LA CHIESA

      


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LITURGIA

> 18 Luglio 2017 <

Domenica 16 Luglio 2017

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Martedì della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO152 ;
La prima lettura di oggi ci dà un insegnamento per i tempi di angustie e di avversità, la seconda per quando le cose vanno bene.
Nel testo dell'Esodo a ogni passo si incontrano difficoltà. Gli Ebrei, ridotti in schiavitù, con la uccisione dei figli maschi si stanno avviando all'estinzione: tutto sembra perduto. il bambino, che la madre non può più tenere nascosto, viene affidato alle acque del Nilo, e sembra destinato a sicura morte. Invece vive, è raccolto dalla figlia del faraone ed è educato come un piccolo egiziano. Cresciuto, si fa difensore dei suoi fratelli oppressi, e si direbbe che per essi spunti un'alba di speranza, ma deve fuggire: sembra proprio che il Signore abbia abbandonato il suo popolo. Invece la nascita di Mosè è veramente l'inizio della liberazione. In quel momento però nessuno sa niente di questo bambino salvatore, che pure sarà il condottiero preparato da Dio per ridare al suo popolo la libertà.
In tutte le circostanze avverse il Signore ci domanda di avere ferma fiducia in lui, presente e operante in mezzo a noi e che certamente prepara la soluzione delle difficoltà, soluzione sempre positiva, perché disposta dal suo amore. La croce di Gesù fu l'inizio di una vita nuova.
Nel Vangelo invece si parla di un intervento di Dio straordinario e palese: Gesù si rivolge infatti alle città "nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli", dove quindi molte gravi difficoltà erano state risolte, molta gioia era stata vissuta per i segni compiuti da Gesù, e che "non si erano convertite". Quando tutto procede bene, in serenità, in pace, senza contrasti, dobbiamo chiederci se facciamo la nostra parte, se rispondiamo al desiderio di Dio, se i doni che egli ci fa producono frutto in noi, se di questo bene ci serviamo per fare bene, a vantaggio degli altri e a gloria di Dio.

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Antifona d'ingresso
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)


Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Es 2,1-15
Lo chiamò Mosè perché l’aveva tratto dalle acque; cresciuto in età, egli si recò dai suoi fratelli.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una discendente di Levi. La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese per lui un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi adagiò il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. La sorella del bambino si pose a osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto.
Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Ella vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L’aprì e vide il bambino: ecco, il piccolo piangeva. Ne ebbe compassione e disse: «È un bambino degli Ebrei». La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andare a chiamarti una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?». «Va’», rispose la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. La figlia del faraone le disse: «Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario». La donna prese il bambino e lo allattò.
Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli fu per lei come un figlio e lo chiamò Mosè, dicendo: «Io l’ho tratto dalle acque!».
Un giorno Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i loro lavori forzati. Vide un Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi fratelli. Voltatosi attorno e visto che non c’era nessuno, colpì a morte l’Egiziano e lo sotterrò nella sabbia.
Il giorno dopo uscì di nuovo e vide due Ebrei che litigavano; disse a quello che aveva torto: «Perché percuoti il tuo fratello?». Quegli rispose: «Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi? Pensi forse di potermi uccidere, come hai ucciso l’Egiziano?». Allora Mosè ebbe paura e pensò: «Certamente la cosa si è risaputa».
Il faraone sentì parlare di questo fatto e fece cercare Mosè per metterlo a morte. Allora Mosè fuggì lontano dal faraone e si fermò nel territorio di Madian.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 68

Voi che cercate Dio, fatevi coraggio.

Affondo in un abisso di fango,
non ho nessun sostegno;
sono caduto in acque profonde
e la corrente mi travolge.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.

Io sono povero e sofferente:
la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.
Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento.

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

Canto al Vangelo (Sal 94)
Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 11,20-24
Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, il Signore ci ha chiamati ad essere sale della terra e luce del mondo, testimoniando la nostra fede e la certezza che Dio opera in ogni evento della nostra vita. Preghiamo insieme e diciamo:
Ascoltaci, o Signore.

Perché il Papa, i patriarchi e i vescovi annuncino con gioia a tutto il mondo la salvezza di Cristo e le meraviglie che ha fatto per noi. Preghiamo:
Perché tutti quelli che lavorano nella politica internazionale ricerchino, nelle alleanze e negli accordi, soprattutto la giustizia e la pace. Preghiamo:
Perché tutti i cristiani sappiano vedere gli eventi della loro vita con gli occhi della fede, e siano testimoni di speranza. Preghiamo:
Perché la fede che abbiamo ricevuto non divenga ostacolo al dialogo e all'accoglienza del nostro prossimo. Preghiamo:
Perché il miracolo dell'eucaristia che stiamo celebrando ci apra alla bontà e alla misericordia del Padre. Preghiamo:
Per tutti i nati di questo giorno.
Per quelli che abbiamo considerato peggiori di noi.

Signore nostro Dio, aiutaci, ad essere nel mondo annunciatori della salvezza del tuo Figlio Gesù Cristo, e strumenti docili dello Spirito che lavora a costruire il tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera,
e trasformali in cibo spirituale
per la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. (Sal 84,4-5)

Oppure:
Dice il Signore: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue,
rimane in me e io in lui”. (Gv 6,56)


Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che per la comunione a questi santi misteri
si affermi sempre più nella nostra vita
l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 18-07-2017)
Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida!
San Paolo sa quanto è facile credere invano, accogliere vanamente la grazia di Dio, ma anche lavorare pastoralmente invano. Tutto è vano se non si cammina di fede in fede, di Vangelo in Vangelo, di grazia in grazia, di obbedienza in obbedienza. Dal Vangelo ricevete la salvezza, se lo mantenete in q ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 14-07-2015)
Fino agli inferi precipiterai!
Chi legge la Scrittura sa che il Signore sempre interviene contro la superbia della sua creatura. È intervenuto con Lucifero e lo ha scaraventato nell'inferno. È intervenuto e interviene con ogni uomo e ogni civiltà superba e li scaraventa nella polvere. Due esempi tratti dalla Scrittura Antica ci a ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 15-07-2014)
Perché non si erano convertite
Gesù va accolto come Inviato del Padre per darci la grazia e la verità della salvezza. Come lo accolgono i suoi contemporanei? Di certo non come loro vero Salvatore e Redentore da ogni schiavitù. Lo accolgono solo come operatore di miracoli. Gesù non è un operatore di miracoli. Non per questo è stat ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 16-07-2013)
Commento su Mt 11,20-24
Ci si può abituare, adattare, a tutto, ed è una delle peculiarità dell'essere umano. Al dolore, alle condizioni estreme, alla menomazione. Ed è un bene. Ma ci si può abituare anche alle cose positive, e questo è terribile. All'amore, alle tante cose che abbiamo e che non ci sono dovute, alle emozion ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 16-07-2013)
Se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe
Cosa facciamo quando uno dei nostri ragazzi se ne va per la sua strada? Cosa facciamo quando si allontana da noi, quando sceglie la libertà, quando decide di abbandonare i principi che gli abbiamo insegnato, quando diventa egoista e pensa solo alla sua vita? Nulla, non facciamo esattamente nulla. P ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16-07-2013)
La terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!
Per Sodoma vi fu solo una preghiera di intercessione da parte di Abramo. Eppure il Signore era disposto a perdonare se in essa avesse trovato appena dieci giusti. Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli. Il Signore diceva: ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 17-07-2012)
Commento su Matteo 11,20-24
Il dolore di Gesù deborda. Non si aspettava tanta durezza, tanta ostilità, tanta piccineria. Venuto per annunciare la rivoluzione di Dio, la buona notizia della sua compagnia, si ritrova a dover fare i conti con l'indifferenza, con la presunzione di chi pensa di sapere già tutto, di essere salvo, di ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-07-2012)
Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida!
Tiro e Sidone sono città superbe, orgogliose, furono distrutte dal loro stesso peccato. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Orsù, figlio dell'uomo, intona un lamento su Tiro. Di' a Tiro, alla città situata all'approdo del mare, che commercia con i popoli e con molte isole: Così dice il Sign ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 12-07-2011)
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo?
Tiro e Sidone sono note per la loro superbia. Queste città si vantavano in modo empio ed idolatra della loro ricchezza, potenza, forza, gloria mondana: "Poiché il tuo cuore si è insuperbito e hai detto: "Io sono un Dio, siedo su un trono divino in mezzo ai mari", mentre tu sei un uomo e non un Dio, ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13-07-2010)
Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida!
Ogni dono di Dio va accolto in purezza di fede, verità e giustizia, facendolo fruttificare sul buon terreno del nostro cuore. Di ogni dono accolto, ma non messo a frutto, o non accolto, perché rifiutato siamo responsabili dinanzi a Dio. Nel giorno del giudizio, dopo la nostra morte - e sovente anche ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 14-07-2009)

Corazim, Betsaida, non accolgono la Parola del Maestro, il suo invito a conversione. Talmente certe della propria elezione e della propria salvezza, le città di Israele guardano agli stranieri con sufficienza, ostentano sicurezza, reclamano salvezza assicurata. Come dar loro torto? Da pochi decenni ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 15-07-2008)

Il rischio di tutti i credenti di ieri e di oggi è di sentirsi blindati nella propria fede, assolutamente certi delle proprie convinzioni, inamovibili, pronti col biglietto della salvezza in tasca, senza avere bisogno di nient'altro. È successo ai contemporanei di Gesù, brava gente, i più, convinti ...
(continua)