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Presentazione della Beata Vergine Maria
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S1121 ; DO336
Grado della Celebrazione: Memoria Colore liturgico: Bianco
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Oggi contempliamo una bambina che si dà completamente al Signore.
La Chiesa ha capito che l'atteggiamento di Maria all'annunciazione non era una improvvisazione e che nella sua anima l'offerta andava preparandosi da tempo, si era già progressivamente realizzata. E commovente vedere una bambina attirata dalla santità di Dio, che vuoi darsi a Dio, una bambina che capisce che l'opera di Dio è importante, che bisogna mettersi al servizio di Dio, ciascuno con le proprie capacità, aprirsi a Dio; una bambina che capisce che non si può compiere l'opera di Dio senza essere santificati da lui, senza essere consacrati da lui, perché non è possibile neppure conoscere la volontà di Dio, se il peso della carne ci chiude gli occhi.
Maria realizzava quello che san Paolo più tardi proporrà come ideale dei cristiani: offrire se stessi:
"Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio... Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio" (cfr. Rm 12,12).
Cerchiamo allora di comprendere più profondamente le condizioni dell'offerta. Lo facciamo tenendo presente il canto del Magnificat, perché è chiaro che nessun Vangelo può corrispondere esattamente alla festa di oggi, che non è riportata in nessuna pagina della Bibbia: l'offerta di Maria bambina non è un avvenimento che abbia attirato l'attenzione e sia stato registrato. Scegliere il Magnificat non è un anacronismo, perché esso esprime i sentimenti che si sono formati nell'anima di Maria ben prima del giorno della visitazione, sentimenti di fondo che sono proprio la base della sua offerta:
già della sua offerta di bambina, poi della sua offerta all'annunciazione e infine della sua offerta sul Calvario. Tutto parla del riconoscimento dei doni di Dio. Prima dell'offerta c'è sempre il dono di Dio e il riconoscimento di questo dono. "Ha guardato l'umiltà (la povertà, l'insignificanza) della sua serva... Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente... Di generazione in generazione si stende la sua misericordia": è proprio la scoperta dell'amore di Dio che fa pensare all'offerta, è la riconoscenza che suscita il bisogno di offrire. L'offerta, ripeto, è sempre una risposta al dono che ci è stato fatto:
Dio ci previene con il suo amore e noi diamo a lui ciò che egli ci ha dato. San Paolo lo dice nello stesso capitolo della lettera ai Romani: "Abbiamo doni diversi, secondo la grazia data a ciascuno di noi" e la nostra offerta non può che consistere nei doni che abbiamo ricevuto, che noi riconosciamo come doni gratuiti, che non ci erano dovuti e attraverso i quali noi vediamo l'amore del Signore.
E proprio per questa ragione, riconoscendo il suo amore, noi li mettiamo a sua disposizione, come offerta riconoscente.
D'altra parte l'offerta ha anche l'aspetto di una preghiera di domanda, ed è buona cosa rendercene conto. Offrire a Dio è sempre domandargli di trasformare i doni che portiamo a lui, di santificarli. Lui solo li può santificare, lui solo può consacrare; noi possiamo "presentare", proprio come dice la festa di oggi: "Presentazione di Maria al Tempio".
San Paolo non dice diversamente. Egli ci esorta a offrire i nostri corpi, a presentarli in offerta, ma la trasformazione è Dio che la opera e presentando noi gli domandiamo di rendere perfetto quello che gli offriamo e che per quanto ci riguarda è sovente pieno di imperfezioni.
Gli domandiamo di trasformare le povere realtà terrestri che gli presentiamo, questi doni umani che vengono dalla sua creazione, che hanno bisogno di essere trasformati per servire alla comunione con lui.
E, dato che la nostra offerta è in fondo sempre una preghiera di domanda, possiamo offrire tutto, anche quello che ci sembra completamente inutilizzabile nella nostra vita: i fardelli che ci pesano, che sentiamo come un ostacolo, le difficoltà, le sofferenze che in un certo senso sono assurde. Cristo crocifisso ci insegna che possiamo presentare a Dio tutto, perché tutto sia trasformato e che proprio le cose che sembrano più inutilizzabili sono state trasformate nel modo più meraviglioso. Niente era più inutilizzabile di una croce, patibolo dei malfattori, e tuttavia è sulla croce che si è realizzata la trasformazione capitale, che ha creato una nuova terra e ha fatto sì che l'amore di Dio riempisse tutte le cose.
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Antifona d'ingresso
Salve, Madre Santa, tu hai dato alla luce il Re, che governa il cielo e la terra nei secoli, in eterno.
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Colletta
Guarda, Signore, il tuo popolo
riunito nel ricordo delle beata Vergine Maria;
fa’ che per sua intercessione
partecipi alla pienezza della tua grazia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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1Mac 6,1-13
Per i mali che ho commesso a Gerusalemme, muoio nella più profonda tristezza.
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Dal primo libro dei Maccabèi
In quei giorni, mentre il re Antioco percorreva le regioni settentrionali, sentì che c’era in Persia la città di Elimàide, famosa per ricchezza, argento e oro; che c’era un tempio ricchissimo, dove si trovavano armature d’oro, corazze e armi, lasciate là da Alessandro, figlio di Filippo, il re macèdone che aveva regnato per primo sui Greci. Allora vi si recò e cercava di impadronirsi della città e di depredarla, ma non vi riuscì, perché il suo piano fu risaputo dagli abitanti della città, che si opposero a lui con le armi; egli fu messo in fuga e dovette ritirarsi con grande tristezza e tornare a Babilonia.
Venne poi un messaggero in Persia ad annunziargli che erano state sconfitte le truppe inviate contro Giuda. Lisia si era mosso con un esercito tra i più agguerriti, ma era stato messo in fuga dai nemici, i quali si erano rinforzati con armi e truppe e ingenti spoglie, tolte alle truppe che avevano sconfitto, e inoltre avevano demolito l’abominio da lui innalzato sull’altare a Gerusalemme, avevano cinto d’alte mura, come prima, il santuario e Bet-Sur, che era una sua città.
Il re, sentendo queste notizie, rimase sbigottito e scosso terribilmente; si mise a letto e cadde ammalato per la tristezza, perché non era avvenuto secondo quanto aveva desiderato. Rimase così molti giorni, perché si rinnovava in lui una forte depressione e credeva di morire.
Chiamò tutti i suoi amici e disse loro: «Se ne va il sonno dai miei occhi e l’animo è oppresso dai dispiaceri. Ho detto in cuor mio: in quale tribolazione sono giunto, in quale terribile agitazione sono caduto, io che ero così fortunato e benvoluto sul mio trono! Ora mi ricordo dei mali che ho commesso a Gerusalemme, portando via tutti gli arredi d’oro e d’argento che vi si trovavano e mandando a sopprimere gli abitanti di Giuda senza ragione. Riconosco che a causa di tali cose mi colpiscono questi mali; ed ecco, muoio nella più profonda tristezza in paese straniero».
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 9
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Esulterò, Signore, per la tua salvezza.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
annuncerò tutte le tue meraviglie.
Gioirò ed esulterò in te,
canterò inni al tuo nome, o Altissimo.
Mentre i miei nemici tornano indietro,
davanti a te inciampano e scompaiono.
Hai minacciato le nazioni, hai sterminato il malvagio,
il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.
Sono sprofondate le genti nella fossa che hanno scavato,
nella rete che hanno nascosto si è impigliato il loro piede.
Perché il misero non sarà mai dimenticato,
la speranza dei poveri non sarà mai delusa.
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Canto al Vangelo (2 Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.
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Vangelo
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Lc 20,27-40
Dio non è dei morti, ma dei viventi.
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Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Nella certezza che, se saremo fedeli, risorgeremo da morte per una beatitudine perenne, rivolgiamo al Padre la nostra fiduciosa invocazione, dicendo:
Signore, aumenta la nostra speranza.
Concedi, o Signore, il tuo timore ai potenti di questo mondo, perché amino il popolo loro affidato e lo governino con spirito di servizio e non di sopraffazione. Preghiamo:
Ricordati, Signore, dei nostri cari defunti che, a causa della loro umana debolezza, non godono ancora della totale gioia dell'unione con te. Preghiamo:
O Signore, Dio della vita e della luce, non nasconderci il tuo volto e guida i nostri passi quando siamo immersi nelle tenebre e nell'ombra della morte. Preghiamo:
O Signore, Dio di ogni vivente, concedi ai poveri, agli anziani e agli emarginati di accettare con coraggio e dignità la loro situazione di sofferenza per una sicura beatitudine nei cieli. Preghiamo:
O Signore, fonte di ogni santità, aiuta la nostra comunità a vivere e a celebrare l'eucaristia come l'evento della morte e della risurrezione del tuo Cristo, nella gioiosa attesa della sua venuta. Preghiamo:
Per le vedove e i vedovi della nostra comunità.
Per coloro che hanno scelto il celibato per il regno di Dio.
O Dio onnipotente, che ami la vita e nulla disprezzi di quanto hai creato, soccorrici nei momenti in cui siamo preda dell'inerzia, dello smarrimento e della sfiducia, perché viviamo nell'attesa dell'incontro con il Cristo benedetto, che vive e regna con te per i secoli eterni. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Ci soccorra, O Padre, l'immenso amore del tuo unico Figlio, che nascendo dalla Vergine non diminuì ma consacrò l'integrità della Madre; ci liberi da ogni colpa e ti renda gradito il nostro sacrificio la mediazione di Cristo Signore che vive e regna nei secoli dei secoli.
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Antifona di comunione
Te beata, o Vergine Maria, che hai portato in grembo il Figlio dell'eterno Padre.
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Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti dei tuoi sacramenti, in questa celebrazione in onore della beata Vergine Maria, fa' che sul suo esempio collaboriamo fedelmente al mistero della redenzione. Per Cristo …
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 20-11-2010)
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Ragionare con Dio
RAGIONARE SULLE REALTA' DI DIO CON IL PENSIERO UMANO?
Non è possibile.
O meglio, si può fare, ma non vale a nulla, non ha valore di fronte a Dio.
Perché ragionare sulle realtà di Dio è considerare Dio come morto.
Dobbiamo ragionare delle cose di Dio con lo spirito di Dio vivente, e qui.
L ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 21-11-2009)
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Ragionando sulle cose di Dio
RAGIONARE SULLE COSE DI DIO CON LA MENTALITA' DEL MONDO
PORTA A FAR PERDERE ALLE COSE IL SENSO DELLA VITA IN NOI
Parlare del mondo della Resurrezione oltre la morte seguendo la mentalità della morte non è altro che produrre in quelle cose della vita che stanno oltre l'incapacità ad essere applic ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 21-11-2009)
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Beato il grembo che ti ha portato!
Vari elementi hanno concorso alla istituzione della festa odierna della Vergine. Il Protovengelo di Giacomo, uno scritto apocrifo, non riconosciuto come testo ispirato e perciò non annoverato tra i libri della sacra Bibbia, ci narra della nascita di Maria Santissima da Gioacchino ed Anna a Gerusalem ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 21-11-2009)
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1) Preghiera
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 20,27-40
In quel tempo, si avvicinarono ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 22-11-2008)
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La vita oltre la vita
Anche quella porzione di umanità che non è stata raggiunta e illuminata dalla rivelazione, in modi diversi, sin dal principio, ha cercato di intuire e di credere ad una vita diversa dopo la morte. Alcuni parlano di trasmigrazioni di anime, altri di un nirvana come luogo di appagamento di tutti i des ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 22-11-2008)
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Commento a Lc 20,38
Dalla Paola del giorno
“Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui”
Come vivere questa Parola?
Gesù proclama questa parola di vita rispondendo al quesito (notevolmente tinto d’ironia!) posto dai Sadducei. C’erano sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senz ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 22-11-2008)
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1) Preghiera
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 20,27-40
In quel tempo, si avvicinarono ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 24-11-2007)
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Dalla Parola del giorno
Dio non è Dio dei morti ma dei vivi perché tutti viviamo per lui.
Come vivere questa Parola?
Con ragionamenti tortuosi i Sadducei tentano di opporsi a Gesù, al suo messaggio che è vittoria sul non senso e sulla morte. Quanto è importante e attuale anche per noi ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 24-11-2007)
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Il Dio dei vivi
"Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!". È una solenne affermazione di S. Paolo nella lettera ai Corinzi. Lo stesso apostolo aggiunge che se Cristo non è risorto è vana la nostra fede e arriva a dirci: "Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 24-11-2007)
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Gesù è ancora nel tempio per annunciare il Vangelo, fortemente osteggiato dagli oppositori. Ma non compie nessun miracolo nel tempio, quasi a dire che l'unica sua forza è la sua parola. Ed in effetti è proprio questa che gli oppositori vogliono far tacere. È il turno dei sadducei, gli ultimi della s ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 25-11-2006)
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Dalla Parola del giorno
I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, son ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 25-11-2006)
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Egli non è il Dio dei morti, ma dei vivi
Il tema del Vangelo di oggi, la risurrezione dai morti, è introdotta dai sadducei con l'insidiosa richiesta di un parere a Gesù. Questi appartenevano alle classi più elevate. A differenza dei farisei e degli scribi, non ammettevano la risurrezione dei corpi alla fine della storia. Ed è appunto su qu ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 25-11-2006)
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Gesù è ancora nel tempio per annunciare il Vangelo, fortemente osteggiato dagli oppositori. Ma non compie nessun miracolo nel tempio, quasi a dire che l'unica sua forza è la sua parola. Ed in effetti è proprio questa che gli oppositori vogliono far tacere. È il turno dei sadducei, gli ultimi della s ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 19-11-2005)
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Dalla Parola del giorno
Dio non è Dio dei morti ma dei viventi, perché tutti vivono per lui.
Come vivere questa Parola?
Questa solare affermazione è di Gesù che, in tal modo, chiude la bocca ai Sadducei: una setta ebraica che negava la resurrezione dei morti. L'obiezione era stata posta da loro ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 19-11-2005)
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Maestro, hai parlato bene
Quando Gesù si trova a parlare delle realtà umane trova sempre l'ammirazione di chi gli sta intorno. Parlare dell'uomo e quanto gli sta intorno non significa limitare l'argomento alla sua realtà biologica e temporale. Per parlare in maniera efficace dell'uomo bisogna parlare di Dio; per parlare dell ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 20-11-2004)
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Dalla Parola del giorno
Ecco i miei due testimoni. Questi sono i due olivi e le due lampade che stanno davanti al Signore della terra.
Come vivere questa Parola?
Una visione, quella che ci propone oggi l'Apocalisse, che mostra uno spaccato di umanità sconvolta dal male dilagante. Una piaga che ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 22-11-2003)
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Capita anche a me di incontrare delle persone che passano il tempo a spaccare il capello in quattro, anche nella fede. Forse fa parte dell'atteggiamento (povero) fondamentale dell'uomo quello di complicarsi la vita quando non è sufficientemente complicata. Lo strano caso della vedova ammazza-mariti, ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 22-11-2003)
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Dalla Parola del giorno
I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della resurrezione dai morti, non prendono moglie né marito.
Come vivere questa Parola?
I sadducei "che non credevano alla resurrezione dei corpi e giudicavan ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 22-11-2003)
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Commento su Luca 20, 27-40
La risurrezione non è soltanto un insegnamento di Gesù, è anche un annuncio della Scrittura (v.37). L'affermazione: "Io sono il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe" lascia intendere che il mondo dei defunti è un mondo di persone viventi. Il problema della continuità dell'esistenza si è affacciato ...
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| Eremo San Biagio (Omelia del 23-11-2002)
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Dalla Parola del giorno
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui.
Come vivere questa Parola?
Gesù proclama questa parola di vita rispondendo al quesito (notevolmente tinto d'ironia!) posto dai Sadducei. C'erano sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senz ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 23-11-2002)
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Commento Luca 20,27-40
Una situazione paradossale, un tranello, al solito, teso a Gesù per metterlo in difficoltà. Il caso, solo all'apparenza intricato, voleva mettere in discussione la fede nella resurrezione, accolta dai farisei (e da Gesù) e negata dai sadducei. La vedova "ammazzamariti" che si sposa sette volte per a ...
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| Eremo San Biagio (Omelia del 24-11-2001)
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Dalla Parola del giorno
E non possono più morire, perché sono figli di Dio
Come vivere questa Parola?
I sadducei tentano di mettere alle strette Gesù con una domanda che è un vero e proprio dilemma. Tuttavia, nel loro interrogativo, fa capolino il desiderio profondo di ogni uomo: quello di aver ...
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| Eremo San Biagio (Omelia del 25-11-2000)
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Dalla Parola del giorno
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui.
Come vivere questa Parola?
I sadducei, una setta religiosa dei tempi di Gesù, non credono nella resurrezione dei morti e fanno dell'ironia a questo proposito, ponendo un cavilloso interrogativo a Gesù. La ...
(continua)
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