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CHIESA

      

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LITURGIA

> 13 Gennaio 2010 <

Lunedì 11 Gennaio 2010

Martedì 12 Gennaio 2010

Mercoledì 13 Gennaio 2010

Giovedì 14 Gennaio 2010

Venerdì 15 Gennaio 2010

Sabato 16 Gennaio 2010

Domenica 17 Gennaio 2010

Lunedì 18 Gennaio 2010

Martedì 19 Gennaio 2010

Mercoledì 20 Gennaio 2010

  Mercoledì della I settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

PO013 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
Gesù si alza molto prima dell’alba. Esce e se ne va in un luogo deserto, nella notte, e là prega. Quando gli apostoli, che lo cercano, infine lo trovano, egli dice loro: “Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!”. Egli dice di essere venuto per proclamare la “Buona Novella” e, tuttavia, quando è uscito, non si è trovato in mezzo alla folla. Prima dell’alba, nella notte, egli ha cercato un luogo deserto. Il Vangelo ci dice: “E là pregava”. Come è triste sapere che il più delle volte la preghiera è presentata come una domanda.
Per la maggior parte di coloro che lo sentono, il termine preghiera ha solo questo significato immediato.
Così è un momento decisivo nella nostra vita quando ci rendiamo conto che la preghiera è innanzi tutto adorazione! Essa è come quei pannelli solari che producono energia semplicemente dal loro essere stesi ed esposti alla luce. La preghiera è prima di tutto questa adorazione, questa gioia che noi esprimiamo nella più splendida parola d’amore che possa esistere: “Noi ti rendiamo grazie”. Grazie per che cosa? Per qualche dono? No di certo. Nel “Gloria” diciamo: “Noi ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa”. Grazie per te. È un po’ come il bambino che, in un momento di tenerezza, si getta fra le braccia della mamma e le dice: “Grazie, mamma, perché tu sei proprio tu”. La preghiera è prima di tutto questa adorazione silenziosa; non occorrono parole. Questa adorazione non è certo lontana da ogni preoccupazione. È per questo che dobbiamo chiedere l’aiuto di Dio. Come potremmo essere nell’adorazione di Dio in questo modo, se non fossimo nello stesso tempo feriti, preoccupati da tutta la sofferenza che c’è attorno a noi, dagli sforzi per i compiti che siamo chiamati a svolgere, dalle liberazioni di cui abbiamo bisogno, noi come tanti altri attorno a noi?
L’adorazione è al tempo stesso parola e silenzio. È un silenzio pieno, portatore di tutti i gemiti che sono in noi e che sono attorno a noi. È preghiera in senso pieno solo quella che si fa in silenzio, in una muta presenza. Raramente ci viene riferito questo episodio di cui è stato testimone il curato d’Ars. Egli passava molto tempo nella sacrestia per preparare laboriosamente le sue prediche, poiché non aveva una profonda cultura. Si stupiva nel vedere ogni sera un contadino, un uomo molto semplice, senza istruzione, che, al ritorno dal lavoro, dopo aver lasciato i suoi zoccoli alla porta, entrava in chiesa, si metteva in un angolo e rimaneva per molto tempo immobile e silenzioso. Il curato d’Ars stesso racconta che una volta non si trattenne dalla voglia di chiedergli: “Ma, amico mio, che cosa fa qui?”. L’uomo gli rispose nel suo dialetto della regione di Dombes: “Oh, signor curato, io lo guardo e lui mi guarda”. Quest’uomo così semplice era arrivato ad un altissimo grado di perfezione nella preghiera. Impariamo così, prima di affrontare i doveri della giornata, ad esporci, come Gesù, alla luce che ci riempirà d’energie, in questa preghiera semplice d’amore, d’adorazione: “Grazie, Signore, noi ti rendiamo grazie per il tuo splendore”.

Antifona d'ingresso
Vidi il Signore su di un trono altissimo:
lo adorava una schiera di angeli e cantavano insieme:
“Ecco colui che regna per sempre”.


Colletta
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

1Sam 3,1-10.19-20
Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.

Dal primo libro di Samuèle

In quei giorni, il giovane Samuèle serviva il Signore alla presenza di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti.
E quel giorno avvenne che Eli stava dormendo al suo posto, i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere. La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino ad allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane.
Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto. Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuèle, Samuèle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. Perciò tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuèle era stato costituito profeta del Signore.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 39

Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Beato l’uomo che ha posto la sua fiducia nel Signore
e non si volge verso chi segue gli idoli
né verso chi segue la menzogna.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.

Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 1,29-39
Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù è guaritore dei corpi e salvatore di tutto l'uomo. Egli prega ora con noi il Padre che ci ha dato la vita. e continuamente si prende cura dei suoi figli. Con fiducia preghiamo:
Salvaci, o Signore.

La tua Chiesa, Signore, è lacerata nei cristiani, perseguitata in molti paesi, guastata dai nostri peccati: donale salute e freschezza nuova. Noi ti invochiamo:
Molti popoli, o Padre, non hanno conosciuto l'amore che hai manifestato nel tuo Figlio Gesù, e tuttavia lo cercano con cuore sincero: non abbandonarli. Noi ti invochiamo:
Prima che noi ti cercassimo, tu per primo ci hai chiamato e ci sei venuto vicino per donarci la tua vita: sostienici nel cammino quotidiano. Noi ti invochiamo:
I malati che la scienza umana non può più soccorrere sperano ancora nel tuo aiuto: rafforza il loro animo nella prova. Noi ti invochiamo:
Ricordati dei sofferenti nel corpo e nello spirito che vivono tra noi e che forse ignoriamo: guariscili e illumina la loro pena. Noi ti invochiamo:
Per i medici e gli infermieri.
Perché molti ascoltano la chiamata del Signore.

Padre nostro, liberaci dal male che abita nel nostro cuore e che distrugge i nostri corpi, e insegnaci ad alleviare la sofferenza del prossimo. Per Gesù Cristo che ha patito ed è morto per noi e ora vive e regna nei secoli eterni. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, l’offerta che ti presentiamo,
esaudisci la nostra fiduciosa preghiera
e santifica tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore. ``.


Antifona di comunione
Presso di te, Signore, è la sorgente della vita,
nella tua luce noi vedremo la luce. (Sal 36,10)

Oppure:
“Io sono venuto perché abbiano la vita,
e l’abbiano in abbondanza”, dice il Signore. (Gv 10,10)


Preghiera dopo la comunione
Dio onnipotente, che ci hai nutriti alla tua mensa,
donaci di esprimere in un fedele servizio
la forza rinnovatrice di questi santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.

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don Luciano Sanvito     (Omelia del 13-01-2010)
Il segno del Regno
"Tutti ti cercano!"... La tentazione del successo, il richiamo della gente, l'essere ricercato! Eppure, Gesù risponde: "Andiamocene altrove..." La sua mira non è se stesso, ma l'opera del Regno che è importante annunciare. Le guarigioni da parte di Gesù occupano gran parte della sua giornata. ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 13-01-2010)

La guarigione della suocera di Pietro ci presenta il miracolo del servizio. Può sembrare un miracolo insignificante. Ma i miracoli non sono spettacoli di potenza, ma segni della misericordia di Dio. In questo racconto la piccolezza del segno è tutta a vantaggio della grandezza del significato. Un mi ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 13-01-2010)
Una giornata di Gesù
Gesù passava spesso le notti in preghiera. Le sue giornate erano spese in lunghi viaggi, con soste nei villaggi e nelle città dove si radunavano grandi folle, desiderose di ascoltarlo e dove incontrava l'umanità più povera e bisognosa delle sue guarigioni fisiche e spirituali. Nel vangelo di oggi, d ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 13-01-2010)

Dalla Parola del giorno Tutta la città era riunita davanti alla porta. Come vivere questa Parola? Quante volte gli evangelisti fanno riferimento alle folle che circondano Gesù sia per ascoltare il suo messaggio di salvezza, sia per la curiosità di vedere qualche miracolo. Anche Marco nel racco ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 14-01-2009)
Andare altrove
"Tutti ti cercano!"... "Andiamocene altrove..." Dobbiamo crearci la nostra identità non sul modello della richiesta della gente, ma su quel perno che la fa essere tale, attraverso la purificazione da tutti gli interessi momentanei e da tutte le richieste che al momento sembrano appagare e soddis ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 14-01-2009)

Dalla Parola del giorno “Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.” Come vivere questa Parola? Oggi, la liturgia ci porta a posare lo sguardo contemplativo su G ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 14-01-2009)

1) Preghiera Ispira nella tua paterna bontà, o Signore, i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera, perché veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Marco 1,29-39 In quel tem ...
(continua)
Messa Meditazione     (Omelia del 16-01-2008)
Si ritirò a pregare
Lettura Nel vangelo di oggi, Gesù si reca in casa di Simone e Andrea e qui guarisce la suocera di Simone, a letto con la febbre. Con il calare della sera, molti altri malati e indemoniati gli vengono condotti ed egli li guarisce. Nella prima lettura, il sacerdote Eli aiuta il giovane Samuele a disc ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16-01-2008)
Tutta la città davanti alla porta di casa
In questo breve brano di vangelo, San Marco - nel suo stile tanto semplice quanto efficace - riesce a racchiudere con una intensità particolare un momento significativo della missione terrena di Cristo. Sembra che sia volontaria una contrapposizione tra l'atteggiamento del popolo, di tutti quelli ch ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 16-01-2008)

1) Preghiera Ispira nella tua paterna bontà, o Signore, i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera, perché veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo Marco 1,29-39 In q ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-01-2008)
Commento su 1Sam 3,10
Dalla Parola del giorno Venne il Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiamò ancora come le altre volte: «Samuele, Samuele!». Samuele rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta!» Come vivere questa Parola? Il giovane Samuele, ridestato più volte dal sonno da una voce misteri ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 10-01-2007)

Dalla Parola del giorno Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». Come vivere questa Parola? Queste righe si inseriscono nella pericope del vangelo odierno che è un quadro vivo della persona e dell'attività di Cristo Gesù. Ecco, ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 10-01-2007)
Una giornata di Gesù
Gesù passava spesso le notti in preghiera. Le sue giornate erano spese in lunghi viaggi, con soste nei villaggi e nelle città dove si radunavano grandi folle, desiderose di ascoltarlo e dove incontrava l'umanità più povera e bisognosa delle sue guarigioni fisiche e spirituali. Nel vangelo di oggi, d ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 11-01-2006)

Gesù lascia la sinagoga assieme al suo piccolo gruppo. Ormai non è più solo. Egli ha scelto di comunicare il Vangelo del regno assieme ai suoi discepoli. Con loro forma ormai una famiglia. Lo vediamo entrare nella casa, divenuta la dimora di questa piccola famiglia, di questa piccola comunità. E anc ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-01-2006)

Dalla Parola del giorno La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli. Come vivere questa Parola? Quando parlano a Gesù di questa donna malata, senza indugio Egli ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 11-01-2006)
Dal suo rapporto con il Padre nella preghiera deriva tutta la sua autorita'
«Parla, perché il tuo servo ti ascolta», questo ritornello sarà quello di Gesù per tutta la sua vita. Egli sarà sempre un servo dell'ascolto del suo Padre. Egli sarà sempre in rapporto con il suo Padre nella preghiera. Egli sarà anche il servo della meditazione di tutto quello che ha ricevuto dal Pa ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 14-01-2004)
Commento su 1Sam 3,19
Dalla Parola del giorno Samuele acquistò autorità poiché il Signore era con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. (1Sam 3,19) Come vivere questa Parola? Dio chiama il giovane Samuele in un momento cruciale della storia di Israele: è tempo di sfacelo e di afflizione. In rispos ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 15-01-2003)

Dalla Parola del giorno La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli. Come vivere questa Parola? Quando parlano a Gesù di questa donna malata, senza indugio Egli l ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 15-01-2003)
Commento Marco 1,29-39
Nella nostra classifica mentale delle cose più antipatiche del cristianesimo la preghiera è subito dopo l'omelia (che mantiene imperterrita il record della noiosità...). Perché? Semplicemente perché spesse volte la nostra preghiera diventa costrizione, atto di riverenza, giaculatoria distratta e fre ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 15-01-2003)
Commento su Marco 1,29-39
La guarigione della suocera di Pietro ci presenta il miracolo del servizio. Può sembrare un miracolo insignificante. Ma i miracoli non sono spettacoli di potenza, ma segni della misericordia di Dio. In questo racconto la piccolezza del segno è tutta a vantaggio della grandezza del significato. Un mi ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-01-2002)

Dalla Parola del giorno Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni. [...]. Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di ca ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 10-01-2001)

Dalla Parola del giorno Venuta la sera dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie (...). Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo ...
(continua)

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