LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  Lunedì della V settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO051 ;
E' sempre utile rileggere queste pagine della Genesi che ci parlano di Dio Creatore, delle grandi opere di Dio e ci riempiono di un senso di ammirazione e di grandezza. Sappiamo che la Bibbia non pretende di spiegare in modo scientifico come fu creato il mondo; è una storia religiosa che parla di tutte le creature, che dice che tutte le creature vengono da Dio, dalla parola di Dio che le ha create. E evidente, anche ad una semplice lettura, che lo scrittore biblico è pieno di ammirazione per l'opera di Dio. E l'ammirazione nostra, a millenni di distanza, deve essere ancora più grande, perché l'uomo oggi ha capito ancora meglio la grandezza dell'universo. Certamente l'autore del libro della Genesi non sapeva che la luna dista dalla terra quattrocentomila chilometri, noi lo sappiamo. Egli ignorava che gli astri sono a distanze quasi inimmaginabili, migliaia di anni luce. L'universo ha una immensità quasi incalcolabile, si scoprono sempre più astri: stelle, vie lattee, galassie nuove... Questa grandezza invece noi la conosciamo ed è una rivelazione, non sufficiente, ma importante, di Dio. Dio si rivela nella creazione, come dice san Paolo e prima di lui il libro della Sapienza. Ed è bene per noi ritornare a questa ammirazione davanti alle opere di Dio, non soltanto davanti alle grandi meraviglie dell'universo, ma anche davanti a quelle piccole, che sono così belle. Si dice che sant'Ignazio, che non era certo un santo troppo sentimentale, si commuoveva davanti a un fiorellino, pensando a Dio Creatore. Nel racconto biblico c'è una espressione ritornante: "E Dio vide che era cosa buona". Un cristiano ha una visione ottimista della creazione, non si fissa sulle cose negative che pur ci sono nel mondo, non si lamenta in continuazione del male: vede l'insieme che è creato da Dio e che è cosa buona. Tante cose sono buone, belle, splendide e ci riempiono di riconoscenza, perché Dio le ha create, perché noi siamo circondati di meraviglie fatte da Dio.
La rivelazione è una rivelazione di luce: "Dio è luce", tutte le sue opere sono belle. Sappiamo e la Genesi lo racconterà che il peccato ha rovinato l'opera di Dio, ma fondamentalmente essa rimane buona, e dobbiamo ricordarcelo. Così nella Messa ci appoggiamo all'opera di Dio per il sacrificio. Prima diciamo: "Dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane e questo vino": è il ricordo della creazione. Poi, nel prefazio di questa settimana: "Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi...". Quindi noi riceviamo le cose da Dio e soltanto dopo possiamo portarle a lui, presentarle a lui perché trasformi quanto ha creato in strumento di grazia.
Ringraziamo sovente Dio per l'opera della creazione e sentiamoci pieni di riconoscenza e di orgoglio perché siamo il capolavoro delle sue mani.

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Antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio. (Sal 95,6-7)


Colletta
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...

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Prima lettura

Gen 1,1-19
Dio disse, e così avvenne.

Dal libro della Gènesi

In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.
Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 103

Gioisca il Signore per tutte le sue creature.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto.

Egli fondò la terra sulle sue basi:
non potrà mai vacillare.
Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque.

Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti,
In alto abitano gli uccelli del cielo
e cantano tra le fronde.

Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Benedici il Signore, anima mia.

Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 6,53-56
Quanti lo toccavano venivano salvati.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Tutta la creazione attende la salvezza del Signore. Nell'attesa della sua venuta, presentiamo al Padre le necessità della Chiesa e del mondo. Preghiamo insieme dicendo:
Rinnova, Signore, la tua alleanza con noi.

- Con la scienza e la tecnica, o Signore, doni all'uomo possibilità di dominare il mondo. Aiuta i responsabili della società a servire, non a distruggere l'umanità. Preghiamo:
- I tuoi miracoli indicano che sei venuto a redimere il mondo e preparare una nuova creazione. Fa' che la tua chiesa porti sempre agli uomini la gioia della salvezza. Preghiamo:
- Nonostante il progresso, gli uomini son spesso inquieti, soli e infelici. Attirali a te, Signore, perché possano sperimentare il potere benefico della tua compassione. Preghiamo:
- Sei venuto tra noi come uomo buono e amico attento. Aiutaci, Signore, a non vivere con indifferenza, accanto a chi soffre. Preghiamo:
- Ti si può trovare ovunque, ma sei reale e vivo nel tabernacolo. Fa', o Signore, che le nostre chiese siano un luogo privilegiato per l'incontro con te. Preghiamo:
- Per gli operatori sanitari.
- Per chi sente la vocazione alla preghiera.

O Dio eterno, presente nella creazione e ancor più nella redenzione, fà che accogliamo con gratitudine i doni che ci hai elargito e siamo solerti collaboratori della tua opera nel mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Il pane e il vino che hai creato, Signore,
a sostegno della nostra debolezza,
diventino per noi sacramento di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell’assetato e
ricolma di beni l’affamato. (Sal 107,8-9)

Oppure:
“Beati coloro che piangono, perché saranno consolati.
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia,
perché saranno saziati. (Mt 5,5-6)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai resi partecipi
di un solo pane e di un solo calice,
fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo
portiamo con gioia frutti di vita eterna
per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 10-02-2014)
Commento su Mc 6,56
«Lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati». Mc 6,56 Come vivere questa Parola? Gesù, col segno eloquente delle guarigioni, dimostra che il regno di Dio è presente sulla terra. Accostandosi a lui, anche solo toccando il suo mantello ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 10-02-2014)
Quanti lo toccavano venivano salvati
Nella Scrittura vi sono diversi segni che avvengono per contatto, previa parola o comando di Dio, direttamente o per tramite dei suoi profeti. Una sola volta ne avvenne uno senza alcuna parola. Alcuni esempi sono sufficienti per testimoniare questa verità. Camminarono tre giorni nel deserto senza ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 11-02-2013)
Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe
Olimpia è una signora, ormai anziana e non più autosufficiente, ma è stata colei che mi ha preso per mano per guidare i primi passi verso le famiglie ed i bambini che avevano bisogno di sostegno. Don Luigi ed io eravamo soliti chiamarla "la Madre Teresa di Livorno" perché ha donato tutta la sua vita ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 11-02-2013)
Lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello
Potente nell'Antico Testamento è il mantello di Elia. Simile al bastone di Mosè, con esso Eliseo aprì in due il Giordano. Compì con esso un vero miracolo. Quando il Signore stava per far salire al cielo in un turbine Elia, questi partì da Gàlgala con Eliseo. Elia disse a Eliseo: «Rimani qui, perc ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 11-02-2013)
Commento su Genesi 1,3
Dio disse sia la luce Gen 1,3 Come vivere questa Parola? È la prima parola di Dio registrata dalla Genesi nel descrivere la creazione e riguarda l'accendersi della luce che, stranamente precede la creazione del sole e delle stelle, cioè delle fonti di luce. Un errore dello scrittore sacro? O non ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 06-02-2012)
Commento su Marco 6,53-56
Il mantello del Signore. Chi lo sfiora guarisce, dice Marco. La folla fa ressa attorno a Gesù per poterlo vedere, ascoltare, per guarire. Alcuni lo scambiano per un santone guaritore, uno dei molti che calcano le strade degli uomini, di tanto in tanto. Ma a lui va bene anche così: richiama le person ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 06-02-2012)
Commento su Primo Re 8,10-11
Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio del Signore, e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio del Signore. 1Re 8,10-11 Come vivere questa Parola? Edificato il tempio di Dio, ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06-02-2012)
Lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello
Se per un attimo facciamo la differenza dei miracoli narrati nell'Antico Testamento e quelli operati da Gesù Signore, emerge subito agli occhi che vi è una abissale distanza di santità. Leggiamo nel Primo Libro dei Re: "In seguito accadde che il figlio della padrona di casa si ammalò. La sua malatti ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 07-02-2011)
Lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello
Gesù era partito con i suoi discepoli, solo con loro, per assolvere ad un dovere di alta giustizia: concedere agli Apostoli che erano tornati dalla missione un giusto periodo di tempo per riprendersi nella loro forze fisiche e ritemprarsi nello spirito. Anche lo spirito, il cuore, la mente, la volo ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 07-02-2011)

Dalla Parola del giorno La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Come vivere questa Parola? Il libro della Genesi si introduce con il racconto teologico della creazione, di cui i primi versetti offrono una previa inquadratura. ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 08-02-2010)
Basta un attimo
Gesù guarisce l'umanità in vari modi. Ma il modo più semplice è il toccare e il lasciarsi toccare. La guarigione passa attraverso un contatto semplice e distinto. Basta un'attimo, ci dice il Vangelo, e spesso l'incontro è assicurato. L'importante è che in quel tocco e in quell'attimo sia conce ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 08-02-2010)
Un tocco di speranza
«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Questa sentenza del Signore ci indica verso chi egli indirizza di preferenza la sua mission ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 08-02-2010)

Dalla Parola del giorno "Lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano". Come vivere questa Parola? Il Vangelo di oggi ci spinge a capire il significato più profondo di un contatto, di un vero incontro con Gesù. Gli apostoli che vivevano accan ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 08-02-2010)

Le folle riconoscono Gesù e gli portano i malati. Egli salva tutti coloro che lo toccano. Viene messa in evidenza sia l'avidità degli uomini nell'approfittare della potenza del guaritore, sia la compassione di Gesù verso le "pecore senza pastore" (6,34). La gente lo cerca come salvatore del popolo ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 09-02-2009)

Almeno la frangia del mantello, le persone vogliono toccare almeno la frangia del mantello del maestro Gesù. Davanti a questo gesto così semplice, pieno di ingenua devozione, che rasenta la superstizione, percepiamo la forza che emanava la persona di Gesù, il suo carisma assoluto, la sua autorevolez ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 09-02-2009)
Riconoscere Gesù
Un Gesù calamitante. Una calamita elettrizzante. Un contatto di certa guarigione. ========================== Occorre però riconoscerlo, per incontrarne la certa guarigione. Spesso questa guarigione non avviene perché chi abbiamo incontrato non era il Cristo, ma qualcuno di simile o un altro c ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 09-02-2009)
Gesù guarisce gli infermi
La fede in Gesù salva! Ne hanno fatto esperienza gli uomini di cui si narra nel vangelo: lo toccavano e guarivano. Possiamo fare anche noi le stessa esperienza, abbiamo bisogno soltanto di fede che ci fa credere a Gesù, alle cose che Egli dice, e nelle sua persona divina e umana. Colui nel quale rip ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 09-02-2009)
Commento su Gen 1,5
Dalla Parola del giorno ?E fu sera e fu mattina.? Come vivere questa Parola? Con la vittoria sulle forze ostili e disgreganti del caos, di cui parla l?autore sacro in questa prima pagina della Genesi, anche il tempo prende a fluire nel ritmico e armonioso alternarsi della notte e del giorno, qu ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 09-02-2009)

1) Preghiera Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Marco 6,53-56 In quel tempo, Gesù e i suoi ...
(continua)
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