LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Venerdì della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO155 ;
Si potrebbe vedere un certo contrasto tra le minuziose prescrizioni dell'Esodo riguardanti l'agnello pasquale e le parole di Gesù nel Vangelo di oggi: "Misericordia voglio e non sacrificio".
Parlando così Gesù esprime lo spirito dell'Antico Testamento, tutto simboli. Per esempio, il sangue di un agnello non è capace di salvare, così tutte le prescrizioni del sacrificio non sono cose essenziali, ma precisano il significato del simbolo. L'agnello è precisato due volte deve essere mangiato "non crudo, nè bollito nell'acqua, ma solo arrostito al fuoco". Qui possiamo trovare qualcosa che mette in rapporto "sacrificio" e "misericordia". La morte di Gesù è totale dono di sé, supremo sacrificio, atto di misericordia. Ora, Gesù nella sua passione è trasformato dallo Spirito Santo che è il vero fuoco, fuoco di carità e di misericordia. La carne "arrostita al fuoco" suggerisce questo vero sacrificio.
La vita cristiana non è fatta di sacrifici rituali, ma è unione con Cristo. Quando partecipiamo alla Messa non siamo presenti a una funzione, ma ci uniamo a Gesù, offrendo la nostra vita nella sua, per essere consumati nel fuoco dell'amore.
"Misericordia voglio e non sacrificio". Gesù riporta questa frase della Scrittura al termine di una controversia con i farisei, scandalizzati contro i suoi discepoli che in giorno di sabato coglievano spighe per sfamarsi. I farisei erano certi di essere nel giusto e di fare la volontà di Dio accanendosi su innumerevoli prescrizioni, dettagli, minuzie. Ma questa non è saggezza evangelica. Dio si è manifestato come liberatore e vuole che il nostro slancio verso di lui sia obbedienza di figli liberi, obbedienti perché liberi, capaci di considerare le situazioni, di giudicare, di decidere per il bene. Dio vuole che viviamo nella carità e ogni precetto. è subordinato ad essa: "Il sabato è fatto per l'uomo, non l'uomo per il sabato". Così la nostra vita renderà testimonianza a lui, Dio che crea uomini liberi.

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Antifona d'ingresso
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)


Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Es 11,10-12,14
Al tramonto immolerete l’agnello; io vedrò il sangue e passerò oltre.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Mosè e Aronne avevano fatto tutti quei prodigi davanti al faraone; ma il Signore aveva reso ostinato il cuore del faraone, il quale non lasciò partire gli Israeliti dalla sua terra.
Il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto: «Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne.
Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno.
In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con àzzimi e con erbe amare. Non lo mangerete crudo, né bollito nell’acqua, ma solo arrostito al fuoco, con la testa, le zampe e le viscere. Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato, lo brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!
In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto.
Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 115

Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 12,1-8
Il Figlio dell’uomo è signore del sabato.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù Cristo è la buona notizia, l'agnello che ci salva, il tempio del nostro incontro con Dio, la voce di ogni preghiera. Per lui e con lui ci rivolgiamo al Padre, dicendo:
Donaci la tua vita, Signore.

Per la Chiesa tutta, perché irradi nel mondo la notizia e la gioia della pasqua, Cristo salvatore e liberatore. Preghiamo:
Per tutti i popoli che soffrono la fame e le migrazioni, perché il Signore ascolti il loro grido e aiuti noi a praticare la giustizia e la fratellanza. Preghiamo:
Per chi si sente oppresso da leggi ingiuste e miopi, perché trovi la forza e la dignità della coscienza illuminata dalla tua parola. Preghiamo:
Per chi soffre per la morte, la lontananza, il distacco dalle persone care, perché trovi conforto nella speranza cristiana e nell'amicizia delle nostre comunità. Preghiamo:
Per la nostra comunità, perché celebri la domenica nella gratuità della lode al Signore e nella generosità verso i fratelli. Preghiamo:
Per chi non ha ancora incontrato un volto misericordioso.
Per chi si lascia facilmente andare al giudizio e alla condanna degli altri.

Dio onnipotente, accogli le preghiere che ti rivolgiamo con la voce dello Spirito Santo, e mettici in cammino per seguire i passi del tuo Figlio Gesù, salvatore nostro, il quale vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera,
e trasformali in cibo spirituale
per la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. (Sal 84,4-5)

Oppure:
Dice il Signore: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue,
rimane in me e io in lui”. (Gv 6,56)


Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che per la comunione a questi santi misteri
si affermi sempre più nella nostra vita
l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21-07-2017)
Non avreste condannato persone senza colpa
Ogni uomo, chiunque esso sia, religioso o politico, mai potrà farsi una sua legge e in nome di essa condannare quanti non la osservano. La condanna è somma ingiustizia. Il cristiano deve però imitare in tutto Gesù Signore. Sottoporsi fino alla morte alla legge iniqua, purché non sia in contrasto con ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-07-2015)
Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio
Gesù è più grande del tempio, perché Lui è il Nuovo Tempio di Dio. È il Tempio unico, esclusivo del Padre celeste. San Paolo ci rivela che in Cristo, vero Tempio del Padre, Dio abita corporalmente con la pienezza della sua divinità. Nel tempio di Gerusalemme la sua presenza era solo nello spirito. I ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 18-07-2014)
Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio
È giusto che oggi ci domandiamo: Cosa è la vera religione? In cosa essa consiste? Qual è il cuore della sua verità? Quali le vie che sempre dobbiamo percorrere per conservarla pura, santa, incontaminata? Cosa la rende impura? Cosa la trasforma in una cosa immonda? La mia, la tua, la nostra possiamo ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 19-07-2013)
Commento su Mt 12,1-8
No Signore, siamo onesti, proprio non abbiamo ancora capito cosa significhi "misericordia io voglio e non sacrifici". Non lo hanno capito i farisei, non lo capiamo noi. Meglio il sacrificio, meglio una visione lugubre e sanguinante della fede, per poterti rinfacciare quanto abbiamo patito durante la ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 19-07-2013)
Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa
Stiamo perdendo il senno, politici che insultano le persone di colore paragonandoli alle scimmie, altri che usano il disinfettante prima di sedersi dove si sono seduti gli stranieri, altri ancora che vorrebbero la distinzione dei servizi per etnie. Ma il fondo si è toccato in questi giorni quando il ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20-07-2012)
Commento su Matteo 12,1-8
No, Signore, non abbiamo capito, nemmeno noi. Come i farisei, non abbiamo capito cosa significa che tu desideri la misericordia e non i sacrifici. A volte anche noi riduciamo la fede ad un elenco di regole da rispettare, di riti da celebrare, di preghiere da mandare a memoria e da recitare svogliata ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20-07-2012)
Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato
Dio è il Signore dell'uomo. Lo attesta la Legge che Lui dona al suo popolo. "Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 15-07-2011)
Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio
La legge di Dio è santa ed è sempre legge di amore, carità, misericordia, compassione, più grande servizio all'uomo. Mai essa è contro l'uomo, mai contro le sue esigenze vitali, mai contro la sua quotidiana esistenza. Il Salmo così canta la bellezza della Legge del Signore: "La legge del Signore è p ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16-07-2010)
Misericordia io voglio e non sacrifici
Per fame, i discepoli di Gesù, di sabato, colgono delle spighe e mangiano i chicchi di grano in esse contenute. È lo scandalo. I farisei si strappano le vesti della loro religiosità e gridano alla violazione della legge del sabato. Il loro retro pensiero, o pensiero non espresso su Gesù, è questo. ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 17-07-2009)

No, Signore, spesso anche noi, come i farisei, non abbiamo capito cosa significa Misericordia voglio e non sacrificio. E ci appelliamo alla legge, alla norma, condanniamo ferocemente il peccato e la trasgressione. Degli altri. E pesiamo con il bilancino le regole, disquisiamo su mille questioni di l ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 18-07-2008)

Accade, lo sappiamo. La fede è affare del cuore, coinvolgimento totale, sorriso dell'anima, evento più simile all'innamoramento che alla dimostrazione scientifica. Eppure, è normale che accada, anche la più totale spontaneità diventa, col tempo, codifica, norma, regola. Anzi: è bene che sia così, è ...
(continua)