verità, la condivisione, la vera comunione con ogni fratello. Se un solo uomo dovesse essere escluso dal cuore, non siam ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 13-10-2015)
Commento su Rm.1,16
"Io non mi vergogno del Vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede" Rm.1,16 Come vivere questa Parola? La Parola di Dio, riesce a scavare là dove trova cuori disponibili, facendo emergere quell'impronta divina che neppure il peccato riesce a cancellare. Anche ai nostri gio ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 14-10-2014)
Commento su Gal 5,6
"In Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità". Gal 5,6 Come vivere questa Parola? Vivere in Cristo Gesù è il grande segreto del vero cristiano. E ciò significa non perdersi in straducole polverose di affidamento a c ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 14-10-2014)
Il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria
Dio, che è carità, che è divino ed eterno amore, in ogni uomo ha scritto questa sua verità. L'uomo è uomo secondo verità di natura, se è perennemente visibile immagine del Dio che lo ha fatto e che è purissimo amore. Egli vivrà la verità del suo essere, se amerà Dio e il prossimo con lo stesso amore ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 15-10-2013)
Commento su Lc 11,37-41
Il fariseo che invita Gesù non sa in che vespaio si è andato ad infilare... Gesù non le manda certo a dire e non capisce la ragione per cui chi ti invita a pranzo poi pretenda che tu segua le sue norme e prescrizioni. Mancanza di educazione che rivela la piccola statura morale dei farisei, convinti ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 15-10-2013)
Date in elemosina quel che c'è dentro
Quanta falsità c'è fra le persone. Tutti disponibili a grandi sorrisi, a belle formalità, a saluti con l'inchino, ma poi siamo pieni di ipocrisia. Siamo pronti a sventolare la bandiera dell'amore fraterno, ma dentro pensiamo di ributtare in mare gli immigrati. Siamo pronti a urlare contro la pedofil ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 15-10-2013)
Commento su Luca 11, 39
Voi farisei purificate l'esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità. Lc 11, 39 Come vivere questa Parola? Gesù è stato invitato a pranzo da un fariseo e si asside a mensa senza le rituali purificazioni, con grande scandalo del suo ospite. È tipico dei ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 15-10-2013)
Ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria
L'uomo è abile, esperto nel camuffare. Sa come nascondere il male, come farlo passare per un grande bene, come sviare l'attenzione da esso. Il male camuffato, abbellito, mimetizzato solo per visione in spirito lo si può vedere in tutta la sua gravità. Sovente esso è così nascosto e vissuto nelle par ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 16-10-2012)
Commento su Luca 11,37-41
Ha avuto coraggio, il fariseo, ad invitare Gesù a cena. Ha avuto coraggio, rischia di essere guardato con sospetto dai suoi compagni devoti, eppure osa. Considera Gesù un uomo degno di essere invitato alla sua casa, occorre riconoscerlo. Eppure non esce dal suo schema: Gesù non si fa nemmeno le ablu ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 16-10-2012)
Date in elemosina quel che c'è dentro, ed ecco, tutto per voi sarà mondo
Cosa dobbiamo donare agli altri? Il nostro superfluo? Quello che non ci interessa, ciò che non ci serve più? Sarebbe facile. Madre Teresa diceva che un dono non venga dal superfluo, il dono deve fare male, affinché il donatore possa anzitutto edificare se stesso. Che merito ci sarebbe a donare un'or ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16-10-2012)
Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro
Maestro nell'insegnamento dell'elemosina è Tobi. Quest'uomo vede l'elemosina come il principio, la sorgente, la fonte della vera salvezza. È un vero precursore del Vangelo. Il Vangelo non insegna forse che la salvezza eterna è il frutto della nostra elemosina? Al tempo di Salmanàssar facevo spess ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 16-10-2012)
Commento su Luca 11,41
Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Lc 11,41 Come vivere questa Parola? Domenica scorsa abbiamo riflettuto sull'uomo saggio che si apre alla verità, alla rivelazione di Dio/Amore in Cristo e si converte. Nel brano odierno Gesù trascura uno dei ta ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 11-10-2011)
Commento su Romani 1,22-23
Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un'immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. (Rm 1,22-23) Come vivere questa Parola? Tutta la Scrittura non fa' che elogiare la sapienza: "Non la ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 11-10-2011)
Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro
Tra il peccato e la grazia vi è lo stesso abisso invalicabile che regna tra il Paradiso e l'inferno. Non vi è alcuna comunione di comprensione, accoglienza, verità, santità. Gesù è il Santo di Dio. È il Dio Santo. È Santissimo come vero Dio ed anche come vero uomo. Lui è sempre governato, mosso, gu ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 12-10-2010)
Date in elemosina quello che c'è dentro
È facile per la nostra fede corrompersi, degenerare, deviare dal retto cammino tracciato dal Signore. La nostra fede è ascolto integro e puro della Parola di Dio. È osservanza dei Comandamenti, delle Beatitudini, del Vangelo. È vita morale altissima. Quando la moralità di un popolo si abbassa, è seg ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 13-10-2009)

È esigente il Signore, specialmente con noi devoti. Chiede una sintonia assoluta fra il dentro e il fuori, fra il detto e il vissuto. All'apparenza anarchico e senza regole, in realtà il Signore riporta la Legge di Dio alla sua radice, alla sua origine, come manifestazione di fede, non come ostentaz ...
(continua)