LA CHIESA

      


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LITURGIA

> 25 Marzo 2016 <

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Mercoledì 30 Marzo 2016

Giovedì 31 Marzo 2016

Venerdì 1 Aprile 2016


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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:


  VENERDI SANTO (PASSIONE DEL SIGNORE)

> Vai direttamente alle OMELIE 

Colore liturgico: Rosso
EVENS ;

La più grande lezione che Gesù ci dà nella passione, consiste nell’insegnarci che ci possono essere sofferenze, vissute nell’amore, che glorificano il Padre.
Spesso, è la “tentazione” di fronte alla sofferenza che ci impedisce di fare progressi nella nostra vita cristiana. Tendiamo infatti a credere che la sofferenza è sempre da evitare, che non può esserci una sofferenza “santa”. Questo perché non abbiamo ancora sufficientemente fatto prova dell’amore infinito di Dio, perché lo Spirito Santo non ci ha ancora fatto entrare nel cuore di Gesù. Non possiamo immaginarci, senza lo Spirito Santo, come possa esistere un amore più forte della morte, non un amore che impedisca la morte, ma un amore in grado di santificare la morte, di pervaderla, di fare in modo che esista una morte “santa”: la morte di Gesù e tutte le morti che sono unite alla sua.
Gesù può, a volte, farci conoscere le sofferenze della sua agonia per farci capire che dobbiamo accettarle, non fuggirle. Egli ci chiede di avere il coraggio di rimanere con lui: finché non avremo questo coraggio, non potremo trovare la pace del suo amore.
Nel cuore di Gesù c’è un’unione perfetta fra amore e sofferenza: l’hanno capito i santi che hanno provato gioia nella sofferenza che li avvicinava a Gesù.
Chiediamo umilmente a Gesù di concederci di essere pronti, quando egli lo vorrà, a condividere le sue sofferenze. Non cerchiamo di immaginarle prima, ma, se non ci sentiamo pronti a viverle ora, preghiamo per coloro ai quali Gesù chiede di viverle, coloro che continuano la missione di Maria: sono più deboli e hanno soprattutto bisogno di essere sostenuti.

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La celebrazione si svolge in tre momenti: Liturgia della Parola, Adorazione della Croce, Comunione eucaristica.
In questo giorno la santa comunione ai fedeli viene distribuita soltanto durante la celebrazione della Passione del Signore; ai malati, che non possono prendere parte a questa celebrazione, si può portare la comunione in qualunque ora del giorno.
Il sacerdote e il diacono indossano le vesti di color rosso, come per la Messa.
Si recano poi all’altare e, fatta la debita riverenza, si prostrano a terra o, secondo l’opportunità, s’inginocchiano. Tutti, in silenzio, pregano per breve tempo.

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Antifona d'ingresso
Non vi è Antifona d'inizio; la solenne azione liturgica comincia con la preghiera silenziosa, in ginocchio, di tutta l'assemblea.


Colletta
Al posto della Colletta il sacerdote innalza l'Orazione

(Non si dice Preghiamo)
Ricordati, Padre, della tua misericordia;
santifica e proteggi sempre questa tua famiglia,
per la quale Cristo, tuo Figlio,
inaugurò nel suo sangue il mistero pasquale.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Oppure:
O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore
ci hai liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato
trasmessa a tutto il genere umano,
rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio;
e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita,
l’immagine dell’uomo terreno,
così per l’azione del tuo Spirito,
fa’ che portiamo l’immagine dell’uomo celeste.
Per Cristo nostro Signore.

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Prima lettura

Is 52,13- 53,12
Egli è stato trafitto per le nostre colpe. (Quarto canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaìa

Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.
Come molti si stupirono di lui
– tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –,
così si meraviglieranno di lui molte nazioni;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.
Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perché ha spogliato se stesso fino alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i colpevoli.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 30

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Sono il rifiuto dei miei nemici
e persino dei miei vicini,
il terrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.
Sono come un morto, lontano dal cuore;
sono come un coccio da gettare.

Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori.

Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
voi tutti che sperate nel Signore.

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Seconda lettura

Eb 4,14-16; 5,7-9
Cristo imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.
[Cristo, infatti,] nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)
Gloria e lode a te, Cristo Signore!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

Gloria e lode a te, Cristo Signore!

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Vangelo

Gv 18,1- 19,42
Passione del Signore.


+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni

- Catturarono Gesù e lo legarono
In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».

- Lo condussero prima da Anna
Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo».

Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.

Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote.

- Non sei anche tu uno dei suoi discepoli? Non lo sono!
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.

- Il mio regno non è di questo mondo
Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest’uomo?». Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.

Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?».

E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.

- Salve, re dei Giudei!
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.

Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».

Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».

All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».

- Via! Via! Crocifiggilo!
Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

- Lo crocifissero e con lui altri due
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».

- Si sono divisi tra loro le mie vesti
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.

- Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

(Qui si genuflette e di fa una breve pausa)

- E subito ne uscì sangue e acqua
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

- Presero il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli insieme ad aromi
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Al posto della Preghiera dei Fedeli si innalza la

PREGHIERA UNIVERSALE


I. Per la santa Chiesa

Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa di Dio:
il Signore le conceda unità e pace,
la protegga su tutta la terra,
e doni a noi, in una vita serena e tranquilla,
di render gloria a Dio Padre onnipotente.

Dio onnipotente ed eterno,
che hai rivelato in Cristo la tua gloria a tutte le genti,
custodisci l’opera della tua misericordia,
perché la tua Chiesa, diffusa su tutta la terra,
perseveri con saldezza di fede
nella confessione del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.


II. Per il Papa

Preghiamo il Signore per il nostro santo padre il papa N.:
il Signore Dio nostro,
che lo ha scelto nell’ordine episcopale,
gli conceda vita e salute
e lo conservi alla sua santa Chiesa,
come guida e pastore del popolo santo di Dio.

Dio onnipotente ed eterno,
sapienza che regge l’universo,
ascolta la tua famiglia in preghiera,
e custodisci con la tua bontà
il Papa che tu hai scelto per noi,
perché il popolo cristiano,
da te affidato alla sua guida pastorale,
progredisca sempre nella fede.
Per Cristo nostro Signore.


III. Per tutti gli ordini sacri e per tutti i fedeli

Preghiamo per il nostro vescovo N.,
per tutti i vescovi,
i presbiteri e i diaconi,
per tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa
e per tutto il popolo di Dio.

Dio onnipotente ed eterno
che con il tuo Spirito guidi e santifichi
tutto il corpo della Chiesa,
accogli le preghiere che ti rivolgiamo,
perché secondo il dono della tua grazia
tutti i membri della comunità
nel loro ordine e grado
ti possano fedelmente servire.
Per Cristo nostro Signore.


IV. Per i catecumeni

Preghiamo per i [nostri] catecumeni:
il Signore Dio nostro
illumini i loro cuori
e apra loro la porta della sua misericordia,
perché mediante l’acqua del battesimo
ricevano il perdono di tutti i peccati
e siano incorporati in Cristo Gesù,
nostro Signore.

Dio onnipotente ed eterno,
che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli,
aumenta nei [nostri] catecumeni
l’intelligenza della fede,
perché, nati a vita nuova nel fonte battesimale,
siano accolti fra i tuoi figli di adozione.
Per Cristo nostro Signore.


V. Per l’unità dei cristiani

Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo:
il Signore Dio nostro conceda loro
di vivere la verità che professano
e li raduni e li custodisca
nell’unica sua Chiesa.

Dio onnipotente ed eterno,
che riunisci i dispersi
e li custodisci nell’unità,
guarda benigno al gregge del tuo Figlio,
perché coloro che sono stati consacrati
da un solo Battesimo
formino una sola famiglia
nel vincolo dell’amore e della vera fede.
Per Cristo nostro Signore.


VI. Per gli Ebrei

Preghiamo per gli Ebrei:
il Signore Dio nostro,
che li scelse primi fra tutti gli uomini
ad accogliere la sua parola,
li aiuti a progredire sempre
nell’amore del suo nome
e nella fedeltà alla sua alleanza.

Dio onnipotente ed eterno,
che hai fatto le tue promesse
ad Abramo e alla sua discendenza,
ascolta la preghiera della tua Chiesa,
perché il popolo primogenito della tua alleanza
possa giungere alla pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.


VII. Per i non cristiani

Preghiamo per coloro che non credono in Cristo,
perché, illuminati dallo Spirito Santo,
possano entrare anch’essi
nella via della salvezza.

Dio onnipotente ed eterno,
fa’ che gli uomini che non conoscono il Cristo
possano conoscere la verità
camminando alla tua presenza in sincerità di cuore,
e a noi tuoi fedeli concedi di entrare profondamente
nel tuo mistero di salvezza
e di viverlo con una carità sempre più grande tra noi,
per dare al mondo
una testimonianza credibile del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.


VIII. Per coloro che non credono in Dio

Preghiamo per coloro che non credono in Dio,
perché, vivendo con bontà
e rettitudine di cuore,
giungano alla conoscenza del Dio vero.

Dio onnipotente ed eterno,
tu hai messo nel cuore degli uomini
una così profonda nostalgia di te,
che solo quando ti trovano hanno pace:
fa’ che, al di là di ogni ostacolo,
tutti riconoscano i segni della tua bontà
e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita,
abbiano la gioia di credere in te,
unico vero Dio e padre di tutti gli uomini.
Per Cristo nostro Signore.


IX. Per i governanti

Preghiamo per coloro che sono chiamati
a governare la comunità civile,
perché il Signore Dio nostro
illumini la loro mente e il loro cuore
a cercare il bene comune
nella vera libertà e nella vera pace.

Dio onnipotente ed eterno,
nelle tue mani sono le speranze degli uomini
e i diritti di ogni popolo:
assisti con la tua sapienza coloro che ci governano,
perché, con il tuo aiuto,
promuovano su tutta la terra
una pace duratura,
il progresso sociale e la libertà religiosa.
Per Cristo nostro Signore.


X. Per i tribolati

Preghiamo, fratelli carissimi,
Dio Padre onnipotente,
perché liberi il mondo da ogni disordine:
allontani le malattie, scacci la fame,
renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi,
conceda sicurezza a chi viaggia,
il ritorno ai lontani da casa,
la salute agli ammalati, ai morenti la salvezza eterna.

Dio onnipotente ed eterno,
conforto degli afflitti,
sostegno dei tribolati,
ascolta il grido dell’umanità sofferente,
perché tutti si rallegrino
di avere ricevuto nelle loro necessità
il soccorso della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.

Adorazione della Santa Croce

Il sacerdote, o il diacono, con i ministranti - oppure un altro ministro idoneo - si reca alla porta della chiesa (oppure il sacerdote attende all’altare che gli venga portata la Croce).
Quivi riceve la Croce non velata: i ministranti portano i candelieri accesi. Si forma la processione che, attraverso la chiesa, giunge nel presbiterio.
Chi porta la Croce fa una sosta presso la porta, in mezzo alla chiesa e davanti all’ingresso del presbiterio. Ogni volta innalza la Croce, invitando i presenti all’adorazione con le parole: Ecco il legno della Croce e tutti rispondono: Venite, adoriamo. Dopo ogni risposta, tutti s’inginocchiano e fanno una breve adorazione in silenzio. Chi porta la Croce rimane in piedi, tenendola alquanto elevata.
Infine si depone la Croce con i candelieri all’ingresso del presbiterio.


Ecco il legno della Croce,
al quale fu appeso il Cristo,
Salvatore del mondo.

R. Venite, adoriamo.

Il sacerdote, il clero e i fedeli si recano processionalmente all’adorazione della Croce, facendo davanti ad essa genuflessione semplice o un altro segno di venerazione (ad esempio baciando la Croce), secondo l’uso del luogo.
Mentre si svolge l’adorazione, si cantano l’antifona Adoriamo la tua Croce , i Lamenti del Signore e l’Inno o si eseguono altri canti adatti; restano seduti coloro che hanno compiuto l’adorazione.



ANTIFONA

Adoriamo la tua Croce, Signore,
lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione.
Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica; (Sal 67,2 su di noi faccia splendere il suo volto e abbia misericordia.)
Adoriamo la tua Croce, Signore...


LAMENTI DEL SIGNORE I

Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
“Io ti ho guidato fuori dall’Egitto,
e tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.

Popolo mio ...

Perché ti ho guidato quarant’anni nel deserto,
ti ho sfamato con manna,
ti ho introdotto in paese fecondo,
tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.

Popolo mio ...

Che altro avrei dovuto fare e non ti ho fatto?
Io ti ho piantato, mia scelta e florida vigna,
ma tu mi sei divenuta aspra e amara:
poiché mi hai spento la sete con aceto,
e hai piantato una lancia nel petto del tuo Salvatore.

Popolo mio ...

LAMENTI DEL SIGNORE II

Io per te ho flagellato l’Egitto e i primogeniti suoi,
e tu mi hai consegnato per essere flagellato.
Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.

Io ti ho guidato fuori dall’Egitto
e ho sommerso il faraone nel Mar Rosso,
e tu mi hai consegnato ai capi dei sacerdoti.
Io ho aperto davanti a te il mare,
e tu mi hai aperto con la lancia il costato.

Io ti ho fatto strada con la nube,
e tu mi hai condotto al pretorio di Pilato.
Io ti ho nutrito con manna nel deserto,
e tu mi hai colpito con schiaffi e flagelli.

Io ti ho dissetato dalla rupe con acqua di salvezza
e tu mi hai dissetato con fiele e aceto.
Io per te ho colpito i re dei Cananei,
e tu hai colpito il mio capo con la canna.

Io ti ho posto in mano uno scettro regale,
e tu hai posto sul mio capo una corona di spine.
Io ti ho esaltato con grande potenza,
e tu mi hai sospeso al patibolo della croce.

Preghiera sulle offerte
Oggi non ci sono offerte da presentare al Padre e si fa la comunione con il pane eucaristico consacrato il giorno precedente.
L'Assemblea con il celebrante recita il PADRE NOSTRO.



Preghiera dopo la comunione
Dio onnipotente ed eterno,
che hai rinnovato il mondo
con la gloriosa morte e risurrezione del tuo Cristo,
conserva in noi
l’opera della tua misericordia,
perché la partecipazione a questo grande mistero
ci consacri per sempre al tuo servizio.
Per Cristo nostro Signore.


ORAZIONE SUL POPOLO

Scenda, o Padre, la tua benedizione
su questo popolo,
che ha commemorato la morte del tuo Figlio
nella speranza di risorgere con lui;
venga il perdono e la consolazione,
si accresca la fede,
si rafforzi la certezza nella redenzione eterna.

E l’assemblea si scioglie in silenzio.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

     (Omelia del 25-03-2016)
Video commento su Giovanni 18,1-19,42
...
(continua)
     (Omelia del 25-03-2016)
Li amò sino alla fine
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     (Omelia del 25-03-2016)

Secondo i Vangeli, Barabba, o Yeshua Bar-abbàs, era un ebreo; le notizie su di lui che ricaviamo dalla Scrittura sono poche. Le cronache del tempo, invece ne parlano più diffusamente. Benedetto XVI, nel suo libro "Gesù di Nazareth", scrive che Barabba era una figura messianica. La scelta tra Gesù e ...
(continua)
     (Omelia del 25-03-2016)
Commento su Gv 18,1 - 19,42
Collocazione del brano Il capitolo 17, che precede questo brano, riporta la Preghiera di Gesù. Alla fine della Cena e dei discorsi d'addio, egli affida al Padre coloro che gli sono stati affidati. Con il capitolo 18 ha inizio il racconto della Passione, con l'arresto di Gesù. Sin da subito vediamo ...
(continua)
     (Omelia del 25-03-2016)
Commento su Eb 4,14-16; 5,7-9
Collocazione del brano La lettera agli Ebrei era dedicata in particolare ai cristiani provenienti dall'ebraismo i quali rimpiangevano le grandi cerimonie del tempio di Gerusalemme. L'autore spiega loro in vari modi che il sacerdozio e i sacrifici del tempio sono stati ormai sostituiti dall'unico s ...
(continua)
     (Omelia del 25-03-2016)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di don Paolo Matarrese "L'amore tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta" (1 Cor 13,7). Con queste parole di San Paolo entriamo nel mistero del Venerdì Santo chiedendo la grazia al Signore di poter contemplare ed adorare la sua passione e morte ...
(continua)
     (Omelia del 25-03-2016)
Il bello del sacrificio
Viviamo in una cultura che non conosce il concetto di sacrificio, o che comunque, pur conoscendolo, non lo accetta, non ne vuole sentire parlare. Sacrificare se stessi e la propria vita per un ideale, per uno scopo, oppure per fare in modo che altri beneficino del sacrificio è considerato qualcosa d ...
(continua)
     (Omelia del 25-03-2016)
La croce di Cristo: stoltezza o amore?
Nell'illusione di testimoniare una presunta fede, in nome di un presunto Dio, oggi si semina il terrore e si sparge sangue mettendo in crisi la tranquillità della nostra convivenza. Il fanatismo e l'intolleranza religiosa, la volontà di imporre le proprie idee in fatto di religiosità, la presunta eg ...
(continua)
     (Omelia del 25-03-2016)
Gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua
La Passione secondo Giovanni è una lettura tutta nuova, nello Spirito Santo, della Persona di Cristo Gesù. La Chiesa ha sempre bisogno di confrontarsi con Gesù Signore. Una visione vecchia, antiquata di Lui, non dona alcun vigore alla fede. Invece una visione nuova, frutto dello Spirito del Signore, ...
(continua)
     (Omelia del 25-03-2016)

Sei lì appeso ad una croce, non sembri più il Dio fatto uomo che un giorno la folla aveva osannato. Gli amici non ci sono: ti hanno rinnegato, uno ti ha tradito! I tuoi amici che avevi tanto amato Sei lì sulla croce abbandonato, ma non hai più neanche il viso di un uomo, condanna senza pecca ...
(continua)
     (Omelia del 25-03-2016)

Oggi contempliamo lo spettacolo della Passione, tramite la quale Gesù vuole manifestarci la Buona Notizia: Dio ama l'uomo di un amore infinito. La risurrezione sarà solo la conferma di ciò, e il segno che un amore cosi grande non può morire; è più forte della morte. La condanna è il frutto di una v ...
(continua)
     (Omelia del 25-03-2016)
Commento su Gv 19, 28-30
«Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto (tetélestai), affinché si compisse la Scrittura, disse: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: "È compiuto!" (tetél ...
(continua)
     (Omelia del 03-04-2015)
Ho sete!
Negli ultimi istanti della sua vita terrena, Gesù ha ancora forza per ricordarsi di noi. Le parole della Croce indicano la sua misericordia (?Padre, perdona loro..'; ?Oggi sarai con me in Paradiso...'), la sua premura per noi (?Figlio, ecco tua madre!'). Gesù è anche proteso nell'angosciata ma fiduc ...
(continua)
     (Omelia del 03-04-2015)
Giuda. E quell'Amico che lo mantenne amico
Pur ladro, ebbe in custodia la borsa dell'intera truppa. Pur perfido, l'Amico gli confidò segreti che nessun segreto potè mai più superare: quelli del Regno, della Grazia, dell'Amore. Pur randagio, l'Amico s'accerta che anche lui abbia un pezzo di Pane e un goccio di Vino per il suo ultimo viaggio: ...
(continua)
     (Omelia del 03-04-2015)
Unica certezza, la Croce
Viviamo nell'incertezza e nell'insicurezza. E mai come in questo periodo il mondo intero avverte un senso di totale instabilità rispetto a tutte quelle che sono le attività umane che vi si svolgono, ordinarie o straordinarie che esse siano. Sali su un aereo per fare ritorno a casa tua dopo un perio ...
(continua)
     (Omelia del 03-04-2015)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di don Massimo Cautero "La passione di Gesù: Saggezza o stoltezza, sapienza o stupidità?" Coloro che rifiutavano la "stoltezza" e lo "scandalo" della croce fecero di tutto per far vergognare i cristiani della croce stessa. Se pensassimo che questa vergog ...
(continua)
     (Omelia del 03-04-2015)

Ieri ci siamo soffermati l'Eucaristia. Oggi il nostro sguardo si volge alla Croce. Queste sono due colonne della nostra fede che dobbiamo riconoscere come fondamentali. All'inizio dell'era cristiana la croce non era ancora considerata il simbolo della vittoria; era, invece, vista come un ricordo ta ...
(continua)
     (Omelia del 03-04-2015)

Dinanzi a un Dio che si fa crocifiggere per amore, tace ogni parola e si perde ogni pensiero. Solo l'arte, la mistica e l'amore possono sostenere lo sguardo e farsi preghiera. La Crocifissione (Mathias Grünewald, Altare di Isenheim, per la Chiesa dell'Ospedale degli Antoniti) è il pannello centra ...
(continua)
     (Omelia del 03-04-2015)
Commento su Gv. 18,30
«Gesù disse: "È compiuto!". E, chinato il capo, consegnò lo spirito». Gv. 18,30 Come vivere questa Parola? La croce ci ricorda che Dio ha preso su di sé tutto l'umano patire e lo ha redento per amore: Sulla croce Dio si è donato tutto, senza riserve e senza condizioni, quasi si è arreso alla malv ...
(continua)
     (Omelia del 03-04-2015)
Gesù il Nazareno, il re dei Giudei
Lo Spirito Santo, custode della verità di Gesù Signore, mai permetterà che il dubbio, l'incertezza, la confusione, l'inesattezza, la superficialità si impadroniscano della sua storia e le donino un significato di menzogna e falsità. La storia è essenza per Cristo Gesù ed essa va proclamata nella sua ...
(continua)
     (Omelia del 03-04-2015)
Video commento su Giovanni 18,1- 19,42
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(continua)
     (Omelia del 03-04-2015)
Ruminare i Salmi - Salmo 31,6 (Venerdi Santo)
Ruminare i Salmi - Salmo 31 (Vulgata / liturgia 30),6 (Venerdi Santo) Sal 31 (30),6 Alle tue mani affido il mio spirito. Lc 23,46 Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito. Ebrei 4,15-16 Non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stat ...
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     (Omelia del 18-04-2014)
Omelia durante l'Adorazione della Croce nel Venerdì Santo
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     (Omelia del 18-04-2014)
Tutto è compiuto
Il racconto giovanneo ci presenta un groviglio di situazioni, nelle quali intervengono diverse persone: i discepoli, le donne, i sacerdoti, il governatore, i soldati. Ognuno a modo suo si accosta impotente all'uomo Gesù, che va verso la sua passione e morte con responsabile consapevolezza, sapendo c ...
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     (Omelia del 18-04-2014)
Ecco l'Albero della Croce
Ecce lignum crucis, in quo salus mundi pependit: venite, adoremus. Ecco il legno della croce, dal quale pende la salvezza del mondo: venite, adoriamo. Mentre compiamo il suggestivo e austero gesto dello svelamento e dell'ostensione della Croce, nella Liturgia del Venerdì Santo, si canta questa ant ...
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     (Omelia del 18-04-2014)
Ai piedi del Crocifisso
Il venerdì santo è la giornata della meditazione sulla passione di nostro Signore Gesù Cristo. Oggi non si celebrano messe, ma, come è tradizione nella liturgia cattolica, si svolge solo l'Azione liturgica dell'Adorazione della Croce e a seguire la santa comunione. Oggi la Chiesa tutta è chiamata ...
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     (Omelia del 18-04-2014)
E subito ne uscì sangue e acqua
Il racconto della Passione del Signore secondo Giovanni mostra in tutta la sua ricchezza divina ed umana la verità di Cristo Gesù. Di questa infinita ricchezza oggi se ne offre solo qualche piccola, tenue scintilla. Il resto viene lasciato alla mente e al cuore di ognuno perché attinga tutto ciò che ...
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     (Omelia del 18-04-2014)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di don Nazzareno Marconi Al centro delle letture della Azione liturgica del Venerdì Santo c'è la Passione del Signore Gesù secondo Giovanni, la Chiesa propone ad ogni fedele di meditare questo ampio testo denso di simbologia e teologia. Offriamo una breve s ...
(continua)
     (Omelia del 18-04-2014)
L'onnipotenza è Amore
Ciò che Gesù rendeva sacramentalmente visibile durante la Cena per mezzo del pane e del vino che diventavano il suo Corpo e e il Suo Sangue, diventa attualità in questi episodi che seguono e di cui l'evangelista Giovanni si fa' attento descrittore. Infatti, di tutti i racconti inerenti la vita e gli ...
(continua)
     (Omelia del 18-04-2014)

"Ed ora a noi due" La notte del Signore / Avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava. / "Ed ora a noi due", avanti / di aprire per l'estremo giudizio le carte: / anche Tu / inoltrandoti ormai nella Notte / solo, assenti / i tuoi o lontani, / gravati gli occhi dal sonno; / solo / ...
(continua)
     (Omelia del 18-04-2014)
Imparò l'obbedienza dalle cose che patì
Passione significa dolore, sofferenza, fatica. Ma significa anche ardore, desiderio, donazione. La passione ha a che vedere strettamente con l'amore, ne è l'espressione più coinvolgente e allo stesso tempo più drammatica. Nulla di romantico: in Gesù, la passione è lo struggimento di Dio per l'uomo, ...
(continua)
     (Omelia del 18-04-2014)
Commento su Is 53,5
"Per le sue piaghe noi siamo stati guariti" Is 53,5 Come vivere questa Parola? La ricchezza dei testi liturgici, in questo inizio del TRIDUO PASQUALE, è grande. Ognuno di noi, CREDENTE, è invitato a leggere adagio, con cuore umile ed attento, soprattutto il racconto della Passione di Gesù e del ...
(continua)
     (Omelia del 29-03-2013)
Commento su Gv 18,1 - 19,42
Ecco la grande notte che vede Gesù in preghiera andare incontro al suo destino. Tutto è pronto, ora, e il Signore sa che solo così potrà dimostrare che le parole che ha detto non sono solo i discorsi di un esaltato, ma la definitiva manifestazione del volto di Dio. Altro è parlare, altro pendere da ...
(continua)
     (Omelia del 29-03-2013)
Il trionfo dell'Amore che si fa dono
Da ieri sera, dopo la S. Messa ?in Caena Domini', deposto Gesù in quello che siamo abituati a chiamare ?sepolcro', la Chiesa si è raccolta nel silenzio, a cominciare dalle campane ?mute', come si volesse rispettare l'amore che si sacrifica totalmente sulla croce per ridare a noi, che davvero con i n ...
(continua)
     (Omelia del 29-03-2013)
Chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande
Rimango allibito quando vedo delle ingiustizie, ma sconcertato quando a perpetrarle sono organi dello stato che dovrebbero essere a tutela dei diritti e non marciarvi contro. Ma la cosa ancor più incredibile non è tanto l'ingiustizia in sé stessa, quanto che a metterla in atto siano persone che si ...
(continua)
     (Omelia del 29-03-2013)

COMMENTO ALLE LETTURE a cura di Marco Simeone Mi sembra estremamente difficile la predica del venerdì santo, per vari motivi: perché si legge tutta la Passione secondo Giovanni, perché è una celebrazione improntata al silenzio, perché anche come segni, vedi la prostrazione iniziale, ci rimette ...
(continua)
     (Omelia del 29-03-2013)
La Verità della Croce
"Che cos'è la verità?". Con questa lapidaria domanda, Pilato termina la propria requisitoria nei confronti di Gesù, prima di entrare in quel turbine fatto di dichiarazioni e di smentite, di sentenze e di ricorsi, di veleni, minacce ed episodi di concussione (quanta attualità, in tutto questo...) ch ...
(continua)
     (Omelia del 29-03-2013)
La prova del nove dell'amore supremo
La Cena nella stanza al primo piano di Gerusalemme, di cui si parlava nel pomeriggio di ieri, è l'anticipazione della croce di Cristo, che a sua volta è il luogo supremo della rivelazione di Dio come Amore. E' soprattutto nell'accettazione della croce che Dio si rivela come supremo Amante dell'uomo ...
(continua)
     (Omelia del 29-03-2013)
E subito ne uscì sangue e acqua
Gesù è il vero Messia del Signore. Lo scrive Pilato alla sommità della croce: "Gesù il Nazareno, il re dei Giudei". L'apostolo Giovanni, illuminato dallo Spirito Santo, sa cogliere in ogni più piccolo evento che si verifica, la verità del suo Maestro. I Giudei vorrebbero che Pilato cambiasse la scri ...
(continua)
     (Omelia del 29-03-2013)
Commento su Giovanni 19,16-18
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, dove lo crocifissero e con lui altri due... Gv 19,16-18 Come vivere questa Parola? Gesù è stato tradito, arrestato, maltrattato, rinnegato, condannato, preso da coloro che devono eseguire la condanna, caricato ...
(continua)
     (Omelia del 06-04-2012)
Commento su Giovanni 18,1 - 19,42
Sono spoglie le nostre chiese. Disadorne, buie, abbandonate. Nessuno celebra l'eucarestia, nella Chiesa, in segno di rispetto per l'unico, grande sacrificio che si consuma sulla croce. Tacciono le campane, mentre, intorno, le città si affrettano per il grande fine-settimana di Pasqua, fuori-porta, s ...
(continua)
     (Omelia del 06-04-2012)
Uno spettacolo per l'umanità
L'uomo di ieri, come quello di oggi, non sa altro che manifestare la sua fantasia attraverso lo spettacolo. Ci può essere uno spettacolo comico, tragi-comico o drammatico. Ma comunque sempre di spettacolo si tratta. La scena orribile della crocifissione è come uno spettacolo al quale tutti partecip ...
(continua)
     (Omelia del 06-04-2012)
Partecipare
In questo giorno ci siamo fatti custodire dal silenzio. Il fatto che il governo cubano abbia concesso, su richiesta del Papa, questa giornata come festiva, ha aiutato qualcuno ad entrare in chiesa e, spinto dalla curiosità, a porre qualche domanda sul significato di ciò che oggi la chiesa vive e ce ...
(continua)
     (Omelia del 06-04-2012)
Lui non è mai morto
Gv 18,1-27: L'ARRESTO DI GESU' Cosa succede? Il potere religioso teneva ingabbiato il popolo in nome di Dio. Gesù tenta di mettere fine a questo sistema e il sistema mette fine a Gesù. I capi religiosi quindi non hanno più dubbi e decidono: Gesù dev'essere catturato e eliminato. Il problema più gr ...
(continua)
     (Omelia del 06-04-2012)
Commento su Gv 18,1- 19,42
In questo giorno la Chiesa con la meditazione della Passione del suo Signore e Sposo e con l'adorazione della Croce commemora la sua origine dal fianco di Cristo, che riposa sulla croce e intercede per la salvezza del mondo. Oggi, per antichissima tradizione, non viene celebrata l'Eucaristia, ma si ...
(continua)
     (Omelia del 06-04-2012)
Rivelazione, amore e assurdità
Quando si parlava della tentazione di Gesù nel deserto, si faceva cenno a che il demonio, esaurite tutte le risorse di devianza nei confronti di Gesù, si allontanò per tornare al momento opportuno (Lc 4, 12 - 13); ci troviamo adesso in questo momento propizio per il demonio ma necessario perché Dio ...
(continua)
     (Omelia del 06-04-2012)

COMMENTO ALLE LETTURE a cura di Padre Alvise Bellinato Il Venerdì Santo è un giorno particolare. Solo oggi la liturgia ci propone dei gesti unici: all'inizio della liturgia il sacerdote si prostra in silenzio davanti all'altare, non viene celebrata la Messa ma una liturgia speciale, i fedeli a ...
(continua)
     (Omelia del 06-04-2012)
Commento su Giovanni 18,4
Chi cercate? Gv 18,4 Come vivere questa Parola? Seguiamo Gesù nel Getzemani. Lo vediamo allontanarsi un po' dal gruppo degli apostoli che presto cedono al sonno appesantiti dalla stanchezza e soprattutto dalla difficoltà a comprendere. Gesù è solo ad affrontare la lotta di quell'ora . Lo vediam ...
(continua)
     (Omelia del 06-04-2012)
Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!»
Ogni pagina della Scrittura possiamo dire che contiene una profezia su Gesù. Legge, Profeti e Salmi parlano di Lui, descrivono la sua vita, annunziano le sue opere, dicono la sua storia. Ebbene, dalla croce, prima di consegnare il suo spirito al Padre, Gesù afferma che tutto è compiuto. Non vi è par ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)
Il fallimento di Dio: che delusione!
Caro Gesù, anch'io stasera prendo carta e penna e ti scrivo. E non ti nascondo tutta la mia delusione nel pensare a quant'erano belli i tuoi piedi che passeggiavano leggeri sulla terra di Genesaret; a quant'erano dolci e amabili le parole che dipingevi sulle tue labbra; a quanti sorrisi hai ricostru ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)
Fino alla fine
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine ... Passare da questo mondo al Padre. Avendo amato, amare fino alla fine. Quale strada di liberazione più grande di questa, aper ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)
Crocifissi e crocifissori
Ci auguriamo che presto possa scendere la notte su questa già di per sé oscura giornata del Golgota. E che la notte avvolga nel silenzio il mistero della Croce e di Colui che vi è appeso. Vederlo lì a soffrire ingiustamente per causa nostra non ci fa affatto piacere. "Non ha apparenza né bellezza p ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)
Commento su Gv 18,1- 19,42
In questo giorno la Chiesa con la meditazione della Passione del suo Signore e Sposo e con l'adorazione della Croce commemora la sua origine dal fianco di Cristo, che riposa sulla croce e intercede per la salvezza del mondo. Oggi, per antichissima tradizione, non viene celebrata l'Eucaristia, ma si ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)

Dalla Parola del giorno Che cos'è l'uomo perché di lui ti ricordi o il figlio dell'uomo perché te ne curi? Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia. Come vivere questa Parola? In questo giorno della morte di Gesù, giorno della nostra salvezza, condiv ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)

Non è facile affrontare il tema della morte di Gesù. Un primo pericolo, è quello di vedere la morte di Gesù al di là del suo aspetto storico, per cui parlando con le persone emerge spesso la risposta: "Tanto poi risorge". Abbiamo l'impressione di un Dio impassibile, che non soffre, perché tanto Di ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)
Commento su Giovanni 18,1- 19,42
COMMENTO ALLE LETTURE Premessa Qualche anno fa mi sono avvicinata alla spiritualità del Sangue di Cristo, propagata nella Chiesa da s.Gaspare del Bufalo, fondatore dalla Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue; tuttora mi sento particolarmente vicina a questo carisma. Mi è capitato ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)
Silenti nell'attesa
La chiesa oggi ci conduce ai piedi della croce. Assume e realizza il mandato di predicare al mondo Cristo, e Cristo Crocifisso. L'umanità intera è invitata a prostrarsi, ad adorare il mistero, a comprendere, per quanto ci è dato dalla fede, l'immensità del dono e tutta la gravità del male. Siamo inv ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)

Data la complessità, il commento biblico - liturgico per la domenica delle Palme (anno A) e per la Settimana Santa lo potete trovare qui in formato word e pronto per la stampa in formato libro. ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)
Libertà d'amore
In questo giorno santo, noi cristiani facciamo memoria del sacrificio supremo di Cristo. Nella narrazione del Passio di san Giovanni, possiamo contemplare "l'uomo dei dolori che ben conosce il patire" (Is 53,3). Il discepolo dà testimonianza dell'amore che non conosce paura, che si addossa le iniqui ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)
Amore, sacrificio e pazzia
Come si è sempre detto in parecchie circostanze, massima espressione dell'amore è il sacrificio. Quando si ha interesse vivo per qualcosa, si è capaci a rinunciare a tutto pur di conseguirla, e quando si ama veramente una persona ci si dispone anche all'inverosimile pur di garantire la sua felicità ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)
E subito ne uscì sangue e acqua
Ci sono due modi di leggere il Venerdì Santo: come il trionfo delle tenebre sulla luce oppure come la vittoria della luce sulle tenebre. Giovanni, il discepolo che Gesù amava, ha una sola lettura o comprensione di questo giorno santo. Ce la rivela nel suo Prologo, all'inizio: "In lui era la vita e l ...
(continua)
     (Omelia del 22-04-2011)
Lo spettacolo della Croce
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(continua)
     (Omelia del 02-04-2010)
La violenza e la speranza
Quell'amore che domenica dopo domenica abbiamo visto crescere in queste domeniche di Quaresima e che abbiamo visto ieri inginocchiarsi di fronte all'umanità, oggi lo contempliamo nel suo apice, nel suo punto più alto... alto perché crocifisso, alto perché ad un amico non si può chiedere di più del d ...
(continua)
     (Omelia del 02-04-2010)
Sacerdote capace di compatire
Leggiamo nella Lettera agli Ebrei: "Poiché abbiamo un grande sommo sacerdote che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato provato lui stesso in o ...
(continua)
     (Omelia del 02-04-2010)

Dalla Parola del giorno Io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce. Come vivere questa Parola? Quanta forza e quale maestà nelle parole pronunciate da Gesù durante il processo! La su ...
(continua)
     (Omelia del 02-04-2010)

COMMENTO ALLE LETTURE a cura di don Nazzareno Marconi La celebrazione del Venerdì Santo è dominata dal vangelo della Passione e dall'immagine della croce. Siamo chiamati ad adorare piuttosto che a fare riflessioni e l'ampiezza delle letture: il 4° canto del Servo del Signore di Isaia e l'inte ...
(continua)
     (Omelia del 02-04-2010)
Era come diceva Lui
La grande domanda che accompagna questa settimana è: "Ma chi gliel'ha fatto fare?". Partiamo dalla fine. Si stava prospettando una fine violenta e orribile: come visse Gesù questa possibilità? 1. Gesù fu angosciato come chi non sa cosa lo aspetta. Senso di nausea, angoscia, paura, desiderio che ...
(continua)
     (Omelia del 02-04-2010)

Gesù uscì dal cenacolo per recarsi in un giardino oltre il torrente Cedron. Il ricordo del Cedron richiama la storia del re Davide, quando per la ribellione del figlio Assalonne fuggì da Gerusalemme, attraversò il Cedron (2Sam 15,23) e risalì l'erta del monte degli Ulivi (2Sam 15,30). Giovanni, situ ...
(continua)
     (Omelia del 02-04-2010)
Il canto del galletto Narciso!
Nello scrigno dei miei preziosi un gallo! Mi fa sempre compagnia, canta spesso in allegria. Ed io piango con singhiozzi che non vogliono finire! Memoria del giorno più bello della nostra vita! O almeno così dovrebbe essere! È la festa della buona e bella notizia! Qualcuno ci ha amato così ta ...
(continua)
     (Omelia del 10-04-2009)

Sono spoglie le nostre chiese, e svuotate di ogni bellezza, di ogni (sacra e impudica) vanità. Dio è morto, appeso, osteso, innalzato, donato. Non abbiamo parole, solo la voglia di buttarci in ginocchio e di cantare: Dio grande, Dio forte, Dio immortale, abbi pietà di noi! Mille volte abbiamo imm ...
(continua)
     (Omelia del 21-03-2008)

Primavera di sangue, quella che celebriamo. Tutto tace, il cielo si è fatto scuro, sulla cava di pietra in disuso, appeso, Dio muore. Senza sostegno, senza compassione, senza angeli sonanti, senza trombe e liturgie, Dio, nudo, muore. Muore come muore ogni uomo, solo, spaventato, rassegnato. Muore co ...
(continua)