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Giovedì della IX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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DO094 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
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Ci dà sempre gioia ascoltare il Signore dirci che il primo comandamento è amare e che anche il secondo è amare: amare Dio e il prossimo, e che non c'è comandamento maggiore. Ci dà gioia perché corrisponde in pieno al desiderio del nostro cuore che è fatto per amare, che vuole amare. Dio, comandandoci di amare, viene incontro a questo profondo desiderio dell'uomo.
Potrebbe sorgere in noi una domanda: se questo desiderio è così profondo in noi, che necessità c'era di farne un comando? Non è neppure possibile comandare l'amore, l'amore non si comanda, è spontaneo, o c'è o non c’e.
In un certo senso è vero che non si può comandare di amare. Se Dio non avesse messo nel cuore dell'uomo l'anelito profondo verso l'amore, il suo comandamento sarebbe veramente stato inutile. Noi dobbiamo prima ricevere da Dio il dono di amare, per potere poi osservare questo comandamento. Però esso non è inutile, perché l'amore non è un dinamismo spontaneo: esige la nostra collaborazione, esige che mettiamo al suo servizio tutte le nostre capacità di pensiero, di affetto, di azione. Ainare con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta la forza non ci è dato subito, dobbiamo lentamente crescere nell'amore. il nostro amore è debole, è limitato, è mescolato a cose che lo inquinano e l'esperienza ce lo conferma continuamente. E per questa ragione che il comandamento è necessario e che in noi l'amore ha bisogno di tutte le attenzioni e di tutti gli sforzi, come una pianticella fragile ha bisogno di cure per svilupparsi.
Nella prima lettura abbiamo un bellissimo esempio, molto importante per l'educazione dell'amore. L'amore dell'uomo per la donna, della donna per l'uomo è un dono di Dio, che ha posto in noi questa profonda tendenza. Ma questo amore, nello stato di decadenza in cui il peccato ci ha posto, è terribilmente viziato dall'egoismo; il desiderio sessuale è un aiuto all'amore, ma in un altro senso può diventare un grave ostacolo, se si cerca nell'altro soltanto la propria soddisfazione. Tobia e Sara ne sono coscienti e si dimostrano fedeli all'amore. Dice infatti Tobia a Sara: "Sara, levati, preghiamo Dio... Noi siamo figli di santi e non possiamo unirci alla maniera di quelli che non conoscono Dio". E nella preghiera a Dio: "Signore, tu sai che io prendo in moglie questa mia parente non per passione, ma solo per il desiderio di una discendenza". Vediamo dunque, in questa drammatica storia, come il dinamismo che ci spinge verso l'amore può essere in noi profondamente bisognoso di purificazione.
Questo è vero per l'amore dell'uomo per la donna nel matrimonio, e lo è anche nelle altre relazioni interpersonali. Sempre noi abbiamo tendenza a strumentalizzare gli altri per i nostri fini, ad "usarli" invece di amarli, a cercare in loro ciò che ci piace, ciò che soddisfa un nostro bisogno. Per essere fedeli al comandamento dell'amore dobbiamo resistere a questa tendenza, non dobbiamo lasciare che l'amore sia profanato dall'egoismo, ma lavorare con pazienza a purificarlo.
D'altra parte il nostro amore ha bisogno di essere reso forte. Di fronte agli ostacoli facilmente ci scoraggiamo e lasciamo cadere la nostra speranza. Diciamo: amare è impossibile, amare incontra tante difficoltà... Non si è capiti, non si è corrisposti... Eppure, se veramente si vuol amare, bisogna affrontare tanti sacrifici, bisogna rinunciare a se stessi. Bisogna, in una parola, essere forti, perché il nostro amore sappia affrontare con generosità ogni sacrificio, superare gli ostacoli, non scoraggiarsi dell'ingratitudine. Ecco perché è necessario ascoltare spesso questo comandamento: "Tu amerai... Tu amerai..." per perseverare nel cammino dell'amore, senza scoraggiamenti, senza ripiegamenti su se stessi, senza rinunciare all'amore.
Gesù dunque ci ripete il comandamento scritto nella legge di Dio. Ma non si accontenta di ripetercelo, di prescrivercelo come una legge esteriore: egli lo ha realizzato in se stesso e celo dà. Se vogliamo amare, dobbiamo ricorrere al suo cuore. Ainare con il suo cuore è il solo modo di avere un amore purificato e veramente forte, perché nella sua passione Gesù ha purificato l'amore umano e lo ha reso straordinariamente forte, vivendolo in circostanze assolutamente contrarie ad ogni egoismo. Ainare come ha fatto Gesù, morendo su una croce, è amare in modo estremamente puro ed estremamente forte. Possiamo anzi dire che nella passione Gesù ha creato l'amore puro e forte.
Se dunque vogliamo adempiere il comandamento dell'amore, abbiamo un unico mezzo: uscire da noi stessi, rinunciare, in un certo senso, al nostro cuore e accettare, prendere il cuore di Cristo. "U mio cuore è vostro", dice il Signore. Istituendo l'alleanza nuova egli ha proprio voluto darci un cuore nuovo.
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Antifona d'ingresso
Volgiti a me, Signore, e abbi misericordia,
perchè sono triste e angosciato;
vedi la mia miseria e la mia pena
e perdona tutti i miei peccati.
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Colletta
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Tb 6,10-11; 7,1.9-17; 8,4-9
Dégnati di avere misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia.
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Dal libro di Tobìa
In quei giorni, erano entrati nella Media e già erano vicini a Ecbàtana, quando Raffaele disse al ragazzo: «Fratello Tobìa!». Gli rispose: «Eccomi». Riprese: «Questa notte dobbiamo alloggiare presso Raguèle, che è tuo parente. Egli ha una figlia chiamata Sara»
Quando fu entrato in Ecbàtana, Tobìa disse: «Fratello Azarìa, conducimi diritto dal nostro fratello Raguèle». Egli lo condusse alla casa di Raguèle, che trovarono seduto presso la porta del cortile. Lo salutarono per primi ed egli rispose: «Salute, fratelli, siate i benvenuti!». Li fece entrare in casa.
Si lavarono, fecero le abluzioni e, quando si furono messi a tavola, Tobìa disse a Raffaele: «Fratello Azarìa, domanda a Raguèle che mi dia in moglie mia cugina Sara». Raguèle udì queste parole e disse al giovane: «Mangia, bevi e sta’ allegro per questa sera, poiché nessuno all’infuori di te, mio parente, ha il diritto di prendere mia figlia Sara, come del resto neppure io ho la facoltà di darla a un altro uomo all’infuori di te, poiché tu sei il mio parente più stretto. Però, figlio, voglio dirti con franchezza la verità. L’ho data a sette mariti, scelti tra i nostri fratelli, e tutti sono morti la notte in cui entravano da lei. Ora, figlio, mangia e bevi; il Signore sarà con voi».
Ma Tobìa disse: «Non mangerò affatto né berrò, prima che tu abbia preso una decisione a mio riguardo». Rispose Raguèle: «Lo farò! Ella ti viene data secondo il decreto del libro di Mosè e come dal cielo è stato stabilito che ti sia data. Abbi cura di lei, d’ora in poi tu sei suo fratello e lei tua sorella. Ti viene concessa da oggi per sempre. Il Signore del cielo vi assista questa notte, o figlio, e vi conceda la sua misericordia e la sua pace».
Raguèle chiamò sua figlia Sara e, quando venne, la prese per mano e l’affidò a Tobìa con queste parole: «Prendila; secondo la legge e il decreto scritto nel libro di Mosè lei ti viene concessa in moglie. Tienila e, sana e salva, conducila da tuo padre. Il Dio del cielo vi conceda un buon viaggio e pace». Chiamò poi la madre di lei e le disse di portare un foglio e stese l’atto di matrimonio, secondo il quale concedeva in moglie a Tobìa la propria figlia, in base al decreto della legge di Mosè. Dopo di ciò cominciarono a mangiare e a bere.
Poi Raguèle chiamò sua moglie Edna e le disse: «Sorella mia, prepara l’altra camera e conducila dentro». Quella andò a preparare il letto della camera, come le aveva ordinato, e vi condusse la figlia. Pianse per lei, poi si asciugò le lacrime e le disse: «Coraggio, figlia, il Signore del cielo cambi in gioia il tuo dolore. Coraggio, figlia!». E uscì.
Gli altri intanto erano usciti e avevano chiuso la porta della camera. Tobìa si alzò dal letto e disse a Sara: «Sorella, àlzati! Preghiamo e domandiamo al Signore nostro che ci dia grazia e salvezza». Lei si alzò e si misero a pregare e a chiedere che venisse su di loro la salvezza, dicendo: «Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedetto per tutte le generazioni è il tuo nome! Ti benedicano i cieli e tutte le creature per tutti i secoli! Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie, perché gli fosse di aiuto e di sostegno. Da loro due nacque tutto il genere umano. Tu hai detto: “Non è cosa buona che l’uomo resti solo; facciamogli un aiuto simile a lui”. Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con animo retto. Dégnati di avere misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia». E dissero insieme: «Amen, amen!». Poi dormirono per tutta la notte.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 127
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Beato chi teme il Signore.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
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Canto al Vangelo (2Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.
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Vangelo
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Mc 12,28b-34
Non c’è altro comandamento più grande di questi.
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In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».
E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
All'unico Signore, presentiamo la preghiera del suo popolo, dicendo:
Insegnaci ad amare, Signore.
Per la Chiesa: divenga sempre più comunità di amore e segno evidente del volto materno di Dio. Preghiamo:
Per i governanti: nell'esercizio del potere abbandonino le strade della violenza e del tornaconto a favore della solidarietà e della pietà umana. Preghiamo:
Per i sofferenti: venga accolto il loro bisogno di comprensione e di affetto per la costruzione di una umanità nuova. Preghiamo:
Per tutti gli uomini: abbiano la forza di abbandonare qualsiasi idolo per adorare l'unico Dio rivelato in Cristo. Preghiamo:
Per la nostra comunità: dal Cristo che si dona a tutti indistintamente, impari lo spirito di servizio e di fraternità. Preghiamo:
Per chi ama l'uomo in quanto uomo.
Per chi è stato chiamato all'adorazione e alla contemplazione.
O Signore, che ci hai comunicato il tuo amore e il tuo modo di amare, aiutaci a saper date tutto di noi stessi, e a fare di questa vita il nostro canto di lode a te, unico Dio che con il Cristo tuo Figlio vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Fiduciosi nella tua misericordia, Signore,
ci accostiamo con doni al tuo santo altare,
perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio
sia per noi principio di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Innalzo a te il mio grido e tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me il tuo orecchio, ascolta le mie parole. (Sal 17,6)
Oppure:
Dice il Signore: “In verità vi dico:
tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)
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Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti
con il corpo e il sangue del tuo Figlio,
guidaci con il tuo Spirito,
perché non solo con le parole, ma con le opere e la vita
possiamo renderti testimonianza
e così entrare nel regno dei cieli.
Per Cristo nostro Signore.
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 28-03-2010)
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Ascoltare
"ASCOLTA..."
Il comandamento nasce dall'ascolto.
Esprime la modalità della fede.
Essa nasce dall'ascolto, dall'accogliere il messaggio e la modalità di Dio.
L'ascolto esprime che è importante l'opera umana dell'ascoltare.
Ma sottolinea che proprio in questo atteggiamento si evidenzia che c' ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 04-06-2009)
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"Ascolta..."
" ASCOLTA..."
Dall'ascolto nasce il comandamento.
Dal comandamento sgorgano i comandamenti.
Dai comandamenti deriva l'osservanza saggia e fedele.
Dalla sapienza e dalla fedeltà rinasce il rapporto umano.
Dal rapporto umano riprende vita e matura l'incontro con Dio.
" ASCOLTA..."
Dall'in ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 04-06-2009)
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Dalla Parola del giorno
Tobia esortò la vergine dicendo: “Sara, levati: preghiamo Dio, oggi, domani e domani l’altro perché in queste tre notti staremo uniti a Dio; […] Noi siamo figli di santi e non possiamo unirci alla maniera di quelli che non conoscono Dio.”
Come vivere questa Parola?
Tobia ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 04-06-2009)
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Commento Marco 12,28-34
1) Preghiera
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco 12,28b-34
In quel tempo, si acco ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 05-06-2008)
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Commento su Mc 12,30-31
Dalla Parola del giorno
"Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo comandamento è questo: amerai il prossimo tuo come te stesso."
Come vivere questa Parola?
Gesù sintetizza qui tutta la Legge e i Profeti e individua con chiarez ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 05-06-2008)
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Il primo comandamento
Quando nell'ambito religioso manca la certezza della fede e l'autenticità della vita, capita inevitabilmente che, nel tentativo di correggere gli errori e le manchevolezze, si incorra in una moltiplicazione di leggi e di precetti fino a farli diventare dei veri e propri capestri e a immergere le per ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 07-06-2007)
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Comandamento dell'amore
Il lungo brano dal libro di Tobia descrive il viaggio del giovane Tobia con l'arcangelo Raffaele, presentatosi sotto forma umana con il nome di Azaria: le peripezie del viaggio, il fegato del pesce, l'incontro con il parente Raguele, l'innamoramento di Tobia con Sara, le loro nozze, la preghiera per ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 07-06-2007)
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Uno scriba si avvicina a Gesù e gli chiede qual è il primo dei comandamenti. In genere lo scriba è un buon conoscitore della Legge; questi tuttavia si avvicina al Maestro non per metterlo alla prova, bensì per apprendere da lui questo importante insegnamento. Aveva ragione: nessuno può essere maestr ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 07-06-2007)
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Dalla Parola del giorno
Levati: preghiamo Dio oggi, domani e domani l'altro perché in queste tre notti staremo uniti a Dio; passata la terza notte vivremo come marito e moglie. Noi siamo figli di santi e non possiamo unirci alla maniera di quelli che non conoscono Dio.
Come vivere questa Parola? ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 08-06-2006)
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Commento su 2 Tm 2,14
Dalla Parola del giorno
Scongiurali, davanti a Dio, di evitare le vane discussioni che non giovano a nulla, se non alla perdizione di chi le ascolta.
Come vivere questa Parola?
Paolo ha ricordato a Timoteo, suo discepolo e collaboratore nell'evangelizzazione, che Gesù è risuscitato dai morti ed ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 08-06-2006)
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Questo e' il primo comandamento. E il secondo e' simile ad esso
Rileggiamo nella versione di Marco: "Il primo di tutti i comandamenti è amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze, e il secondo è amare il prossimo come se stessi". La risposta di Gesù conferisce al problema in questione una nuova valutazione tramite il livellamento fra il ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 08-06-2006)
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Uno scriba si avvicina a Gesù e gli chiede qual è il primo dei comandamenti. In genere lo scriba è un buon conoscitore della Legge; questi tuttavia si avvicina al Maestro non per metterlo alla prova, bensì per apprendere da lui questo importante insegnamento. Aveva ragione: nessuno può essere maestr ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 02-06-2005)
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Dalla Parola del giorno
«Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossi ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 03-06-2004)
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Commento su 2 Tm 2,11-13
Dalla Parola del giorno
Certa è questa parola: Se moriamo con lui vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui regneremo; se lo rinneghiamo anch'egli ci rinnegherà; se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele perché non può rinnegare se stesso.
Come vivere questa parola?
È inte ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 06-06-2002)
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Commento Marco 12,28-34
Dalla Parola del giorno
Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo comandamento è questo: amerai il prossimo tuo come te stesso.
Come vivere questa Parola?
Gesù sintetizza qui tutta la Legge e i Profeti e individua con chiarezza ...
(continua)
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