LA CHIESA

      


> e-mail    > chi siamo    > scripts e banners   > newsletters    > translate ita>eng

LITURGIA

> 19 Maggio 2011 <

Martedì 17 Maggio 2011

Mercoledì 18 Maggio 2011

Giovedì 19 Maggio 2011

Venerdì 20 Maggio 2011

Sabato 21 Maggio 2011

Domenica 22 Maggio 2011

Lunedì 23 Maggio 2011

Martedì 24 Maggio 2011

Mercoledì 25 Maggio 2011

Giovedì 26 Maggio 2011


Cerca nella BIBBIA
Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  Giovedì della IV settimana di Pasqua

> Vai direttamente alle OMELIE 

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Bianco
EP044 ;
Quando moltissimi santi uomini partirono l’uno dopo l’altro per il deserto per vivere come eremiti, san Gregorio fu costernato: “Se partite tutti per il deserto - chiese loro -, a chi laverete i piedi?”. Una domanda pertinente, che evoca un’azione di Cristo entrata nel cuore di ogni cristiano. Essa ricorda, infatti, la notte in cui il Signore si mise al posto del servo e raccomandò a tutti gli uomini di fare questa inversione di ruoli, non come un gesto effimero, ma come risposta alla ricerca - eterna per la società umana - della felicità.
“Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica”. Lavare i piedi ai poveri è una metafora cristiana che va contro tutte le regole del buon senso. La saggezza del mondo fa suo un altro discorso. Per lui il potere risiede nella dominazione. Esso disprezza i deboli, i vulnerabili, gli esclusi. La felicità risiede nella triade empia del potere, del prestigio e del possesso.
È un’idolatria seducente. Forse anche Giuda fu attirato da questa dottrina quando decise di vendere il proprio Signore per denaro, negando così la sua formula per raggiungere la felicità. Questo è il peccato, il peccato più brutale. Esso avrebbe spaventato i discepoli! Per questo Cristo l’aveva predetto, per mitigare lo choc e, insieme, per dare prova di essere colui che era stato mandato. Perché questa è la sua prima preoccupazione.

Ricevi la Liturgia via mail >
Ascolta il Vangelo >

Antifona d'ingresso
Quando avanzavi, o Dio, davanti al tuo popolo,
e ad essi aprivi la via e abitavi con loro,
la terra tremò e stillarono i cieli. Alleluia. (cf. Sal 68,8-9.20)


Colletta
O Dio, che hai redento l’uomo
e lo hai innalzato oltre l’antico splendore,
guarda all’opera della tua misericordia,
e nei tuoi figli, nati a vita nuova nel Battesimo,
custodisci sempre i doni della tua grazia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

>

Prima lettura

At 13,13-25
Dalla discendenza di Davide Dio inviò come salvatore Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli

Salpàti da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia. Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme. Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e, entrati nella sinagòga nel giorno di sabato, sedettero. Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagòga mandarono a dire loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!».
Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: «Uomini d’Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. Il Dio di questo popolo d’Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d’Egitto, e con braccio potente li condusse via di là. Quindi sopportò la loro condotta per circa quarant’anni nel deserto, distrusse sette nazioni nella terra di Canaan e concesse loro in eredità quella terra per circa quattrocentocinquanta anni.
Dopo questo diede loro dei giudici, fino al profeta Samuèle. Poi essi chiesero un re e Dio diede loro Sàul, figlio di Chis, della tribù di Beniamino, per quarant’anni. E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: “Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri”.
Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d’Israele. Diceva Giovanni sul finire della sua missione: “Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali”».

Parola di Dio

>

Salmo responsoriale

Sal 88

Canterò in eterno l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza».

«La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui
e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.
Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”».

Canto al Vangelo (Ap 1,5)
Alleluia, alleluia.
Gesù Cristo,
testimone fedele, primogenito dei morti,
tu ci hai amati
e hai lavato i nostri peccati nel tuo sangue.
Alleluia.

>

Vangelo

Gv 13,16-20
Chi accoglie colui che manderò, accoglie me.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, l’offerta del nostro sacrificio,
perché, rinnovati nello spirito,
possiamo rispondere sempre meglio
all’opera della tua redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
O Dio, Padre di bontà, accogli il pane e il vino,
che la tua famiglia ti offre con intima gioia,
e custodiscila sempre nel tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO PASQUALE IV
La restaurazione dell’universo per mezzo del mistero pasquale

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
In lui, vincitore del peccato e della morte,
l’universo risorge e si rinnova,
e l’uomo ritorna alle sorgenti della vita.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...


Antifona di comunione
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo”. Alleluia. (Mt 28,20)

Oppure:
“Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me;
chi accoglie me,
accoglie colui che mi ha mandato”. Alleluia. (Gv 13,20)


Preghiera dopo la comunione
O Dio grande e misericordioso,
che nel Signore risorto
riporti l’umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l’efficacia del mistero pasquale,
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
O Padre, che ci hai accolti alla mensa del tuo Figlio,
concedi a noi, tuoi fedeli,
di testimoniare nella gioia pasquale la sua risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 15-05-2014)
Ma deve compiersi la Scrittura
La Scrittura Santa tutto aveva annunziato della futura vita del Messia del Signore. Basta leggere i Salmi e i Profeti e ci si accorge che con quanto vi è scritto in essi si può già tracciare la vita di Gesù. Si può scrivere il Vangelo. L'Evangelista Matteo questo in modo particolare. Ogni evento di ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 15-05-2014)
Commento su At 13, 14-15
"Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero. Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!». Atti ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19-05-2011)
La Misericordia, nostra madre?
«In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone» (Gv 13, 16). Per tuo dono, Signore, siamo quello che siamo: ci hai donato la vita, ci hai permesso di alzare gli occhi al cielo e di chiamare Padre chi è infinitamente più grande di noi... Siamo stati pensati e plasmati dalla ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-05-2011)
Commeto su Giovanni 13,16
Un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Gv 13,16 Come vivere questa Parola? Gesù ha appena lavato i piedi ai discepoli, azione commovente e ricca di significato nel contesto dell'ultima cena. Poco prima, arrivando a Gerusalemme con i suoi, la ge ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-05-2011)
Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me
Siamo nel Cenacolo. Gesù finisce di lavare i piedi ai suoi discepoli, riprende le sue vesti e ricomincia ad ammaestrare i suoi apostoli. Il Padre ha mandato Cristo Gesù. Il Padre è più grande di Cristo Gesù. Cristo Gesù deve al Padre ogni obbedienza. Deve vivere di purissimo e santo ascolto. Non pu ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 29-04-2010)
Imparare dal segno
Imparare dal gesto a servire e a capire il messaggio del Vangelo. Dal gesto concreto parte la comprensione del messaggio di salvezza. Il mettere in pratica non parte da un nostro impegno, ma da un segno che diventa occasione e metodo del cammino della fede. Ecco perché il lavare i piedi ai ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 07-05-2009)

Gesù è il rivelatore del Padre, perché lui e il Padre sono una cosa sola. Dopo la lavanda dei piedi, che nel vangelo di Giovanni sostituisce l'ultima cena, Gesù cerca ancora, inutilmente, di preparare i suoi a ciò che sta per accadere e che essi neppure lontanamente immaginano. Gesù è "Io sono", e p ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 07-05-2009)

Dalla Parola del giorno Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù disse loro: ?In verità, in verità vi dico: chi accoglie colui che io manderò accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato.? Come vivere questa Parola? Il gesto che Gesù fa è di estrema importanza ed è la ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 07-05-2009)
Dalla stirpe di Davide Dio trasse Gesù, il Salvatore
Gesù, che trascende la storia mentre vi s?inserisce, stabilisce anche la continuazione fra la sinagoga e la Chiesa, fra il mondo giudaico e i gentili. Gesù è colui che coordina, nel piano dell?amore, la storia anche attuale, di tutti i popoli e di tutte le Chiese nell?unicità della sua Chiesa. È Ges ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 07-05-2009)
Commento Giovanni 13,16-20
1) Preghiera O Dio, che hai redento l'uomo e lo hai innalzato oltre l'antico splendore, guarda all'opera della tua misericordia, e nei tuoi figli, nati a vita nuova nel Battesimo, custodisci sempre i doni della tua grazia. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 17-04-2008)

Il Signore manda ciascuno di noi a raccontare la sua Parola là dove viviamo; siamo abituati a immaginarci i missionari come a delle persone "speciali", particolari che compiono scelte radicali per condividere la vita e annunciare il Vangelo ai popoli lontani. In realtà ciascuno di noi è inviato dal ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 17-04-2008)
Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me
Sappiamo che l'accoglienza di Dio è uno dei fondamenti della nostra vita cristiana. Ecco ciò che ci narra il brano del Vangelo odierno: "In verità, in verità vi dico chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato". Come si può notare c'è una caten ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 17-04-2008)

Dalla Parola del giorno In quel tempo, dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù disse loro: " In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose sarete beati se le metterete in pratica." Come viver ...
(continua)
Messa Meditazione     (Omelia del 17-04-2008)
La beatitudine dell?apostolo
Lettura Il brano contiene, in primo luogo, la conclusione della spiegazione della lavanda dei piedi, con le parole di Gesù sul rapporto signore-servo e con quelle circa la relazione tra l'inviato e colui che lo manda. La beatitudine dei discepoli starà nel fare «queste cose», nel fare cioè quello c ...
(continua)
   > Translate this page (italian > english) with Google