LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  San Giovanni Crisostomo

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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco
S0913 ; PO241

Il Crisostomo (Antiochia c. 349 - Comana sul Mar Nero 14 settembre 407) fu annunziatore fedele della parola di Dio, come presbitero ad Antiochia (386-397) e come vescovo a Costantinopoli (397-404). Qui si dedicò all’evangelizzazione e alla catechesi, all’opera liturgica, caritativa e missionaria. L’anafora eucaristica da lui rielaborata in forma definitiva sull’antico schema antiocheno è ancor oggi la più diffusa in tutto l’Oriente. La sua predicazione nel campo morale e sociale gli procurò dure opposizioni e infine l’esilio (404-407), dove morì. Nella sua opera di maestro e dottore ha rilievo il commento alle Scritture, specialmente alle lettere paoline, e il suo contributo alla dottrina eucaristica.

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Antifona d'ingresso
Il Signore gli ha aperto la bocca
in mezzo alla sua Chiesa;
lo ha colmato dello Spirito di sapienza e d'intelletto;
lo ha rivestito di un manto di gloria.


Colletta
O Dio, sostegno e forza di chi spera in te,
che ci hai dato in san Giovanni Crisostomo
un vescovo mirabile per l’eloquenza
e per l’invitta costanza nelle persecuzioni,
fa’ che il popolo cristiano,
illuminato dalla sua dottrina,
sappia imitare la sua fortezza evangelica.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

1Cor 11,17-26.33
Se vi sono divisioni tra voi il vostro non è più un mangiare la cena del Signore.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, non posso lodarvi, perché vi riunite insieme non per il meglio, ma per il peggio.
Innanzi tutto sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e in parte lo credo. È necessario infatti che sorgano fazioni tra voi, perché in mezzo a voi si manifestino quelli che hanno superato la prova.
Quando dunque vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare la cena del Signore. Ciascuno infatti, quando siete a tavola, comincia a prendere il proprio pasto e così uno ha fame, l’altro è ubriaco. Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla Chiesa di Dio e umiliare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo!
Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Perciò, fratelli miei, quando vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli altri.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 39

Annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.

Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

Esultino e gioiscano in te
quelli che ti cercano;
dicano sempre: «Il Signore è grande!»
quelli che amano la tua salvezza.

Canto al Vangelo (Gv 3,16)
Alleluia, alleluia.
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 7,1-10
Neanche in Israele ho trovato una fede così grande.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao.
Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga».
Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio gradisce la fede degli umili e sempre solleva i suoi figli nell'ora del bisogno. Confidando nel suo amore, rivolgiamogli le nostre suppliche, e diciamo:
Salva il tuo popolo, Signore!

Perché i credenti, assistiti dallo Spirito, mettano la loro fiducia in quell'unica e santa irrepetibile parola, mandata da Dio per la salvezza del mondo. Preghiamo:
Perché la preghiera a te gradita sgorghi come fonte perenne nella Chiesa, nei chiostri come nelle case e per le strade. Preghiamo:
Perché gli operatori della sanità, nel risanare i corpi, riescano ad aprire spazi di fiducia e di pace là dove sembra dominare lo smarrimento e la sofferenza. Preghiamo:
Perché quelli che la scienza non sa ancora guarire, trovino sollievo nel sentirsi circondati dall'affetto e dalla fede delle persone amiche. Preghiamo:
Perché questa eucaristia apra il nostro cuore ad una totale fiducia nel Cristo che tutto può. Preghiamo:
Per coloro che hanno dubbi di fede.
Perché la nostra preghiera sia totale abbandono alla sua volontà.

O Dio, che fasci i cuori feriti e vuoi inondare il mondo della tua pace, aumenta in noi la fede. Per amore di Cristo, vita nostra, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accetta, Signore, il sacrificio,
che ti offriamo con gioia
nel ricordo di san Giovanni Crisostomo,
e fa’ che secondo il suo insegnamento
uniamo all’offerta eucaristica
il dono di tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il buon pastore dona la vita
per il suo gregge. (cf. Gv 10,11)


Preghiera dopo la comunione
O Signore, il mistero eucaristico,
che ha riunito la tua Chiesa
nella gloriosa memoria di san Giovanni Crisostomo,
ci confermi nel tuo amore
e ci renda fedeli testimoni della tua verità.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Paolo Curtaz     (Omelia del 17-09-2012)
Commento su Luca 7,1-10
È tutto un gioco di cortesie il rapporto fra il centurione e gli ebrei, e fra Gesù e il centurione. È un uomo buono, non solo ha collaborato al finanziamento della sinagoga, ma prende a cuore le sorti di un suo subalterno, disturbando addirittura l'ospite di Pietro. È un uomo buono e pieno di fede: ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 17-09-2012)
Io non son degno che tu entri sotto il mio tetto
Pensiamo spesso di essere super uomini, parliamo con Dio permettendoci di brontolarlo perché ha lasciato che accadesse una guerra, un terremoto, un omicidio. Lo insultiamo quando non ci concede immediatamente tutto quello che chiediamo. Non ci rendiamo conto che piccoli esseri imperfetti e pieni di ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 17-09-2012)
Commento su Prima Corinzi 11,26
Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice voi annunciate la morte del Signore finché Egli venga. 1Cor 11,26 L'antifona del Vangelo, oggi, è di fortissimo annuncio; "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito; chi crede in Lui ha la vita eterna" Sì, Dio ci h ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17-09-2012)
Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto
Mosè e tutti i profeti dell'Antico Testamento hanno sempre agito con la potenza della Parola creatrice, risanatrice, guaritrice di Dio. Per agire essa non ha bisogno della presenza in loco di colui che la proferisce. Mosè diceva e le cose si compivano. Così anche per Elia, Eliseo e tutti gli altri s ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 12-09-2011)
Commento su Prima Timoteo 2,8
Dalla Parola del giorno In ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza polemiche (1Tm 2,8) Come vivere questa Parola? Gesù, con il suo esempio e con la sua parola, più volte invita alla preghiera, una preghiera insistente e incessante, un dialogare filialmen ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 12-09-2011)
Uno straniero diventa maestro di fede e di preghiera
L'implorare dall'Alto, il chiedere aiuto a chi è più potente di noi quando costatiamo la nostra impotenza dinanzi alle difficoltà della vita è un fatto spontaneo, ma non significa con ciò che abbiamo ancora imparato l'arte sublime della preghiera. Il centurione del Vangelo di oggi è mosso da un affe ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 12-09-2011)
Neanche in Israele ho trovato una fede così grande!
Infinitamente più grande della fede del centurione è quella di Gesù Signore, quella della Madre sua. La loro è una fede di immediata consegna ad ogni Parola del Padre celeste. Della Vergine Maria conosciamo la sua risposta all'Angelo: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13-09-2010)
Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!
La personale struttura mentale oggi entra con forza, potenza, vigore grande nella fede e nella preghiera che dalla fede sgorga e si innalza verso Dio. Se la Parola è una e la stessa per tutti, il modo di accoglierla, viverla, trasformarla in storia, farla divenire preghiera, richiesta di aiuto e di ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 13-09-2010)
Comanda con una parola
Nel vangelo odierno riascoltiamo le parole del centurione rivolte a Gesù e che noi ripetiamo, con piccole varianti, immediatamente prima di accedere alla Santa Eucaristia: «Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo non mi sono neanche ritenuto deg ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 13-09-2010)
'Ai suoi comandi'
IL SERVO DEL CENTURIONE... Ammalato, ha bisogno del comando di Gesù. Anche noi abbiamo servi ammalati, al servizio della nostra persona. E anche noi abbiamo bisogno che questi servi siano guariti da Gesù. Perché possano assolvere di nuovo alla servitù della nostra persona. Come il centurion ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 17-09-2007)
Il servo ammalato
IL SERVO AMMALATO DEL CENTURIONE... Mandare a Gesù dei messaggeri, rispettando con grande riverenza l'autorità di Gesù. Non chiedere nemmeno a Gesù di entrare in casa, ma di guarire il suo servo comandando alle forze ostili. Neanche in Israele c'è una fede così grande, dice Gesù di fronte a ...
(continua)
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