LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Lunedì della XVII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO171 ;
La prima lettura di oggi mette in risalto un contrasto che deve provocare in noi una vera conversione: è il contrasto stridente fra l'atteggiamento di Aronne e quello di Mosè.
Aronne è stato complice dell'idolatria del popolo, è stato lui ad organizzare le cose e a rendere possibile la realizzazione del vitello d'oro. Ma quando Mosè gli domanda: "Che cosa ti ha fatto questo popolo, perché tu lo hai gravato di un peccato così grande?". Aronne si discolpa e getta tutta la colpa sul popolo: "Tu stesso sai che questo popolo è inclinato al male. Mi dissero: Facci un dio...".
Mosè invece, che non è stato per niente implicato in questo peccato di idolatria, che anzi è stato preso da profonda ira al vedere il vitello e il popolo in festa ("L'ira di Mosè si accese dice la Scrittura scagliò via le tavole; afferrò il vitello e lo bruciò nel fuoco"), davanti al Signore si fa intercessore: "Se tu perdonassi il loro peccato!", solidale con il suo popolo peccatore:
"Se no, cancellami dal tuo libro che hai scritto!". E innocente ma è pronto a prendere su di sé il castigo:
"Cancellami dal tuo libro!", disposto ad essere rigettato da Dio per ottenere che il popolo sia perdonato.
È una lezione fortissima per noi, perché spontaneamente noi ci separiamo sempre dal peccato altrui. Pur non essendo certo del tutto innocenti, non vogliamo essere puniti con chi ha peccato. Loro devono portare la pena di quello che hanno commesso; noi siamo "i buoni", i giusti, quelli che piacciono al Signore. E invece per piacere a Dio dobbiamo farci solidali con i peccatori, portare con loro il castigo del loro peccato. Ciò che MoIsè ha proposto a Dio di fare, Gesù lo ha effettivamente compiuto: e~li, l'Innocente, ha preso su di sé il peccato di tutti noi. E l'agnello innocente che si è caricato delle nostre colpe, è colui che come dice san Paolo è diventato "maledizione" per liberare noi dalla maledizione del peccato. Una condizione necessaria e sempre difficile da accettare è soffrire il castigo meritato da altri. ~Sono tanti i cristiani che si ribellano quando devono soffrire qualcosa e si chiedono: "Che cosa ho fatto a Dio? Perché mi manda questa prova?". Dovrebbero invece contemplare Gesù sulla croce e riflettere su questo esempio di Mosè. "Se tu perdonassi il loro peccato... e se no, cancellami dal tuo libro che hai scritto".

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Antifona d'ingresso
Dio sta nella sua santa dimora;
ai derelitti fa abitare una casa,
e dà forza e vigore al suo popolo. (Sal 68,6-7.36)


Colletta
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Es 32,15-24.30-34
Questo popolo ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d’oro.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Mosè si voltò e scese dal monte con in mano le due tavole della Testimonianza, tavole scritte sui due lati, da una parte e dall’altra. Le tavole erano opera di Dio, la scrittura era scrittura di Dio, scolpita sulle tavole.
Giosuè sentì il rumore del popolo che urlava e disse a Mosè: «C’è rumore di battaglia nell’accampamento». Ma rispose Mosè:
«Non è il grido di chi canta: “Vittoria!”.
Non è il grido di chi canta: “Disfatta!”.
Il grido di chi canta a due cori io sento».
Quando si fu avvicinato all’accampamento, vide il vitello e le danze. Allora l’ira di Mosè si accese: egli scagliò dalle mani le tavole, spezzandole ai piedi della montagna. Poi afferrò il vitello che avevano fatto, lo bruciò nel fuoco, lo frantumò fino a ridurlo in polvere, ne sparse la polvere nell’acqua e la fece bere agli Israeliti.
Mosè disse ad Aronne: «Che cosa ti ha fatto questo popolo, perché tu l’abbia gravato di un peccato così grande?». Aronne rispose: «Non si accenda l’ira del mio signore; tu stesso sai che questo popolo è incline al male. Mi dissero: “Fa’ per noi un dio che cammini alla nostra testa, perché a Mosè, quell’uomo che ci ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto”. Allora io dissi: “Chi ha dell’oro? Toglietevelo!”. Essi me lo hanno dato; io l’ho gettato nel fuoco e ne è uscito questo vitello».
Il giorno dopo Mosè disse al popolo: «Voi avete commesso un grande peccato; ora salirò verso il Signore: forse otterrò il perdono della vostra colpa».
Mosè ritornò dal Signore e disse: «Questo popolo ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d’oro. Ma ora, se tu perdonassi il loro peccato... Altrimenti, cancellami dal tuo libro che hai scritto!».
Il Signore disse a Mosè: «Io cancellerò dal mio libro colui che ha peccato contro di me. Ora va’, conduci il popolo là dove io ti ho detto. Ecco, il mio angelo ti precederà; nel giorno della mia visita li punirò per il loro peccato».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 105

Rendete grazie al Signore, perché è buono.

Si fabbricarono un vitello sull’Oreb,
si prostrarono a una statua di metallo;
scambiarono la loro gloria
con la figura di un toro che mangia erba.

Dimenticarono Dio che li aveva salvati,
che aveva operato in Egitto cose grandi,
meraviglie nella terra di Cam,
cose terribili presso il Mar Rosso.

Ed egli li avrebbe sterminati,
se Mosè, il suo eletto,
non si fosse posto sulla breccia, davanti a lui
per impedire alla sua collera di distruggerli.

Canto al Vangelo (Gc 1,18)
Alleluia, alleluia.
Per sua volontà il Padre ci ha generati
per mezzo della parola di verità,
per essere una primizia delle sue creature.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 13,31-35
Il granello di senape diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore conosce i desideri del nostro cuore e le cose di cui abbiamo bisogno. Per questo eleviamo a lui le nostre suppliche, dicendo insieme:
Signore, ascolta la nostra preghiera.

Per la Chiesa, perché nel mondo sia presenza viva e visibile del regno di amore e di giustizia che Gesù ha inaugurato con la parola e l'esempio. Preghiamo:
Per i pastori della Chiesa, perché credano alla potenza della parola di Dio che, come granello di senapa, cresce e matura nonostante le difficoltà. Preghiamo:
Per la società civile, perché il progresso economico e scientifico non trascuri la ricerca e la promozione dei valori morali e spirituali. Preghiamo:
Per i nostri fratelli che soffrono la solitudine, l'incomprensione e l'abbandono, perché non dimentichino mai di essere amati e protetti dal Signore, padre di tutti i viventi. Preghiamo:
Per noi e la nostra comunità, perché crediamo nella forza dello Spirito che anima e sostiene le nostre attività e i nostri progetti. Preghiamo:
Perché otteniamo il dono della speranza.
Perché riusciamo a scoprire e a rallegrarci dei segni della presenza di Dio.

O Signore, la tua grazia venga in soccorso alla nostra debolezza e la tua luce rischiari il nostro cammino, perché con te e in te possiamo giungere alla gloria del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accetta, Signore, queste offerte
che la tua generosità ha messo nelle nostre mani,
perché il tuo Spirito,
operante nei santi misteri,
santifichi la nostra vita presente
e ci guidi alla felicità senza fine.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Anima mia, benedici il Signore:
non dimenticare tanti suoi benefici. (Sal 103,2)

Oppure:
Beati i misericordiosi: essi troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore: essi vedranno Dio. (Mt 5,7-8)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la grazia
di partecipare al mistero eucaristico,
memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio,
fa’ che questo dono del suo ineffabile amore
giovi sempre per la nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 30-07-2018)
Aprirò la mia bocca con parabole
La parabola è un racconto che ha bisogno di essere spiegato al fine di venire compreso. Le immagini sono vero veicolo della verità che ad esse si vuole dare. Senza il dono della verità, la parabola rimane muta. Ecco come Dio parla al suo popolo. «Figlio dell'uomo, proponi un enigma e racconta una p ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 27-07-2015)

Avete perfettamente ragione e sono d'accordo con voi: è estremamente difficile, oggi, vedere intorno a noi il Regno di Dio che avanza. Anzi, diciamola tutta, a volte abbiamo l'impressione che ad avanzare siano le tenebre! Guerre, violenze, soprusi... l'uomo sembra proprio non capire ed essere destin ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 27-07-2015)
Aprirò la mia bocca con parabole
La Parabola, nella Scrittura Antica, non è un discorso simbolico, un racconto per immagini, nel quale sono nascoste le verità della fede. Essa contiene in sé anche questo significato. Ma non è il solo. Le parabole di cui parla La Scrittura sono il racconto delle opere di Dio. Esse sono così misterio ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 28-07-2014)

Quanto ci mettono in crisi le parabole del Signore! Quanto giudicano la nostra pastorale, le nostre consuetudini, finanche i nostri progetti! Eppure è chiaro, è evidente ciò che Gesù intende dire: il Regno è come un granello di senapa, come il lievito del pane. Non importa, cioè, la quantità, la gra ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 28-07-2014)
Esso è il più piccolo di tutti i semi
Da quando Satana ha inoculato nel cuore dell'uomo il veleno della superbia, è avvenuto uno sfasamento e un capovolgimento che sono di vera rovina per l'intero universo. L'uomo ha perso la verità che è in sé. È perennemente alla ricerca di una verità che gli venga dalle cose. Ha rotto il legame con l ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 30-07-2012)
Commento su Matteo 13,31-35
È poca cosa il Regno di Dio, come il seme polveroso della senape. Eppure, una volta cresciuto, diventa un albero alla cui ombra ci possiamo riposare. È un seme la presenza di Dio, perché dubitare della sua presenza? È un seme: necessita di una logica di attesa, di pazienza, di fiducia. E di lavoro. ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 30-07-2012)
Il regno dei cieli è simile a un granello di senape
Dio sempre inizia con un piccolo numero. Con l'uomo è sempre così. Se leggiamo il racconto della creazione secondo la Genesi, notiamo che ogni altro cosa è stata creata in gran numero: stelle, alberi, pesci, animali. Dell'uomo Dio ha fatto una sola coppia. Addirittura ha creato prima il solo Adamo e ...
(continua)