LA CHIESA

      


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LITURGIA

> 31 Gennaio 2017 <

Domenica 29 Gennaio 2017

Lunedì 30 Gennaio 2017

Martedì 31 Gennaio 2017

Mercoledì 1 Febbraio 2017

Giovedì 2 Febbraio 2017

Venerdì 3 Febbraio 2017

Sabato 4 Febbraio 2017

Domenica 5 Febbraio 2017

Lunedì 6 Febbraio 2017

Martedì 7 Febbraio 2017


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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  San Giovanni Bosco

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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco
Scheda Agiografica: San Giovanni Bosco
S0131 ; DO042

La festa di san Giovanni Bosco è un soffio di aria pura e di slancio apostolico perché egli ispirava e comunicava la gioia.
Già da ragazzo aveva fondato una "società" con il motto "Guerra al peccato": la gioia viene dalla vittoria sul peccato.
"Rallegratevi nel Signore sempre...". Dio è grande, e noi siamo come bambini bisognosi di tutto davanti a un Padre onnipotente che si occupa amorevolmente di noi.
E la fiducia in lui che genera la gioia: fiducia e riconoscenza perché da Dio riceviamo tutto.
Come possono dei bambini essere tristi quando sono colmati di doni?
Fiducia e riconoscenza ci conducono alla conversione che Gesù chiede come condizione per entrare nel regno dei cieli: diventare come i bambini.
San Paolo invitava gli educatori a farsi modello per i bambini tanto da poter dire: "Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me è quello ché dovete fare", e in molte pagine del Vangelo siamo esortati a imparare dai bambini a ricevere da loro.
Sono i due aspetti dell'educazione.
Un altro grande educatore Antonio Rosmini, diceva ai suoi confratelli: "Ricordatevi che ciò che ricevete dai bambini è molto di più di ciò che date" e questo è evangelico.
Accogliamo questa lezione di gioia e di fiduciosa semplicità perché possiamo trasmettere e ricevere reciprocamente i doni di Dio.

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Antifona d'ingresso
Venite, figli, ascoltatemi:
v'insegnerò il timore del Signore.
Guardate a lui, e sarete raggianti.


Colletta
O Dio, che in san Giovanni Bosco
hai dato alla tua Chiesa
un padre e un maestro dei giovani,
suscita anche in noi la stessa fiamma di carità
a servizio della tua gloria per la salvezza dei fratelli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Eb 12,1-4
Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.
Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 21

Ti loderanno, Signore, quelli che ti cercano.

Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre!

Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli.

A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere.

Lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».

Canto al Vangelo (Mt 8,17)
Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 5,21-43
Fanciulla, io ti dico: Alzati!.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, Dio vede nei nostri cuori, e ne conosce i pensieri e le necessità. Riconoscenti e fiduciosi, manifestiamogli le nostre intenzioni di preghiera, dicendo:
Ascoltaci, o Signore.

Signore, la chiesa è chiamata a diventare sempre più pura e fedele: guida e sostieni lo sforzo della sua conversione quotidiana. Noi ti preghiamo:
Signore, gli uomini d'oggi desiderano ardentemente una vita riconciliata: insegna ai potenti le parole del dialogo, ed educa il cuore di tutti al perdono e alla pace. Noi ti preghiamo:
Signore, ingiustizie e privazioni d'ogni sorta opprimono i poveri: attraverso i tuoi fedeli, provvedi ai piccoli del mondo. Noi ti preghiamo:
Signore, le nuove generazioni guardano trepidanti al futuro: aiuta i giovani a non temere ma ad avere fede in Gesù, che spiana loro la via. Noi ti preghiamo:
Signore, Gesù si dà a noi nella parola e nel pane di questa eucaristia: il contatto con il suo corpo ci rinnovi nella carne e nello spirito. Noi ti preghiamo:
Per gli ammalati della nostra comunità.
Perché non perdiamo mai la fiducia nella preghiera.

Padre buono, che trovi la tua gloria nell'uomo vivente, libera il nostro cuore dai pesi inutili e attiralo a te per intercessione del tuo Unigenito, glorioso vincitore della morte, che ora vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accetta, o Signore,
il sacrificio che ti offriamo con sincera devozione,
e fa' che ti amiamo in tutto e più di tutto
perchè la nostra vita sia un inno alla tua gloria. Per Cristo ...


Antifona di comunione
Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi,
e l'amore di lui è perfetto in noi.


Preghiera dopo la comunione
Nutriti dal mistero del tuo corpo e del tuo sangue,
ti preghiamo, o Signore nostro Gesù,
fa' che, sull'esempio di san Giovanni Bosco,
viviamo in ringraziamento perenne.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 05-02-2019)
Commento su Mc 5, 21-24. 35-36
«Essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05-02-2019)
Sentì nel suo corpo che era guarita dal male
La fede è relazione di purissima verità con la Persona che è sorgente della nostra vita. L'uomo è sempre povero di ogni vita. L'ha persa con il suo peccato. È entrato per la sua disobbedienza nella morte. Potrà attingere la vita solo nel suo Dio, che è vita eterna e fonte di ogni vita. Il Padre ha p ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 30-01-2018)
Chi ha toccato le mie vesti?
Una donna da dodici anni vive in uno stato di impurità perenne. La sua vita è un vero martirio silenzioso, a motivo degli effetti devastanti del suo essere impura senza che vi fosse una qualche via per poter uscire da questa infermità. Invano ha consumato le sue sostanze girando da un medico all'alt ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 31-01-2017)
Perché disturbi ancora il Maestro?
La Scrittura Santa ci rivela che sono due le fedi che governano la vita di un uomo verso la pienezza della verità e della giustizia. La prima fede è l'ascolto di Dio che parla e l'obbedienza alla sua Parola. Il Signore parla, l'uomo ascolta, obbedisce. È vera fede. Mai si può parlare di fede, quando ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 03-02-2015)

Gesù incontra due dolori infiniti: quello dell'adolescente morta nella pienezza dei suoi anni e quello della donna che soffre di perdite di sangue da dodici anni. Dodici, nel linguaggio biblico, è il numero della pienezza: il loro è un dolore perfetto. Marco, con grande abilità, interseca i due racc ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 03-02-2015)
Chi ha toccato le mie vesti?
La fede in Gesù deve essere illimitata. Nessun dubbio mai sulla sua onnipotenza, grazia, verità, luce, santità, sapienza, esemplarità, amore, misericordia, pietà, compassione, parola. Un solo dubbio e si cade dalla vera fede. Una sola incertezza e si affonda. Quando si cammina con Gesù dobbiamo fida ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 03-02-2015)
Commento su Mc 5, 21, 28-30; 33-34
«Diceva infatti: "Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata. E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi accorto della forza che era uscita da lui, si voltò dicendo: "Chi ha toccato le mie vesti?"... E la donna, ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 04-02-2014)

Sono due donne le protagoniste del vangelo di oggi. Entrambe hanno a che fare con l'impurità rituale: l'una perché segnata dalla morte, l'altra dalle perdite di sangue che la fanno piombare in una impurità perenne. Marco, con abilità, interseca le due storie e ci lancia un segnale: la ragazza ha dod ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 04-02-2014)
Perché disturbi ancora il Maestro?
Il miracolo è opera di Dio, ma anche frutto della fede dell'uomo nella divina onnipotenza. Fin dove si può spinge la fede? Quanto è grande la divina onnipotenza? Ci sono ostacoli per essa? Oggi una donna ci insegna che ciò che l'uomo non riesce a farlo, a causa della sua scienza che non è onnipotent ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 04-02-2014)
Commento su Mc 5,36
«Non temere, soltanto abbi fede!» Mc 5,36 Come vivere questa Parola? Delicatissima, pur nello scorrere semplice del racconto, questa pagina che narra l'incontro di Gesù con un uomo che è capo militare ma vive il drammatico momento del vedersi ghermire la sua bambina dall'inesorabilità della mort ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 05-02-2013)
Commento su Mc 5,21-43
Qualche mese fa il filosofo Cacciari scrisse un interessante articolo sul sorriso di Gesù. Siamo reduci da molte riflessioni che hanno sottolineato l'aspetto salvifico e redentivo del Maestro, la forza delle sue parole e il suo impegno portato fino alla morte. Insomma: la fede ha molto a che fare co ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 05-02-2013)
Non temere, continua solo ad aver fede!
Davanti ad eventi che vanno al di là della nostra comprensione o di quelli innanzi ai quali siamo impotenti come un terremoto che distrugge tutto, il crollo di una casa, una malattia incurabile, la morte di una persona cara in molti sono portati alla rassegnazione, alla disperazione, all'imprecazion ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05-02-2013)
Non temere, soltanto abbi fede!
Gesù è l'uomo dalla purissima fede. È anche il vero Maestro di fede. Non solo insegna la Parola della fede, dice anche ad ogni persona come la fede va manifestata, rivelata, mostrata nella storia. Aiuta tutti quelli che vengono a contatto con Lui come camminare di fede in fede, fino a giungere alla ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 05-02-2013)
Commento su Ebrei 12,1-2
"Circondati da un così gran numero di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede". Ebr 12,1-2 Come vivere questa Parola? L'autore della Lette ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 31-01-2012)
Commento su Marco 5,21-43
Due dolori incrociano oggi i passi del Maestro Gesù: la disperazione di Giairo che sta perdendo la figlia adolescente e la paura della donna emorroissa che da anni cerca di guarire dalle sue perdite. Due dolori diversi si sovrappongono: il dolore di chi viene investito dalla durezza della vita e dal ...
(continua)