LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Giovedì 1 Giugno 2017


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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Giovedì della VI settimana di Pasqua

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Bianco
EP064 ;
(Dove l’Ascensione si celebra in domenica)

A volte si parla di secoli bui della storia, di oscurantismo. Si definiscono scristianizzati certi paesi e si afferma che ci troviamo ormai in una civiltà postcristiana. Altre volte, invece, lasciandosi guidare da maggiore ottimismo, si enumerano i segni di una rinascita dei valori spirituali nel nostro tempo e si parla di un ritorno della fede. Quello che si dice della storia delle nazioni, si può dire anche della storia personale di ognuno. Ci sono momenti di entusiasmo e momenti di oscurità. Momenti in cui si sente palese la presenza di Dio e momenti nei quali ci si lamenta del silenzio di Dio.
Eppure Dio è sempre stato presente in ogni momento della storia, ed è presente in ogni attimo della nostra vita. Gesù ci ha assicurati che sarebbe sempre rimasto con i suoi. Lo Spirito Paraclito è sceso sulla comunità dei credenti e abita in essa. Perciò nei momenti oscuri della giornata, nei momenti di difficoltà e di tristezza, nei momenti di smarrimento e di oscuramento dei valori cristiani, non serve interrogare Dio o indagare, come fecero gli apostoli, se per caso Gesù se n’è andato e ci ha abbandonati.
È il momento, invece, di esercitare la fede, di ritrovare la gioia nella sicurezza che il Paraclito ci assiste in continuazione, di prestare maggiore attenzione al Consolatore che dimora in noi. Egli ci illuminerà perché sappiamo riconoscere le opere meravigliose che Dio compie e che con le nostre sole forze non siamo capaci di vedere.
È il momento anche di invocare con insistenza lo Spirito Santo, perché ci faccia conoscere tutta la verità e cambi la nostra afflizione in gioia.

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Antifona d'ingresso
Quando avanzavi, o Dio, davanti al tuo popolo,
e ad essi aprivi la via e abitavi con loro,
la terra tremò e stillarono i cieli. Alleluia. (cf. Sal 68,8-9.20)


Colletta
O Dio, nostro Padre,
che ci hai reso partecipi dei doni della salvezza,
fa’ che professiamo con la fede
e testimoniamo con le opere
la gioia della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

At 18,1-8
Paolo si stabilì in casa loro e lavorava, e discuteva nella sinagoga.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Paolo lasciò Atene e si recò a Corìnto. Qui trovò un Giudeo di nome Aquila, nativo del Ponto, arrivato poco prima dall’Italia, con la moglie Priscilla, in seguito all’ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i Giudei.
Paolo si recò da loro e, poiché erano del medesimo mestiere, si stabilì in casa loro e lavorava. Di mestiere, infatti, erano fabbricanti di tende. Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e Greci.
Quando Sila e Timòteo giunsero dalla Macedònia, Paolo cominciò a dedicarsi tutto alla Parola, testimoniando davanti ai Giudei che Gesù è il Cristo. Ma, poiché essi si opponevano e lanciavano ingiurie, egli, scuotendosi le vesti, disse: «Il vostro sangue ricada sul vostro capo: io sono innocente. D’ora in poi me ne andrò dai pagani».
Se ne andò di là ed entrò nella casa di un tale, di nome Tizio Giusto, uno che venerava Dio, la cui abitazione era accanto alla sinagoga. Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia; e molti dei Corìnzi, ascoltando Paolo, credevano e si facevano battezzare.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 97

Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Oppure:
La tua salvezza, Signore, è per tutti i popoli.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Canto al Vangelo (Gv 14,18)
Alleluia, alleluia.
Non vi lascerò orfani, dice il Signore;
vado e ritorno a voi, e il vostro cuore sarà nella gioia.
Alleluia.

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Vangelo

Gv 16,16-20
Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete».
Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore Gesù è l'oggetto della nostra speranza, durante quel tempo in cui è sottratto alla nostra visione. Invochiamo Dio, nostro Padre, dicendo:
Rafforza la nostra speranza, Signore.

- Perchè la Chiesa, madre di tutti gli uomini, annunci sempre con coraggio e chiarezza che Gesù è il Cristo e che solo in lui c'è la salvezza. Preghiamo.
- Perchè la fede dei cristiani, specialmente giovani, sia sostenuta dalla testimonianza e dalla preghiera delle comunità credenti nelle quali è nata e si sviluppa. Preghiamo.
- Perchè i genitori di coloro che si preparano al battesimo, siano veramente partecipi dell'itinerario catecumenale e di formazione che la Chiesa oggi loro richiede. Preghiamo.
- Perchè la speranza cristiana, che sostiene i credenti nelle loro prove, sia sempre più pura e alimentata dall'amore. Preghiamo.
- Perchè, nel moderno processo di secolarizzazione del nostro mondo, noi sappiamo purificare la nostra gioiosa certezza nella riscoperta della presenza di Dio. Preghiamo.
- Per i neo-battezzati adulti. Preghiamo.
- Per i catechisti della parrocchia. Preghiamo.

O Dio, che hai promesso di essere sempre presente in mezzo a noi ma in modo misterioso e non sensibile, Fa' che la nostra tristezza per l'oscurità del nostro spirito sia sempre sostenuta dalla gioia di chi attende con certezza di vederti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore,
l’offerta del nostro sacrificio,
perché, rinnovati nello spirito,
possiamo rispondere sempre meglio
all’opera della tua redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
Guarda con bontà, Signore,
le preghiere e le offerte del tuo popolo
e rendilo perseverante nel tuo servizio.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO PASQUALE I, II, III, IV, V


Antifona di comunione
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo”. Alleluia. (Mt 28,20)

Oppure:
“Voi sarete afflitti e il mondo si rallegrerà,
ma la vostra afflizione si cambierà in gioia”.
Alleluia. (Gv 16,20)


Preghiera dopo la comunione
O Dio grande e misericordioso,
che nel Signore risorto
riporti l’umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l’efficacia del mistero pasquale,
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
O Padre, questa comunione eucaristica,
segno della nostra fraternità in Cristo,
santifichi nel vincolo dell’amore la tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 25-05-2017)
La vostra tristezza si cambierà in gioia
La tristezza dei discepoli si cambierà in gioia non perché Cristo Gesù ritornerà, ma perché Lui ritornerà da Salvatore, Redentore, Giudice dei vivi e dei Morti, Signore dell'universo, Rivestito della stessa gloria, onore, potenza, del Padre. L'Apostolo Giovanni contempla nell'Apocalisse Cristo e lo ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 25-05-2017)
Commento su Gv 16,16-18
"Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos'è questo che ci dice: «Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete», e: «Io me ne vado al Padre»?». Dicevano perciò: «Che cos'è questo «un poco», di cui parla? Non compr ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 05-05-2016)
Commento su Gv 16,16-20
Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete". Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: "Che cos'è questo che ci dice: "Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete", e: "Io me ne vado al Padre"?". Dicevano perciò: "Che cos'è questo "un poco", di cui parla? Non compre ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 29-05-2014)
Commento su Gv 16,20
«Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia» Gv 16,20 Come vivere questa Parola? Gesù prepara i suoi discepoli ad affrontare i futuri avvenimenti che stanno per accadere: il dolore e lo sconforto della sua passione e morte per poi arrivare alla gioia della risurrezio ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 09-05-2013)
Commento su Gv 16,16-20
Spesso abbiamo l'impressione (e anche più di un'impressione) che il Signore sia lontano, o distratto. Magari abbiamo fatto un percorso di conversione, abbiamo scoperto la bellezza della fede, iniziato l'avventura della vita interiore salvo poi scoprire, dopo qualche difficoltà, che non tutto è sempl ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 09-05-2013)
Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia
E' bellissimo per i genitori vedere nei comportamenti dei figli dei principi di vita che sono stati trasmessi loro durante i tanti dialoghi. Oggi una delle mie bimbe si è fatta male, niente di grave, una puntura di un pesce che gli ha procurato per tutto il giorno un dolore che dalla mano ha raggiun ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 09-05-2013)
Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia
Per salire verso l'alto, per raggiungere il Signore, si deve sempre passare attraverso la grade tribolazione della persecuzione, della morte, del rinnegamento, del tradimento, di ogni altra afflizione sia fisica che spirituale, sia dei lontani che dei vicini. Ecco come l'Apocalisse dell'Apostolo Gio ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 09-05-2013)
Commento su Atti 18,7
Paolo se ne andò di là ed entrò nella casa di un tale, di nome Tizio Giusto, uno che venerava Dio, la cui abitazione era accanto alla sinagoga. At 18,7 Come vivere questa Parola? Paolo è a Corinto, ospite di due coniugi giudei, convertiti al cristianesimo, di cui condivide il mestiere. Il suo imp ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 17-05-2012)
Commento su Giovanni 16,16-20
La gioia cristiana non è solo un'emozione. Sono fuggevoli le emozioni: pensi che possano colmare il cuore e, quando meno te lo aspetti, scompaiono! Se la gioia fosse solo un'emozione saremmo condannati all'infelicità. La gioia cristiana è una presa di consapevolezza, la fine di un lungo percorso, un ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 17-05-2012)
Commento su Giovanni 16,16
Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete. Gv 16,16 Come vivere questa parola? Ieri abbiamo colto la tristezza dei discepoli per la partenza di Gesù e l'incoraggiamento per l'annuncio dell'era nuova dello Spirito. Oggi, Gesù cerca ancora di consolare i suoi, assicurandoli del su ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-05-2012)
Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia
L'Apostolo Pietro vede nella sofferenza la via verso la gloria. Più grande è la sofferenza, più grande sarà la gloria nei Cieli, preso Dio: "Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 02-06-2011)
Commento su Giovanni 16,18
Non comprendiamo quello che vuol dire. Gv 16,18 Come vivere questa Parola? "Non comprendiamo quello che vuol dire", commentano gli apostoli alle parole di Gesù. Eppure erano stati con lui per ben tre anni, lo aveva sentito predicare, ne avevano ricevuto le confidenze, ne avevano condiviso le fati ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 02-06-2011)
Non comprendiamo quello che vuol dire
È un momento di dialogo intenso quello che si vive nel cenacolo tra Gesù e i suoi discepoli. Il dialogo è vera via per giungere alla perfetta conoscenza della verità. Occorre però che colui che conduce il discorso sia tutto pervaso di sapere celeste. Cristo Gesù è la verità. È la verità divina ed u ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13-05-2010)
Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia
È questa l'onnipotenza del nostro Dio: cambiare il nostro pianto il gioia, la nostra disperazione in speranza, la nostra morte in vita, la solitudine in comunione, la povertà in ricchezza, la miseria in abbondanza, la sconfitta in vittoria eterna. Ma è anche questa l'Onnipotenza del nostro Dio: cam ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21-05-2009)

«Non temere (...) c'è per me un popolo numeroso in questa città!» dice il Signore Gesù ad un Paolo scoraggiato, appena rifiutato dagli ebrei di Corinto. E, in effetti, il sogno di Paolo lo farà restare per sei mesi a Corinto per fondare una splendida comunità. Gesù lo dice ai suoi nel discorso dopo ...
(continua)