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LITURGIA

> 4 Luglio 2009 <

Giovedì 2 Luglio 2009

Venerdì 3 Luglio 2009

Sabato 4 Luglio 2009

Domenica 5 Luglio 2009

Lunedì 6 Luglio 2009

Martedì 7 Luglio 2009

Mercoledì 8 Luglio 2009

Giovedì 9 Luglio 2009

Venerdì 10 Luglio 2009

Sabato 11 Luglio 2009

  Sabato della XIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

DO136 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
I discepoli di Giovanni narra il brano evangelico si scandalizzano perché i discepoli di Gesù non digiunano; noi forse, ascoltando la prima lettura, ci siamo scandalizzati per l'inganno perpetrato a danno del fratello maggiore da Giacobbe e da sua madre Rebecca. Queste due letture hanno in comune un insegnamento: dobbiamo abbandonare il nostro modo di pensare e capire che il dono di Dio è una cosa veramente nuova, gratuita, sconcertante. E una lezione che Gesù ha
ripetuto parecchie volte. Non ci sono diritti umani, non ci sono regole per la grazia divina. Dio è libero, è generoso, e noi dobbiamo accettare questa generosità stupenda e sconcertante, che si diverte, per così dire, a fare ciò che nessuno si aspetta. Veramente "ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote": chi pensava di aver diritto alla grazia divina non l'ha ricevuta, mentre essa si è riversata su chi non accampava diritto alcuno. Dobbiamo proprio abbandonare le nostre categorie mentali di meriti, di diritti, per aprirci in semplicità e umiltà alla novità della grazia. E un lavoro sempre da ricominciare, perché sempre ricadiamo nella piccola logica della nostra mente: siamo fedeli, quindi meritiamo la grazia, Dio deve darci qualche cosa. Dio invece non si lascia imprigionare nella logica umana. Gli operai dell'ultima ora, nella parabola narrata da Gesù, sono pagati per primi e ricevono quanto gli altri, che hanno sopportato la fatica e il caldo di tutta la giornata. E uno scandalo. Ma il padrone della vigna non si scompone: "Forse non posso fare del mio quello che voglio?". Abituiamoci a questo modo di agire di Dio e siamo contenti della fantasia divina, che dà molto a quelli che non lo meritano, ai peccatori, che preferisce i piccoli. I grandi devono umiliarsi: allora anche loro riceveranno molto, non per i loro meriti, ma perché si sono messi al livello dei piccoli. E una lezione importante, che viene sottolineata anche da san Paolo quando scrive che Dio è libero nei suoi doni: ha amato Giacobbe ed odiato Esaù; ha scelto ciò che non è, cioè gli umili, i poveri, i deboli e a loro ha dato la sua forza, la sua grazia, il suo amore.
La nostra anima deve essere libera, gioiosa, quasi danzare nella libertà, e non rinchiudersi nella grettezza dei calcoli umani. Così testimoniamo la gioia dei figli di Dio, per l'inedita generosità del Padre celeste.

Antifona d'ingresso
Popoli tutti, battete le mani,
acclamate a Dio con voci di gioia. (Sal 47,2)


Colletta
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Gen 27,1-5.15-29
Giacobbe soppiantò il fratello e carpì la benedizione che spettava a lui.

Dal libro della Gènesi

Isacco era vecchio e gli occhi gli si erano così indeboliti che non ci vedeva più. Chiamò il figlio maggiore, Esaù, e gli disse: «Figlio mio». Gli rispose: «Eccomi». Riprese: «Vedi, io sono vecchio e ignoro il giorno della mia morte. Ebbene, prendi le tue armi, la tua farètra e il tuo arco, va’ in campagna e caccia per me della selvaggina. Poi preparami un piatto di mio gusto e portamelo; io lo mangerò affinché possa benedirti prima di morire». Ora Rebecca ascoltava, mentre Isacco parlava al figlio Esaù. Andò dunque Esaù in campagna a caccia di selvaggina da portare a casa.
Rebecca prese i vestiti più belli del figlio maggiore, Esaù, che erano in casa presso di lei, e li fece indossare al figlio minore, Giacobbe; con le pelli dei capretti rivestì le sue braccia e la parte liscia del collo. Poi mise in mano a suo figlio Giacobbe il piatto e il pane che aveva preparato.
Così egli venne dal padre e disse: «Padre mio». Rispose: «Eccomi; chi sei tu, figlio mio?». Giacobbe rispose al padre: «Io sono Esaù, il tuo primogenito. Ho fatto come tu mi hai ordinato. Àlzati dunque, siediti e mangia la mia selvaggina, perché tu mi benedica». Isacco disse al figlio: «Come hai fatto presto a trovarla, figlio mio!». Rispose: «Il Signore tuo Dio me l’ha fatta capitare davanti». Ma Isacco gli disse: «Avvicìnati e lascia che ti tocchi, figlio mio, per sapere se tu sei proprio il mio figlio Esaù o no».
Giacobbe si avvicinò a Isacco suo padre, il quale lo toccò e disse: «La voce è la voce di Giacobbe, ma le braccia sono le braccia di Esaù». Così non lo riconobbe, perché le sue braccia erano pelose come le braccia di suo fratello Esaù, e lo benedisse. Gli disse ancora: «Tu sei proprio il mio figlio Esaù?». Rispose: «Lo sono». Allora disse: «Servimi, perché possa mangiare della selvaggina di mio figlio, e ti benedica». Gliene servì ed egli mangiò, gli portò il vino ed egli bevve.
Poi suo padre Isacco gli disse: «Avvicìnati e baciami, figlio mio!». Gli si avvicinò e lo baciò. Isacco aspirò l’odore degli abiti di lui e lo benedisse:
«Ecco, l’odore del mio figlio
come l’odore di un campo
che il Signore ha benedetto.
Dio ti conceda rugiada dal cielo,
terre grasse, frumento
e mosto in abbondanza.
Popoli ti servano
e genti si prostrino davanti a te.
Sii il signore dei tuoi fratelli
e si prostrino davanti a te i figli di tua madre.
Chi ti maledice sia maledetto
e chi ti benedice sia benedetto!».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 134

Lodate il Signore, perché il Signore è buono.

Lodate il nome del Signore,
lodatelo, servi del Signore,
voi che state nella casa del Signore,
negli atri della casa del nostro Dio.

Lodate il Signore, perché il Signore è buono;
cantate inni al suo nome, perché è amabile.
Il Signore si è scelto Giacobbe,
Israele come sua proprietà.

Sì, riconosco che il Signore è grande,
il Signore nostro più di tutti gli dèi.
Tutto ciò che vuole
il Signore lo compie in cielo e sulla terra,
nei mari e in tutti gli abissi.

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 9,14-17
Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Al Signore della vita e della gloria che ogni giorno ci invita alla mensa del suo Figlio, rivolgiamo le nostre suppliche, dicendo:
Ascoltaci, o Signore.

Perché la Chiesa, popolo scelto da Dio, trasmetta con semplicità a tutti gli uomini la gioia donatale dalla salvezza di Cristo. Preghiamo:
Perché il popolo ebreo comprenda la novità e la pienezza portata dal cristo, messia e salvatore di tutti gli uomini. Preghiamo:
Perché chi attende giorni meno tristi e dolorosi, trovi nella fede il sostegno per continuare a sperare. Preghiamo:
Perché sappiamo accogliere con ottimismo e spirito di discernimento le nuove forme di vita e di fede che nascono nella Chiesa e nel mondo. Preghiamo:
Perché l'eucaristia che celebriamo divenga il segno di vita nuova e totale donato da Cristo alla nostra comunità. Preghiamo:
Perché la domenica sia veramente festa del Signore.
Perché ogni sofferenza divenga attesa del Signore.

Padre misericordioso, che ci fai vivere nella gioia per la presenza incessante del nostro salvatore Gesù Cristo, sostieni il nostro cammino fino alla pasqua eterna, quando celebreremo per sempre le nozze dell'Agnello. Lui è Dio e vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
O Dio, che per mezzo dei segni sacramentali
compi l’opera della redenzione,
fa’ che il nostro servizio sacerdotale
sia degno del sacrificio che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Anima mia, benedici il Signore:
tutto il mio essere benedica il suo santo nome. (Sal 103,1)

Oppure:
“Padre, prego per loro, perché siano in noi una cosa sola,
e il mondo creda che tu mi hai mandato”, dice il Signore. (Gv 17,20-21)


Preghiera dopo la comunione
La divina Eucaristia,
che abbiamo offerto e ricevuto, Signore,
sia per noi principio di vita nuova,
perché, uniti a te nell’amore,
portiamo frutti che rimangano per sempre.
Per Cristo nostro Signore.

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Eremo San Biagio     (Omelia del 04-07-2009)

Dalla parola del giorno Isacco era vecchio e gli occhi gli si erano così indeboliti che non ci vedeva più. […] Giacobbe venne dal padre e disse: «Padre mio». Rispose: «Eccomi; chi sei tu figlio mio?». Giacobbe rispose al padre: «Io sono Esaù, il tuo primogenito». Come vivere questa Parola? La P ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 04-07-2009)

O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Matteo 9,14-17 In quel tempo, si acc ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 05-07-2008)
Il digiuno e le nozze
La privazione temporanea e volontaria del cibo e delle bevande faceva parte dei sacrifici antichi e, con accezioni diverse, mirava alla purificazione dell'uomo per avere poi un approccio più facile ed intimo con i diversi riti in onore della divinità. L'ha praticato lo stesso Gesù per quaranta giorn ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 05-07-2008)

1) Preghiera O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo Matteo 9,14 ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 07-07-2007)
Senso del rito
Adeguare il rito alla situazione che si vive. Adeguare la regola alla situazione che stiamo regolando. Applicare la misura con lo stile di chi ci misura in quel momento. ___________________________________________________________ Essere in sintonia tra quello che si vive e quello che si celebr ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 07-07-2007)

I discepoli di Giovanni, che conducevano una vita più austera rispetto a quella che Gesù conduceva, chiedono il perché di quella letizia. In effetti Gesù al suo passaggio dava speranza, creava un clima nuovo, come di allegria. Erano, ovviamente, soprattutto i poveri, i malati e i peccatori a gioire ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 07-07-2007)
Il digiuno e le nozze
La privazione temporanea e volontaria del cibo e delle bevande faceva parte dei sacrifici antichi e, con accezioni diverse, mirava alla purificazione dell'uomo per avere poi un approccio più facile ed intimo con i diversi riti in onore della divinità. L'ha praticato lo stesso Gesù per quaranta giorn ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 07-07-2007)

Dalla Parola del giorno Possono gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Come vivere questa Parola? "Lo Sposo è con loro". In questa breve frase è racchiuso tutto il mistero dell'incarnazione. Dio, lo Sposo di Israele, ha finalmente portato a compimento la sua promessa. ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 08-07-2006)

Dalla Parola del giorno In quel giorno rialzerò la capanna di Davide che è caduta; ne riparerò le brecce, ne rialzerò le rovine, la ricostruirò come ai tempi antichi. Come vivere questa Parola? La Parola di Dio, anche quando denuncia la corruzione dilagante, finisce sempre con lo schiudere ori ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 08-07-2006)
Possono forse digiunare quando lo sposo e' con loro?
I farisei si lamentavano che Gesù mangiasse con i peccatori. Qui lo si accusa di non digiunare. La risposta di Cristo è significativa: Gesù inaugura il tempo messianico – il tempo delle nozze, già prefigurato dai profeti. – che è tempo di gioia. I discepoli non digiunano, perché Cristo è con loro. Q ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 08-07-2006)
"Chi lo ha già, non lo fa; chi lo fa, non ce l'ha"
Già: potremmo riprendere così il rapporto che ci viene proposto tra lo sposo e il digiuno. Chi ha già lo sposo, non fa il digiuno; chi fa il digiuno, non ha lo sposo. Ma sposo e digiuno qui sono anche due emblemi: il digiuno rappresenta il modo mesto e triste della vita, la mancanza della gioia ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 02-07-2005)
Commento su Gn 27,27-29
Dalla Parola del giorno Isacco aspirò l'odore degli abiti di Giacobbe e lo benedisse: «Ecco l'odore del mio figlio come l'odore di un campo che il Signore ha benedetto. Dio ti conceda rugiada del cielo e terre grasse e abbondanza di frumento e di mosto. Ti servano i popoli e si prostrino davanti a ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 05-07-2003)
Commento su Matteo 9, 14-17
Il dibattito sul digiuno segue immediatamente il pasto scandaloso di Gesù con Matteo e i suoi amici esattori delle imposte. I discepoli di Giovanni e i farisei digiunavano per affrettare la venuta del Messia e per prepararsi ad accoglierlo. I discepoli di Gesù sanno che il Messia è già arrivato ed è ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 06-07-2002)

Dalla Parola del giorno Farò tornare gli esuli del mio popolo Israele, e ricostruiranno le città devastate e vi abiteranno; pianteranno vigne e ne berranno il vino; coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto. Li pianterò nella loro terra e non saranno mai divelti da quel suolo che io ho conces ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 08-07-2000)

Dalla Parola del giorno Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro. Come vivere questa Parola? Il banchetto festoso e il digiuno sono due archetipi umani, due elementi comuni a tutte le religioni. La festa e la mensa segnano il tempo della pienezza, del compim ...
(continua)

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