LA CHIESA

      


> e-mail    > chi siamo    > scripts e banners   > newsletters    > translate ita>eng

LITURGIA

> 19 Novembre 2016 <

Giovedì 17 Novembre 2016

Venerdì 18 Novembre 2016

Sabato 19 Novembre 2016

Domenica 20 Novembre 2016

Lunedì 21 Novembre 2016

Martedì 22 Novembre 2016

Mercoledì 23 Novembre 2016

Giovedì 24 Novembre 2016

Venerdì 25 Novembre 2016

Sabato 26 Novembre 2016


Cerca nella BIBBIA
Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Sabato della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

> Vai direttamente alle OMELIE 

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
PO336 ;
A volte si pensa di poter confondere gli avversari con delle domande-trabocchetto. Ma ci si dimentica che formuliamo queste domande secondo la nostra logica e la nostra visione del mondo, senza tener conto che esistono altri punti di vista e altre prospettive di vita. Possiamo dimenticare, ad esempio, che la nostra esistenza attuale non è che una tappa provvisoria e che la vita di risorti nel Regno si svolgerà secondo norme completamente diverse. È forse per questo che le Scritture si mostrano così discrete sulla natura di questa vita futura?
Ma, se Cristo, alla vigilia di entrare nel mistero pasquale, ci dice che Dio è il Dio dei vivi, è per chiederci di avere qui la massima fiducia in lui e di allargare la nostra riflessione e il nostro cuore alla dimensione di quella realtà completamente diversa che è la nostra risurrezione.

Ricevi la Liturgia via mail >
Ascolta il Vangelo >

Antifona d'ingresso
Dice il Signore:
“Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”. (Ger 29,11.12.14)


Colletta
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

>

Prima lettura

Ap 11,4-12
Questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

A me Giovanni, fu detto: «[Ecco i miei due testimoni]». Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore della terra. Se qualcuno pensasse di fare loro del male, uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici. Così deve perire chiunque pensi di fare loro del male.
Essi hanno il potere di chiudere il cielo, perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico. Essi hanno anche potere di cambiare l’acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli, tutte le volte che lo vorranno.
E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu crocifisso.
Uomini di ogni popolo, tribù, lingua e nazione vedono i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permettono che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro. Gli abitanti della terra fanno festa su di loro, si rallegrano e si scambiano doni, perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra.
Ma dopo tre giorni e mezzo un soffio di vita che veniva da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi, con grande terrore di quelli che stavano a guardarli. Allora udirono un grido possente dal cielo che diceva loro: «Salite quassù» e salirono al cielo in una nube, mentre i loro nemici li guardavano.

Parola di Dio

>

Salmo responsoriale

Sal 144

Benedetto il Signore, mia roccia.

Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia.

Mio alleato e mia fortezza,
mio rifugio e mio liberatore,
mio scudo in cui confido,
colui che sottomette i popoli al mio giogo.

O Dio, ti canterò un canto nuovo,
inneggerò a te con l’arpa a dieci corde,
a te, che dai vittoria ai re,
che scampi Davide, tuo servo, dalla spada iniqua.

Canto al Vangelo (2 Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.

>

Vangelo

Lc 20,27-40
Dio non è dei morti, ma dei viventi.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Nella certezza che, se saremo fedeli, risorgeremo da morte per una beatitudine perenne, rivolgiamo al Padre la nostra fiduciosa invocazione, dicendo:
Signore, aumenta la nostra speranza.

Concedi, o Signore, il tuo timore ai potenti di questo mondo, perché amino il popolo loro affidato e lo governino con spirito di servizio e non di sopraffazione. Preghiamo:
Ricordati, Signore, dei nostri cari defunti che, a causa della loro umana debolezza, non godono ancora della totale gioia dell'unione con te. Preghiamo:
O Signore, Dio della vita e della luce, non nasconderci il tuo volto e guida i nostri passi quando siamo immersi nelle tenebre e nell'ombra della morte. Preghiamo:
O Signore, Dio di ogni vivente, concedi ai poveri, agli anziani e agli emarginati di accettare con coraggio e dignità la loro situazione di sofferenza per una sicura beatitudine nei cieli. Preghiamo:
O Signore, fonte di ogni santità, aiuta la nostra comunità a vivere e a celebrare l'eucaristia come l'evento della morte e della risurrezione del tuo Cristo, nella gioiosa attesa della sua venuta. Preghiamo:
Per le vedove e i vedovi della nostra comunità.
Per coloro che hanno scelto il celibato per il regno di Dio.

O Dio onnipotente, che ami la vita e nulla disprezzi di quanto hai creato, soccorrici nei momenti in cui siamo preda dell'inerzia, dello smarrimento e della sfiducia, perché viviamo nell'attesa dell'incontro con il Cristo benedetto, che vive e regna con te per i secoli eterni. Amen.

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente,
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente
e ci prepari il frutto di un’eternità beata.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28)

Oppure:
Dice il Signore:
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale, che Cristo tuo Figlio
ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-11-2016)
I quali dicono che non c'è risurrezione
I sadducei dicono che non c'è risurrezione, in aperta contraddizione con tutta la rivelazione. È vero che essi non credevano nella canonicità di alcuni Libri, tuttavia la verità della vita dopo la morte è in ogni pagina dei Libri nei quali essi credevano. Non potendo però negare la loro canonicità c ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-11-2016)
Commento su Lc 20, 37-38
«Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui"». Lc 20, 37-38 Come vivere questa Parola? Vero che se ci capita di veder so ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19-11-2016)
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi
Torna il tema della risurrezione dei morti, argomento sollecitato dai sadducei i quali negano che ci sia una risurrezione dopo la morte. Adducono un argomento da un fatto accaduto o sicuramente possibile. È il caso di una vedova senza figli che, in successione, prima di morire, diventa moglie di set ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21-11-2015)
Dio non è dei morti, ma dei viventi
Chi è stato afferrato da questa verità, chi da essa è stato conquistato, è Paolo. Lui ha un solo desiderio: immergersi pienamente nella vita che è Cristo Signore, in questa vita perdersi, annientarsi, divenire con essa una cosa sola. La sua stessa vita sulla terra è una corsa per raggiungere Cristo ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 21-11-2015)
Commento su Lc. 20, 34-36
" Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezio ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 22-11-2014)
Dicono che non c'è risurrezione
La risurrezione, nella sua duplice modalità o essenza di vita e di morte eterna, di luce e di tenebra, di gloria e di disonore, è rivelazione già acquisita nel popolo di Dio. Venuto meno il primo, allo stesso modo esponevano allo scherno il secondo e, strappatagli la pelle del capo con i capelli, g ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 22-11-2014)
Commento su Lc 20, 36
"(...) non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio". Lc 20, 36 Come vivere questa Parola? Scommetto che questa asserzione lucida e forte del Signore Gesù, quanti si vantano di seguire certe linee di pensiero nichilista, non l'h ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 23-11-2013)
Commento su Lc 20,27-40
Il nostro Dio è il Dio dei viventi perché a Mosè, nel roveto, parla dei patriarchi come di persone vive e presenti. Questa semplice e geniale intuizione di Gesù, questa esegesi in presa diretta che rivela, ancora una volta, la straordinaria conoscenza che Gesù ha della Parola, dovrebbe mettere tutti ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 23-11-2013)
Dipendenza
Tutti vivono per lui Si sente parlare tantissimo di tossicodipendenza e di alcolismo, si prendono le distanze da questa dipendenza, la stigmatizziamo, così come critichiamo la dipendenza dal gioco da altri mali che affliggono la nostra società. Siamo talmente impauriti di cadere in trappola in un ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 23-11-2013)
La Madre del Signore
Vari elementi hanno concorso alla istituzione della festa odierna della Vergine. Il Protovengelo di Giacomo, uno scritto apòcrifo, non riconosciuto come testo ispirato e perciò non annoverato tra i libri della Bibbia, ci narra della nascita di Maria Santissima da Gioacchino ed Anna a Gerusalemme, in ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 23-11-2013)
Commento su Luca 20, 38
Dio non è dei morti, ma dei viventi, perché tutti vivono per lui Lc 20, 38 Come vivere questa Parola? Di fronte a Gesù, i Sadducei, che negano la risurrezione e richiamano la legge secondo cui la vedova doveva sposare il fratello del marito defunto, presentano (con una certo sarcasmo!) il caso ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 23-11-2013)
Poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio
Pensare il mondo di lassù come un prolungamento del mondo di quaggiù è grande stoltezza. San Paolo ci rivela che neanche possiamo immaginare ciò che è il Cielo. Se bisogna vantarsi - ma non conviene - verrò tuttavia alle visioni e alle rivelazioni del Signore. So che un uomo, in Cristo, quattordi ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 24-11-2012)
Commento su Luca 20,27-40
Ci sono persone che passano il tempo a confermare le proprie opinioni, anche a costo di sfiorare il ridicolo. Persone schierate, paladini assoluti della verità (la loro), che guardano con sufficienza gli altri e che si identificano con le proprie idee... Come i sadducei di oggi, l'aristocrazia di Ge ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 24-11-2012)
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui
Quante persone oggi, ora mentre tu leggi, sono immerse nella sofferenza. Non come modo di dire, ma stanno vivendo una vita piena di dolori, sconfitte, mancanza di lavoro, di affetto, con malformazioni fisiche, sotto le bombe di una guerra, vittima di abusi dei propri genitori. Quanti stanno male, qu ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 24-11-2012)
Commento su Apocalisse 11,11-12
Dopo tre giorni e mezzo un soffio di vita che veniva da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi... Allora udirono un grido possente dal cielo che diceva loro: «Salite quassù»... Ap 11,11-12 Come vivere questa Parola? Certamente le immagini apocalittiche dell'esperienza del veggente raccontate in ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 24-11-2012)
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui
Gesù è saggio, infinitamente intelligente. Nessuno mai lo potrà contraddire, mettere in difficoltà. I sadducei non credono nei Libri Deuterocanonici, nei quali è largamente affermata la risurrezione dell'ultimo giorno. Se Gesù avesse risposto, facendo appello o al Libro della Sapienza o al Secondo L ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-11-2011)
Commento su Luca 20,38
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui. Lc 20,38 Come vivere questa Parola? Con questa solare affermazione Gesù chiude la bocca ai Sadducei: una setta ebraica che negava la resurrezione dei morti. L'obiezione era stata posta da loro, che ritenevano per legge che la vedov ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-11-2011)
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui
I sadducei sono gente strana. Hanno una fede assai lacunosa, quasi vana. Credono tutto ciò che passa al vaglio della loro mente contorta. Quanto è oltre di essa, viene rifiutato, negato, non confessato. Soprattutto pensano di poter stabilire le cose del Cielo partendo da quelle della terra. Ciò che ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20-11-2010)
E non osavano più rivolgergli alcuna domanda
I sadducei vivevano una fede assai strana. La loro era una fede bloccata al passato. Non si erano inseriti nella novità di Dio che sempre viene per rivelare in pienezza il suo mistero. Era una fede ancorata solo ad alcuni principi di verità. Mancava a questa fede la successiva illuminazione di Dio s ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20-11-2010)

Dalla Parola del giorno Infatti, non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, perché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Come vivere questa Parola? Gesù non entra in polemica con i sadducei, che non credevano nella risurrezione dei morti e di solito se ne facevano bef ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21-11-2009)

Il Dio di Gesù è Dio dei vivi, non dei morti, il Dio che ama la vita e suscita la vita in chi lo ama e lo segue. I sadducei, aristocratici e conservatori guardavano con sospetto a tutto ciò che non derivasse direttamente dalla Legge di Mosé, perciò erano aspramente contrari alla fede nella resurrezi ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 22-11-2008)

Succede anche a me di incontrare alcune persone che passano il tempo a spaccare il capello in quattro, anche nella fede. Forse fa parte dell'atteggiamento (povero) fondamentale dell'uomo quello di complicarsi la vita, quando non è sufficientemente complicata. Lo strano caso della vedova ammazza-mari ...
(continua)