LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Mercoledì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
PO333 ;
Il brano del vangelo di oggi costituisce la conclusione del racconto del viaggio, che nel terzo Vangelo occupa ben dieci capitoli.
Durante il cammino che lo conduce a Gerusalemme, il Signore insegna ai suoi discepoli come devono vivere e agire per compiere la volontà di Dio. Le sue istruzioni assumono il valore di un testamento: esse sono tutte pregne della gravità di colui che sa che la sua fine è ormai prossima: Gerusalemme vorrà la sua morte.
Tutta l’importanza dell’insegnamento di Gesù si trova riassunta nella parabola di oggi, rinforzata dall’annuncio della caduta della città e della minaccia che ne verrà ai suoi discepoli (Lc 19,27)
Può sembrare strano, allora, che Gesù non accenni nemmeno a esortare a resistere e a opporsi. Questa situazione rischiosa non deve spingerci a rinchiudere l’eredità dell’insegnamento e della salvezza che Gesù ci ha lasciato in un forziere: ad archiviare il tutto come se si trattasse di un mero documento storico, almeno fino al ritorno (cf. Lc 19,15) del Re dell’Universo. Ciò stupisce ancora di più perché la prima comunità cristiana di Gerusalemme, che ha conservato questa parabola, si aspettava che il ritorno trionfale del Signore seguisse di poco la risurrezione di Gesù, con il pericolo di cadere nella tentazione dell’ultimo servo: non affrontare alcun rischio, ma tenere riposta la “mina” in un fazzoletto (cf. Lc 19,20).
Ma al Vangelo è estranea ogni mentalità del barricarsi. Lo Spirito di Dio, scendendo sulla terra, spalanca le porte alla folla impaurita. Il cristianesimo, se è ben compreso, è caratterizzato dall’apostolato e dalla missione. Nessuno è cristiano per salvare soltanto se stesso. E colui che è abitato da Cristo non tiene certo alla salvezza soltanto di se stesso! Il suo regno lo spinge all’azione. Il suo cuore è pieno di gioia e di gratitudine per il dono prezioso della vita eterna. Allora, non può impedirsi di parlare: “Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (At 4,20). E nessuno deve impedirlo! La mentalità ristretta dei funzionari che hanno paura di perdere il posto non trova spazio nel Vangelo.
Per essere testimoni e per diffondere il Vangelo, non c’è alcun bisogno di studi e di diplomi. I soli criteri sono l’autenticità e la fedeltà al lieto messaggio.
La nuova evangelizzazione dell’Europa non è un’invenzione di papa Giovanni Paolo II. Con tale impulso, il papa non fa che rispondere alla desolazione della incredulità, che irretisce un gran numero di uomini. Questo, del resto, è il dovere di ogni battezzato, se, al ritorno di Cristo, non vuole sentirsi dire: “Servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato [...]. Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci” (Lc 19,22-25).

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Antifona d'ingresso
Dice il Signore:
“Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”. (Ger 29,11.12.14)


Colletta
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Ap 4,1-11
Santo il Signore Dio, l’Onnipotente,Colui che era, che è e che viene!

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi: ecco, una porta era aperta nel cielo. La voce, che prima avevo udito parlarmi come una tromba, diceva: «Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito». Subito fui preso dallo Spirito.
Ed ecco, c’era un trono nel cielo, e sul trono Uno stava seduto. Colui che stava seduto era simile nell’aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile nell’aspetto a smeraldo avvolgeva il trono. Attorno al trono c’erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro anziani avvolti in candide vesti con corone d’oro sul capo. Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; ardevano davanti al trono sette fiaccole accese, che sono i sette spiriti di Dio. Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e attorno al trono vi erano quattro esseri viventi, pieni d’occhi davanti e dietro.
Il primo vivente era simile a un leone; il secondo vivente era simile a un vitello; il terzo vivente aveva l’aspetto come di uomo; il quarto vivente era simile a un’aquila che vola. I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere:
«Santo, santo, santo
il Signore Dio, l’Onnipotente,
Colui che era, che è e che viene!».
E ogni volta che questi esseri viventi rendono gloria, onore e grazie a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, i ventiquattro anziani si prostrano davanti a Colui che siede sul trono e adorano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono, dicendo:
«Tu sei degno, o Signore e Dio nostro,
di ricevere la gloria, l’onore e la potenza,
perché tu hai creato tutte le cose,
per la tua volontà esistevano e furono create».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 150

Santo, santo, santo il Signore Dio, l’Onnipotente.

Lodate Dio nel suo santuario,
lodatelo nel suo maestoso firmamento.
Lodatelo per le sue imprese,
lodatelo per la sua immensa grandezza.

Lodatelo con il suono del corno,
lodatelo con l’arpa e la cetra.
Lodatelo con tamburelli e danze,
lodatelo sulle corde e con i flauti.

Lodatelo con cimbali sonori,
lodatelo con cimbali squillanti.
Ogni vivente dia lode al Signore.

Canto al Vangelo (Gv 15,16)
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 19,11-28
Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca?


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.
Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.
Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”.
Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”.
Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».
Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci invita a prendere coscienza dei doni che ci ha elargito nella creazione e nella redenzione. Perché possiamo portare frutti abbondanti, diciamo insieme:
Dio della vita, ascoltaci.

Perché gli uomini siano attenti più alla presenza silenziosa della grazia e del bene che alle manifestazioni rumorose del peccato e del male. Preghiamo:
Perché la Chiesa manifesti la gloria del Padre con l'impegno paziente nell'evangelizzazione, il coraggio nella prova e la perseveranza nel bene. Preghiamo:
Perché coloro che soffrono a causa dei propri limiti e difetti, rendano grazie al Signore per ciò che di buono hanno ricevuto, piuttosto che lamentarsi per ciò di cui mancano. Preghiamo:
Perché ogni lavoro non sia valutato unicamente in base al guadagno, ma anche per il beneficio offerto all'umanità. Preghiamo:
Perché la nostra comunità non si lasci vincere dalla pigrizia e dai sentimenti di sfiducia di fronte agli insuccessi, ma con umiltà ponga la propria speranza nel Signore. Preghiamo:
Perché la nostra eucaristia sia lode piena al Signore.
Perché viviamo nell'attesa del ritorno del Signore.

O Dio, creatore del cielo e della terra, che hai fatto l'uomo a tua immagine, fà che, riconoscenti per la vita che abbiamo ricevuto e dei doni di cui l'hai arricchita, portiamo frutti abbondanti per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente,
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente
e ci prepari il frutto di un’eternità beata.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28)

Oppure:
Dice il Signore:
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale, che Cristo tuo Figlio
ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16-11-2016)
Ma i suoi cittadini lo odiavano
Nel Vangelo vi sono delle verità nascoste tra le parole che spesso potrebbero passare inosservate. Oggi si predica un Cristo solo misericordia, solo amore, solo perdono, solo compassione, solo accoglienza, solo tenerezza. Il Gesù del Vangelo, della Scrittura Santa non è solo questo. È anche verità, ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 16-11-2016)
Commento su Lc 19, 26
«A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha». Lc 19, 26 Come vivere questa Parola? Questa parola di Gesù all'interno della parabola delle mine, sembra proprio l'opposto della logica corrente e giusta. Di solito, toccati in cuore dall'indigenza di qualche fratello, di ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 18-11-2015)
Gesù camminava davanti a tutti
Gesù è il Pastore delle pecore. Lui sempre deve camminare davanti a tutti. Tutti devono seguirlo, perché tutti sono suoi discepoli. Gesù va verso Gerusalemme. Cammina verso il Golgota. Se il suo percorso porterà sul monte Calvario, anche quelli che lo seguono devono giungere sullo stesso monte. Non ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 18-11-2015)
Commento su Lc. 19, 12-13
" Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: «Fatele fruttare fino al mio ritorno». Lc. 19, 12-13 Come vivere questa Parola? Il tempo che viviamo è i ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-11-2014)
Commento su Sal 150,1-2
"Lodate Dio nel suo santuario, lodatelo nel suo maestoso firmamento. Lodatelo per le sue imprese, lodatelo per la sua immensa grandezza" Sal 150,1-2 Come vivere questa Parola? L' "immensa grandezza" di Dio in questo momento proprio non la vedo. Perfino su questa zona montuosa dove abito oggi la ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-11-2014)
Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi
Oggi l'uomo si è incamminato su una via di tenebra e non di luce, di morte e non di vita, di falsità e non di verità, di ingiustizia e non di giustizia. Si è incamminato sulla via che abolisce ogni verità oggettiva, sia della natura che della storia, sia del tempo che dell'eternità, sia della ragion ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20-11-2013)
Commento su Lc 19,11-28
Queste parole dure, specifica Luca, Gesù le dice mentre sale a Gerusalemme. Mentre sta andando a morire col volto indurito, cioè determinato, deciso. Non sta scherzando, è una cosa seria la fede, una cosa seria la sua scelta. Gesù sta andando a morire e lo sa bene. Sa che riceverà incomprensione e i ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 20-11-2013)
Non vogliamo che costui regni su di noi
La parabola che leggiamo nel vangelo di oggi è molto simile a quella dei talenti, raccontata da Matteo e Marco. Qui i talenti diventano monete d'oro, ma stanno a significare sempre i doni di Dio da mettere laboriosamente a frutto. Come non è lecito mettere sotterra l'unico talento ricevuto, è sbagli ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 20-11-2013)
Mettiamo a frutto le nostre capacità
Bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città Ormai c'è in tanti l'idea che rubare un pochino non è cosa cattiva, d'altra parte lo fanno tutti, d'altra parte quello ha tanto e non si accorge nemmeno se prendo una cosa. Rubare è rubare, sia che si pren ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20-11-2013)
Commento su Luca 19, 13
Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". Lc 19, 13 Come vivere questa Parola? Gesù, con questa parabola, ci insegna che Dio elargisce sia i suoi doni ad ogni persona umana sia la libertà di metterli a frutto: per essere fed ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20-11-2013)
Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio!
La parola dell'uomo è l'uomo stesso. Ognuno è la sua parola. Anche in questo l'uomo è ad immagine di Dio. In Dio parola ed essenza coincidono. Mai Dio potrà dire una parola che non sia purissima verità, carità, giustizia, santità. Anche l'uomo avrà sempre una parola secondo la sua natura. La parola ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20-11-2013)
Commento su Lc 19, 13
Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". Lc 19, 13 Come vivere questa Parola? Gesù, con questa parabola, ci insegna che Dio elargisce sia i suoi doni ad ogni persona umana sia la libertà di metterli a frutto: per essere fed ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21-11-2012)
Commento su Luca 19,11-28
Siamo chiamati a lavorare sodo, a impegnarci per la diffusione del Regno, a mettere la missione al centro delle nostre scelte. Le monete d'oro ricevute vanno investite per la crescita del Vangelo: se seppelliamo i nostri talenti sotto terra saremo duramente rimproverati. Così è la logica di Dio: o l ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 21-11-2012)
Commento su Apocalisse 4,11
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, per la tua volontà esistevano e furono create. Ap 4,11 Come vivere questa Parola? Con questo breve e solenne inno di lode al Dio intronizzato si chiude la prima parte della d ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 21-11-2012)
Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine
E' sotto gli occhi di tutti che quando nasciamo abbiamo delle potenzialità e delle capacità, chi più chi meno, chi un ambito e chi in un altro. La vita per chi non ha Fede, il Signore per chi crede, ci dona un credito, ci firma un foglio in bianco nel quale siamo noi a dover scrivere la nostra stori ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21-11-2012)
Fatele fruttare fino al mio ritorno
Il ritorno del Signore è duplice: il giorno della nostra morte e quello della fine del mondo, quando saranno fatti i cieli nuovi e la terra nuova. Fino a quel giorno e per tutti i giorni della nostra vita o della permanenza su questa terra i talenti ricevuti dovranno essere messi a frutti. Chi vigil ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 16-11-2011)
Commento su Luca 19,12-14
Disse dunque: "Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazio ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16-11-2011)
Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi
Nell'uomo peccatore che supera i limiti del peccato, il male gli cambia la natura e da natura che cerca Dio, perché ha sete di Lui, si trasforma in natura che si oppone a Dio, che lo avversa, lo contrasta, combattendolo e opponendosi al diritto di sottomissione che per creazione il nostro Dio gode s ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-11-2010)
Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio!
La parola dell'uomo è la sua condanna o la sua giustificazione; è la sua salvezza o la sua perdizione; il suo bene o il suo male; la sua luce o la sua tenebra eterna. Dio vuole che ogni suo dono venga da noi messo a frutto. I suoi doni sono molteplici. Tutto è dono di Dio: la vita, la salute, l'inte ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 17-11-2010)
Impiegatele fino al mio ritorno
Non è difficile ravvisare in questo uomo di nobile stirpe che parte per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi tornare, lo stesso Cristo. Domenica prossima, a conclusione dell'anno liturgico, celebreremo Cristo, Re dell'universo! La parabola delle mine o monete (nella nuova traduzione ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 18-11-2009)

Il Signore affida alla sua Chiesa, fragile e peccatrice, il compito di renderlo presente nel mondo. Il tempo che viviamo è il tempo della Chiesa, tempo fra le due venute di Cristo, tempo dell'annuncio ad ogni uomo, di costruzione del Regno di Dio là dove viviamo. E, in questo percorso, il Signore ci ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 19-11-2008)

Riprendiamo, in forma leggermente diversa, la parabola dei talenti letta qualche giorno fa. Ma la lezione è la stessa: un invito ai discepoli a far fruttare le proprie qualità. Troppe volte mi sento dire dalle persone «Non valgo a niente». È un paradosso, ma in eguale misura, nella mia vita di prete ...
(continua)