LA CHIESA

      


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LITURGIA

> 4 Marzo 2010 <

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  Giovedì della II settimana di Quaresima

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola
EQ024 ;
“Quant’è difficile, per coloro che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!” (Lc 18,24). Perciò è necessario, dice Gesù, un cambiamento radicale del nostro atteggiamento. È necessario liberarci di tutte le ricchezze che appesantiscono il nostro cuore, è necessario staccarsene, perché esse ci impediscono di vedere il povero che “giace alla nostra porta”. Chi tra noi oserebbe dire che non tiene a nessuna ricchezza? Siamo tutti assai preoccupati di noi stessi, del nostro agio, dei nostri interessi... La vera privazione, la più importante agli occhi di Dio, è quella che libera il nostro cuore dal suo egoismo e che lo apre agli altri.
Il Vangelo ci dà modo di conquistare veri tesori che nulla può intaccare: mettendo al servizio dei poveri, con umiltà, tutto ciò che abbiamo in beni materiali, talento, potere, qualità. Allora, coloro che avremo soccorso verranno da questa terra in nostro aiuto: non solamente faranno scaturire ciò che vi è di migliore in noi, la gioia del dare, ma ci faranno ottenere per noi un posto nel regno di Dio, che non appartiene che ai poveri.

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Antifona d'ingresso
Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore;
vedi se percorro una via di menzogna,
e guidami sulla via della vita. (Sal 139,23-24)


Colletta
O Dio, che ami l’innocenza,
e la ridoni a chi l’ha perduta,
volgi verso di te i nostri cuori
e donaci il fervore del tuo Spirito,
perché possiamo esser saldi nella fede
e operosi nella carità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Ger 17,5-10
Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.

Dal libro del profeta Geremìa

Così dice il Signore:
«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
e pone nella carne il suo sostegno,
allontanando il suo cuore dal Signore.
Sarà come un tamerisco nella steppa;
non vedrà venire il bene,
dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
Benedetto l’uomo che confida nel Signore
e il Signore è la sua fiducia.
È come un albero piantato lungo un corso d’acqua,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo,
le sue foglie rimangono verdi,
nell’anno della siccità non si dà pena,
non smette di produrre frutti.
Niente è più infido del cuore
e difficilmente guarisce!
Chi lo può conoscere?
Io, il Signore, scruto la mente
e saggio i cuori,
per dare a ciascuno secondo la sua condotta,
secondo il frutto delle sue azioni».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 1

Beato l’uomo che confida nel Signore.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

Canto al Vangelo (Lc 8,15)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza.
Lode e onore a te, Signore Gesù.

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Vangelo

Lc 16,19-31
Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La parabola evangelica ascoltata, rivela il tragico inganno di chi confida solo in se stesso e nei suoi beni. Al Signore, che scruta il cuore e lo converte con la sua Parola, rivolgiamo la nostra preghiera, dicendo insieme:
Converti i nostri cuori all'amore, Signore.

Perchè la Chiesa, che vede in ogni uomo l'immagine di Cristo, non cessi di denunciare il peccato personale e sociale dell'egoismo, e di proporre l'ideale evangelico della fraternità e solidarietà. Preghiamo:
Perchè la cooperazione allo sviluppo del terzomondo, sia condivisa da un numero crescente di professionisti, tecnici e lavoratori. Preghiamo:
Perchè nessuno dimentichi la maledizione che incombe sull'uomo che confida in se stesso, e chiude il proprio cuore alle persone indifese e abbandonate. Preghiamo:
Perchè il risveglio religioso nelle comunità ecclesiali alimenti la tensione dei cristiani verso la carità e la giustizia in un impegno morale rigoroso e coerente. Preghiamo:
Perchè l'esempio di Gesù, che spezza il pane per tutti, sia imitato non solo in questa eucaristia, ma anche nella vita quotidiana. Preghiamo:
Per le famiglie in difficoltà a causa dell'inadeguatezza del loro reddito.
Per la conversione delle persone, che sprecano ricchezze per cose superflue.

O Dio, padre dei poveri, rendici sensibili alla tua Parola e alle necessità dei fratelli, perchè l'attesa di occasioni o segni straordinari non ritardi la nostra conversione a quell'amore che viene da te, e ci fa condividere tutto con chi non ha niente. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Per questo sacrificio, o Signore,
santifica il nostro impegno di conversione
e fa’ che alla pratica esteriore della Quaresima
corrisponda una vera trasformazione dello spirito.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO DI QUARESIMA II
La penitenza dello spirito

È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria,
Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai stabilito per i tuoi figli
un tempo di rinnovamento spirituale,
perché si convertano a te con tutto il cuore,
e liberi dai fermenti del peccato
vivano le vicende di questo mondo,
sempre orientati verso i beni eterni.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime
cantiamo l’inno della tua lode: Santo...


Antifona di comunione
Beati i perfetti nella loro condotta,
che camminano nella legge del Signore. (Sal 119,1)

Oppure:
“Se non ascoltano Mosè e i Profeti,
neanche se uno risuscitasse dai morti
sarebbero persuasi”. (Lc 16,31)


Preghiera dopo la comunione
Questo sacramento continui ad agire in noi, Signore,
e la sua efficacia cresca di giorno in giorno
per la nostra attiva collaborazione.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20-03-2014)
Tra noi e voi è stato fissato un grande abisso
Sono molti i cristiani che disertano abitualmente la celebrazione domenicale dell'Eucaristia. La domenica non è più il giorno del Signore, è divenuto il giorno dell'uomo. Tutti però partecipano prima o poi ad una liturgia funebre per onorare un loro congiunto, un loro amico, per amore, per dovere, p ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20-03-2014)
Commento su Lc 16,24
«Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti». Lc 16,24 Come vivere questa Parola? Il vangelo di oggi ci presenta due figure significative per la nostra vita cristiana. Il povero Lazzaro, e il ricco epulone (senza nom ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 28-02-2013)
Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi
In ventisei anni di Associazione abbiamo raccontato ad ogni persona che abbiamo incontrato, ad ogni conferenza alla quale abbiamo partecipato, ad ogni evento che abbiamo organizzato la pena di tantissimi bambini che soffrono all'interno delle loro stesse famiglie per i maltrattamenti, gli abusi, la ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 28-02-2013)
Commento su Geremia 17,7
Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia Ger 17,7 Come vivere questa Parola? Il brano di Geremia (17,5-10) trova l'eco nel Salmo responsoriale (cf Salmo 1). Insieme, ci illustrano l'effetto delle opere compiute con giustizia o con intenzioni poco trasparenti: il Sign ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 28-02-2013)
Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro
La salvezza dell'uomo è dall'ascolto dei profeti. Ecco cosa insegna il Libro dei Proverbi: "Quando non c'è visione profetica, il popolo è sfrenato; beato invece chi osserva la legge" (Pr 29,18). Abramo dice oggi al ricco epulone che per la salvezza bastano Mosè e i profeti. È giusto che venga spiega ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 08-03-2012)
Commento su Luca 16,19-31
Fra le conversioni che siamo chiamati ad operare in questo tempo di quaresima vi è quella difficilissima che ci conduce dall'apatia alla solidarietà verso gli altri. Nella tragica parabola del ricco epulone, che non ha nome, è l'indifferenza a prevalere: Luca non ci dice che il ricco è malvagio, è s ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 08-03-2012)
Commento su Geremia 17,7-8
Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d'acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi, nell'anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti. Ger 17, ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 08-03-2012)
Hanno Mosè e i profeti; ascoltino loro
Dio conosce una sola Legge. La sua è sempre e solo Legge di carità, compassione, misericordia, pietà, elemosina. Nell'amore non devono esserci ostacoli, limiti, impedimenti. Noi siamo la vita dell'altro. Ecco come Tobi insegna al figlio Tobia come essere vita degli altri, specie dei più poveri: "Ogn ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 24-03-2011)

Dalla Parola del giorno Figlio ricordati che nella vita tu hai ricevuto i tuoi beni e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo dei tormenti. Come vivere questa Parola? Il Vangelo di oggi ci mette dinanzi la figura di Lazzaro, un povero che accetta e sof ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 24-03-2011)
Bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco
L'uomo ricco della parabola evangelica, comunemente detto "il ricco epulone", non conosce la verità della sua vita terrena e neanche quella dei beni di questo mondo. La vita terrena è data perché ognuno si prepari con essa il suo futuro eterno, che è insieme dono di Dio e frutto della sua umanità, p ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 04-03-2010)
Un abisso separatore
La parabola fa intravedere la mappa del Regno di Dio sulla terra, ponendo l'abisso separatore tra due mondi: quello del Regno di Dio e del regno della terra. Nell'ascolto e poi nel mettere in pratica la Parola ci poniamo ora qua ora là, sconfinando in uno o nell'altro dei Regni. Ma sia in un cas ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 04-03-2010)
Neanche la risurrezione dai morti ci convince!
Se la pagina del vangelo di oggi si fosse limitata a descriverci soltanto la situazione iniziale dell'uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e che ogni giorno banchettava lautamente, ignaro del povero mendicante Lazzaro, coperto di piaghe, fuori della sua porta, bramoso di sfamarsi delle bric ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 04-03-2010)

Dalla Parola del giorno "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore allontana il suo cuore. Egli sarà come un tamerisco nella steppa; quando viene il bene non lo vede. Dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può v ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 04-03-2010)

Questo brano illustra in forma negativa Lc 16,9: "Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne". E' un ammonimento a usare giustamente l'ingiusta ricchezza. La vita terrena è un ponte gettato sull'abisso tra l ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 12-03-2009)

Non ha nome il ricco che banchetta senza vedere Lazzaro. Non ha nome, non ha storia, ignora Dio e Dio lo ignora. Non è una persona malvagia, probabilmente ha anche una qualche fede. Solo è distratto, non vede, non si accorge che la povertà abita sotto casa sua. Solo un cane ha tenerezza per il pover ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 12-03-2009)
Beato chi confida nel Signore
La liturgia odierna ci presenta un episodio drammatico del ricco epulone e Lazzaro, il povero. Un incontro che tocca la nostra coscienza, soprattutto nella nostra vita o esperienza quotidiana e, quindi, ci proietta nel nostro domani. In questo episodio troviamo il ricco epulone che ha trascurato com ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 12-03-2009)
Commento su Ger 17,7-8
Dalla Parola del giorno Benedetto l?uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. Egli è come un albero piantato lungo l?acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell?anno della siccità non intristisce, non smette di produr ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21-02-2008)

Dio conosce per nome il povero Lazzaro, ne conosce la sofferenza, mentre non ha nome il ricco spendaccione. Un abisso separa il ricco e Lazzaro: tra loro c'è un burrone incolmabile, l'indifferenza. La vita del ricco, non condannato perché ricco, ma perché indifferente, è tutta sintetizzata in questa ...
(continua)
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