LA CHIESA

      


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LITURGIA

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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Santa Elisabetta d'Ungheria

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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco
S1117 ; PO334

Elisabetta (Ungheria 1207 – Marburg, Germania, 17 novembre 1231), sposa di Luigi IV, Langravio di Turingia, fu madre di tre figli. Dopo la morte del marito si consacrò interamente alla penitenza, alla preghiera e alla carità. Iscrittasi al terz’Ordine Francescano, fondò in onore di san Francesco l’ospedale di Marburg, in cui ella stessa serviva i malati.

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Antifona d'ingresso
Rallegriamoci tutti nel Signore nel ricordo di santa Elisabetta:
con noi gioiscono gli Angeli e lodano in coro il Figlio di Dio.


Colletta
O Dio, che a sant’Elisabetta hai dato la grazia
di riconoscere e onorare Cristo nei poveri,
concedi anche a noi, per sua intercessione,
di servire con instancabile carità
coloro che si trovano nella sofferenza e nel bisogno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Ap 5,1-10
L’Agnello è stato immolato e ci ha riscattato con il suo sangue, noi uomini di ogni nazione.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi nella mano destra di Colui che sedeva sul trono, un libro scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli.
Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?». Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra, era in grado di aprire il libro e di guardarlo. Io piangevo molto, perché non fu trovato nessuno degno di aprire il libro e di guardarlo. Uno degli anziani mi disse: «Non piangere; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli».
Poi vidi, in mezzo al trono, circondato dai quattro esseri viventi e dagli anziani, un Agnello, in piedi, come immolato; aveva sette corna e sette occhi, i quali sono i sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra.
Giunse e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono. E quando l’ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi, e cantavano un canto nuovo:
«Tu sei degno di prendere il libro
e di aprirne i sigilli,
perché sei stato immolato
e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue,
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione,
e hai fatto di loro, per il nostro Dio,
un regno e sacerdoti,
e regneranno sopra la terra».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 149

Hai fatto di noi, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti.

Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze,
con tamburelli e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona i poveri di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria,
facciano festa sui loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca:
questo è un onore per tutti i suoi fedeli.

Canto al Vangelo (Sal 94,8)
Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 19,41-44
Se avessi compreso quello che porta alla pace!


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo:
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.
Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Nonostante la nostra infedeltà, il Signore continua a visitare il suo popolo e a chiedere conversione. Rivolgiamogli allora la preghiera, dicendo:
Abbi pietà del tuo popolo, Signore.

Quando la Chiesa si presenta al tuo altare bisognosa di riconciliazione e pentita dei propri peccati. Noi ti preghiamo:
Quando i legislatori e i governanti non rispettano le tue leggi e la dignità e la coscienza dell'uomo. Noi ti preghiamo:
Quando la fede dei nostri padri non è sufficiente ad indicarci il cammino della salvezza. Noi ti preghiamo:
Quando il pensiero della morte in croce di Cristo lascia indifferente chi vive nelle tenebre del male. Preghiamo:
Quando la sofferenza e l'ingiustizia non commuovono il nostro cuore e non lo aprono alla generosità. Noi ti preghiamo:
Quando di fronte alla guerra che consuma i popoli pensiamo solo ai vantaggi del nostro paese. Noi ti invochiamo:
Quando gli uomini vogliono interpretare tutto senza prenderti minimamente in considerazione. Noi ti preghiamo:

O Dio che ci hai inviato il tuo Spirito, fuoco ardente di carità, riscalda il nostro cuore perché non si chiuda agli impulsi della tua grazia, ma viva sempre nell'ascolto e nella testimonianza dei tuoi insegnamenti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accetta, o Signore, l'offerta del nostro servizio sacerdotale
nel ricordo di Santa Elisabetta,
e concedi che, liberi dagli affanni
e dagli egoismi del mondo,
diventiamo ricchi di te, unico bene.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
«Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli,
se vi amerete gli uni gli altri»,
dice il Signore.


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai fatti tuoi commensali,
donaci di imitare l'esempio di santa Elisabetta
che si consacrò a te con tutto il cuore,
e si prodigò instancabilmente per il bene del tuo popolo.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-11-2016)
Ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte
Pronunciando il suo giudizio su Gerusalemme, Gesù si manifesta vero profeta del Dio vivente. È del vero profeta liberare l'uomo religioso da ogni falsità, ma soprattutto illusione di pensare che la sua religione sia vera, mentre in realtà è pura idolatria. È invece dei falsi profeti profetare illusi ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 17-11-2016)
Commento su Lc 19, 41-42a
«Quando fu vicino, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!» Lc 19, 41-42a Come vivere questa Parola? Non ho nulla di eccepire nei confronti delle altre religioni. Anzi, in ognuna, come dice un Padre della Chiesa ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-11-2015)
Il tempo in cui sei stata visitata
Vi è un momento in cui il Signore passa e un momento in cui non passa più. Vi è un'ora favorevole per la salvezza e un'ora dopo questo istante di grazia non si ripeterà più. Questa verità così ci viene insegnata sia dall'Apostolo Paolo che da Giovanni. L'amore del Cristo infatti ci possiede; e noi ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-11-2015)
Commento su Lc. 19, 41-44
" Quando fu vicino, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20-11-2014)
Commento su Lc 19, 41- 42
"Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!". Lc 19, 41- 42 Come vivere questa Parola? Gesù piange. Ma non è lì ripiegato sulle sue drammatiche vicende di nera malevola incompr ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20-11-2014)
Distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te
La distruzione di Gerusalemme è stata sempre causata dall'idolatria dei suoi figli. Anche il santo tempio è divenuto più volte una rovina. Poi il popolo si convertiva e il Signore si mostrava nuovamente ricco di misericordia e di pietà. L'idolatria generava distruzione. La conversione produceva un f ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21-11-2013)
Commento su Lc 19,41-44
Piange il Signore. Piange. Piange di compassione, di stanchezza, di tristezza. La sua missione sta fallendo, sta naufragando. No, l'uomo non ha capito, non ha accolto, non ha voluto gioire del volto straordinario del Dio che egli ha raccontato. Stanco, Gesù siede e guarda lo splendore del tempio, le ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 21-11-2013)
Un figlio che butta via la sua vita
Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa Quando vedete vostro figlio rovinarsi la vita comportandosi in modo sbagliato, dannoso per sé e per gli altri, e voi non potete fare nulla, inermi dinanzi alle sue azioni, ai suoi modi bruschi di rispondere, al suo andarsene sbattendo la ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21-11-2013)
Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi
Sempre i veri profeti intonavano lamenti per le città pagane. In questi canti veniva manifestato che vi sarebbe stato un tempo di sventura, distruzione, annientamento. La gloria si sarebbe trasformata in lutto, la ricchezza in miseria, il dominio in schiavitù. Mi fu rivolta questa parola del Sign ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 22-11-2012)
Commento su Luca 19,41-44
Ci strazia il pianto del Signore. Pianto dell'innamorato respinto, del portatore di buone notizie inascoltato, del profeta rifiutato. Piange, come piange il genitore che vede il figlio sprofondare nel demone della droga, come piange la sposa che si vede tradita, come piange il parroco che vede la su ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 22-11-2012)
Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace
Conosco queste lacrime, è il pianto disperato di chi ha messo "anima e core" nel cercare di salvare qualcuno e non c'è riuscito. A volte ci troviamo in situazioni nelle quali è assolutamente chiaro l'errore di una persona, non perché siamo superiori o più bravi, ma semplicemente perché ci siamo già ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 22-11-2012)
Commento su Apocalisse 5,9
Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, popolo e nazione... Ap 5,9 COME VIVERE QUESTA PAROLA? Il canto dei quattro esseri viventi e dei ventiquattro anziani prostrati davanti al trono ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 22-11-2012)
Perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata
Riconoscere il Signore è vera via di salvezza, redenzione, pace, giustizia, verità per l'uomo. La verità di un uomo è dalla verità del suo Dio. Un Dio falso fa un falso uomo, un falso Dio fa un falso uomo, solo il vero Dio che è il Dio vero fa un uomo vero e il vero uomo. La verità di Dio è data ad ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 17-11-2011)
Se avessi compreso la via della pace!
Gesù è alle porte di Gerusalemme dove si compiranno i suoi giorni. Sarebbe umano che egli pensasse prima di tutto a se stesso e a quanto gli accadrà. Sa benissimo - lo ha già preannunciato ai suoi discepoli - che Gerusalemme sarà la conclusione drammatica della sua vita terrena. Egli però, alla vist ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 17-11-2011)
Commento su Luca 19,41-42
Quando fu vicino, alla vista della città [Gerusalemme] pianse su di essa dicendo: "Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi." Lc 19,41-42 Come vivere questa Parola? La profonda umanità di Cristo si rivela anche qui: nel rincr ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-11-2011)
Alla vista della città pianse su di essa
Gesù piange su Gerusalemme, come uno sposa sulla sua sposa infedele, ormai consegnatasi all'adulterio e alla prostituzione. Gesù, sposo divino del suo popolo, è venuto per la salvezza della sua sposa. Lo attestano le sue parole: "Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 18-11-2010)
Alla vista della città pianse su di essa
Gesù non ha il nostro cuore: passeggero, altalenante, oscillante, impuro, non vero, falso, menzognero, accomodante sempre, diplomatico della più bassa delle diplomazie, sempre alla ricerca del proprio interesse e tornaconto, meschino, misero, pavido, incapace di verità, intento sempre a trovare una ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 18-11-2010)
Il lamento di Cristo
Alcune opere degli uomini sono espressamente volute da Dio stesso. Allora il cielo diventa pienamente partecipe dei significati che quelle realtà si annettono. Gerusalemme, con il suo maestoso tempio, era considerata la città di Dio, il luogo dove egli aveva fissato la sua dimora. Gli abitanti di qu ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 19-11-2009)

Piange, il Signore. Piange di dolore, perché vede rifiutato l'annuncio, piange singhiozzando, perché sa che la sua fine è vicina. Non è bastata la sua predicazione, la sua presenza misericordosa, la sua opera di guarigione degli infermi... Gerusalemme è rimasta ostile, la classe dirigente del neonat ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20-11-2008)

Gesù piange su Gerusalemme, oggi come allora. È un mistero di sangue e di iniquità questa città costruita sui monti brulli della Giudea, come un faro che risplende nella notte, che racchiude in pochi chilometri le ansie e le speranze di tre religioni che coinvolgono oltre due miliardi di persone. Mi ...
(continua)