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II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO C)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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CP020 ;
Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Bianco
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Partecipando al sacrificio della Messa, noi ascoltiamo ogni volta le parole di Cristo che si rivolge agli apostoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”. Inoltre, imploriamo il Signore di concederci “unità e pace secondo la sua volontà” e di donare “la pace ai nostri giorni”.
Ogni volta che apparve agli apostoli Cristo, dopo aver vinto la morte, augurò la pace, sapendo quanto tutti loro la desiderassero. Nel conferire agli apostoli il potere di rimettere i peccati, Cristo ha portato la pace nell’anima inquieta dell’uomo. L’anima creata da Dio ha nostalgia di Dio. La pace con Dio è il fondamento della pace tra gli uomini. Liberato dalla schiavitù del peccato, l’uomo è in pace, ha l’anima in festa, in pace. La pace regna sui cuori puri. È partendo dalla pace interiore, quella del cuore, appoggiandosi ad essa, che si può stabilire la pace esteriore: in famiglia, fra vicini, in seno alla Chiesa, tra i popoli. Dio chiama tutti gli uomini ad unirsi al suo popolo unico. Il suo desiderio, che è di riunire tutti gli uomini in seno ad un’unica comunità per salvarli, è già espresso nell’Antico Testamento.
Gli Ebrei capirono di essere un popolo unico nella lontana notte di Pasqua in cui Dio li separò dagli Egiziani ed indicò loro la Terra promessa.
La Pasqua viene per ricordare questo avvenimento alle generazioni successive: in questo giorno ogni ebreo ha il sentimento di essere di nuovo condotto fuori dall’Egitto per essere salvato. Allo stesso modo, il nuovo popolo di Dio è nato il giorno di Pasqua, quando la concordia eterna fu rinnovata e suggellata dal sangue del Figlio di Dio. Questo popolo creato da Cristo è precisamente la Chiesa.
Gli uomini assomigliano a piccoli universi, chiusi e segreti. Dio li ha creati così. Ciò nonostante, il Creatore ha dato agli uomini anche il gusto di riunirsi in gruppi, di vivere, di lavorare, di creare in comune. Dio ha voluto allo stesso tempo assicurare loro la salvezza in quanto comunità, la salvezza del suo popolo. Accettare la salvezza promessa da Dio significa nello stesso tempo integrarsi al nuovo popolo riunito da Cristo, in seno al quale tutti usano i medesimi strumenti della grazia, cioè i sacramenti, scaturiti dalla Passione di Cristo.
In diversi momenti, il Nuovo Testamento designa Cristo come il volto visibile di Dio, l’immagine del Padre, il suo segno (Col 1,15; Gv 1,18). Cristo è come un sacramento che significa e trasmette l’amore del Padre. È un segno carico di significato e di forza di salvezza; in lui si trovano riuniti il perdono del Padre e la filiazione. In questo senso, Cristo appare come il primo sacramento nato dall’amore di Dio, la fonte di tutti i sacramenti. I sacramenti possono esistere solamente perché in loro Cristo stesso è presente ed agisce.
Come una madre premurosa, la Chiesa si sforza di spiritualizzare tutta la vita dei suoi figli e delle sue figlie. Vivere la spiritualità, provare la pace dell’anima è tentare di dare un carattere divino al quotidiano attraverso il flusso di grazie, di sapienza, di sentimenti, di consolazione che viene da Dio. Per ottenere la salvezza, egli ci fa pervenire, in un modo o nell’altro, a raggiungere Cristo. Ci fa camminare la mano nella mano con i figli del popolo di Dio, ci dirige verso un destino comune sotto l’egida di Cristo che si occupa di noi, ci perdona, ci santifica e ci concede la pace.
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Antifona d'ingresso
Come bambini appena nati,
bramate il puro latte spirituale,
che vi faccia crescere verso la salvezza. Alleluia. (1Pt 2,2)
Oppure:
Entrate nella gioia e nella gloria,
e rendete grazie a Dio, che vi ha chiamato
al regno dei cieli. Alleluia. (4 Esd 2,36-37 (Volg.))
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Colletta
Dio di eterna misericordia,
che nella ricorrenza pasquale
ravvivi la fede del tuo popolo,
accresci in noi la grazia che ci hai dato,
perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza
del Battesimo che ci ha purificati,
dello Spirito che ci ha rigenerati,
del Sangue che ci ha redenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Oppure:
O Padre, che nel giorno del Signore
raduni il tuo popolo per celebrare
colui che è il Primo e l’Ultimo,
il Vivente che ha sconfitto la morte,
donaci la forza del tuo Spirito,
perché, spezzati i vincoli del male,
ti rendiamo il libero servizio
della nostra obbedienza e del nostro amore,
per regnare con Cristo nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te...
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Prima lettura
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At 5,12-16
Venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne.
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Dagli Atti degli Apostoli
Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava.
Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro.
Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 117
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Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!
Ti preghiamo, Signore: Dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: Dona la vittoria!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina.
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Seconda lettura
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Ap 1,9-11.12-13.17-19
Ero morto, ma ora vivo per sempre.
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Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.
Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: «Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese».
Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d’oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d’uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro.
Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito».
Parola di Dio
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Sequenza
[Facoltativa]
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.
«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».
Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.
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Canto al Vangelo (Gv 20,29)
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Alleluia.
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Vangelo
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Gv 20,19-31
Otto giorni dopo venne Gesù.
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Dal Vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
La risurrezione è un fatto reale, ma comprendere il suo significato per la nostra vita non è né scontato né banale.
Dobbiamo metterci in ricerca. Preghiamo insieme e diciamo: Cristo Risorto, rendici credenti.
1. Perché siamo capaci di rifiutare le soluzioni facili che propongono un Dio diverso da Te. Preghiamo.
2. Perché la nostra fede parta sempre dalla verità della Tua resurrezione. Preghiamo.
3. Perché non ci colga la paura dell’ignoto, sicuri del fatto che al termine di ogni cammino di verità ci attende il Tuo volto. Preghiamo.
4. Perché sappiamo cogliere nella nostra vita, specialmente nella sofferenza, i segni del Tuo corpo risorto. Preghiamo.
O Padre, Tu hai donato all’uomo la vita eterna. Aiutaci a comprendere questa verità così superiore alle nostre deboli capacità. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
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Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, Signore.
l’offerta del tuo popolo [e dei nuovi battezzati]:
tu che ci hai chiamati alla fede
e rigenerati nel Battesimo,
guidaci alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
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PREFAZIO PASQUALE I
Cristo agnello pasquale
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo giorno
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
È lui il vero Agnello
che ha tolto i peccati del mondo,
è lui che morendo ha distrutto la morte
e risorgendo ha ridato a noi la vita.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...
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Antifona di comunione
“Accosta la tua mano,
tocca le cicatrici dei chiodi
e non essere incredulo, ma credente”. Alleluia. (cf. Gv 20,27)
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Preghiera dopo la comunione
Dio onnipotente,
la forza del sacramento pasquale che abbiamo ricevuto
continui a operare nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
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| Monastero Domenicano Matris Domini (Omelia del 11-04-2010)
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Commento su Giovanni 20,19-31
Lectio
Nelle domeniche di Pasqua siamo sempre accompagnati dal testo di san Giovanni, scelto per la sua profondità e il suo sguardo contemplativo sul Cristo e sul Risorto. Nella seconda domenica meditiamo sempre sul secondo racconto del capitolo 20, che collega il giorno della resurrezione alla dom ...
(continua)
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| Wilma Chasseur (Omelia del 11-04-2010)
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Audio commento a Gv 20,19-31
Clicca qui per scaricare il commento in formato MP3.Per ascoltare il commento, clicca sul play sulla sinistra del lettore: ...
(continua)
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| Wilma Chasseur (Omelia del 11-04-2010)
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L'insondabile misericordia
Domenica della misericordia. Le letture di oggi ruotano tutte attorno a questo tema, a cominciare dalla preghiera iniziale, ribadita dal Salmo e culminante nel brano di Vangelo dove Gesù, apparendo ai discepoli riuniti nel Cenacolo, mostrò loro le mani e il costato trafitto.
? 1 Nuovi fiammanti
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(continua)
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| don Daniele Muraro (Omelia del 11-04-2010)
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Preparazione
"Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!" dice Gesù in conclusione del secondo incontro domenicale con i suoi Apostoli, otto giorni dopo la Pasqua.
Si riferisce a Tommaso di cui ha appena raccolto la solenne professione di fede: "Mio Signore e mio Dio!". Tommaso ha parlato dopo avere vedu ...
(continua)
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| don Claudio Doglio (Omelia del 11-04-2010)
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Video commento a Gv 20,19-31
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(continua)
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| don Maurizio Prandi (Omelia del 11-04-2010)
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La debolezza, norma del nostro agire
Grazie ad una intuizione di Giovanni Paolo II, oggi è la domenica della "Divina Misericordia". Lego la misericordia di Dio alla debolezza che in Gesù (vangelo) e nei discepoli (prima lettura) rivela, chiarifica, rende manifesta la presenza di Dio. E' una debolezza che viene consegnata alla Chiesa, p ...
(continua)
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| padre Antonio Rungi (Omelia del 11-04-2010)
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Una fede senza "se" e senza "ma". Una fede totale!
Celebriamo oggi l'ottava di Pasqua, la domenica in Albis o della divina misericordia e al centro della riflessione c'è il testo del vangelo di Giovanni con l'apparizione del Risorto al gruppo degli apostoli, in due momenti successivi. Il primo in assenza dell'apostolo Tommaso; il secondo alla presen ...
(continua)
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| padre Sergio Tellan, OFM cap. (Omelia del 11-04-2010)
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Video commento a Gv 20,19-31
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(continua)
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| don Valentino Porcile (Omelia del 11-04-2010)
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Video commento a Gv 20,19-31
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(continua)
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| don Marco Pedron (Omelia del 11-04-2010)
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Dall'amato all'amore
Gv nei capitoli 18-19 racconta la crocifissione e la morte di Gesù. Nel capitolo 20 invece ci presenta tre scene con cui cerca di dire qualcosa che non si può dire. Infatti, cerca di spiegare cosa vuol dire "vedere" il Signore, il Risorto, nella vita di tutti i giorni. E' la domanda che tutti noi ci ...
(continua)
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| LaParrocchia.it (Omelia del 11-04-2010)
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La Comunità
La figura di Gesù Risorto domina il panorama di tutte le letture bibliche di questa domenica. Al centro di tutto, oltre al Risorto, c'è la comunità cristiana che si forma guardando a Gesù. Egli (Gesù) è l'anima della comunità di coloro che arrivano o arriveranno alla fede. Gesù Risorto diviene il pe ...
(continua)
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| don Roberto Rossi (Omelia del 11-04-2010)
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Non essere più incredulo, ma credente!
Nell'attuale contesto storico e culturale, la fede in Gesù Cristo è sempre meno scontata, sia all'interno delle nostre comunità cristiane, sia soprattutto tra i giovani, posti di fronte alle grandi sfide di oggi, alla ricerca di "senso" e di prospettive per il futuro. Le difficoltà e le oscurità de ...
(continua)
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| don Giovanni Berti (Omelia del 11-04-2010)
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Meno male che Tommaso c'è?
Clicca qui per la vignetta della settimana.
"meno male che nel vangelo ci sono personaggi come Tommaso altrimenti me ne sarei andata molto tempo fa?forse c'è un filo di speranza anche per me?"
Così mi ha scritto una persona amica a cui ho chiesto un commento al brano di Vangelo che ci viene prop ...
(continua)
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| padre Ermes Ronchi (Omelia del 11-04-2010)
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Quella pace che sgorga dalle ferite
Venne Gesù, a porte chiuse. C'è aria di paura in quella casa, paura dei Giudei, ma anche e soprattutto paura di se stessi, di come lo avevano abbandonato, tradito, rinnegato così in fretta.
Eppure Gesù viene. L'abbandonato ritorna da quelli che sanno solo abbandonare, il tradito si mette di nuo ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 11-04-2010)
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Video commento a Gv 20, 19-31
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(continua)
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| padre Mimmo Castiglione (Omelia del 11-04-2010)
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Respirazione bocca a bocca!
Certamente, un po' tutti dubitano,
ma Tommaso eccelle!
Eppure la sua sarà la più alta professione di fede:
Gesù Maestro Signore e Dio!
Il Gemello esempio di fede tormentata,
d'una fiducia che ha bisogno di crescere.
Ma quando è maturata, quanto è capace di contagio?!
Arde di passione e mai ...
(continua)
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| mons. Gianfranco Poma (Omelia del 11-04-2010)
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Il mio Signore e il mio Dio
Nella seconda domenica di Pasqua la Liturgia ci fa vivere l'esperienza pasquale narrata dal Vangelo di Giovanni nel cap. 20,19-31 e ci conduce a ripercorrere l'itinerario compiuto dai primi discepoli per arrivare alla fede. "Il mio Signore e il mio Dio", è la risposta di Tommaso all'invito rivoltogl ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 11-04-2010)
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Tommaso, metti qua la tua mano e credi!
Fino a poco tempo fa, questa seconda domenica di Pasqua era detta 'IN ALBIS', ossia, quanti nella notte di Pasqua erano 'risorti a vita nuova' nel Battesimo o nella conversione della vita, a significare la loro 'nuova vita in Cristo', indossavano una veste bianca, che conservavano per una settimana ...
(continua)
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| Omelie.org - autori vari (Omelia del 11-04-2010)
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PRIMO COMMENTO ALLE LETTURE
a cura di Rocco Pezzimenti
1. Questo brano del Vangelo sembra fuori del tempo, o meglio ci colloca nella dimensione dell'eternità. Accadde senza dubbio allora, ma, per la sorpresa ed i dubbi degli interlocutori del Signore, potrebbe essere scritto o riscritto in og ...
(continua)
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| Omelie.org (commenti per bambini) (Omelia del 11-04-2010)
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Domenica scorsa tutti noi cristiani nelle diverse parti del mondo, abbiamo festeggiato la Risurrezione di Gesù, o meglio, Gesù risorto e vivo per sempre.. Ci siamo scambiati gli auguri, sperando per noi e per i nostri cari il bene e il meglio della vita.
La liturgia di oggi, ci porta a riflettere s ...
(continua)
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| mons. Roberto Brunelli (Omelia del 11-04-2010)
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Ricordando Padre Tullio
Nella seconda domenica di Pasqua, cioè otto giorni dopo aver celebrato la risurrezione del Signore, si legge ogni anno questo brano di vangelo, in cui si narra quanto accadde proprio otto giorni dopo che il Risorto si era presentato agli apostoli. Mancava allora Tommaso, il quale non aveva voluto cr ...
(continua)
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| don Roberto Seregni (Omelia del 11-04-2010)
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Tommaso, nostro gemello
E' la sera del giorno di Pasqua. Le donne hanno riportato la notizia sconvolgente dell'angelo, ma i discepoli hanno paura. Stanno blindati nel cenacolo, nascosti, chiusi nella loro incredulità e delusione. Ma in questo rifugio, dominato dalla paura, si presenta il Signore Risorto. Le porte chiuse no ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 11-04-2010)
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Mio Signore e mio Dio!
L'evangelista Giovanni, con rara efficacia, riesce a mostrarci, ricorrendo alla descrizione degli elementi esteriori, le situazioni interiori delle persone: nella pericope odierna prevalgono inizialmente le tenebre, il buio della notte, le porte chiuse, il timore dei giudei. Noi leggiamo il tutto an ...
(continua)
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| don Remigio Menegatti (Omelia del 11-04-2010)
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Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre
PREGHIERA DI COLLETTA
O Padre, che nel giorno del Signore raduni il tuo popolo per celebrare colui che è il Primo e l'Ultimo, il Vivente che ha sconfitto la morte, donaci la forza del tuo Spirito, perché, spezzati i vincoli del male, ti rendiamo il libero servizio della nostra obbedienza e del nost ...
(continua)
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| Il pane della domenica (Omelia del 11-04-2010)
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Tommaso, nostro "gemello" nella fede
Otto giorni dopo, venne Gesù
"Tommaso, uno dei dodici, soprannominato Didimo" (v. 24). Didimo, cioè "gemello", ma di chi? A pensarci bene di ciascuno di noi! Non c'è nessuno più di lui che ci assomigli e probabilmente è tempo di restituire a questo incredulo, positivista, intrattabile personaggio ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 11-04-2010)
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Dalla Parola del giorno
Poi disse a Tommaso: Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente.
Come vivere questa Parola?
Oggi la Chiesa celebra la Divina Misericordia, l'amore del Padre compassionevole che in Gesù suo F ...
(continua)
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| Agenzia SIR (Omelia del 11-04-2010)
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"Venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: Pace a voi!". Questo è il Vangelo di oggi. Ogni uomo e ogni donna desidera proprio questo: incontrare Gesù e ricevere il dono della pace. Le due cose vanno insieme, perché la pace è dono del Risorto.
Può capitare anche di notte, alla radio, ascoltare quest ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 11-04-2010)
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Patrono dei credenti
«Maestro, poco fa volevano lapidarti e tu ora decidi di scendere a Gerusalemme per Lazzaro?».
Andrea e Filippo sono esterrefatti. Gesù tace, lo sguardo posato in terra, pensieroso.
«Rabbì - interviene Pietro - hanno ragione, il clima è troppo teso per scendere in Giudea. Non è proprio opportuno!». ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 11-04-2010)
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Fra il credere e il bizantineggiare
Dopo la resurrezione, eccoci alle apparizioni che costituiscono il primo ambito della risposta umana al dono di Dio in Cristo: in esse infatti siamo invitati ad aprirci al dono del risorto e sono di sprone alla sincerità e alla trasparenza della nostra fede. Paolo (1Cor 15, 3-8) ne rivela più di cin ...
(continua)
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| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) (Omelia del 11-04-2010)
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Atti degli Apostoli (5,12-16)
In questi versetti possiamo notare come il potere taumaturgico degli apostoli viene sviluppato tra i credenti. Questi ultimi portavano gli ammalati e i bisognosi nelle piazze perché vedevano in loro i salvatori i guaritori grazie alla mano del Signore. Infatti gli apos ...
(continua)
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| Suor Giuseppina Pisano o.p. (Omelia del 11-04-2010)
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Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo Amore
Così recita il ritornello del salmo responsoriale di questa seconda domenica di Pasqua che la Chiesa dedica alla contemplazione della Misericordia di Dio, della quale Gesù di Nazareth, il Cristo, è il segno più alto e chiaro.
S. Agostino scrive che "Dio non poteva fare agli uomini dono più grande c ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 11-04-2010)
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Dal mattino di Pasqua si passa alla sera di quello stesso giorno. Solo Giovanni racconta che Gesù apparve in mezzo ai suoi entrando a porte chiuse. Essi stavano chiusi nel cenacolo per paura dei giudei. I discepoli temono di subire rappresaglie, per questo vivono nel terrore.
Gesù entra nella casa ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 28-03-2010)
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La Pasqua è partita
"MIO SIGNORE E MIO DIO"
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Il riconoscere il Signore è un trapassamento, attraverso le sue ferite, da parte del nostro cuore, della nostra anima e della nostra mente.
Se non vediamo e non tocchiamo, non c'è nulla che la comunità ci può tramandare al di là di un me ...
(continua)
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| Monastero Domenicano Matris Domini (Omelia del 11-04-2009)
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Commento su Giovanni 20,19-31
Lectio
Il capitolo 20 del vangelo di Giovanni narra la scoperta della tomba vuota (da parte delle donne e poi di Pietro e Giovanni) e le apparizioni del risorto prima a Maria di Magdala e poi ai dodici.
In tutti i vangeli l'incontro di Gesù risorto con il gruppo degli apostoli è narrato con caratt ...
(continua)
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| Monastero Domenicano Matris Domini (Omelia del 11-04-2009)
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Commento su Giovanni 20,19-31
Lectio
Il capitolo 20 del vangelo di Giovanni narra la scoperta della tomba vuota (da parte delle donne e poi di Pietro e Giovanni) e le apparizioni del risorto prima a Maria di Magdala e poi ai dodici.
In tutti i vangeli l'incontro di Gesù risorto con il gruppo degli apostoli è narrato con caratt ...
(continua)
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| don Daniele Muraro (Omelia del 15-04-2007)
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Il commento segue lo schema predisposto dall'autore per ogni anno liturgico, che potete trovare cliccando qui.
La sera della domenica di Pasqua, il primo giorno dopo il sabato, Gesù arriva in mezzo ai suoi discepoli ospite inaspettato, ma non sgradito. I discepoli gioirono al vedere il Signore. E ...
(continua)
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| don Giovanni Berti (Omelia del 15-04-2007)
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La fede e il dubbio
Clicca qui per la vignetta della settimana.
Quanti dubbi e incertezze ci sono dentro di me in questi giorni... ma se ci penso non solo oggi, ci sono sempre!
Come è faticoso credere! Non sono certo uno che non ha dubbi e non sono uno che ha una fede salda come la roccia. Tuttaltro!
Come è possib ...
(continua)
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| Comunità Missionaria Villaregia (giovani) (Omelia del 15-04-2007)
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Sembra proprio che Giovanni voglia invitarci a VEDERE, ad aprire gli occhi, a riconoscere i SEGNI della PRESENZA di GESU' RISORTO. Ora, dopo la morte di Gesù c'è in Lui una preoccupazione: MOSTRARCI CHE VERAMENTE GESU' E' RISUSCITATO, CHE GESU' E' UN GESU' VIVO, non morto.
Tutto il capitolo 20 del ...
(continua)
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| LaParrocchia.it (Omelia del 15-04-2007)
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Nuova Generazione
1.a Lettura. Questa pagina degli Atti degli Apostoli tratteggia in modo chiaro i lineamenti della "Nuova Generazione": di una società di credenti in Gesù Cristo, Risorto. Il brano in questione ci propone i ritratti essenziali della comunità cristiana di Gerusalemme nelle sue componenti basilari:
1. ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 15-04-2007)
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Dalla Parola del giorno
Venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse «Pace a voi!». Detto questo mostrò le mani e il costato.
Come vivere questa Parola?
A Natale gli Angeli hanno cantato: "Pace agli uomini che Dio ama". Il saluto del Risorto è "Pace". Tutta l'esistenza di Gesù è come racchiusa ...
(continua)
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| don Bruno Maggioni (Omelia del 15-04-2007)
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La paura trasformata in gioia
Il racconto di Giovanni (20,19-29) dell'apparizione di Gesù risorto ai discepoli è particolarmente ricco di spunti interessanti.
Ne scegliamo tre: la vittoria sulla paura, la pace e la gioia.
L'evangelista annota che le porte del luogo dove si trovavano i discepoli erano «chiuse per paura dei giud ...
(continua)
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| don Maurizio Prandi (Omelia del 15-04-2007)
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Un corpo che racconta l'amore
Ogni anno, la seconda domenica di Pasqua, il Risorto si ferma in mezzo a noi così come si è fermato in mezzo ai suoi discepoli, per mostrarci le sue ferite... potremmo chiamarla davvero così: la domenica delle ferite. Alla domanda che ognuno di noi dovrebbe porsi: dove posso incontrare Gesù Risorto? ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 15-04-2007)
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Patrono dei credenti
«Maestro, poco fa volevano lapidarti e tu ora decidi di scendere a Gerusalemme per Lazzaro?».
Andrea e Filippo sono esterrefatti. Gesù tace, lo sguardo posato in terra, pensieroso.
«Rabbì ? interviene Pietro ? hanno ragione, il clima è troppo teso per scendere in Giudea. Non è proprio opportuno!». ...
(continua)
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| don Roberto Rossi (Omelia del 15-04-2007)
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Non è facile credere, ma è bello
La risurrezione di Gesù e l'attesa della nostra risurrezione sono tutto l'annuncio dei primi cristiani. Sono la fede, l'annuncio e la testimonianza anche di noi cristiani di oggi. Questa spiega la serenità dei primi cristiani e anche la semplicità e la povertà della Chiesa primitiva: infatti chi att ...
(continua)
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| padre Antonio Rungi (Omelia del 15-04-2007)
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La fede nel Risorto: una lenta conquista
Seconda Domenica di Pasqua ovvero della Divina Misericordia o secondo un antico modo di indicarla, "Domenica in Albis", domenica dell'ottava di Pasqua nella quale prevale come per tutto il periodo pasquale il colore bianco. Una domenica speciale in quanto il Servo di Dio, Giovanni Paolo II ha voluto ...
(continua)
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| padre Paul Devreux (Omelia del 15-04-2007)
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La morte di Gesù lascia i discepoli in uno stato di confusione e d'abbandono. La vista di Gesù risorto, la sua semplice presenza, cambia tutto; "gioirono al vedere il Signore".
Ogni volta che si presenta Gesù dice: "Pace a voi!", e questo è il bisogno di tutti. Da cosa scaturisce questa Pace? Dal ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 15-04-2007)
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Abbiamo visto il Signore
Quello che colpisce tutti, credo, è il pessimismo dilagante, che si nota nelle parole e sul volto di troppi, anche tra noi cristiani, come se Cristo, nostra Gioia e Speranza, non fosse mai risorto, ma fosse rimasto sempre là, immobile e senza vita, nel sepolcro.
E vicino al pessimismo si respira ta ...
(continua)
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| Omelie.org - autori vari (Omelia del 15-04-2007)
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* "Otto giorni dopo i discepoli stavano ancora in casa, e Tommaso stava con loro". Viene quasi spontaneo attualizzare questa pagina del vangelo: otto giorni dopo la Pasqua i cristiani si riuniscono di nuovo in Chiesa... Sono passati gli otto giorni che per la liturgia sono come un unico giorno, il g ...
(continua)
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| Omelie.org (commenti per bambini) (Omelia del 15-04-2007)
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Qualche anno fa', nella seconda domenica di Pasqua, la stessa che celebriamo oggi, dopo la Messa stavo tornando a casa. Facevo la strada insieme a Laura, una ragazzina di 13 anni che abitava poco distante da me. C'era un bel profumo di primavera, gli alberi di mandorlo erano fioriti e con Laura ci g ...
(continua)
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| don Ricciotti Saurino (Omelia del 15-04-2007)
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L?incontro
Il Risorto ha spalancato il Suo sepolcro, ora deve scoperchiare il volontario seppellimento degli uomini, quel nascondimento fatto non solo di porte chiuse, ma soprattutto di tristezza e di paura.
La paura dei Giudei ha rintanato i discepoli nel Cenacolo, proprio nel luogo dove essi hanno speriment ...
(continua)
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| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) (Omelia del 15-04-2007)
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"La sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, i discepoli se ne stavano con le porte chiuse..." (Gv 20,19).
La ferita brucia ancora. È vero, Gesù è apparso a Maria di Magdala, le ha confidato che sarebbe salito al Padre, pregandola di non trattenerlo. Eppure la paura è dura a morire ...
(continua)
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| mons. Ilvo Corniglia (Omelia del 15-04-2007)
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Nella comunità nata dalla Pasqua di Gesù, Egli dimora in modo permanente e continua a operare per mezzo degli Apostoli i miracoli di un tempo, soprattutto sul piano spirituale (cfr. At. 5,12-16:I lettura). Ciò accade anche oggi. Lo avvertiamo?
E' una presenza infinitamente efficace quella del Risor ...
(continua)
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| don Remigio Menegatti (Omelia del 15-04-2007)
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Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore (294)
Per comprendere la Parola di Dio alcune sottolineature
La prima lettura (At 5, 12-16) è come una veloce sintesi ? il termine preciso è sommario ? per "raccontare" in poche battute la vita della comunità che si lascia illuminare dalla luce del Risorto. Si insiste sul senso dell'unità che si è creato ...
(continua)
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| Agenzia SIR (Omelia del 15-04-2007)
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È la cosa più pregata e cercata: la pace. Ma se le porte sono chiuse con la chiave della paura difficilmente essa potrà regnare e dare i suoi frutti nel cuore degli uomini. A partire da questa mentalità molte porte sono ancora chiuse, ben sigillate, ma desiderose di vedere e far entrare la luce. Il ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 15-04-2007)
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Rimettere i peccati
A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi. Dopo l'apparizione a Maria Maddalena, avvenuta all'aperto, in un giardino, Gesù appare con un corpo reale e tangibile ai suoi discepoli, chiusi per paura in una stanza. Essi ricevono lo Spirito Santo per ...
(continua)
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| don Marco Pratesi (Omelia del 15-04-2007)
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Sul fondamento degli Apostoli
Negli Atti degli Apostoli leggiamo dei brani, detti "sommari", nei quali Luca traccia un quadro della comunità cristiana, quale è scaturita dalla Pasqua del Signore. I più importanti sono tre: At 2,42-47; 4,32-35; 5,12-16. Come si vede, la prima lettura di oggi ci propone il terzo sommario.
Esso po ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 15-04-2007)
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Credere, affidarsi e vivere
La mentalità sofistica degli antichi imponeva che si concepisse "verità" solo quanto constava dal punto di vista empirico e sensoriale. Non esiste per il sofismo una verità assoluta, il trascendente o il metafisico, ma è reale solo quello che si sperimenta e che si tocca con mano. Sembra che adesso ...
(continua)
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| Suor Giuseppina Pisano o.p. (Omelia del 15-04-2007)
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Anche oggi, la Chiesa, celebra una "Domenica di Pasqua"; per altre cinque domeniche, la liturgia usa questa denominazione, dalla quale si comprende, quanto grande sia la ricchezza del Mistero di Cristo, e della sua Resurrezione, la cui contemplazione e conoscenza, non può esaurirsi nella celebrazion ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 18-04-2004)
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Dalla Parola del giorno
Pace a voi.
Come vivere questa Parola?
Dall'alba della Risurrezione, questo saluto percorre la terra. È il grande dono del Risorto. Eppure nulla sembra più lontano di questo bene tanto prezioso. La pace è minacciata ovunque e nel suo nome si vanno compiendo le più nefand ...
(continua)
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| Monastero Janua Coeli (Omelia del 18-04-2004)
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Mio Signore e mio Dio
L'uomo di oggi e di sempre: un infantilismo che fa fatica a morire. Come tutti i bambini che si rispettano, anche noi vorremmo vederci piovere addosso le cose belle che desideriamo, la sorprendente dolcezza di trovarci sommersi di regali, quelli chiesti segretamente per sentirci buoni. L'illusione d ...
(continua)
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| padre Ermes Ronchi (Omelia del 18-04-2004)
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Quella voce che ci fa arrendere
Tommaso non tocca Gesù, crede alla sua parola di pace
L'amore ha scritto il suo racconto nel corpo di Gesù con l'alfabeto delle ferite, ormai indelebili come l'amore. C'è un foro nelle sue mani, dove il dito di Tommaso può entrare; c'è un colpo di lancia nel fianco dove tutta la mano può stare. E ...
(continua)
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| LaParrocchia.it (Omelia del 18-04-2004)
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La presenza di Cristo Risorto
Che cosa è per noi la risurrezione di Cristo? Un avvenimento lontano senza alcun rapporto con la nostra vita di oggi? Al contrario, le letture di oggi mettono l'accento sulla dimensione attuale della risurrezione del Signore: essa ci riguarda personalmente.
Com'è dunque la mia fede in Cristo riso ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 18-04-2004)
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Commento Giovanni 20,19-31
La sera del giorno di Pasqua gli apostoli stavano ancora rinserrati nel cenacolo. Gesù aveva trascorso quasi tutta la giornata con due anonimi discepoli che se ne ritornavano tristi ad Emmaus, loro villaggio. Il Vangelo ci riporta alla sera di quel giorno, "mentre erano chiuse le porte" del luogo ov ...
(continua)
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| padre Paul Devreux (Omelia del 18-04-2004)
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Commento Giovanni 20,19-31
Mi è facile capire la gelosia e il senso di frustrazione che vive Tommaso, per il fatto di non aver visto Gesù risorto. E' geloso degli altri e arrabbiato con se stesso, per l'essere uscito proprio in quel momento. Forse è arrabbiato anche con Gesù, che non ha aspettato che tornasse.
Tommaso rapp ...
(continua)
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| don Mario Campisi (Omelia del 18-04-2004)
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In ognuno di noi abita Tommaso
E' bello che sia così. Che vi sia stato Tommaso, e che egli continui ad abitare in noi. Già una volta Tommaso ci è servito. Ha chiesto a Gesù come mai potessero "conoscere la strada". E Gesù ha risposto a lui e a noi: "Io sono la via..." (Gv 14,6). Ora ci serve nel suo dubbio che conclude con l'escl ...
(continua)
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| Comunità Missionaria Villaregia (giovani) (Omelia del 18-04-2004)
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Il prezzo dell'incredulità
Oggi ti proponiamo un'escursione a Gerusalemme.
"Sei matto? Proprio lì dove c'è ancora guerra tra Palestinesi e Israeliani?"
Sì, proprio in questo luogo Santo, diventato un "inferno", per intervistare una persona importante.
"Non sarà Sharon o Arafat?". No, entreremo in una casa con porte e fines ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 18-04-2004)
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La gioia sia con voi
"La sera dello stesso giorno - racconta l'evangelista Giovanni - il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!" Detto questo mostrò loro le mani e il costato. E i discepo ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 18-04-2004)
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La missione dei discepoli e la testimonianza dell?apostolo Tommaso
1. ORAZIONE INIZIALE
O Padre, che nel giorno del Signore raduni il tuo popolo per celebrare colui che è il Primo e l'Ultimo, il Vivente che ha sconfitto la morte, donaci la forza del tuo Spirito, perché, spezzati i vincoli del male, allontanate le nostre paure e le nostre indecisioni, ti rendiamo ...
(continua)
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| don Roberto Rossi (Omelia del 18-04-2004)
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Mio Signore e mio Dio
La comunità cristiana già nei suoi inizi ha chiara la professione di fede in Gesù di Nazaret: Egli è il Signore, il Figlio di Dio, il Salvatore, morto e risorto per la redenzione di tutti. Questa fede i primi cristiani la esprimono nei momenti del loro sviluppo, come è riportato dal testo degli Atti ...
(continua)
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| don Fulvio Bertellini (Omelia del 18-04-2004)
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Dalla persecuzione alla testimonianza
Spaventati e chiusi
I discepoli sono chiusi in casa per timore dei Giudei: così l'evangelista ce li presenta, prima dell'arrivo del Risorto. Un gruppo impaurito, spaventato, chiuso. Ad essi il Risorto si presenta, mostrando le sue piaghe, e salutandoli con un saluto di pace. E' una strana pace qu ...
(continua)
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| Totustuus (Omelia del 18-04-2004)
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Commento Giovanni 20,19-31
NESSO TRA LE LETTURE
In questa seconda domenica di Pasqua si celebra il giorno della divina misericordia. Il 30 aprile del 2000, Giovanni Paolo II ha canonizzato Suor Faustina Kowalska, testimone e messaggera dell´amore misericordioso del Signore, e istituì questa nuova festa che tanto opportunamen ...
(continua)
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| don Elio Dotto (Omelia del 18-04-2004)
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Il coraggio di illudersi (addirittura)
Certo fa impressione vedere i discepoli di Gesù chiusi in casa, e quasi terrorizzati alla sola idea di uscire dal luogo dove si trovavano (Gv 20,19-31). Fa impressione, perché vengono alla mente i primi tempi, quando i discepoli si erano incamminati con ardore dietro il Maestro: viene alla mente l'e ...
(continua)
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| don Marco Pratesi (Omelia del 18-04-2004)
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Corpo del Risorto, tempio dello Spirito
In questa famosa scena evangelica l'apostolo Tommaso mette il dito nelle ferite di Gesù. Nel riflettere su questo passo concentriamoci su un punto particolare, ma non secondario: Gesù risorto ha un vero corpo. Gli evangelisti si preoccupano di sottolineare che Gesù non è solo un'apparizione, un fant ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 18-04-2004)
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Caro Tommaso?
Caro Tommaso,
fa strano scrivere una predica a mo' di lettera, ma ho deciso, dopo tanti anni, di schierarmi formalmente e solennemente dalla tua parte.
Mi spiego meglio: ogni anno, dopo l'ebbrezza della festa di Pasqua, puntualmente ti ritroviamo col Vangelo che ti riguarda; il motivo è sempli ...
(continua)
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| don Romeo Maggioni (Omelia del 18-04-2004)
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Come il Padre ha mandato me anch'io mando voi
Le domeniche di Pasqua vogliono aiutarci a capire la presenza di Gesù in mezzo alla sua comunità, la Chiesa, perché essa lo sappia riconoscere vivo e ne continui con Lui la missione nella storia.
Il mistero della Chiesa sta tutto in questa presenza viva e attiva di Gesù risorto, e principalmente in ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 18-04-2004)
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Fortunatamente
"Storico" è un avvenimento del quale vi sono attestazioni atte ad appurare che sia effettivamente avvenuto; cioè un evento che oggi si può descrivere retrospettivamente in tutte le tappe in cui si è svolto in virtù di testimonianze e di prove certe. Così sono ad esempio l'evento di Leonida alle Term ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 22-04-2001)
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Bisogno di conferme
Avevo scritto a voi, cari amici, cui ci lega oramai un desiderio di incontrarsi e di dialogare sulla vita, su questa sempre più difficile vita, alla luce dell'Unico Maestro che si è definito "la vita", ossia Gesù Cristo, nostro Signore, ieri, oggi e sempre, che avrei vissuto, celebrato la mia Pasqua ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 22-04-2001)
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Tommaso, patrono degli sconfitti
Tommaso, al solito. E' puntuale, come ogni anno: esattamente otto giorni dopo la splendida notte di Pasqua. Lo stesso Vangelo, sempre. Chissà: forse la comunità cristiana, nella sua fragilità e saggezza vuole insistere con quest'uomo così simile a noi proponendolo come modello da imitare. Sarà quest ...
(continua)
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| padre Tino Treccani (Omelia del 22-04-2001)
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La nuova creazione
1. La creazione della comunità messianica (vv.19-23)
É la sera della domenica di Pasqua; un riferimento all'antica prassi cristiana di celebrare l'Eucaristia nel giorno del Signore, sull'imbrunire. Per i giudei già era iniziato un nuovo giorno, mentre per Giovanni è ancora il giorno della risurre ...
(continua)
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