LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  Giovedì della XX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO204 ;
Nell'Antico Testamento ci sono, dice il concilio, diverse cose difettose, che la pedagogia divina non poteva correggere immediatamente. "I libri dell'Antico Testamento dice la costituzione Dei Verbum sebbene contengano cose imperfette e temporanee, dimostrano tuttavia una vera pedagogia divina".
La prima lettura di oggi, dal Libro dei Giudici, ci manifesta un esempio di pedagogia divina per correggere cose difettose. Iefte fece un voto al Signore perché voleva riportare la vittoria sugli Ammoniti, una vittoria clamorosa; e questo voto consistette nella promessa di offrire in olocausto la prima persona che sarebbe uscita dalla sua casa incontro a lui, al ritorno vittorioso. Questo voto ci rivela l'idea che si aveva allora del modo di ringraziare Dio, di manifestargli una grande riconoscenza. Si pensava che fosse conveniente offrire a Dio regali costosi, costosissimi. U profeta Michea esprime questo modo di vedere: "Con che cosa mi presenterò al Signore?" dice "Con che cosa mi prostrerò al Dio altissimo? Mi presenterò a lui con olocausti, con vitelli di un anno? Gradirà il Signore le migliaia di montoni e torrenti di olio a miriadi?". Sono regali veramente principeschi: torrenti di olio, migliaia di montoni... Così, sembra, si può esprimere una gratitudine straordinaria verso Dio.
Un'altra possibilità si presentava, più costosa ancora: "Gli offrirò forse il mio primogenito per la mia colpa? il frutto delle mie viscere per il mio peccato?". Offrire in sacrificio il proprio figlio era un'idea che veniva considerata in modo positivo. Abramo si era mostrato disposto a fare queste sacrificio; Dio non l'aveva permesso, aveva trattenuto la mano di Abramo all'ultimo momento, però si poteva pensare che Abramo era stato lodato per questa disponibilità e quindi, perché non fare ciò che Abramo si disponeva a fare?
Iefte ebbe quindi una generosità così la considerava simile a quella di Abramo: "La persona che uscirà per prima da casa mia per venirmi incontro quando tornerò vittorioso, sarà per il Signore e io l'offrirò in olocausto".
Era evidentemente un errore della coscienza religiosa, perché Dio non può gradire l'immolazione di una persona umana. Dio vuole la vita, non vuole la morte.
Per correggere questa idea, Dio permise che la prima persona che uscì dalla casa di Iefte fosse proprio sua figlia, l'unica figlia: "Non aveva altri figli nè altre figlie", dice la Bibbia. Quando Iefte aveva fatto il suo voto probabilmente non aveva pensato a questa possibilità; aveva pensato a qualche domestico, a qualche familiare... ma non all'unica figlia. "Appena la vide, si stracciò le vesti e disse: Figlia mia, tu mi hai rovinato!". In realtà era lui ad aver rovinato la figlia.
Avendo fatto questo voto al Signore, non riteneva possibile venir meno: ciò che era promesso al Signore doveva essere dato. Di nuovo un errore della coscienza religiosa. Quando si promette al Signore una cosa che in sé è cattiva, questa promessa non è valida, anzi c'è il dovere di non adempierla. Però nell'Antico Testamento non avevano questa luce; erano convinti che ciò che era promesso a Dio era necessario darlo in qualsiasi circostanza.
Iefte ebbe quindi questo dolore, e la storia fu raccontata proprio per educare il popolo a non fare questa specie di voti, a non voler mostrarsi generosi con Dio a prezzo di vite umane, o di danni per il prossimo. Il profeta Michea precisa questo insegnamento. Dopo aver fatto l'ipotesi: "Gli offrirò forse il mio primogenito per la mia colpa, o il frutto delle mie viscere per il mio peccato?", Michea, da parte di Dio dichiara: "Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio".
Non sono cose impressionanti, o che sembrano rivelare una generosità sconfinata; sono cose semplici, doverose: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio. Ecco la via sicura, per essere graditi al Signore. Non cercare le cose straordinarie, che rischiano di metterci in sentieri di perdizione, ma cercare giorno per giorno la giustizia, la pietà, l'umiltà.

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Antifona d'ingresso
O Dio, nostra difesa,
contempla il volto del tuo Cristo.
Per me un giorno nel tuo tempio,
è più che mille altrove. (Sal 84,10-11)


Colletta
O Dio, che hai preparato beni invisibili
per coloro che ti amano,
infondi in noi la dolcezza del tuo amore,
perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa,
otteniamo i beni da te promessi,
che superano ogni desiderio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Gdc 11,29-39
Chiunque uscirà per primo dalle porte di casa mia, io lo offrirò in olocausto.

Dal libro dei Giudici

In quei giorni, lo spirito del Signore venne su Iefte ed egli attraversò Gàlaad e Manasse, passò a Mispa di Gàlaad e da Mispa di Gàlaad raggiunse gli Ammoniti.
Iefte fece voto al Signore e disse: «Se tu consegni nelle mie mani gli Ammoniti, chiunque uscirà per primo dalle porte di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò vittorioso dagli Ammoniti, sarà per il Signore e io lo offrirò in olocausto».
Quindi Iefte raggiunse gli Ammoniti per combatterli e il Signore li consegnò nelle sue mani. Egli li sconfisse da Aroèr fin verso Minnit, prendendo loro venti città, e fino ad Abel Cheramìm. Così gli Ammoniti furono umiliati davanti agli Israeliti.
Poi Iefte tornò a Mispa, a casa sua; ed ecco uscirgli incontro la figlia, con tamburelli e danze. Era l’unica figlia: non aveva altri figli né altre figlie. Appena la vide, si stracciò le vesti e disse: «Figlia mia, tu mi hai rovinato! Anche tu sei con quelli che mi hanno reso infelice! Io ho dato la mia parola al Signore e non posso ritirarmi».
Ella gli disse: «Padre mio, se hai dato la tua parola al Signore, fa’ di me secondo quanto è uscito dalla tua bocca, perché il Signore ti ha concesso vendetta sugli Ammoniti, tuoi nemici». Poi disse al padre: «Mi sia concesso questo: lasciami libera per due mesi, perché io vada errando per i monti a piangere la mia verginità con le mie compagne».
Egli le rispose: «Va’!», e la lasciò andare per due mesi. Ella se ne andò con le compagne e pianse sui monti la sua verginità. Alla fine dei due mesi tornò dal padre ed egli compì su di lei il voto che aveva fatto.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 39

Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Beato l’uomo che ha posto la sua fiducia nel Signore
e non si volge verso chi segue gli idoli
né verso chi segue la menzogna.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.

Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

Canto al Vangelo (Sal 94,8)
Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 22,1-14
Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, consapevoli che quando accettiamo un invito a festa, rafforziamo il nostro legame di amicizia con chi ci invita, preghiamo il Signore perché siamo generosi nel rispondere alla sua chiamata:
Accogli al tuo banchetto, o Signore.

Per la santa Chiesa, perché offra a tutti gli uomini la possibilità di conoscere e amare il Signore. Preghiamo:
Per i cristiani assenti e non praticanti, perché riscoprano la gioia e la bellezza dell'impegno cristiano. Preghiamo:
Per i giovani, perché non abbiano paura di accettare l'invito al banchetto del Signore, anche se questo comporta ideali grandi e ardui. Preghiamo:
Per le nostre comunità parrocchiali, perché riscoprano il valore della domenica come giorno del Signore. Preghiamo:
Per noi qui presenti, perché nella nostra partecipazione al banchetto eucaristico, non ci manchi l'abito nuziale di una adeguata disposizione. Preghiamo:
Perché gli interessi della vita non impediscano la pratica della fede.
Perché tutti gli uomini si salvino.

Accogli, o Padre, la preghiera che ti rivolgiamo prima di partecipare con fede alla mensa eucaristica. Fà che il contatto con tuo Figlio Gesù generi in noi la vita nuova. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli i nostri doni, Signore,
in questo misterioso incontro
tra la nostra povertà e la tua grandezza:
noi ti offriamo le cose che ci hai dato,
e tu donaci in cambio te stesso.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Presso il Signore è la misericordia,
e grande presso di lui la redenzione. (Sal 130,7)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questo sacramento
ci hai fatti partecipi della vita del Cristo,
trasformaci a immagine del tuo Figlio,
perché diventiamo coeredi della sua gloria nel cielo.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21-08-2014)
Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?
Nel regno dei cieli si entra per invito, non per meriti. Entrando in esso vi sono però delle regole da osservare. Anzi si entra in esso per osservare certe regole. Senza regole osservate non vi è regno di Dio, mai vi potrà essere. Lo sfacelo del cristianesimo attuale è il frutto di un pensiero diabo ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 23-08-2012)
Commento su Matteo 22,1-14
La pagina che abbiamo letto è, probabilmente, un collage di diverse parabole di Gesù che Matteo mette insieme. Così ci dicono gli studiosi ad un attento esame della struttura letteraria. Certamente al centro c'è la parabola dell'invito alle nozze rifiutato, che troviamo anche in Marco, poi un detto ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 23-08-2012)
Venite alle nozze
Il Signore invita tutti alla vita eterna e ci promette gioia e felicità, ma in molti non credono possa esistere qualcosa dopo la morte e non ascoltano l'invito perché troppo indaffarati nella quotidianità terrena per poter solo stare a pensare a cose spirituali. Anzi, taluni si ribellano anche in ma ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 23-08-2012)
Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?
Chi crede in Dio deve indossare la stessa veste che indossa Dio. Veste di Dio è ogni giustizia, misericordia, pietà, compassione, amore per la verità, zelo per il più grande bene. Dobbiamo essere ad immagine e a somiglianza di Dio dentro e fuori, nel corpo e nello spirito, da soli e con gli altri, n ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 18-08-2011)
Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?
La parabola di questo giorno ci insegna una verità che spesso è da noi dimenticata: le regole del regno le stabilisce Dio, non l'uomo. È Dio che decide chi chiamare e quando chiamare. All'uomo la responsabilità di accogliere l'invito o di rifiutarsi. Data, ora, tempi non sono di sua libera scelta. A ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-08-2010)
Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?
Nel regno di Dio si entra per invito e per giusta risposta, per osservanza delle regole date perché vengano messe in pratica da chiunque risponde all'invito ed entra in esso. Due sono le grandi tentazioni dell'uomo. La prima è quella di pensarsi nella verità, nella giustizia, nella purezza della pro ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 19-08-2010)
Invitati alla festa
LA FESTA DI DIO E' SVOLTA NELLA SOLITUDINE E NELLA INCOMPRENSIONE DI COLORO CHE EGLI AVEVA INVITATI ____________________________________________________ Che delusione per quel Re che aveva invitato alle nozze tutti quelli! Nessuno di loro, chiamati, aderisce all'invito, anzi si fa lontano da Lu ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20-08-2009)

L'incontro con Dio è un banchetto nuziale, non un funerale di prima classe. Quando entro in alcune chiese durante l'assemblea domenicale, ho l'impressione di avere sbagliato Dio... Che facce tristi ed annoiate! Certo, a volte anche il celebrante ci mette del suo per ingrigire il tutto, confondendo l ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 20-08-2009)
La figlia data in olocausto e l?invito rifiutato
Due episodi sconcertanti e strani: l?uno ci presenta Ièfte che, per tenere fede ad un voto fatto, offre in olocausto la propria figlia e l?altro un re il cui invito ad un pranzo di nozze viene rifiutato da tutti. Se il primo è plausibile, il secondo è iperbolico. Mentre nel brano tratto dai Giudici, ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 20-08-2009)

1) Preghiera O Dio, che hai preparato beni invisibili per coloro che ti amano, infondi in noi la dolcezza del tuo amore, perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa, otteniamo i beni da te promessi, che superano ogni desiderio. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21-08-2008)

La Parola ci fa pensare all'incontro con Dio come ad una (riuscita) festa di nozze. La Bibbia usa spesso l'mmagine nuziale per descrivere il Regno Gesù sposo dell'umanità è una delle figure più usate nella prima comunità cristiana. E noi, invece, pensiamo a Dio con categorie quali "dovere", "necessa ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 21-08-2008)
Il banchetto e l'abito nuziale
Nasce dal un bisogno irrefrenabile di comunione da parte di Dio nei nostri confronti l'invito al suo banchetto. Vuole renderci partecipe dei suo beni, ci vuole come suoi commensali. Per questo ci ha fatto somiglianti a se con un innato desiderio di essere sfamati e dissetati nel corpo e nello spirit ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 21-08-2008)
Commento Matteo 22,1-14
1) Preghiera O Dio, che hai preparato beni invisibili per coloro che ti amano, infondi in noi la dolcezza del tuo amore, perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa, otteniamo i beni da te promessi, che superano ogni desiderio. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 23-08-2007)
Abito nuziale...
INVITO DISATTESO =============== Dio invita gli uomini a far festa. Ma gli uomini hanno altri interessi. Non hanno tempo per far festa con Dio. Anzi, l'invito alla festa è un disturbo e un disguido. Al punto da rifiutare anche con violenza i messaggeri di Dio. Dio riempie la sala di commens ...
(continua)
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