LA CHIESA

      


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LITURGIA

> 3 Aprile 2016 <

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO C)

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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Bianco
CP020 ;

Partecipando al sacrificio della Messa, noi ascoltiamo ogni volta le parole di Cristo che si rivolge agli apostoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”. Inoltre, imploriamo il Signore di concederci “unità e pace secondo la sua volontà” e di donare “la pace ai nostri giorni”.
Ogni volta che apparve agli apostoli Cristo, dopo aver vinto la morte, augurò la pace, sapendo quanto tutti loro la desiderassero. Nel conferire agli apostoli il potere di rimettere i peccati, Cristo ha portato la pace nell’anima inquieta dell’uomo. L’anima creata da Dio ha nostalgia di Dio. La pace con Dio è il fondamento della pace tra gli uomini. Liberato dalla schiavitù del peccato, l’uomo è in pace, ha l’anima in festa, in pace. La pace regna sui cuori puri. È partendo dalla pace interiore, quella del cuore, appoggiandosi ad essa, che si può stabilire la pace esteriore: in famiglia, fra vicini, in seno alla Chiesa, tra i popoli. Dio chiama tutti gli uomini ad unirsi al suo popolo unico. Il suo desiderio, che è di riunire tutti gli uomini in seno ad un’unica comunità per salvarli, è già espresso nell’Antico Testamento.
Gli Ebrei capirono di essere un popolo unico nella lontana notte di Pasqua in cui Dio li separò dagli Egiziani ed indicò loro la Terra promessa.
La Pasqua viene per ricordare questo avvenimento alle generazioni successive: in questo giorno ogni ebreo ha il sentimento di essere di nuovo condotto fuori dall’Egitto per essere salvato. Allo stesso modo, il nuovo popolo di Dio è nato il giorno di Pasqua, quando la concordia eterna fu rinnovata e suggellata dal sangue del Figlio di Dio. Questo popolo creato da Cristo è precisamente la Chiesa.
Gli uomini assomigliano a piccoli universi, chiusi e segreti. Dio li ha creati così. Ciò nonostante, il Creatore ha dato agli uomini anche il gusto di riunirsi in gruppi, di vivere, di lavorare, di creare in comune. Dio ha voluto allo stesso tempo assicurare loro la salvezza in quanto comunità, la salvezza del suo popolo. Accettare la salvezza promessa da Dio significa nello stesso tempo integrarsi al nuovo popolo riunito da Cristo, in seno al quale tutti usano i medesimi strumenti della grazia, cioè i sacramenti, scaturiti dalla Passione di Cristo.
In diversi momenti, il Nuovo Testamento designa Cristo come il volto visibile di Dio, l’immagine del Padre, il suo segno (Col 1,15; Gv 1,18). Cristo è come un sacramento che significa e trasmette l’amore del Padre. È un segno carico di significato e di forza di salvezza; in lui si trovano riuniti il perdono del Padre e la filiazione. In questo senso, Cristo appare come il primo sacramento nato dall’amore di Dio, la fonte di tutti i sacramenti. I sacramenti possono esistere solamente perché in loro Cristo stesso è presente ed agisce.
Come una madre premurosa, la Chiesa si sforza di spiritualizzare tutta la vita dei suoi figli e delle sue figlie. Vivere la spiritualità, provare la pace dell’anima è tentare di dare un carattere divino al quotidiano attraverso il flusso di grazie, di sapienza, di sentimenti, di consolazione che viene da Dio. Per ottenere la salvezza, egli ci fa pervenire, in un modo o nell’altro, a raggiungere Cristo. Ci fa camminare la mano nella mano con i figli del popolo di Dio, ci dirige verso un destino comune sotto l’egida di Cristo che si occupa di noi, ci perdona, ci santifica e ci concede la pace.

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Antifona d'ingresso
Come bambini appena nati,
bramate il puro latte spirituale,
che vi faccia crescere verso la salvezza. Alleluia. (1Pt 2,2)

Oppure:
Entrate nella gioia e nella gloria,
e rendete grazie a Dio, che vi ha chiamato
al regno dei cieli. Alleluia. (4 Esd 2,36-37 (Volg.))


Colletta
Dio di eterna misericordia,
che nella ricorrenza pasquale
ravvivi la fede del tuo popolo,
accresci in noi la grazia che ci hai dato,
perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza
del Battesimo che ci ha purificati,
dello Spirito che ci ha rigenerati,
del Sangue che ci ha redenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Padre, che nel giorno del Signore
raduni il tuo popolo per celebrare
colui che è il Primo e l’Ultimo,
il Vivente che ha sconfitto la morte,
donaci la forza del tuo Spirito,
perché, spezzati i vincoli del male,
ti rendiamo il libero servizio
della nostra obbedienza e del nostro amore,
per regnare con Cristo nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

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Prima lettura

At 5,12-16
Venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne.

Dagli Atti degli Apostoli

Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava.
Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro.
Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 117

Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!

Ti preghiamo, Signore: Dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: Dona la vittoria!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina.

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Seconda lettura

Ap 1,9-11.12-13.17-19
Ero morto, ma ora vivo per sempre.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.
Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: «Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese».
Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d’oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d’uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro.
Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito».

Parola di Dio

Sequenza
[Facoltativa]

Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

Canto al Vangelo (Gv 20,29)
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Alleluia.

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Vangelo

Gv 20,19-31
Otto giorni dopo venne Gesù.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La risurrezione è un fatto reale, ma comprendere il suo significato per la nostra vita non è né scontato né banale.
Dobbiamo metterci in ricerca. Preghiamo insieme e diciamo: Cristo Risorto, rendici credenti.

1. Perché siamo capaci di rifiutare le soluzioni facili che propongono un Dio diverso da Te. Preghiamo.
2. Perché la nostra fede parta sempre dalla verità della Tua resurrezione. Preghiamo.
3. Perché non ci colga la paura dell’ignoto, sicuri del fatto che al termine di ogni cammino di verità ci attende il Tuo volto. Preghiamo.
4. Perché sappiamo cogliere nella nostra vita, specialmente nella sofferenza, i segni del Tuo corpo risorto. Preghiamo.

O Padre, Tu hai donato all’uomo la vita eterna. Aiutaci a comprendere questa verità così superiore alle nostre deboli capacità. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, Signore,
l’offerta del tuo popolo [e dei nuovi battezzati]:
tu che ci hai chiamati alla fede
e rigenerati nel Battesimo,
guidaci alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO PASQUALE I
Cristo agnello pasquale

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo giorno
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
È lui il vero Agnello
che ha tolto i peccati del mondo,
è lui che morendo ha distrutto la morte
e risorgendo ha ridato a noi la vita.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...


Antifona di comunione
“Accosta la tua mano,
tocca le cicatrici dei chiodi
e non essere incredulo, ma credente”. Alleluia. (cf. Gv 20,27)


Preghiera dopo la comunione
Dio onnipotente,
la forza del sacramento pasquale che abbiamo ricevuto
continui a operare nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

don Gianfranco Calabrese     (Omelia del 03-04-2016)
Video commento su Giovanni 20,19-31
...
(continua)
don Dino Pirri - Sulla strada     (Omelia del 03-04-2016)
Commento su Giovanni 20,19-31
...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 03-04-2016)
Audio commento alla liturgia - Gv 20,19-31
Clicca qui per scaricare il commento in formato MP3.Per ascoltare il commento, clicca sul play sulla sinistra del lettore: ...
(continua)
don Marco Pozza     (Omelia del 03-04-2016)
Dita e naso. Tommaso ficcanaso
Poca-roba, davvero. A ficcarci dentro la punta del naso, l'aria era noiosa: sapeva di stantio, di stanchezza, d'ammuffito. Diciamo che nei nasi s'era attaccata aria di paura: dei Giudei, della storia andata, di quella presente, della storia a venire. Parevano talpe sotterrate dentro il cenacolo: tal ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 03-04-2016)
Video commento a Gv 20,19-31
https://youtu.be/XZoyKUYCiF0 ...
(continua)
Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 03-04-2016)
Commento su Ap 1,9-11a. 12-13. 17-19
Collocazione del brano Durante il tempo pasquale dell'anno C saremo accompagnati dall'Apocalisse, l'ultimo libro della Bibbia. La parola apocalisse significa rivelazione e il testo vuole essere appunto una rivelazione riguardante gli ultimi tempi, il momento tanto atteso del ritorno glorioso di Cr ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 03-04-2016)
Commento su Gv.20-21
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi» Gv.20-21 Come vivere questa Parola? E' molto indicativo, per noi credenti, il saluto augurio di Gesù Risorto ai suoi discepoli. Anzitutto egli augura la "pace" e nello stesso tempo la dona. E' lui, infatti "la nostra pace" ed è stato ...
(continua)
don Michele Cerutti     (Omelia del 03-04-2016)

Tommaso non era con gli apostoli e aveva difficoltà a comprendere che il Risorto era apparso. Solo quando e' stato invitato dagli altri a stare con loro ha compreso che il Signore era veramente Risorto. E' nella Chiesa che si conosce il Signore fuori da questa è più difficile comprenderlo. "Credo i ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 03-04-2016)
Gesù, confido in te
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(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 03-04-2016)
La Risurrezione non annulla la croce, vertice dell'amore
La sera di Pasqua il Signore entra in quella stanza chiusa, porte e finestre sbarrate, dove manca l'aria e si respira paura. Solo Tommaso ha il coraggio di andare e venire. Soffiò e disse loro: ricevete lo Spirito Santo. Su quel pugno di creature, chiuse e impaurite, inaffidabili, scende il vento d ...
(continua)
Carla Sprinzeles     (Omelia del 03-04-2016)

Celebrare la Pasqua di Gesù Cristo significa allo stesso tempo celebrare la misericordia di Dio nei nostri riguardi. A chi sperimenta delusione e fallimento, il messaggio dell'amore di Dio della sua misericordia, può portare fiducia e speranza di rinascita, Dio non ci abbandona nella morte. La lit ...
(continua)
don Giacomo Falco Brini     (Omelia del 03-04-2016)
Il suo amore è per sempre
La parte del salmo 117 che la Chiesa prega nella 2a domenica di Pasqua esprime tutto lo stupore credente per le meraviglie che Dio opera. Giustamente lo si applica per l'opera di tutte le opere di Dio, la Resurrezione di Cristo che celebriamo in questo tempo pasquale. Vorrei evidenziare quel versett ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 03-04-2016)
L'amore del Signore per Tommaso e per quanti faticano nella fede
La Seconda Domenica di Pasqua è anche la festa «della Divina Misericordia». E' una bella realtà della fede per la nostra vita: è la misericordia di Dio per noi! E' un amore così grande, così profondo quello di Dio verso di noi, che non viene meno, sempre afferra la nostra mano e ci sorregge, ci rial ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 03-04-2016)
Tommaso, metti qua la tua mano e credi!
La celebrazione di questa domenica trasuda di ?aria di Pasqua', ossia di Resurrezione: "La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano gli apostoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: ?Pace a voi!'. ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 03-04-2016)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Padre Alvise Bellinato VEDERE PER CREDERE O CREDERE PER VEDERE? I due verbi sui quali vogliamo focalizzare la nostra attenzione oggi sono vedere e credere. 1. Nel Vangelo prima viene il vedere, poi il credere. Dice Tommaso: «Se non vedo nelle sue mani ...
(continua)
Omelie.org (bambini)     (Omelia del 03-04-2016)

Il Vangelo di oggi ci riporta nel Cenacolo dove ci sono gli apostoli che non sanno che cosa fare e che cosa pensare... devono riprendersi dal trauma degli avvenimenti recenti. Gesù è risorto. La tomba è stata trovata vuota, per cui vivono momenti di entusiasmo, ma anche di dubbio e soprattutto di p ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 03-04-2016)
Altro che miscredente!
Mi sono chiesto come la Chiesa nascente potesse essere così piena di entusiasmo, di freschezza, di voglia di evangelizzare, se in realtà la prima reazione di fronte all'annuncio della resurrezione fu di scetticismo, di paura, di chiusura, cose ben simboleggiate da quelle "porte chiuse per paura dei ...
(continua)
don Lello Ponticelli     (Omelia del 03-04-2016)
Prediche senza Pulpito - Commento al Vangelo
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(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 03-04-2016)
Commento su Giovanni 20,19-31
Questa domenica, con il suo Vangelo, ci invita ad aprire le porte. Ma qui non s'intendono le porte delle case. Il Vangelo, infatti, parla chiaramente delle chiusure degli uomini. I discepoli - così ci narra l'evangelista - si sono barricati in casa per paura di possibili persecuzioni. Di conseguenza ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 03-04-2016)
Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio
Tutto quanto Gesù opera nel Vangelo secondo Giovanni, viene operato perché si giunga alla perfetta fede in Cristo Gesù. La salvezza è dalla vera fede in Lui. Ogni falsa fede genera una falsa umanità. Più la fede diviene vera, più l'umanità diviene vera. Se l'umanità vive nella falsità è il segno evi ...
(continua)
don Domenico Luciani     (Omelia del 03-04-2016)
Video commento su Gv 20,19-31
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(continua)
don Roberto Fiscer     (Omelia del 03-04-2016)
#StradeDorate - Commento su Giovanni 20,19-31
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(continua)
don Giorgio Zevini     (Omelia del 03-04-2016)
Video Commento a Gv 20,19-31
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(continua)
padre Giuseppe De Nardi     (Omelia del 03-04-2016)
Sulla Tua Parola - Gv 20,19-31
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(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 03-04-2016)
Una Chiesa missionaria della misericordia nel nome di Cristo Risorto
E' la domenica più importante di questo anno giubilare dedicato alla misericordia, perché è la domenica specifica che San Giovanni Paolo II, da Papa, volle dedicare a questo tema, istituendo la seconda domenica di Pasqua come domenica della Divina Misericordia. La motivazione teologica e pastorale d ...
(continua)
Michele Antonio Corona     (Omelia del 03-04-2016)

Il primo giorno della settimana diventa il primo giorno dell'intera umanità. Pietro e l'altro discepolo si meravigliano per la tomba vuota; Maria Maddalena, gli Undici e infine Tommaso incontrano il Cristo risorto. Egli si presenta ai discepoli la sera, intesa non solo come porzione finale della g ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 03-04-2016)
La fatica di credere è ripagata
Come nota Ardusso, se Gesù infatti non fosse risorto, il cristianesimo non sarebbe mai nato e nulla esisterebbe dei documenti che abbiamo a disposizione per conoscere Gesù (Vangeli, lettere di Paolo, Epistole, Apocalisse). Se ancora oggi a distanza di secoli si parla di questo personaggio speciale c ...
(continua)
fr. Massimo Rossi     (Omelia del 03-04-2016)
Commento su Giovanni 20,19-31
Oggi, in tutta la Chiesa, si celebra la Domenica dell'Amore Misericordioso: questa ricorrenza, istituita da San Giovanni Paolo II, più di quindici anni fa, assume quest'anno una rilevanza particolare. Chissà se il Giubileo straordinario della misericordia riuscirà a far fiorire di nuovo la misericor ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 03-04-2016)
Video commento a Gv 20,19-31
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(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 03-04-2016)
Il primo giorno dopo il sabato
Come noi, gli ebrei misuravano i giorni in cicli di sette, riservando l'ultimo, il sabato, a Dio. Gesù è risorto "il primo giorno dopo il sabato", il primo della nuova settimana, e proprio per celebrare quell'evento i suoi seguaci hanno spostato di un giorno la festa settimanale. La motivazione è ri ...
(continua)
Diocesi di Vicenza     (Omelia del 03-04-2016)
La Parola - commento a Gv 20, 19-31
Commento a cura di don Alessio Graziani. Registrato nell'oratorio di san Nicola, Vicenza. ...
(continua)
padre Fernando Armellini     (Omelia del 03-04-2016)
Video commento su Gv 20,19-31
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(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 03-04-2016)
Commento su At 5,12-16; Ap 1,9-11.12-13.17-19; Gv 20,19-31
Atti degli Apostoli 5,12-16 Episodio ambientato al tempio, con questo Luca ci da un messaggio sulla comunità cristiana di Gerusalemme avviata sulla strada della testimonianza pubblica che avviene attraverso due momenti: i fatti e la Parola. Attraverso i miracoli degli Apostoli si ha la misura dell ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 07-04-2013)
Commento su Gv 20,19-31
«Tommaso, abbiamo visto il Signore! È vivo!» Tommaso guarda i volti euforici dei suoi compagni. È sbalordito e attonito. «Tu, Andrea; tu, Simone; tu, Giovanni?... Voi mi venite a dire questo? Siamo tutti fuggiti!». Il sorriso si spegne sul volto degli altri. Ha ragione, Tommaso. Non se va Tommaso. ...
(continua)
Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 07-04-2013)
Commento su Giovanni 20,19-31.
Collocazione del brano Nelle domeniche del tempo pasquale la Chiesa ci propone il vangelo di Giovanni che approfondisce meglio alcuni temi legati alla morte e risurrezione di Cristo. Per questa seconda domenica di Pasqua tutti e tre gli anni liturgici (A, B e C) ci propongono Gv 20,19-31 poiché tra ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 07-04-2013)
Commento su Atti 5,12-16; Salmo 117; Apocalisse 1,9-11.12-13.17-19; Giovanni 20,19-31
Introduzione Partecipando al sacrificio della Messa, noi ascoltiamo ogni volta le parole di Cristo che si rivolge agli apostoli: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace". Inoltre, imploriamo il Signore di concederci "unità e pace secondo la sua volontà" e di donare "la pace ai nostri giorni". Ogni ...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 07-04-2013)
Audio commento a Gv 20,19-31
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(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 07-04-2013)
Dubitare, interrogarsi, credere...
Non è poi così vero che pretendere delle certezze nella vita di fede sia segno di mancanza di fede. Addirittura, oserei dire che nemmeno il dubbio, in un'esperienza credente, è sintomo di poca fede. Sinceramente, ho sempre provato una certa simpatia per coloro che di fronte ad una realtà così mister ...
(continua)
don Giorgio Zevini     (Omelia del 07-04-2013)
Video Commento di Gv 20, 19-31
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(continua)
mons. Giuseppe Giudice     (Omelia del 07-04-2013)
La fede. E la pace
Mistero della Pasqua è il venire di Gesù che, stando in mezzo ai suoi, dona la pace. Il dono della pace pasquale passa attraverso le mani e il fianco del Crocifisso Risorto. La pace pasquale è dono e frutto della Croce. Il primo frutto della Pasqua è il dono della pace: Pace a voi! Solo ora i dis ...
(continua)
dom Luigi Gioia     (Omelia del 07-04-2013)
Otto giorni dopo venne Gesù
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(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 07-04-2013)
La luce e la gioia della Fede
"Non essere più incredulo, ma credente". E' l'invito di Gesù a Tommaso. "Mio Signore e mio Dio": la risposta dell'apostolo e la sua certezza per tutta la vita. La misericordia del Signore, scioglie le menti, converte i cuori, riempie del suo amore. Quando si va nei santuari molte persone affermano: ...
(continua)
mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 07-04-2013)
Abbiamo visto il Signore
Quello che colpisce tutti, credo, è il pessimismo dilagante, che si nota nelle parole e sul volto di troppi, anche tra noi cristiani, come se Cristo, nostra Gioia e Speranza, non fosse mai risorto, ma fosse rimasto sempre là, immobile e senza vita, nel sepolcro. E vicino al pessimismo si respira ta ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 07-04-2013)
Commento su Giovanni 20, 19b
"Pace a voi!" Gv 20, 19b Come vivere questa Parola? Per ben tre volte, in questo breve brano evangelico, risuona il saluto di Gesù: "Pace a voi!", che si identifica con il bene messianico. Una realtà che biblicamente dice molto di più che non assenza di guerra o di conflittualità. Non si identifi ...
(continua)
Ileana Mortari - rito romano     (Omelia del 07-04-2013)
Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!
L'apostolo Tommaso è universalmente noto come emblema dell'incredulità, tanto che proprio a questa sua caratteristica pittori e scultori di ogni tempo hanno dedicato bellissime opere d'arte! E diffusissima poi è l'espressione proverbiale "voler vedere e toccare come Tommaso". Ora, è certamente ve ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 07-04-2013)
Commento su Gv 20,19-31
Gesù risorto si mostra, parla e invia ogni discepolo, non solo gli apostoli. Si mette subito in mezzo a loro scardinando la porta della paura che li teneva rinchiusi, prigionieri della morte. La sua è una presenza stabile, sicura ("stette in mezzo"). Non c'è da aver paura, Gesù non è un fantasma. ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 07-04-2013)
Tommaso patrono dei credenti
È risorto il Signore. La tomba è stata trovata vuota e tutto, ora, è diverso. Non sanno che cosa pensare, i discepoli, alternando momenti di entusiasmo a dubbi e fatica. Chiusi nella stanza alta dove hanno celebrato la cena, ancora faticano a focalizzare ciò che è successo. Tutto troppo. Troppo g ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 07-04-2013)
Siamo il miracolo di Dio
Clicca qui per la vignetta della settimana. Uno dei film che amo molto vedere e rivedere è "Millions" di Danny Boyle (il famoso regista inglese che ha anche curato l'apertura dei giochi olimpici a Londra). Si narra di una famiglia composta di due ragazzi che hanno appena perso da poco la mamma, e ...
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don Claudio Doglio     (Omelia del 07-04-2013)
Video commento a Gv 20,19-31
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Paolo Curtaz     (Omelia del 07-04-2013)
Video commento a Gv 20,19-31
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padre Sergio Tellan, OFM cap.     (Omelia del 07-04-2013)
Video commento a Gv 20,19-31
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don Marco Pozza     (Omelia del 07-04-2013)
L'imperdonabile scocciatura della Risurrezione
Come testamento lasciò una brocca d'acqua e un asciugatoio, fragilissimo alfabeto di un Maestro paradossale. Venne ricambiato con un pugno di chiodi e un vecchio tronco di legno: il bacio di Giuda Gli fece allargare le braccia sul legno, il fuggi fuggi dei discepoli funse da martello per piantare i ...
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padre Ermes Ronchi     (Omelia del 07-04-2013)
Nel cuore del cielo il nostro alfabeto d'amore
A noi giovò più l'incredulità di Tommaso che non la fede degli apostoli (Gregorio Magno). Tommaso ci è più utile degli altri. Per­ché ci mostra quale grande educatore fosse Gesù: aveva formato Tommaso alla libertà interiore, al coraggio di dis­sentire per seguire la propria coscienza. Erano chiuse ...
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don Luciano Cantini     (Omelia del 07-04-2013)
Vedere e toccare
Perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome Così sembra terminate il Vangelo autentico di Giovanni, rivelando lo scopo del suo scritto: perché crediate... e abbiate la vita nel suo nome. Aveva iniziato il suo scritto dicendo: In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini (Gv 1,4) e per ...
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Giovani Missioitalia     (Omelia del 07-04-2013)
Sorpresi dalla gioia
"E i discepoli gioirono nel vedere il Signore" (Gv 20,20) Vedere il Signore è sorgente di gioia! Gli apostoli vedono e gioiscono. Vedono e credono. Credono e sono mandati. Sono mandati così come il Padre ha mandato Gesù: a sorprendere il mondo con la gioia della pace. Questa è la commissione che i ...
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Omelie.org - autori vari     (Omelia del 07-04-2013)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Eduard Patrascu Gesù di Nazaret, colui che avete crocifisso, è risorto! È stato molto bello la settimana santa vedere tanta gente che partecipava alle celebrazioni della passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo. Eh, sì siamo contenti di essere segu ...
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Omelie.org (bambini)     (Omelia del 07-04-2013)

Ciao bambini! Oggi, per prima cosa, proviamo a pensare al significato che ha la parola "pace". Chi vuole, può dire la sua opinione... Ora che avete detto quello che pensate voi, vi dico qualcosa io, ok? La parola "pace" deriva dal latino "pax" e, di solito, è definita come il contrario della paro ...
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don Domenico Luciani     (Omelia del 07-04-2013)
Video commento a Gv 20,19-31
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Wilma Chasseur     (Omelia del 07-04-2013)
In cammino verso la gloria
Quella sera, mentre le porte erano chiuse, Gesù entrò... Come? Da dove? C'erano per caso finestre aperte? No! Non c'erano neanche quelle, perché per il corpo glorioso non esistono più porte e finestre chiuse, anzi, non esistono nemmeno più le porte e neanche i muri: Gesù entra, attraversandoli come ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 07-04-2013)
Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi
Le modalità scelte da Dio perché Cristo Gesù compisse nel mondo il mistero della salvezza, devono essere le stesse per ogni suo discepolo. Le modalità di Gesù sono: obbedienza fino alla morte di croce, compimento della volontà del Padre nella perenne mozione, conduzione, ispirazione dello Spirito Sa ...
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Riccardo Ripoli     (Omelia del 07-04-2013)
Pace a voi!
Il Signore è venuto a portare la pace dandoci gli strumenti e lo Spirito per poterla perseguire. Avete mai giocato ad acchiapparello, nel quale quando chi insegue tocca una persona la trasforma in inseguitore ed ogni tocco della mano trasforma il bimbo raggiunto in inseguitore. Ecco Dio fa così co ...
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padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 07-04-2013)
La scommessa conveniente
Le apparizioni di Gesù non si identificano con l'evento della risurrezione, ma ne sono un riflesso, una conseguenza. Esse avvengono in vari luoghi e modalità: Gesù appare improvvisamente e in incognito, come nel caso dei discepoli di Emmaus, altrove si manifesta senza preavviso, aspettandosi di esse ...
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don Marco Pratesi     (Omelia del 07-04-2013)
Ruminare i Salmi - Salmo 118,1-4 (II Domenica di Pasqua, anno C)
Ruminare i Salmi - Salmo 118 (Vulgata/liturgia 117),1-4 (II Domenica di Pasqua, anno C) CEI 1974: Eterna è la sua misericordia CEI 2008: Il suo amore è per sempre TILC: Eterno è il suo amore per noi NV: quoniam in saeculum misericordia eius Ap 1,18: Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le ...
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mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 07-04-2013)
La domenica nell'anno della fede
Gli ebrei misuravano i giorni in cicli di sette, riservando l'ultimo, il sabato, a Dio. Gesù è risorto "il primo giorno dopo il sabato", il primo della nuova settimana, e proprio per celebrare quell'evento i suoi seguaci hanno spostato di un giorno la festa settimanale. La motivazione è richiamata n ...
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CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 07-04-2013)
Commento su Atti 5,12-16; Salmo 117; Apocalisse 1, 9-11. 12-13. 17.19; Giovanni 20,19-31
Sabato notte abbiamo rivissuto, nella grande veglia pasquale, i momenti essenziali della nostra fede, l'accensione del fuoco e del cero segno della luce del Cristo che illumina per sempre l'umanità rimasta al buio a causa del peccato, la benedizione dell'acqua segno di purificazione nel battesimo, a ...
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don Domenico Luciani     (Omelia del 11-04-2010)
Video commento su Gv 20,19-31
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Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 11-04-2010)
Commento su Giovanni 20,19-31
Lectio Nelle domeniche di Pasqua siamo sempre accompagnati dal testo di san Giovanni, scelto per la sua profondità e il suo sguardo contemplativo sul Cristo e sul Risorto. Nella seconda domenica meditiamo sempre sul secondo racconto del capitolo 20, che collega il giorno della resurrezione alla dom ...
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Wilma Chasseur     (Omelia del 11-04-2010)
Audio commento a Gv 20,19-31
Clicca qui per scaricare il commento in formato MP3.Per ascoltare il commento, clicca sul play sulla sinistra del lettore: ...
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Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 11-04-2009)
Commento su Giovanni 20,19-31
Lectio Il capitolo 20 del vangelo di Giovanni narra la scoperta della tomba vuota (da parte delle donne e poi di Pietro e Giovanni) e le apparizioni del risorto prima a Maria di Magdala e poi ai dodici. In tutti i vangeli l'incontro di Gesù risorto con il gruppo degli apostoli è narrato con caratt ...
(continua)
Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 11-04-2009)
Commento su Giovanni 20,19-31
Lectio Il capitolo 20 del vangelo di Giovanni narra la scoperta della tomba vuota (da parte delle donne e poi di Pietro e Giovanni) e le apparizioni del risorto prima a Maria di Magdala e poi ai dodici. In tutti i vangeli l'incontro di Gesù risorto con il gruppo degli apostoli è narrato con caratt ...
(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 18-04-2004)
Pace a voi
Essendo, dunque, la sera, quel giorno, il primo della settimana, ed essendo chiuse le porte dov'erano i discepoli, per paura dei Giudei, venne Gesù e stette in mezzo e dice loro: "pace a voi!". Nel giorno della resurrezione Gesù, ai suoi discepoli porta il dono della pace. Il saluto è quello di se ...
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