LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  Venerdì della III settimana di Pasqua

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Bianco
EP035 ;
Alcune volte si ha l’impressione che le Chiese non irradino più spiritualità. Che esse cerchino di rendere la fede plausibile, che la loro predicazione lasci da parte tutto quello che è strano e, a maggior ragione, tutto quello che sfida la morale corrente. Che l’amore di Dio e del prossimo sia messo sullo stesso piano dell’impegno sociale. Ora, l’uomo ha bisogno di trascendenza, del mistero dell’inconcepibile. Egli lo trova in alcune sette religiose. La Chiesa ha perso a questo punto il suo carattere sacro? Domenica dopo domenica, giorno dopo giorno questa parola è al centro della sua azione: “Prendete, questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. E nessuno che non voglia attenuarlo, trasformandolo in un puro simbolo o ricordo, saprebbe spiegare ciò. È e resta il mistero della fede. Ma questo mistero sembra esercitare sempre meno il suo fascino. Piacciono di più le guarigioni miracolose con l’imposizione delle mani. Tuttavia, il Signore critica questo desiderio di miracoli spettacolari. Non è da questi che viene la salvezza, ma “colui che mangia la mia carne e beve il mio sangue avrà la vita eterna”... Non può esserci, nella Chiesa, né meditazione né spiritualità se si occulta questo irritante mistero.
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Antifona d'ingresso
L’Agnello immolato
è degno di ricevere potenza e ricchezza
e sapienza e forza e onore. Alleluia. (Ap 5,12)


Colletta
Dio onnipotente,
che ci hai dato la grazia di conoscere
il lieto annunzio della risurrezione,
fa’ che rinasciamo a vita nuova
per la forza del tuo Spirito di amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

At 9,1-20
Egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Sàulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damàsco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via.
E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damàsco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Sàulo, Sàulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».
Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Sàulo allora si alzò da terra, ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damàsco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda.
C’era a Damàsco un discepolo di nome Ananìa. Il Signore in una visione gli disse: «Ananìa!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Sàulo, di Tarso; ecco, sta pregando, e ha visto in visione un uomo, di nome Ananìa, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista». Rispose Ananìa: «Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».
Allora Ananìa andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Sàulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo». E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.
Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damàsco, e subito nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 116

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode.

Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.

Canto al Vangelo (Gv 6,56)
Alleluia, alleluia.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
rimane in me e io in lui, dice il Signore.
Alleluia.

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Vangelo

Gv 6,52-59
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale,
il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Oppure:
Santifica, o Dio, questi doni,
e accogliendo l’offerta della vittima spirituale,
trasforma tutti noi in sacrificio perenne a te gradito.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO PASQUALE III
Cristo sempre vive e intercede per noi

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
Egli continua a offrirsi per noi
e intercede come nostro avvocato:
sacrificato sulla croce più non muore,
e con i segni della passione vive immortale.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...


Antifona di comunione
Il Cristo crocifisso è risorto dai morti
e ci ha redenti. Alleluia.

Oppure:
“Questo è il pane disceso dal cielo.
Chi mangia questo pane,
vivrà in eterno”. Alleluia. (Gv 6,58)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale della Pasqua,
che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo della tua carità.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
Santifica e rinnova, o Padre, i tuoi fedeli,
che hai convocato a questa mensa,
ed estendi a tutti gli uomini
la libertà e la pace conquistata sulla croce.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 09-05-2014)
Come può costui darci la sua carne da mangiare?
I figli di Israele conoscevano le opere del Signore, sempre impensabili, inconcepibili per ogni mente creata. La roccia dona acqua. Il mare diviene terra asciutta. Il pane discende dal cielo. Una valle piena di ossa si trasforma in umanità nuova. La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi p ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 09-05-2014)
Commento su Gv 6, 52-54
«Come può costui darci la sua carne da mangiare? Gesù disse loro: "In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorn ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 19-04-2013)
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda
Carne e sangue. Si può pensare a qualcosa di più umano di questo? Carne e sangue rappresentano tutta la nostra essenza di uomini e donne: la carne che si lacera, che cresce, che muore; il sangue che scorre, che da linfa vitale, che sgorga dalle ferite. Anche la nostra anima, la spiritualità, il nost ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19-04-2013)
Commento su Giovanni 6, 57
Colui che mangia me vivrà per me. Gv 6, 57 Come vivere questa parola? La parola scandalosa di Gesù colpisce i Giudei ( così Giovanni nel suo vangelo definisce gli oppositori di Gesù, quel gruppo composto da farisei, sadducei, leviti che amano provocarlo per cercare di accusarlo con le sue stess ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19-04-2013)
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda
Con divina saggezza e intelligenza di Spirito Santo, Gesù aveva spostato l'asse del suo discorso da sé al Padre. Aveva racchiuso se stesso e i Giudei nell'unica vera fede: quella da accordare al Padre, che dona Cristo ai Giudei e i Giudei a Cristo. Che Gesù sia il dono del Padre non soltanto ai Giud ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 27-04-2012)
Commento su Giovanni 6,52-59
Nutrirsi di Cristo, accedere a lui, partecipare alla sua vita divina ci spalanca alla vita eterna che, come dicevamo nei giorni scorsi, è già iniziata per ciascuno di noi. La vita che viviamo nella carne diventa, allora, il modo di scoprire la vita vera, la vita altra, quella nascosta nell'intima pr ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 27-04-2012)
Come può?
Per chi non comprende, alla luce della fede, i significati reconditi dell'invito di Cristo a mangiare la sua carne e bere il suo sangue, gli interrogativi diventano pressanti ed ogni spiegazione risulterebbe inutile, paradossale e scandalosa. Gesù però, dinanzi alle discussioni dei soliti giudei nel ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 27-04-2012)
Commento su Giovanni 6,54
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno Gv 6,54 Come vivere questa Parola? Nel rapido migrare dei giorni e nella caducità di tutto quello che è attorno a noi, questa parola è come la vittoria del sole che rompe l'assembramento di ta ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 27-04-2012)
Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?
Oggi Gesù chiede ai Giudei un totale rinnegamento di Mosè. È come se ad essi fosse chiesto un salto di fede, di persona, profezia, rivelazione. Essi sono chiamati a dichiarare nulla la legge antica ed aprirsi alla nuova, che è data dalla Parola di Gesù. Il sangue è la vita. La vita è di Dio. Esso va ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 13-05-2011)
Commento su Atti 9,8-9
Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda. At 9,8-9 Come vivere questa Parola? È stupendo come la liturgia di questa terza settimana di Pasqua ci stia facendo ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 13-05-2011)
Chi sei o Signore?
Siamo sempre liberi di scegliere, ma anche il Signore è libero di proporsi in modo forte e decisivo quando il cuore si indurisce. Non possiamo riconoscerlo subito se non comprendiamo più la Misericordia, se il linguaggio dell'amore diventa per noi indecifrabile, ma... ardiamo dal desiderio di sapere ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13-05-2011)
Così anche colui che mangia me vivrà per me
Mosè non aveva donato un pane spirituale, bensì materiale. Anche Gesù non promette un pane spirituale, ma materiale. La materia della carne è essenza della promessa di Gesù Signore. In questo istante però ignoriamo le modalità del dono. Sappiamo che la carne è quella del Corpo glorioso, spirituale, ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 23-04-2010)

Dalla Parola del giorno Saulo, fratello, mi ha mandato a te, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo. Come vivere questa Parola? Paolo, l'accanito persecutore dei cristiani, viene folgorato dalla grazia di Dio proprio ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 23-04-2010)

Questo brano riprende il tema del mangiare la carne di Gesù per richiamarlo e svilupparlo, e per associargli il tema del bere il suo sangue. Il mangiare la carne di Gesù e il bere il suo sangue hanno come effetto salvifico la vita eterna o il rimanere in comunione intima con la persona divina di Cri ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 23-04-2010)
Con Lui in noi, non con noi in Lui
Gesù afferma nella fede, mentre chi ascolta discute con la ragione. E così, i due discorsi non si incontrano mai. Non è importante quello che si dice, ma "come" lo si dice. "COME PUO' COSTUI...?" La domanda degli ascoltatori non è per entrare nell'esperienza di Gesù, ma per mettersi in ra ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 01-05-2009)

La tensione fra Gesù e la folla dei suoi discepoli che lo hanno cercato dopo il fallimentare miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, è ormai al culmine. Gesù, adombrando un altro pane che dona vita, che sazia per sempre, più grande della manna data da Mosè, sembra riferirsi all'eucarest ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 01-05-2009)

Dalla Parola del giorno ?Come il Padre che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.? Come vivere questa Parola? In un solo versetto, per tre volte si richiama la vita: se ne indica la sorgente nel Padre, il corso spumeggiante che la veico ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 11-04-2008)

Gesù parte dal pane distribuito, per parlare di un altro pane che lui darà e che è la sua carne da mangiare per dimorare in lui. Come non pensare all'ultima cena? Gesù dice che cibarsi del pane che darà ci rende simili a lui, opera in noi una "cristificazione", un cambiamento. Oggi Gesù parla di ciò ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 11-04-2008)
Se no... non avrete in voi la vita
Il discorso di Gesù su se stesso, come pane del mondo e medicina di immortalità, continua. Questo pane è Gesù stesso, la sua persona umano-divina, che reca la vita nuova a chi lo accoglie con fede, ne ascolta la parola, lo ospita in sé. Fino a questo punto l'immagine del pane, nutrimento indispensab ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 11-04-2008)
Commento Gv 6,56
Dalla Parola del giorno "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me e io in lui". Come vivere questa Parola? In questo tempo pasquale la liturgia ci fa ricordare continuamente l'Incarnazione, realtà di Dio che si fa uomo come noi, che muore in croce e risorge il terso giorno per ...
(continua)
Comunità Missionaria Villaregia (giovani)     (Omelia del 11-04-2008)

"Come può costui darci la sua carne da mangiare?" Era veramente uno scandalo ciò che Gesù proponeva. Si poteva accettare che un Dio si facesse uomo; si poteva accettare anche che un Dio desse la sua vita per gli uomini... ma che desse anche la sua carne da mangiare, questo era veramente troppo, ina ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 11-04-2008)

1) Preghiera O Dio onnipotente, che ci hai dato la grazia di conoscere il lieto annunzio della risurrezione fa' che risorgiamo a nuova vita per la forza del tuo Spirito di amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo Giovanni 6,52-59 In que ...
(continua)
Messa Meditazione     (Omelia del 11-04-2008)
La vita divina in noi
Lettura Il brano del vangelo di oggi si apre riferendo che i Giudei si scandalizzano perché Gesù promette di dare loro un "pane" che è la sua carne (v. 52). I versetti successivi mostrano che, invece di rispondere, Gesù ribadisce la sua affermazione, con un insegnamento che è costruito su due piani ...
(continua)
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