LA CHIESA

      


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LITURGIA

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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Giovedì della V settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO054 ;
Nella prima delle letture che la liturgia ci offre troviamo il racconto della creazione della donna. E' chiaro che uomo e donna sono diversi e questa diversità può suscitare tutta una gamma di sentimenti. Si può provare una certa irritazione ad aver bisogno di qualcuno diverso da sé; c'è anche la tentazione di disprezzare ciò che è diverso. Gli uomini sono tentati di misoginia e le donne di misantropia: si è cioè tentati di valorizzare le proprie qualità e di diminuire rispettivamente la donna o l'uomo. E' una tentazione molto profonda, alla quale la Bibbia reagisce in questo racconto, che ha proprio lo scopo di dimostrare che l'uomo e la donna sono complementari, che la loro diversità ha il senso di una vocazione all'amore nell'unità.
Platone, uno dei massimi filosofi dell'antichità, era un seguace della teoria della metempsicosi e spiegava che ogni anima deve prendere un corpo e in esso vivere bene per poter in seguito tornare in cielo. Ora, le anime vanno dapprima in un corpo maschile. Se in esso si comportano male, sono condannate a passare poi in un corpo di donna; se continuano a comportarsi male, allora finiscono in un corpo di animale. Anche un uomo della statura morale e intellettuale di Platone rifletteva il disprezzo per la donna proprio della sua epoca.
Il racconto della Bibbia vuol invece insistere sulla fondamentale uguaglianza e la profonda unità dell'uomo e della donna. Dio cerca un aiuto per l'uomo, constata cioè che l'uomo ha bisogno di un aiuto. E l'uomo deve accettare l'idea di non essere completo in sé, di aver bisogno di un aiuto che sia simile a lui. E' a quel punto che il racconto biblico pone la creazione degli animali. Come mai? Ebbene, proprio per affermare che la donna non è un animale. In molte civiltà essa è considerata e trattata come una bestia da soma, ma il racconto della Bibbia dimostra che gli animali sono diversi dall'uomo, sono a un altro livello e l'uomo non può trovare in essi l'aiuto che gli è necessario: "L'uomo impose nomi a tutto il bestiame (ciò che equivale ad affermare il suo dominio su di loro), a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile".
Allora Dio interviene per dare all'uomo l'aiuto di cui ha bisogno: "Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. il Signore Dio plasmò con la costola che aveva tolta all'uomo una donna e la condusse all'uomo". E un modo immaginoso di dire la profonda unità esistente tra l'uomo e la donna. Ed è questa unità che l'uomo riconosce esclamando: "Essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna (in ebraico: "ishsha") perché dall'uomo ("ish") è stata tolta".
L'uomo dunque riconosce che la donna è l'aiuto di cui aveva bisogno aver bisogno è sempre, in un certo senso, essere inferiore e la donna da parte sua deve riconoscere che è fatta per aiutare l'uomo.
Evidentemente con Cristo qualcosa cambia in questa concezione dei rapporti fra uomo e donna. San Paolo scrive che in Cristo non c'è più uomo né donna, che l'uguaglianza è diventata molto più fondamentale: non c'è più Giudeo o pagano, non c'è più libero e schiavo: tutti sono uno in Cristo Gesù. Dobbiamo essere ben consapevoli di questa unità in Cristo, che relativizza ogni differenza. In un altro passo san Paolo dice anche che non c'è uomo senza donna, né donna senza uomo, nel Signore. La donna non esiste senza l'uomo; l'uomo nasce dalla donna, e tutto ciò viene da Dio.
C'è dunque, tra l'uomo e la donna, un rapporto che rimane rapporto di diversità, di complementarietà necessaria per farci crescere nell'amore; sappiamo bene infatti che questa diversità è un mezzo che Dio ha impiegato per obbligarci a progredire nell'amore, a uscire da noi stessi per accettare l'altro. Amare qualcuno che è identico a sé è ancora un certo modo di rimanere bloccati in se stessi, cercare l'immagine di se stessi in un altro, un po' come Narciso che cerca la propria immagine nell'acqua e vi annega, mentre accettare qualcuno diverso da sé è uscire da sé, è fare qualche passo nell'amore, che è sempre un uscire da sé.

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Antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio. (Sal 95,6-7)


Colletta
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...

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Prima lettura

Gen 2,18-25
La condusse all’uomo. I due saranno un’unica carne.

Dal libro della Gènesi

Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.
Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse:
«Questa volta
è osso dalle mie ossa,
carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,
perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.
Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 127

Beato chi teme il Signore.

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!

Canto al Vangelo (Gc 1,21)
Alleluia, alleluia.
Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi
e può portarvi alla salvezza.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 7,24-30
I cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.
Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio Padre vuole che ogni uomo goda dei frutti della redenzione e sia liberato dal male. Consapevoli di questo disegno di amore, diciamo:
Liberaci dal male, Signore.

Tu, Signore, hai creato l'uomo e la donna per la gioia dell'unione e la fecondità della famiglia umana: nella tua tenerezza conserva sempre vivo nelle nostre famiglie il dono dell'amore. Preghiamo:
Tu, Signore, hai saputo apprezzare e premiare la fede dei pagani: rendi la nostra società aperta e disponibile a valorizzare il bene, ovunque si trovi. Preghiamo:
Tu, Signore, hai compassione di tutti, specialmente dei più deboli: fà incontrare, a chi è cresciuto senza l'affetto della famiglia, persone serene ed affettuose. Preghiamo:
Tu, Signore, sei la verità che invita a respingere la menzogna e l'idolatria: dona al tuo popolo di individuare, tra le tante proposte, ciò che giova alla vera fede. Preghiamo:
Tu, Signore, sei perdono che invita a continuare la conversione. Non permettere che rimaniamo schiavi del peccato ed esclusi dalle promesse che hai fatto a coloro che ti sono fedeli. Preghiamo:
Perché ci impegniamo a liberare la società dalla pornografia.
Per chi annuncia il vangelo ai pagani.

O Dio, creatore e Padre, che hai voluto rendere l'uomo partecipare della sovrabbondanza della tua vita divina, ascolta la nostra preghiera e fà che le nostre famiglie e comunità siano un riflesso della tua vita trinitaria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Il pane e il vino che hai creato, Signore,
a sostegno della nostra debolezza,
diventino per noi sacramento di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell’assetato e
ricolma di beni l’affamato. (Sal 107,8-9)

Oppure:
“Beati coloro che piangono, perché saranno consolati.
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia,
perché saranno saziati. (Mt 5,5-6)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai resi partecipi
di un solo pane e di un solo calice,
fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo
portiamo con gioia frutti di vita eterna
per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 08-02-2018)
Commento su Mc 7, 28-30
«Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia. Ed egli le disse: ?lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini?. Ma essa replicò: ?Sì, Signore, ma anche i cagnolini, sotto la tavola mang ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 08-02-2018)
Lascia prima che si sazino i figli
Nell'episodio della donna siro-fenicia, vi è nascosta una verità che non riguarda solo Cristo Gesù, ma ogni altro uomo, in modo particolare ogni discepolo di Gesù, in ogni suo ministero e dono. È giusto spiegare ogni cosa lasciandoci illuminare da San Paolo. Infatti, pur essendo libero da tutti, mi ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 09-02-2017)
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia
Salomone chiede a Dio che ogni preghiera innanzata a Lui dal suo tempio santo, o guardando verso di esso, venga ascoltata, esaudita. Non solo il Signore dovrà esaudire le richieste del suo popolo, ma anche quelle dei popoli, delle Genti. Ascolta la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele, q ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 09-02-2017)
Commento su Mc. 7,24
"Gesù andò nella regione di Sidone. Entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto" Mc. 7,24 Come vivere questa Parola? Un particolare logistico e un tocco descrittivo d'uno stato fisiopsichico di Gesù, dentro una scelta libera e liberante. La scelta è quella di ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 12-02-2015)

Marco sottolinea l'origine pagana della donna che chiede un miracolo per la propria figlia. Una richiesta umanissima e densa di materna preoccupazione. La risposta di Gesù ci lascia sbigottiti: con una durezza che non ci aspetteremmo dal Signore, senza giri di parole, le dice che la sua richiesta è ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 12-02-2015)
Commento su Mc 7, 26-30
Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: "Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". Ma lei gli replicò: "Signore, anche i cagnolini sot ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 12-02-2015)
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia
Chi può pregare il Signore nel suo tempio Santo e per cosa lo si può pregare? Secondo la preghiera innalzata da Salomone ogni necessità del popolo sia spirituale che materiale, sia personale che comunitaria, può essere presentata al Signore dalla sua dimora sulla terra. Anche lo straniero può invoca ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 13-02-2014)

Dopo la bruciante delusione del comportamento degli apostoli davanti alla folla affamata, Gesù, dopo una tormentata notte a pregare mentre i suoi faticavano in mezzo alla tempesta, ha deciso di portarli con sé in un lungo viaggio in territorio pagano, fino in Siria e in Libano, affinché imparino la ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13-02-2014)
Trovò la bambina coricata sul letto
Il primo che nella Scrittura unisce preghiera ed intelligenza è Abramo. Egli si rivolge al Signore mostrandogli la contraddizione esistente tra la storia da lui vissuta fino al presente e la promessa che gli era stata fatta: "Nella tua discendenza saranno benedette tutte le tribù della terra". Come ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 13-02-2014)
Commento su Mc 7,28
«I cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Mc 7,28 Come vivere questa Parola? Gesù manifesta l'universalità della salvezza e la sua apertura anche ai lontani, con la guarigione della figlia di una donna siro-fenicia. Essa, straniera agli occhi di un ebreo, implora con umiltà i ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 09-02-2012)
Commento su Marco 7,24-30
Il racconto della guarigione della figlia della donna pagana è presente anche in Matteo ma qui, in Marco, ci sono meno particolari. Stupisce, però, l'insistenza che fa Marco sulla totale estraneità di questa donna dalla tradizione biblica: l'evento avviene a Tiro, quindi fuori dai confini di Israele ...
(continua)